Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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0124      GENTILE BAGLIONI  Di Perugia. Vescovo. Conte di Bettona. Signore di Perugia. Padre di Adriano e di Astorre, fratello di Astorre e di Morgante, cugino di Giampaolo, zio di Orazio e di Malatesta, suocero di Sforza Monaldeschi.

               1466 - 1527 (agosto)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avvesario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1483

 

 

 

 

 

Dic.

Chiesa

Vitelli

 

Umbria

Lascia Perugia per soccorrere Celalba, che è assediata da Niccolò Vitelli.

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Viene costretto dai suoi congiunti a seguire la carriera ecclesiastica.

1491

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Umbria

E' candidato al vescovado di Perugia in contrapposizione al cugino Troilo; il papa Alessandro VI fa cadere la sua scelta su un altro prelato.

1495

 

 

 

 

 

Sett.

Perugia

Oddi  Foligno

 

Umbria

Sostiene l'azione di Astorre Baglioni, allorché Perugia viene attaccata dagli Oddi. Contribuisce alla sconfitta degli avversari.

1500

 

 

 

 

 

Lug.

Perugia

Baglioni

 

Umbria

Si trova nella sua abitazione di Santa Croce, vicino a porta San Pietro, in occasione dell'assalto di Carlo Baglioni al palazzo di Guido Baglioni: destato dal rumore, sfugge al tentativo di omicidio portato da Grifone Baglioni, monta a cavallo e si rifugia a Bastia Umbria. Il fratello Morgante gli chiede di venire a Spello per unirsi con il cugino Giampaolo. Rifiuta inizialmente; convintosi, rientra a Perugia, si dirige verso borgo San Pietro ed a Sant'Ercolano, presso l'ospedale della Misericordia, uccide probabilmente Grifone Baglioni, che vi si è rifugiato. Ritorna a Spello.

1501

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Umbria

Lascia più volte Spello per affrontare Carlo Baglioni e Girolamo dalla Penna che hanno occupato Nocera Umbra.

Apr.

 

 

 

Umbria

E' con Giampaolo Baglioni a Gualdo Cattaneo ed a Fossato di Vico; si distingue in vari scontri.

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Umbria

Viene nominato coadiutore del vescovo di Orvieto Giorgio della Rovere.

1502

 

 

 

 

 

Lug.

 

 

 

Umbria

Si trova a Paciano al capezzale del fratello Morgante.

Ott.

Condottieri

Chiesa

 

Umbria

Appoggia i condottieri ribelli a Cesare Borgia e prende parte al convegno di Magione.

Nov.

 

 

 

 

Si rappacifica con il duca Valentino.

1503

 

 

 

 

 

Gen.

Perugia

Chiesa

 

Toscana

Dopo la strage di Senigallia, fugge a Siena.

Primavera

 

 

 

 

E' avvicinato dal Borgia: costui gli promette una grossa condotta e vari feudi in cambio del suo appoggio contro i congiunti.

Ago.

 

 

 

Umbria

Alla morte del papa Alessandro VI, si unisce con Giampaolo Baglioni per fronteggiare a San Manno Carlo Baglioni. Si porta sotto Perugia.

Sett.

 

 

 

Umbria

Si scontra con gli avversari a Ponte San Giovanni e vi si segnala per il suo valore; segue il cugino Giampaolo nell'attacco a Perugia e conduce un assalto nel borgo di San Pietro. Si impadronisce di una torre, nei pressi nella quale pone balestrieri e schioppettieri, e della porta di San Savino; raggiunge la piazza e con il cugino si reca a rendere visita al governatore pontificio.

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Umbria

Viene nominato vescovo ad interim di Orvieto.

1505

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Umbria

Si porta ad Orvieto per insediarsi nella sua carica.

1506

 

 

 

 

 

Sett.

 

 

 

Umbria

Lascia Perugia, viene ad Orvieto e vi accoglie il papa Giulio II e Francesco Maria della Rovere. Riceve il pontefice anche a Perugia ed ospita nella sua casa il cardinale di Narbona, Guglielmo di Clarmont, ambasciatore del re di Francia.

Ott.

Chiesa

Bologna

 

Emilia

Milita per i pontifici contro i Bentivoglio, signori di Bologna.

