Anno, mese |
Stato.
Comp. ventura |
Avversario |
Condotta |
Area
attività |
Azioni
intraprese ed altri fatti salienti |
1340 |
Inghilterra |
Francia |
Soldato |
Francia |
Milita al servizio
del re Edoardo IV ed impara il mestiere delle armi da
uno zio. |
| 1343 |
Inghilterra |
Francia |
|
Francia |
Combatte come vassallo del conte
di Oxford John de Vere. |
1346 |
Inghilterra |
Francia |
|
Francia |
Partecipa alla
battaglia di Crécy. |
| 1356 |
|
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|
|
Settembre |
Inghilterra |
Francia |
|
Francia |
Prende
parte alla battaglia di Poitiers. Nel periodo attira l'attenzione
del Principe Nero ed è armato cavaliere dal re
d'Inghilterra. |
1359 |
Comp. ventura |
|
|
Francia |
Desola la Guascogna
ove si impadronisce di un grosso bottino. Prende d'assalto
Pau, rapina il clero e lascia in pace i laici.
|
1360 |
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| ................ |
Inghilterra |
Francia |
|
Francia |
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Autunno |
Comp. ventura |
|
|
Francia |
Dopo il trattato
di Bretigny costituisce con altri condottieri la Grande
Compagnia. Lascia Pau e si unisce con Bernardo della Sala.
Si impossessa di 60000 franchi di bottino; la sua parte
viene riconosciuta (dicembre) in un sesto. |
| Dic. |
|
|
|
Francia |
Scende la valle
del Rodano con il della Sala, Robert Briquet, l'Esprit,
il Creswey, Naudon de Bageran, il Lamit, il Bataillé,
l'Esparre ed altri venturieri inglesi e guasconi. |
1361 |
Comp. ventura |
Chiesa |
|
Francia |
Con Séguin
de Badofol si impadronisce di Pont-Saint-Esprit. Assedia
il pontefice Innocenzo VI in Avignone e compie scorrerie nel territorio tra Avignone, Lione,
Tarascona e Perpignano. E' organizzata una crociata contro
i venturieri; alla fine, costoro si ritirano in cambio
di una grossa somma di denaro. |
1362 |
|
|
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|
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Apr. |
Inghilterra |
Francia |
|
Francia |
Partecipa alla
battaglia di Brignais dove viene sconfitto ed ucciso Giacomo
di Borbone conte de la Marche. Gli inglei sono superiori
di numero rispetto agli avversari; riescono a nascondere
la relale entità delle loro forze alle spie nemiche
ed occupano le migliori posizioni del campo. I francesi
tentano un assalto alle linee avversarie, ma vengono respinti;
si ritirano i disordine sotto il lancio di un grande numero
di pietre gettate loro contro con vigore e precisione;
contemporaneamente sono assaliti sul fianco dalla fanteria
inglese armata di linghe lance (sei piedi). Il Borbone,
gravemente ferito, si rifugia a Lione dove muore pochi
giorni dopo per le ferite riportate nel combattimento. |
..................... |
|
|
|
Francia |
Lascia la Piccardia
e si unisce con la Compagnia Bianca. Attraversa il lionese
e risale lungo il Rodano verso Marsiglia. |
Nov. |
Monferrato |
Conte
Savoia |
|
Piemonte |
Esce da Rivarolo
Canavese e con Alberto Sterz, Roberto Canolles ed il de
la Neuf sorprende
a Lanzo Torinese Amedeo di Savoia: alla cattura seguono
le trattative per il riscatto dei prigionieri e la restituzione
delle località sabaude nelle mani dei venturieri;
al termine delle trattative sono loro consegnati 180000
fiorini. |
Dic. |
Monferrato |
Milano |
|
Piemonte |
Depreda l'alessandrino,
il tortonese e il novarese; occupa Castelnuovo Scrivia
e Romagnano Sesia. Viene costretto da Luchino dal Verme
ad abbandonare il Piemonte. |
1363 |
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Gen. |
Pisa |
Firenze |
|
Toscana |
|
1364 |
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|
Feb. |
|
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|
Toscana |
Esce dal pisano
con 1000 cavalli e 2000 fanti ed entra in val di Nievole.
Cerca di sorprendere Montale, attraversa il pistoiese
e si accampa non lontano dalle mura del capoluogo. Da
qui infesta il fiorentino con depredazioni ed incendi.
I pistoiesi, timorosi di un suo possibile attacco, assoldano
numerosi armati; mettono, fra l'altro, una campana su
ciascuna delle quattro porte cittadine al fine di chiedere
rapidamente soccorso. Nominano, da ultimo, come loro capitano
di guerra Bartolomeo Lazzari. L'Acuto ritorna a Pisa dopo
avere subito alcune perdite. |
Apr. |
|
|
|
Toscana |
E' con Anichino
di Baumgarten in val di Nievole al comando di 6500 cavalli
fra inglesi e tedeschi e di 1000 pisani. Irrompe nel pistoiese
ed attacca Prato. Giunge in Mugello per la Valdimarina
ed effettua alcune scorrerie fra Laterina e Barberino
di Mugello (cattura di 100 cittadini e razzia di molto bestiame).
Elude nottetempo la sorveglianza di Pandolfo Malatesta,
che è al comando di 1200 cavalli, e lascia con
il Baumgarten il Mugello per la valle del Bisenzio. Entra
in Pescia; assedia
il castello di Petraia e devasta i contadi di Montughi
e Fiesole. Si accampa a Firenze davanti alla porta di
San Frediano nel tentativo di abbatterla: si ritira. |
Mag. |
|
|
Capitano g.le 800 cavalli |
Toscana |
Non si associa
allo Sterz ed al Baumgarten quando costoro, corrotti dai fiorentini, abbandonano
gli stipendi dei pisani. Viene eletto capitano generale. |
Lug. |
|
|
|
Toscana |
Si trova a San
Savino con 4000
cavalli, 6000 fanti e 600 balestrieri. Tenta di sorprendere
gli avversari accampati a Cascina che, deposte le armi,
sono occupati per il gran caldo a fare il bagno nell'Arno.
Manno Donati e Bonifacio Lupo si accorgono dell'avanzata
dei pisani dalla polvere sollevata dai suoi uomini e fanno
fortificare le strade, appostandovi
sui fianchi fanti e balestrieri. L'Acuto si muove
a mezzogiorno quando il sole è in faccia ai fiorentini
ed alle spalle dei suoi; sottostima però la distanza
da San Savino a Cascina per cui i suoi uomini arrivano
stanchi al campo nemico. E' sorpreso dalle fortificazioni
apprestate e viene sconfitto da Galeotto Malatesta. Nello
scontro (fonti pisane) sono uccisi tra i pisani 30 inglesi
e 500 pisani; sono catturati 200/300 fanti e 600 popolani;
1000 morti e 2000 prigionieri per le fonti fiorentine. |
Ago. |
Dell'Agnello |
Pisa |
|
Toscana |
Aiuta
Giovanni dell'Agnello ad insignorirsi di Pisa.
Resta a Pisa come provvigionato; nella città tiene
in permanenza alcuni soldati e quando è libero
da impegni professionali spesso vi si reca per riposarsi. |
|
Milano
|
Firenze |
|
Toscana |
Milita agli
stipendi di Bernabò Visconti; anche i pisani gli
riconoscono una provvigione. |
Dic.
|
Comp. ventura |
Rimini |
|
Romagna
|
Saccheggia le
terre dei Malatesta. |
1365 |
|
|
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|
|
Gen. |
|
|
|
Romagna |
Attraversa il
riminese. |
..................... |
Comp. ventura |
L'Aquila |
|
Abruzzi |
Si ferma ad
Amiterno ed assale L'Aquila. |
Giu. |
Comp. ventura |
Pisa |
|
Toscana |
Si trova nel
pisano. Gli è concessa per un anno la provvigione
di 600 fiorini. |
Lug.
ago. |
Comp. ventura
Comp. ventura |
Siena
Perugia Siena
|
|
Toscana e Umbria |
Entra nel senese
e dà alle fiamme il castello di Porrona. Si reca
a Siena. Spinto dai pontifici assale Perugia. E' attaccato
con lo Sterz a San Mariano dal Baumgarten, che lo sconfigge.
