Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
A B C D E F G H I J L M N O P Q R S T U V W X Z
Web www.condottieridiventura.it

0012        GIOVANNI ACUTO ( John Hawkwood; Giovanni Haucoud, Haucinod, Haucwod, Haukudt, Haukebbode, Aucut). Alcuni cronisti fiorentini lo chiamano anche Guivanni della Guglia confondendolo con un altro condottiero combattene pure esso nella guerra dei Cent'Anni, Jean de l'Aiguille. Di Hedingham Sible, presso Colchester, nella contea di Essex. . Figlio minore di conciapelli benestante. Signore di Bagnacavallo, Cotignola, Conselice, Bertinoro, Faenza, Massa Lombarda, Santarcangelo di Romagna, Montecchio Vesponi e Caraglio in Piemonte. Suocero di Corrado Prospero; genero di Bernabò Visconti di cui sposa una figlia naturale, come  Lucio Lando e Bernardo della Sala; cognato di Carlo Visconti. Baronetto.

                 1320 ca. - 1394 (marzo)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1340

Inghilterra

Francia

Soldato

Francia

Muore il padre che gli lascia in eredità 20 lire e 100 soldi. Milita al servizio del re Edoardo IV ed impara il mestiere delle armi da uno zio.

1343 Inghilterra Francia   Francia Combatte nella guerra dei Cent'Anni come vassallo del conte di Oxford John de Vere.
1346          

Ago.

Inghilterra

Francia

 

Francia

Partecipa alla battaglia di Crécy.

1356        

Settembre

Inghilterra

Francia

 

Francia

Prende parte alla battaglia di Poitiers. Nel periodo attira l'attenzione del Principe Nero, Edoardo principe di Galles, che lo prende sotto la sua protezione. E' armato cavaliere dal re d'Inghilterra.

1359

Comp. ventura

 

 

Francia

Desola la Guascogna ove si impadronisce di un grosso bottino. Prende d'assalto Pau, rapina il clero e lascia in pace i laici.

 

1360

 

 

 

 

 

................

Inghilterra

Francia

 

Francia

 

Ott.

Comp. ventura

 

 

Francia

Dopo il trattato di Bretigny costituisce con altri condottieri la Grande Compagnia. Lascia Pau e si unisce con Bernardo della Sala. Si impossessa di 60000 franchi di bottino; la sua parte viene riconosciuta (dicembre) in un sesto.

Dic.       Francia
Scende la valle del Rodano con il della Sala, Robert Briquet, l'Esprit, il Creswey, Naudon de Bageran, il Lamit, il Bataillé, l'Esparre ed altri venturieri inglesi e guasconi.

1361

Comp. ventura

Chiesa

 

Francia

Con Séguin de Badofol si impadronisce di Pont-Saint-Esprit. Assedia il pontefice Innocenzo VI in Avignone e compie scorrerie  nel territorio tra Avignone, Lione, Tarascona e Perpignano. E' organizzata una crociata contro i venturieri; alla fine, costoro si ritirano in cambio di una grossa somma di denaro.

1362

 

 

 

 

 

Apr.

Inghilterra

Francia

 

Francia

Partecipa alla battaglia di Brignais dove viene sconfitto ed ucciso Giacomo di Borbone conte de la Marche. Gli inglesi sono superiori di numero rispetto agli avversari; riescono a nascondere la relale entità delle loro forze alle spie nemiche ed occupano le migliori posizioni del campo. I francesi tentano un assalto alle linee avversarie, ma vengono respinti; si ritirano i disordine sotto il lancio di un grande numero di pietre gettate loro contro con vigore e precisione; contemporaneamente sono assaliti sul fianco dalla fanteria inglese armata di linghe lance (sei piedi). Il Borbone, gravemente ferito, si rifugia a Lione dove muore pochi giorni dopo per le ferite riportate nel combattimento.

.....................

 

 

 

Francia

Lascia la Piccardia e si unisce con la Compagnia Bianca. Attraversa il lionese e risale lungo il Rodano verso  Marsiglia.

Nov.

Monferrato

Conte  Savoia

 

Piemonte

Esce da Rivarolo Canavese e con Alberto Sterz, Roberto Canolles ed il de la Neuf  sorprende a Lanzo Torinese Amedeo di Savoia: alla cattura seguono le trattative per il riscatto dei prigionieri e la restituzione delle località sabaude nelle mani dei venturieri; al termine delle trattative sono loro consegnati 180000 fiorini.

Dic.

Monferrato

Milano

 

Piemonte

Depreda l'alessandrino, il tortonese e il novarese; occupa Castelnuovo Scrivia e Romagnano Sesia. Viene costretto da Luchino dal Verme ad abbandonare il Piemonte.

1363

 

 

 

 

 

Gen.

Pisa

Firenze

 

Toscana

 

1364

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Toscana

Esce dal pisano con 1000 cavalli e 2000 fanti ed entra in val di Nievole. Cerca di sorprendere Montale, attraversa il pistoiese e si accampa non lontano dalle mura del capoluogo. Da qui infesta il fiorentino con depredazioni ed incendi. I pistoiesi, timorosi di un suo possibile attacco, assoldano numerosi armati; mettono, fra l'altro, una campana su ciascuna delle quattro porte cittadine al fine di chiedere rapidamente soccorso. Nominano, da ultimo, come loro capitano di guerra Bartolomeo Lazzari. L'Acuto ritorna a Pisa dopo avere subito alcune perdite.

Apr.

 

 

 

Toscana

Si porta con Anichino di Baumgarten in val di Nievole al comando di 6500 cavalli fra inglesi e tedeschi e di 1000 pisani. Irrompe nel pistoiese ed attacca Prato. Giunge in Mugello per la Valdimarina ed effettua alcune scorrerie fra Laterina e Barberino di Mugello (cattura  di 100 cittadini e razzia di molto bestiame). Elude nottetempo la sorveglianza di Pandolfo Malatesta, che è al comando di 1200 cavalli, e lascia con il Baumgarten il Mugello per la valle del Bisenzio. Entra in Pescia; assedia  il castello di Petraia e devasta i contadi di Montughi e Fiesole. Si muove dal versante di Montemorello per accamparsi a Firenze davanti alla porta di San Frediano. Tentato vanamente di abbatterla: si ritira.

Mag.

 

 

Capitano g.le 800 cavalli

Toscana

Non si associa allo Sterz ed al Baumgarten quando  costoro, corrotti dai fiorentini, abbandonano gli stipendi dei pisani. Viene eletto capitano generale.

Lug.

 

 

 

Toscana

Si trova a San Savino con  4000 cavalli, 6000 fanti e 600 balestrieri. Tenta di sorprendere gli avversari accampati a Cascina che, deposte le armi, sono occupati per il gran caldo a fare il bagno nell'Arno. Manno Donati e Bonifacio Lupo si accorgono dell'avanzata dei pisani dalla polvere sollevata dai suoi uomini e fanno fortificare le strade, appostandovi  sui fianchi fanti e balestrieri. promessi ai suoi uomini paga doppia ed altri incentivi, l'Acuto si muove a mezzogiorno quando il sole è in faccia ai fiorentini ed alle spalle dei suoi; sottostima però la distanza da San Savino a Cascina per cui i suoi uomini arrivano stanchi al campo nemico. E' sorpreso dalle fortificazioni apprestate e viene sconfitto da un contrattacco nemico portato da Galeotto Malatesta. Riesce a salvarsi con buona parte della sua compagnia. Nello scontro (fonti pisane) sono uccisi tra i pisani 30 inglesi e 500 pisani, di cui molti muoiono annegati nell'Arno, specie tra i feriti che si gettano nel fiume per placare la sete ed il bruciore delle ferite; sono catturati 200/300 fanti e 600 popolani; 1000 morti e 2000 prigionieri per le fonti fiorentine. Questi ultimi vengono deportati a Firenze dove saranno utilizzati per costruire in piazza della Signoria la Loggia dei Pisani.

Ago.

Dell'Agnello

Pisa

 

Toscana

Rientrato a Pisa, un esponente di una delle famiglie più eminenti della città, Giovanni dell'Agnello, si accorda con l'Acuto ed in cambio di 30000 fiorini si garantisce il suo appoggio per portare a termine un colpo di stato. A fine mese il condottiero si impadronisce nottetempo del palazzo del comune e della piazza. Il dell'Agnello può così rivelare ai suoi concittadini che la Madonna gli ha ordinato di assumere per un anno il potere assoluto con il titolo di doge. Il nuovo signore saprà essere riconoscente con l'Acuto non solo in termini economici, ma anche in termini personali attraverso un solido legame di amicizia con la famiglia. L'Acuto sarà, infatti, chiamato a fare da tutore al secondogenito del dell'Agnello, Francesco, il quale prenderà proprio il soprannome di Auto o di Aukud. Il condottiero resta a Pisa come provvigionato; nella città tiene in permanenza alcuni soldati e quando è libero da impegni professionali spesso vi si reca per riposarsi. Al termine della condotta il dell'Agnello gli versa 700 fiorini: il condottiero con la sua compagnia, rinforzata anche da un contingente pisano, prende la strada della Lombardia.

 

Milano   

Firenze

 

Toscana

Milita agli stipendi di Bernabò Visconti; anche i pisani gli riconoscono una provvigione.

Dic.

Comp. ventura

Rimini

 

Romagna  

Saccheggia le terre dei Malatesta.

1365

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Romagna

Attraversa il riminese.

.....................

Comp. ventura

L'Aquila

 

Abruzzi

Si ferma ad Amiterno ed assale L'Aquila.

Giu.

Comp. ventura

Pisa

 

Toscana

Si trova nel pisano. Gli è concessa per un anno la provvigione di 600 fiorini.

Lug. ago.

Comp. ventura

Comp. ventura

Siena

 

Perugia Siena 

 

Toscana e Umbria

Entra nel senese e dà alle fiamme il castello di Porrona. Si reca a Siena. Spinto dai pontifici assale Perugia. Con lo Sterz è attaccato a San Mariano dal Baumgarten; è sconfitto. Nel combattimento muoiono d'ambo le parti 3000 uomini; più di 1500 inglesi ed ungheri vengono condotti prigionieri a Perugia. Molti inglesi, rilasciati, sono uccisi dagli abitanti. L'Acuto ripara nel senese in val di Pogna e nel giro di pochi giorni riorganizza la sua compagnia. Riprende le ostilità mettendo a ferro e fuoco il senese. E' tallonato dal Baumgarten e dallo Sterz, arruolati di fresco dai senesi, i quali controllano i suoi movimenti. Messo nuovamente in fuga a Magliano in Toscana, risale lungo la costa per ritirarsi verso la Liguria.

Sett.       Toscana
Attraversa la Toscana con 2000 cavalli.

Ott. nov.

Comp. ventura

Firenze  Siena

 

Toscana e Liguria

Si unisce con la Compagnia di San Giorgio di Ambrogio Visconti. A metà ottobre, con Giovanni degli Ubaldini ed il Visconti, costringe i fiorentini  a riconoscergli una taglia di 6000 fiorini in cambio della quale promette di non danneggiare la Toscana per quattro anni. La convenzione è firmata anche da Tommaso Merezal, da Ugolino Ethon e da altri 42 connestabili. L'Acuto irrompe  nel senese da Marmoraia, tocca Santa Colomba, San Galgano, Roccastrada e Buonconvento. Depreda il contado fino a Isola d'Arbia e Villa al Piano (Villa). E' a Montalcino. Il comune appronta un esercito per affrontarlo, per cui prende la strada di Colle di Val d'Elsa e prosegue per Sarzana.

Dic.