1511

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Umbria

Con Sforza Baglioni, seda in Perugia un tumulto sorto tra i Signorelli ed i Baldeschi  a causa dell'uccisione di Pandolfo Signorelli da parte dei secondi.

Ott.

Chiesa

Francia

150 cavalli e 1000 fanti

Umbria

Ospita nel suo palazzo perugino Gian Giordano Orsini e la moglie Felice della Rovere, figlia di Giulio II. Rinuncia al vescovado di Orvieto e viene eletto tra i conservatori di Perugia. E' condotto dai pontifici per combattere i francesi.

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Emilia

E' richiamato dal bolognese.

Dic.

 

 

50 lance

Marche

Si trova a Loreto alla mostra dei suoi uomini. Lascia la località e si collega a  Fossombrone con l'esercito pontificio.

1512

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Romagna

Raggiunge il campo; in un primo momento il passo gli è ostacolato dagli uomini del della Rovere

Apr.

 

 

 

Romagna e Umbria

Prende parte alla battaglia di Ravenna. A seguito della sconfitta, si incontra ad Urbino con il della Rovere e gli consegna del denaro affinché il duca riordini le compagnie feltresche. Raggiunge Perugia.

Mag.

 

 

 

Romagna

Entra in Forlì con Troilo Savelli ed il Grechetto per la porta di San Pietro;lascia, indi, la città e giunge a Rimini, sempre con il Savelli (150 lance); ha l'incarico di recuperare le rocche di Cesena e di Ravenna. Ha subito a patti la prima fortezza; entra in Ravenna e ne assedia la rocca, alla cui difesa si trovano solo 40 fanti.

Giu.

 

 

60 lance

 

Nella sua condotta sono compresi anche 50 balestrieri a cavallo.

Lug.

 

 

 

Emilia

E' con 80 uomini d'arme tra Pieve di Cento, Massumatico e Sant'Alberto; a metà mese staziona tra Venanzo e Galliera, tocca poi Rinazzo e Spilamberto. Negli stessi giorni fa da paciere in un conflitto sorto tra gli abitanti di Cento ed un capitano pontificio per la fornitura di vettovaglie, terminato con il ferimento di alcuni fanti da un lato e la distruzione di raccolti dall'altro.

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Umbria

Diviene signore di Perugia con il cugino Giampaolo.

1513

 

 

 

 

 

Giu.

Chiesa

 

 

Umbria ed Emilia

E' ancora eletto tra i conservatori di Orvieto. I pontifici lo spediscono a Bologna.

Lug.

 

 

 

Umbria

Ritorna a Perugia attraverso la Toscana.

Sett.

 

 

 

Umbria

Si sposa a Città di Castello con Giulia Vitelli; tra i presenti alla cerimonia vi sono anche Malatesta e Braccio Baglioni.

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Umbria

Si ferma a Spello.

1514

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Umbria

Rientra a Perugia.

Ago.

 

 

 

Umbria

Ospita a Perugia i congiunti Niccolò ed Alessandro Vitelli.

1515

Chiesa

 

70 lance

 

 

1516

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

Umbria

E' eletto conte di Bettona con Giampaolo Baglioni.

Giu.

 

 

 

Umbria

Viene nominato a Perugia con il cugino Giampaolo fra i dieci dell'Arbitrio.

1517

 

 

 

 

 

Gen.

Chiesa

Comp. ventura

70 lance

Umbria

Contrasta le truppe di Francesco Maria della Rovere. Muove verso Gubbio con 400 cavalli e 6000 fanti: la città, ad opera di Carlo da Gubbio, chiude le porte in faccia a lui ed a Giampaolo.

Feb.

 

 

 

Romagna

Si trova a Rimini con la sua compagnia.

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Marche

Viene attaccato alle spalle da Febo Gonzaga, mentre egli con una banda di cavalli se ne viene per la via di Apecchio al fine di sboccare nella valle del Metauro. Bloccato all'avanguardia nei pressi di Sant'Angelo in Vado da Federico Gonzaga da Bozzolo, cade in un agguato ed è disfatto.

Mag.

