Anno, mese |
Stato.
Comp. ventura |
Avversario |
Condotta |
Area
attività |
Azioni
intraprese ed altri fatti salienti |
1340 |
Inghilterra |
Francia |
Soldato |
Francia |
Muore il padre
che gli lascia in eredità 20 lire e 100 soldi.
Milita al servizio del re Edoardo IV ed impara il mestiere
delle armi da uno zio. |
| 1343 |
Inghilterra |
Francia |
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Francia |
Combatte nella guerra dei Cent'Anni
come vassallo del conte di Oxford John de Vere. |
| 1346 |
|
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|
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Ago. |
Inghilterra |
Francia |
|
Francia |
Partecipa alla
battaglia di Crécy. |
| 1356 |
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|
|
Settembre |
Inghilterra |
Francia |
|
Francia |
Prende
parte alla battaglia di Poitiers. Nel periodo attira l'attenzione
del Principe Nero, Edoardo principe di Galles, che lo
prende sotto la sua protezione. E' armato cavaliere dal
re d'Inghilterra. |
1359 |
Comp. ventura |
|
|
Francia |
Desola la Guascogna
ove si impadronisce di un grosso bottino. Prende d'assalto
Pau, rapina il clero e lascia in pace i laici.
|
1360 |
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| ................ |
Inghilterra |
Francia |
|
Francia |
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Ott. |
Comp. ventura |
|
|
Francia |
Dopo il trattato
di Bretigny costituisce con altri condottieri la Grande
Compagnia. Lascia Pau e si unisce con Bernardo della Sala.
Si impossessa di 60000 franchi di bottino; la sua parte
viene riconosciuta (dicembre) in un sesto. |
| Dic. |
|
|
|
Francia |
Scende la valle
del Rodano con il della Sala, Robert Briquet, l'Esprit,
il Creswey, Naudon de Bageran, il Lamit, il Bataillé,
l'Esparre ed altri venturieri inglesi e guasconi. |
1361 |
Comp. ventura |
Chiesa |
|
Francia |
Con Séguin
de Badofol si impadronisce di Pont-Saint-Esprit. Assedia
il pontefice Innocenzo VI in Avignone e compie scorrerie nel territorio tra Avignone, Lione,
Tarascona e Perpignano. E' organizzata una crociata contro
i venturieri; alla fine, costoro si ritirano in cambio
di una grossa somma di denaro. |
1362 |
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|
Apr. |
Inghilterra |
Francia |
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Francia |
Partecipa alla
battaglia di Brignais dove viene sconfitto ed ucciso Giacomo
di Borbone conte de la Marche. Gli inglesi sono superiori
di numero rispetto agli avversari; riescono a nascondere
la relale entità delle loro forze alle spie nemiche
ed occupano le migliori posizioni del campo. I francesi
tentano un assalto alle linee avversarie, ma vengono respinti;
si ritirano i disordine sotto il lancio di un grande numero
di pietre gettate loro contro con vigore e precisione;
contemporaneamente sono assaliti sul fianco dalla fanteria
inglese armata di linghe lance (sei piedi). Il Borbone,
gravemente ferito, si rifugia a Lione dove muore pochi
giorni dopo per le ferite riportate nel combattimento. |
..................... |
|
|
|
Francia |
Lascia la Piccardia
e si unisce con la Compagnia Bianca. Attraversa il lionese
e risale lungo il Rodano verso Marsiglia. |
Nov. |
Monferrato |
Conte
Savoia |
|
Piemonte |
Esce da Rivarolo
Canavese e con Alberto Sterz, Roberto Canolles ed il de
la Neuf sorprende
a Lanzo Torinese Amedeo di Savoia: alla cattura seguono
le trattative per il riscatto dei prigionieri e la restituzione
delle località sabaude nelle mani dei venturieri;
al termine delle trattative sono loro consegnati 180000
fiorini. |
Dic. |
Monferrato |
Milano |
|
Piemonte |
Depreda l'alessandrino,
il tortonese e il novarese; occupa Castelnuovo Scrivia
e Romagnano Sesia. Viene costretto da Luchino dal Verme
ad abbandonare il Piemonte. |
1363 |
|
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Gen. |
Pisa |
Firenze |
|
Toscana |
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1364 |
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|
Feb. |
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Toscana |
Esce dal pisano
con 1000 cavalli e 2000 fanti ed entra in val di Nievole.
Cerca di sorprendere Montale, attraversa il pistoiese
e si accampa non lontano dalle mura del capoluogo. Da
qui infesta il fiorentino con depredazioni ed incendi.
I pistoiesi, timorosi di un suo possibile attacco, assoldano
numerosi armati; mettono, fra l'altro, una campana su
ciascuna delle quattro porte cittadine al fine di chiedere
rapidamente soccorso. Nominano, da ultimo, come loro capitano
di guerra Bartolomeo Lazzari. L'Acuto ritorna a Pisa dopo
avere subito alcune perdite. |
Apr. |
|
|
|
Toscana |
Si porta con
Anichino di Baumgarten in val di Nievole al comando di
6500 cavalli fra inglesi e tedeschi e di 1000 pisani.
Irrompe nel pistoiese ed attacca Prato. Giunge in Mugello
per la Valdimarina ed effettua alcune scorrerie fra Laterina
e Barberino di Mugello (cattura di 100 cittadini e razzia di molto bestiame).
Elude nottetempo la sorveglianza di Pandolfo Malatesta,
che è al comando di 1200 cavalli, e lascia con
il Baumgarten il Mugello per la valle del Bisenzio. Entra
in Pescia; assedia
il castello di Petraia e devasta i contadi di Montughi
e Fiesole. Si muove dal versante di Montemorello per accamparsi
a Firenze davanti alla porta di San Frediano. Tentato
vanamente di abbatterla: si ritira. |
Mag. |
|
|
Capitano g.le 800 cavalli |
Toscana |
Non si associa
allo Sterz ed al Baumgarten quando costoro, corrotti dai fiorentini, abbandonano
gli stipendi dei pisani. Viene eletto capitano generale. |
Lug. |
|
|
|
Toscana |
Si trova a San
Savino con 4000
cavalli, 6000 fanti e 600 balestrieri. Tenta di sorprendere
gli avversari accampati a Cascina che, deposte le armi,
sono occupati per il gran caldo a fare il bagno nell'Arno.
Manno Donati e Bonifacio Lupo si accorgono dell'avanzata
dei pisani dalla polvere sollevata dai suoi uomini e fanno
fortificare le strade, appostandovi
sui fianchi fanti e balestrieri. promessi ai suoi
uomini paga doppia ed altri incentivi, l'Acuto si muove
a mezzogiorno quando il sole è in faccia ai fiorentini
ed alle spalle dei suoi; sottostima però la distanza
da San Savino a Cascina per cui i suoi uomini arrivano
stanchi al campo nemico. E' sorpreso dalle fortificazioni
apprestate e viene sconfitto da un contrattacco nemico
portato da Galeotto Malatesta. Riesce a salvarsi con buona
parte della sua compagnia. Nello scontro (fonti pisane)
sono uccisi tra i pisani 30 inglesi e 500 pisani, di cui
molti muoiono annegati nell'Arno, specie tra i feriti
che si gettano nel fiume per placare la sete ed il bruciore
delle ferite; sono catturati 200/300 fanti e 600 popolani;
1000 morti e 2000 prigionieri per le fonti fiorentine.
Questi ultimi vengono deportati a Firenze dove saranno
utilizzati per costruire in piazza della Signoria la Loggia
dei Pisani. |
Ago. |
Dell'Agnello |
Pisa |
|
Toscana |
Rientrato a Pisa, un esponente di una delle famiglie
più eminenti della città, Giovanni dell'Agnello,
si accorda con l'Acuto ed in cambio di 30000 fiorini si
garantisce il suo appoggio per portare a termine un colpo
di stato. A fine mese il condottiero si impadronisce nottetempo
del palazzo del comune e della piazza. Il dell'Agnello
può così rivelare ai suoi concittadini che
la Madonna gli ha ordinato di assumere per un anno il
potere assoluto con il titolo di doge. Il nuovo signore
saprà essere riconoscente con l'Acuto non solo
in termini economici, ma anche in termini personali attraverso
un solido legame di amicizia con la famiglia. L'Acuto
sarà, infatti, chiamato a fare da tutore al secondogenito
del dell'Agnello, Francesco, il quale prenderà
proprio il soprannome di Auto o di Aukud. Il condottiero
resta a Pisa come provvigionato; nella città tiene
in permanenza alcuni soldati e quando è libero
da impegni professionali spesso vi si reca per riposarsi.
Al termine della condotta il dell'Agnello gli versa 700
fiorini: il condottiero con la sua compagnia, rinforzata
anche da un contingente pisano, prende la strada della
Lombardia. |
|
Milano
|
Firenze |
|
Toscana |
Milita agli
stipendi di Bernabò Visconti; anche i pisani gli
riconoscono una provvigione. |
Dic.
|
Comp. ventura |
Rimini |
|
Romagna
|
Saccheggia le
terre dei Malatesta. |
1365 |
|
|
|
|
|
Gen. |
|
|
|
Romagna |
Attraversa il
riminese. |
..................... |
Comp. ventura |
L'Aquila |
|
Abruzzi |
Si ferma ad
Amiterno ed assale L'Aquila. |
Giu. |
Comp. ventura |
Pisa |
|
Toscana |
Si trova nel
pisano. Gli è concessa per un anno la provvigione
di 600 fiorini. |
Lug.
ago. |
Comp. ventura
Comp. ventura |
Siena
Perugia Siena
|
|
Toscana e Umbria |
Entra nel senese
e dà alle fiamme il castello di Porrona. Si reca
a Siena. Spinto dai pontifici assale Perugia. Con lo Sterz
è attaccato a San Mariano dal Baumgarten; è
sconfitto. Nel combattimento muoiono d'ambo le parti 3000
uomini; più di 1500 inglesi ed ungheri vengono
condotti prigionieri a Perugia. Molti inglesi, rilasciati,
sono uccisi dagli abitanti. L'Acuto ripara nel senese
in val di Pogna e nel giro di pochi giorni riorganizza
la sua compagnia. Riprende le ostilità mettendo
a ferro e fuoco il senese. E' tallonato dal Baumgarten
e dallo Sterz, arruolati di fresco dai senesi, i quali
controllano i suoi movimenti. Messo nuovamente in fuga
a Magliano in Toscana, risale lungo la costa per ritirarsi
verso la Liguria. |
| Sett. |
|
|
|
Toscana |
Attraversa
la Toscana con 2000 cavalli. |
Ott.
nov. |
Comp. ventura |
Firenze
Siena |
|
Toscana e Liguria |
Si unisce con
la Compagnia di San Giorgio di Ambrogio Visconti. A metà
ottobre, con Giovanni degli Ubaldini ed il Visconti, costringe
i fiorentini a
riconoscergli una taglia di 6000 fiorini in cambio della
quale promette di non danneggiare la Toscana per quattro
anni. La convenzione è firmata anche da Tommaso
Merezal, da Ugolino Ethon e da altri 42 connestabili.
L'Acuto irrompe
nel senese da Marmoraia, tocca Santa Colomba, San
Galgano, Roccastrada e Buonconvento. Depreda il contado
fino a Isola d'Arbia e Villa al Piano (Villa). E' a Montalcino.
Il comune appronta un esercito per affrontarlo, per cui
prende la strada di Colle di Val d'Elsa e prosegue per
Sarzana. |
Dic. |
Comp. ventura |
Tarlati |
|
Toscana |
Entra in Elci,
assale Castagnolo in val d'Elsa ed i prigionieri sono
riscattati con 40 fiorini. Si volge nel cortonese, prende
la via di Arezzo.
