Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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si

0011        GIULIO ANTONIO ACQUAVIVA Duca di Atri, conte di San Flaviano, conte di Conversano, duca di Teramo. Figlio di Giosia, padre di Andrea Matteo e di Belisario.

                 + 1481 (febbraio)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1447

 

 

 

 

 

Giu.

Napoli

Firenze

150 cavalli

Lazio

E' alla mostra di Monterotondo.

1450

 

 

 

 

 

Apr.

Spoleto

 

 

 

 

1456       Puglia
Sposa Caterina Orsini del Balzo, figlia naturale del principe di Taranto Giovanni Antonio Orsini del Balzo. La moglie gli porta in dote la contea di Conversano.

1458

 

 

 

 

 

Nov.

Baroni

Napoli

 

Puglia

Affianca il suocero, il principe di Taranto Giovanni Antonio Orsini del Balzo, contro gli aragonesi. Affronta gli avversari fra Corato, Palo del Colle e Bisceglie

1462

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

Puglia

Si accampa sotto Giovinazzo. Assedia in  Andria il duca Francesco del Balzo.

Ago.

 

 

 

Puglia

Partecipa alla battaglia di Troia; dopo la rotta ripara ad Ascoli Satriano. Nello stesso mese, alla morte del padre, diviene duca d'Atri e conte di San Flaviano.

Sett.

 

 

 

 

Stipula la pace con il re per conto del principe di Taranto.

1463

 

 

 

 

 

Gen.

Napoli

Angiò

 

Campania

A Trani. Alla morte del suocero si porta a Terlizzi e passa apertamente nel campo aragonese; entra in Napoli con Alessandro Sforza al fianco di Ferrante d'Aragona.

Mag.

 

 

 

Abruzzi

Recupera Montepagano.

Nov.

 

 

 

Puglia

Si accosta a Bari con 20 squadre di cavalli, si impadronisce della città dopo un breve assedio e si porta nel castello dove (si diceva) avrebbero dovuto esservi custoditi 40000 ducati.

1464

 

 

 

 

 

..................

 

 

 

Campania

Attacca Cola di Monforte con 10 squadre di cavalli nel contado di Campobasso.

Ott.

 

 

 

Campania

Come a tutti i nobili del regno gli viene tolto dal sovrano ogni comando di uomini  d'arme. Gli è accordata una pensione annua di 1000 ducati ed è insignito dell'ordine dell'Ermellino. Gli sono restituiti tutti i suoi beni tranne la contea di San Flaviano ed il ducato di Atri concessi in precedenza a Matteo da Capua.

1467

 

 

 

 

Riottiene la contea di San Flaviano ed il ducato di Atri.

1473

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

Emilia

Passa per Siena per scortare a Ferrara Eleonora d' Aragona, moglie di Ercole d'Este.

1474

 

 

 

 

 

 Ott.

 

Francia 

Accompagna in Borgogna il principe di Taranto Federico d'Aragona per combattere le truppe del re di Francia Luigi XI a favore del duca di Borgogna Carlo il Temerario. 

1476

 

 

 

 

 

Febbr. Borgogna C. Svizzeri   Francia Prende parte alla battaglia di Grandson.

Apr.

 

 

 

Francia 

Ha il comando di uno dei cinque corpi di armata. Lascia il campo di battaglia di Morat la sera precedente il combattimento per rientrare nel regno di Napoli.

1477

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

 

Gli vengono concessi dal re il cognome d'Aragona e le insegne di tale casata. Non ha la signoria di Teramo anche se si fa chiamare signore della città.

Giu.

 

 

 

Campania

E' a Napoli per il matrimonio del re; organizza giostre per solennizzare tale evento.

1478

 

 

 

 

 

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Napoli

Milano

 

Liguria  

Si imbarca a Napoli con due galee e tre navi cariche di artiglierie e di munizioni per soccorrere i genovesi.

Giu.

Napoli

Firenze

 

Toscana

Assedia Castellina in Chianti.

