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Stato. Comp. ventura |
Avversario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri
fatti salienti |
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1447 |
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Giu. |
Napoli |
Firenze |
150 cavalli |
Lazio |
E' segnalato
alla mostra di Monterotondo. |
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1450 |
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Apr. |
Spoleto |
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| 1456 |
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Puglia |
Sposa Caterina
Orsini del Balzo, figlia naturale del principe di Taranto Giovanni
Antonio Orsini del Balzo. La moglie gli porta in dote la contea
di Conversano. |
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1458 |
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Nov. |
Baroni |
Napoli |
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Puglia |
Affianca il
suocero, il principe di Taranto Giovanni Antonio Orsini del
Balzo, contro gli aragonesi. Affronta gli avversari fra Corato,
Palo del Colle e Bisceglie |
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1462 |
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Mag. |
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Puglia |
Si accampa
sotto Giovinazzo. Assedia in
Andria il duca Francesco del Balzo. |
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Ago. |
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Puglia |
Partecipa alla
battaglia di Troia; dopo la rotta ripara ad Ascoli Satriano.
Nello stesso mese, alla morte del padre, diviene duca d'Atri
e conte di San Flaviano. |
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Sett. |
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Stipula la
pace con il re per conto del principe di Taranto. |
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1463 |
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Gen. |
Napoli |
Angiò |
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Campania |
A Trani. Alla
morte del suocero si porta a Terlizzi e passa apertamente nel
campo aragonese; entra in Napoli con Alessandro Sforza al fianco
di Ferrante d'Aragona. |
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Mag. |
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Abruzzi |
Recupera Montepagano. |
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Nov. |
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Puglia |
Si accosta
a Bari con 20 squadre di cavalli, si impadronisce della città
dopo un breve assedio e si porta nel castello dove (si diceva)
avrebbero dovuto esservi custoditi 40000 ducati. |
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1464 |
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Campania |
Attacca Cola
di Monforte con 10 squadre di cavalli nel contado di Campobasso. |
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Ott. |
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Campania |
Come a tutti
i nobili del regno gli viene tolto dal sovrano ogni comando
di uomini d'arme. Gli
è accordata una pensione annua di 1000 ducati ed è insignito
dell'ordine dell'Ermellino. Gli sono restituiti tutti i suoi
beni tranne la contea di San Flaviano ed il ducato di Atri concessi
in precedenza a Matteo da Capua. |
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1467 |
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Riottiene la
contea di San Flaviano ed il ducato di Atri. |
| 1471 |
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Abruzzi |
Inizia la costruzione
di Giulianova che sorge nei pressi di San Flaviano messa a sacco
e pressoché distrutta da Matteo da Capua nel novembre
del 1461. |
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1473 |
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Giu. |
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Emilia |
Passa per Siena
per scortare a Ferrara Eleonora d' Aragona, moglie di Ercole
d'Este. |
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1474 |
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Ott. |
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Francia
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Accompagna
in Borgogna il principe di Taranto Federico d'Aragona per combattere le truppe del re di Francia Luigi XI a favore del
duca di Borgogna Carlo il Temerario. |
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1476 |
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| Feb. |
Borgogna |
C. Svizzeri |
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Francia |
Prende parte alla battaglia di Grandson. |
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Apr. |
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Francia
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Ha il comando
di uno dei cinque corpi di armata. Lascia il campo di battaglia
di Morat la sera precedente il combattimento per rientrare nel
regno di Napoli. |
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1477 |
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Apr. |
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Gli vengono
concessi dal re il cognome d'Aragona e le insegne di tale casata.
Non ha la signoria di Teramo anche se si fa chiamare signore
della città. |
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Giu. |
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Campania |
E' a Napoli
per il matrimonio del re; organizza giostre per solennizzare
tale evento. |
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1478 |
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Napoli |
Milano |
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Liguria
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Ha il comando
di una squadra navale aragonese. Si imbarca a Napoli con due
galee e tre navi cariche di artiglierie e di munizioni per soccorrere
i genovesi. |
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Giu. |
Napoli |
Firenze |
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Toscana |
Assedia Castellina
in Chianti. |
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Sett. |
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Toscana |
Assedia Monte
San Savino. |
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1479 |
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Mar. |
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Toscana |
Muove dal Magra
con Roberto da San Severino. Entra nel pisano, si impadronisce
del castello di Filettole, minaccia Pisa e dà alle fiamme la
porta del Paradiso. |
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Apr. |
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Toscana |
Respinge Ercole
d'Este su un ponte del Serchio: sono catturati 1000 cavalli.
