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Stato. Comp. ventura |
Avversario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri
fatti salienti |
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1420 |
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Toscana |
Viene accusato
da Carlo da Pietramala di volere sottrarre Anghiari al dominio
dei fiorentini; si unisce con Mazzone d'Anghiari ed altri banditi
ed uccide un famiglio del Pietramala, Tardiolo d'Anghiari, che
lo ha accusato. |
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Mag. |
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Toscana |
E' condannato
alla decapitazione ed i suoi beni sono confiscati. |
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1422 |
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Sett. |
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Toscana |
Rientra in
Anghiari dopo la fuga e si riconcilia con il congiunto dell'ucciso. |
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1424 |
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Rimini |
Milano |
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Romagna |
Milita agli
stipendi di Carlo Malatesta contro i viscontei. |
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Lug. |
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Romagna |
Partecipa alla
battaglia di Zagonara e segue Carlo Malatesta quando questi
si rappacifica con il duca di Milano. |
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1426 |
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Mar. apr. |
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Toscana |
Si trova a
Ranco, da dove continua nelle sue ruberie. Ferisce gravemente
un nemico personale, Antonio Cocchi, in un agguato posto tra
Borgo San Sepolcro (Sansepolcro) ed Anghiari; assale pure un
vetturale che porta mercanzie da Firenze all'Aquila e si appropria
di tre salme di merci e di 200 fiorini. Il vicario di Anghiari
Niccolò Serragli lo condanna per il primo delitto alla multa
di 500 lire e per il secondo (aprile) all'impiccagione. |
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1430 |
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Gen. |
Lucca |
Firenze |
100 fanti |
Toscana |
Difende Collodi
dagli attacchi portati da Niccolò Fortebraccio. |
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Feb. |
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Toscana |
Costretto alla
resa, passa a Poggiana con i suoi uomini. In un'azione fa prigioniero
Antonello da Pescopagano; sorpreso, a sua volta, a Pontetetto
con 80 fanti, è catturato con 60 uomini da Genovino de Genova.
Viene rinchiuso nel castello di Ripafratta. |
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Mar. |
Firenze |
Lucca |
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Toscana |
Per ottenere
la libertà si offre ai fiorentini per combattere i lucchesi;
a metà mese si reca a Firenze. Il Falza, Girolamo d'Anghiari,
Bernardino degli Ubaldini e Cantiano da Cantiano si rendono
mallevadori nei suoi confronti per 2000 fiorini. |
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1431 |
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Giu. |
Firenze |
Lucca Milano |
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Toscana |
Per il valore
dimostrato ottiene la revisione della prima sentenza da parte
dei fiorentini. Nell'agosto di due anni dopo sarà assolto
anche dalla seconda accusa. |
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1432 |
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Mar. |
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Toscana |
E' attorno
a Lucca con Giacomo Bello. Informa Micheletto Attendolo sulla
possibilità di entrare di sorpresa nella città per la cattiva
sorveglianza in alcuni tratti delle mura. Gli assalitori sono
scoperti ed i fiorentini catturati sono impiccati. |
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................. |
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Toscana |
Conquista Collegalli
e da tale castello depreda il territorio vicino facendo più
prigionieri. Cattura un certo Gaspare da Lucignano, che gli
assomiglia fisicamente: lo fa vestire con i suoi indumenti,
lo fa uccidere e gettare fuori dalla fortezza mentre i suoi
soldati liberano i reclusi. Questi corrono a Pisa per informare
le autorità della ribellione di Collegalli a favore dei viscontei.
L'Anghiari sorprende in un agguato molti armati venuti
a prendere possesso del castello. |
| 1433 |
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Feb. |
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Toscana |
Nel novembre
precedente Arrigo Squarcialupi, commissario fiorentino di Castellina
in Chianti, decide di vendicarsi perché i cavalli ungheri
nelle loro scorrerie sono soliti a tagliare le mani ai loro
prigionieri ed a rimandarli indietro così mutilati. Costui
contatta Brunoro della Scala, che milita nel campo avverso,
e gli promette la consegna del castello e della rocca di Castellina
in Chianti in cambio di alcuni benefici a Siena, della consegna
di 4000 ducati e della condotta biennale di 10 lance e di 200
fanti. A metà mese, gli ungheri trovano aperta la porta
della località. Vi irrompono e lo Squarcialupi fa chiudere
la saracinesca alle loro spalle: Baldaccio d'Anghiari, introdotto
in precedenza con i suoi uomini nel castello, dà loro
addosso, uccide molti avversari e fa molti prigionieri. Lo Squarcialupi
fa ora aprire la porta e vi fa porre davanti un pancone: sul
tavolato i prigionieri devono apporre la mano affinché
sia tagliata dallo stesso commissario fiorentino con la sua
spada. |
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Sett. |
Milano |
Firenze Rimini |
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Romagna |
Occupa con
l'inganno Castel del Rio a Ludovico Alidosi. I fiorentini esercitano
una energica pressione nei suoi confronti affinché lasci il
territorio. |
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Ott. |