Comp. ventura

Tarlati

 

Toscana

Entra in Elci, assale Castagnolo in val d'Elsa ed i prigionieri sono riscattati con 40 fiorini. Si volge nel cortonese, prende la via di Arezzo.  Molesta le terre dei Tarlati con Niccolò da Montefeltro.

1366

 

 

 

 

 

..................... Comp. ventura Todi Perugia   Umbria
Devasta il territorio di Todi e, con l'aiuto dei raspanti di Perugia, assale quest'ultima località alla cui difesa si trova il podestà, il fiorentino Antonio degli Abati.

Mar. apr.

Comp. ventura

Siena

 

Umbria e Toscana

Abbandona Todi e per Perugia e Montepulciano rientra nel senese con Giovanni d' Asburgo, alla testa di 8000 cavalli e di molti fanti. I senesi fanno alcuni regali ai due capitani: i venturieri non cedono per cui gli abitanti danno fuoco allo strame per impedire loro di alloggiare nelle campagne. Arriva anche il Visconti ed a aprile i senesi riconoscono alla compagnia 10500 fiorini (5500 a fine mese ed altri 5500 ai primi di maggio). La compagnia chiede di potere attraversare il senese una volta l'anno per cinque anni con la promessa di non arrecare danni.

Mag.

 

 

 

Toscana

Da Buonconvento prende la via di Pisa e da qui si reca in Lombardia al soldo di Bernabò Visconti.

Giu.       Umbria
A fine mese si trova nel territorio di Città di Castello con il Visconti, il Baumgarten e Giovanni d'Asburgo.

Sett.

Comp. ventura

 

 

Toscana

Si appresta ad entrare nel senese. Invia un ambasciatore al cardinale Albornoz per assicurargli che non avrebbe recato alcuna offesa alle terre della Chiesa, né a quelle di Firenze, Pisa, Siena, Grosseto, Arezzo e Cortona.

Ott.

Comp. ventura

Chiesa

 

Umbria

Viene assalito e sconfitto nottetempo a  Casaglia, presso Orvieto, da Ugolino da  Montemarte. Nello scontro è catturato, fra i suoi uomini, Ugolino Ethon.

.....................

Comp. ventura

Genova

 

Liguria

Niccolò da Montefeltro è inviato dalla compagnia a trattare con gli avversari. Viene raggiunto un accordo e l'Acuto promette di sgomberare il territorio entro il termine di sei giorni; promette, inoltre, di non molestare le terre dello stato della Chiesa per un anno. E' la prima volta che si verifica una ritirata di venturieri da una data area che non sia legata al pagamento di una taglia. L'Acuto si dirige verso la Liguria; occupa La Spezia  e costringe i genovesi ad un accordo.

1367

 

 

 

 

 

Gen. feb.

Comp. ventura

Siena

Pisa

 

Toscana

Si trova presso il lago Trasimeno; respinto, muove verso Arezzo. E' affrontato da Ugolino da Savignano, da Rinieri da Baschi e da Francesco da Santa Fiora con i quali  ha numerose scaramucce tra Casole d'Elsa e Montalcinello. Preferisce trasferirsi nel pisano ed è raggiunto a Bagno a Morbio da Andrea di Belmonte e dal Giorgino.

Mar.

Comp. ventura

Siena  Perugia

 

Toscana e Umbria

Si ferma ad Ilci ed infesta ancora il senese. E' contattato per conto dei fiorentini da Doffo Bardi, che gli propone una condotta di 150/ 200 lance inglesi per contrastare Carlo di Boemia. Tocca Casole d'Elsa, Radicondoli e Belforte. Batte a Montalcinello il Savignano, il  Baschi ed il Santa Fiora: fra i senesi sono catturati  150 cavalli con il Savignano cui è imposto una taglia di 10000 fiorini. Per Vescovado e Buonconvento si sposta nel perugino; è a Piegaro, prosegue per San Mariano, San Biagio della Valle dando alle fiamme case e palazzi ed uccidendo uomini. Dopo quindici giorni tocca San  Costanzo, attraversa il Tevere sotto Torgiano, entra nell'assisate e si accampa a Bastia Romanesca (Bastia Umbra). Batte i perugini a Ponte San Giovanni in uno scontro in cui rimangono uccisi d'ambo le parti 1500/1800 uomini. Fra gli  avversari sono catturati Enrico Paher e Lamberto da Pietramala.

Apr.

Comp. ventura

Chiesa

 

Toscana

Si accampa  con il Visconti fra Fossombrone ed Urbino. Vengono loro contro 2000 cavalli condotti da Gomez Garcia e da Malatesta Ungaro. Si separa dal Visconti e rientra in val di Chiana per dividere le prede e medicare i feriti. I senesi gli consegnano 3000 fiorini.

Mag.

 

 

 

Toscana

E' con il dell'Agnello a  Porto Pisano per accogliere il papa Urbano V che sta giungendo da  Avignone. Il pontefice, alla vista di tanti armati sulla spiaggia, preferisce sbarcare a Corneto (Tarquinia).

Sett.

 

 

 

Toscana

L'Acuto alloggia a Pisa all'albergo di Martino preso i Camperonesi. nello stesso è ospitata anche una figlia dell'imperatore Carlo di Boemia, giunta nella città con un vescovo ed una scorta di 60 cavalli.

1368

 

 

 

 

 

.....................

Milano 

Lega

 

Lombardia

Si divide da Ambrogio Visconti e fa ritorno in Lombardia: è raggiunto dagli ambasciatori fiorentini Doffo Bardi e Bono Strada che gli ricordano il suo precedente impegno di non molestare la Toscana. Passa al soldo di Galeazzo Visconti  e presenzia al matrimonio di Violante Visconti con il figlio del re d'Inghilterra Lionello di Clarence. Penetra nel mantovano con i suoi inglesi. Mette a ferro e fuoco il territorio e si ferma a Borgoforte.

Mag.

 

 

 

Lombardia

E' bloccato nel mantovano dalle truppe di Carlo di Boemia che rompono gli argini dell'Adige. Gli viene affidata da Bernabò Visconti la guardia della bastia di  Borgoforte a causa dell'allontanamento dalle file viscontee di molti capitani tedeschi, colpevoli di avere attaccato ed ucciso 500 mercenari italiani alla bastia di Solara. 

Giu.

Perugia  

Chiesa           

2000 cavalli

Emilia, Romagna       Toscana

Viene licenziato in apparenza dai Visconti; in nove giorni, sotto la guida di Bindo Monaldiattraversa il bolognese: tocca Panzano,  Corticella, Medicina, Varignana e ne scorre il contado; entra in Romagna ed in Toscana per soccorrere i perugini con 2000 cavalli. Nei pressi di Arezzo è sconfitto e catturato in uno scontro notturno dai pontifici capitanati da  Flach di Risach, da Giovanni di Raten e da Simone da Spoleto. E' liberato poco dopo.

Ago.

 

 

 

Umbria

Si trova a Ponte Nuovo, vicino a Deruta, contatta il Raten ed il Risach e li convince a disertare dal campo pontificio e combattere con i perugini. Si colloca con 4000 uomini sotto la rocca di Viterbo e leva grida e minacce nei confronti del papa Urbano V. Sta per allestire un palio per le meretrici sotto le mura allorché viene distolto da tale propositodall'ambasciatore del re d'Ungheria. Si allontana dando alle fiamme le vigne del circondario e dirigendosi verso Montalto di Castro.

1369

 

 

 

 

 

Giu.

Milano  

Chiesa

400 lance

Umbria e Lazio

E' inviato nuovamente da Bernabò Visconti in soccorso dei perugini con 400 lance inglesi. Mette a soqquadro tutto il territorio che intercorre da Roma ad Urbino.

Ago.

Perugia

Chiesa

Capitano di guerra

Lazio  Umbria

Si accampa a Viterbo ed assedia la città; rientra in Umbria, agli stipendi dei perugini, e devasta l'assisate con il Risach ed il Raten.

Sett.

Milano

Firenze

 

Toscana

Tenta di occupare Castiglion Fiorentino con i due capitani tedeschi; si sposta nel territorio di Cortona a causa della resistenza riscontrata.

Ott.

Milano   

Ferrara

 

Emilia e Umbria

Contrasta gli estensi; rompe gli argini dell'Adige ed impedisce la marcia agli avversari. Rientra nel perugino.

Nov.

Milano

Firenze

500 lance

Toscana

Si collega nuovamente con il Raten. Entra nel territorio di Volterra e, da qui, si trasferisce nel pisano, a Laiatico; tocca Terricciola ed Alica, scorre in val d'Era con 500 uomini d'arme (2000 cavalli). Dalla compagnia si staccano 400 cavalli per depredare il territorio di Cascina. Da Pisa vengono al suo campo alcuni ambasciatori per ricercare il suo aiuto contro i fiorentini. Anche l'Acuto si sposta a Cascina; i suoi uomini ora desolano le campagne della Valdarno fino a San Savino: non fanno prigionieri, ma si appropriano di tutto il possibile.

Dic.

 

 

 

Toscana

Ai primi di dicembre è segnalato a Ripoli. I fiorentini sono fermi a San Miniato con 3000uomini tra cavalli e fanti, nonché 400 balestrieri capitanati da Giovanni Malatacca. Gli avversari scendono da Castel del Bosco verso Pontedera divisi in tre schiere; hanno scorta di vettovaglie per quattro giorni. Si scontra a Cascina, sul fosso Armonico o Mercato delle Mosche, con il    Malatacca, spinto a combattere dal commissario fiorentino Filippo Cavicciuli. L'Acuto finge di ritirarsi e di volere attraversare l'Arno; nel contempo mette in agguato le sue migliori truppe con ordine di non muoversi finché non è passato tutto l'esercito nemico. Gli avversari guadano il fiume secondo i suoi piani e si trovano circondati. Il Malatacca viene catturato con molti dei suoi capitani; sono fatti prigionieri più di 2000 uomini. L'Acuto si impadronisce della bandiera reale ed invia il vessillo a Bernabò Visconti. Con la vittoria cala su Montespertoli e Monterappoli, depreda ancora la Valdarno fra San Giusto, Orticaia e San Marco sino alla Vettola rubando foraggi, razziando bestiame ed abbattendo numerose abitazioni. A causa del freddo sono bruciati moltissimi mobili. Non riesce, tuttavia, a liberare San Miniato dall'assedio per la resistenza opposta da Roberto di Battifolle. A fine mese, con il Raten e 500 cavalli, è in grado solamente di farvi entrare un convoglio di vettovaglie e di armi. Al termine della spedizione i venturieri si recano a Pisa a rifornirsi di quanto loro necessario in cambio di armi, muli e cavalli.

1370

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Toscana e Liguria

Con la conquista di San Miniato da parte di Giovanni Mangiadori, lascia Empoli per soccorrere Giovanni da Lugnano assediato nella rocca. Arrivato in ritardo, si accampa a Montespertoli e devasta i contadi di Poppiano e di Lucignano; si trasferisce in val di Pesa e scorre fino a Ponte a Greve: i danni sono valutati in 10000 fiorini, escluse le taglie imposte ad uomini e donne. Si porta a Rifredo ( dove arma quattro cavalieri e fa correre due palii), tocca Peretola, Brozzi e San Donnino. Attraversa l' Arno, raggiunge La Lastra e si sposta in val di Serchio saccheggiando e dando alle fiamme numerose abitazioni. A fine mese prende la strada di Migliarino, si porta a Motrone ed a Massa; passa per Sarzana e si dirige verso la Lombardia.

Feb.  mar.

