| Anno, mese |
Stato. Comp. ventura |
Avvesario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri
fatti salienti |
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1365 |
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| Mar. |
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Romagna |
Invia
propri procuratori a Forlì per prendere parte al parlamento
generale, convocato nella città dall'arcivescovo di Ravenna
Petrocino, vicario del cardinale Egidio Albornoz in Romagna.
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Primavera |
Cunio |
Milano |
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Romagna |
E' in conflitto
con i Visconti per il possesso di Zagonara. La disputa ha termine
con l'intervento del rettore pontificio della Romagna Daniele
del Carretto. |
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1371 |
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Lombardia |
Crea a Milano
l'armatura di ferro e di acciaio. |
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................. |
Milano |
Chiesa |
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Milita al servizio
di Bernabò Visconti. Catturato nel corso di un combattimento
dai pontifici, viene riscattato dal signore di Milano. |
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1373 |
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Ott. |
Comp. ventura |
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Lombardia |
Nel mantovano.
Fa parte della Compagnia di San Giorgio. |
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1375 |
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................. |
Venezia |
Genova Padova |
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Lombardia e Veneto |
A Mantova viene
contattato da Stefano Balbi e passa al servizio della Serenissima
contro i genovesi ed i carraresi nella guerra di Chioggia. Riceve
un acconto di 8000 ducati sui 25000 richiesti come spettanza;
si lascia corrompere con Pellegrino degli Adelardi dal doge
di Genova Niccolò Guarco e, presto, lascia il campo. |
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................. |
Chiesa |
Firenze |
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Affianca Giovanni
Acuto nella guerra degli Otto Santi contro i fiorentini. |
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1376 |
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Mar. |
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Romagna |
Partecipa all'eccidio
di Faenza, dove vengono uccisi circa 4000 uomini. |
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................. |
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Segue l'Acuto
nelle sue scorrerie. |
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1377 |
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Gen. |
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Costituisce
una propria compagnia di 200 lance, con la quale si pone al
servizio del cardinale legato Roberto di Ginevra (il futuro
antipapa Clemente VII). |
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Feb. |
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Romagna |
Entra in Cesena
con la compagnia dei bretoni e prende parte ad un secondo eccidio,
nel corso del quale in tre giorni rimangono uccise 5000
persone. |
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................. |
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Romagna |
Si ferma a
Cesena con Venturino da Cremona, mentre i bretoni sono
costretti ad abbandonare la località. |
| Nov. |
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Marche |
Stanzia
con la sua compagnia nel territorio di Monte Giorgio. |
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1378 |
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Ago. |
Milano |
Verona |
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Veneto |
Fonda nel veronese,
con Francesco da Correggio e Galeazzo Pepoli, la Compagnia di
San Giorgio, forte di 800 lance e di 700 fanti: essa è
composta di soli italiani. |
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Dic. |
Venezia |
Genova
Padova |
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Lombardia |
Si trova a
Marmirolo, nel mantovano, e si conduce per 25000 ducati per
i veneziani. E' bloccato sull'Adige dalle forze scaligere e
dalla piena del fiume: è così obbligato a desistere dal suo
tentativo di unirsi con le truppe della Serenissima. |
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1379 |
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Gen. |
Comp. ventura |
Bologna |
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Veneto |
Supera gli
ostacoli e contrasta nel veronese con efficacia 10000 cavalli
ungheri capitanati da Carlo di Durazzo. Si trasferisce nel bolognese
e gli sono consegnati 2000 ducati; si sposta in Romagna. |
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Feb. |
Comp. ventura |
Firenze |
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Toscana Emilia Romagna |
Si unisce con
l'Acuto e Lucio Lando per minacciare la Toscana. I fiorentini
sono obbligati a riconoscere ai venturieri 10000 fiorini; in
cambio ottengono la promessa che il loro territorio non sarebbe
stato molestato dai suoi uomini per diciotto mesi. Il Barbiano
ritorna nel bolognese con la sua compagnia di 800 lance: Bologna
è costretta a concedergli la medesima somma. Rientra in Romagna. |
|
Mar. |
Chiesa |
Antipapa |
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Marche e Umbria |
Passa agli
stipendi del papa Urbano VI al fine di combattere la compagnia
dei bretoni, che milita
per l'antipapa Clemente VII e per la regina Giovanna d'Angiò.