Molesta le terre dei Tarlati con Niccolò
da Montefeltro. |
1366 |
|
|
|
|
|
| ..................... |
Comp. ventura |
Todi Perugia |
|
Umbria |
Devasta il
territorio di Todi e, con l'aiuto dei raspanti di Perugia,
assale quest'ultima località alla cui difesa si
trova il podestà, il fiorentino Antonio degli Abati. |
Mar.
apr. |
Comp. ventura |
Siena |
|
Umbria e Toscana |
Abbandona Todi
e per Perugia e Montepulciano rientra nel senese con Giovanni
d' Asburgo, alla testa di 8000 cavalli e di molti fanti.
I senesi fanno alcuni regali ai due capitani: i venturieri
non cedono per cui gli abitanti danno fuoco allo strame
per impedire loro di alloggiare nelle campagne. Arriva
anche il Visconti ed a aprile i senesi riconoscono alla
compagnia 10500 fiorini (5500 a fine mese ed altri 5500
ai primi di maggio). La compagnia chiede di potere attraversare
il senese una volta l'anno per cinque anni con la promessa
di non arrecare danni. |
Mag. |
|
|
|
Toscana |
Da Buonconvento
prende la via di Pisa e da qui si reca in Lombardia al
soldo di Bernabò Visconti. |
| Giu. |
|
|
|
Umbria |
A fine mese
si trova nel territorio di Città di Castello con
il Visconti, il Baumgarten e Giovanni d'Asburgo. |
Sett. |
Comp. ventura |
|
|
Toscana |
Si appresta
ad entrare nel senese. Invia un ambasciatore al cardinale
Albornoz per assicurargli che non avrebbe recato alcuna
offesa alle terre della Chiesa, né a quelle di
Firenze, Pisa, Siena, Grosseto, Arezzo e Cortona. |
Ott. |
Comp. ventura |
Chiesa |
|
Umbria |
Viene assalito
e sconfitto nottetempo a Casaglia, presso Orvieto, da Ugolino
da Montemarte.
Nello scontro è catturato, fra i suoi uomini, Ugolino
Ethon. |
..................... |
Comp. ventura |
Genova |
|
Liguria |
Niccolò
da Montefeltro è inviato dalla compagnia a trattare
con gli avversari. Viene raggiunto un accordo e l'Acuto
promette di sgomberare il territorio entro il termine
di sei giorni; promette, inoltre, di non molestare le
terre dello stato della Chiesa per un anno. E' la prima
volta che si verifica una ritirata di venturieri da una
data area che non sia legata al pagamento di una taglia.
L'Acuto si dirige verso la Liguria; occupa La Spezia
e costringe i genovesi ad un accordo. |
1367 |
|
|
|
|
|
Gen.
feb. |
Comp. ventura |
Siena
Pisa |
|
Toscana |
Si trova presso
il lago Trasimeno; respinto, muove verso Arezzo. E' affrontato
da Ugolino da Savignano, da Rinieri da Baschi e da Francesco
da Santa Fiora con i quali
ha numerose scaramucce tra Casole d'Elsa e Montalcinello.
Preferisce trasferirsi nel pisano ed è raggiunto
a Bagno a Morbio da Andrea di Belmonte e dal Giorgino. |
Mar. |
Comp. ventura |
Siena
Perugia |
|
Toscana e Umbria |
Si ferma ad
Ilci ed infesta ancora il senese. E' contattato per conto
dei fiorentini da Doffo Bardi, che gli propone una condotta
di 150/ 200 lance inglesi per contrastare Carlo di Boemia.
Tocca Casole d'Elsa, Radicondoli e Belforte. Batte a Montalcinello
il Savignano, il
Baschi ed il Santa Fiora: fra i senesi sono catturati
150 cavalli con il Savignano cui è imposto
una taglia di 10000 fiorini. Per Vescovado e Buonconvento
si sposta nel perugino; è a Piegaro, prosegue per
San Mariano, San Biagio della Valle dando alle fiamme
case e palazzi ed uccidendo uomini. Dopo quindici giorni
tocca San Costanzo,
attraversa il Tevere sotto Torgiano, entra nell'assisate
e si accampa a Bastia Romanesca (Bastia Umbra). Batte
i perugini a Ponte San Giovanni in uno scontro in cui
rimangono uccisi d'ambo le parti 1500/1800 uomini. Fra
gli avversari
sono catturati Enrico Paher e Lamberto da Pietramala. |
Apr. |
Comp. ventura |
Chiesa |
|
Toscana |
Si accampa
con il Visconti fra Fossombrone ed Urbino. Vengono
loro contro 2000 cavalli condotti da Gomez Garcia e da
Malatesta Ungaro. Si separa dal Visconti e rientra in
val di Chiana per dividere le prede e medicare i feriti.
I senesi gli consegnano 3000 fiorini. |
Mag. |
|
|
|
Toscana |
E' con il dell'Agnello
a Porto Pisano
per accogliere il papa Urbano V che sta giungendo da Avignone. Il pontefice, alla vista di
tanti armati sulla spiaggia, preferisce sbarcare a Corneto
(Tarquinia). |
Sett. |
|
|
|
Toscana |
L'Acuto alloggia
a Pisa all'albergo di Martino preso i Camperonesi. nello
stesso è ospitata anche una figlia dell'imperatore
Carlo di Boemia, giunta nella città con un vescovo
ed una scorta di 60 cavalli. |
1368 |
|
|
|
|
|
..................... |
Milano
|
Lega |
|
Lombardia |
Si divide da
Ambrogio Visconti e fa ritorno in Lombardia: è
raggiunto dagli ambasciatori fiorentini Doffo Bardi e
Bono Strada che gli ricordano il suo precedente impegno
di non molestare la Toscana. Passa al soldo di Galeazzo
Visconti e
presenzia al matrimonio di Violante Visconti con il figlio
del re d'Inghilterra Lionello di Clarence. Penetra nel
mantovano con i suoi inglesi. Mette a ferro e fuoco il
territorio e si ferma a Borgoforte. |
Mag. |
|
|
|
Lombardia |
E' bloccato
nel mantovano dalle truppe di Carlo di Boemia che rompono
gli argini dell'Adige. Gli viene affidata da Bernabò
Visconti la guardia della bastia di
Borgoforte a causa dell'allontanamento dalle file
viscontee di molti capitani tedeschi, colpevoli di avere
attaccato ed ucciso 500 mercenari italiani alla bastia
di Solara. |
Giu. |
Perugia
|
Chiesa
|
2000 cavalli |
Emilia, Romagna
Toscana |
Viene licenziato
in apparenza dai Visconti; in nove giorni, sotto la guida
di Bindo Monaldi,
attraversa il bolognese: tocca Panzano, Corticella, Medicina, Varignana e ne scorre il contado; entra
in Romagna ed in Toscana per soccorrere i perugini con
2000 cavalli. Nei pressi di Arezzo è sconfitto
e catturato in uno scontro notturno dai pontifici capitanati
da Flach
di Risach, da Giovanni di Raten e da Simone da Spoleto.
E' liberato poco dopo. |
Ago. |
|
|
|
Umbria |
Si trova a Ponte
Nuovo, vicino a Deruta, contatta il Raten ed il Risach
e li convince a disertare dal campo pontificio e combattere
con i perugini. Si colloca con 4000 uomini sotto la rocca
di Viterbo e leva grida e minacce nei confronti del papa
Urbano V. Sta per allestire un palio per le meretrici
sotto le mura allorché viene distolto da tale propositodall'ambasciatore
del re d'Ungheria. Si allontana dando alle fiamme le vigne
del circondario e dirigendosi verso Montalto di Castro. |
1369 |
|
|
|
|
|
Giu. |
Milano
|
Chiesa |
400 lance |
Umbria e Lazio |
E' inviato nuovamente
da Bernabò Visconti in soccorso dei perugini con
400 lance inglesi. Mette a soqquadro tutto il territorio
che intercorre da Roma ad Urbino. |
Ago. |
Perugia |
Chiesa |
Capitano di guerra |
Lazio
Umbria |
Si accampa a
Viterbo ed assedia la città; rientra in Umbria,
agli stipendi dei perugini, e devasta l'assisate con il
Risach ed il Raten. |
Sett. |
Milano |
Firenze |
|
Toscana |
Tenta di occupare
Castiglion Fiorentino con i due capitani tedeschi; si
sposta nel territorio di Cortona a causa della resistenza
riscontrata. |
Ott. |
Milano
|
Ferrara |
|
Emilia e Umbria |
Contrasta gli
estensi; rompe gli argini dell'Adige ed impedisce la marcia
agli avversari. Rientra nel perugino. |
Nov. |
Milano |
Firenze |
500 lance |
Toscana |
Si collega nuovamente
con il Raten. Entra nel territorio di Volterra e, da qui,
si trasferisce nel pisano, a Laiatico; tocca Terricciola
ed Alica, scorre in val d'Era con 500 uomini d'arme (2000
cavalli). Dalla
compagnia si staccano 400 cavalli per depredare il territorio
di Cascina. Da Pisa vengono al suo campo alcuni ambasciatori
per ricercare il suo aiuto contro i fiorentini. Anche
l'Acuto si sposta a Cascina; i suoi uomini ora desolano
le campagne della Valdarno fino a San Savino: non fanno
prigionieri, ma si appropriano di tutto il possibile. |
Dic. |
|
|
|
Toscana |
Ai primi di
dicembre è segnalato a Ripoli. I fiorentini sono
fermi a San Miniato con 3000uomini tra cavalli e fanti,
nonché 400 balestrieri capitanati da Giovanni Malatacca.
Gli avversari scendono da Castel del Bosco verso Pontedera
divisi in tre schiere; hanno scorta di vettovaglie per
quattro giorni. Si scontra a Cascina, sul fosso Armonico
o Mercato delle Mosche, con il
Malatacca, spinto a combattere dal commissario
fiorentino Filippo Cavicciuli. L'Acuto finge di ritirarsi
e di volere attraversare l'Arno; nel contempo mette in
agguato le sue migliori truppe con ordine di non muoversi
finché non è passato tutto l'esercito nemico.
Gli avversari guadano il fiume secondo i suoi piani e
si trovano circondati. Il Malatacca viene catturato con
molti dei suoi capitani; sono fatti prigionieri più
di 2000 uomini. L'Acuto si impadronisce della bandiera
reale ed invia il vessillo a Bernabò Visconti.
Con la vittoria cala su Montespertoli e Monterappoli,
depreda ancora la Valdarno fra San Giusto, Orticaia e
San Marco sino alla Vettola rubando foraggi, razziando
bestiame ed abbattendo numerose abitazioni. A causa del
freddo sono bruciati moltissimi mobili. Non riesce, tuttavia,
a liberare San Miniato dall'assedio per la resistenza
opposta da Roberto di Battifolle. A fine mese, con il
Raten e 500 cavalli, è in grado solamente di farvi
entrare un convoglio di vettovaglie e di armi. Al termine
della spedizione i venturieri si recano a Pisa a rifornirsi
di quanto loro necessario in cambio di armi, muli e cavalli. |
1370 |
|
|
|
|
|
Gen. |
|
|
|
Toscana e Liguria |
Con la conquista
di San Miniato da parte di Giovanni Mangiadori, lascia
Empoli per soccorrere Giovanni da Lugnano assediato nella
rocca. Arrivato in ritardo, si accampa a Montespertoli
e devasta i contadi di Poppiano e di Lucignano; si trasferisce
in val di Pesa e scorre fino a Ponte a Greve: i danni
sono valutati in 10000 fiorini, escluse le taglie imposte
ad uomini e donne. Si porta a Rifredo ( dove arma quattro
cavalieri e fa correre due palii), tocca Peretola, Brozzi
e San Donnino. Attraversa l' Arno, raggiunge La Lastra
e si sposta in val di Serchio saccheggiando e dando alle
fiamme numerose abitazioni. A fine mese prende la strada
di Migliarino, si porta a Motrone ed a Massa; passa per
Sarzana e si dirige verso la Lombardia. |
Feb.
mar. |
Comp. ventura
Comp. ventura |
Lucca
Pisa
Chiesa
|
|
Toscana e Marche |
Dopo un tentativo
di occupare Lucca, si avvicina a Pisa per farvi rientrare
i fautori dei dell'Agnello. Ne seguono devastazioni in Valdarno e in val di Serchio portate
con 1000 cavalli e 12000 fanti. Con l'aiuto dei Brancaleoni
tenta di rimettere in Urbino i Montefeltro. |
Mag.
giu. |
Comp. ventura |
Pisa
Firenze |
|
Toscana e Emilia |
Respinto dai
pisani, dopo che 80 suoi soldati hanno cercato di scalare
nottetempo le mura della città, si sposta in Maremma
e danneggia il territorio fino a Piombino e Collesalvetti.