Nel combattimento muoiono d'ambo le parti 3000 uomini;
più di 1500 inglesi ed ungheri vengono condotti
prigionieri a Perugia. Molti inglesi, rilasciati, sono
uccisi dagli abitanti. Ripara nel senese in val di Pogna:
è inseguito dal Baumgarten e dallo Sterz, arruolati
di fresco dai senesi, i quali controllano i suoi movimenti.
Messo in fuga a Magliano in Toscana, si ritira verso la
Liguria. |
| Sett. |
|
|
|
Toscana |
Attraversa
la Toscana con 2000 cavalli. |
Ott.
nov. |
Comp. ventura |
Firenze
Siena |
|
Toscana e Liguria |
Si unisce con
la Compagnia di San Giorgio di Ambrogio Visconti. A metà
ottobre, con Giovanni degli Ubaldini ed il Visconti, costringe
i fiorentini a
riconoscergli una taglia di 6000 fiorini in cambio della
quale promette di non danneggiare la Toscana per quattro
anni. La convenzione è firmata anche da Tommaso
Merezal, da Ugolino Ethon e da altri 42 connestabili.
L'Acuto irrompe
nel senese da Marmoraia, tocca Santa Colomba, San
Galgano, Roccastrada e Buonconvento. Depreda il contado
fino a Isola d'Arbia e Villa al Piano (Villa). E' a Montalcino.
Il comune appronta un esercito per affrontarlo, per cui
prende la strada di Colle di Val d'Elsa e prosegue per
Sarzana. |
Dic. |
Comp. ventura |
Tarlati |
|
Toscana |
Entra in Elci,
assale Castagnolo in val d'Elsa ed i prigionieri sono
riscattati con 40 fiorini. Si volge nel cortonese, prende
la via di Arezzo.
Molesta le terre dei Tarlati con Niccolò
da Montefeltro. |
1366 |
|
|
|
|
|
| ..................... |
Comp. ventura |
Todi Perugia |
|
Umbria |
Devasta il
territorio di Todi e, con l'aiuto dei raspanti di Perugia,
assale quest'ultima località alla cui difesa si
trova il podestà, il fiorentino Antonio degli Abati. |
Mar.
apr. |
Comp. ventura |
Siena |
|
Umbria e Toscana |
Abbandona Todi
e per Perugia e Montepulciano rientra nel senese con Giovanni
d' Asburgo, alla testa di 8000 cavalli e di molti fanti.
I senesi fanno alcuni regali ai due capitani: i venturieri
non cedono per cui gli abitanti danno fuoco allo strame
per impedire loro di alloggiare nelle campagne. Arriva
anche il Visconti ed a aprile i senesi riconoscono alla
compagnia 10500 fiorini (5500 a fine mese ed altri 5500
ai primi di maggio). La compagnia chiede di potere attraversare
il senese una volta l'anno per cinque anni con la promessa
di non arrecare danni. |
Mag. |
|
|
|
Toscana |
Da Buonconvento
prende la via di Pisa e da qui si reca in Lombardia al
soldo di Bernabò Visconti. |
| Giu. |
|
|
|
Umbria |
A fine mese
si trova nel territorio di Città di Castello con
il Visconti, il Baumgarten e Giovanni d'Asburgo. |
Sett. |
Comp. ventura |
|
|
Toscana |
Si appresta
ad entrare nel senese. Invia un ambasciatore al cardinale
Albornoz per assicurargli che non avrebbe recato alcuna
offesa alle terre della Chiesa, né a quelle di
Firenze, Pisa, Siena, Grosseto, Arezzo e Cortona. |
Ott. |
Comp. ventura |
Chiesa |
|
Umbria |
Viene assalito
e sconfitto nottetempo a Casaglia, presso Orvieto, da Ugolino
da Montemarte.
Nello scontro è catturato, fra i suoi uomini, Ugolino
Ethon. |
..................... |
Comp. ventura |
Genova |
|
Liguria |
Niccolò
da Montefeltro è inviato dalla compagnia a trattare
con gli avversari. Viene raggiunto un accordo e l'Acuto
promette di sgomberare il territorio entro il termine
di sei giorni; promette, inoltre, di non molestare le
terre dello stato della Chiesa per un anno. E' la prima
volta che si verifica una ritirata di venturieri da una
data area che non sia legata al pagamento di una taglia.
L'Acuto si dirige verso la Liguria; occupa La Spezia
e costringe i genovesi ad un accordo. |
1367 |
|
|
|
|
|
Gen.
feb. |
Comp. ventura |
Siena
Pisa |
|
Toscana |
Si trova presso
il lago Trasimeno; respinto, muove verso Arezzo. E' affrontato
da Ugolino da Savignano, da Rinieri da Baschi e da Francesco
da Santa Fiora con i quali
ha numerose scaramucce tra Casole d'Elsa e Montalcinello.
Preferisce trasferirsi nel pisano ed è raggiunto
a Bagno a Morbio da Andrea di Belmonte e dal Giorgino. |
Mar. |
Comp. ventura |
Siena
Perugia |
|
Toscana e Umbria |
Si ferma ad
Ilci ed infesta ancora il senese. E' contattato per conto
dei fiorentini da Doffo Bardi, che gli propone una condotta
di 150/ 200 lance inglesi per contrastare Carlo di Boemia.
Tocca Casole d'Elsa, Radicondoli e Belforte. Batte a Montalcinello
il Savignano, il
Baschi ed il Santa Fiora: fra i senesi sono catturati
150 cavalli con il Savignano cui è imposto
una taglia di 10000 fiorini. Per Vescovado e Buonconvento
si sposta nel perugino; è a Piegaro, prosegue per
San Mariano, San Biagio della Valle dando alle fiamme
case e palazzi ed uccidendo uomini. Dopo quindici giorni
tocca San Costanzo,
attraversa il Tevere sotto Torgiano, entra nell'assisate
e si accampa a Bastia Romanesca (Bastia Umbra). Batte
i perugini a Ponte San Giovanni in uno scontro in cui
rimangono uccisi d'ambo le parti 1500/1800 uomini. Fra
gli avversari
sono catturati Enrico Paher e Lamberto da Pietramala. |
Apr. |
Comp. ventura |
Chiesa |
|
Toscana |
Si accampa
con il Visconti fra Fossombrone ed Urbino. Vengono
loro contro 2000 cavalli condotti da Gomez Garcia e da
Malatesta Ungaro. Si separa dal Visconti e rientra in
val di Chiana per dividere le prede e medicare i feriti.
I senesi gli consegnano 3000 fiorini. |
Mag. |
|
|
|
Toscana |
E' con il dell'Agnello
a Porto Pisano
per accogliere il papa Urbano V che sta giungendo da Avignone. Il pontefice, alla vista di
tanti armati sulla spiaggia, preferisce sbarcare a Corneto
(Tarquinia). |
Sett. |
|
|
|
Toscana |
L'Acuto alloggia
a Pisa all'albergo di Martino preso i Camperonesi. nello
stesso è ospitata anche una figlia dell'imperatore
Carlo di Boemia, giunta nella città con un vescovo
ed una scorta di 60 cavalli. |
1368 |
|
|
|
|
|
..................... |
Milano
|
Lega |
|
Lombardia |
Si divide da
Ambrogio Visconti e fa ritorno in Lombardia: è
raggiunto dagli ambasciatori fiorentini Doffo Bardi e
Bono Strada che gli ricordano il suo precedente impegno
di non molestare la Toscana. Passa al soldo di Galeazzo
Visconti e
presenzia al matrimonio di Violante Visconti con il figlio
del re d'Inghilterra Lionello di Clarence. Penetra nel
mantovano con i suoi inglesi. Mette a ferro e fuoco il
territorio e si ferma a Borgoforte. |
Mag. |
|
|
|
Lombardia |
E' bloccato
nel mantovano dalle truppe di Carlo di Boemia che rompono
gli argini dell'Adige. Gli viene affidata da Bernabò
Visconti la guardia della bastia di
Borgoforte a causa dell'allontanamento dalle file
viscontee di molti capitani tedeschi, colpevoli di avere
attaccato ed ucciso 500 mercenari italiani alla bastia
di Solara. |
Giu. |
Perugia
|
Chiesa
|
2000 cavalli |
Emilia, Romagna
Toscana |
Viene licenziato
in apparenza dai Visconti; in nove giorni, sotto la guida
di Bindo Monaldi,
attraversa il bolognese: tocca Panzano, Corticella, Medicina, Varignana e ne scorre il contado; entra
in Romagna ed in Toscana per soccorrere i perugini con
2000 cavalli. Nei pressi di Arezzo è sconfitto
e catturato in uno scontro notturno dai pontifici capitanati
da Flach
di Risach, da Giovanni di Raten e da Simone da Spoleto.