Comp. ventura

Comp. ventura

Lucca   Pisa

 

Chiesa

 

Toscana e Marche

Dopo un tentativo di occupare Lucca, si avvicina a Pisa per farvi rientrare i fautori dei dell'Agnello. Ne seguono devastazioni  in Valdarno e in val di Serchio portate con 1000 cavalli e 12000 fanti. Con l'aiuto dei Brancaleoni tenta di rimettere in Urbino i Montefeltro.

Mag. giu.

Comp. ventura

Pisa

Firenze

 

Toscana e Emilia

Respinto dai pisani, dopo che 80 suoi soldati hanno cercato di scalare nottetempo le mura della città, si sposta in Maremma e danneggia il territorio fino a Piombino e Collesalvetti. I fiorentini, capitanati da Rodolfo da Varano, gli inviano il guanto di sfida; l'Acuto si ritira in val di Serchio, fra Pietrasanta e Sarzana, tocca Pontremoli e giunge a Parma.

Lug.

 

 

 

Emilia

Nel reggiano con la sua compagnia.

Ago.

Milano 

Lega 

 

Emilia

Assedia i Gonzaga in Reggio Emilia. Sconfitto a San Raffaele dai pontifici, ripara a Parma con la perdita di 200 soldati tra cavalli e fanti ed altrettanti armati catturati dai nemici. Decide di cavalcare nel bolognese, si accampa a Crespellano, è a  Zola Predosa al ponte del Reno. Alla notizia che i viscontei sono in difficoltà di fronte all'azione di Manno Donati e di Feltrino Gonzaga, rientra nel reggiano.

Ott.

 

 

 

Emilia

Sorprende gli avversari a  Mirandola: fra i fiorentini vengono catturati Rosso Ricci e Lucio Lando.

1371

 

 

 

 

 

Apr.

Milano 

Lega

 

Emilia

Con il Raten blocca nel bolognese Lucio Lando.

Mag.

Comp. ventura

Pisa  Lucca

1200 lance

Liguria e Toscana

Con il Raten, Andrea di Rod e Ludovico dalla Rocca cerca di far rientrare in Pisa Giovanni dell'Agnello; supera le resistenze approntate dai lucchesi a Sarzana e a Massa. Attacca Pisa alla porta del Leone ed a quella di San Zeno. Respinto, supera l'Arno, si reca a Parrana San Giusto ed a Livorno. Predate del vino e delle vettovaglie alcune galee angioine ferme nel porto, lascia la città con il dalla Rocca. Si dirige nella Maremma con più di 1000 cavalli; espugna Montescudaio. Messo a ferro e fuoco tutto il territorio fino a Volterra, ritorna a Santa Luce.

Giu.

Comp. ventura

Pisa Firenze Lucca

 

Toscana e Umbria

E' segnalato con il Raten a Santa Lucia, San Regolo,  Casciana, Lari, Crespina; si porta in Maremma. Assale Guardistallo; da qui si dirige verso le Caldane di Campiglia Marittima e Piombino. Durante la marcia di trasferimentosono danneggiati i raccolti ed è razziato il bestiame. A Collesalvetti. Alla notizia che fiorentini, pisani e lucchesi, capitanati da Rodolfo da Varano, hanno raggiunto Empoli, attraversa l'Arno mentre gli avversari giungoono a Laiatico ed entrano in val di Serchio (Montecchio e Calcinaia). La comopagnia decide di ritirarsi prendendo la strada di Motrone e Pietrasanta.

.....................

Milano  

Lega

 

Emilia

Staziona a Felino e a Calestano.

1372

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

Emilia

Con Corrado di Rotestein e Giovanni di Rielen invia il guanto di sfida agli avversari.

Giu.

 

 

 

Emilia

Si unisce con Ambrogio Visconti; insieme i due condottieri battono a Rubiera  Francesco da Fogliano, che pure dispone di forze superiori alle sue. Sono catturati 1000 fanti e 700 cavalli.

Lug.

Milano  

Monferrato Conte  Savoia

 

Piemonte

E' inviato da Bernabò Visconti, con Ambrogio Visconti e 400 lance, in aiuto di Galeazzo Visconti. Assedia Asti; dopo la cattura di Jacopo dal Verme a Malemont, sfida a battaglia i nemici. Questa è rinviata perché i capitani milanesi non si mettono  d'accordo sulla scelta del terreno. Respinge oltre il Tanaro i sabaudi.

Ago.

 

 

 

Piemonte

Allo scadere della ferma si allontana dal campo maledicendo i ministri del Visconti che gli hanno impedito di attaccare il campo di Amedeo di Savoia.

Sett.

Comp. ventura

Milano

 

Emilia

Cavalca a Reggio Emilia con 300 lance inglesi e 200 arcieri e si accampa a  Castel San Giovanni. Galeazzo Visconti non gli vuole riconoscere i suoi stipendi per il  comportamento tenuto a d Asti e per le depredazioni effettuate dai suoi uomini.

Ott.

Chiesa

Milano

500 lance  e 500 arcieri

Emilia e Lombardia

Si accorda con il legato pontificio, il cardinale Pietro di Bourges, che gli riconosce uno stipendio di 40000 fiorini per una condotta di 500 lance inglesi e di 500 arcieri. Si congiunge nel reggiano con Amerigo del Pomerio e si sposta nel milanese.

Nov.

 

 

 

Emilia e Lombardia

Si trova nel piacentino con il Pomerio, attraversa il Po, vicino a Pavia. Le recenti piogge gonfiano il fiume ed impediscono il passo alle truppe del conte di Savoia. Occupa il territorio che intercorre dalla Trebbia a Borgonovo Val Tidone e si impadronisce di tale castello. Saccheggi, stupri, incarceramento di 600 difensori, imposizione di taglie ai prigionieri sono le caratteristiche della sua azione. Questo trattamento spaventa le località che si trovano sul suo cammino. E' a Voghera, mette a sacco Castelnuovo Scrivia e spinge alla resa tutti i castelli collinari che vanno dallo Scrivia al Crostolo. Occupa Broni dopo un duro scontro e provoca la rivolta dei guelfi locali.

Dic.

 

 

 

Emilia

E' richiamato nel bolognese dal legato Anglico di Grimoard, ridotto a mal partito da un'azione devastatrice di Ambrogio Visconti. Si ferma nel piacentino.

1373

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

Con Dondaccio da Piacenza continua nei suoi furti, furti, assassinii senza trovare ostacolo nel piacentino in Corrado Lando ed in Francesco d'Este. Le basi logistiche dei due condottieri sono Rocca d'Olsizio, Gropparello, Valconasso e Zena. E' assediato Bartolomeo Seccamelica in una bastia nei pressi di Sarmato: costui si arrende dopo avere subito la perdita di 100 uomini; viene derubato del denaro, della mobilia e del bestiame, il cui valore complessivo è stimato in 8000 fiorini. Cacciato nel fondo della torre del suo castello di Seccamelica, ne fugge, nonostante il tempo molto freddo attraverso un foro fatto in una volta. L'Acuto lascia il piacentino con 200 lance e si collega con gli alleati. Depreda Savignano e vince a Schivardella/Crevalcore 1000 uomini d'arme e 300 arcieri che stanno ritornando carichi di bottino da una spedizione nel cesenate. 1000 i prigionieri fra i viscontei; molti affogano nel Panaro per sfuggire alla cattura.

Feb.

 

 

 

Emilia

Saccheggia Bazzano, Zola Predosa, Canetolo, San Giorgio di Piano, Medicina e libera Bologna dall'assedio.

Apr.

 

 

 

Emilia e Lombardia

Lascia  Ferrara con  Enguerrand di Coucy e Amerigo del Pomerio; varca il Po a Stellata, attraversa il mantovano e si dirige verso Brescia.

Mag.

 

 

 

Lombardia

Sconfitto inizialmente a Montichiari, con il Pomerio ed il Coucy costringe Jacopo dal Verme a ritirarsi verso Cremona. Sconfigge a Gavardo ed a Montichiari i viscontei e cattura Francesco d'Este e Francesco da Sassuolo con altri 50 uomini d'arme italiani, cui sarà imposta una taglia complessiva di 100000 ducati. Nonostante la vittoria, a causa delle perdite subite, non prosegue oltre e ripiega su Bologna per il parmense nell'attesa anche che siano saldati i suoi crediti.

Nov.    

Chiesa

Milano

 

Lombardia  Romagna

Effettua nuove incursioni nell'Oltrepo pavese occupando le terre di Broni, Stradella, San Paolo, Cigognola ed altre nel circondario. Si sposta successivamente nel bergamasco in appoggio ai guelfi locali. Rientra a Cotignola e ne rafforza le opere difensive.

1374

 

 

 

 

 

Gen.  apr.

 

 

 

Emilia e Piemonte

Compie nuove incursioni nel parmense e nel piacentino e mette a sacco alcune località vicino a Borgonovo Val Tidone e Colorno. Batte gli  avversari nel bolognese, penetra nel pavese e muove in soccorso di Vercelli.

Mag.

 

 

 

Emilia

Lascia Bologna e si ferma per quaranta giorni nel parmense e nel piacentino per  impedire semine e raccolti.

Giu.

 

 

 

Emilia

Galeazzo e Bernabò Visconti sono obbligati a stipulare la tregua di un anno. A fine mese, l'Acuto è segnalato a Gazzolo.

Estate

Comp. ventura

Siena

 

 

Si trova nel senese con Corrado di Altinberg.

Sett.

Comp. ventura

 

 

Toscana

Si ferma per qualche giorno con la Compagnia degli Inglesi a Poggio.

Ott.

Chiesa

Milano

 

Emilia

Riprende il conflitto e ritorna nel parmense. Espugna Carpi con gli estensi e distrugge vari castelli.

.....................

 

 

 

Umbria

Si muove nel perugino con Giovanni Tornaberini.

1375

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

Campania

A Capua.

Giu.

Comp. ventura

Mantova Firenze

Pisa

 

Lombardia Emilia e Toscana

Alla firma della pace tra i contendenti si trova senza stipendio. Arruola  molti uomini d'arme che hanno militato nei due fronti e con costoro forma la Compagnia Santa; depreda il modenese  ed il mantovano tra Suzzara e San Benedetto Po. Ricevuto del denaro dai Gonzaga, si sposta nel bolognese; si ferma sugli Appennini. Il legato pontificio Guglielmo di Noellet lo spinge in Toscana contro i fiorentini, piegati da una straordinaria carestia, al fine di bruciare i loro raccolti. I pistoiesi gli bloccano il passo di Sambuca Pistoiese. L'Acuto sceglie di passare in Toscana per la via di Imola e minaccia il contado; è intorno a Prato; a Firenze è scoperto un trattato a favore dei pontifici che viene forse rivelato ai fiorentini dallo stesso Acuto. Il condottiero inglese si incontra a San Felice Panaro con Filippo Guazzalotti ed alcuni ambasciatori della repubblica e dei pisani. I fiorentini  riconoscono alla compagnia 130000 fiorini da pagarsi in quattro rate. Le trattative vengono  condotte da Pietro di Murles, Ruggero Cane e l'accordo viene firmato presso un  vecchio ponte della via Emilia. L'Acuto si  impegna a non molestare le terre dei fiorentini e dei loro alleati per cinque anni. Il denaro gli viene consegnato da Spinello Alberti cui egli dona 3000 fiorini: quest'ultimo non lo accetta e lo restituisce all'amministrazione fiorentina. L'Acuto valica gli Appennini e raggiunge Firenzuola accompagnato da Doffo Bardi e  da Giovanni Ducco. Il cardinale legato si affretta a scrivergli di rompere ogni patto, ma egli non se ne dà per inteso: i fiorentini riconoscono il soldo a 800 lance, 200 arcieri a cavallo ed altri 300 uomini ad un solo cavallo della sua compagnia. Libero da impegni, si trasferisce nel pisano a San Savino ed a San Casciano in val di Pesa. Spinto dalla mancanza di vettovaglie, guada l'Arno a Cozzano: depreda Mezzana e Montemagno in val di Calci. Invia 800 uomini nella valle e costoro riducono a mal partito gli abitanti: sono catturati 200 persone fra uomini, donne e bambini e sono razziati 1000 capi di bestiame. Negli stessi giorni Santa Caterina da Siena gli scrive per invitarlo a prendere la croce ed andare a combattere gli infedeli. La missiva è recapitata al condottiero dal discepolo e confessore di Santa Caterina, Raimondo da Capua. L'appello non ha alcun esito, esattamente come succederà con un secondo che la Santa indirizzerà anni dopo ad Alberico da Barbiano.

