Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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0057      BALDACCIO D'ANGHIARI  (Baldaccio Bruni, Baldo di Piero Bruni, Baldaccio da Citerno) Di Ranco, presso Anghiari. Signore di Fichino e Spinello.

              1440 ca. - 1441 (Settembre)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1420

 

 

 

 

 

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Toscana

Viene accusato da Carlo da Pietramala di volere sottrarre Anghiari al dominio dei fiorentini; si unisce con Mazzone d'Anghiari ed altri banditi ed uccide un famiglio del Pietramala, Tardiolo d'Anghiari, che lo ha accusato.

Mag.

 

 

 

Toscana

E' condannato alla decapitazione ed i suoi beni sono confiscati.

1422

 

 

 

 

 

Sett.

 

 

 

Toscana

Rientra in Anghiari dopo la fuga e si riconcilia con il congiunto dell'ucciso.

1424

 

 

 

 

 

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Rimini

Milano

 

Romagna

Milita agli stipendi di Carlo Malatesta contro i viscontei.

Lug.

 

 

 

Romagna

Partecipa alla battaglia di Zagonara e segue Carlo Malatesta quando questi si rappacifica con il duca di Milano.

1426

 

 

 

 

 

Mar. apr.

 

 

 

Toscana

Si trova a Ranco, da dove continua nelle sue ruberie. Ferisce gravemente un nemico personale, Antonio Cocchi, in un agguato posto tra Borgo San Sepolcro (Sansepolcro) ed Anghiari; assale pure un vetturale che porta mercanzie da Firenze all'Aquila e si appropria di tre salme di merci e di 200 fiorini. Il vicario di Anghiari Niccolò Serragli lo condanna per il primo delitto alla multa di 500 lire e per il secondo (aprile) all'impiccagione.

1430

 

 

 

 

 

Gen.

Lucca

Firenze

100 fanti

Toscana

Difende Collodi dagli attacchi portati da Niccolò Fortebraccio.

Feb.

 

 

 

Toscana

Costretto alla resa, passa a Poggiana con i suoi uomini. In un'azione fa prigioniero Antonello da Pescopagano; sorpreso, a sua volta, a Pontetetto con 80 fanti, è catturato con 60 uomini da Genovino de Genova. Viene rinchiuso nel castello di Ripafratta.

Mar.

Firenze

Lucca

 

Toscana

Per ottenere la libertà si offre ai fiorentini per combattere i lucchesi; a metà mese si reca a Firenze. Il Falza, Girolamo d'Anghiari, Bernardino degli Ubaldini e Cantiano da Cantiano si rendono mallevadori nei suoi confronti per 2000 fiorini.

1431

 

 

 

 

 

Giu.

Firenze

Lucca Milano

 

Toscana

Per il valore dimostrato ottiene la revisione della prima sentenza da parte dei fiorentini. Nell'agosto di due anni dopo sarà assolto anche dalla seconda accusa.

1432

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Toscana

E' attorno a Lucca con Giacomo Bello. Informa Micheletto Attendolo sulla possibilità di entrare di sorpresa nella città per la cattiva sorveglianza in alcuni tratti delle mura. Gli assalitori sono scoperti ed i fiorentini catturati sono impiccati.

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Toscana

Conquista Collegalli e da tale castello depreda il territorio vicino facendo più prigionieri. Cattura un certo Gaspare da Lucignano, che gli assomiglia fisicamente: lo fa vestire con i suoi indumenti, lo fa uccidere e gettare fuori dalla fortezza mentre i suoi soldati liberano i reclusi. Questi corrono a Pisa per informare le autorità della ribellione di Collegalli a favore dei viscontei.  L'Anghiari sorprende in un agguato molti armati venuti a prendere possesso del castello.

1433          

Feb.

 

 

 

Toscana

Nel novembre precedente Arrigo Squarcialupi, commissario fiorentino di Castellina in Chianti, decide di vendicarsi perché i cavalli ungheri nelle loro scorrerie sono soliti a tagliare le mani ai loro prigionieri ed a rimandarli indietro così mutilati. Costui contatta Brunoro della Scala, che milita nel campo avverso, e gli promette la consegna del castello e della rocca di Castellina in Chianti in cambio di alcuni benefici a Siena, della consegna di 4000 ducati e della condotta biennale di 10 lance e di 200 fanti. A metà mese, gli ungheri trovano aperta la porta della località. Vi irrompono e lo Squarcialupi fa chiudere la saracinesca alle loro spalle: Baldaccio d'Anghiari, introdotto in precedenza con i suoi uomini nel castello, dà loro addosso, uccide molti avversari e fa molti prigionieri. Lo Squarcialupi fa ora aprire la porta e vi fa porre davanti un pancone: sul tavolato i prigionieri devono apporre la mano affinché sia tagliata dallo stesso commissario fiorentino con la sua spada.

Sett.

Milano

Firenze Rimini

 

Romagna

Occupa con l'inganno Castel del Rio a Ludovico Alidosi. I fiorentini esercitano una energica pressione nei suoi confronti affinché lasci il territorio.