I fiorentini, capitanati da Rodolfo da Varano, gli inviano
il guanto di sfida; l'Acuto si ritira in val di Serchio,
fra Pietrasanta e Sarzana, tocca Pontremoli e giunge a
Parma. |
Lug. |
|
|
|
Emilia |
Nel reggiano
con la sua compagnia. |
Ago. |
Milano
|
Lega
|
|
Emilia |
Assedia i Gonzaga
in Reggio Emilia. Sconfitto a San Raffaele dai pontifici,
ripara a Parma con la perdita di 200 soldati tra cavalli
e fanti ed altrettanti armati catturati dai nemici. Decide
di cavalcare nel bolognese, si accampa a Crespellano,
è a Zola
Predosa al ponte del Reno. Alla notizia che i viscontei
sono in difficoltà di fronte all'azione di Manno
Donati e di Feltrino Gonzaga, rientra nel reggiano. |
Ott. |
|
|
|
Emilia |
Sorprende gli
avversari a Mirandola:
fra i fiorentini vengono catturati Rosso Ricci e Lucio
Lando. |
1371 |
|
|
|
|
|
Apr. |
Milano
|
Lega |
|
Emilia |
Con il Raten
blocca nel bolognese Lucio Lando. |
Mag. |
Comp. ventura |
Pisa
Lucca |
1200 lance |
Liguria e Toscana |
Con il Raten,
Andrea di Rod e Ludovico dalla Rocca cerca di far rientrare
in Pisa Giovanni dell'Agnello; supera le resistenze approntate
dai lucchesi a Sarzana e a Massa. Attacca Pisa alla porta
del Leone ed a quella di San Zeno. Respinto, supera l'Arno,
si reca a Parrana San Giusto ed a Livorno. Predate del
vino e delle vettovaglie alcune galee angioine ferme nel
porto, lascia la città con il dalla Rocca. Si dirige
nella Maremma con più di 1000 cavalli; espugna
Montescudaio. Messo a ferro e fuoco tutto il territorio
fino a Volterra, ritorna a Santa Luce. |
Giu. |
Comp. ventura |
Pisa Firenze Lucca |
|
Toscana e Umbria |
E' segnalato
con il Raten a Santa Lucia, San Regolo, Casciana, Lari, Crespina; si porta in
Maremma. Assale Guardistallo; da qui si dirige verso le
Caldane di Campiglia Marittima e Piombino. Durante la
marcia di trasferimentosono danneggiati i raccolti ed
è razziato il bestiame. A Collesalvetti. Alla notizia
che fiorentini, pisani e lucchesi, capitanati da Rodolfo
da Varano, hanno raggiunto Empoli, attraversa l'Arno mentre
gli avversari giungoono a Laiatico ed entrano in val di
Serchio (Montecchio e Calcinaia). La comopagnia decide
di ritirarsi prendendo la strada di Motrone e Pietrasanta. |
..................... |
Milano
|
Lega |
|
Emilia |
Staziona a Felino
e a Calestano. |
1372 |
|
|
|
|
|
Mag. |
|
|
|
Emilia |
Con Corrado
di Rotestein e Giovanni di Rielen invia il guanto di sfida
agli avversari. |
Giu. |
|
|
|
Emilia |
Si unisce con
Ambrogio Visconti; insieme i due condottieri battono a
Rubiera Francesco
da Fogliano, che pure dispone di forze superiori alle
sue. Sono catturati 1000 fanti e 700 cavalli. |
Lug. |
Milano
|
Monferrato
Conte Savoia |
|
Piemonte |
E' inviato da
Bernabò Visconti, con Ambrogio Visconti e 400 lance,
in aiuto di Galeazzo Visconti. Assedia Asti; dopo la cattura
di Jacopo dal Verme a Malemont, sfida a battaglia i nemici.
Questa è rinviata perché i capitani milanesi
non si mettono d'accordo
sulla scelta del terreno. Respinge oltre il Tanaro i sabaudi. |
Ago. |
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Piemonte |
Allo scadere
della ferma si allontana dal campo maledicendo i ministri
del Visconti che gli hanno impedito di attaccare il campo
di Amedeo di Savoia. |
Sett. |
Comp. ventura |
Milano |
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Emilia |
Cavalca a Reggio
Emilia con 300 lance inglesi e 200 arcieri e si accampa
a Castel
San Giovanni. Galeazzo Visconti non gli vuole riconoscere
i suoi stipendi per il
comportamento tenuto a d Asti e per le depredazioni
effettuate dai suoi uomini. |
Ott. |
Chiesa |
Milano |
500 lance
e 500 arcieri |
Emilia e Lombardia |
Si accorda con
il legato pontificio, il cardinale Pietro di Bourges,
che gli riconosce uno stipendio di 40000 fiorini per una
condotta di 500 lance inglesi e di 500 arcieri. Si congiunge
nel reggiano con Amerigo del Pomerio e si sposta nel milanese. |
Nov. |
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|
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Emilia e Lombardia |
Si trova nel
piacentino con il Pomerio, attraversa il Po, vicino a
Pavia. Le recenti piogge gonfiano il fiume ed impediscono
il passo alle truppe del conte di Savoia. Occupa il territorio
che intercorre dalla Trebbia a Borgonovo Val Tidone e
si impadronisce di tale castello. Saccheggi, stupri, incarceramento
di 600 difensori, imposizione di taglie ai prigionieri
sono le caratteristiche della sua azione. Questo trattamento
spaventa le località che si trovano sul suo cammino.
E' a Voghera, mette a sacco Castelnuovo Scrivia e spinge
alla resa tutti i castelli collinari che vanno dallo Scrivia
al Crostolo. Occupa Broni dopo un duro scontro e provoca
la rivolta dei guelfi locali. |
Dic. |
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Emilia |
E' richiamato
nel bolognese dal legato Anglico di Grimoard, ridotto
a mal partito da un'azione devastatrice di Ambrogio Visconti.
Si ferma nel piacentino. |
1373 |
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Gen. |
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Emilia |
Con Dondaccio
da Piacenza continua nei suoi furti, furti, assassinii
senza trovare ostacolo nel piacentino in Corrado Lando
ed in Francesco d'Este. Le basi logistiche dei due condottieri
sono Rocca d'Olsizio, Gropparello, Valconasso e Zena.
E' assediato Bartolomeo Seccamelica in una bastia nei
pressi di Sarmato: costui si arrende dopo avere subito
la perdita di 100 uomini; viene derubato del denaro, della
mobilia e del bestiame, il cui valore complessivo è
stimato in 8000 fiorini. Cacciato nel fondo della torre
del suo castello di Seccamelica, ne fugge, nonostante
il tempo molto freddo attraverso un foro fatto in una
volta. L'Acuto lascia il piacentino con 200 lance e si
collega con gli alleati. Depreda Savignano e vince a Schivardella/Crevalcore
1000 uomini d'arme e 300 arcieri che stanno ritornando
carichi di bottino da una spedizione nel cesenate. 1000
i prigionieri fra i viscontei; molti affogano nel Panaro
per sfuggire alla cattura. |
Feb. |
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Emilia |
Saccheggia Bazzano,
Zola Predosa, Canetolo, San Giorgio di Piano, Medicina
e libera Bologna dall'assedio. |
Apr. |
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Emilia e Lombardia |
Lascia
Ferrara con
Enguerrand di Coucy e Amerigo del Pomerio; varca
il Po a Stellata, attraversa il mantovano e si dirige
verso Brescia. |
Mag. |
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Lombardia |
Sconfitto inizialmente
a Montichiari, con il Pomerio ed il Coucy costringe Jacopo
dal Verme a ritirarsi verso Cremona. Sconfigge a Gavardo
ed a Montichiari i viscontei e cattura Francesco d'Este
e Francesco da Sassuolo con altri 50 uomini d'arme italiani,
cui sarà imposta una taglia complessiva di 100000
ducati. Nonostante la vittoria, a causa delle perdite
subite, non prosegue oltre e ripiega su Bologna per il
parmense nell'attesa anche che siano saldati i suoi crediti. |
Nov.
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Chiesa |
Milano |
|
Lombardia
Romagna |
Effettua nuove
incursioni nell'Oltrepo pavese occupando le terre di Broni,
Stradella, San Paolo, Cigognola ed altre nel circondario.
Si sposta successivamente nel bergamasco in appoggio ai
guelfi locali. Rientra a Cotignola e ne rafforza le opere
difensive. |
1374 |
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Gen.
apr. |
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Emilia e Piemonte |
Compie nuove
incursioni nel parmense e nel piacentino e mette a sacco
alcune località vicino a Borgonovo Val Tidone e
Colorno. Batte gli
avversari nel bolognese, penetra nel pavese e muove
in soccorso di Vercelli. |
Mag. |
|
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Emilia |
Lascia Bologna
e si ferma per quaranta giorni nel parmense e nel piacentino
per impedire
semine e raccolti. |
Giu. |
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Emilia |
Galeazzo e Bernabò
Visconti sono obbligati a stipulare la tregua di un anno.
A fine mese, l'Acuto è segnalato a Gazzolo. |
Estate |
Comp. ventura |
Siena |
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Si trova nel
senese con Corrado di Altinberg. |
Sett. |
Comp. ventura |
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Toscana |
Si ferma per
qualche giorno con la Compagnia degli Inglesi a Poggio. |
Ott. |
Chiesa |
Milano |
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Emilia |
Riprende il
conflitto e ritorna nel parmense. Espugna Carpi con gli
estensi e distrugge vari castelli. |
..................... |
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Umbria |
Si muove nel
perugino con Giovanni Tornaberini. |
1375 |
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Mag. |
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Campania |
A Capua. |
Giu. |
Comp. ventura |
Mantova Firenze
Pisa |
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Lombardia Emilia e Toscana |
Alla firma della
pace tra i contendenti si trova senza stipendio. Arruola
molti uomini d'arme che hanno militato nei due
fronti e con costoro forma la Compagnia Santa; depreda
il modenese ed
il mantovano tra Suzzara e San Benedetto Po. Ricevuto
del denaro dai Gonzaga, si sposta nel bolognese; si ferma
sugli Appennini. Il legato pontificio Guglielmo di Noellet
lo spinge in Toscana contro i fiorentini, piegati da una
straordinaria carestia, al fine di bruciare i loro raccolti.
I pistoiesi gli bloccano il passo di Sambuca Pistoiese.
L'Acuto sceglie di passare in Toscana per la via di Imola
e minaccia il contado; è intorno a Prato; a Firenze
è scoperto un trattato a favore dei pontifici che
viene forse rivelato ai fiorentini dallo stesso Acuto.
Il condottiero inglese si incontra a San Felice Panaro
con Filippo Guazzalotti ed alcuni ambasciatori della repubblica
e dei pisani. I fiorentini
riconoscono alla compagnia 130000 fiorini da pagarsi
in quattro rate. Le trattative vengono condotte da Pietro di Murles, Ruggero
Cane e l'accordo viene firmato presso un
vecchio ponte della via Emilia. L'Acuto si impegna a non molestare le terre dei fiorentini e dei loro
alleati per cinque anni. Il denaro gli viene consegnato
da Spinello Alberti cui egli dona 3000 fiorini: quest'ultimo
non lo accetta e lo restituisce all'amministrazione fiorentina.