Si reca prima nel Montefeltro presso Antonio da Montefeltro;
è avvicinato dagli ambasciatori perugini, che lo convincono
con 2000 fiorini a non irrompere nel loro contado. Entra in
Assisi per un acquedotto; nel combattimento muore Antonio da
Correggio. |
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Apr. |
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Lazio |
I perugini
gli inviano 2000 fanti. Si scontra a Marino con Giovanni di
Maléstroit, Luigi di Montjoie e Bernardo della Sala: divide
l'esercito in due squadroni, di cui uno comandato dal Pepoli.
Sbaraglia gli avversari in una battaglia che dura cinque
ore: nel combattimento sono catturati
il della Sala ed il Montjoie con 1200 cavalli; i capitani
avversari sono tutti condotti a Roma. Entra nella città e vi
è accolto in trionfo; è armato cavaliere di Cristo con il Pepoli dal papa, che gli dona un'insegna
nella quale è dipinta una croce rossa con il motto "Italia liberata
dai barbari". |
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Mag. |
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Lazio |
Santa Caterina
da Siena gli invia una lettera affinché continui a militare
a favore del papa Urbano VI. |
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Estate |
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Lazio ed Umbria |
Recupera in
Roma Castel Sant'Angelo; affianca il cardinale di Vercelli Giovanni
Fieschi ed attacca in Viterbo il prefetto Giovanni di
Vico. Pone il campo in tre luoghi diversi senza darsi alcun
pensiero della città e del suo presidio. I suoi uomini
schivano ogni contatto con gli avversari per dare il guasto
ai vigneti e per distruggere le messi già mature; predano
uomini ed animali desolando tutte le proprietà e le abitazioni
del contado. Dopo due mesi di scorrerie, il Barbiano lascia
l'assedio per venire con il legato, il cardinale Giovanni Fieschi,
a Montefiascone ed a Orvieto, per togliere tale rocca a Rinaldo
Orsini. Con Ugolino da Montemarte (1200 cavalli e 200 fanti),
penetra nel Chiugi ai danni dei perugini e nel ducato di Spoleto.
Si accampa, infine, ad Anagni e costringe le truppe dell'antipapa
a ritirarsi nel regno di Napoli. |
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................. |
Durazzo |
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Romagna |
Rientra in
Romagna e con Guglielmo Ferrebach è assoldato da Giannozzo da Salerno per conto
di Carlo di Durazzo. |
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1380 |
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Feb. |
Comp. ventura |
Perugia Siena Pisa |
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Toscana |
Si spinge in
Toscana con la propria compagnia e la Compagnia dell'Uncino
di Villanuccio da Villafranca, oltre a numerosi fuoriusciti
ed un folto stuolo di ungheri (Pietro Cornwald) e di tedeschi
(Guglielmo Ferrebach). Minaccia i perugini che hanno mandato
truppe in soccorso ai fiorentini: chiede così in prestito al
comune di Perugia 2000 fiorini e si accontenta della metà. Viene
nel senese ed è avvicinato dai fiorentini, che gli ricordano
i suoi impegni dell'anno precedente. I pisani gli riconoscono
10000 fiorini. |
|
Mar. |
Comp. ventura |
Firenze |
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Toscana |
Spinto dai
fuoriusciti, entra in val di Strona: poiché in Firenze, contrariamente
alle aspettative, non si verifica alcun disordine colloca il
suo campo in più posti tra Staggia e Colle di Val d'Elsa, a
Poggibonsi, a Tavernelle Val di Pesa ed incomincia a derubare
gli abitanti, a bruciare le case, a prendere prigionieri. |
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Apr. |
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Toscana |
Tocca Carcheri,
Quaranta, Malmantile. Viene fronteggiato da Lucio Lando, dall'
Acuto e da Everardo Lando, che lo sconfiggono a Malmantile e
fanno prigioniero il fratello Giovanni con più di 200 uomini.