Ott.

 

 

 

Romagna

Restituisce Castel del Rio. Saccheggia Galeata su istigazione del conte di Poppi Francesco di Battifolle, nemico di Sigismondo Pandolfo Malatesta; si impadronisce di Spinello che mette parimenti a sacco. E' respinto da Pondo ed è affrontato dai Malatesta.

Dic.

 

 

300 fanti

Romagna

E' ributtato da Rocca San Casciano; ha, invece,  il castello di Torrita, sopra Sarsina ed ai piedi di Bobbio.

1434

 

 

 

 

 

Mar.

Comp. ventura

Chiesa

 

Romagna

Si trova tra Rocca San Casciano e Dovadola ed effettua una scorreria ai danni di Guelfo di Dovadola. Le prede ed i prigionieri vengono condotti a Galeata. Vane sono le proteste del signore di Forlì Antonio Ordelaffi. Sono arruolate alcune compagnie di fanti per affrontarlo: da questo momento non osa più molestare il forlivese.

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Fortebraccio 

Chiesa

 

Umbria

Contrasta i pontifici e le milizie di Francesco Sforza. I Malatesta da Sogliano approfittano della sua assenza per riprendergli Spinello, di cui si è fatto signore.

1435

 

 

 

 

 

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Conte  Poppi

Chiesa

200 fanti

Toscana

Incaricato della difesa di Borgo San Sepolcro, si arrende al patriarca Giovanni Vitelleschi dopo 40 giorni di assedio.

Mag.

Firenze

Milano

 

Romagna

E' a Rimini.

Lug.

 

 

 

 

Fronteggia Niccolò Piccinino senza potere  venire a battaglia con i viscontei per l'opposizione dei fiorentini.

1436

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

10 lance e 200 fanti

 

E' condotto per quattro mesi; della sua compagnia di fanti, un terzo è composto di balestrieri, un terzo di lancieri ed un terzo di palvesari. Gli è anche dato il grado di connestabile.

Mag.

 

 

 

 

Gli viene riconfermata la condotta.

Giu.

 

 

 

 

Al posto dei palvesari ottiene il comando di 18 cavalli.

Lug.

 

 

 

Liguria

E' inviato in Liguria a contrastarvi gli avversari e si trova alla difesa di Albenga. Con continue scaramucce obbliga il Piccinino a ritirarsi.

Ago.

 

 

 

 

Come ricompensa per il valore dimostrato, gli viene dato il riconoscimento di essere considerato sempre in ordine nelle periodiche rassegne.

1437

 

 

 

 

 

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Toscana

Tiene a bada i lucchesi e si impadronisce di Motrone, vicino a Pietrasanta: un disertore porta via prima tutte le "noci" delle balestre, cosicché i difensori sono nell' impossibilità di opporre resistenza.

Giu.

 

 

 

Emilia

E' nei pressi di Pontremoli. Gli è concessa la cittadinanza fiorentina e gli è donata Oltrarno, in San Felice, una casa del valore di 400 fiorini.

1438

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

Gli sono accordati altri privilegi dai fiorentini.

Mag.

Venezia

Milano

400 fanti

Lombardia

Si trova nel bresciano.

Giu.

 

 

 

Emilia

Si muove da Ferrara ed è sorpreso dai nemici tra Finale Emilia e Bondeno. Ferito, è catturato e condotto a Bologna. Viene liberato attraverso uno scambio di prigionieri.

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Milano

 

 

Umbria

Passa al sevizio del Piccinino e comanda la fanteria in Umbria.

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Comp. ventura

 

 

Toscana

Occupa per suo conto Figline,  presso Chiusi.

1439

 

 

 

 

 

Primavera

Firenze

Milano

 

Lombardia

E' inviato in soccorso dei veneziani con 300 cavalli e 1000 fanti.

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Urbino

Rimini

 

Marche

E' agli stipendi di Guidantonio da Montefeltro contro il Malatesta.

Nov.

 

 

 

Marche

Depreda il territorio di Fano; mette orribilmente a sacco Tavoleto con Federico da Montefeltro, per vendicarsi dell'uccisione di alcuni suoi uomini.

1440

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Marche

Si trova ad Orciano di Pesaro e saccheggia il castello di Fossa nel Montefeltro.

Apr.

Milano

Chiesa

 

Umbria e Lazio

Nel perugino con Giovanni da Sesto. Si impossessa di Fichino, appartenente a Pietro Paolo Monaldeschi; molesta il territorio fra Acquapendente ed Orvieto.

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Firenze

Milano

302 cavalli

Toscana

Alla difesa di Marradi; è costretto a cedere per la viltà del commissario Bartolomeo Orlandini e se ne lamenta con la Signoria. A Collelungo.

Giu.