L'Acuto valica gli Appennini e raggiunge Firenzuola accompagnato
da Doffo Bardi e
da Giovanni Ducco. Il cardinale legato si affretta
a scrivergli di rompere ogni patto, ma egli non se ne
dà per inteso: i fiorentini riconoscono il soldo
a 800 lance, 200 arcieri a cavallo ed altri 300 uomini
ad un solo cavallo della sua compagnia. Libero da impegni,
si trasferisce nel pisano a San Savino ed a San Casciano
in val di Pesa. Spinto dalla mancanza di vettovaglie,
guada l'Arno a Cozzano: depreda Mezzana e Montemagno in
val di Calci. Invia 800 uomini nella valle e costoro riducono
a mal partito gli abitanti: sono catturati 200 persone
fra uomini, donne e bambini e sono razziati 1000 capi
di bestiame. Negli stessi giorni Santa Caterina da Siena
gli scrive per invitarlo a prendere la croce ed andare
a combattere gli infedeli. La missiva è recapitata
al condottiero dal discepolo e confessore di Santa Caterina,
Raimondo da Capua. L'appello non ha alcun esito, esattamente
come succederà con un secondo che la Santa indirizzerà
anni dopo ad Alberico da Barbiano. |
Lug. |
|
|
|
Toscana |
I pisani gli
riconoscono 35500 fiorini, di cui 3000 per la sua persona,
altri sono destinati al Tornaberini ed a Guglielmo Cogno
(provvigione per cinque anni). Esce da Calci, tocca Capannoli,
Forcoli, in val d'Era, Ripomarancio, Laterina e, sempre
in attesa del completamento dei pagamenti da parte dei
fiorentini e dei pisani, devasta i vari contadi senza
più imprigionare uomini per riscuotere taglie.
E' a Bibbiena; Arezzo gli fa avere
8500 fiorini; i pistoiesi gli promettono altri
13000 fiorini. |
Ago. |
Comp. ventura |
Siena |
|
Toscana |
Minaccia il
territorio di
Montepulciano ed i senesi gli
consegnano 30500 fiorini, di cui 10000 subito ed
il resto in due rate. |
Sett. |
Comp. ventura |
Lucca |
|
Toscana |
I lucchesi gli
concedono la loro cittadinanza, gli consegnano 7000 fiorini,
gli riconoscono una provvigione annua e la proprietà
di una casa nella città: gli fanno avere anche
9800 fiorini, pari ad un credito da lui vantato nei confronti
di Alderigo Castracani. Per quest'ultima richiesta, gli
abitanti vendono alcuni beni del Castracani fino a raggiungere
il valore atteso. L'Acuto lascia come suo procuratore
nella città Giovanni da Montecatini, cui, grazie
alla sua pressione, viene tolto il bando. Di seguito,
si reca a Badia a Isola (Abbadia a Isola). |
Ott. |
Comp. ventura |
Reggio Emilia |
|
Toscana
ed Emilia |
Si sposta nel
fiorentino per
ottenere il saldo delle spettanze. I reggiani riconoscono
una taglia alla compagnia. Rifiuta le offerte dei fiorentini
e si pone agli ordini dell' abate di Montmajeur Gherardo
di Puy, che gli offre uno stipendio annuo di 30000 fiorini, l'anticipo di due prestanze
e di una paga. |
Nov.
dic. |
Chiesa |
Firenze |
|
Lazio e Umbria |
Irrompe senza
colpo ferire in Viterbo per la porta di Santa Lucia, data
alle fiamme in precedenza, con 3000 cavalli al fine di
recuperare la città ai pontifici. Appena entrato,
gli si para davanti la vasta piazza della rocca, piena
di triboli (chiodi a più punte) e di bombarde,
solcata da fossati e da steccati fatti con rami d'albero
intrecciati. Si vede assalito dalle milizie cittadine
capitanate da Francesco di Vico; è presto in difficoltà,
perché la sua cavalleria non può dispiegarsi
per le vie strette e per gli ostacoli frapposti. I suoi
uomini si sbandano; ributtato fuori le mura, l'Acuto si
ritira al piano in campagna per recuperare le sue schiere:
molti sono i morti ed i feriti fra i suoi cavalli. Solo
dopo quattro giorni può riprendere la strada per
Perugia. Entra con il Tornaberini (1500 lance, 500 arcieri e molti fanti) nel territorio di Città di Castello;
ha l'incarico di prestare soccorso ai pontifici che si
sono rinchiusi nel cassero a seguito della ribellione
degli abitanti coadiuvati da Piero del Verde. Cerca di
entrare in città per la porta di Santa Maria; raggiunge
i difensori del primo castello che ancora resistono; tenta
di entrare nel cassero che immette nell'abitato. I tifernati
si difendono lanciando frecce incendiarie ed altri combustibili
sul ponte che comunica con la città. Alla fine
gli inglesi sono costretti ad abbandonare l'assalto; segue
un nuovo tentativo con pari esito. Prosegue allora nel
suo viaggio. Lascia Ponte San Giovanni, soccorre i pontifici
assediati nelle fortezze di Perugia e facilita la resa
a patti dei difensori di fronte agli insorti. |
1376 |
|
|
|
|
|
Gen. |
|
|
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Umbria e Romagna |
E' a San Martino
in Campo per controllare la buona esecuzione dei patti;
con Giovanni Breccia e 300 lance, scorta l'abate e per
Assisi, Gualdo Tadino e Foligno raggiunge la Romagna.
Giunge a Rimini con il Puy e lo consegna a Galeotto Malatesta
fino al saldo del suo credito (130000 ducati). Si colloca
tra Cesena e Bertinoro. |
Feb. |
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|
Romagna |
Si trova a Castrocaro
Terme, ove fronteggia le genti di Sinibaldo Ordelaffi.
|
Mar.
apr. |
|
|
|
Romagna
|
Acquista, da
Mucciolo Balacchi, Sant'Arcangelo di Romagna con il placet
pontificio. Ottiene dal Noellet, a saldo delle paghe,
Bagnacavallo, Cotignola e Conselice. Nel periodo, rifiuta
con Lucio Lando un'offerta dei veneziani di 30000 ducati
per devastare per quindici giorni le terre di Francesco
da Carrara, suo amico. |
Mag. |
|
|
|
Emilia
e Romagna |
Recupera Granarolo
ed espugna Massumatico; alla notizia della ribellione
di Bologna, si accampa
a Medicina e ne molesta il contado. Lascia il campo
con 400 lance e cavalca verso il capoluogo fino al ponte
Maggiore: i bolognesi cacciano in prigione tutti gli inglesi
(fra i quali Filippo Puer ed il Cogno) e due suoi figli
naturali. Stipula allora
con i cittadini una tregua di sedici mesi e restituisce
i prigionieri ed il bestiame predato. Subito dopo penetra
in Faenza e
la città viene messa a sacco con l'uccisione di
300 persone; sia per
rientrare nei suoi crediti che per comando espresso,
fa imprigionare 300 dei principali cittadini e ne espelle
altri 11000. Durante il saccheggio della città,
trova due dei suoi connestabili che litigano per una giovane
monaca: con salomonico giudizio, l'Acuto decreta "metà
per uno!" e taglia la sfortunata donna in due parti.
Nel frattempo è ancora avvicinato dai veneziani,
tramite Niccolò Morosini, per combattere il duca
Leopoldo d'Austria. Secondo alcune fonti le trattative
non si concludono per le sue richieste, per altre, viceversa,
l'Acuto invia in soccorso della Serenissima 450 lance
e 100 arcieri. |
Giu. |
|
|
|
Romagna
|
Creditore verso
la Chiesa di 60000 fiorini, occupa temporaneamente Faenza,
Bertinoro, Castrocaro Terme, Massa Lombarda a garanzia
delle sue spettanze. A fine mese, diviene anche signore
di Caraglio in Piemonte: diventa così un feudatario
del conte di Savoia, non si sa a che titolo, se per premio
o per pagamento di paghe pregresse. Tale centro rimarrà
nelle sue mani fino ai primi giorni del gennaio 1393:
è molto probabile che l'Acuto non vi abbia mai
messo piede. Un castellano lo rappresenta nella località
riscuotendone le relative rendite. |
Lug. |
|
|
|
Emilia
e Romagna
|
Lascia Faenza
e con 500 lance raggiunge a Medicina la compagnia dei
bretoni ed il cardinale Roberto di Ginevra. Litiga con
il prelato e rientra in Romagna. Falliscono i suoi tentativi
di avere Granarolo e di penetrare in Arezzo per trattato
con l'aiuto di Masio da Pietramala. |
Ago. |
|
|
|
Romagna
Toscana |
Cerca di avere
un colloquio con Rodolfo da Varano, condottiero fiorentino;
è sconfitto dai bolognesi tra Faenza e Modigliana
(cattura di 200 lance fra i suoi uomini); fallisce pure
un suo tentativo di entrare in Forlì con i bretoni.
Si reca a Pisa con Ruggero Cane per incontrarsi con il cardinale di Amiens,
che è stato inviato dal papa a cercare la pace
fra i belligeranti. A Lucca. |
Sett. |
|
|
|
Romagna
|
Restituisce
ai pontifici Bertinoro e Castrocaro Terme. |
1377 |
|
|
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|
|
Feb. |
|
|
|
Romagna |
A Cesena sono
uccisi dagli abitanti 300 bretoni; l'Acuto entra nella
città per
la rocca ed affianca i bretoni nel sacco che termina con
l'uccisione di 4000 persone. Si trasferisce a Fano ed
a Fossombrone. |
Apr. |
|
|
|
Romagna
|
Lascia Faenza,
ceduta dai pontifici agli estensi, e si accampa a Bagnacavallo.
|
Mag. |
Firenze
Milano |
Chiesa |
800 lance e 500 arcieri |
Romagna
Lombardia ed Emilia |
E' tra Cesena
e Forlì; allo scadere della ferma , tramite Spinello
Alberti e Ruggero Cane, si accorda con i fiorentini. Si
reca a Milano ed una mattina di domenica si sposa con
la figlia di Bernabò Visconti, Donnina, che gli
porta in dote beni per 12000 fiorini. La cerimonia si
svolge davanti al Visconti, la moglie di costui Regina
della Scala ed ai loro figli. Al termine conduce la giovane
moglie nella loro casa, già di gaspare del Conte
e del vescoovo di Parma, dove si tiene il pranzo. Regina
della Scala onora la figlia naturaler del maritonel migliore
dei modi ed altrettanto fanno i fratellastri della sposa
(una coppa contenente 1000 ducati la prima; ricchi monili
di perle, del valore di 300 ducati ciascuno, Marco e Ludovico
Visconti). Il giovedì seguente è già
a Parma in procinto di proseguire per Cremona dove si
sta allestendo la sua compagnia. Il costo complessivo
di quest'ultima ascende a 25200 fiorini il mese, di cui
un terzo è a carico dei Visconti e due terzi dei
fiorentini e dei loro alleati. |
Giu. |
|
|
|
Emilia |
Attraversa il
bolognese e vi fa gravi danni perché il comune
non vuole partecipare alla quota di
pertinenza nel pagamento della sua condotta. |
Lug. |
|
|
|
Emilia |
Trovato l'accordo,
staziona tra Panzano e Medicina; punta su Modena, dove viene
sventato dagli estensi
un trattato a favore dei Visconti. |
Ago.
|
|
|
|
Romagna |
Si vendica degli
estensi, agevola Astorre Manfredi nel suo rientro in Faenza
e batte nei pressi i bretoni venuti a recuperare la città
per conto dei pontifici. A fine mese, contrasta gli avversari
verso Cervia. |
Sett. |
|
|
|
Romagna Umbria e
Toscana |
Danneggia il
ravennate e tallona i bretoni in ritirata verso l'alto
Tevere. Muove in soccorso dei perugini con 4000 cavalli
assieme con Lucio ed Everardo Lando; si attenda fra Montepulciano
e San Quirico e costringe Raimondo di Turenna ad abbandonare
la maremma. I senesi gli regalano un cavallo del valore
di 150 ducati e gli fanno altri doni per un pari ammontare.