Lascia allora il contado di Empoli e ritorna in val d'Elsa.
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Mag. |
Comp. ventura
Orvieto |
Lucca
Antipapa |
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Toscana e Umbria |
Si riconcilia
con senesi e fiorentini che gli consegnano 40000 fiorini (10000
i primi e 30000 i secondi): da parte sua promette di non depredare
i loro territori per nove mesi. Avuti 10000 fiorini anche dai
lucchesi (dopo averne richieste richiesti 20000), prende la
strada della maremma. A fine mese si trova a San Giuliano, presso
Orvieto, per venire in soccorso di Ugolotto Biancardo che è
assediato dagli avversari nella rocca. Il Barbiano giunge in
ritardo e la fortezza cade nelle mani di Rinaldo Orsini e della
compagnia dei bretoni: di conseguenza, la fazione dei mercorini
è cacciata da Orvieto da quella dei muffati o beffati. Il Barbiano
protegge gli esuli con i suoi uomini fino al Paglia e da qui
prosegue per la sua strada. |
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Giu. |
Durazzo |
Napoli |
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Marche e Lazio |
Promette a
Rodolfo da Varano di non molestare le sue terre per quindici
mesi in cambio di 5000 fiorini. Con il Ferrebach, raggiunge
a Fano Carlo di Durazzo e lo segue nel regno di Napoli contro
le truppe di Giovanna d'Angiò: gli abitanti di Fano consegnano
ai due capitani 300 ducati per preservare dal saccheggio il
loro contado. Successivamente marcia verso il regno; devasta
le terre controllate dall'abbazia di Montecassino; mette a sacco
San Vittore del Lazio e San Pietro. |
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Lug. |
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Campania |
A Napoli, alla
battaglia di porta Capuana in cui viene battuto Ottone di Brunswick. |
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Romagna |
Si sposa con Beatrice da Polenta,
figlia di Guido. |
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1381 |
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Gen. |
Comp. ventura |
Firenze Siena
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Toscana e Umbria |
Si pone a Poggibonsi:
i senesi raccolgono numerose truppe per contrastare una sua
possibile incursione; preferisce dirigersi verso Perugia. |
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Sett. |
Napoli |
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Umbria |
Si trova a
Todi, quando Arezzo si ribella a Carlo di Durazzo ad opera della
fazione ghibellina, dei Tarlati e degli Ubertini. |
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Nov. |
Comp. ventura |
Arezzo |
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Umbria e Toscana |
Si incontra
a Ponte San Giovanni con Meo Bostoli ed è invitato in Perugia
ad un pranzo suntuoso con tutti i suoi uffuciali. A metà mese
punta su Arezzo con 1200 cavalli. Giunto a Castiglion Fiorentino,
manda nella città in avanscoperta 300 cavalli, entra per la
porta di Sant'Alberto (controllata dai durazzeschi) e da qui
irrompe nella città con il favore dei Bostoli. Arezzo viene
messa a sacco e non sono risparmiate neppure le case dei guelfi.