Lug.

 

 

 

Toscana

I pisani gli riconoscono 35500 fiorini, di cui 3000 per la sua persona, altri sono destinati al Tornaberini ed a Guglielmo Cogno (provvigione per cinque anni). Esce da Calci, tocca Capannoli, Forcoli, in val d'Era, Ripomarancio, Laterina e, sempre in attesa del completamento dei pagamenti da parte dei fiorentini e dei pisani, devasta i vari contadi senza più imprigionare uomini per riscuotere taglie. E' a Bibbiena; Arezzo gli fa avere  8500 fiorini; i pistoiesi gli promettono altri 13000 fiorini.

Ago.

Comp. ventura

Siena

 

Toscana

Minaccia il territorio  di Montepulciano ed i senesi gli  consegnano 30500 fiorini, di cui 10000 subito ed il resto in due rate.

Sett.

Comp. ventura

Lucca

 

Toscana

I lucchesi gli concedono la loro cittadinanza, gli consegnano 7000 fiorini, gli riconoscono una provvigione annua e la proprietà di una casa nella città: gli fanno avere anche 9800 fiorini, pari ad un credito da lui vantato nei confronti di Alderigo Castracani. Per quest'ultima richiesta, gli abitanti vendono alcuni beni del Castracani fino a raggiungere il valore atteso. L'Acuto lascia come suo procuratore nella città Giovanni da Montecatini, cui, grazie alla sua pressione, viene tolto il bando. Di seguito, si reca a Badia a Isola (Abbadia a Isola).

Ott.

Comp. ventura

Reggio Emilia

 

Toscana  ed Emilia

Si sposta nel fiorentino  per  ottenere il saldo delle spettanze. I reggiani riconoscono una taglia alla compagnia. Rifiuta le offerte dei fiorentini e si pone agli ordini dell' abate di Montmajeur Gherardo di Puy, che gli offre uno stipendio annuo di 30000  fiorini, l'anticipo di due prestanze e di una paga.

Nov.        dic.

Chiesa

Firenze

 

Lazio e Umbria

Irrompe senza colpo ferire in Viterbo per la porta di Santa Lucia, data alle fiamme in precedenza, con 3000 cavalli al fine di recuperare la città ai pontifici. Appena entrato, gli si para davanti la vasta piazza della rocca, piena di triboli (chiodi a più punte) e di bombarde, solcata da fossati e da steccati fatti con rami d'albero intrecciati. Si vede assalito dalle milizie cittadine capitanate da Francesco di Vico; è presto in difficoltà, perché la sua cavalleria non può dispiegarsi per le vie strette e per gli ostacoli frapposti. I suoi uomini si sbandano; ributtato fuori le mura, l'Acuto si ritira al piano in campagna per recuperare le sue schiere: molti sono i morti ed i feriti fra i suoi cavalli. Solo dopo quattro giorni può riprendere la strada per Perugia. Entra con il Tornaberini (1500  lance, 500 arcieri e molti fanti)  nel territorio di Città di Castello; ha l'incarico di prestare soccorso ai pontifici che si sono rinchiusi nel cassero a seguito della ribellione degli abitanti coadiuvati da Piero del Verde. Cerca di entrare in città per la porta di Santa Maria; raggiunge i difensori del primo castello che ancora resistono; tenta di entrare nel cassero che immette nell'abitato. I tifernati si difendono lanciando frecce incendiarie ed altri combustibili sul ponte che comunica con la città. Alla fine gli inglesi sono costretti ad abbandonare l'assalto; segue un nuovo tentativo con pari esito. Prosegue allora nel suo viaggio. Lascia Ponte San Giovanni, soccorre i pontifici assediati nelle fortezze di Perugia e facilita la resa a patti dei difensori di fronte agli insorti.

1376

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Umbria e Romagna

E' a San Martino in Campo per controllare la buona esecuzione dei patti; con Giovanni Breccia e 300 lance, scorta l'abate e per Assisi, Gualdo Tadino e Foligno raggiunge la Romagna. Giunge a Rimini con il Puy e lo consegna a Galeotto Malatesta fino al saldo del suo credito (130000 ducati). Si colloca tra Cesena e Bertinoro.

Feb.

 

 

 

Romagna

Si trova a Castrocaro Terme, ove fronteggia le genti di Sinibaldo Ordelaffi.

Mar.  apr.

 

 

 

Romagna 

Acquista, da Mucciolo Balacchi, Sant'Arcangelo di Romagna con il placet pontificio. Ottiene dal Noellet, a saldo delle paghe, Bagnacavallo, Cotignola e Conselice. Nel periodo, rifiuta con Lucio Lando un'offerta dei veneziani di 30000 ducati per devastare per quindici giorni le terre di Francesco da Carrara, suo amico.

Mag.

 

 

 

Emilia   e Romagna

Recupera Granarolo ed espugna Massumatico; alla notizia della ribellione di Bologna, si accampa  a Medicina e ne molesta il contado. Lascia il campo con 400 lance e cavalca verso il capoluogo fino al ponte Maggiore: i bolognesi cacciano in prigione tutti gli inglesi (fra i quali Filippo Puer ed il Cogno) e due suoi figli naturali. Stipula allora  con i cittadini una tregua di sedici mesi e restituisce i prigionieri ed il bestiame predato. Subito dopo penetra in Faenza  e la città viene messa a sacco con l'uccisione di 300 persone; sia per  rientrare nei suoi crediti che per comando espresso, fa imprigionare 300 dei principali cittadini e ne espelle altri 11000. Durante il saccheggio della città, trova due dei suoi connestabili che litigano per una giovane monaca: con salomonico giudizio, l'Acuto decreta "metà per uno!" e taglia la sfortunata donna in due parti. Nel frattempo è ancora avvicinato dai veneziani, tramite Niccolò Morosini, per combattere il duca  Leopoldo d'Austria. Secondo alcune fonti le trattative non si concludono per le sue richieste, per altre, viceversa, l'Acuto invia in soccorso della Serenissima 450 lance e 100 arcieri.

Giu.

 

 

 

Romagna 

Creditore verso la Chiesa di 60000 fiorini, occupa temporaneamente Faenza, Bertinoro, Castrocaro Terme, Massa Lombarda a garanzia delle sue spettanze. A fine mese, diviene anche signore di Caraglio in Piemonte: diventa così un feudatario del conte di Savoia, non si sa a che titolo, se per premio o per pagamento di paghe pregresse. Tale centro rimarrà nelle sue mani fino ai primi giorni del gennaio 1393: è molto probabile che l'Acuto non vi abbia mai messo piede. Un castellano lo rappresenta nella località riscuotendone le relative rendite.

Lug.

 

 

 

Emilia  e Romagna 

Lascia Faenza e con 500 lance raggiunge a Medicina la compagnia dei bretoni ed il cardinale Roberto di Ginevra. Litiga con il prelato e rientra in Romagna. Falliscono i suoi tentativi di avere Granarolo e di penetrare in Arezzo per trattato con l'aiuto di Masio da Pietramala.

Ago.

 

 

 

Romagna   Toscana

Cerca di avere un colloquio con Rodolfo da Varano, condottiero fiorentino; è sconfitto dai bolognesi tra Faenza e Modigliana (cattura di 200 lance fra i suoi uomini); fallisce pure un suo tentativo di entrare in Forlì con i bretoni. Si reca a Pisa con  Ruggero Cane per incontrarsi con il cardinale di Amiens, che è stato inviato dal papa a cercare la pace fra i belligeranti. A Lucca.

Sett.

 

 

 

Romagna 

Restituisce ai pontifici Bertinoro e Castrocaro Terme.

1377

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Romagna

A Cesena sono uccisi dagli abitanti 300 bretoni; l'Acuto entra nella città  per la rocca ed affianca i bretoni nel sacco che termina con l'uccisione di 4000 persone. Si trasferisce a Fano ed a Fossombrone.

Apr.

 

 

 

Romagna 

Lascia Faenza, ceduta dai pontifici agli estensi, e si accampa a Bagnacavallo.  

Mag.

Firenze    Milano

Chiesa

800 lance e 500 arcieri

Romagna   Lombardia ed Emilia

E' tra Cesena e Forlì; allo scadere della ferma , tramite Spinello Alberti e Ruggero Cane, si accorda con i fiorentini. Si reca a Milano ed una mattina di domenica si sposa con la figlia di Bernabò Visconti, Donnina, che gli porta in dote beni per 12000 fiorini. La cerimonia si svolge davanti al Visconti, la moglie di costui Regina della Scala ed ai loro figli. Al termine conduce la giovane moglie nella loro casa, già di gaspare del Conte e del vescoovo di Parma, dove si tiene il pranzo. Regina della Scala onora la figlia naturaler del maritonel migliore dei modi ed altrettanto fanno i fratellastri della sposa (una coppa contenente 1000 ducati la prima; ricchi monili di perle, del valore di 300 ducati ciascuno, Marco e Ludovico Visconti). Il giovedì seguente è già a Parma in procinto di proseguire per Cremona dove si sta allestendo la sua compagnia. Il costo complessivo di quest'ultima ascende a 25200 fiorini il mese, di cui un terzo è a carico dei Visconti e due terzi dei fiorentini e dei loro alleati.

Giu.

 

 

 

Emilia

Attraversa il bolognese e vi fa gravi danni perché il comune non vuole partecipare alla quota di  pertinenza nel pagamento della sua condotta.

Lug.

 

 

 

Emilia

Trovato l'accordo, staziona tra Panzano e  Medicina; punta su Modena, dove viene sventato dagli estensi  un trattato a favore dei Visconti.

Ago.

 

 

 

Romagna

Si vendica degli estensi, agevola Astorre Manfredi nel suo rientro in Faenza e batte nei pressi i bretoni venuti a recuperare la città per conto dei pontifici. A fine mese, contrasta gli avversari verso Cervia.

Sett.

 

 

 

Romagna Umbria e  Toscana

Danneggia il ravennate e tallona i bretoni in ritirata verso l'alto Tevere. Muove in soccorso dei perugini con 4000 cavalli assieme con Lucio ed Everardo Lando; si attenda fra Montepulciano e San Quirico e costringe Raimondo di Turenna ad abbandonare la maremma. I senesi gli regalano un cavallo del valore di 150 ducati e gli fanno altri doni per un pari ammontare. Il comportamento dei suoi uomini verso la popolazione provoca le proteste degli Otto di Balia.

Ott.

 

 

 

Toscana Umbria e Marche

Dal senese, si porta a Ponte San Giovanni  in val di Ceppi per dare il guasto al folignate; alcune sue squadre invadono le terre di Masio da Pietramala intorno a Citerna. Richiamato per una tregua intravvenuta tra Perugia e Foligno, si  trasferisce nelle Marche con Lucio Lando, Azzo da Castello e l'Ubaldini per contrastare  il da Varano, passato a sua volta nel campo pontificio.