Il comportamento dei suoi uomini verso la popolazione
provoca le proteste degli Otto di Balia. |
Ott. |
|
|
|
Toscana Umbria e Marche |
Dal senese,
si porta a Ponte San Giovanni in val di Ceppi per dare il guasto al
folignate; alcune sue squadre invadono le terre di Masio
da Pietramala intorno a Citerna. Richiamato per una tregua
intravvenuta tra Perugia e Foligno, si
trasferisce nelle Marche con Lucio Lando, Azzo
da Castello e l'Ubaldini per contrastare il da Varano, passato a sua volta nel
campo pontificio. |
Nov. |
|
|
|
Toscana |
Sverna con i
suoi uomini in val di Nievole nonostante gli inviti dei
fiorentini a spostarsi nella marca d'Ancona. |
Dic. |
|
|
|
Toscana
Romagna |
Si porta nel
pisano ed a Firenze: gli è offerto un convito nel
Palazzo della Signoria. Rientra nei suoi possedimenti
in Romagna e si trova a Fucecchio con i suoi uomini. |
1378 |
|
|
|
|
|
Gen. |
|
|
|
Emilia |
A Gazzolo. |
Feb. |
|
|
|
Toscana |
E' a San Quirico,
impegnato nelle trattative di pace. Si rifiuta di muoversi
con le truppe nel perugino, sia per il ritardo delle paghe,
sia perché vuole essere presente ai colloqui di
pace. |
Mar. |
|
|
|
Toscana |
Con
Ruggero Cane scorta il cardinale di Amiens e gli
arcivescovi di Pamplona e di Narbona a Pisa (dove è
ospitato nella casa di Jacopo d'Appiano), a Lucca ed a
Sarzana. |
Apr. |
Milano |
Verona Padova |
|
Toscana e Veneto |
Si reca a Firenze,
lascia la Valdarno e passa per sei mesi agli stipendi
di Bernabò
Visconti. Entra nel veronese e davanti alle porte
del capoluogo assiste alla cerimonia in cui il suocero
arma cavalieri i figli Carlo e Rodolfo. |
Mag.
lug. |
|
|
|
Veneto |
La sua compagnia
è rafforzata da quella del Lando; supera le difese
scaligere fra Villafranca di
Verona e la palude di Povegliano; attraversa l'Adige
e saccheggia il territorio fino a San
Martino Buon Albergo e Caldiero. Gli ungheri ed
i carraresi, alleati coi veronesi, lo obbligano a ritirarsi
con il Lando. |
Ago. |
|
|
|
Lombardia |
Si pone fra
Piadena, Villafranca di Verona e Monzambano; sconfitto
sotto Brescia, gli avversari
hanno mano libera nel territorio. |
Ott. |
|
|
|
Lombardia |
A seguito di
una tregua di quarantacinque giorni fra le parti, l'Acuto
si porta a Cavriana; si acquartiera, successivamente,
a Cremona. |
Nov. |
|
|
|
Veneto |
Allo spirare
della tregua, asseconda con 1400 lance e molti fanti Regina
della Scala, moglie di Bernabò, in un nuovo attacco
contro Verona. |
1379 |
|
|
|
|
|
Gen. |
Comp. ventura |
Milano |
|
Veneto e Lombardia |
Varca l'Adige
senza trovare contrasto in Giovanni Mangiadori.
Entra con il Lando e Giacomo Cavalli in Valpolicella
ed in Valpantena che vengono saccheggiate sino a Roncà
ed a Monteforte d'Alpone; sono distrutte Montebello Vicentino
ed Arzignano, sono pure depredate Trissino e Valdagno.
L'Acuto si ritira alla notizia del ritorno dal bresciano
e dal veronese di Giovanni di Polisna e del voivoda di
Transilvania ed
è sconfitto sul Sebeto: e' costretto a lasciare
le prede dopo avere subito alcune perdite ad opera degli
ungheri. E' sospettato dal Visconti di essere stato corrotto
con il Lando dai carraresi; rompe con Bernabò Visconti
che non vuole riconoscere ai due capitani le paghe pregresse.
Costoro, per rivalsa, mettono a ferro e fuoco i territori
di Brescia e di Cremona. Intervengono i fiorentini
per rappacificarlo con il suocero e per impedire che si
volga verso la Toscana con il Lando e 1200 lance. |
Feb. |
Lucca Siena, Perugia Pisa Firenze |
Fuoriusciti |
|
Toscana |
Contrasta i
fuoriusciti di
Lucca, Siena, Perugia, Pisa e Firenze, che si sono uniti con le truppe di Carlo di Durazzo.
|
Mar. |
Comp. ventura |
|
|
Emilia e Marche |
A Casatico ed
a Borgoforte. I bolognesi gli riconoscono 2500 ducati; si trasferisce
nell'urbinate. |
Apr.
giu. |
Comp. ventura
C.di Castello
Comp. ventura |
Chiesa
Faenza Ravenna
Guelfucci
Perugia Siena |
|
Romagna
Umbria e
Toscana |
Spinto dall'antipapa
Clemente VI, si dirige inizialmente verso le Marche con
Giovanni degli Ubaldini e Riccardo Ramsey. Ricevute alcune
taglie dalle città controllate dal papa Urbano
VI, riprende il suo cammino. Si ferma a Bagnacavallo ed
arreca molestie ad Astorre Manfredi ed ai ravennati. Con
Lucio lando si pone al
servizio di Città di Castello per dieci
giorni, al fine di contrastare i fuoriusciti locali;
tocca Fratta Todina e Ponte San Giovanni ed ottiene
4000 fiorini dai perugini. Ad Assisi tratta con i fiorentini,
tramite Spinello Alberti, per passare al loro servizio
ed a quello delle città loro collegate. Si sposta,
successivamente, in Toscana (maggio), minaccia Siena e
chiede invano 25000 fiorini ai fiorentini. I senesi consegnano
a lui, a Lucio ed Everardo Lando 6000 fiorini; la compagnia
si scioglie a fine giugno a Gracciano. Al servizio del
comune di Siena resteranno 200 lance inglesi e tedesche
fino al febbraio 1380. Altri 1600 fiorini sono consegnati
per tale motivo a lui ed a Everardo Lando. |
Lug.
ago. |
Comp. ventura |
Faenza
Ravenna |
|
Romagna |
Rientra in Romagna
ed è a Bagnacavallo e Cotignola per fronteggiare
le minacce del
Manfredi e dei da Polenta. |
Ott. |
|
|
|
Romagna |
E' sempre fermo
a Bagnacavallo. |
Dic. |
|
|
|
|
Svela ai fiorentini
un trattato ai loro danni, di cui è venuto a conoscenza;
gli sono consegnati 12000 fiorini per le sue
informazioni. |
1380 |
|
|
|
|
|
Feb. |
Venezia
|
Padova |
Capitano g.le |
Veneto |
Ritarda l'inizio
delle operazioni per cui il comanda passa a Carlo Zeno. |
Mar. |
Firenze
|
|
Capitano g.le 500 lance |
|
Il costo dell'intera
condotta (sei mesi) è valutato in 130000 fiorini. |
Apr. |
Firenze
|
Comp. ventura |
|
Toscana |
E' a Firenze
e nel palazzo della Signoria gli sono date le insegne
del comando. Si congiunge con il Lando e fronteggia la
compagnia di Alberico da Barbiano; si porta a Staggia,
a Colle di Val d'Elsa e batte a Malmantile gli avversari. |
Mag. |
Comp. ventura |
Todi |
|
Umbria e Romagna
|
Aiuta i Chiaravalle
a rientrare in Todi da cui sono stati scacciati da Catalano
degli Atti. Divide l'esercito in quattro parti ed assale la città. E' sconfitto
nella piana di Sant'Agostino; si sposta a San Valentino, e gli abitanti gli consegnano 1000 fiorini.
Si trasferisce in Romagna: con Guido da Polenta, Sinibaldo
Ordelaffi e Bertrando Alidosi interviene nella contesa
che divide i fratelli Astorre e Francesco Manfredi. |
Lug. |
Comp. ventura |
|
|
Marche
|
Opera nella
marca di Ancona con Everardo Lando. E' contattato dal
duca di Baviera per
passare al suo servizio. |
Sett. |
Firenze
|
Comp. ventura |
|
Toscana |
Si trova a Montevarchi
con 1200 lance per controllare le mosse di Carlo di Durazzo
e di Alberico da Barbiano, che si sono fermati ad Arezzo.
Ha alcune scaramucce.
I venturieri si ritirano dopo avere ricevuto dai fiorentini
40/45000 fiorini dovuti dalla repubblica allo stato della
Chiesa e fanno rientro nel regno di Napoli. |
Nov.
|
Firenze
|
|
|
|
Viene riconfermato
nel suo incarico dai fiorentini per altri sei mesi. |
1381 |
|
|
|
|
|
Gen. feb. |
|
|
|
Romagna
|
Continuano i
suoi contrasti con il Manfredi, finché non intervengono
i fiorentini a
sedare gli animi dei contendenti. |
Mar. |
|
|
|
Toscana |
Si reca a Firenze
e vi stipula una tregua con il Manfredi. |
Apr. |
Firenze |
|
Capitano g.le |
Romagna
|
Gli è
rinnovata la condotta con 30 lance per sette mesi. |
Lug. |
|
|
|
Romagna |
Vi è
un lodo conciliativo dei bolognesi per le sue continue
divergenze con il Manfredi. |
Ago. |
|
|
|
Romagna
|
Cede a Filippo
Guazzalotti, che rappresenta gli estensi, i suoi feudi di Cotignola,
di Conselice e di
Bagnacavallo dietro l'estinzione di un precedente
prestito di 60000 ducati. Chiede ai fiorentini di essere
liberato dai suoi obblighi e si congiunge con Everardo
Lando e Giovanni Unghero. |
Ott. |
Comp. ventura |
Firenze
Siena
|
|
Umbria e Toscana |
Si porta ad
Isola Romanesca (Bastia Umbra), ove si impegna con Corrado
Lando e l'Unghero a non molestare i fiorentini ed i loro
alleati per tre mesi: gli sono dati
5000 fiorini. Si sposta in val di Chiana ed i senesi
gli consegnano altri 5600 fiorini. I tre condottieri promettono
di rispettare per tre mesi i territori di Siena, di Cortona
e di Montepulciano ed ottengono il passo libero su strade
predeterminate. |
Nov. |
Comp. ventura |
Fermo |
|
Marche |
Penetra nel
fermano con il Lando: si ferma nel territorio di Montottone;
segue Boffo da Massa a Rotella ed a Montalto delle Marche.
Ritorna a Montottone, cerca di espugnarne il castello
e si porta all'abbazia di Chiaravalle. Transita nel maceratese;
si accampa al ponte di Monastero presso Treia. |
Dic. |
Firenze
|
|
Capitano g.le |
|
Viene condotto
dai fiorentini per sei mesi con 90 lance. |
1382 |
|
|
|
|
|
Gen. |
Firenze |
Comp. ventura |
|
Toscana |
Interviene in
Firenze per sedare alcuni disordini sorti nella città ad opera dei seguaci
di Giorgio Scali e di Tommaso
Strozzi, che sono stati
condannati a morte. Fronteggia le compagnie di
Alberico da Barbiano, di Villanuccio da Villafranca e
di Guglielmo Ferrebach. Contrasta a Marcialla il Villafranca;
gli avversari si ritirano verso San Donato in
Collina, li insegue sino a Castelnuovo Berardenga,
recupera gran parte delle prede e libera molti prigionieri.