Il Barbiano chiede al governatore durazzesco Giacomo Caracciolo
la consegna della cittadella e della rocca, che gli vengono
rifiutate. Il viceré chiama in suo aiuto dallo spoletino la
Compagnia dell' Uncino di Villanuccio da Villafranca. |
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Dic. |
Comp. ventura |
Siena |
|
Toscana |
Si accorda
con il Villafranca, forma una compagnia di 1000 lance, molti
fanti e balestrieri; insieme i due condottieri scorrono il senese
fino ad Asciano. |
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1382 |
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Gen. |
Comp. ventura |
Firenze
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Toscana |
Razzia bestiame
e fa prigionieri al Sambuco ed a Tavernelle Val di Pesa. Gli
si oppone l'Acuto con 800 lance, 200 balestrieri e 600 fanti,
che si colloca a San Casciano in Val di Pesa, tallona il Barbiano
ed il Villafranca senza attaccarli e consente loro di rientrare
in Arezzo senza problemi. |
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Feb. |
Comp. ventura |
Lucca |
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Toscana |
Minaccia il
lucchese con il Villafranca. |
|
Mar. |
Comp. ventura |
Arezzo Cortona |
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Umbria e Toscana |
A Perugia i
lucchesi consegnano
ai due capitani 5000 fiorini dietro la promessa di non essere
molestati nel loro territorio per un anno. E' richiamato dal
Caracciolo ad Arezzo per opporsi ai ghibellini; il Barbiano
si accorda, viceversa, con Marco da Pietramala ed aiuta i membri
della fazione di quest'ultimo a rientrare nella città. Per tale
motivo entra in urto con il Villafranca. Taglieggia Cortona
ed estorce a tale comune più di 500 fiorini. |
|
Mag. |
Comp. ventura |
Perugia |
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Toscana e Umbria |
Per tacitarli
nelle loro pretese, Firenze e Siena assegnano a lui ed al Villafranca
30000 fiorini (10000 i senesi) in cambio dell'usuale vincolo
di non danneggiare i territori delle due repubbliche per diciotto
mesi. Il Villafranca si allontana dalla Toscana, mentre egli
staziona con i suoi uomini fra
Castelfiorentino ed il perugino. Entra nel contado di
Assisi e reclama dai perugini 3400 fiorini a fronte di paghe
pregresse; gliene sono dati 3500 affinché abbandoni l'assisate.
|
|
Giu. |
Napoli |
Angiò |
|
Toscana Romagna |
L'arrivo di
Luigi d'Angiò, giunto dalla Francia con 15000 cavalli e 3500
balestrieri per togliere a Carlo di Durazzo il regno di Napoli,
fa spostare il suo campo d'azione, lo costringe a lasciare Arezzo
ed a spostarsi in Romagna con 3000 cavalli. |
|
Ago. |
|
|
|
Romagna |
Difende Forlì
e Cesena dagli attacchi nemici; sconfigge e cattura nei pressi
di Bertinoro il Montjoie; fallisce, al contrario, il suo tentativo
di distruggere nel forlivese i depositi di foraggio degli avversari. |
|
Sett. |
|
|
|
Romagna e Marche
|
I francesi
vincono le sue linee di resistenza e penetrano nel regno di
Napoli. Si sposta anch'egli nel regno e nell'attraversare il
contado di Ascoli Piceno viene contattato da un certo
Cavallino, perché conduca un assalto ai danni di Ancona. |
|
................. |
|
|
|
Campania |
Porta avanti
con l'Acuto nel regno di Napoli una campagna sostanzialmente
fiacca. |
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1383 |
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Abruzzi |
Entra in L'Aquila
nei primi mesi dell'anno. |
|
1384 |
|
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|
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|
|
Apr. |
|
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Campania e Puglia |
Gli angioini
sconfiggono i durazzeschi a Campobasso ed entrano in Napoli.
Data la superiorità numerica degli avversari, suggerisce una
tattica temporeggiatrice, in attesa della disgregazione delle
loro forze prive di adeguate linee di vettovagliamento. Si porta
a Barletta e vi si ferma alcuni mesi. |
|
Giu. |
|
|
Gran connestabile |
Puglia |
Viene investito
dell'incarico di gran connestabile del regno a seguito della
morte di Giannozzo da Salerno. |
|
................. |
|
|
|
Abruzzi e Puglia |
Ottiene in
pegno le rendite della città di Trani e di Giovinazzo, allorché
la Compagnia di San Giorgio entra in agitazione presso Pescara
per il ritardo delle paghe. |
|
Sett. |
|
|
|
Puglia |
Batte i francesi
sotto le mura di Bari in un combattimento in cui gli sono uccise
due cavalcature e riporta cinque ferite. Assedia nel capoluogo
Luigi d'Angiò: invano quest'ultimo cerca di farselo amico con
lusinghe e promesse. |
|
Ott. |
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|
|
Puglia |
Si scontra
ancora con i nemici tra Barletta e Bari; l'Angiò muore dopo
pochi giorni a Bisceglie per cinque ferite riportate in tale
combattimento. Il Barbiano fa molti prigionieri, dei quali alcuni
sono uccisi. Assedia Bari. |
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1385 |
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|
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Feb. |
Napoli |
Chiesa |