Nov.

 

 

 

Toscana

Sverna con i suoi uomini in val di Nievole nonostante gli inviti dei fiorentini a spostarsi nella marca d'Ancona.

Dic.

 

 

 

Toscana  Romagna

Si porta nel pisano ed a Firenze: gli è offerto un convito nel Palazzo della Signoria. Rientra nei suoi possedimenti in Romagna e si trova a Fucecchio con i suoi uomini.

1378

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

A Gazzolo.

Feb.

 

 

 

Toscana

E' a San Quirico, impegnato nelle trattative di pace. Si rifiuta di muoversi con le truppe nel perugino, sia per il ritardo delle paghe, sia perché vuole essere presente ai colloqui di pace.

Mar.

 

 

 

Toscana

Con  Ruggero Cane scorta il cardinale di Amiens e gli arcivescovi di Pamplona e di Narbona a Pisa (dove è ospitato nella casa di Jacopo d'Appiano), a Lucca ed a Sarzana.

Apr.

Milano

Verona Padova

 

Toscana e Veneto

Si reca a Firenze, lascia la Valdarno e passa per sei mesi agli stipendi di Bernabò  Visconti. Entra nel veronese e davanti alle porte del capoluogo assiste alla cerimonia in cui il suocero arma cavalieri i figli Carlo e Rodolfo.

Mag.  lug.

 

 

 

Veneto

La sua compagnia è rafforzata da quella del Lando; supera le difese scaligere fra Villafranca di  Verona e la palude di Povegliano; attraversa l'Adige e saccheggia il territorio fino a San  Martino Buon Albergo e Caldiero. Gli ungheri ed i carraresi, alleati coi veronesi, lo obbligano a ritirarsi con il Lando.

Ago.

 

 

 

Lombardia

Si pone fra Piadena, Villafranca di Verona e Monzambano; sconfitto sotto Brescia, gli avversari  hanno mano libera nel territorio.

Ott.

 

 

 

Lombardia

A seguito di una tregua di quarantacinque giorni fra le parti, l'Acuto si porta a Cavriana; si acquartiera, successivamente, a Cremona.

Nov.

 

 

 

Veneto

Allo spirare della tregua, asseconda con 1400 lance e molti fanti Regina della Scala, moglie di Bernabò, in un nuovo attacco contro Verona.

1379

 

 

 

 

 

Gen.

Comp. ventura

Milano

 

Veneto e Lombardia

Varca l'Adige senza trovare contrasto in Giovanni Mangiadori.  Entra con il Lando e Giacomo Cavalli in Valpolicella ed in Valpantena che vengono saccheggiate sino a Roncà ed a Monteforte d'Alpone; sono distrutte Montebello Vicentino ed Arzignano, sono pure depredate Trissino e Valdagno. L'Acuto si ritira alla notizia del ritorno dal bresciano e dal veronese di Giovanni di Polisna e del voivoda di Transilvania  ed è sconfitto sul Sebeto: e' costretto a lasciare le prede dopo avere subito alcune perdite ad opera degli ungheri. E' sospettato dal Visconti di essere stato corrotto con il Lando dai carraresi; rompe con Bernabò Visconti che non vuole riconoscere ai due capitani le paghe pregresse. Costoro, per rivalsa, mettono a ferro e fuoco i territori  di Brescia e di Cremona. Intervengono i fiorentini per rappacificarlo con il suocero e per impedire che si volga verso la Toscana con il Lando e 1200 lance.

Feb.

Lucca Siena, Perugia Pisa Firenze

Fuoriusciti

 

Toscana

Contrasta i fuoriusciti  di Lucca, Siena, Perugia, Pisa e Firenze, che si sono  uniti con le truppe di Carlo di Durazzo.

Mar.

Comp. ventura

 

 

Emilia e Marche

A Casatico ed a Borgoforte. I bolognesi gli  riconoscono 2500 ducati; si trasferisce  nell'urbinate.

Apr. giu.

Comp. ventura

 

C.di Castello

 

Comp. ventura

Chiesa

 

Faenza Ravenna

 

Guelfucci

 

Perugia Siena

 

Romagna

Umbria e         Toscana 

Spinto dall'antipapa Clemente VI, si dirige inizialmente verso le Marche con Giovanni degli Ubaldini e Riccardo Ramsey. Ricevute alcune taglie dalle città controllate dal papa Urbano VI, riprende il suo cammino. Si ferma a Bagnacavallo ed arreca molestie ad Astorre Manfredi ed ai ravennati. Con Lucio lando si pone al  servizio di Città di Castello per dieci giorni, al fine di contrastare i fuoriusciti locali;  tocca Fratta Todina e Ponte San Giovanni ed ottiene 4000 fiorini dai perugini. Ad Assisi tratta con i fiorentini, tramite Spinello Alberti, per passare al loro servizio ed a quello delle città loro collegate. Si sposta, successivamente, in Toscana (maggio), minaccia Siena e chiede invano 25000 fiorini ai fiorentini. I senesi consegnano a lui, a Lucio ed Everardo Lando 6000 fiorini; la compagnia si scioglie a fine giugno a Gracciano. Al servizio del comune di Siena resteranno 200 lance inglesi e tedesche fino al febbraio 1380. Altri 1600 fiorini sono consegnati per tale motivo a lui ed a Everardo Lando. 

Lug. ago.

Comp. ventura

Faenza  Ravenna

 

Romagna

Rientra in Romagna ed è a Bagnacavallo e Cotignola per fronteggiare le minacce  del Manfredi e dei da Polenta.

Ott.

 

 

 

Romagna

E' sempre fermo a Bagnacavallo.

Dic.

 

 

 

 

Svela ai fiorentini un trattato ai loro danni, di cui è venuto a conoscenza;  gli sono consegnati 12000 fiorini per le sue  informazioni.

1380

 

 

 

 

 

Feb.

Venezia   

Padova

Capitano g.le

Veneto

Ritarda l'inizio delle operazioni per cui il comanda passa a Carlo Zeno.

Mar.

Firenze 

 

Capitano g.le 500 lance

 

Il costo dell'intera condotta (sei mesi) è valutato in 130000 fiorini.

Apr.

Firenze 

Comp. ventura

 

Toscana

E' a Firenze e nel palazzo della Signoria gli sono date le insegne del comando. Si congiunge con il Lando e fronteggia la compagnia di Alberico da Barbiano; si porta a Staggia, a Colle di Val d'Elsa e batte a Malmantile gli avversari.

Mag.

Comp. ventura

Todi

 

Umbria e Romagna 

Aiuta i Chiaravalle a rientrare in Todi da cui sono stati scacciati da Catalano degli Atti. Divide l'esercito  in quattro parti ed assale la città. E' sconfitto nella  piana di Sant'Agostino;  si sposta a  San Valentino, e gli abitanti gli consegnano 1000 fiorini. Si trasferisce in Romagna: con Guido da Polenta, Sinibaldo Ordelaffi e Bertrando Alidosi interviene nella contesa che divide i  fratelli Astorre e Francesco Manfredi.

Lug.

Comp. ventura

 

 

Marche 

Opera nella marca di Ancona con Everardo Lando. E' contattato dal duca di Baviera per  passare al suo servizio.

Sett.

Firenze 

Comp. ventura

 

Toscana

Si trova a Montevarchi con 1200 lance per controllare le mosse di Carlo di Durazzo e di Alberico da Barbiano, che si sono fermati ad Arezzo. Ha alcune  scaramucce. I venturieri si ritirano dopo avere ricevuto dai fiorentini 40/45000 fiorini dovuti dalla repubblica allo stato della Chiesa e fanno rientro nel regno di Napoli.

Nov.   

Firenze 

 

 

 

Viene riconfermato nel suo incarico dai fiorentini per altri sei mesi.

1381

 

 

 

 

 

Gen. feb.

 

 

 

Romagna 

Continuano i suoi contrasti con il  Manfredi, finché non intervengono i fiorentini  a sedare gli animi dei contendenti.

Mar.

 

 

 

Toscana

Si reca a Firenze e vi stipula una tregua con il Manfredi.

Apr.

Firenze

 

Capitano g.le

Romagna 

Gli è rinnovata la condotta con 30 lance per sette mesi.

Lug.

 

 

 

Romagna

Vi è un lodo conciliativo dei bolognesi per le sue continue divergenze con il Manfredi.

Ago.

 

 

 

Romagna 

Cede a Filippo Guazzalotti, che rappresenta  gli estensi, i suoi feudi di Cotignola, di Conselice e di   Bagnacavallo dietro l'estinzione di un precedente prestito di 60000 ducati. Chiede ai fiorentini di essere liberato dai suoi obblighi e si congiunge con Everardo Lando e Giovanni Unghero.

Ott.

Comp. ventura

Firenze

Siena 

 

Umbria e Toscana

Si porta ad Isola Romanesca (Bastia Umbra), ove si impegna con Corrado Lando e l'Unghero a non molestare i fiorentini ed i loro alleati per tre mesi: gli sono dati  5000 fiorini. Si sposta in val di Chiana ed i senesi gli consegnano altri 5600  fiorini. I tre condottieri promettono di rispettare per tre mesi i territori di Siena, di Cortona e di Montepulciano ed ottengono il passo libero su strade predeterminate.

Nov.

Comp. ventura

Fermo

 

Marche

Penetra nel fermano con il Lando: si ferma nel territorio di Montottone; segue Boffo da Massa a Rotella ed a Montalto delle Marche. Ritorna a Montottone, cerca di espugnarne il castello e si porta all'abbazia di Chiaravalle. Transita nel maceratese; si accampa al ponte di Monastero presso Treia.

Dic.

Firenze 

 

Capitano g.le

 

Viene condotto dai fiorentini per sei mesi con 90 lance.

1382

 

 

 

 

 

Gen.

Firenze

Comp. ventura

 

Toscana

Interviene in Firenze per sedare  alcuni disordini sorti nella città ad opera dei seguaci di Giorgio Scali e di Tommaso  Strozzi, che sono stati  condannati a morte. Fronteggia le compagnie di Alberico da Barbiano, di Villanuccio da Villafranca e di Guglielmo Ferrebach. Contrasta a Marcialla il Villafranca; gli avversari si ritirano verso San Donato in  Collina, li insegue sino a Castelnuovo Berardenga, recupera gran parte delle prede e libera molti prigionieri. E' accusato a Firenze di avere lasciato fuggire i venturieri.

.....................

Rimini

Comp. ventura

 

Marche

Difende Fossombrone dalle minacce portate da una compagnia di ventura di passaggio nella regione.

Ago.

Chiesa

Angiò

Capitano g.le

 

Carlo di Durazzo richiama le sue truppe dalla Toscana per proteggere il napoletano.  Siena si crede in diritto di soprassedere al pagamento di 1000 fiorini, ma l' Acuto non accetta la situazione. Passa agli stipendi di Urbano VI e riceve 14000 fiorini.

Ott.

Comp. ventura

Siena

 

Toscana

Raccoglie truppe nel senese, depreda i contadi di  Buonconvento e di Torrita di Siena. Si  ferma ad Abbadia a Isola facendo ovunque gravi danni;  domanda ai senesi la somma di 14000  fiorini  di cui si dice creditore.

Nov.

Chiesa

Angiò

 

Lazio e Campania

Si incontra a Roma  con il papa Urbano VI e marcia verso Napoli accompagnato da Carluccio Brancaccio e da Andrea Carafa. Si muove in soccorso di Carlo di Durazzo.

Dic.