 

 

 

Umbria

Si trova a Spello con Orazio Baglioni (400 cavalli) allorché il della Rovere assale Perugia. E' fermato dagli avversari a Ponte San Giovanni; a fine mese, con gli altri Baglioni si accorda con il duca di Urbino per mantenere la signoria nella città.

Lug.

 

 

 

 

Chiede a pontifici e fiorentini, in difficoltà nella guerra con il della Rovere, il denaro delle paghe arretrate e la signoria di due terre.

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Umbria

Aggredisce Giampaolo Baglioni a Castiglione del Lago.

1519

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

Umbria

Entra ancora in urto con il cugino, perché costui pretende di togliere dalle mani della giustizia un suo partigiano.

1520

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Umbria

Si allontana da Perugia; si reca a Pacciano alla notizia  che Giampaolo Baglioni è stato arrestato a Roma dal papa Leone X. Il nipote Orazio e Camillo Orsini lo pregano, inutilmente, di intercedere a favore del congiunto. Di seguito si sposta a Rocca del Conte Angelo.

Giu.

 

 

 

Umbria

Rientra a Perugia con Vitello Vitelli  a seguito della decapitazione a Roma del cugino. Ottiene dal pontefice la concessione dei beni di Giampaolo Baglioni. Convoca nel suo palazzo il viceduca e governatore del ducato di Urbino Roberto Boschetti, Vitello ed Alessandro Vitelli, Ludovico degli Atti e Renzo di Ceri.

1521

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Umbria

Si incontra a Perugia con il cardinale di Cortona.

Lug.

Firenze

Francia  Venezia

80 lance

Toscana

Si vede a Firenze con Galeotto e Sforza Baglioni.

Ago.

 

 

 

Emilia

E' al campo sull'Enza con 50 lance per assediare Parma.

1522

 

 

 

 

 

Gen.

Perugia

Comp. ventura

 

Umbria

Alla morte di Leone X è attaccato dai congiunti Malatesta ed Orazio che, coadiuvati da Camillo Orsini, si sono collegati con il della Rovere. Gli attaccanti si avvicinano a Perugia; la città si muove a rumore che gli avversari con le loro scorrerie sono giunti sino al borgo di Fontenuovo. Il collegio dei cardinali, poiché la sede pontificia è sempre vacante, ordina ai fiorentini di abbandonare Perugia ed a Gentile, a Malatesta ed a Orazio Baglioni di recarsi a Roma. Gentile assolda 500 fanti e si rinchiude nella città; si accorda all' inizio con Malatesta Baglioni per farlo entrare pacificamente in Perugia. Riceve in soccorso dai pontifici 2000 fanti e 100 cavalli leggeri condotti da Guido Vaina, 120 lance e 100 cavalli leggeri sì da disporre di 4000 fanti, 150 lance e molti cavalli leggeri; rompe i patti i sottoscritti in precedenza. Gli avversari si fermano all'inizio a Ponte San Giovanni ed a Bastia Umbra con 200 uomini d'arme, 300 cavalli leggeri e 5000 fanti. Perugia è attaccata in tre punti, a borgo San Pietro, a porta Sole ed a porta Borgna; la  resistenza dei difensori, dopo un intenso cannoneggiamento, viene superata per la viltà di Vitello Vitelli che, colpito al piede da un colpo di schioppetto, fugge nottetempo a Città di Castello. Gentile Baglioni, timoroso di un'insurrezione popolare, ripara a Firenze.

Feb.

 

 

 

Umbria

Appoggia Giovanni dei Medici contro Malatesta ed Orazio Baglioni; saccheggia Passignano sul Trasimeno, tocca Magione, si ferma ad Olmo.

Mar.

 

 

 

Umbria

Il collegio dei cardinali lo convince a desistere dalla sua azione ed a rappacificarsi con i parenti. Gentile Baglioni si incontra ad Olmo con il nipote Orazio: vi sono  baci ed abbracci d'ambo le parti; viene organizzato un pranzo fra i contendenti cui però nessuno si presenta. Il Baglioni, alla fine, rifiuta le condizioni offertigli dal conclave; il Medici, tuttavia, preferisce  non assalire Perugia a causa delle difese approntate da Malatesta. Gentile è in tal modo obbligato ad un nuovo atto di rappacificazione con il nipote Orazio.

