| Anno, mese |
Stato. Comp. ventura |
Avvesario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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1483 |
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Dic. |
Chiesa |
Vitelli |
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Umbria |
Lascia Perugia
per soccorrere Celalba, che è assediata da Niccolò Vitelli. |
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Viene costretto
dai suoi congiunti a seguire la carriera ecclesiastica. |
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1491 |
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Apr. |
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Umbria |
E' candidato
al vescovado di Perugia in contrapposizione al cugino Troilo;
il papa Alessandro VI fa cadere la sua scelta su un altro prelato. |
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1495 |
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Sett. |
Perugia |
Oddi
Foligno |
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Umbria |
Sostiene l'azione
di Astorre Baglioni, allorché Perugia viene attaccata
dagli Oddi. Contribuisce alla sconfitta degli avversari. |
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1500 |
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Lug. |
Perugia |
Baglioni |
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Umbria |
Si trova nella
sua abitazione di Santa Croce, vicino a porta San Pietro, in
occasione dell'assalto di Carlo Baglioni al palazzo di Guido
Baglioni: destato dal rumore, sfugge al tentativo di omicidio
portato da Grifone Baglioni, monta a cavallo e si rifugia a
Bastia Umbria. Il fratello Morgante gli chiede di venire a Spello
per unirsi con il cugino Giampaolo. Rifiuta inizialmente; convintosi,
rientra a Perugia, si dirige verso borgo San Pietro ed a Sant'Ercolano,
presso l'ospedale della Misericordia, uccide probabilmente Grifone
Baglioni, che vi si è rifugiato. Ritorna a Spello. |
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1501 |
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Feb. |
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Umbria |
Lascia più
volte Spello per affrontare Carlo Baglioni e Girolamo dalla
Penna che hanno occupato Nocera Umbra. |
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Apr. |
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Umbria |
E' con Giampaolo
Baglioni a Gualdo Cattaneo ed a Fossato di Vico; si distingue
in vari scontri. |
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Umbria |
Viene nominato
coadiutore del vescovo di Orvieto Giorgio della Rovere. |
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1502 |
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Lug. |
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Umbria |
Si trova a
Paciano al capezzale del fratello Morgante. |
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Ott. |
Condottieri |
Chiesa |
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Umbria |
Appoggia i
condottieri ribelli a Cesare Borgia e prende parte al convegno
di Magione. |
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Nov. |
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Si rappacifica
con il duca Valentino. |
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1503 |
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Gen. |
Perugia |
Chiesa |
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Toscana |
Dopo la strage
di Senigallia, fugge a Siena. |
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Primavera |
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E' avvicinato
dal Borgia: costui gli promette una grossa condotta e vari feudi
in cambio del suo appoggio contro i congiunti. |
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Ago. |
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Umbria |
Alla morte
del papa Alessandro VI, si unisce con Giampaolo Baglioni per
fronteggiare a San Manno Carlo Baglioni. Si porta sotto Perugia. |
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Sett. |
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Umbria |
Si scontra
con gli avversari a Ponte San Giovanni e vi si segnala per il
suo valore; segue il cugino Giampaolo nell'attacco a Perugia
e conduce un assalto nel borgo di San Pietro. Si impadronisce
di una torre, nei pressi nella quale pone balestrieri e schioppettieri,
e della porta di San Savino; raggiunge la piazza e con il cugino
si reca a rendere visita al governatore pontificio. |
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Umbria |
Viene nominato
vescovo ad interim di Orvieto. |
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1505 |
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Apr. |
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Umbria |
Si porta ad
Orvieto per insediarsi nella sua carica. |
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1506 |
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Sett. |
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Umbria |