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Romagna Marche e Campania |
Lascia la Romagna
con Azzo da Castello allo scoppio del conflitto tra il re di
Napoli ed il papa Urbano VI; attraversa il territorio di Fano
e la marca di Ancona con il gonfaloniere di Bologna Ramberto
Bacilieri ed assedia, con l'abate di Montecassino Pietro de
Tartaris, per più mesi il pontefice in Nocera. |
|
Lug. |
|
|
|
Campania |
Raimondo Orsini
del Balzo e Tommaso da San Severino assalgono con 3000 cavalli
le truppe sue e quelle del Villafranca e rompono l'assedio di
Nocera. Il pontefice può così abbandonare la località e riparare,
secondo le fonti, a Capo Palinuro, o sulle foci del Sele vicino
a Salerno, o addirittura sulle spiagge fra Trani e Barletta,
dove si può imbarcare su alcune galee genovesi e mettersi in
tal modo in salvo. |
|
................. |
|
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|
Campania |
Il Barbiano
occupa Nocera e vi cattura il nipote del pontefice Francesco
Prignano, le cui ambizioni sono state causa della guerra. |
|
Sett. |
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Puglia e Ungheria |
Lascia il campo
con il Villafranca ed il conte di Alife; si imbarca con i suoi
uomini a Barletta su 4 galee per accompagnare in Ungheria il
re di Napoli. |
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1386 |
|
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|
Gen. |
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|
In Italia a
seguito dell'uccisione di Carlo di Durazzo ad opera dei baroni
ungheresi. |
|
Apr. |
Cunio |
Bologna |
|
Romagna |
Si porta a
Ferrara con 200 cavalli per soccorrere il fratello Giovanni
dalle insidie dei bolognesi: la sua presenza induce costoro
a miti consigli. Si reca a Bologna. |
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.................. |
Napoli |
Angiò |
|
Campania |
Combatte a
favore di Ladislao d'Angiò, figlio del Durazzo. |
|
.................. |
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|
Campania |
Disperde a
Montecorvino, nel salernitano, il conte di Venosa Venceslao
da San Severino. Per la vittoria viene investito di Trani e
di Giovinazzo. |
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1387 |
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|
|
Mar. |
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|
Campania |
E' chiamato
a Napoli con Federico di Brunforte dalla regina madre Margherita d'Angiò; arriva con due galee ed una galeotta;
si addentra nella città ed in piazza delle Corregge viene sconfitto
dagli abitanti che si sono ribellati ai durazzeschi. |
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Sett. nov. |
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Campania |
Si ferma ad
Aversa con 300 cavalli e ne depreda il territorio. Si scontra
con Tommaso da San Severino ed il Brunswick; inferiore di forze,
è obbligato a rientrare nei suoi possedimenti in Puglia. |
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1388 |
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|
|
Gen. |
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|
Campania |
Con il Brunswick,
passato nel frattempo dal campo angioino a quello durazzesco,
e l'Acuto, parte da Aversa (4000 cavalli e 500 fanti)
per venire in soccorso dei difensori di Castel Capuano
in Napoli. |
|
Feb. |
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|
Campania |
Il Montjoie
esce da Napoli con 1600 cavalli e batte i tre condottieri. |
|
Apr. |
|
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|
Puglia |
Alla caduta
di Castel Capuano nelle mani nemiche, fa ritorno ai suoi possedimenti
pugliesi. |
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1389 |
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|
Viene riconfermato
nella carica di gran connestabile. |
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1390 |
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.................. |
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|
|
E' nominato
viceré della Calabria. Gli sono confermate Trani e Giovinazzo. |
|
Ott. |
Chiesa |
Angiò |
600 cavalli |
Puglia ed Emilia |
Si allontana
dalla Puglia e viene a Bologna; passa agli stipendi del papa
Bonifacio IX per combattere le truppe di Luigi d'Angiò. |
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1392 |
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|
|
Mar. |
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|
Campania e Puglia |
Prende la via
di Campobasso e si dirige verso la Capitanata; a San Bartolomeo
in Galdo si unisce con il Brunswick e, successivamente,
con Cecco dal Borgo. |
|
Apr. |
|
|
|
Puglia |
E' affrontato,
all'alba, ad Ascoli Satriano, da Tommaso da San Severino (5000
fanti e 2000 cavalli), che lo coglie di sorpresa con i suoi
uomini dopo avere marciato per ventiquattro ore dal fiume Bradano
ed avere percorso 70 miglia. Fatto prigioniero senza che i suoi
soldati abbiano avuto la possibilità di armarsi, per ottenere
la libertà deve pagare una taglia di 30000 fiorini ed a promettere
di non militare contro i San Severino per dieci anni.