E' liberato poco dopo. |
Ago. |
|
|
|
Umbria |
Si trova a Ponte
Nuovo, vicino a Deruta, contatta il Raten ed il Risach
e li convince a disertare dal campo pontificio e combattere
con i perugini. Si colloca con 4000 uomini sotto la rocca
di Viterbo e leva grida e minacce nei confronti del papa
Urbano V. Sta per allestire un palio per le meretrici
sotto le mura allorché viene distolto da tale propositodall'ambasciatore
del re d'Ungheria. Si allontana dando alle fiamme le vigne
del circondario e dirigendosi verso Montalto di Castro. |
1369 |
|
|
|
|
|
Giu. |
Milano
|
Chiesa |
400 lance |
Umbria e Lazio |
E' inviato nuovamente
da Bernabò Visconti in soccorso dei perugini con
400 lance inglesi. Mette a soqquadro tutto il territorio
che intercorre da Roma ad Urbino. |
Ago. |
|
|
|
Lazio
Umbria |
Si accampa a
Viterbo ed assedia la città; rientra in Umbria
e devasta l'assisate con il Risach ed il Raten. |
Sett. |
Milano |
Firenze |
|
Toscana |
Tenta di occupare
Castiglion Fiorentino con i due capitani tedeschi; si
sposta nel territorio di Cortona a causa della resistenza
riscontrata. |
Ott. |
Milano
|
Ferrara |
|
Emilia e Umbria |
Contrasta gli
estensi; rompe gli argini dell'Adige ed impedisce la marcia
agli avversari. Rientra nel perugino. |
Nov. |
Milano |
Firenze |
500 lance |
Toscana |
Si collega nuovamente
con il Raten. Entra nel territorio di Volterra e, da qui,
si trasferisce nel pisano, a Laiatico; tocca Terricciola
ed Alica, scorre in val d'Era con 500 uomini d'arme (2000
cavalli). Dalla
compagnia si staccano 400 cavalli per depredare il territorio
di Cascina. Da Pisa vengono al suo campo alcuni ambasciatori
per ricercare il suo aiuto contro i fiorentini. Anche
l'Acuto si sposta a Cascina; i suoi uomini ora desolano
le campagne della Valdarno fino a San Savino: non fanno
prigionieri, ma si appropriano di tutto il possibile. |
Dic. |
|
|
|
Toscana |
Ai primi di
dicembre è segnalato a Ripoli. I fiorentini sono
fermi a San Miniato con 3000uomini tra cavalli e fanti,
nonché 400 balestrieri capitanati da Giovanni Malatacca.
Gli avversari scendono da Castel del Bosco verso Pontedera
divisi in tre schiere; hanno scorta di vettovaglie per
quattro giorni. Si scontra a Cascina, sul fosso Armonico
o Mercato delle Mosche, con il
Malatacca, spinto a combattere dal commissario
fiorentino Filippo Cavicciuli. L'Acuto finge di ritirarsi
e di volere attraversare l'Arno; nel contempo mette in
agguato le sue migliori truppe con ordine di non muoversi
finché non è passato tutto l'esercito nemico.
Gli avversari guadano il fiume secondo i suoi piani e
si trovano circondati. Il Malatacca viene catturato con
molti dei suoi capitani; sono fatti prigionieri più
di 2000 uomini. L'Acuto si impadronisce della bandiera
reale ed invia il vessillo a Bernabò Visconti.
Con la vittoria cala su Montespertoli e Monterappoli,
depreda ancora la Valdarno fra San Giusto, Orticaia e
San Marco sino alla Vettola rubando foraggi, razziando
bestiame ed abbattendo numerose abitazioni. A causa del
freddo sono bruciati moltissimi mobili. Non riesce, tuttavia,
a liberare San Miniato dall'assedio per la resistenza
opposta da Roberto di Battifolle. A fine mese, con il
Raten e 500 cavalli, è in grado solamente di farvi
entrare un convoglio di vettovaglie e di armi. Al termine
della spedizione i venturieri si recano a Pisa a rifornirsi
di quanto loro necessario in cambio di armi, muli e cavalli. |
1370 |
|
|
|
|
|
Gen. |
|
|
|
Toscana e Liguria |
Con la conquista
di San Miniato da parte di Giovanni Mangiadori, lascia
Empoli per soccorrere Giovanni da Lugnano assediato nella
rocca. Arrivato in ritardo, si accampa a Montespertoli
e devasta i contadi di Poppiano e di Lucignano; si trasferisce
in val di Pesa e scorre fino a Ponte a Greve: i danni
sono valutati in 10000 fiorini, escluse le taglie imposte
ad uomini e donne. Si porta a Rifredo ( dove arma quattro
cavalieri e fa correre due palii), tocca Peretola, Brozzi
e San Donnino. Attraversa l' Arno, raggiunge La Lastra
e si sposta in val di Serchio saccheggiando e dando alle
fiamme numerose abitazioni. A fine mese prende la strada
di Migliarino, si porta a Motrone ed a Massa; passa per
Sarzana e si dirige verso la Lombardia. |
Feb.
mar. |
Comp. ventura
Comp. ventura |
Lucca
Pisa
Chiesa
|
|
Toscana e Marche |
Dopo un tentativo
di occupare Lucca, si avvicina a Pisa per farvi rientrare
i fautori dei dell'Agnello. Ne seguono devastazioni in Valdarno e in val di Serchio portate
con 1000 cavalli e 12000 fanti. Con l'aiuto dei Brancaleoni
tenta di rimettere in Urbino i Montefeltro. |
Mag.
giu. |
Comp. ventura |
Pisa
Firenze |
|
Toscana e Emilia |
Respinto dai
pisani, dopo che 80 suoi soldati hanno cercato di scalare
nottetempo le mura della città, si sposta in Maremma
e danneggia il territorio fino a Piombino e Collesalvetti.