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Romagna |
Restituisce
Castel del Rio. Saccheggia Galeata su istigazione del conte
di Poppi Francesco di Battifolle, nemico di Sigismondo Pandolfo
Malatesta; si impadronisce di Spinello che mette parimenti a
sacco. E' respinto da Pondo ed è affrontato dai Malatesta. |
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Dic. |
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300 fanti |
Romagna |
E' ributtato
da Rocca San Casciano; ha, invece, il castello di Torrita, sopra Sarsina ed
ai piedi di Bobbio. |
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1434 |
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Mar. |
Comp. ventura |
Chiesa |
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Romagna |
Si trova tra
Rocca San Casciano e Dovadola ed effettua una scorreria ai danni
di Guelfo di Dovadola. Le prede ed i prigionieri vengono condotti
a Galeata. Vane sono le proteste del signore di Forlì
Antonio Ordelaffi. Sono arruolate alcune compagnie di fanti
per affrontarlo: da questo momento non osa più molestare
il forlivese. |
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Fortebraccio
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Chiesa |
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Umbria |
Contrasta i
pontifici e le milizie di Francesco Sforza. I Malatesta da Sogliano
approfittano della sua assenza per riprendergli Spinello, di
cui si è fatto signore. |
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1435 |
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Conte
Poppi |
Chiesa |
200 fanti |
Toscana |
Incaricato
della difesa di Borgo San Sepolcro, si arrende al patriarca
Giovanni Vitelleschi dopo 40 giorni di assedio. |
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Mag. |
Firenze |
Milano |
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Romagna |
E' a Rimini. |
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Lug. |
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Fronteggia
Niccolò Piccinino senza potere venire a battaglia con i viscontei per l'opposizione
dei fiorentini. |
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1436 |
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Gen. |
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10 lance e 200 fanti |
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E' condotto
per quattro mesi; della sua compagnia di fanti, un terzo è composto
di balestrieri, un terzo di lancieri ed un terzo di palvesari.
Gli è anche dato il grado di connestabile. |
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Mag. |
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Gli viene riconfermata
la condotta. |
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Giu. |
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Al posto dei
palvesari ottiene il comando di 18 cavalli. |
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Lug. |
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Liguria |
E' inviato
in Liguria a contrastarvi gli avversari e si trova alla difesa
di Albenga. Con continue scaramucce obbliga il Piccinino a ritirarsi.
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Ago. |
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Come ricompensa
per il valore dimostrato, gli viene dato il riconoscimento di
essere considerato sempre in ordine nelle periodiche rassegne. |
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1437 |
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Toscana |
Tiene a bada
i lucchesi e si impadronisce di Motrone, vicino a Pietrasanta:
un disertore porta via prima tutte le "noci" delle balestre,
cosicché i difensori sono nell' impossibilità di opporre resistenza. |
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Giu. |
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Emilia |
E' nei pressi
di Pontremoli. Gli è concessa la cittadinanza fiorentina e gli
è donata Oltrarno, in San Felice, una casa del valore di 400
fiorini. |
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1438 |
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Gen. |
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Gli sono accordati
altri privilegi dai fiorentini. |
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Mag. |
Venezia |
Milano |
400 fanti |
Lombardia |
Si trova nel
bresciano. |
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Giu. |
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Emilia |
Si muove da
Ferrara ed è sorpreso dai nemici tra Finale Emilia e Bondeno.
Ferito, è catturato e condotto a Bologna. Viene liberato attraverso
uno scambio di prigionieri. |
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Milano |
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Umbria |
Passa al sevizio
del Piccinino e comanda la fanteria in Umbria. |
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Comp. ventura |
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Toscana |
Occupa per
suo conto Figline, presso Chiusi. |
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1439 |
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Primavera |
Firenze |
Milano |
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Lombardia |
E' inviato
in soccorso dei veneziani con 300 cavalli e 1000 fanti. |
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Urbino |
Rimini |
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Marche |
E' agli stipendi
di Guidantonio da Montefeltro contro il Malatesta. |
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Nov. |
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Marche |
Depreda il
territorio di Fano; mette orribilmente a sacco Tavoleto con
Federico da Montefeltro, per vendicarsi dell'uccisione di alcuni
suoi uomini. |
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1440 |
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Mar. |
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Marche |
Si trova ad
Orciano di Pesaro e saccheggia il castello di Fossa nel Montefeltro.