Lascia Perugia,
viene ad Orvieto e vi accoglie il papa Giulio II e Francesco
Maria della Rovere. Riceve il pontefice anche a Perugia ed ospita
nella sua casa il cardinale di Narbona, Guglielmo di Clarmont,
ambasciatore del re di Francia. |
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Ott. |
Chiesa |
Bologna |
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Emilia |
Milita per
i pontifici contro i Bentivoglio, signori di Bologna. |
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1511 |
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Apr. |
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Umbria |
Con Sforza
Baglioni, seda in Perugia un tumulto sorto tra i Signorelli
ed i Baldeschi a causa
dell'uccisione di Pandolfo Signorelli da parte dei secondi. |
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Ott. |
Chiesa |
Francia |
150 cavalli e 1000 fanti |
Umbria |
Ospita nel
suo palazzo perugino Gian Giordano Orsini e la moglie Felice
della Rovere, figlia di Giulio II. Rinuncia al vescovado di
Orvieto e viene eletto tra i conservatori di Perugia. E' condotto
dai pontifici per combattere i francesi. |
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Emilia |
E' richiamato
dal bolognese. |
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Dic. |
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50
lance |
Marche |
Si trova a
Loreto alla mostra dei suoi uomini. Lascia la località e si
collega a Fossombrone
con l'esercito pontificio. |
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1512 |
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Gen. |
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Romagna |
Raggiunge il
campo; in un primo momento il passo gli è ostacolato
dagli uomini del della Rovere |
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Apr. |
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Romagna e Umbria |
Prende parte
alla battaglia di Ravenna. A seguito della sconfitta, si incontra
ad Urbino con il della Rovere e gli consegna del denaro affinché
il duca riordini le compagnie feltresche. Raggiunge Perugia. |
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Mag. |
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Romagna |
Entra in Forlì
con Troilo Savelli ed il Grechetto per la porta di San Pietro;lascia,
indi, la città e giunge a Rimini, sempre con il Savelli
(150 lance); ha l'incarico di recuperare le rocche di Cesena
e di Ravenna. Ha subito a patti la prima fortezza; entra in
Ravenna e ne assedia la rocca, alla cui difesa si trovano solo
40 fanti. |
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Giu. |
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60 lance |
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Nella sua condotta
sono compresi anche 50 balestrieri a cavallo. |
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Lug. |
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Emilia |
E' con 80 uomini
d'arme tra Pieve di Cento, Massumatico e Sant'Alberto; a metà
mese staziona tra Venanzo e Galliera, tocca poi Rinazzo e Spilamberto.
Negli stessi giorni fa da paciere in un conflitto sorto tra
gli abitanti di Cento ed un capitano pontificio per la fornitura
di vettovaglie, terminato con il ferimento di alcuni fanti da
un lato e la distruzione di raccolti dall'altro. |
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Umbria |
Diviene signore
di Perugia con il cugino Giampaolo. |
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1513 |
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Giu. |
Chiesa |
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Umbria ed Emilia |
E' ancora eletto
tra i conservatori di Orvieto. I pontifici lo spediscono a Bologna. |
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Lug. |
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Umbria |
Ritorna a Perugia
attraverso la Toscana. |
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Sett. |
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Umbria |
Si sposa a
Città di Castello con Giulia Vitelli; tra i presenti alla cerimonia
vi sono anche Malatesta e Braccio Baglioni. |
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Umbria |
Si ferma a
Spello. |
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1514 |
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Mar. |
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Umbria |
Rientra a Perugia. |
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Ago. |
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Umbria |
Ospita a Perugia
i congiunti Niccolò ed Alessandro Vitelli. |
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1515 |
Chiesa |
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70 lance |
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1516 |
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Mag. |
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Umbria |
E' eletto conte
di Bettona con Giampaolo Baglioni. |
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Giu. |
