| Anno, mese |
Stato. Comp. ventura |
Avvesario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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1491 |
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Giu. |
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Umbria |
Si impadronisce
con i congiunti di Perugia e ne scaccia gli Oddi. |
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1492 |
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Nov. |
Perugia |
Fuoriusciti |
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Umbria |
Affianca Giampaolo
Baglioni a Bastia Umbra ed a Assisi contro i locali fuoriusciti. |
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1495 |
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Sett. |
Perugia |
Oddi e Foligno |
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Umbria |
Sostiene l'azione
di Giampaolo Baglioni allorché Perugia è attaccata dagli Oddi;
batte gli avversari e li insegue sino alla porta di Sant'Andrea. |
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Nov. |
Francia |
Napoli |
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Puglia |
Milita nella
compagnia di Virginio Orsini. |
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1496 |
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Ago. |
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Basilicata |
E' catturato
nei pressi di Atella con l'Orsini, Morgante e Simonetto Baglioni.
Viene liberato poco dopo senza il pagamento di alcuna taglia. |
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1497 |
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Estate |
Perugia |
Assisi |
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Umbria |
Segue Astorre
e Giampaolo Baglioni contro Jacopo Fiumi, che si è impadronito
di Assisi. Giampaolo Baglioni tratta con alcuni abitanti davanti
ad una porta della città e sta per cadere in un'imboscata; Carlo
Baglioni gli invia in aiuto Gonzaio da Perugia, che con alcuni
fanti sventa l'insidia. |
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1498 |
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Ago. |
Venezia |
Firenze |
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E' assoldato
con i congiunti Astorre e Grifone. Ai tre condottieri è concessa
una condotta di 150 uomini d'arme ed a ciascuno è riconosciuta
una provvigione di 400 ducati. La ferma è stabilita in un anno
ed è previsto un anno di rispetto. |
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Ott. |
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Romagna
Toscana |
Si trova a
Rimini; da qui si sposta lentamente verso il Casentino dopo
avere ricevuto 6000 ducati dai veneziani. E' a San Mauro Pascoli
con 56 lance. |
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Nov. |
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Toscana |
E' nel Casentino
e minaccia di non muoversi se prima non gli siano saldate le
sue spettanze. E' temporaneamente bloccato da dolori al fianco;
ciò non gli impedisce di avere a fine mese a patti Caziano con
il fratello Grifone. |
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Dic. |
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Toscana e Marche |
Viene inviato
in soccorso di Bartolomeo d'Alviano ed alloggia con Grifone
nel borgo di Campo; è costretto a ritirarsi dai monti della
Verna per la pressione degli avversari. Si porta prima a Bibbiena
e poi a Casteldelci. |
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1499 |
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Mar. |
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Marche |
Niccolò Orsini
gli dà l'incarico di raccogliere 200 fanti. |
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Mag. |
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E' licenziato
anticipatamente dai veneziani. |
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1500 |
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Giu. |
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Umbria |
Con Girolamo
dalla Penna ed il fratello Grifone, concepisce il disegno di
sterminare i membri della sua famiglia che dominano in Perugia.
E' a Ponte Pattoli ed a Civitella Benazzone con gli altri congiurati;
stabilisce di compiere il tentativo durante i festeggiamenti
tenuti per il matrimonio di Astorre con Lavinia Colonna. |
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Lug. |
Baglioni |
Perugia |
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Umbria e Marche |
E' decisa l'esecuzione:
è predisposto un piano dettagliato per il quale ogni membro
della trama ha la sua vittima da eliminare. Al suo segnale (il
lancio di una grossa pietra dalla loggia del palazzo), i congiurati
irrompono nella casa di Guido Baglioni rompendone le porte.