I fiorentini, capitanati da Rodolfo da Varano, gli inviano
il guanto di sfida; l'Acuto si ritira in val di Serchio,
fra Pietrasanta e Sarzana, tocca Pontremoli e giunge a
Parma. |
Lug. |
|
|
|
Emilia |
Nel reggiano
con la sua compagnia. |
Ago. |
Milano
|
Lega
|
|
Emilia |
Assedia i Gonzaga
in Reggio Emilia. Sconfitto a San Raffaele dai pontifici,
ripara a Parma con la perdita di 200 soldati tra cavalli
e fanti ed altrettanti armati catturati dai nemici. Decide
di cavalcare nel bolognese, si accampa a Crespellano,
è a Zola
Predosa al ponte del Reno. Alla notizia che i viscontei
sono in difficoltà di fronte all'azione di Manno
Donati e di Feltrino Gonzaga, rientra nel reggiano. |
Ott. |
|
|
|
Emilia |
Sorprende gli
avversari a Mirandola:
fra i fiorentini vengono catturati Rosso Ricci e Lucio
Lando. |
1371 |
|
|
|
|
|
Apr. |
Milano
|
Lega |
|
Emilia |
Con il Raten
blocca nel bolognese Lucio Lando. |
Mag. |
Comp. ventura |
Pisa
Lucca |
1200 lance |
Liguria e Toscana |
Con il Raten,
Andrea di Rod e Ludovico dalla Rocca cerca di far rientrare
in Pisa Giovanni dell'Agnello; supera le resistenze approntate
dai lucchesi a Sarzana e a Massa. Attacca Pisa alla porta
del Leone ed a quella di San Zeno. Respinto, supera l'Arno,
si reca a Parrana San Giusto ed a Livorno. Predate del
vino e delle vettovaglie alcune galee angioine ferme nel
porto, lascia la città con il dalla Rocca. Si dirige
nella Maremma con più di 1000 cavalli; espugna
Montescudaio. Messo a ferro e fuoco tutto il territorio
fino a Volterra, ritorna a Santa Luce. |
Giu. |
Comp. ventura |
Pisa Firenze Lucca |
|
Toscana e Umbria |
E' segnalato
con il Raten a Santa Lucia, San Regolo, Casciana, Lari, Crespina; si porta in
Maremma. Assale Guardistallo; da qui si dirige verso le
Caldane di Campiglia Marittima e Piombino. Durante la
marcia di trasferimentosono danneggiati i raccolti ed
è razziato il bestiame. A Collesalvetti. Alla notizia
che fiorentini, pisani e lucchesi, capitanati da Rodolfo
da Varano, hanno raggiunto Empoli, attraversa l'Arno mentre
gli avversari giungoono a Laiatico ed entrano in val di
Serchio (Montecchio e Calcinaia). La comopagnia decide
di ritirarsi prendendo la strada di Motrone e Pietrasanta. |
..................... |
Milano
|
Lega |
|
Emilia |
Staziona a Felino
e a Calestano. |
1372 |
|
|
|
|
|
Mag. |
|
|
|
Emilia |
Con Corrado
di Rotestein e Giovanni di Rielen invia il guanto di sfida
agli avversari. |
Giu. |
|
|
|
Emilia |
Si unisce con
Ambrogio Visconti; insieme i due condottieri battono a
Rubiera Francesco
da Fogliano, che pure dispone di forze superiori alle
sue. Sono catturati 1000 fanti e 700 cavalli. |
Lug. |
Milano
|
Monferrato
Conte Savoia |
|
Piemonte |
E' inviato da
Bernabò Visconti, con Ambrogio Visconti e 400 lance,
in aiuto di Galeazzo Visconti. Assedia Asti; dopo la cattura
di Jacopo dal Verme a Malemont, sfida a battaglia i nemici.
Questa è rinviata perché i capitani milanesi
non si mettono d'accordo
sulla scelta del terreno. Respinge oltre il Tanaro i sabaudi. |
Ago. |
|
|
|
Piemonte |
Allo scadere
della ferma si allontana dal campo maledicendo i ministri
del Visconti che gli hanno impedito di attaccare il campo
di Amedeo di Savoia. |
Sett. |
Comp. ventura |
Milano |
|
Emilia |
Cavalca a Reggio
Emilia con 300 lance inglesi e 200 arcieri e si accampa
a Castel
San Giovanni. Galeazzo Visconti non gli vuole riconoscere
i suoi stipendi per il
comportamento tenuto a d Asti e per le depredazioni
effettuate dai suoi uomini. |
Ott. |
Chiesa |
Milano |
500 lance
e 500 arcieri |
Emilia e Lombardia |
Si accorda con
il legato pontificio, il cardinale Pietro di Bourges,
che gli riconosce uno stipendio di 40000 fiorini per una
condotta di 500 lance inglesi e di 500 arcieri. Si congiunge
nel reggiano con Amerigo del Pomerio e si sposta nel milanese. |
Nov. |
|
|
|
Emilia e Lombardia |
Si trova nel
piacentino con il Pomerio, attraversa il Po, vicino a
Pavia. Le recenti piogge gonfiano il fiume ed impediscono
il passo alle truppe del conte di Savoia. Occupa il territorio
che intercorre dalla Trebbia a Borgonovo Val Tidone e
si impadronisce di tale castello. Saccheggi, stupri, incarceramento
di 600 difensori, imposizione di taglie ai prigionieri
sono le caratteristiche della sua azione. Questo trattamento
spaventa le località che si trovano sul suo cammino.
E' a Voghera, mette a sacco Castelnuovo Scrivia e spinge
alla resa tutti i castelli collinari che vanno dallo Scrivia
al Crostolo. Occupa Broni dopo un duro scontro e provoca
la rivolta dei guelfi locali. |
Dic. |
|
|
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Emilia |
E' richiamato
nel bolognese dal legato Anglico di Grimoard, ridotto
a mal partito da un'azione devastatrice di Ambrogio Visconti.
Si ferma nel piacentino. |
1373 |
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Gen. |
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Emilia |
Con Dondaccio
da Piacenza continua nei suoi furti, furti, assassinii
senza trovare ostacolo nel piacentino in Corrado Lando
ed in Francesco d'Este. Le basi logistiche dei due condottieri
sono Rocca d'Olsizio, Gropparello, Valconasso e Zena.
E' assediato Bartolomeo Seccamelica in una bastia nei
pressi di Sarmato: costui si arrende dopo avere subito
la perdita di 100 uomini; viene derubato del denaro, della
mobilia e del bestiame, il cui valore complessivo è
stimato in 8000 fiorini. Cacciato nel fondo della torre
del suo castello di Seccamelica, ne fugge, nonostante
il tempo molto freddo attraverso un foro fatto in una
volta. L'Acuto lascia il piacentino con 200 lance e si
collega con gli alleati. Depreda Savignano e vince a Schivardella/Crevalcore
1000 uomini d'arme e 300 arcieri che stanno ritornando
carichi di bottino da una spedizione nel cesenate. 1000
i prigionieri fra i viscontei; molti affogano nel Panaro
per sfuggire alla cattura. |
Feb. |
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Emilia |
Saccheggia Bazzano,
Zola Predosa, Canetolo, San Giorgio di Piano, Medicina
e libera Bologna dall'assedio. |
Apr. |
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Emilia e Lombardia |
Lascia
Ferrara con
Enguerrand di Coucy e Amerigo del Pomerio; varca
il Po a Stellata, attraversa il mantovano e si dirige
verso Brescia. |
Mag. |
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Lombardia |
Sconfitto inizialmente
a Montichiari, con il Pomerio ed il Coucy costringe Jacopo
dal Verme a ritirarsi verso Cremona. Sconfigge a Gavardo
ed a Montichiari i viscontei e cattura Francesco d'Este
e Francesco da Sassuolo con altri 50 uomini d'arme italiani,
cui sarà imposta una taglia complessiva di 100000
ducati. Nonostante la vittoria, a causa delle perdite
subite, non prosegue oltre e ripiega su Bologna per il
parmense nell'attesa anche che siano saldati i suoi crediti. |
Nov.
|
Chiesa |
Milano |
|
Lombardia
Romagna |
Effettua nuove
incursioni nell'Oltrepo pavese occupando le terre di Broni,
Stradella, San Paolo, Cigognola ed altre nel circondario.
Si sposta successivamente nel bergamasco in appoggio ai
guelfi locali. Rientra a Cotignola e ne rafforza le opere
difensive. |
1374 |
|
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Gen.
apr. |
|
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Emilia e Piemonte |
Compie nuove
incursioni nel parmense e nel piacentino e mette a sacco
alcune località vicino a Borgonovo Val Tidone e
Colorno. Batte gli
avversari nel bolognese, penetra nel pavese e muove
in soccorso di Vercelli. |
Mag. |
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Emilia |
Lascia Bologna
e si ferma per quaranta giorni nel parmense e nel piacentino
per impedire
semine e raccolti. |
Giu. |
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Emilia |
Galeazzo e Bernabò
Visconti sono obbligati a stipulare la tregua di un anno.
A fine mese, l'Acuto è segnalato a Gazzolo. |
Estate |
Comp. ventura |
Siena |
|
|
Si trova nel
senese con Corrado di Altinberg. |
Sett. |
Comp. ventura |
|
|
Toscana |
Si ferma per
qualche giorno con la Compagnia degli Inglesi a Poggio. |
Ott. |
Chiesa |
Milano |
|
Emilia |
Riprende il
conflitto e ritorna nel parmense. Espugna Carpi con gli
estensi e distrugge vari castelli. |
..................... |
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Umbria |
Si muove nel
perugino con Giovanni Tornaberini. |
1375 |
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Mag. |
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Campania |
A Capua. |
Giu. |
Comp. ventura |
Mantova Firenze
Pisa |
|
Lombardia Emilia e Toscana |
Alla firma della
pace tra i contendenti, si trova senza stipendio. Arruola
molti uomini d'arme che hanno militato nei due
fronti e con costoro forma la Compagnia Santa; depreda
il modenese ed
il mantovano tra Suzzara e San Benedetto Po. Ricevuto
del denaro dai Gonzaga, si sposta nel bolognese; si ferma
sugli Appennini. Il legato pontificio Guglielmo di Noellet
lo spinge in Toscana contro i fiorentini, piegati da una
straordinaria carestia, al fine di bruciare i loro raccolti.