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Umbria

Compie una scorreria nel territorio di Panicale con Sforza Baglioni. A seguito delle proteste di Malatesta ed Orazio Baglioni, i fiorentini intervengono come pacificatori.

Giu.

 

 

 

Toscana

Si incontra nuovamente a Cortona con il nipote Orazio: si fanno parte attiva il cardinale Giulio dei Medici (il futuro papa Clemente VII) e quello di Cortona, Silvio Passerini, per comporre le vertenze.

Ott.

 

 

 

Umbria

Rientra in Perugia seguito poco dopo anche da Orazio.

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Umbria

Sorgono nuovi dissidi fra i Baglioni.

1523

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Umbria

Su ordine del legato pontificio, il cardinale Passerini, viene confinato a sei miglia  da Perugia, mentre Orazio è mandato a Spello. Gentile Baglioni si ferma a Rocca del Conte Angelo e sul lago Trasimeno.

Feb.

Baglioni

Baglioni

 

Umbria

 

Mar.

 

 

 

Umbria

Viene convocato a Roma dal nuovo papa Adriano V e può rientrare in Perugia.

1524

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Lazio

Il nuovo pontefice Clemente VII lo fa catturare nella sua abitazione e lo fa rinchiudere con il nipote Orazio in Castel Sant'Angelo a Roma: sono imprigionati e impiccati numerosi banditi protetti dai due Baglioni a Spello.

1526

 

 

 

 

 

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Umbria

E' riammesso nella signoria di Perugia.

Giu. luglio

Chiesa  Firenze

Siena

 

Toscana

Gli è ordinato di assalire con 2000 fanti perugini i nemici che stanno assediando il castello di Monte Lefré, appartenente al fuoriuscito Giovanni Martinozzi. Ritarda volutamente  le operazioni per dare  modo a senesi e colonnesi di allontanarsi in ordine. Attraversa l'Arbia e punta su Siena. le divisioni fra i capitani e i fuoriusciti rendono sterili le operazioni di assedio. Le truppe si accampano in un sobborgo senza sbocchi suio fianchi; l'unica via di uscita è occupata dai banchi dei vivandieri, per cui lo spazio disponibile per l'uscita delle milizie è di soli quindiici piedi. Il disordine è tale che il pontefice ordina alle truppe di ritirare le artiglierie. Escono da Siena 400 fanti che assalgono il convoglio in movimento delle artiglierie. I buoi imbizzarriti ingombrano la strada; i fanti corsi di scorta si danno alla fuga. Allorché i vivandieri li vedono arrivare, cercano di raccogliere le loro masserizie aumentando sempre più il disordine generale. La vittoria dei senesi è completa. Sono abbandonati sul campo 10 cannoni procurati dai fiorentini e 7 dai perugini. I fiorentini si salvano con la fuga a Castellina in Chianti.

1527

 

 

 

 

 

Mag.

Chiesa

Impero

 

Umbria

Dopo la caduta di Roma nelle mani degli imperiali, è sospettato con Galeotto Baglioni  di volere defezionare nel campo avversario. Lascia Perugia dove il della Rovere riammette nella signoria Malatesta ed Orazio Baglioni.

Giu.

 

 

 

Umbria

A Perugia il consiglio cittadino vota per una rappacificazione fra lui ed Orazio; lascia Spello, dove si è recato con Braccio Baglioni, ed ha luogo la riconciliazione secondo le modalità prescritte.

Ago.

 

 

 

Umbria

Sospettato ancora di trattare con gli imperiali, viene a trovarlo a Perugia, mentre è a pranzo, Federico Gonzaga da Bozzolo; è arrestato da Gigante Corso e la sera medesima con i nipoti Fileno ed Annibale è ucciso da alcuni capitani di Orazio Baglioni (Biagio da Perugia, Giacomo Filippo da Spoleto e Francesco della Bastia). E' sepolto in Perugia nella chiesa di Santa Maria dei Servi.

DUE CITAZIONI

Uomo valoroso nelle armi.

Stimato ed onorato capitano del suo tempo.

Uomo freddo e di poche parole.