Egli entra nella camera di Simonetto Baglioni, il fratello Grifone
in quella di Giampaolo, Filippo Baglioni in quella di Astorre,
Girolamo dalla Penna in quella di Gismondo, Bernardino Antignola
in quella di Guido. Carlo uccide Simonetto, cerca di aiutare
il fratello ma Giampaolo Baglioni riesce a sfuggirgli. Subito
dopo arringa la popolazione alla rivolta senza trovare consensi;
ha un litigio, viceversa, con il dalla Penna. Esce da Perugia
e si porta nei pressi di San Costanzo per uccidervi Girolamo
Baglioni; si accorge che in lontananza si sta avvicinando Giampaolo
con numerose truppe; lascia il giovane e fa chiudere tutte le
porte di Perugia. Allorché sa che il rivale è vicino, si fa
aprire la porta di San Pietro della prima cerchia ed un'altra
della seconda cerchia, e si allontana con il dalla Penna per
la porta di Sant'Angelo. Si ferma a Prepo e si accorge di essere
inseguito dai nemici: vede un canneto, vi si nasconde con un
famiglio e sfugge alla cattura. Raggiunta Bettona con l'aiuto
di Metello Crispolti, si unisce dapprima a Pozzo, nel todino,
con il fuoriuscito Girolamo da Canale ed in un secondo momento
ripara a Camerino presso Giulio Cesare da Varano. |
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Dic. |
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Umbria |
E' presso Bettona
con il dalla Penna; attaccato da Giampaolo Baglioni che dalle
Marche sta ritornando a Perugia, si salva con il favore di una
forte pioggia. |
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1501 |
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Feb. |
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Umbria |
Si trova sugli
Appennini con il dalla Penna ed i fuoriusciti di Perugia, Viterbo,
Todi, Ascoli Piceno per un totale di 200 cavalli e di 400 fanti.
Entra per trattato in Nocera Umbra e ne trae un grosso bottino
(per un valore di 2500 fiorini); sono ispezionati pozzi e cisterne;
sono saccheggiate le botteghe; molti prigionieri sono torturati
perché rivelino i nascondigli delle loro ricchezze. Continue
sono le sue scorrerie nei giorni seguenti. E' fronteggiato da
Gentile Baglioni che più volte lascia Spello per toccare
le mura di Nocera Umbra; anche Morgante e Giampaolo Baglioni
gli si muovono contro. Intervengono i pontifici per riportare
la pace nel territorio. Alla fine il Baglioni ed il dalla Penna
accettano l'invito dei colonnesi per combattere i francesi nel
regno di Napoli. |
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Mar. |
Napoli |
Francia |
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Abruzzi |
E' posto dagli
aragonesi alla difesa dell'Aquila. Fatto prigioniero quando
la città è conquistata da Carlo Orsini, ne fugge facendosi largo con la spada (uccisi 10 nemici ed altri
feriti). |
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1502 |
Camerino |
Chiesa |
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Marche |
Segue Giulio
Cesare da Varano a Matelica ed è catturato dai pontifici; è
liberato, alfine, dagli Orsini in lotta con Cesare Borgia. |
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1503 |
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Gen. |
Chiesa |
Perugia |
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Umbria |
Dopo la strage
di Senigallia affianca il Borgia contro i congiunti. |
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Feb. |
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Lazio |
Affianca a
Roma con il duca Valentino. |
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Apr. |
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Umbria |
Viene eletto
dai pontifici governatore di Perugia con il dalla Penna. |
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Mag. |
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Umbria |
Entra in discordia
con il dalla Penna e ciò provoca gravi disordini in Perugia. |
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Ago. |
Chiesa |
Baglioni
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Umbria |
Alla morte
del papa Alessandro VI, stimola i magistrati ad affrontare Giampaolo
Baglioni prima che costui possa ricevere soccorsi dai suoi alleati.