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Apr. |
Milano |
Chiesa |
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Umbria e Lazio |
Nel perugino
con Giovanni da Sesto. Si impossessa di Fichino, appartenente
a Pietro Paolo Monaldeschi; molesta il territorio fra Acquapendente
ed Orvieto. |
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Firenze |
Milano |
302 cavalli |
Toscana |
Alla difesa
di Marradi; è costretto a cedere per la viltà del commissario
Bartolomeo Orlandini e se ne lamenta con la Signoria. A Collelungo. |
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Giu. |
Comp. ventura |
Piombino |
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Toscana e Umbria |
Partecipa alla
battaglia di Anghiari. Durante una pausa del conflitto mette
a sacco Fichino che appartiene al Monaldeschi; ne esce con 500 fanti e 50 cavalli;
simula di andare nel Patrimonio, prende invece per i boschi
verso il mare. Giunge ad
Istia d'Ombrone e passa oltre Massa Marittima. In due giorni
si porta da Lucca nel territorio di Piombino. |
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Lug. |
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Toscana |
All'alba si
pone in agguato presso Suvereto. Invia nella località
10 suoi uomini vestiti da mietitori e costoro si impadroniscono
di una porta. Entra e mette a sacco il castello; le prede sono
vendute a Firenze. Assedia la rocca di Suvereto che cede dopo
alcuni giorni. Si incontra con Tartaro da Perugia inviatogli
dal Piccinino. Prosegue nelle sue scorrerie verso il Serchio,
dove 200 fanti e 30 cavalli si impadroniscono di molto bestiame
e di 3 barche che portano grano per i mulini. Preda pure le
cavalle del conte di Poppi e porta le depredazioni nel senese.
A Scarlino giungono per opporsigli 100 fanti inviati da Rinaldo
Orsini. Cavalca la campagna di Buriano. |
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Dic. |
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Toscana |
Attacca Piombino.
I fiorentini si frappongono e gli fanno riconoscere dalla vedova
di Jacopo d'Appiano, Paola Colonna, la taglia di 9000 fiorini. |
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1441 |
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Gen. |
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Toscana |
L'arrivo dell'Orsini
lo convince a lasciare il territorio con 400 fanti e 80 cavalli.
Consegna Suvereto e prende la strada di Monteverdi Marittima. |
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Apr. |
Chiesa |
Milano |
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Romagna |
Passa agli
stipendi dei pontifici per due mesi con 700 uomini fra cavalli
e fanti. Si porta in Romagna con 2000 fanti e 50 lance e combatte
Francesco Piccinino. |
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Mag. |
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Emilia |
Occupa Baragazza,
nel bolognese, dopo averne corrotto il castellano con 900 ducati;
espugna Bargi ed ha dagli abitanti Casi. |
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Giu. |
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Emilia |
Respinge da
tale località un attacco portato dalle fanterie del Piccinino.
Deruba Gaspare Montecuccoli accusato di somministrare vettovaglie
agli avversari. Ottiene Montecalderaro e Sassano. |
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Ago. |
Comp. ventura |
Piombino
Lucca |
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Toscana |
A seguito di
una tregua tra i contendenti, raccoglie nuove truppe ed entra
in Firenzuola con 1200 uomini tra fanti e cavalli. Raggiunto
da Francesco da Bologna, per i monti del Mugello cala in val
di Marina e si inoltra in val di Nievole. Si fanno
sentire i dieci di Balia per le devastazioni portate
dai suoi uomini al territorio; si accampa
presso Capannori e punta su Piombino dove viene spinto da Emanuele
d'Appiano. E' a Vico, attraversa l'Arno, tocca Rosignano ed
arriva sotto le mura di Piombino. I partigiani del d'Appiano
non si muovono ed alla difesa della città si pongono Giovanni
ed Angelo Orsini. Fallite le sue mire, si ritira in Garfagnana
ai danni degli estensi; con il grosso delle truppe si volge
per la Valdarno su San Miniato. |
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Sett. |
Firenze |
Milano |
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Toscana
Romagna |
Espugna e mette
a sacco Castelnuovo di Garfagnana e vi fa molti prigionieri di taglia. Estorce
ai lucchesi 4000 fiorini (la richiesta iniziale è di 10000 fiorini).
Segue Sigismondo Pandolfo Malatesta all'assedio di Forlì. E'
richiamato a Firenze dal gonfaloniere di giustizia Orlandini, partigiano
di Cosimo dei Medici: invitato nel palazzo della Signoria, è
ucciso da alcuni sicari ed il cadavere è gettato nella piazza
(ove sarà decapitato), perché ritenuto troppo vicino
alle posizioni politiche di Neri Capponi che osteggia i Medici. Altre cause
della sua esecuzione sono via via indicate nel sacco di Suvereto,
nel tentativo di impadronirsi di Piombino, nel suo desiderio
di passare agli stipendi dello stato della Chiesa contro Francesco
Sforza, alleato degli stessi Medici. Per altre fonti ancora
la responsabilità della sua morte è tutta da addebitarsi allo
Sforza, che ha fatto pressione sui fiorentini per punirlo a
causa della sua spedizione nel lucchese il mese precedente. |
Uomo eccellentissimo in guerra. Valoroso e pieno di
desiderio di guerra. Valoroso e prudente capitano.
Uno dei più famosi connestabili del suo tempo. Reputato
capitano di fanti.
Di grande animo e feroce in guerra. Avventuroso ed audace.
Stimava l'omicidio ardimento e fortezza e la fede soggetta
alla servitù. Gran ladro.
Il suo nome non appare legato a nessuna delle imprese di
grido del tempo, né ad alcuna innovazione tattica.
Ogni uomo stimava con lui ogni impresa facile, perché le
soldatesche aderivano ciecamente alla sua volontà.
Grande e grasso.