I pistoiesi gli bloccano il passo di Sambuca Pistoiese.
L'Acuto sceglie di passare in Toscana per la via di Imola
e minaccia il contado; è intorno a Prato; a Firenze
è scoperto un trattato a favore dei pontifici che
viene forse rivelato ai fiorentini dallo stesso Acuto.
Il condottiero inglese si incontra a San Felice Panaro
con Filippo Guazzalotti ed alcuni ambasciatori della repubblica
e dei pisani. I fiorentini
riconoscono alla compagnia 130000 fiorini da pagarsi
in quattro rate. Le trattative vengono condotte da Pietro di Murles, Ruggero
Cane e l'accordo viene firmato presso un
vecchio ponte della via Emilia. L'Acuto si impegna a non molestare le terre dei fiorentini e dei loro
alleati per cinque anni. Il denaro gli viene consegnato
da Spinello Alberti cui egli dona 3000 fiorini: quest'ultimo
non lo accetta e lo restituisce all'amministrazione fiorentina.
L'Acuto valica gli Appennini e raggiunge Firenzuola accompagnato
da Doffo Bardi e
da Giovanni Ducco. Il cardinale legato si affretta
a scrivergli di rompere ogni patto, ma egli non se ne
dà per inteso: i fiorentini riconoscono il soldo
a 800 lance, 200 arcieri a cavallo ed altri 300 uomini
ad un solo cavallo della sua compagnia. Libero da impegni,
si trasferisce nel pisano a San Savino ed a San Casciano
in val di Pesa. Spinto dalla mancanza di vettovaglie,
guada l'Arno a Cozzano: depreda Mezzana e Montemagno in
val di Calci. Invia 800 uomini nella valle e costoro riducono
a mal partito gli abitanti: sono catturati 200 persone
fra uomini, donne e bambini e sono razziati 1000 capi
di bestiame. |
Lug. |
|
|
|
Toscana |
I pisani gli
riconoscono 35500 fiorini, di cui 3000 per la sua persona,
altri sono destinati al Tornaberini ed a Guglielmo Cogno
(provvigione per cinque anni). Esce da Calci, tocca Capannoli,
Forcoli, in val d'Era, Ripomarancio, Laterina e, sempre
in attesa del completamento dei pagamenti da parte dei
fiorentini e dei pisani, devasta i vari contadi senza
più imprigionare uomini per riscuotere taglie.
E' a Bibbiena; Arezzo gli fa avere
8500 fiorini; i pistoiesi gli promettono altri
13000 fiorini. |
Ago. |
Comp. ventura |
Siena |
|
Toscana |
Minaccia il
territorio di
Montepulciano ed i senesi gli
consegnano 30500 fiorini, di cui 10000 subito ed
il resto in due rate. |
Sett. |
Comp. ventura |
Lucca |
|
Toscana |
I lucchesi gli
concedono la loro cittadinanza, gli consegnano 7000 fiorini,
gli riconoscono una provvigione annua e la proprietà
di una casa nella città: gli fanno avere anche
9800 fiorini, pari ad un credito da lui vantato nei confronti
di Alderigo Castracani. Per quest'ultima richiesta, gli
abitanti vendono alcuni beni del Castracani fino a raggiungere
il valore atteso. L'Acuto lascia come suo procuratore
nella città Giovanni da Montecatini, cui, grazie
alla sua pressione, viene tolto il bando. Di seguito,
si reca a Badia a Isola (Abbadia a Isola). |
Ott. |
Comp. ventura |
Reggio Emilia |
|
Toscana
ed Emilia |
Si sposta nel
fiorentino per
ottenere il saldo delle spettanze. I reggiani riconscono
una taglia alla compagnia. Rifiuta le offerte dei fiorentini
e si pone agli ordini dell' abate di Montmajeur Gherardo
di Puy, che gli offre uno stipendio annuo di 30000 fiorini, l'anticipo di due prestanze
e di una paga. |
Nov.
dic. |
Chiesa |
Firenze |
|
Lazio e Umbria |
Irrompe senza
colpo ferire in Viterbo per la porta di Santa Lucia, data
alle fiamme in precedenza, con 3000 cavalli al fine di
recuperare la città ai pontifici. Appena entrato,
gli si para davanti la vasta piazza della rocca, piena
di triboli (chiodi a più punte) e di bombarde,
solcata da fossati e da steccati fatti con rami d'albero
intrecciati. Si vede assalito dalle milizie cittadine
capitanate da Francesco di Vico; è presto in difficoltà,
perché la sua cavalleria non può dispiegarsi
per le vie strette e per gli ostacoli frapposti. I suoi
uomini si sbandano; ributtato fuori le mura, l'Acuto si
ritira al piano in campagna per recuperare le sue schiere:
molti sono i morti ed i feriti fra i suoi cavalli. Solo
dopo quattro giorni può riprendere la strada per
Perugia. Entra con il Tornaberini (1500 lance, 500 arcieri e molti fanti) nel territorio di Città di Castello;
ha l'incarico di prestare soccorso ai pontifici che si
sono rinchiusi nel cassero a seguito della ribellione
degli abitanti coadiuvati da Piero del Verde. Cerca di
entrare in città per la porta di Santa Maria; raggiunge
i difensori del primo castello che ancora resistono; tenta
di entrare nel cassero che immette nell'abitato. I tifernati
si difendono lanciando frecce incendiarie ed altri combustibili
sul ponte che comunica con la città. Alla fine
gli inglesi sono costretti ad abbandonare l'assalto; segue
un nuovo tentativo con pari esito. Prosegue allora nel
suo viaggio. Lascia Ponte San Giovanni, soccorre i pontifici
assediati nelle fortezze di Perugia e facilita la resa
a patti dei difensori di fronte agli insorti. |
1376 |
|
|
|
|
|
Gen. |
|
|
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Umbria e Romagna |
E' a San Martino
in Campo per controllare la buona esecuzione dei patti;
con Giovanni Breccia e 300 lance, scorta l'abate e per
Assisi, Gualdo Tadino e Foligno raggiunge la Romagna.
Giunge a Rimini con il Puy e lo consegna a Galeotto Malatesta
fino al saldo del suo credito (130000 ducati). Si colloca
tra Cesena e Bertinoro. |
Feb. |
|
|
|
Romagna |
Si trova a Castrocaro
Terme, ove fronteggia le genti di Sinibaldo Ordelaffi.
|
Mar.
apr. |
|
|
|
Romagna
|
Acquista, da
Mucciolo Balacchi, Sant'Arcangelo di Romagna con il placet
pontificio. Ottiene dal Noellet, a saldo delle paghe,
Bagnacavallo, Cotignola e Conselice. Nel periodo, rifiuta
con Lucio Lando un'offerta dei veneziani di 30000 ducati
per devastare per quindici giorni le terre di Francesco
da Carrara, suo amico. |
Mag. |
|
|
|
Emilia
e Romagna |
Recupera Granarolo
ed espugna Massumatico; alla notizia della ribellione
di Bologna, si accampa
a Medicina e ne molesta il contado. Lascia il campo
con 400 lance e cavalca verso il capoluogo fino al ponte
Maggiore: i bolognesi cacciano in prigione tutti gli inglesi
(fra i quali Filippo Puer ed il Cogno) e due suoi figli.
Stipula allora con
i cittadini una tregua di sedici mesi e restituisce i
prigionieri ed il bestiame predato. Subito dopo penetra
in Faenza e
la città viene messa a sacco con l'uccisione di
300 persone; sia per
rientrare nei suoi crediti che per comando espresso,
fa imprigionare 300 dei principali cittadini e ne espelle
altri 11000. Durante il saccheggio della città,
trova due dei suoi connestabili che litigano per una giovane
monaca: con salomonico giudizio, l'Acuto decreta "metà
per uno!" e taglia la sfortunata donna in due parti.