Lascia Perugia per porta Borgna con Bernardino da Marciano alla
testa di 4000 fanti e di 400 cavalli; si imbatte a San Manno
in Girolamo Baglioni e cerca di assalire Giampaolo Baglioni
attestatosi su una collina. Il rivale accenna a ritirarsi verso
Siena o Orvieto, si sposta invece a Mugnano ed a Marsciano,
che raggiunge eludendo la sua sorveglianza. Carlo Baglioni volta
a questo punto su Castel del Piano e Cerqueto e ritorna in tutta
fretta a Perugia alla notizia che Giampaolo, raggiunto da numerosi
rinforzi., si sta dirigendo a Torsciano. Quando sa che Muzio
Colonna è venuto in suo aiuto, si trasferisce a Ponte San Giovanni
per colpire alla spalle il capitano avversario. Il Colonna è
però bloccato nella sua marcia, per cui Carlo Baglioni deve
abbandonare tale centro.
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Sett. |
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Umbria |
E' sconfitto
a Ponte San Giovanni da Giampaolo e Gentile Baglioni; si rinchiude
in Perugia, pone la
più gagliarda difesa alle Due Porte ed a Sant'Ercolano; respinge
i primi attacchi. Ferito ed abbandonato dai suoi, lascia la
città con gli Oddi. |
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Ott. nov. |
Borgia |
Baglioni |
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Toscana |
Si congiunge
con Michelotto Coreglia e Taddeo della Volpe; viene sconfitto
e catturato da Giampaolo Baglioni tra Castelfiorentino e Cortona.
I fiorentini lo consegnano ai pontifici. |
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Lazio |
Viene confinato
a Marino dal papa Giulio II. |
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1505 |
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Ago. sett. |
Fuoriusciti |
Perugia |
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Lazio ed Umbria |
Lascia Marino
senza alcun permesso, si collega nel viterbese con il Coreglia
ed effettua alcune scorrerie. Al comando di 1500 fanti (di cui
600 spagnoli e 900 forniti dai fuoriusciti), colloca i suoi
alloggiamenti tra Alviano, Montecchio ed Amelia ed allerta in
Perugia Giampaolo Baglioni. Interviene il pontefice e Carlo
Baglioni è obbligato a desistere dalla sua iniziativa.
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1509 |
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Ago. |
Impero |
Venezia |
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Veneto |
Si trova all'assedio
di Padova per conto degli imperiali. |
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1510 |
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Gen. |
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Veneto |
Uscito da Verona
con Federico Gonzaga da Bozzolo e Sacramoro Visconti, è sconfitto
e fatto prigioniero dai cavalli leggeri di frà Leonardo Prato
e di Dimitri Megaduca tra San Bonifacio e San Martino Buon Albergo.
Condotto a Padova ed a Venezia, viene rinchiuso in carcere per
uno uno scambio di prigionieri. |
| Mar. |
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Veneto |
E' prigioniero a Venezia. Il papa
esprime il desiderio che non sia liberato per il timore di eventuali
tumulti a Perugia. |
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Mag. giu. |
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Veneto Romagna Lazio |
A maggio Giulio
II chiede al doge di Venezia la sua presenza a Roma. Liberato,
si imbarca a Chioggia su una galea di Girolamo Contarini. Sbarcato
a Rimini, lascia malvolentieri la città per recarsi a Roma,
dove è voluto dal papa per controllare i suoi movimenti. |
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1511 |
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Chiesa Siena |
Firenze |
100 lance |
Toscana |
Con l'accordo
del pontefice e del signore di Siena Pandolfo Petrucci, fa in
modo che Montepulciano ritorni nelle mani dei fiorentini, al
fine di impedire nella regione una presenza militare dei francesi. |
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.............. |
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Lazio |
Ritorna a Roma
ed è rinchiuso in Castel Sant'Angelo. |
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Dic. |
Chiesa |
Ferrara
Francia |
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Lazio ed Emilia |
Viene liberato
con la consegna di una fidejussione di 30000 ducati da escutere
in caso di una sua fuga da Roma. E' ricondotto dai pontifici
e segue Pietro Navarro alla conquista della bastia del Zaniolo
nel ferrarese: la fortezza è riconquistata il giorno medesimo
da Alfonso d'Este. |
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1512 |
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Gen. |
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Romagna |
E' ad Imola
e da qui passa all'assedio di Bologna. |
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Feb. |