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|
.................. |
|
|
|
|
Riprende la
guerra nel regno di Napoli e gli è dato il comando delle truppe
italiane. Con il Ferrebach, vende la terra di Pescara per 16000
ducati a Niccolò Orsini. |
|
Ott. |
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|
Ottiene la
riconferma nell'incarico di gran connestabile. |
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1393 |
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Mag. |
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|
Campania |
Con Cecco dal
Borgo ed Onofrio Pesce (3600 cavalli), soccorre in Capua Giovanni
da Fabriano; il Montjoie è costretto a levare l'assedio dalla
località. Il barbiano si sposta, successivamente, a Gaeta. Con
il maresciallo del regno, Francesco Dentice, vende Atri e Teramo
ad Antonio Acquaviva in cambio di 35000 ducati. |
|
Lug. |
|
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Lazio e Abruzzi |
Si accampa
a Traietto (Minturno) sul Garigliano con 3000 cavalli e 1600
fanti assieme con Cecco dal Borgo e Cristoforo Gaetani. Dopo
un consiglio di guerra tenutosi a Gaeta con Ladislao d'Angiò,
viene presa la decisione di attaccare L'Aquila. Per strada sottomette
alla causa regia i conti di Sora e di Alvito, entra negli Abruzzi
per il contado di Celano e sconfigge Rinaldo Orsini. |
|
.................. |
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|
Puglia |
Viene a discordia
con i veneziani, che si sono stanziati a Trani, e cerca di ritoccare
a suo favore i loro privilegi. |
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1394 |
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.................. |
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|
La flotta della
Serenissima lo obbliga ad addivenire ad un accordo che verrà
rinnovato nel 1398 e nel 1401. |
| Mag. |
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Toscana |
Passa per Firenze
con 400 lance: è diretto verso la Lombardia. |
|
.................. |
Milano |
|
Capitano g.le 100 lance |
|
Si conduce
agli stipendi di Gian Galeazzo Visconti, che già lo ha aiutato
nel raccogliere il denaro per il suo riscatto ai San Severino;
gli sono, inoltre, donate molte terre, fra le quali Nogarole
Rocca nel veronese e Montecchio Emilia nel reggiano. |
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1395 |
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Gen. |
Milano |
Lucca |
|
Toscana |
Si trova attorno
a Lucca con 5000 cavalli e ne infesta il territorio. |
|
Mar. |
Milano |
Firenze |
|
Toscana |
Si porta a
Ponte a Signa e scorre a Pozzolatico sotto le mura di Firenze. |
|
Sett. |
|
|
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Lombardia |
A Milano per
l'incoronazione a duca del Visconti da parte dell'imperatore
Venceslao di Boemia. |
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1396 |
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Giu. |
Milano |
Firenze
Lucca |
|
Toscana |
Si trasferisce
con 6000 cavalli in Toscana per soccorrervi il signore di Pisa
Jacopo d'Appiano. Con il fratello Giovanni, costringe Bartolomeo
Boccanera ad abbandonare il pisano ed a rientrare nel fiorentino.