Nel frattempo è ancora avvicinato dai veneziani,
tramite Niccolò Morosini, per combattere il duca
Leopoldo d'Austria. Secondo alcune fonti le trattative
non si concludono per le sue richieste, per altre, viceversa,
l'Acuto invia in soccorso della Serenissima 450 lance
e 100 arcieri. |
Giu. |
|
|
|
Romagna
|
Creditore verso
la Chiesa di 60000 fiorini, occupa temporaneamente Faenza,
Bertinoro, Castrocaro Terme, Massa Lombarda a garanzia
delle sue spettanze. A fine mese, diviene anche signore
di Caraglio in Piemonte: diventa così un feudatario
del conte di Savoia, non si sa a che titolo, se per premio
o per pagamento di paghe pregresse. Tale centro rimarrà
nelle sue mani fino ai primi giorni del gennaio 1393:
è molto probabile che l'Acuto non vi abbia mai
messo piede. Un castellano lo rappresenta nella località
riscuotendone le relative rendite. |
Lug. |
|
|
|
Emilia
e Romagna
|
Lascia Faenza
e con 500 lance raggiunge a Medicina la compagnia dei
bretoni ed il cardinale Roberto di Ginevra. Litiga con
il prelato e rientra in Romagna. Falliscono i suoi tentativi
di avere Granarolo e di penetrare in Arezzo per trattato
con l'aiuto di Masio da Pietramala. |
Ago. |
|
|
|
Romagna
Toscana |
Cerca di avere
un colloquio con Rodolfo da Varano, condottiero fiorentino;
è sconfitto dai bolognesi tra Faenza e Modigliana
(cattura di 200 lance fra i suoi uomini); fallisce pure
un suo tentativo di entrare in Forlì con i bretoni.
Si reca a Pisa con Ruggero Cane per incontrarsi con il cardinale di Amiens,
che è stato inviato dal papa a cercare la pace
fra i belligeranti. A Lucca. |
Sett. |
|
|
|
Romagna
|
Restituisce
ai pontifici Bertinoro e Castrocaro Terme. |
1377 |
|
|
|
|
|
Feb. |
|
|
|
Romagna |
A Cesena sono
uccisi dagli abitanti 300 bretoni; l'Acuto entra nella
città per
la rocca ed affianca i bretoni nel sacco che termina con
l'uccisione di 4000 persone. Si trasferisce a Fano ed
a Fossombrone. |
Apr. |
|
|
|
Romagna
|
Lascia Faenza,
ceduta dai pontifici agli estensi, e si accampa a Bagnacavallo.
|
Mag. |
Firenze
Milano |
Chiesa |
800 lance e 500 arcieri |
Romagna
ed Emilia |
E' tra Cesena
e Forlì; allo scadere della ferma , tramite Spinello
Alberti e Ruggero Cane, si accorda con i fiorentini. Lascia
il parmense e si dirige a Cremona. Il costo complessivo
della compagnia ascende a 25200 fiorini il mese, di cui
un terzo è a carico dei Visconti e due terzi dei
fiorentini e dei loro alleati. |
Giu. |
|
|
|
Emilia |
Attraversa il
bolognese e vi fa gravi danni, perché il comune
non vuole partecipare alla quota di
pertinenza nel pagamento della sua condotta. |
Lug. |
|
|
|
Emilia |
Trovato l'accordo,
staziona tra Panzano e Medicina; punta su Modena, dove viene
sventato dagli estensi
un trattato a favore dei Visconti. |
Ago.
|
|
|
|
Romagna |
Si vendica degli
estensi, agevola Astorre Manfredi nel suo rientro in Faenza
e batte nei pressi i bretoni venuti a recuperare la città
per conto dei pontifici. A fine mese, contrasta gli avversari
verso Cervia. |
Sett. |
|
|
|
Romagna Umbria e
Toscana |
Danneggia il
ravennate e tallona i bretoni in ritirata verso l'alto
Tevere. Muove in soccorso dei perugini con 4000 cavalli
assieme con Lucio ed Everardo Lando; si attenda fra Montepulciano
e San Quirico e costringe Raimondo di Turenna ad abbandonare
la maremma. I senesi gli regalano un cavallo del valore
di 150 ducati e gli fanno altri doni per un pari ammontare.
Il comportamento dei suoi uomini verso la popolazione
provoca le proteste degli Otto di Balia. |
Ott. |
|
|
|
Toscana Umbria e Marche |
Dal senese,
si porta a Ponte San Giovanni in val di Ceppi per dare il guasto al
folignate; alcune sue squadre invadono le terre di Masio
da Pietramala intorno a Citerna. Richiamato per una tregua
intravvenuta tra Perugia e Foligno, si
trasferisce nelle Marche con Lucio Lando, Azzo
da Castello e l'Ubaldini per contrastare il da Varano, passato a sua volta nel
campo pontificio. |
Nov. |
|
|
|
Toscana |
Sverna con i
suoi uomini in val di Nievole nonostante gli inviti dei
fiorentini a spostarsi nella marca d'Ancona. |
Dic. |
|
|
|
Toscana
Romagna |
Si porta nel
pisano ed a Firenze: gli è offerto un convito nel
Palazzo della Signoria. Rientra nei suoi possedimenti
in Romagna e si trova a Fucecchio con i suoi uomini. |
1378 |
|
|
|
|
|
Gen. |
|
|
|
Emilia |
A Gazzolo. |
Feb. |
|
|
|
Toscana |
E' a San Quirico,
impegnato nelle trattative di pace. Si rifiuta di muoversi
con le truppe nel perugino, sia per il ritardo delle paghe,
sia perché vuole essere presente ai colloqui di
pace. |
Mar. |
|
|
|
Toscana |
Con
Ruggero Cane scorta il cardinale di Amiens e gli
arcivescovi di Pamplona e di Narbona a Pisa (dove è
ospitato nella casa di Jacopo d'Appiano), a Lucca ed a
Sarzana. |
Apr. |
Milano |
Verona Padova |
|
Toscana e Veneto |
Si reca a Firenze,
lascia la Valdarno e passa per sei mesi agli stipendi
di Bernabò
Visconti. Entra nel veronese e davanti alle porte
del capoluogo assiste alla cerimonia in cui il suocero
arma cavalieri i figli Carlo e Rodolfo. |
Mag.
lug. |
|
|
|
Veneto |
La sua compagnia
è rafforzata da quella del Lando; supera le difese
scaligere fra Villafranca di
Verona e la palude di Povegliano; attraversa l'Adige
e saccheggia il territorio fino a San
Martino Buon Albergo e Caldiero. Gli ungheri ed
i carraresi, alleati coi veronesi, lo obbligano a ritirarsi
con il Lando. |
Ago. |
|
|
|
Lombardia |
Si pone fra
Piadena, Villafranca di Verona e Monzambano; sconfitto
sotto Brescia, gli avversari
hanno mano libera nel territorio. |
Ott. |
|
|
|
Lombardia |
A seguito di
una tregua di quarantacinque giorni fra le parti, l'Acuto
si porta a Cavriana; si acquartiera, successivamente,
a Cremona. |
Nov. |
|
|
|
Veneto |
Allo spirare
della tregua, asseconda con 1400 lance e molti fanti Regina
della Scala, moglie di Bernabò, in un nuovo attacco
contro Verona. |
1379 |
|
|
|
|
|
Gen. |
Comp. ventura |
Milano |
|
Veneto e Lombardia |
Varca l'Adige
senza trovare contrasto in Giovanni Mangiadori.
Entra con il Lando e Giacomo Cavalli in Valpolicella
ed in Valpantena che vengono saccheggiate sino a Roncà
ed a Monteforte d'Alpone; sono distrutte Montebello Vicentino
ed Arzignano, sono pure depredate Trissino e Valdagno.
L'Acuto si ritira alla notizia del ritorno dal bresciano
e dal veronese di Giovanni di Polisna e del voivoda di
Transilvania ed
è sconfitto sul Sebeto: e' costretto a lasciare
le prede dopo avere subito alcune perdite ad opera degli
ungheri. E' sospettato dal Visconti di essere stato corrotto
con il Lando dai carraresi; rompe con Bernabò Visconti
che non vuole riconoscere ai due capitani le paghe pregresse.