 

 

 

Campania

Sconfigge le truppe di Luigi d'Angiò e cattura 37 prigionieri di conto. Cerca di incassarne le relative taglie (10900 fiorini). Allorché alcuni dei nobili catturati mancano alla parola data e non pagano il riscatto dovuto, l'Acuto ricorre al re di Napoli che gli dà ragione e fa emettere una serie di ingiunzioni di pagamento nei confronti degli inadempienti affidando la causa ad un giudice della curia, Donato di Arezzo, che ha il compito di provvedere all'esecuzione dell'ordine reale. La questione si dimostra più difficoltosa del previsto perché non tutti i debitori sono reperibili. Ugo da San Severino si trova fuori dal regno di Napoli; Iacopo da Capri è in prigione; Asserello da Capua combatte ancora con gli angioini; Andrea da Messina è lontano in quanto milita per un altro signore. L'Acuto non demorde e recupera con un discreto successo parte dei crediti. Con il denaro incassato si rivolge ad un banchiere senese, Raimondo dei Tolomei, che glielo investe nell'acquisto di alcuni poderi e della casa padronale di Rocchetta sull'Elsa, presso Poggibonsi.

1383

 

 

 

 

 

Gen.

Comp. ventura

Perugia Siena  Firenze

 

Umbria e Toscana

Lascia l'agro romano e si spinge nel perugino con Giovanni degli Ubaldini e Riccardo Ramsey. Avuti 15000 fiorini, si riversa in val di Chiana; si impadronisce di Fabbrica, attacca Buonconvento e devasta la val  d'Arbia. Allorché i senesi lo contrastano con l'aiuto dei fiorentini, si porta nell'aretino.

Feb.

Vico  Antipapa

Chiesa  Siena

 

Toscana

 

Mar.

 

 

 

Toscana

Entra in quel di Chiusi e si scopre nemico dei senesi. E' sorpreso nei pressi di tale località  da Guido d'Asciano, che gli cattura molti cavalli.

Apr.

Comp. ventura

Siena

 

Toscana

Si associa  con le compagnie dei bretoni e con la Compagnia della Rosa; assale i senesi comandati da Tancredi da Modigliana.

Giu.

Vico  Antipapa

Siena

 

Toscana e Lazio

Ottenuti 15000 fiorini  dal prefetto Francesco di Vico e dall'antipapa Clemente VII, combatte i senesi nel Patrimonio. Sconfigge Guido d'Asciano e Niccolò Malatesta fra San Lorenzo Nuovo ed il lago di Bolsena, cavalca a Magliano in Toscana ed a Collecchio. I fiorentini gli riconoscono 18000 fiorini ed i senesi altri 11000.

Lug.

 

 

 

Toscana

Si accampa in quel di Cortona; forma con il Ramsey e l'Ubaldini la Compagnia della Rosa. Progetta di spostarsi in Romagna per unirsi con Lucio Lando.

Ott.

Chiesa

Comp. ventura

Angiò

 

Campania Marche e Romagna

Affronta gli avversari con  il  Barbiano. Si unisce con 300 lance a Lucio Lando e compie alcune scorrerie nelle Marche ed in Romagna.

Nov.

Rimini

Ravenna

 

Romagna

Passa al servizio di Galeotto Malatesta e devasta il ravennate.

Dic.

Comp. ventura

Siena

 

Toscana e Umbria

Effettua nuove scorrerie con Giovanni degli Ubaldini e Riccardo Ramsey. I senesi sperano di essere risparmiati e gli inviano tre ambasciatori per congratularsi del suo arrivo; vengono offerti alla compagnia 7000 fiorini e gli viene riconosciuta la provvigione mensile di 100 fiorini per un anno. Si trasferisce nel contado di Città di Castello con 2000 cavalli e 1000 fanti ed i fiorentini gli consegnano, per conto del papa, altri  20000 fiorini. E' rifornito di vettovaglie da Citerna.

1384

 

 

 

 

 

Gen.

Chiesa

Angiò  Antipapa

 

Campania

I fiorentini gli consegnano, sempre  per conto del papa, altri 10000 fiorini a saldo di  paghe arretrate. Lascia Napoli. Urbano VI, in compenso, toglie l'interdetto a Firenze in vigore dal 1375. Carlo di Durazzo, a fronte dei suoi debiti verso il condottiero che non riesce a saldare, gli concede il casale di Carinaro nell'aversano ed alcuni beni immobili a Capua ed a Napoli.

Apr.

Comp. ventura

Camerino

 

Puglia Marche

Umbria  Toscana

E' a Barletta. Nelle Marche minaccia Amandola, controllata dal da Varano, con la sua compagnia; con l'Ubaldini tenta di togliere la rocca di Spoleto a Rinaldo Orsini. Si sposta nel pisano per congiungersi  con le milizie viscontee a causa di alcuni tumulti scoppiati a Pisa.

Mag.

Comp. ventura

Siena

Pisa

Lucca Perugia Ascoli Piceno

 

Toscana Umbria e Marche

Si pone nei pressi  di  Cortona e minaccia  la Toscana. I senesi gli consegnano 7000 fiorini, i pisani  lo riforniscono di vettovaglie, danno il passo alle sue truppe e gli  concedono 9000 fiorini. I  lucchesi gliene fanno avere altri 4000. Ritorna in Umbria, invano contrastato dai perugini guidati  da Boldrino da Panicale. Si ferma nel territorio di  Montegiorgio  per depredare l'ascolano: gli abitanti di Fermo consegnano a lui ed all' Ubaldini  1000 fiorini a testa. A fine mese, è a  Castignano; si accampa a Sant'Elpidio A Mare con l'Ubaldini e si ritira.

Giu.

Perugia

 

Vico

Michelotti

 

Chiesa

 

Umbria

Conduce per conto dei perugini azioni senza efficacia lungo il lago Trasimeno. Lotta poi ancora con l'Ubaldini a favore di Francesco di Vico.

Lug.

 

 

 

 

Su pressione dei fiorentini rinnova la tregua biennale con il Manfredi.

Sett.

Angiò

Napoli

 

Toscana

Si congiunge con Enguerrand di Coucy e  si impadronisce di Arezzo.

Ott.

Firenze 

Angiò

 

Toscana

Accordatosi con i fiorentini, Contrasta  il  Coucy e gli  angioini.

Nov.

Comp. ventura

Siena

 

Toscana

Sulla fine dell'anno, prende la via di Anghiari e taglieggia i senesi con l' Ubaldini, Corrado Lando e Rinaldo Orsini. Siena deve ancora all'Acuto un residuo di vecchie somme non corrisposte per un totale di 500 fiorini. Il condottiero si farà pagare tale somma attraverso il suo procuratore, il mercante Vituccio da Pisa.

1385

 

 

 

 

 

Gen.

Firenze 

Tarlati

 

Toscana

Affianca Vanni di Vanni contro i Tarlati.

Mag.

 

 

 

Toscana

Viene raggiunto a Firenze dalla notizia della cattura del suocero Bernabò Visconti da parte del nipote Gian Galeazzo Visconti.

Giu. 

Comp. ventura

Bologna

Milano

 

Emilia Lombardia e Toscana

Si muove nel bolognese con l'Ubaldini, Boldrino da Panicale e Taddeo Pepoli: gli sono consegnati 35000 fiorini dagli abitanti. Si sposta in Lombardia ove il cognato Carlo Visconti cerca il suo appoggio  per liberare il padre. Si incontra a Cavezzo con un emissario milanese ed il suocero  viene abbandonato alla sua sorte dietro la promessa di una provvigione mensile di 300  fiorini (condotta di  30 lance). A fine mese rientra in Toscana con Enguerrand di Coucy e l'Ubaldini. Sosta nel territoruio di Cortona finché il signore della città, Uguccione Casali, lo invita a lasciare il territorio.

Lug.

Comp. ventura

 

 

Marche e Umbria

Si reca a Rocca Contrada (Arcevia) ed  i fiorentini gli consegnano 1100 fiorini sui 2000 richiesti, affinché non arrechi danni al loro territorio. Nel contempo, l'Acuto interviene a favore di  Guglielmino d'Assisi, allora in conflitto con il capoluogo, e concorda una tregua di due mesi fra i contendenti.

Ago.

Comp. ventura

Siena  Perugia

 

Toscana e Umbria

E' spinto dai fiorentini a predare il senese con Everardo Lando e Taddeo Pepoli (2500 cavalli): i senesi consegnano a lui 15000 fiorini ed ai fiorentini alcune terre nell'aretino. Si porta nel perugino. 

Sett.

Comp. ventura

Perugia

 

Umbria

Staziona con altri condottieri (Lucio Lando, Everardo della Campana, Giovanni  Beltoft ed il Pepoli) nel perugino tra Papiano, Spina Nuova e Cerqueto, fino al momento in cui non gli viene consegnato del denaro.

.....................

Napoli

 

 

Ungheria

Segue Carlo di Durazzo in  Ungheria di cui quest'ultimo è stato nominato re. Rientra in Italia a seguito dell'uccisione del sovrano.

1386

 

 

 

 

 

.....................

Angiò

Napoli

 

Regno di Napoli

Ha divergenze sullo  stipendio con Ladislao d'Angiò, successo al padre Carlo di   Durazzo, e milita nel regno di Napolia favore degli angioini.

Mag.

Firenze 

 

82 lance

Toscana

Viene assunto dai fiorentini per contrastare le compagnie di ventura.

Sett.

Comp. ventura

Siena Firenze

 

Toscana  Romagna Marche Abruzzi

Costringe i senesi ad accordargli 800 fiorini sui 1000 richiesti; effettua una visita amichevole in Siena con una scorta di 40/50 cavalli; si trasferisce in Romagna mentre parte dei suoi uomini rimane a molestare la val d'Ambra. Si congiunge con l'U baldini e Giovanni Tedesco da Pietramala e soccorre Antonio da Montefeltro, minacciato dai fiorentini. Devasta il Montefeltro; passa a Colbordolo ed a Talacchio, mette all'erta il territorio di Fano: gli abitanti della località gli consegnano 500 fiorini. A fine mese si trasferisce negli Abruzzi. la regina Margherita d'Angiò ordina agli abitanti di Chieti di provvedere alle vetovaglie necessarie alle sue truppe ed al foraggio per le loro cavalcature.

Ott.

Fuori  usciti

Perugia

 

Toscana e Umbria

Si trova nel territorio di Cortona, molesta il Chiugi e minaccia i  perugini. Viene messo in fuga da Boldrino da Panicale.

Dic.

 

 

 

Romagna

E' contattato a Faenza dall'Ubaldini e passa agli stipendi dei carraresi.

1387

 

 

 

 

 

Gen.

Padova  

Verona

 

Veneto

A Montagnana; entra a Padova con Giovanni Tedesco da Pietramala; a Monselice.

Feb.

 

 

Capitano g.le 500 lance

Veneto

Oltrepassa l'Adige, tocca Castelbaldo ed entra  nel veronese. E' con l'Ubaldini a Cerea; assale il veronese nella speranza di trovare vettovaglie e biade per i suoi uomini e per i suoi cavalli. Ostasio da Polenta e Giovanni Ordelaffi lo costringono a ripiegare a Bussolengo dove resta bloccato per venti giorni senza potere ricevere rifornimenti: i soldati sono senza pane e carne e sono forzati a nutrirsi di legumi e di rape. Al suo campo arriva un emissario del signore di Verona per concordare una tregua. Le spie dell'Acuto sono all'erta e mettono il condottiero sull'avviso. L'emissario è, infatti, una spia ed il suo compito è quello di raccogliere informazioni utili a danneggiare i padovani. L'Acuto la fa catturare e rinchiudere in una tenda senza farlo parlare con nessuno.