E' accusato a Firenze di avere lasciato fuggire i venturieri. |
..................... |
Rimini |
Comp. ventura |
|
Marche |
Difende Fossombrone
dalle minacce portate da una compagnia di ventura di passaggio
nella regione. |
Ago. |
Chiesa |
Angiò |
Capitano g.le |
|
Carlo di Durazzo
richiama le sue truppe dalla Toscana per proteggere il
napoletano. Siena
si crede in diritto di soprassedere al pagamento di 1000
fiorini, ma l' Acuto non accetta la situazione. Passa
agli stipendi di Urbano VI e riceve 14000 fiorini. |
Ott. |
Comp. ventura |
Siena |
|
Toscana |
Raccoglie truppe
nel senese, depreda i contadi di Buonconvento e di Torrita di Siena.
Si ferma
ad Abbadia a Isola facendo ovunque gravi danni;
domanda ai senesi la somma di 14000
fiorini di cui si dice creditore. |
Nov. |
Chiesa |
Angiò |
|
Lazio e Campania |
Si incontra
a Roma con
il papa Urbano VI e marcia verso Napoli accompagnato da
Carluccio Brancaccio e da Andrea Carafa. Si muove in soccorso
di Carlo di Durazzo. |
Dic. |
|
|
|
Campania |
Sconfigge le
truppe di Luigi d'Angiò e cattura 37 prigionieri
di conto. Cerca di incassarne le relative taglie (10900
fiorini). Allorché alcuni dei nobili catturati
mancano alla parola data e non pagano il riscatto dovuto,
l'Acuto ricorre al re di Napoli che gli dà ragione
e fa emettere una serie di ingiunzioni di pagamento nei
confronti degli inadempienti affidando la causa ad un
giudice della curia, Donato di Arezzo, che ha il compito
di provvedere all'esecuzione dell'ordine reale. La questione
si dimostra più difficoltosa del previsto perché
non tutti i debitori sono reperibili. Ugo da San Severino
si trova fuori dal regno di Napoli; Iacopo da Capri è
in prigione; Asserello da Capua combatte ancora con gli
angioini; Andrea da Messina è lontano in quanto
milita per un altro signore. L'Acuto non demorde e recupera
con un discreto successo parte dei crediti. Con il denaro
incassato si rivolge ad un banchiere senese, Raimondo
dei Tolomei, che glielo investe nell'acquisto di alcuni
poderi e della casa padronale di Rocchetta sull'Elsa,
presso Poggibonsi. |
1383 |
|
|
|
|
|
Gen.
|
Comp. ventura |
Perugia Siena
Firenze |
|
Umbria e Toscana |
Lascia l'agro
romano e si spinge nel perugino con Giovanni degli Ubaldini
e Riccardo Ramsey. Avuti 15000 fiorini, si riversa in
val di Chiana; si impadronisce di Fabbrica, attacca Buonconvento
e devasta la val
d'Arbia. Allorché i senesi lo contrastano
con l'aiuto dei fiorentini, si porta nell'aretino. |
Feb. |
Vico
Antipapa |
Chiesa
Siena |
|
Toscana |
|
Mar. |
|
|
|
Toscana |
Entra in quel
di Chiusi e si scopre nemico dei senesi. E' sorpreso nei
pressi di tale località da Guido d'Asciano, che gli cattura molti cavalli. |
Apr.
|
Comp. ventura |
Siena |
|
Toscana |
Si associa
con le compagnie dei bretoni e con la Compagnia
della Rosa; assale i senesi comandati da Tancredi da Modigliana. |
Giu. |
Vico
Antipapa |
Siena |
|
Toscana e Lazio |
Ottenuti 15000
fiorini dal
prefetto Francesco di Vico e dall'antipapa Clemente VII,
combatte i senesi nel Patrimonio. Sconfigge Guido d'Asciano
e Niccolò Malatesta fra San Lorenzo Nuovo ed il
lago di Bolsena, cavalca a Magliano in Toscana ed a Collecchio.
I fiorentini gli riconoscono 18000 fiorini ed i senesi
altri 11000. |
Lug. |
|
|
|
Toscana |
Si accampa in
quel di Cortona; forma con il Ramsey e l'Ubaldini la Compagnia
della Rosa. Progetta di spostarsi in Romagna per unirsi
con Lucio Lando. |
Ott. |
Chiesa
Comp. ventura |
Angiò |
|
Campania Marche e Romagna |
Affronta gli
avversari con il Barbiano.
Si unisce con 300 lance a Lucio Lando e compie alcune
scorrerie nelle Marche ed in Romagna. |
Nov. |
Rimini |
Ravenna |
|
Romagna |
Passa al servizio
di Galeotto Malatesta e devasta il ravennate. |
Dic. |
Comp. ventura |
Siena |
|
Toscana e Umbria |
Effettua nuove
scorrerie con Giovanni degli Ubaldini e Riccardo Ramsey.
I senesi sperano di essere risparmiati e gli inviano tre
ambasciatori per congratularsi del suo arrivo; vengono
offerti alla compagnia 7000 fiorini e gli viene riconosciuta
la provvigione mensile di
100 fiorini per un anno. Si trasferisce nel contado di
Città di Castello con 2000 cavalli e 1000 fanti
ed i fiorentini gli consegnano, per conto del papa, altri 20000 fiorini. E' rifornito di vettovaglie
da Citerna. |
1384 |
|
|
|
|
|
Gen. |
Chiesa |
Angiò
Antipapa |
|
Campania |
I fiorentini
gli consegnano, sempre per conto del papa, altri 10000 fiorini
a saldo di paghe
arretrate. Lascia Napoli. Urbano VI, in compenso, toglie
l'interdetto a Firenze in vigore dal 1375. Carlo di Durazzo,
a fronte dei suoi debiti verso il condottiero che non
riesce a saldare, gli concede il casale di Carinaro nell'aversano
ed alcuni beni immobili a Capua ed a Napoli. |
Apr. |
Comp. ventura |
Camerino |
|
Puglia Marche
Umbria
Toscana |
E' a Barletta.
Nelle Marche minaccia Amandola, controllata dal da Varano,
con la sua compagnia; con l'Ubaldini tenta di togliere
la rocca di Spoleto a Rinaldo Orsini. Si sposta nel pisano
per congiungersi con le milizie viscontee a causa di
alcuni tumulti scoppiati a Pisa. |
Mag. |
Comp. ventura |
Siena
Pisa
Lucca Perugia Ascoli Piceno |
|
Toscana Umbria e Marche |
Si pone nei
pressi di
Cortona e minaccia la Toscana. I senesi gli consegnano
7000 fiorini, i pisani
lo riforniscono di vettovaglie, danno il passo
alle sue truppe e gli concedono 9000 fiorini. I
lucchesi gliene fanno avere altri 4000. Ritorna
in Umbria, invano contrastato dai perugini guidati
da Boldrino da Panicale. Si ferma nel territorio
di Montegiorgio per
depredare l'ascolano: gli abitanti di Fermo consegnano
a lui ed all' Ubaldini
1000 fiorini a testa. A fine mese, è a Castignano;
si accampa a Sant'Elpidio A Mare con l'Ubaldini e si ritira. |
Giu. |
Perugia
Vico |
Michelotti
Chiesa |
|
Umbria |
Conduce per
conto dei perugini azioni senza efficacia lungo il lago
Trasimeno. Lotta poi ancora con l'Ubaldini a favore di
Francesco di Vico. |
Lug. |
|
|
|
|
Su pressione
dei fiorentini rinnova la tregua biennale con il Manfredi. |
Sett.
|
Angiò |
Napoli |
|
Toscana |
Si congiunge
con Enguerrand di Coucy e si impadronisce di Arezzo. |
Ott. |
Firenze
|
Angiò |
|
Toscana |
Accordatosi
con i fiorentini, Contrasta
il Coucy
e gli angioini. |
Nov. |
Comp. ventura |
Siena |
|
Toscana |
Sulla fine dell'anno,
prende la via di Anghiari e taglieggia i senesi con l'
Ubaldini, Corrado Lando e Rinaldo Orsini. Siena deve ancora
all'Acuto un residuo di vecchie somme non corrisposte
per un totale di 500 fiorini. Il condottiero si farà
pagare tale somma attraverso il suo procuratore, il mercante
Vituccio da Pisa. |
1385 |
|
|
|
|
|
Gen. |
Firenze
|
Tarlati |
|
Toscana |
Affianca Vanni
di Vanni contro i Tarlati. |
Mag. |
|
|
|
Toscana |
Viene raggiunto
a Firenze dalla notizia della cattura del suocero Bernabò
Visconti da parte del nipote Gian Galeazzo Visconti. |
Giu.
|
Comp. ventura |
Bologna
Milano |
|
Emilia Lombardia e Toscana |
Si muove nel
bolognese con l'Ubaldini, Boldrino da Panicale e Taddeo
Pepoli: gli sono consegnati 35000 fiorini dagli abitanti.
Si sposta in Lombardia ove il cognato Carlo Visconti cerca
il suo appoggio per liberare il padre. Si incontra a
Cavezzo con un emissario milanese ed il suocero viene abbandonato alla sua sorte dietro la promessa di una
provvigione mensile di 300
fiorini (condotta di
30 lance). A fine mese rientra in Toscana con Enguerrand
di Coucy e l'Ubaldini. Sosta nel territoruio di Cortona
finché il signore della città, Uguccione
Casali, lo invita a lasciare il territorio. |
Lug. |
Comp. ventura |
|
|
Marche e Umbria |
Si reca a Rocca
Contrada (Arcevia) ed i fiorentini gli consegnano 1100 fiorini
sui 2000 richiesti, affinché non arrechi danni
al loro territorio. Nel contempo, l'Acuto interviene a
favore di Guglielmino
d'Assisi, allora in conflitto con il capoluogo, e concorda
una tregua di due mesi fra i contendenti. |
Ago. |
Comp. ventura |
Siena
Perugia |
|
Toscana e Umbria |
E' spinto dai
fiorentini a predare il senese con Everardo Lando e Taddeo
Pepoli (2500 cavalli): i senesi consegnano a lui 15000
fiorini ed ai fiorentini alcune terre nell'aretino. Si
porta nel perugino. |
Sett. |
Comp. ventura |
Perugia |
|
Umbria |
Staziona con
altri condottieri (Lucio Lando, Everardo della Campana,
Giovanni Beltoft
ed il Pepoli) nel perugino tra Papiano, Spina Nuova e
Cerqueto, fino al momento in cui non gli viene consegnato
del denaro. |
..................... |
Napoli |
|
|
Ungheria |
Segue Carlo
di Durazzo in Ungheria
di cui quest'ultimo è stato nominato re. Rientra
in Italia a seguito dell'uccisione del sovrano. |
1386 |
|
|
|
|
|
..................... |
Angiò |
Napoli |
|
Regno di Napoli |
Ha divergenze
sullo stipendio
con Ladislao d'Angiò, successo al padre Carlo di Durazzo, e milita nel regno di
Napolia favore degli angioini. |
Mag. |
Firenze
|
|
82 lance |
Toscana |
Viene assunto
dai fiorentini per contrastare le compagnie di ventura. |
Sett. |
Comp. ventura |
Siena Firenze |
|
Toscana
Romagna Marche Abruzzi |
Costringe i
senesi ad accordargli 800 fiorini sui 1000 richiesti;
effettua una visita amichevole in Siena con una scorta
di 40/50 cavalli; si trasferisce in Romagna mentre parte
dei suoi uomini rimane a molestare la val d'Ambra. Si
congiunge con l'U baldini e Giovanni Tedesco da Pietramala
e soccorre Antonio da Montefeltro, minacciato dai fiorentini.