Sett.

 

 

 

Toscana

Assedia Monte San Savino.

1479

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Toscana

Muove dal Magra con Roberto da San Severino. Entra nel pisano, si impadronisce del castello di Filettole, minaccia Pisa e dà alle fiamme la porta del Paradiso.

Apr.

 

 

 

Toscana

Respinge Ercole d'Este su un ponte del Serchio: sono catturati 1000 cavalli. e al suo cognome quello d'Aragona.

Giu.

 

 

 

Umbria

Con Matteo da Capua è disfatto da Roberto Malatesta a Passignano sul Trasimeno.

Ago.

 

 

 

Toscana

Passa per Siena con otto squadre di cavalli.

Sett.

 

 

 

Toscana

E' al campo di Rigomagno. Assedia Colle di Val d'Elsa.

Ott.

 

 

 

Toscana

E' ferito da un verrettone ad un piede durante le operazioni di assedio.

Dic.

 

 

 

Toscana

Lascia Siena, si trasferisce in Romagna ed attraversa il territorio di Fano.

1480

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

Toscana

Interviene in Siena con alcuni connestabili ( Possa da Siena, Bianchino Albanese e Franceschetto Corso) per sedare le lotte fra le fazioni cittadine.

Sett.

Napoli

Impero Ottomano

Capitano g.le

Puglia

Al comando di 1500 lance contrasta i turchi nella guerra di Otranto. Viene a conoscenza di una scorreria ottomana di 400 cavalli, giunti sotto le mura di Ostuni. Gli avversari rientrano ad Otranto dopo avere preso la strada della marina. L'Acquaviva si pone in agguato a San Cataldo, li assale e recupera le prede. I turchi perdono 100 cavalli fra morti e prigionieri.

Ott. Puglia Sbarca con le truppe dalla flotta per assediare Otranto. Il cattivo tempo e le continue mareggiate spingono l'armata a rientrare a Brindisi.
Nov. Puglia Ha il comando delle operazioni al posto del duca Federico d'Aragona rientrato a Napoli. Si colloca a Sternatia.

1481

 

 

 

 

 

Gen.         

 

 

 

Puglia

Alloggia con le sue truppe nei pressi di Sternatia e di Soleto. Si congiunge a Melpignano con Andrea Capodiferro, con l'obiettivo di indirizzarsi, alla testa di 700 cavalli, su Minervino di Lecce.

Feb.

 

 

 

Puglia

Nonostante i tentativi di dissuasione del Capodiferro, si stacca dal grosso delle truppe per avviarsi con pochi cavalli in perlustrazione verso Serrano. Scoperto dagli esploratori turchi, gli vengono contro 200 cavalli, reduci da un'incursione a San Pietro di Galatina: costoro lo sorprendono a Santa Maria della Serra nelle vicinanze di Minervino di Lecce. L'Acquaviva combatte senza elmetto a causa del grande caldo. Un ottomano lo ferisce al collo con un colpo di scimitarra; il capitano si dà alla fuga, mentre gli uomini del suo seguito, 12 cavalli, sono tutti uccisi. Prende la strada di Minervino di Lecce inseguito dagli avversari. Raggiunto a Giuggianello, cade da cavallo per avere perso troppo sangue in un punto che per alcuni secoli continuerà ad essere chiamato "Conte Giulio". Al cadavere viene tagliata la testa; questa sarà portata prima ad Otranto infissa su una lancia, e, successivamente, sarà spedita a Costantinopoli. La sua cavalcatura continua, invece, la sua corsa per fermarsi a Sternatia. L'Acquaviva è sepolto in un primo momento a Sternatia e, di seguito, a Conversano nella chiesa di Santa Maria dell'Isola.

OTTO CITAZIONI

Valente capitano della scuola braccesca. Uomo battagliero, manesco, arrischiato.

Capitano famosissimo ai suoi tempi.

Uomo di grandi doti per senno, probità ed umanità. Saggio capitano.