Mar.

 

 

 

Veneto

Si porta a Castelbaldo perché il passo gli è bloccato da una grossa bastia fatta costruire in precedenza dall'Ordelaffi a Castagnaro. Ordina le sue truppe in otto parti e si pone alla testa della prima con 500 uomini d'arme e 500/600 arcieri inglesi. Finge di ritirarsi ed inducegli scaligeri ad inseguirlo in un terreno acquitrinoso;  fa smontare i suoi cavalli in un terreno asciutto e li fa avanzare in file serrate. Gli avversari si muovono fiduciosamente; si arrestano davanti ad un canale e cercano di attraversarlo. Nello stesso momento gli arcieri, posti sui fianchi, tempestano i nemici; si formano delle falle nelle quali si inseriscono i cavalieri appiedati; gira poi attorno alla palude e coglie alle spalle lo schieramento scaligero. Ai vincitori è riconosciuta paga doppia e mese compiuto; l' Acuto rientra vittorioso a Padova.

Apr.

 

 

 

Veneto

Ritorna nel  veronese per la via di Monselice e di Montagnana; supera la resistenza nemica a  Soave ed a Villanova e porta le sue devastazioni sino a porta Vescovo a Verona. Brucia tutti i villaggi trovati per strada sino a Montorio Veronese. Si reca a Padova dopo una settimana e si pone al servizio dei fiorentini per non aiutare i viscontei alleatisi con i carraresi.

Mag.

Firenze

 

Capitano g.le 500 lance e 1000 fanti

 

Viene condotto dai fiorentini per sei mesi.

Sett.

Comp. ventura

Rimini

 

Marche

Con Giovanni Beltoft, soccorre i Petrucci contro i Malatesta: con il Beltoft, Ubertinello e Boccaccino Petrucci coglie in agguato a Fratta Carlo Malatesta.

Dic.

Firenze 

Comp. ventura

 

Toscana

Controlla i movimenti della compagnia di Bernardo della Sala, reduce da una scorreria nel pisano e diretta nel perugino. I senesi gli offrono 4000 fiorini affinché non molesti il loro territorio.

1388

 

 

 

 

 

Gen.

Napoli

Antipapa

 

Campania

Si unisce con il Barbiano ed Ottone di Brunswick e lascia Capua  per appoggiare in Napoli i difensori di Castel Capuano. Giunge a Caivano con 4000 cavalli e 500 fanti.

Feb.

 

 

 

Campania

Luigi di Montjoie esce da Napoli con 1600 cavalli e respinge l'Acuto ad Aversa.

Mar.

 

 

 

Campania

Invia 100 lance in soccorso dei pisani, minacciati dal Beltoft.

Mag.

Firenze 

Comp. ventura

 

Toscana

Allo scadere della condotta abbandona  il regno di Napoli; i fiorentini lo incaricano di sorvegliare i loro confini e di dissuadere il Beltoft a continuare nelle sue incursioni nel pisano e nel lucchese.

Sett.

Comp. ventura

Foligno

 

Toscana Umbria e Marche

Dimora nel suo castello di Montecchio Vesponi ove apprende di una congiura organizzata a Cortona da un medico di corte, corrotto dal conte di Virtù, ai danni del signore della città Uguccione Casali e di Carlo Visconti, suo ospite. La trama è sventata grazie alle sue informazioni: il medico è trascinato per tutta la città per essere, alfine, attanagliato. Successivamente entra nel Chiugi, si congiunge con Carlo Visconti (1400 cavalli), prosegue verso Bettona e Foligno e devasta alcune terre dell' Umbria e delle Marche con 3000 cavalli. Si separa da Corrado Lando, che è seguito da 1000 cavalli. Ottiene dai senesi 2000 fiorini sui 4000 richiesti inizialmente.

Ott.

Bologna 

1808 cavalli

Emilia

I bolognesi gli consegnano 3767 fiorini per la condotta di un mese della sua compagnia e gliene riconoscono altri 10000 dietro l' impegno a non essere molestati per due anni.

Nov.

Napoli

Antipapa

 

Umbria e Puglia

Si dirige verso la Puglia; a Trevi tratta con il Beltoft per prenderlo ai suoi ordini con 200 lance ed i fiorentini gli consegnano 5000 fiorini al riguardo: 1000 subito ai suoi procuratori Giannichino Trichil ed a Perotto Fedini. Gli altri 4000 gli verranno erogati solo quando le truppe del Beltoft si saranno effettivamente riunite con i suoi uomini. Viene pregato, infine, di fare restituire alcuni muli e pelli rubate rubate dai suoi soldati a dei mercanti fiorentini.

1389

 

 

 

 

 

Gen.

Comp. ventura

Siena

 

Toscana

Opera devastazioni nel senese con Corrado Lando e Bernardo della Sala.

Feb.

Napoli

Antipapa

 

Campania

Ritorna ad Aversa.

Mar.

 

 

 

Campania

Staziona fra Liburna (San Pietro a Patierno) ed Afragola.

Apr.

 

 

 

Campania

E' sconfitto con il Brunswick a Casanova (Casalnuovo di Napoli); a metà mese, con l'aiuto della flotta durazzesca,  si pone davanti a Casalnuovo ed a San Pietro all'Ara ed è nuovamente sconfitto. Ritorna ad Afragola mentre i difensori di Castel Capuano vengono costretti alla resa.

Mag.

 

 

 

Campania

Ricevuti 3000 fiorini, lascia il regno di Napoli. Cerca di convincere il Brunswick a seguirlo al soldo dei fiorentini. Tocca  Aversa, Roma e l'orvietano.

Giu.

Firenze 

Milano Siena

 400 lance e 500 fanti

Umbria e Toscana

Viene condotto per nove mesi e gli è riconosciuta una provvigione mensile di 500 fiorini. Ha ai suoi ordini 500 lance e 500 fra fanti e balestrieri. Si trasferisce inizialmente nel territorio di Narni: i fiorentini gli intimano di desistere dal danneggiare il perugino. Passato in Toscana, dalla val di Chiana penetra nel senese: affrontato da Paolo Savelli ad Asinalunga (Sinalonga), è messo in fuga al termine di un combattimento che dura sette ore.

Lug.

 

 

 

Toscana e Umbria

Raggiunge le sue truppe acquartierate  tra Montone, Fratta Todina e Borgo San Sepolcro (Sansepolcro) e si getta sui senesi. I perugini inviano sui loro confini, Antonio da Romignano e Felcino da Perugia per sorvegliare i suoi movimenti.

Ago. sett.

 

 

 

Toscana

Soccorre Gaddo da  Frosini, assediato nel suo castello; si trova  ad Olmo con Corrado Lando e Carlo Visconti (1000 lance) e si sposta in val di Chiana. Attacca Poggiolo; messi in ordine i suoi uomini (3000 cavalli e 1000 fanti), si avventa nella Scialenga in val d'Arbia: i fiorentini oltre i 20000 fiorini pattuiti, gliene consegnano a lui ed al Lando altri 1000 affinché devastino con più  forza il contado per un mese. Tocca San Sano, Montalcino, Camigliano, San Giovanni, Castiglioncello del Trinoro, Monteguidi. L'attacco termina con il ferimento del Lando; si ritira verso Colle di Val di d' Elsa, tallonato dal Savelli. E' a San Galgano e nel piano di Rosia; sollecita invano ai senesi la somma di 36000 fiorini.

Ott.       Toscana
I lucchesi riconoscono all'Acuto ed a Corrado Prospero una paga di 995 fiorini in quanto condottieri della lega, formatasi a seguito della recente pace, fra il Visconti da un lato e fiorentini e lucchesi dall'altro.

Nov.

 

 

 

Toscana

Ritorna ad Olmo con le prede e qui la compagnia si scioglie.

Dic.

Napoli

Angiò

 

Puglia

Al servizio di Ladislao d'Angiò per contrastare le milizie provenzali..

1390

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Campaniae Lazio

A Gaeta viene contattato dai fiorentini con Carlo Visconti e si trasferisce definitiva mente al loro servizio. Lascia Roma e per Pitigliano si dirige in maremma e raggiunge Volterra.

Apr.

Firenze 

 

 

Toscana

E' condotto per un anno di ferma ed uno di rispetto; si impegna anche a non agire contro la repubblica per i due anni successivi. Discute con Carlo Visconti e Francesco Novello da Carrara le modalità  di accordo con il duca Stefano di Baviera.

Mag.

Firenze 

Milano

 

Emilia

Si porta a  Bologna; dopo  pochi giorni scorre nel ferrarese, ove gli estensi sono alleati  con i viscontei, e mette in fuga Alberto d'Este.

Lug.

 

 

 

Emilia

Si trova nel parmense con 1600 lance; si astiene da ogni saccheggio per spingere la popolazione alla rivolta. Si porta sotto Reggio Emilia. Scopre il tradimento di un caposquadra tedesco che avrebbe dovuto disertare a favore degli avversari per cogliere alle spalle lle file fiorentine. L'Acuto scopre la trama. Il capitano tedesco è catturato con i suoi uomini ed i viscontei si ritirano verso Reggio Emilia.

Ago.

 

 

 

Toscana

Ritorna nel senese e lascia la Toscana.

Sett.  ott.

 

 

 

Veneto, Emilia e Lombardia

Decide di proseguire la guerra dal padovano, si spinge nel vicentino e nel  veronese con 1400 fanti per lo più balestrieri e 2400 lance fiorentine, bolognesi e carraresi. Da qui si indirizza  verso il modenese con 1500 lance e lo devasta. Assedia, invano, due castelli alla cui difesa si trovano 200 lance: queste attaccano il suo campo e sono respinte con la cattura di 240 cavalli. L'Acuto mette a ferro e fuoco il reggiano ed il mantovano (Coazze), facendovi grandi prede che verranno portate a Bologna.  Protetti i lavori della vendemmia nel bolognese, cavalca ancora nel parmense e si impadronisce di un grosso bottino: sulla strada del ritorno, i  suoi saccomanni hanno la meglio su un forte contingente di cavalleria nemica  (200 lance).

Nov.

 

 

 

Emilia e Veneto

A Bologna; penetra nel ferrarese ed obbliga il marchese d'Este a mutare alleanza; a fine mese, si trova a Padova per continuare la guerra a fianco dei carraresi.

1391

 

 

 

 

 

Gen.

Firenze 

Milano  Mantova

 

Veneto e Lombardia

Esce da Padova all'alba con 1400 lance e 15000 fanti; viene a Castelbaldo, attraversa l'Adige ed occupa Illasi. Vinta la resistenza degli avversari, cavalca verso Verona con la speranza che la città si ribelli ai viscontei a favore degli scaligeri. Batte ancora i nemici (150 prigionieri) e si attesta nel borgo di Santa Lucia. Non essendovi alcun tipo di tumulto, entra in Valpolicella ed in Valpantena; si volge nel mantovano e ne depreda il territorio fino a quattro miglia dal capoluogo.

Feb.

 

 

Capitano g.le

Veneto

E' nominato capitano generale della lega. I fiorentini, gli riconoscono oltre i 1200 fiorini l'anno di cui gode dal 1375, una nuova provvigione di 2000 fiorini l'anno, da erogarsi in rate trimestrali. Riesce anche a farsi riconoscere dai fiorentini il denaro per la dote delle figlie: Giannetta (14 anni), Caterina (13) ed Anna, più piccola. Il comune si impegna pure a corrispondere a ciascuna di esseuna dote di 2000 fiorini. Sul piano militare l'Acuto è obbligato a rientrare a  Padova con Conte da Carrara a causa anche dell' improvvisa partenza dal campo di Astorre Manfredi: quest'ultimo, corrotto dai Visconti, si è infatti impegnato ad ucciderlo con Francesco Novello da Carrara durante lo svolgimento di un consiglio di guerra.