Comp. ventura

Piombino

 

Toscana e Umbria

Partecipa alla battaglia di Anghiari. Durante una pausa del conflitto mette a sacco Fichino che appartiene al  Monaldeschi; ne esce con 500 fanti e 50 cavalli; simula di andare nel Patrimonio, prende invece per i boschi verso il mare. Giunge  ad Istia d'Ombrone e passa oltre Massa Marittima. In due giorni si porta da Lucca nel territorio di Piombino.

Lug.

 

 

 

Toscana

All'alba si pone in agguato presso Suvereto. Invia nella località 10 suoi uomini vestiti da mietitori e costoro si impadroniscono di una porta. Entra e mette a sacco il castello; le prede sono vendute a Firenze. Assedia la rocca di Suvereto che cede dopo alcuni giorni. Si incontra con Tartaro da Perugia inviatogli dal Piccinino. Prosegue nelle sue scorrerie verso il Serchio, dove 200 fanti e 30 cavalli si impadroniscono di molto bestiame e di 3 barche che portano grano per i mulini. Preda pure le cavalle del conte di Poppi e porta le depredazioni nel senese. A Scarlino giungono per opporsigli 100 fanti inviati da Rinaldo Orsini. Cavalca la campagna di Buriano.

Dic.

 

 

 

Toscana

Attacca Piombino. I fiorentini si frappongono e gli fanno riconoscere dalla vedova di Jacopo d'Appiano, Paola Colonna, la taglia di 9000 fiorini.

1441

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Toscana

L'arrivo dell'Orsini lo convince a lasciare il territorio con 400 fanti e 80 cavalli. Consegna Suvereto e prende la strada di Monteverdi Marittima.

Apr.

Chiesa

Milano

 

Romagna

Passa agli stipendi dei pontifici per due mesi con 700 uomini fra cavalli e fanti. Si porta in Romagna con 2000 fanti e 50 lance e combatte Francesco Piccinino.

Mag.

 

 

 

Emilia

Occupa Baragazza, nel bolognese, dopo averne corrotto il castellano con 900 ducati; espugna Bargi ed ha dagli abitanti Casi.

Giu.

 

 

 

Emilia

Respinge da tale località un attacco portato dalle fanterie del Piccinino. Deruba Gaspare Montecuccoli accusato di somministrare vettovaglie agli avversari. Ottiene Montecalderaro e Sassano.

Ago.

Comp. ventura

Piombino  Lucca

 

Toscana

A seguito di una tregua tra i contendenti, raccoglie nuove truppe ed entra in Firenzuola con 1200 uomini tra fanti e cavalli. Raggiunto da Francesco da Bologna, per i monti del Mugello cala in val di Marina e si inoltra in val di Nievole. Si fanno  sentire i dieci di Balia per le devastazioni portate dai suoi uomini al territorio; si accampa presso Capannori e punta su Piombino dove viene spinto da Emanuele d'Appiano. E' a Vico, attraversa l'Arno, tocca Rosignano ed arriva sotto le mura di Piombino. I partigiani del d'Appiano non si muovono ed alla difesa della città si pongono Giovanni ed Angelo Orsini. Fallite le sue mire, si ritira in Garfagnana ai danni degli estensi; con il grosso delle truppe si volge per la Valdarno su San Miniato.

Sett.

Firenze

Milano

 

Toscana  Romagna

Espugna e mette a sacco Castelnuovo di Garfagnana e  vi fa molti prigionieri di taglia. Estorce ai lucchesi 4000 fiorini (la richiesta iniziale è di 10000 fiorini). Segue Sigismondo Pandolfo Malatesta all'assedio di Forlì. E' richiamato a Firenze dal  gonfaloniere di giustizia Orlandini, partigiano di Cosimo dei Medici: invitato nel palazzo della Signoria, è ucciso da alcuni sicari ed il cadavere è gettato nella piazza (ove sarà decapitato), perché ritenuto troppo vicino alle posizioni politiche di Neri  Capponi che osteggia i Medici. Altre cause della sua esecuzione sono via via indicate nel sacco di Suvereto, nel tentativo di impadronirsi di Piombino, nel suo desiderio di passare agli stipendi dello stato della Chiesa contro Francesco Sforza, alleato degli stessi Medici. Per altre fonti ancora la responsabilità della sua morte è tutta da addebitarsi allo Sforza, che ha fatto pressione sui fiorentini per punirlo a causa della sua spedizione nel lucchese il mese precedente.

VENTI CITAZIONI

Uomo eccellentissimo in guerra. Valoroso e pieno di desiderio di guerra. Valoroso e prudente capitano.

Uno dei più famosi connestabili del suo tempo. Reputato capitano di fanti.

Di grande animo e feroce in guerra. Avventuroso ed audace.

Stimava l'omicidio ardimento e fortezza e la fede soggetta alla servitù. Gran ladro.

Il suo nome non appare legato a nessuna delle imprese di grido del tempo, né ad alcuna innovazione tattica.

Ogni uomo stimava con lui ogni impresa facile, perché le soldatesche aderivano ciecamente alla sua volontà.

Grande e grasso.