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Umbria |
Viene nominato
a Perugia con il cugino Giampaolo fra i dieci dell'Arbitrio. |
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1517 |
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Gen. |
Chiesa |
Comp. ventura |
70 lance |
Umbria |
Contrasta le
truppe di Francesco Maria della Rovere. Muove verso Gubbio con
400 cavalli e 6000 fanti: la città, ad opera di Carlo da Gubbio,
chiude le porte in faccia a lui ed a Giampaolo. |
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Feb. |
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Romagna |
Si trova a
Rimini con la sua compagnia. |
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Marche |
Viene attaccato
alle spalle da Febo Gonzaga, mentre egli con una banda di cavalli
se ne viene per la via di Apecchio al fine di sboccare nella
valle del Metauro. Bloccato all'avanguardia nei pressi di Sant'Angelo
in Vado da Federico Gonzaga da Bozzolo, cade in un agguato ed
è disfatto. |
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Mag. |
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Umbria |
Si trova a
Spello con Orazio Baglioni (400 cavalli) allorché il della Rovere
assale Perugia. E' fermato dagli avversari a Ponte San Giovanni;
a fine mese, con gli altri Baglioni si accorda con il duca di
Urbino per mantenere la signoria nella città. |
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Lug. |
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Chiede a pontifici
e fiorentini, in difficoltà nella guerra con il della Rovere,
il denaro delle paghe arretrate e la signoria di due terre. |
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Umbria |
Aggredisce
Giampaolo Baglioni a Castiglione del Lago. |
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1519 |
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Giu. |
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Umbria |
Entra ancora
in urto con il cugino, perché costui pretende di togliere dalle
mani della giustizia un suo partigiano. |
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1520 |
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Mar. |
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Umbria |
Si allontana
da Perugia; si reca a Pacciano alla notizia
che Giampaolo Baglioni è stato arrestato a Roma dal papa
Leone X. Il nipote Orazio e Camillo Orsini lo pregano, inutilmente,
di intercedere a favore del congiunto. Di seguito si sposta
a Rocca del Conte Angelo. |
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Giu. |
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Umbria |
Rientra a Perugia
con Vitello Vitelli a seguito della decapitazione a Roma del
cugino. Ottiene dal pontefice la concessione dei beni di Giampaolo
Baglioni. Convoca nel suo palazzo il viceduca e governatore
del ducato di Urbino Roberto Boschetti, Vitello ed Alessandro
Vitelli, Ludovico degli Atti e Renzo di Ceri. |
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1521 |
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Apr. |
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Umbria |
Si incontra
a Perugia con il cardinale di Cortona. |
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Lug. |
Firenze |
Francia
Venezia |
80 lance |
Toscana |
Si vede a Firenze
con Galeotto e Sforza Baglioni. |
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Ago. |
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Emilia |
E' al campo
sull'Enza con 50 lance per assediare Parma. |
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1522 |
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Gen. |
Perugia |
Comp. ventura |
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Umbria |
Alla morte
di Leone X è attaccato dai congiunti Malatesta ed Orazio che,
coadiuvati da Camillo Orsini, si sono collegati con il della
Rovere. Gli attaccanti si avvicinano a Perugia; la città
si muove a rumore che gli avversari con le loro scorrerie sono
giunti sino al borgo di Fontenuovo. Il collegio dei cardinali,
poiché la sede pontificia è sempre vacante, ordina
ai fiorentini di abbandonare Perugia ed a Gentile, a Malatesta
ed a Orazio Baglioni di recarsi a Roma. Gentile assolda 500
fanti e si rinchiude nella città; si accorda all' inizio
con Malatesta Baglioni per farlo entrare pacificamente in Perugia.
Riceve in soccorso dai pontifici 2000 fanti e 100 cavalli leggeri
condotti da Guido Vaina, 120 lance e 100 cavalli leggeri sì
da disporre di 4000 fanti, 150 lance e molti cavalli leggeri;
rompe i patti i sottoscritti in precedenza. Gli avversari si
fermano all'inizio a Ponte San Giovanni ed a Bastia Umbra con
200 uomini d'arme, 300 cavalli leggeri e 5000 fanti. Perugia
è attaccata in tre punti, a borgo San Pietro, a porta Sole ed
a porta Borgna; la resistenza
dei difensori, dopo un intenso cannoneggiamento, viene superata
per la viltà di Vitello Vitelli che, colpito al piede da un
colpo di schioppetto, fugge nottetempo a Città di Castello.