Nello stesso mese, oltre ad essere insignito dell'ordine dell'Ermellino,
riceve l'onore di potere aggiungere al suo cognome quello d'Aragona
e di ricevere nello stemma famigliare i colori della casa reale
aragonese. |
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Giu. |
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Umbria |
Con Matteo
da Capua è disfatto da Roberto Malatesta a Passignano sul Trasimeno. |
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Ago. |
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Toscana |
Passa per Siena
con otto squadre di cavalli. |
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Sett. |
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Toscana |
E' al campo
di Rigomagno. Assedia Colle di Val d'Elsa. |
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Ott. |
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Toscana |
E' ferito da
un verrettone ad un piede durante le operazioni di assedio. |
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Dic. |
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Toscana |
Lascia Siena,
si trasferisce in Romagna ed attraversa il territorio di Fano. |
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1480 |
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Giu. |
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Toscana |
Interviene
in Siena con alcuni connestabili ( Possa da Siena, Bianchino
Albanese e Franceschetto Corso) per sedare le lotte fra le fazioni
cittadine. |
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Sett. |
Napoli |
Impero Ottomano |
Capitano g.le |
Puglia |
Al comando
di 1500 lance contrasta i turchi nella guerra di Otranto. Viene
a conoscenza di una scorreria ottomana di 400 cavalli, giunti
sotto le mura di Ostuni. Gli avversari rientrano ad Otranto
dopo avere preso la strada della marina. L'Acquaviva si pone
in agguato a San Cataldo, li assale e recupera le prede. I turchi
perdono 100 cavalli fra morti e prigionieri. |
| Ott. |
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Puglia |
Sbarca
con le truppe dalla flotta per assediare Otranto. Il cattivo
tempo e le continue mareggiate spingono l'armata a rientrare
a Brindisi. |
| Nov. |
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Puglia |
Ha il
comando delle operazioni al posto del duca Federico d'Aragona
rientrato a Napoli. Si colloca a Sternatia. |
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1481 |
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Gen.
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Puglia |
Alloggia con
le sue truppe nei pressi di Sternatia e di Soleto. Si congiunge
a Melpignano con Andrea Capodiferro, con l'obiettivo di indirizzarsi,
alla testa di 700 cavalli, su Minervino di Lecce. |
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Feb. |
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Puglia |
Nonostante
i tentativi di dissuasione del Capodiferro, ai primi del mese
si stacca dal grosso delle truppe per avviarsi con pochi cavalli
in perlustrazione verso Serrano. Scoperto dagli esploratori
turchi, gli vengono contro 200 cavalli, reduci da un'incursione
a San Pietro di Galatina: costoro lo sorprendono a Santa Maria
della Serra nelle vicinanze di Minervino di Lecce. L'Acquaviva
combatte senza elmetto a causa del grande caldo. Un ottomano
lo ferisce al collo con un colpo di scimitarra; il capitano
si dà alla fuga, mentre gli uomini del suo seguito, 12
cavalli, sono tutti uccisi. Prende la strada di Minervino di
Lecce inseguito dagli avversari. Raggiunto a Giuggianello, cade
da cavallo per avere perso troppo sangue in un punto che per
alcuni secoli continuerà ad essere chiamato "Conte
Giulio". Al cadavere viene tagliata la testa; questa sarà
portata prima ad Otranto infissa su una lancia, e, successivamente,
sarà spedita a Costantinopoli. La sua cavalcatura continua,
invece, la sua corsa per fermarsi a Sternatia. L'Acquaviva è
sepolto in un primo momento a Sternatia e, di seguito, a Conversano
nella chiesa di Santa Maria dell'Isola. celebrato da scrittori
e poeti quali il Sannazzaro ed il Pontano. |
Valente capitano della scuola braccesca. Uomo battagliero,
manesco, arrischiato.
Uomo di grandi doti per senno, probità ed umanità. Saggio
capitano.