Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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0148      DALMASIO DEI BANOLI  (Diego Dalmasio di Bagnolo, Dalmaz di Banyuls, Dominus Dalmaxius, Almasio di Lincolis) Di Maiorca.

               + 1313 ca.

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avvesario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1307

 

 

 

 

 

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Napoli

Ghibellini

 

Emilia

Si trova con Diego della Ratta alla difesa di Bologna al comando di 700 cavalli catalani.

Sett.

Napoli

Verona  Mantova

 

Veneto e Emilia

Viene inviato in soccorso del marchese Azzo d'Este, al fine di fronteggiare gli scaligeri ed i Bonacolsi di Mantova. Tocca Ficarolo, espugna sul Po il castello di Serravalle a Po e si impadronisce della flotta di Botticella Bonacolsi. Supera la resistenza opposta dai difensori (100 cavalli e 1000 fanti), distrugge il ponte e la torre: fra gli avversari sono catturati o uccisi 300 uomini, senza contare quelli che muoiono annegati nel tentativo di fuggire. Il della Ratta rientra a Bologna, per cui il Banoli prosegue da solo nelle operazioni ed alla testa di 1200 bolognesi conquista anche Ostiglia.

1308

 

 

 

 

 

Ago.

Bologna

 

 

Emilia

Lascia Bologna con i suoi  catalani e le milizie bolognesi, assoldate nel quartiere di porta Ravenna, e si reca a Ferrara per portare aiuto a Fresco d'Este, che si trova in difficoltà per domare una rivolta organizzata da Giacomo Bocchimpani.

1309

 

 

 

 

 

Apr.

Chiesa

Venezia

500 fanti

Emilia

E' avviato a Ferrara dal nunzio del papa Clemente VI con 500 balestrieri. E' nominato da Roberto d'Angiò governatore della città.

Giu.

 

 

 

Emilia

Con Francesco d'Este e Galeazzo Visconti, respinge un attacco alla porta di San  Biagio; subito dopo impedisce agli avversari di ritirarsi verso Castel Tedaldo.

...

 

 

 

Emilia

A seguito della vittoria dei pontifici a Castel Tedaldo ed a quella di Francesco d'Este a Francolino sulla flotta nemica, rimane in Ferrara al comando del presidio con il cardinale legato Arnaldo Pelagrue.

Ott.

Chiesa

Fuoriusciti

 

Emilia

Non riesce a convincere i cittadini a muoversi verso Massa Fiscaglia ai danni di Salinguerra Torelli e di Ramberto Ramberti, che vi si sono asserragliati. Si accorda allora con Francesco d'Este: i nemici si danno alla fuga, inseguiti dai pontifici sino a Comacchio, dove il Torelli dispone di alcune imbarcazioni.

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Capitano g.le

Emilia

E' nominate rettore di Ferrara e capitano generale della Chiesa. Ha l'ordine di uccidere Francesco d'Este, sospettato di volersi impadronire della città con Lamberto da Polenta e Bernardino di Cunio.

1312

 

 

 

 

 

Ago.

 

 

 

Emilia

Approfitta dell'uscita da Ferrara dell'Este per una partita di caccia, fa chiudere le porte e ne ordina l'arresto. Costui è sorpreso alla porta del Leone da alcuni soldati, che lo fermano per imprigionarlo o ucciderlo in caso di resistenza: il marchese non si dà per vinto, si difende ed alla fine viene ammazzato con un suo compagno, colpito per primo da un fratello naturale del Banoli. Il corpo, martoriato da 50 ferite, è lasciato nudo sulla strada per quasi due ore. Immediatamente il Banoli fa catturare tre consiglieri del rivale i quali, sotto tortura, confessano ogni colpa: costoro sono impiccati davanti alle bancarelle dei calzolai nel quartiere di San Crispino. Fa catturare in Bologna anche Aldobrandino d'Este che, tuttavia, è rilasciato poco dopo. Per tutti questi atti viene sollevato nel suo incarico da Roberto d'Angiò.

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Venezia

Zara

1000 cavalli

 

Sulla fine dell'anno si offre ai veneziani con due figli e due fratelli ed è assoldato per sei mesi.

1313

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

Rimane inattivo da gennaio a marzo a causa di una malattia.

Apr.  Lug.

 

 

 

Croazia

Sbarca con Bonpaone di Catalogna (1000 cavalli, 1000 fanti, 1000 balestrieri trasportati da 15 galee) a Pontadura, a pochi chilometri da Zara. Riordina le truppe e dopo otto giorni marcia contro la città. Si accampa presso la Fontana, sul mare, per essere in contatto con la flotta veneziana, e si fortifica dietro alcuni steccati, forniti di torri, da lui fatti approntare. Il bano di Croazia Mladeno Subich raccoglie milizie slave e tedesche e si colloca al Barcagno, a due miglia dal suo campo, con il quartiere generale presso la chiesa di San Giacomo. Seguono tre mesi di scaramucce. Alla scadenza della ferma, il Banoli chiede ai veneziani il rinnovo della condotta con il soldo anticipato di tre mesi, perché i suoi uomini - a causa dell'avvicinarsi di condizioni atmosferiche più negative - hanno bisogno di tende e di baracche. Come controproposta gli viene riconosciuto solo l'anticipo delle paghe di un mese e la riduzione della paga mensile da 5 a 4 ducati il mese.

Ago.

 

 

 

Croazia

Ha aspri dissidi con i veneziani; entra in contatto con il bano di Croazia; gli sono promessi 2000 ducati dagli zaratini e passa alla difesa della città. Gli sono garantiti altri 1000 ducati di provvigione annua e gli è assicurato il trasporto garantito (sempre a spese di Zara) nel momento in cui decida di allontanarsi dalla Croazia.

Sett.

Zara

Venezia

 

Croazia

Ai primi del mese si appresta a dare l'assalto a Zara per conto dei veneziani; si accorda con gli avversari, che devono aprire le porte ai suoi soldati catalani per poi attaccare insieme le schiere della Serenissima. Un soldato di nome Lelio scopre il trattato, ne informa i provveditori che apprestano le contromisure necessarie e la protezione della flotta. Egli entra alla guardia di Zara, persuade gli abitanti a capitolare ad onorevoli condizioni ed a accettare la signoria dei veneziani.

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Puglia

Chiede di essere trasportato in Puglia secondo i patti; cinque galee naufragano durante il viaggio ed il Banoli raggiunge a stento la costa italiana a bordo della nave sulla quale si è imbarcato. Per alcune fonti, al contrario, annega in mare durante la traversata.

NOVE CITAZIONI

Valoroso nelle armi.

Uomo esperto nelle armi.

Capitano di grande fama

Capitano poco leale. Tipico capitano di ventura.