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Stato. Comp. ventura |
Avvesario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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1529 |
Francia |
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Ha dai francesi una condotta di 50 cavalli
leggeri. |
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1532 |
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Gen. |
Firenze |
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Umbria e Lazio |
E' agli stipendi del duca di
Firenze Alessandro dei Medici. Gli è imposto da un commissario pontificio
di presentarsi a Roma: giunge a Ronciglione ed è raggiunto da un altro
ordine, chegli ingiunge di non ritornare più a
Perugia. |
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Mag. |
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Viene bandito con Giovan Paolo
Baglioni, figlio di Orazio; i suoi beni sono confiscati dai pontifici. |
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Giu. |
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Lombardia |
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Lug. |
Chiesa |
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100 cavalli leggeri |
Umbria |
Rientra in Perugia con il consenso
del papa Clemente VII; passa al suo servizio ed è inviato alla guardia
di Spello. |
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1534 |
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Sett. |
Baglioni |
Chiesa |
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Umbria |
Alla morte del pontefice tenta
di impadronirsi di Perugia: è affrontato nel borgo di Fontenova da Camillo
Campagna e da Angelo da Todi, che lo respingono con una cruenta scaramuccia. |
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Ott. nov. |
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Umbria |
Ripete il tentativo al borgo
di San Pietro con Giovan Paolo Baglioni e Bino Mancino Signorelli. Trova
una porta aperta ed irrompe in Perugia con 1000 fanti; batte il presidio
pontificio e cattura agevolmente il Campagna, mentre Angelo da Todi
ripara a Todi. Libera Silvestro Baldeschi, che è stato catturato nella
precedente azione e fa dare alle fiamme il palazzo del vicelegato, il
vescovo di Terracina Cinzio Filonardi, il quale viene imprigionato con
i suoi collaboratori ed alcuni priori. Tutti sono torturati affinché
rivelino il posto dove hanno nascosto il loro denaro. E' appiccato il
fuoco alla cancelleria, per fare scomparire le prove dei delitti dei
suoi fautori. E' poi a Bettona, tenuta dai Crispolti; Braccio Baglioni,
Pirro Colonna e gli Ermanni lo assalgono in Deruta; Giovambattista Savelli
si impadronisce di Collelungo. Dopo qualche altra scaramuccia giungono
a Perugia il genero del papa e Giovan Francesco Orsini, suo amico, che
trattano un accordo. Il Baglioni consegna Perugia ai pontifici ed è
obbligato a stare lontano dalla città almeno quaranta miglia. |
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Dic. |
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Umbria |
Si trasferisce ad Alviano. |
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1535 |
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Sett. |
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Gli viene reiterato l'ordine
di restare lontano da Perugia almeno cinquanta miglia. |
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Impero |
Francia |
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1536 |
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Giu. |
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Toscana |
Si trova al ponte di Valiano, in
val di Chiana, alla notizia dell'uccisione di Alessandro dei Medici
ed alla nomina a duca di Firenze di Cosimo dei Medici. |
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Firenze |
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Ha sempre il comando di 100
cavalli leggeri. |
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1537 |
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Gen. |
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Toscana |
Staziona a Firenze, a Santa
Fermena, con i suoi uomini. |
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Apr. |
Firenze |
Fuoriusciti |
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Toscana |
I fuoriusciti
di Filippo Strozzi minacciano l'aretino: il Baglioni si porta
prima ad Arezzo, indi a Borgo San Sepolcro (Sansepolcro) con
150 fanti e 100 cavalli leggeri per unirsi con Otto da Montauto.
Nella città vi è un inizio di ribellione per la
contemporanea presenza di tanti soldati: per tale motivo ne
esce con i suoi uomini lasciandovi alla sua guardia il solo
da Montauto. |
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Lug. |
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Toscana |
E' ad Anghiari e a Firenze.
Quando viene a conoscenza che i fuoriusciti sono giunti a Montemurlo,
lascia il capoluogo con Alessandro Vitelli e Pirro Colonna. |
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Ago. |
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Toscana |
Fa riposare le truppe a Prato
ed assale a Montemurlo le milizie di Sandrino da Filicaia; lo costringe
a fuggire in uno scontro in cui gli è ferito il cavallo da un colpo
di archibugio. Sorprende gli
uomini di Piero Strozzi di ritorno dal pistoiese e taglia ad essi la
strada verso il castello di Montemurlo: tutti sono catturati e svaligiati.