Costoro, per rivalsa, mettono a ferro e fuoco i territori
di Brescia e di Cremona. Intervengono i fiorentini
per rappacificarlo con il suocero e per impedire che si
volga verso la Toscana con il Lando e 1200 lance. |
Feb. |
Lucca Siena, Perugia Pisa Firenze |
Fuoriusciti |
|
Toscana |
Contrasta i
fuoriusciti di
Lucca, Siena, Perugia, Pisa e Firenze, che si sono uniti con le truppe di Carlo di Durazzo.
|
Mar. |
Comp. ventura |
|
|
Emilia e Marche |
A Casatico ed
a Borgoforte. I bolognesi gli riconoscono 2500 ducati; si trasferisce
nell'urbinate. |
Apr.
giu. |
Comp. ventura
C.di Castello
Comp. ventura |
Chiesa
Faenza Ravenna
Guelfucci
Perugia Siena |
|
Romagna
Umbria e
Toscana |
Spinto dall'antipapa
Clemente VI, si dirige inizialmente verso le Marche con
Giovanni degli Ubaldini e Riccardo Ramsey. Ricevute alcune
taglie dalle città controllate dal papa Urbano
VI, riprende il suo cammino. Si ferma a Bagnacavallo ed
arreca molestie ad Astorre Manfredi ed ai ravennati. Con
Lucio lando si pone al
servizio di Città di Castello per dieci
giorni, al fine di contrastare i fuoriusciti locali;
tocca Fratta Todina e Ponte San Giovanni ed ottiene
4000 fiorini dai perugini. Ad Assisi tratta con i fiorentini,
tramite Spinello Alberti, per passare al loro servizio
ed a quello delle città loro collegate. Si sposta,
successivamente, in Toscana (maggio), minaccia Siena e
chiede invano 25000 fiorini ai fiorentini. I senesi consegnano
a lui, a Lucio ed Everardo Lando 6000 fiorini; la compagnia
si scioglie a fine giugno a Gracciano. Al servizio del
comune di Siena resteranno 200 lance inglesi e tedesche
fino al febbraio 1380. Altri 1600 fiorini sono consegnati
per tale motivo a lui ed a Everardo Lando. |
Lug.
ago. |
Comp. ventura |
Faenza
Ravenna |
|
Romagna |
Rientra in Romagna
ed è a Bagnacavallo e Cotignola per fronteggiare
le minacce del
Manfredi e dei da Polenta. |
Ott. |
|
|
|
Romagna |
E' sempre fermo
a Bagnacavallo. |
Dic. |
|
|
|
|
Svela ai fiorentini
un trattato ai loro danni, di cui è venuto a conoscenza;
gli sono consegnati 12000 fiorini per le sue
informazioni. |
1380 |
|
|
|
|
|
Feb. |
Venezia
|
Padova |
Capitano g.le |
Veneto |
Ritarda l'inizio
delle operazioni per cui il comanda passa a Carlo Zeno. |
Mar. |
Firenze
|
|
Capitano g.le 500 lance |
|
Il costo dell'intera
condotta (sei mesi) è valutato in 130000 fiorini. |
Apr. |
Firenze
|
Comp. ventura |
|
Toscana |
E' a Firenze
e nel palazzo della Signoria gli sono date le insegne
del comando. Si congiunge con il Lando e fronteggia la
compagnia di Alberico da Barbiano; si porta a Staggia,
a Colle di Val d'Elsa e batte a Malmantile gli avversari. |
Mag. |
Comp. ventura |
Todi |
|
Umbria e Romagna
|
Aiuta i Chiaravalle
a rientrare in Todi da cui sono stati scacciati da Catalano
degli Atti. Divide l'esercito in quattro parti ed assale la città. E' sconfitto
nella piana di Sant'Agostino; si sposta a San Valentino, e gli abitanti gli consegnano 1000 fiorini.
Si trasferisce in Romagna: con Guido da Polenta, Sinibaldo
Ordelaffi e Bertrando Alidosi interviene nella contesa
che divide i fratelli Astorre e Francesco Manfredi. |
Lug. |
Comp. ventura |
|
|
Marche
|
Opera nella
marca di Ancona con Everardo Lando. E' contattato dal
duca di Baviera per
passare al suo servizio. |
Sett. |
Firenze
|
Comp. ventura |
|
Toscana |
Si trova a Montevarchi
con 1200 lance per controllare le mosse di Carlo di Durazzo
e di Alberico da Barbiano, che si sono fermati ad Arezzo.
Ha alcune scaramucce.
I venturieri si ritirano dopo avere ricevuto dai fiorentini
40/45000 fiorini dovuti dalla repubblica allo stato della
Chiesa e fanno rientro nel regno di Napoli. |
Nov.
|
Firenze
|
|
|
|
Viene riconfermato
nel suo incarico dai fiorentini per altri sei mesi. |
1381 |
|
|
|
|
|
Gen. feb. |
|
|
|
Romagna
|
Continuano i
suoi contrasti con il Manfredi, finché non intervengono
i fiorentini a
sedare gli animi dei contendenti. |
Mar. |
|
|
|
Toscana |
Si reca a Firenze
e vi stipula una tregua con il Manfredi. |
Apr. |
Firenze |
|
Capitano g.le |
Romagna
|
Gli è
rinnovata la condotta con 30 lance per sette mesi. |
Lug. |
|
|
|
Romagna |
Vi è
un lodo conciliativo dei bolognesi per le sue continue
divergenze con il Manfredi. |
Ago. |
|
|
|
Romagna
|
Cede a Filippo
Guazzalotti, che rappresenta gli estensi, i suoi feudi di Cotignola,
di Conselice e di
Bagnacavallo dietro l'estinzione di un precedente
prestito di 60000 ducati. Chiede ai fiorentini di essere
liberato dai suoi obblighi e si congiunge con Everardo
Lando e Giovanni Unghero. |
Ott. |
Comp. ventura |
Firenze
Siena
|
|
Umbria e Toscana |
Si porta ad
Isola Romanesca (Bastia Umbra), ove si impegna con Corrado
Lando e l'Unghero a non molestare i fiorentini ed i loro
alleati per tre mesi: gli sono dati
5000 fiorini. Si sposta in val di Chiana ed i senesi
gli consegnano altri 5600 fiorini. I tre condottieri promettono
di rispettare per tre mesi i territori di Siena, di Cortona
e di Montepulciano ed ottengono il passo libero su strade
predeterminate. |
Nov. |
Comp. ventura |
Fermo |
|
Marche |
Penetra nel
fermano con il Lando: si ferma nel territorio di Montottone;
segue Boffo da Massa a Rotella ed a Montalto delle Marche.
Ritorna a Montottone, cerca di espugnarne il castello
e si porta all'abbazia di Chiaravalle. Transita nel maceratese;
si accampa al ponte di Monastero presso Treia. |
Dic. |
Firenze
|
|
Capitano g.le |
|
Viene condotto
dai fiorentini per sei mesi con 90 lance. |
1382 |
|
|
|
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Gen. |
Firenze |
Comp. ventura |
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Toscana |
Interviene in
Firenze per sedare alcuni disordini sorti nella città ad opera dei seguaci
di Giorgio Scali e di Tommaso
Strozzi, che sono stati
condannati a morte. Fronteggia le compagnie di
Alberico da Barbiano, di Villanuccio da Villafranca e
di Guglielmo Ferrebach. Contrasta a Marcialla il Villafranca;
gli avversari si ritirano verso San Donato in
Collina, li insegue sino a Castelnuovo Berardenga,
recupera gran parte delle prede e libera molti prigionieri.
E' accusato a Firenze di avere lasciato fuggire i venturieri. |
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Rimini |
Comp. ventura |
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Marche |
Difende Fossombrone
dalle minacce portate da una compagnia di ventura di passaggio
nella regione. |
Ago. |
Chiesa |
Angiò |
Capitano g.le |
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Carlo di Durazzo
richiama le sue truppe dalla Toscana per proteggere il
napoletano. Siena
si crede in diritto di soprassedere al pagamento di 1000
fiorini, ma l' Acuto non accetta la situazione. Passa
agli stipendi di Urbano VI e riceve 14000 fiorini. |
Ott. |
Comp. ventura |
Siena |
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Toscana |
Raccoglie truppe
nel senese, depreda i contadi di Buonconvento e di Torrita di Siena.