Gentile Baglioni, timoroso di un'insurrezione popolare, ripara
a Firenze. |
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Feb. |
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Umbria |
Appoggia Giovanni
dei Medici contro Malatesta ed Orazio Baglioni; saccheggia Passignano
sul Trasimeno, tocca Magione, si ferma ad Olmo. |
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Mar. |
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Umbria |
Il collegio
dei cardinali lo convince a desistere dalla sua azione ed a
rappacificarsi con i parenti. Gentile Baglioni si incontra ad
Olmo con il nipote Orazio: vi sono
baci ed abbracci d'ambo le parti; viene organizzato un
pranzo fra i contendenti cui però nessuno si presenta. Il Baglioni,
alla fine, rifiuta le condizioni offertigli dal conclave; il
Medici, tuttavia, preferisce
non assalire Perugia a causa delle difese approntate
da Malatesta. Gentile è in tal modo obbligato ad un nuovo atto
di rappacificazione con il nipote Orazio. |
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................. |
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Umbria |
Compie una
scorreria nel territorio di Panicale con Sforza Baglioni. A
seguito delle proteste di Malatesta ed Orazio Baglioni, i fiorentini
intervengono come pacificatori. |
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Giu. |
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Toscana |
Si incontra
nuovamente a Cortona con il nipote Orazio: si fanno parte attiva
il cardinale Giulio dei Medici (il futuro papa Clemente VII)
e quello di Cortona, Silvio Passerini, per comporre le vertenze. |
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Ott. |
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Umbria |
Rientra in
Perugia seguito poco dopo anche da Orazio. |
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Umbria |
Sorgono nuovi
dissidi fra i Baglioni. |
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1523 |
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Gen. |
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Umbria |
Su ordine del
legato pontificio, il cardinale Passerini, viene confinato a
sei miglia da Perugia,
mentre Orazio è mandato a Spello. Gentile Baglioni si ferma
a Rocca del Conte Angelo e sul lago Trasimeno. |
|
Feb. |
Baglioni |
Baglioni |
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Umbria |
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|
Mar. |
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Umbria |
Viene convocato
a Roma dal nuovo papa Adriano V e può rientrare in Perugia. |
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1524 |
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Gen. |
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Lazio |
Il nuovo pontefice
Clemente VII lo fa catturare nella sua abitazione e lo fa rinchiudere
con il nipote Orazio in Castel Sant'Angelo a Roma: sono imprigionati
e impiccati numerosi banditi protetti dai due Baglioni a Spello. |
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1526 |
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................. |
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Umbria |
E' riammesso
nella signoria di Perugia. |
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Giu. luglio |
Chiesa
Firenze |
Siena |
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Toscana |
Gli è ordinato
di assalire con 2000 fanti perugini i nemici che stanno assediando
il castello di Monte Lefré, appartenente al fuoriuscito Giovanni
Martinozzi. Ritarda volutamente
le operazioni per dare
modo a senesi e colonnesi di allontanarsi in ordine.
Attraversa l'Arbia e punta su Siena. le divisioni fra i capitani
e i fuoriusciti rendono sterili le operazioni di assedio. Le
truppe si accampano in un sobborgo senza sbocchi suio fianchi;
l'unica via di uscita è occupata dai banchi dei vivandieri,
per cui lo spazio disponibile per l'uscita delle milizie è
di soli quindiici piedi. Il disordine è tale che il pontefice
ordina alle truppe di ritirare le artiglierie. Escono da Siena
400 fanti che assalgono il convoglio in movimento delle artiglierie.
I buoi imbizzarriti ingombrano la strada; i fanti corsi di scorta
si danno alla fuga. Allorché i vivandieri li vedono arrivare,
cercano di raccogliere le loro masserizie aumentando sempre
più il disordine generale. La vittoria dei senesi è
completa. Sono abbandonati sul campo 10 cannoni procurati dai
fiorentini e 7 dai perugini. I fiorentini si salvano con la
fuga a Castellina in Chianti. |
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1527 |
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Mag. |
Chiesa |
Impero |
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Umbria |
Dopo la caduta
di Roma nelle mani degli imperiali, è sospettato con Galeotto
Baglioni di volere defezionare
nel campo avversario. Lascia Perugia dove il della Rovere riammette
nella signoria Malatesta ed Orazio Baglioni. |
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Giu. |
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Umbria |
A Perugia il
consiglio cittadino vota per una rappacificazione fra lui ed
Orazio; lascia Spello, dove si è recato con Braccio Baglioni,
ed ha luogo la riconciliazione secondo le modalità prescritte. |
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Ago. |
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Umbria |
Sospettato
ancora di trattare con gli imperiali, viene a trovarlo a Perugia,
mentre è a pranzo, Federico Gonzaga da Bozzolo; è arrestato
da Gigante Corso e la sera medesima con i nipoti Fileno ed Annibale
è ucciso da alcuni capitani di Orazio Baglioni (Biagio da Perugia,
Giacomo Filippo da Spoleto e Francesco della Bastia). E' sepolto
in Perugia nella chiesa di Santa Maria dei Servi. |
Uomo valoroso nelle armi.
Stimato ed onorato capitano del suo tempo.
Uomo freddo e di poche parole.