Da ultimo, assale nel castello i fuoriusciti e Filippo Strozzi. |
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1538 |
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Viene perdonato dal papa Paolo
III e può rientrare in possesso dei suoi beni. |
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1540 |
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Primavera |
Perugia |
Chiesa |
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Toscana |
E' chiamato dai perugini per
difendere la città nella cosiddetta guerra del sale. |
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Mag. |
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Toscana e Umbria |
Si allontana da Cortona con
il permesso di Cosimo dei Medici e raggiunge Perugia. Vi entra per la
porta di Santa Susanna, scende alle scale di San Lorenzo ed è alloggiato
nel vescovado. Al comando di 2000 fanti, rafforza alcuni tratti delle
mura verso porta San Pietro (l'ospedale del Cambio) e verso porta Borgna;
manda 300 fanti contro i nemici accampati a Ponte San Giovanni e piazza
alcuni pezzi di artiglieria sulle alture di porta Sole. Riconquista il
monastero di Monteluce. |
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Giu. |
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Umbria |
Si incontra a San Costanzo
con il commissario pontificio Girolamo Orsini; nel monastero di Monteluce
stipula le condizioni di resa, non senza avere derubato in predenza i
cittadini di tutte le argenterie. Il pontefice recupera Perugia allo
stato della Chiesa, fa distruggere le case dei Baglioni ed iniziare la costruzione
della rocca paolina. |
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Firenze |
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La sua compagnia è sempre di
100 cavalli leggeri. |
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1542 |
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Toscana |
E' a Staggia
con i suoi cavalli leggeri; viene mandato a Siena con il commissario
Girolamo degli Albizzi al fine di mantenere l'ordine nella città. |
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1543 |
Firenze |
Impero Ottomano |
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Toscana |
Passa alla
difesa di Pisa con Lucantonio Cuppano allorché nel Tirreno compare
la flotta turca del Barbarossa. Si sposta con il Cuppano alla
guardia di Piombino. |
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1544 |
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Firenze |
Francia |
150 lance |
Piemonte |
Viene inviato in Piemonte per
contrastarvi i francesi a fianco degli imperiali. |
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Apr. |
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Lombardia Piemonte |
E' a Pavia.
E' incaricato della difesa del castello di Ceresole Alba agli
ordini di Alfonso d'Avalos e del principe di Salerno Ferrante
da San Severino. Partecipa alla omonima battaglia dove si scontra
con la cavalleria leggera del Termes; il suo comportamento è
elogiato dal d'Avalos. Nel combattimento rimangono uccisi fra
gli imperiali 10000 fanti per lo più spagnoli. |
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Mag. |
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Piemonte Lombardia ed Emilia |
Cosimo dei
Medici gli invia del denaro per ricostituire l'organico della
sua compagnia e manda 4000 fanti in soccorso degli imperiali.
Piero Strozzi supera il Lambro
e si allontana dal milanese. Il Baglioni lo affronta
nel piacentino e lo insegue con Cesare da Napoli allorché
l'avversario prende la strada degli Appennini. Il Baglioni molesta
la retroguardia dello Strozzi con i cavalli leggeri. |
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Giu. |
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Piemonte |
Con Sforza
Sforza attacca sul fiume Scrivia, tra Serracvalle Scrivia e
Novi Ligure, l'avanguardia nemica allorché si accorge
che la fanteria dello Strozzi non ha alcun sostegno dalla sua
cavalleria. Con 700 fanti e 300 lance aggredisce gli avversari
e li mette in fuga con la perdita di 100 uomini. A fine mese
si trova a Fossano con 200 cavalli leggeri e Giorgio Costa,
signore della Trinità, con 2000 fanti italiani pronto
a soccorrere in Carignano gli assediati Pirro Colonna, Felice
d'Arco e Michele Spagnolo. I difensori si arrendono stremati
dalla fame. |
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Lug. |
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Emilia |
Tallona lo Strozzi, impegnato
in un nuovo tentativo di raggiungere il Piemonte. |
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Piemonte |
E' a Fossano con 200 cavalli;
viene gravemente ferito alla conquista di Asti. |
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Toscana |
Rientra in Toscana. |
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1546 |
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Firenze |
Siena |
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Toscana |
E' inviato
con Chiappino Vitelli a Staggia a seguito di una rivolta in
Siena ai danni del presidio imperiale. |
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Estate |
Firenze |
Protestanti
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Germania |
Si porta con
200 cavalli leggeri in Germania per combattere a fianco degli
imperiali le milizie della lega protestante nella guerra smalcadica. |
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Ago. |
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Germania |
Cade con Cesare
da Napoli in un agguato nei pressi di Ratisbona; segue il principe
di Sulmona Filippo di Lannoy e Francesco d'Este e con costoro
si trova all'attacco di Ulm. |
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1547 |
Impero |
Impero Ottomano |
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Ungheria |
Si oppone ai turchi sul Danubio.