Si ferma
ad Abbadia a Isola facendo ovunque gravi danni;
domanda ai senesi la somma di 14000
fiorini di cui si dice creditore. |
Nov. |
Chiesa |
Angiò |
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Lazio e Campania |
Si incontra
a Roma con
il papa Urbano VI e marcia verso Napoli accompagnato da
Carluccio Brancaccio e da Andrea Carafa. Si muove in soccorso
di Carlo di Durazzo. |
Dic. |
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Campania |
Sconfigge le
truppe di Luigi d'Angiò e cattura 37 prigionieri
di conto. Ne incassa le relative taglie (10900 fiorini)
nonostante le proteste del re di Napoli. |
1383 |
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Gen.
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Comp. ventura |
Perugia Siena
Firenze |
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Umbria e Toscana |
Lascia l'agro
romano e si spinge nel perugino con Giovanni degli Ubaldini
e Riccardo Ramsey. Avuti 15000 fiorini, si riversa in
val di Chiana; si impadronisce di Fabbrica, attacca Buonconvento
e devasta la val
d'Arbia. Allorché i senesi lo contrastano
con l'aiuto dei fiorentini, si porta nell'aretino. |
Feb. |
Vico
Antipapa |
Chiesa
Siena |
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Toscana |
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Mar. |
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Toscana |
Entra in quel
di Chiusi e si scopre nemico dei senesi. E' sorpreso nei
pressi di tale località da Guido d'Asciano, che gli cattura molti cavalli. |
Apr.
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Comp. ventura |
Siena |
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Toscana |
Si associa
con le compagnie dei bretoni e con la Compagnia
della Rosa; assale i senesi comandati da Tancredi da Modigliana. |
Giu. |
Vico
Antipapa |
Siena |
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Toscana e Lazio |
Ottenuti 15000
fiorini dal
prefetto Francesco di Vico e dall'antipapa Clemente VII,
combatte i senesi nel Patrimonio. Sconfigge Guido d'Asciano
e Niccolò Malatesta fra San Lorenzo Nuovo ed il
lago di Bolsena, cavalca a Magliano in Toscana ed a Collecchio.
I fiorentini gli riconoscono 18000 fiorini ed i senesi
altri 11000. |
Lug. |
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Toscana |
Si accampa in
quel di Cortona; forma con il Ramsey e l'Ubaldini la Compagnia
della Rosa. Progetta di spostarsi in Romagna per unirsi
con Lucio Lando. |
Ott. |
Chiesa
Comp. ventura |
Angiò |
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Campania Marche e Romagna |
Affronta gli
avversari con il Barbiano.
Si unisce con 300 lance a Lucio Lando e compie alcune
scorrerie nelle Marche ed in Romagna. |
Nov. |
Rimini |
Ravenna |
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Romagna |
Passa al servizio
di Galeotto Malatesta e devasta il ravennate. |
Dic. |
Comp. ventura |
Siena |
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Toscana e Umbria |
Effettua nuove
scorrerie con Giovanni degli Ubaldini e Riccardo Ramsey.
I senesi sperano di essere risparmiati e gli inviano tre
ambasciatori per congratularsi del suo arrivo; vengono
offerti alla compagnia 7000 fiorini e gli viene riconosciuta
la provvigione mensile di
100 fiorini per un anno. Si trasferisce nel contado di
Città di Castello con 2000 cavalli e 1000 fanti
ed i fiorentini gli consegnano, per conto del papa, altri 20000 fiorini. E' rifornito di vettovaglie
da Citerna. |
1384 |
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Gen. |
Chiesa |
Angiò
Antipapa |
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Campania |
I fiorentini
gli consegnano, sempre per conto del papa, altri 10000 fiorini
a saldo di paghe
arretrate. Lascia Napoli. Urbano VI, in compenso, toglie
l'interdetto a Firenze in vigore dal 1375. Carlo di Durazzo
concede all'Acuto il casale di Carinaro nell'aversano
e beni immobili a Capua ed a Napoli. |
Apr. |
Comp. ventura |
Camerino |
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Puglia Marche
Umbria
Toscana |
E' a Barletta.
Nelle Marche minaccia Amandola, controllata dal da Varano,
con la sua compagnia; con l'Ubaldini tenta di togliere
la rocca di Spoleto a Rinaldo Orsini. Si sposta nel pisano
per congiungersi con le milizie viscontee a causa di
alcuni tumulti scoppiati a Pisa. |
Mag. |
Comp. ventura |
Siena
Pisa
Lucca Perugia Ascoli Piceno |
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Toscana Umbria e Marche |
Si pone nei
pressi di
Cortona e minaccia la Toscana. I senesi gli consegnano
7000 fiorini, i pisani
lo riforniscono di vettovaglie, danno il passo
alle sue truppe e gli concedono 9000 fiorini. I
lucchesi gliene fanno avere altri 4000. Ritorna
in Umbria, invano contrastato dai perugini guidati
da Boldrino da Panicale. Si ferma nel territorio
di Montegiorgio per
depredare l'ascolano: gli abitanti di Fermo consegnano
a lui ed all' Ubaldini
1000 fiorini a testa. A fine mese, è a Castignano;
si accampa a Sant'Elpidio A Mare con l'Ubaldini e si ritira. |
Giu. |
Perugia
Vico |
Michelotti
Chiesa |
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Umbria |
Conduce per
conto dei perugini azioni senza efficacia lungo il lago
Trasimeno. Lotta poi ancora con l'Ubaldini a favore di
Francesco di Vico. |
Lug. |
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Su pressione
dei fiorentini rinnova la tregua biennale con il Manfredi. |
Sett.
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Angiò |
Napoli |
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Toscana |
Si congiunge
con Enguerrand di Coucy e si impadronisce di Arezzo. |
Ott. |
Firenze
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Angiò |
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Toscana |
Accordatosi
con i fiorentini, Contrasta
il Coucy
e gli angioini. |
Nov. |
Comp. ventura |
Siena |
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Toscana |
Sulla fine dell'anno,
prende la via di Anghiari e taglieggia i senesi con l'
Ubaldini, Corrado Lando e Rinaldo Orsini. |
1385 |
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Gen. |
Firenze
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Tarlati |
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Toscana |
Affianca Vanni
di Vanni contro i Tarlati. |
Mag. |
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Toscana |
Viene raggiunto
a Firenze dalla notizia della cattura del suocero Bernabò
Visconti da parte del nipote Gian Galeazzo Visconti. |
Giu.
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Comp. ventura |
Bologna
Milano |
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Emilia Lombardia e Toscana |
Si muove nel
bolognese con l'Ubaldini, Boldrino da Panicale e Taddeo
Pepoli: gli sono consegnati 35000 fiorini dagli abitanti.
Si sposta in Lombardia ove il cognato Carlo Visconti cerca
il suo appoggio per liberare il padre. Si incontra a
Cavezzo con un emissario milanese ed il suocero viene abbandonato alla sua sorte dietro la promessa di una
provvigione mensile di 300
fiorini (condotta di
30 lance). A fine mese rientra in Toscana con Enguerrand
di Coucy e l'Ubaldini. Sosta nel territoruio di Cortona
finché il signore della città, Uguccione
Casali, lo invita a lasciare il territorio. |
Lug. |
Comp. ventura |
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Marche e Umbria |
Si reca a Rocca
Contrada (Arcevia) ed i fiorentini gli consegnano 1100 fiorini
sui 2000 richiesti, affinché non arrechi danni
al loro territorio. Nel contempo, l'Acuto interviene a
favore di Guglielmino
d'Assisi, allora in conflitto con il capoluogo, e concorda
una tregua di due mesi fra i contendenti. |
Ago. |
Comp. ventura |
Siena
Perugia |
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Toscana e Umbria |
E' spinto dai
fiorentini a predare il senese con Everardo Lando e Taddeo
Pepoli (2500 cavalli): i senesi consegnano a lui 15000
fiorini ed ai fiorentini alcune terre nell'aretino. Si
porta nel perugino. |
Sett. |
Comp. ventura |
Perugia |
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Umbria |
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