Devasta il Montefeltro; passa a Colbordolo ed a Talacchio,
mette all'erta il territorio di Fano: gli abitanti della
località gli consegnano 500 fiorini. A fine mese
si trasferisce negli Abruzzi. la regina Margherita d'Angiò
ordina agli abitanti di Chieti di provvedere alle vetovaglie
necessarie alle sue truppe ed al foraggio per le loro
cavalcature. |
Ott. |
Fuori
usciti |
Perugia |
|
Toscana e Umbria |
Si trova nel
territorio di Cortona, molesta il Chiugi e minaccia i
perugini. Viene messo in fuga da Boldrino da Panicale. |
Dic. |
|
|
|
Romagna |
E' contattato
a Faenza dall'Ubaldini e passa agli stipendi dei carraresi.
|
1387 |
|
|
|
|
|
Gen. |
Padova
|
Verona |
|
Veneto |
A Montagnana;
entra a Padova con Giovanni Tedesco da Pietramala; a Monselice. |
Feb. |
|
|
Capitano g.le 500 lance |
Veneto |
Oltrepassa l'Adige,
tocca Castelbaldo ed entra nel veronese. E' con l'Ubaldini a Cerea;
assale il veronese nella speranza di trovare vettovaglie
e biade per i suoi uomini e per i suoi cavalli. Ostasio
da Polenta e Giovanni Ordelaffi lo costringono a ripiegare
a Bussolengo dove resta bloccato per venti giorni senza
potere ricevere rifornimenti: i soldati sono senza pane
e carne e sono forzati a nutrirsi di legumi e di rape.
Al suo campo arriva un emissario del signore di Verona
per concordare una tregua. Le spie dell'Acuto sono all'erta
e mettono il condottiero sull'avviso. L'emissario è,
infatti, una spia ed il suo compito è quello di
raccogliere informazioni utili a danneggiare i padovani.
L'Acuto la fa catturare e rinchiudere in una tenda senza
farlo parlare con nessuno. |
Mar. |
|
|
|
Veneto |
Si porta a Castelbaldo
perché il passo gli è bloccato da una grossa
bastia fatta costruire in precedenza dall'Ordelaffi a
Castagnaro. Ordina le sue truppe in otto parti e si pone
alla testa della prima con 500 uomini d'arme e 500/600
arcieri inglesi. Finge di ritirarsi ed inducegli scaligeri
ad inseguirlo in un terreno acquitrinoso;
fa smontare i suoi cavalli in un terreno asciutto
e li fa avanzare in file serrate. Gli avversari si muovono
fiduciosamente; si arrestano davanti ad un canale e cercano
di attraversarlo. Nello stesso momento gli arcieri, posti
sui fianchi, tempestano i nemici; si formano delle falle
nelle quali si inseriscono i cavalieri appiedati; gira
poi attorno alla palude e coglie alle spalle lo schieramento
scaligero. Ai vincitori è riconosciuta paga doppia
e mese compiuto; l' Acuto rientra vittorioso a Padova. |
Apr. |
|
|
|
Veneto |
Ritorna nel
veronese per la via di Monselice e di Montagnana;
supera la resistenza nemica a
Soave ed a Villanova e porta le sue devastazioni
sino a porta Vescovo a Verona. Brucia tutti i villaggi
trovati per strada sino a Montorio Veronese. Si reca a
Padova dopo una settimana e si pone al servizio dei fiorentini
per non aiutare i viscontei alleatisi con i carraresi. |
Mag. |
Firenze |
|
Capitano g.le 500 lance e 1000
fanti |
|
Viene condotto
dai fiorentini per sei mesi. |
Sett. |
Comp. ventura |
Rimini |
|
Marche |
Con Giovanni
Beltoft, soccorre i Petrucci contro i Malatesta: con il
Beltoft, Ubertinello e Boccaccino Petrucci coglie in agguato
a Fratta Carlo Malatesta. |
Dic. |
Firenze
|
Comp. ventura |
|
Toscana |
Controlla i
movimenti della compagnia di Bernardo della Sala, reduce
da una scorreria nel pisano e diretta nel perugino. I
senesi gli offrono 4000 fiorini affinché non molesti
il loro territorio. |
1388 |
|
|
|
|
|
Gen. |
Napoli |
Antipapa |
|
Campania |
Si unisce con
il Barbiano ed Ottone di Brunswick e lascia Capua
per appoggiare in Napoli i difensori di Castel
Capuano. Giunge a Caivano con 4000 cavalli e 500 fanti. |
Feb. |
|
|
|
Campania |
Luigi di Montjoie
esce da Napoli con 1600 cavalli e respinge l'Acuto ad
Aversa. |
Mar. |
|
|
|
Campania |
Invia 100 lance
in soccorso dei pisani, minacciati dal Beltoft. |
Mag. |
Firenze
|
Comp. ventura |
|
Toscana |
Allo scadere
della condotta abbandona il regno di Napoli; i fiorentini lo
incaricano di sorvegliare i loro confini e di dissuadere
il Beltoft a continuare nelle sue incursioni nel pisano
e nel lucchese. |
Sett. |
Comp. ventura |
Foligno |
|
Toscana Umbria e Marche |
Dimora nel suo
castello di Montecchio Vesponi ove apprende di una congiura
organizzata a Cortona da un medico di corte, corrotto
dal conte di Virtù, ai danni del signore della
città Uguccione Casali e di Carlo Visconti, suo
ospite. La trama è sventata grazie alle sue informazioni:
il medico è trascinato per tutta la città
per essere, alfine, attanagliato. Successivamente entra
nel Chiugi, si congiunge con Carlo Visconti (1400 cavalli),
prosegue verso Bettona e Foligno e devasta alcune terre
dell' Umbria e delle Marche con 3000 cavalli. Si separa
da Corrado Lando, che è seguito da 1000 cavalli.
Ottiene dai senesi 2000 fiorini sui 4000 richiesti inizialmente. |
Ott. |
Bologna
|
|
1808 cavalli |
Emilia |
I bolognesi
gli consegnano 3767 fiorini per la condotta di un mese
della sua compagnia e gliene riconoscono altri 10000 dietro
l' impegno a non essere molestati per due anni. |
Nov. |
Napoli |
Antipapa |
|
Umbria e Puglia |
Si dirige verso
la Puglia; a Trevi tratta con il Beltoft per prenderlo
ai suoi ordini con 200 lance ed i fiorentini gli consegnano
5000 fiorini al riguardo: 1000 subito ai suoi procuratori
Giannichino Trichil ed a Perotto Fedini. Gli altri 4000
gli verranno erogati solo quando le truppe del Beltoft
si saranno effettivamente riunite con i suoi uomini. Viene
pregato, infine, di fare restituire alcuni muli e pelli
rubate rubate dai suoi soldati a dei mercanti fiorentini. |
1389 |
|
|
|
|
|
Gen. |
Comp. ventura |
Siena |
|
Toscana |
Opera devastazioni
nel senese con Corrado Lando e Bernardo della Sala. |
Feb. |
Napoli |
Antipapa |
|
Campania |
Ritorna ad Aversa. |
Mar. |
|
|
|
Campania |
Staziona fra
Liburna (San Pietro a Patierno) ed Afragola. |
Apr. |
|
|
|
Campania |
E' sconfitto
con il Brunswick a Casanova (Casalnuovo di Napoli); a
metà mese, con l'aiuto della flotta durazzesca, si pone davanti a Casalnuovo ed a San
Pietro all'Ara ed è nuovamente sconfitto. Ritorna
ad Afragola mentre i difensori di Castel Capuano vengono
costretti alla resa. |
Mag. |
|
|
|
Campania |
Ricevuti 3000
fiorini, lascia il regno di Napoli. Cerca di convincere
il Brunswick a seguirlo al soldo dei fiorentini. Tocca Aversa, Roma e l'orvietano. |
Giu. |
Firenze
|
Milano Siena |
400
lance e 500 fanti |
Umbria e Toscana |
Viene condotto
per nove mesi e gli è riconosciuta una provvigione
mensile di 500 fiorini. Ha ai suoi ordini 500 lance e
500 fra fanti e balestrieri. Si trasferisce inizialmente
nel territorio di Narni: i fiorentini gli intimano di
desistere dal danneggiare il perugino. Passato in Toscana,
dalla val di Chiana penetra nel senese: affrontato da
Paolo Savelli ad Asinalunga (Sinalonga), è messo
in fuga al termine di un combattimento che dura sette
ore. |
Lug. |
|
|
|
Toscana e Umbria |
Raggiunge le
sue truppe acquartierate tra Montone, Fratta Todina e Borgo San
Sepolcro (Sansepolcro) e si getta sui senesi. I perugini
inviano sui loro confini, Antonio da Romignano e Felcino
da Perugia per sorvegliare i suoi movimenti. |
Ago.
sett. |
|
|
|
Toscana |
Soccorre Gaddo
da Frosini,
assediato nel suo castello; si trova ad Olmo con Corrado Lando e Carlo Visconti (1000 lance) e
si sposta in val di Chiana. Attacca Poggiolo; messi in
ordine i suoi uomini (3000 cavalli e 1000 fanti), si avventa
nella Scialenga in val d'Arbia: i fiorentini oltre i 20000
fiorini pattuiti, gliene consegnano a lui ed al Lando
altri 1000 affinché devastino con più
forza il contado per un mese. Tocca San Sano, Montalcino,
Camigliano, San Giovanni, Castiglioncello del Trinoro,
Monteguidi. L'attacco termina con il ferimento del Lando;
si ritira verso Colle di Val di d' Elsa, tallonato dal
Savelli. E' a San Galgano e nel piano di Rosia; sollecita
invano ai senesi la somma di 36000 fiorini. |
| Ott. |
|
|
|
Toscana |
I lucchesi
riconoscono all'Acuto ed a Corrado Prospero una paga di
995 fiorini in quanto condottieri della lega, formatasi
a seguito della recente pace, fra il Visconti da un lato
e fiorentini e lucchesi dall'altro. |
Nov. |
|
|
|
Toscana |
Ritorna ad Olmo
con le prede e qui la compagnia si scioglie. |
Dic. |
Napoli |
Angiò |
|
Puglia |
Al servizio
di Ladislao d'Angiò per contrastare le milizie
provenzali.. |
1390 |
|
|
|
|
|
Mar. |
|
|
|
Campaniae Lazio |
A Gaeta viene
contattato dai fiorentini con Carlo Visconti e si trasferisce
definitiva mente al loro servizio. Lascia Roma e per Pitigliano
si dirige in maremma e raggiunge Volterra. |
Apr. |
Firenze
|
|
|
Toscana |
E' condotto
per un anno di ferma ed uno di rispetto; si impegna anche
a non agire contro la repubblica per i due anni successivi.
Discute con Carlo Visconti e Francesco Novello da Carrara
le modalità di accordo con il duca Stefano di Baviera. |
Mag. |
Firenze
|
Milano |
|
Emilia |
Si porta a
Bologna; dopo
pochi giorni scorre nel ferrarese, ove gli estensi
sono alleati con
i viscontei, e mette in fuga Alberto d'Este. |
Lug. |
|
|
|
Emilia |
Si trova nel
parmense con 1600 lance; si astiene da ogni saccheggio
per spingere la popolazione alla rivolta. Si porta sotto
Reggio Emilia. Scopre il tradimento di un caposquadra
tedesco che avrebbe dovuto disertare a favore degli avversari
per cogliere alle spalle lle file fiorentine. L'Acuto
scopre la trama. Il capitano tedesco è catturato
con i suoi uomini ed i viscontei si ritirano verso Reggio
Emilia. |
Ago. |
|
|
|
Toscana |
Ritorna nel
senese e lascia la Toscana. |
Sett.
ott. |
|
|
|
Veneto, Emilia e Lombardia |
Decide di proseguire
la guerra dal padovano, si spinge nel vicentino e nel
veronese con 1400 fanti per lo più balestrieri
e 2400 lance fiorentine, bolognesi e carraresi. Da qui
si indirizza verso
il modenese con 1500 lance e lo devasta. Assedia, invano,
due castelli alla cui difesa si trovano 200 lance: queste
attaccano il suo campo e sono respinte con la cattura
di 240 cavalli. L'Acuto mette a ferro e fuoco il reggiano
ed il mantovano (Coazze), facendovi grandi prede che verranno
portate a Bologna. Protetti i lavori della vendemmia nel
bolognese, cavalca ancora nel parmense e si impadronisce
di un grosso bottino: sulla strada del ritorno, i
suoi saccomanni hanno la meglio su un forte contingente
di cavalleria nemica
(200 lance). |
Nov. |
|
|
|
Emilia e Veneto |
A Bologna; penetra
nel ferrarese ed obbliga il marchese d'Este a mutare alleanza;
a fine mese, si trova a Padova per continuare la guerra
a fianco dei carraresi. |
1391 |
|
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Gen. |
Firenze
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Milano
Mantova |
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Veneto e Lombardia |
Esce da Padova
all'alba con 1400 lance e 15000 fanti; viene a Castelbaldo,
attraversa l'Adige ed occupa Illasi. Vinta la resistenza
degli avversari, cavalca verso Verona con la speranza
che la città si ribelli ai viscontei a favore degli
scaligeri. Batte ancora i nemici (150 prigionieri) e si
attesta nel borgo di Santa Lucia. Non essendovi alcun
tipo di tumulto, entra in Valpolicella ed in Valpantena;
si volge nel mantovano e ne depreda il territorio fino a
quattro miglia dal capoluogo. |
Feb. |
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Capitano g.le |
Veneto |
E' nominato
capitano generale della lega. I fiorentini, gli riconoscono
oltre i 1200 fiorini l'anno di cui gode dal 1375, una
nuova provvigione di 2000 fiorini l'anno, da erogarsi
in rate trimestrali. Riesce anche a farsi riconoscere
dai fiorentini il denaro per la dote delle figlie: Giannetta
(14 anni), Caterina (13) ed Anna, più piccola.