Nel conflitto si distingue per il suo valore. |
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1549 |
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Toscana e Umbria |
Alla morte del papa Paolo III
corre a Cortona e minaccia Perugia: il Medici lo persuade a più miti
consigli. |
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1550 |
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Il nuovo papa Giulio III gli
fa restituire i beni di cui è stato spogliato da Paolo III. |
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Chiesa |
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1551 |
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Chiesa |
Farnese |
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Lazio |
Viene inviato nel ducato di Castro
per togliere tale feudo ad Orazio Farnese: entra nella località senza incontrare
resistenza. |
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Nov. |
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Umbria |
Può fare ritorno nel perugino. |
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1552 |
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Firenze |
Impero Ottomano |
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Toscana |
E' a Pisa per fronteggiare
eventuali minacce dei turchi alla Toscana. |
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Lug. |
Firenze |
Francia |
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Toscana |
Combatte nella
guerra di Siena. A fine mese lascia Pisa con Carlotto Orsini
e si porta a Staggia sul confine. |
| 1553 |
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Toscana |
Si
porta a Montepulciano con 600 fanti scelti, gli è dato
il mandato di raccoglierne altri 1400 nel contado e di entrare
nel senese con Piero del Monte a Santa Maria. |
| Estate |
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Toscana |
Ha
il titolo di commisario generale. |
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1554 |
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Gen. |
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Toscana |
Scorre in val di Chiana, tenta
di entrare in Pienza, mette all'erta Buonconvento; Gian Giacomo dei
Medici lo chiama sotto Siena. |
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Mar. |
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Toscana |
Si unisce a Foiano della Chiana
con Ascanio della Cornia. Si impadronisce di Aiola, i cui difensori si
arrendono a discrezione: i fuoriusciti di Firenze e 7 contadini
sono impiccati ai merli delle mura. Si ferma a Castellina in
Chianti con Carlotto Orsini e Bartolomeo Greco e devasta il contado
fino a Lucignano. Muove con 700 fanti verso Torrita di Siena e si pone
in agguato nei pressi con il Greco: Flaminio Orsini e Paolo Orsini abbandonano
la località (che è messa a sacco) e riparano a Lucignano. Voglioso di
combattere perché non stimato da Gian Giacomo dei Medici, tiene una
pratica a Chiusi con il fuoriuscito fiorentino Santuccio da Cutigliano.
Il trattato si rivela doppio; lo Strozzi, informato, spedisce alla spicciolata
rinforzi a Chiusi agli ordini di Aurelio Fregoso e colloca tre agguati
a Chiusi, Chianciano e Monte di Venere. Il Baglioni si allontana con il della Cornia
dal ponte di Valiano e si avvicina alla località: cade nell'imboscata
al comando di 300 archibugieri. Respinto, sale a cavallo e ripara in
una casa verso il monte con alcuni soldati. Inizia a lottare ed è ucciso
con l'alabarda in mano; il della Cornia è fatto prigioniero. Il corpo
del Baglioni è raccolto da Mancino da Perugia e portato sulle spalle
per più di un miglio; caricato su un asino, è, alfine, condotto a Chianciano
per essere sepolto a Perugia. |
Grande guerriero. Buon capitano. Condottiero animosissimo.
Uomo valoroso ed onorato.