Apr.

 

 

 

Veneto

Lascia nuovamente Padova con 1500 lance, 1000 fanti e 300 balestrieri , devasta il vicentino ed il veronese.

Mag. giu.

 

 

 

Veneto e Lombardia

Al termine del raccolto parte da Padova per la terza volta con 2200 lance, 1200 balestrieri e  moltissimi fanti: punta  sulla riva sinistra del Po al fine di unirsi con Giovanni d'Armagnac che deve invadere gli stati viscontei da ovest. Attraversa il vicentino e sconfigge due volte nel veronese alcuni contingenti di cavalleria. Nel secondo degli scontri debella Taddeo dal Verme, che capitana 300 lance e molti fanti e gli cattura  cattura  60 uomini d'arme e 200 fanti. Attraversa  il Mincio e respinge sugli argini 9000 cavalli e 3000 fanti che tentano di impedirgli di proseguire nel suo cammino. Accelera  la marcia verso l'Oglio ed a Rudiano sventa nuove insidie degli avversari ( 700 cavalli che assaltano la sua retroguardia durante il guado). Corrado Lando coglie in imboscata Taddeo dal Verme a Civilerghe di Mazzano, per cui l'Acuto penetra nella valle di San Martino dove si uniscono alle sue schiere i guelfi locali. Batte Jacopo dal Verme e Facino Cane fuori porta Cologno (Bergamo) in un combattimento in cui fra i viscontei rimangono uccisi 80 uomini d'arme e molti balestrieri; 200 cernite milanesi, inoltre, annegano nell'attraversamento di un fiume (nel complesso 4000 morti d'ambo le parti). Respinto da Bergamo, tocca Trescore Balneario, Cenate, entra in val Cavallina Si scontra con i nemici a Colognola; transita per Ponte San Pietro, Presezzo, Bonate Sopra sempre predando il territorio. Si accampa a Mapello, ma non riesce ad attraversare l'Adda; con la medesima rapidità, prende la strada di Brignano Gera d'Adda, Pandino e Villanova e raggiunge la Ghiaradadda; guada il fiume sulle cui sponde il giorno  di San Giovanni Battista fa correre un palio. Arriva con le scorrerie fino a quindici miglia da Milano  sempre tallonato dal dal Verme e da Ugolotto Biancardo (1800 lance), tesi a tagliargli le linee di rifornimento.

Lug.   ago.

 

 

 

Lombardia Veneto  Emilia  e Romagna 

Sfida vanamente a battaglia il dal Verme e gli invia il guanto insanguinato;  il capitano avversario rifiuta il combattimento,  abbandona il campo e si trasferisce in Piemonte per affrontare l'Armagnac. Alla notizia della sconfitta e della morte di tale condottiero a Castellazzo, l'Acuto decide di rientrare a Padova. Si accampa a Paterno nel cremonese: di fronte a sé ha il dal Verme ed alle spalle  due grandi fiumi che gli bloccano  ogni ripiegamento. Finge di ritirarsi ed attira i viscontei in un boschetto dove i nemici sono sorpresi e disfatti da Corrado Lando: fra costoro sono uccisi o muoiono annegati nel fiume 400 cavalli ed altrettanti vengono catturati. L'Acuto abbandona, quindi, i carriaggi per rallentare l'avanzata ai nemici occupati nel saccheggio; attraversa l'Oglio, supera Calcinato e Montichiari, guada il Mincio (dove sono armati 20 cavalieri) e l'Adige con la perdita  di molti cavalli che,esausti per la fame, annegano nel guado dei fiumi. Il dal Verme fa tagliare gli argini dell'Adige: l'Actuto abbandona, allora, il campo con tutte le tende, avanza sino a Legnago per i campi allagati e giunge in salvo a Castelbaldo serbando a Firenze l'esercito a lui affidato. Lascia Padova e giunge a Bologna; scorre la Romagna  a seguito del voltafaccia degli estensi. Rigetta gli attacchi del Biancardo, di Antonio Porro e di Antonio Balestrazzo.

Sett.

 

 

 

Toscana

Rientra in Toscana  con 1200 lance e 1000 balestrieri per  la via della Sambuca; è a Pistoia ed a San Miniato dove viene raggiunto  da Giovanni da Barbiano e da Luigi  da Capua. Valica l'Arno e  taglia al dal Verme le vie che portano a Siena ed a Firenze; si ferma a Montopoli in Val d'Arno controllando da vicino i movimenti degli avversari. Rinchiude il rivale tra Empoli e Pontormo e lo segue a Tizzano  compiendo continue azioni  di disturbo alle linee di rifornimento. Distrugge ad Uzzano la retroguardia viscontea (500 lance) e cattura Taddeo dal Verme, Gentile da Varano e Vanni d'Appiano; non ha, tuttavia, il coraggio di inseguire il nemico in fuga. Quando  i nemici lasciano la valle, il condottiero inglese porta i suoi uomini a riposare a Pescia; prende poi il cammino per Lucca e si accampa a San Miniato.

Ott.

 

 

 

Toscana

Si sposta tra San Miniato e Castelfiorentino, sempre controllando i movimenti del dal Verme; lo segue da vicino anche in val di Nievole. Tratta segretamente con i capisquadra di una compagnia bretone militanti nell'esercito avversario al fine di suscitare tumulti nelle file viscontee: la trama è scoperta ed i responsabili vengoono uccisi.

1392

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Emilia

Viene inviato con Ugo di Monforte in soccorso dei bolognesi che sono minacciati dal passaggio delle compagnie di Ceccolo Broglia, di Brandolino Brandolini e di Biordo dei Michelotti che, apparentemente licenziate dal Visconti, sono sul punto di attraversare il loro territorio: alla notizia del suo arrivo, i tre condottieri prendono la via di Sarzana.

Ago.

 

 

 

Toscana

Al termine del conflitto si ritira a vita privata a Firenze e vive tra la capitale, San Donato in Polverosa e Montecchio Vesponi presso Cortona. A fine mese il consiglio del podestà di Firenze delibera a larga maggioranza di erigergli un monumento funebre da collocarsi nella chiesa di Santa Maria del Fiore. Il sepolcro dovrà essere costruito in pietra ed essere ornato di statue di marmo.

1393        
Desideroso di mettere in ordine la sua contabilità a Milano, incarica alcuni procuratori di curare i beni da lui posseduti in tale località, costituiti soprattutto dal patrimonio dotale della moglie Donnina Visconti. nello stesso tempo nomina un altro procuratore per riscuotere quanto ancora gli deve il comune di Bologna. D'altra parte, sempre nell'anno, di fronte all'ennesima richiesta fiorentina di saldare imposte pregresse per oltre 1800 fiorini, ancora non corrisposti sui 3000 dovuti, protesta vivacemente per le pretese degli uffici delle tasse. Gli è stato, infatti, intimato di regolare entro tre mesi il proprio debito a meno che non voglia vedersi accollare una penale pari ad un quarto del debito stesso.

1394

 

 

 

 

 

Gen. feb.       Toscana
Comincia a liquidare il suo patrimonio per fare ritorno in Inghilterra. Rinuncia a favore di Firenze al castello di Montecchio Vesponi ed ai beni di Badia al Pino e di Migliara. Nel contempo vende le proprietà fiorentine e di Poggibonsi.

Mar.

 

 

 

Toscana

Chiede al comune di saldargli le provvigioni vitalizie e si accorda per la corresponsione di 6000 fiorini esentasse, di cui 2000 subito ed il resto in rate quadrimestrali. Da ultimo si fa dare, oltre tale cifra, altri 1000 fiorini come benservito per la sua partenza. Muore a metà mese nella sua casa di San Donato in Polverosa. Il suo corpo è subito trasportato a Firenze per essere esposto in San Giovanni su un palco, allestito sul fonte battesimale, circondato di candele. Il condottiero è rivestito di un drappo d'oro; sul petto è appoggiata la spada, in una mano ha il bastone del comando. Il corteo funebre muove da Santa Maria in Fiore: è composto di 200 sacerdoti, 300 monaci e frati, di numerosi cavalieri. Allorché la processione arriva alla chiesa di San Giovanni con la bara, il corpo dell'Acuto vi viene deposto ed il corteo si riavvia verso Santa Maria del Fiore per portarlo alla sua tomba. Lo seguono il figlio, le figlie e la moglie, tutti vestiti a lutto a spese del comune. La messa è celebrata dal vescovo. La salma, da ultimo, viene portata nella sacrestia in attesa di essere tumulata nel coro presso l'altare. L'anno seguente il suo corpo, su richiesta del re Riccardo II, sarà trasportato in Inghilterra per essere tumulato nella chiesa parrocchiale di San Pietro di Hedingham Sibil, dove riposerà per qualche secolo prima che i suoi resti siano dispersi ed il suo sepolcro distrutto. L'Acuto è protagonista di una novella di Franco Sacchetti. Un giorno due frati minori vanno a fare la questua al suo castello di Montecchio Vesponi: al saluto "Dio vi dia pace", il condottiero risponde "Dio vi tolga l'elemosina", in quanto egli vive di guerra e la pace lo porterebbe alla miseria. Nell'anno seguente, poiché il monumento dell'Acuto sepolto nel coro della cattedrale non è pronto, il comune affiderà ad Agnolo Gaddi ed a Giuliano d'Arrigo il compito di dipingere nella chiesa le immagini dell'Acuto e di Piero Farnese dietro un corrispettivo di 30 fiorini. Da ultimo nel maggio 1436, in occasione della ristrutturazione del duomo, il comune di Firenze incaricherà Paolo Uccello di eseguire un suo affresco da collocarsi nello stesso posto dove già esisteva l'affresco precedente. Il condottiero è rappresentato a cavallo con la sua armatura, il bastone del comando ed il tocco in testa. Nel basamento compaiono due stemmi dell'Acuto: un capriolo e tre conchiglie di San Giacomo.

OTTANTADUE CITAZIONI

Capitano peritissimo nell'arte militare sopra tutti gli altri dei suoi tempi.

Gran maestro di guerra. Un rinnovatore della figura del capitano di ventura. Il primo vero generale dei tempi moderni. Ha dominato per 30 anni la scena militare italiana. Le plus célèbre de tous les condottieri, anglais d'origine, ma devenu Florentin de coeur.

Leale ed onesto con i suoi uomini, capace di creare uno spirito di corpo.

Molto reputato nelle armi.

Esperto e fedele.

Froissart lo descrive come "un gentile cavaliere inglese". Egli fu certamente originale.

Famoso, più per le sue infedeltà che per il suo valore. Assai poco scrupoloso.

Di natura volpigna ed astuta.

Condottiero di ladroni.
Preferì essere il primo dei condottieri che l'ultimo dei Signori d'Italia.

Di statura media, di membra forti, volto rubicondo, occhi e capelli castani.

"Delle sue proprietà e della sua borsa Giovanni Acuto si mostra un attento amministratore, che non perde d'occhio il proprio interesse. Se c'è un'immagine che assolutamente non s'attaglia a quest'uomo è lo stereotipo del soldataccio predatore e dissipatore di tutto ciò che riesce ad arraffare. Al contrario, l'inglese si dimostra un oculato e parsimonioso investitore dei suoi guadagni, sempre pronto a trovar pretesti per non dover spendere e, invece, tenace e irremovibile quando si tratta di crediti da riscuotere." Balestracci