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Romagna |
Rientra in
Imola a seguito dell'intervento
di Gastone di Foix. |
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Apr. |
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Marche |
A seguito della
rotta di Ravenna, passa a Fossombrone e raccoglie truppe con
Troilo Savelli. |
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Giu. |
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Lazio |
Accoglie in
Roma Alfonso d'Este, venuto nella città per trattare la pace
con il papa. |
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Sett. |
Chiesa |
Firenze |
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Toscana |
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Nov. |
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Lombardia |
E' inviato
da Giulio II a Milano dal duca Massimiliano Sforza. |
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Dic. |
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Lombardia |
Si trova a
Milano con Massimiliano Sforza al solenne ingresso di costui
nella città. |
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1513 |
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Inver. |
Chiesa |
Perugia |
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Umbria |
Viene spedito
a Perugia per scacciare dalla signoria della città Giampaolo
Baglioni. |
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Ago. |
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Lazio |
Uccide a Roma
in piazza San Pietro il conte Gentile da Marsciano. |
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1514 |
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Fuoriusciti |
Fermo |
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Marche |
Affianca Ludovico
Euffreducci nell'occupazione di Fermo, saccheggia le case dei
suoi nemici ed il castello di Petritoli, appartenente ai Brancadoro. |
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1515 |
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Ago. |
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Liguria |
E' segnalato
a Genova a fianco dell'ambasciatore francese. |
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1517 |
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Gen. |
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Lazio |
Tenta di fare
uccidere a Roma, nel Borgo Leonino, da suoi sicari Giampaolo
Baglioni: sul suo capo è posta una taglia di 5000 scudi per
chi lo consegni vivo o morto. |
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Apr. |
Comp. ventura |
Chiesa |
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Umbria |
Viene dichiarato
ribelle dal papa Leone X per essersi unito con il della Rovere
e con Borghese Petrucci nella loro spedizione volta contro Perugia
e Siena. |
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Mag. |
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Umbria |
Da Gubbio penetra
nel perugino, saccheggia Fossato di Vico e Nocera Umbra. |
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Giu. lug. |
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Umbria e Marche |
Promette 25000
ducati ai soldati spagnoli e 5000 ducati ai capitani militanti
nel campo feltresco per averne l'aiuto nel recupero di Perugia.
Nella città organizza un trattato ai danni di Giampaolo Baglioni.
Sventa, a sua volta, una congiura ordita da alcuni condottieri
spagnoli, fra i quali Francesco Maldonado, che sono stati subornati
dai pontifici. Carlo Baglioni si avvicina a Perugia, è sotto
porta Sole, finché il della Rovere, "vinto" dall'offerta di
10000 ducati da parte di Giampaolo Baglioni, preferisce abbandonare
l'impresa. Sulla strada del ritorno, Carlo Baglioni si impadronisce
di Camerino e, con Federico Gonzaga da Bozzolo, sbaraglia a
Chiaravalle, nei pressi di Fermo, Ludovico Euffreducci. Entra
nella città all'improvviso con Battista Guerrieri, alzandovi
le insegne imperiali; la mette a sacco per quattro giorni approfittando
del panico provocato negli abitanti dall'avvicinarsi delle milizie
feltresche. Dà alle fiamme anche Petritoli, feudo di
Brancadoro da Fermo. |
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Ago. |
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Romagna |
Si scontra
con i pontifici a Rimini ed è ferito al petto da un colpo di
schioppetto. |
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1518 |
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Dic. |
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Lombardia |
Muore a Milano
di febbre, la vigilia di Natale. |
Molto valoroso nelle armi.
Di grande forza d'animo.
Il più povero di casa Baglioni, anche per la sua
prodigalità. Magro e alto camminava quasi gobbo; fu detto Barciglia a causa del
lungo collo.