Il comune si impegna pure a corrispondere a ciascuna di
esseuna dote di 2000 fiorini. Sul piano militare l'Acuto
è obbligato a rientrare a
Padova con Conte da Carrara
a causa anche dell' improvvisa partenza dal campo
di Astorre Manfredi: quest'ultimo, corrotto dai Visconti,
si è infatti impegnato ad ucciderlo con Francesco
Novello da Carrara durante lo svolgimento di un consiglio
di guerra. |
Apr. |
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Veneto |
Lascia nuovamente
Padova con 1500 lance, 1000 fanti e 300 balestrieri ,
devasta il vicentino ed il veronese. |
Mag.
giu. |
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Veneto e Lombardia |
Al termine del
raccolto parte da Padova per la terza volta con 2200 lance,
1200 balestrieri e
moltissimi fanti: punta
sulla riva sinistra del Po al fine di unirsi con
Giovanni d'Armagnac che deve invadere gli stati viscontei
da ovest. Attraversa il vicentino e sconfigge due volte
nel veronese alcuni contingenti di cavalleria. Nel secondo
degli scontri debella Taddeo dal Verme, che capitana 300
lance e molti fanti e gli cattura
cattura 60 uomini d'arme e 200 fanti. Attraversa
il Mincio e respinge sugli argini 9000 cavalli
e 3000 fanti che tentano di impedirgli di proseguire nel
suo cammino. Accelera
la marcia verso l'Oglio ed a Rudiano sventa nuove
insidie degli avversari ( 700 cavalli che assaltano la
sua retroguardia durante il guado). Corrado Lando coglie
in imboscata Taddeo dal Verme a Civilerghe di Mazzano,
per cui l'Acuto penetra nella valle di San Martino dove
si uniscono alle sue schiere i guelfi locali. Batte Jacopo
dal Verme e Facino Cane fuori porta Cologno (Bergamo)
in un combattimento in cui fra i viscontei rimangono uccisi
80 uomini d'arme e molti balestrieri; 200 cernite milanesi,
inoltre, annegano nell'attraversamento di un fiume (nel
complesso 4000 morti d'ambo le parti). Respinto da Bergamo,
tocca Trescore Balneario, Cenate, entra in val Cavallina
Si scontra con i nemici a Colognola; transita per Ponte
San Pietro, Presezzo, Bonate Sopra sempre predando il
territorio. Si accampa a Mapello, ma non riesce ad attraversare
l'Adda; con la medesima rapidità, prende la strada
di Brignano Gera d'Adda, Pandino e Villanova e raggiunge
la Ghiaradadda; guada il fiume sulle cui sponde il giorno
di San Giovanni Battista fa correre un palio. Arriva
con le scorrerie fino a quindici miglia da Milano
sempre tallonato dal dal Verme e da Ugolotto Biancardo
(1800 lance), tesi a tagliargli le linee di rifornimento. |
Lug.
ago. |
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Lombardia Veneto
Emilia e
Romagna |
Sfida vanamente
a battaglia il dal Verme e gli invia il guanto insanguinato;
il capitano avversario rifiuta il combattimento,
abbandona il campo e si trasferisce in Piemonte
per affrontare l'Armagnac. Alla notizia della sconfitta
e della morte di tale condottiero a Castellazzo, l'Acuto
decide di rientrare a Padova. Si accampa a Paterno nel
cremonese: di fronte a sé ha il dal Verme ed alle
spalle due grandi fiumi che gli bloccano ogni ripiegamento. Finge di ritirarsi
ed attira i viscontei in un boschetto dove i nemici sono
sorpresi e disfatti da Corrado Lando: fra costoro sono
uccisi o muoiono annegati nel fiume 400 cavalli ed altrettanti
vengono catturati. L'Acuto abbandona, quindi, i carriaggi
per rallentare l'avanzata ai nemici occupati nel saccheggio;
attraversa l'Oglio, supera Calcinato e Montichiari, guada
il Mincio (dove sono armati 20 cavalieri) e l'Adige con
la perdita di
molti cavalli che,esausti per la fame, annegano nel guado
dei fiumi. Il dal Verme fa tagliare gli argini dell'Adige:
l'Actuto abbandona, allora, il campo con tutte le tende,
avanza sino a Legnago per i campi allagati e giunge in
salvo a Castelbaldo serbando a Firenze l'esercito a lui
affidato. Lascia Padova e giunge a Bologna; scorre la
Romagna a
seguito del voltafaccia degli estensi. Rigetta gli attacchi
del Biancardo, di Antonio Porro e di Antonio Balestrazzo. |
Sett. |
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Toscana |
Rientra in Toscana
con 1200 lance e 1000 balestrieri per
la via della Sambuca; è a Pistoia ed a San
Miniato dove viene raggiunto
da Giovanni da Barbiano e da Luigi
da Capua. Valica l'Arno e
taglia al dal Verme le vie che portano a Siena
ed a Firenze; si ferma a Montopoli in Val d'Arno controllando
da vicino i movimenti degli avversari. Rinchiude il rivale
tra Empoli e Pontormo e lo segue a Tizzano
compiendo continue azioni
di disturbo alle linee di rifornimento. Distrugge
ad Uzzano la retroguardia viscontea (500 lance) e cattura
Taddeo dal Verme, Gentile da Varano e Vanni d'Appiano;
non ha, tuttavia, il coraggio di inseguire il nemico in
fuga. Quando i nemici lasciano la valle, il condottiero
inglese porta i suoi uomini a riposare a Pescia; prende
poi il cammino per Lucca e si accampa a San Miniato. |
Ott. |
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Toscana |
Si sposta tra
San Miniato e Castelfiorentino, sempre controllando i
movimenti del dal Verme; lo segue da vicino anche in val
di Nievole. Tratta segretamente con i capisquadra di una
compagnia bretone militanti nell'esercito avversario al
fine di suscitare tumulti nelle file viscontee: la trama
è scoperta ed i responsabili vengoono uccisi. |
1392 |
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Mar. |
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Emilia |
Viene inviato
con Ugo di Monforte in soccorso dei bolognesi che sono
minacciati dal passaggio delle compagnie di Ceccolo Broglia,
di Brandolino Brandolini e di Biordo dei Michelotti che,
apparentemente licenziate dal Visconti, sono sul punto
di attraversare il loro territorio: alla notizia del suo
arrivo, i tre condottieri prendono la via di Sarzana. |
Ago. |
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Toscana |
Al termine del
conflitto si ritira a vita privata a Firenze e vive tra
la capitale, San Donato in Polverosa e Montecchio Vesponi
presso Cortona. A fine mese il consiglio del podestà
di Firenze delibera a larga maggioranza di erigergli un
monumento funebre da collocarsi nella chiesa di Santa
Maria del Fiore. Il sepolcro dovrà essere costruito
in pietra ed essere ornato di statue di marmo. |
| 1393 |
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Desideroso
di mettere in ordine la sua contabilità a Milano,
incarica alcuni procuratori di curare i beni da lui posseduti
in tale località, costituiti soprattutto dal patrimonio
dotale della moglie Donnina Visconti. nello stesso tempo
nomina un altro procuratore per riscuotere quanto ancora
gli deve il comune di Bologna. D'altra parte, sempre nell'anno,
di fronte all'ennesima richiesta fiorentina di saldare
imposte pregresse per oltre 1800 fiorini, ancora non corrisposti
sui 3000 dovuti, protesta vivacemente per le pretese degli
uffici delle tasse. Gli è stato, infatti, intimato
di regolare entro tre mesi il proprio debito a meno che
non voglia vedersi accollare una penale pari ad un quarto
del debito stesso. |
1394 |
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| Gen.
feb. |
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Toscana |
Comincia a
liquidare il suo patrimonio per fare ritorno in Inghilterra.
Rinuncia a favore di Firenze al castello di Montecchio
Vesponi ed ai beni di Badia al Pino e di Migliara. Nel
contempo vende le proprietà fiorentine e di Poggibonsi. |
Mar. |
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Toscana |
Chiede al comune
di saldargli le provvigioni vitalizie e si accorda per
la corresponsione di 6000 fiorini esentasse, di cui 2000
subito ed il resto in rate quadrimestrali. Da ultimo si
fa dare, oltre tale cifra, altri 1000 fiorini come benservito
per la sua partenza. Muore a metà mese nella sua
casa di San Donato in Polverosa. Il suo corpo è
subito trasportato a Firenze per essere esposto in San
Giovanni su un palco, allestito sul fonte battesimale,
circondato di candele. Il condottiero è rivestito
di un drappo d'oro; sul petto è appoggiata la spada,
in una mano ha il bastone del comando. Il corteo funebre
muove da Santa Maria in Fiore: è composto di 200
sacerdoti, 300 monaci e frati, di numerosi cavalieri.
Allorché la processione arriva alla chiesa di San
Giovanni con la bara, il corpo dell'Acuto vi viene deposto
ed il corteo si riavvia verso Santa Maria del Fiore per
portarlo alla sua tomba. Lo seguono il figlio, le figlie
e la moglie, tutti vestiti a lutto a spese del comune.
La messa è celebrata dal vescovo. La salma, da
ultimo, viene portata nella sacrestia in attesa di essere
tumulata nel coro presso l'altare. L'anno seguente il
suo corpo, su richiesta del re Riccardo II, sarà
trasportato in Inghilterra per essere tumulato nella chiesa
parrocchiale di San Pietro di Hedingham Sibil, dove riposerà
per qualche secolo prima che i suoi resti siano dispersi
ed il suo sepolcro distrutto. L'Acuto è protagonista
di una novella di Franco Sacchetti. Un giorno due frati
minori vanno a fare la questua al suo castello di Montecchio
Vesponi: al saluto "Dio vi dia pace", il condottiero
risponde "Dio vi tolga l'elemosina", in quanto
egli vive di guerra e la pace lo porterebbe alla miseria.
Nell'anno seguente, poiché il monumento dell'Acuto
sepolto nel coro della cattedrale non è pronto,
il comune affiderà ad Agnolo Gaddi ed a Giuliano
d'Arrigo il compito di dipingere nella chiesa le immagini
dell'Acuto e di Piero Farnese dietro un corrispettivo
di 30 fiorini. Da ultimo nel maggio 1436, in occasione
della ristrutturazione del duomo, il comune di Firenze
incaricherà Paolo Uccello di eseguire un suo affresco
da collocarsi nello stesso posto dove già esisteva
l'affresco precedente. Il condottiero è rappresentato
a cavallo con la sua armatura, il bastone del comando
ed il tocco in testa. Nel basamento compaiono due stemmi
dell'Acuto: un capriolo e tre conchiglie di San Giacomo. |