Irrompe a sua volta nel fiorentino e non vi incontra resistenza;
tocca il senese e da qui punta direttamente su Firenze. Porta
le prede nel senese, ma non gli viene dato dalle autorità
il permesso di toccare il capoluogo; si dirige in val di Chiana
verso Montepulciano e da lì nell'aretino, sempre saccheggiando
i territori per dove passa. |
|
Dic. |
|
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|
Toscana |
Entra in Pisa
con il tesoriere del Visconti Niccolò Diversi (300 lance e 200
balestrieri); alloggia nell'arcivescovado e con la sua presenza
induce ancora il Boccanera a lasciare il contado. |
|
1397 |
|
|
|
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|
|
Gen. |
Milano |
Firenze |
|
Umbria e Toscana |
Apparentemente
sotto la veste di condottiero di ventura, si avvia in Umbria
con Luca di Canale,
Paolo Orsini, Giovanni da Barbiano, Paolo Savelli, Ottobono
Terzi e Ceccolo Broglia. Attraversa il territorio di Città di
Castello, viene a Monterchi e scende nell'aretino dove è raggiunto da Bartolomeo da Pietramala.
|
|
Feb. |
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|
Toscana Romagna |
Con lui si
unisce pure Ceccolino dei Michelotti; il Barbiano si ferma a
Cesena nell'attesa che si ribelli ai fiorentini San Miniato
ad opera di Benedetto Mangiadori. |
|
Mar. |
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|
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Toscana |
Si muove verso
San Miniato e, per strada, si imbatte in una compagnia di fiorentini,
che stanno inseguendo i fuoriusciti in fuga dalla stessa città
perché la congiura del Mangiadori è stata scoperta. Raccoglie allora
presso Siena 4000 cavalli e numerosissimi fanti, di cui molti
sono fuoriusciti, e con l'Orsini ed il Savelli conduce una scorreria
fin sotto le porte di Firenze. |
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Apr. mag. |
Comp. ventura |
Cortona
|
|
Umbria e Toscana |
Deve rimanere
inattivo per due mesi in val di Chiana per la mancanza di denaro.
Ciò non gli impedisce di scorrere nei territori circostanti.
Entra nel perugino e Biordo dei Michelotti, in cambio di 10000
fiorini, lo convince a depredare il volterrano ai danni di Uguccione
Casali. I suoi uomini assalgono Borghetto ma non riescono ad
impadronirsene; avanzano allora su Melello dove sono sconfitti
e messi in fuga fino al Torrione della Croce dalle milizie di
Volterra. |
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Giu. |
Milano |
Firenze |
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Toscana e Umbria |
Riceve il denaro
dal Visconti, pone il campo a Staggia con l'obiettivo di espugnare
il castello di Rincine in val di Sieve. Respinto dopo alcuni
sanguinosi assalti, è bloccato tra l'Arbia e Staggia dall'azione
di Bernardo della Serra che tiene dietro alle sue mosse e gli
chiude tutti i passi. Il Barbiano ricorre all'astuzia: minaccia
Arezzo in modo che ogni sforzo del della Serra si volga da quel
lato; nella realtà irrompe nel Chianti, attraversa la val di Greve e per Mercatale
sfocia nel Valdarno inferiore che trova impreparato alla sua
scorreria. Porta la desolazione in tale territorio per dieci
giorni. Di seguito attacca nel perugino Biordo dei Michelotti
. |
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Lug. |
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Toscana |
Ritorna con
il bottino nel senese; il campo fiorentino è sconvolto da gravi
disordini conseguenti alla decapitazione del Boccanera su ordine
del della Serra. Il Barbiano ne approfitta per invadere nuovamente
il fiorentino dalla parte del Chianti; occupa e dà alle
fiamme Castellina in Chianti;si accampa a Certosa, nei pressi
del capoluogo, e da qui brucia le case e riempie di terrore
tutti i paesi circonvicini. Oltre le prede, cattura più di 500
uomini d'arme nemici: i prigionieri, il bestiame razziato e
tutto ciò che è stato rubato viene portato in val di Pesa. Ritorna
sotto Firenze a Santa Maria d'Impruneta, si attenda a Pozzolatico
sulla confluenza dell'Ema nel Greve. Dopo nuovi guasti a
Giogoli, Galluzzo, Marignolle e Soffiano,
punta verso Pisa. Attraversa l'Arno, si accampa a
Lastra a Signa; invia i propri saccomanni sino a San
Gaggio; sono bruciati i raccolti a Colombaia ed a San Sepolcro
dai fuoriusciti fiorentini, da quelli pisani e da Giovanni da
Barbiano. Assedia per due giorni il castello di Ponte a Signa
difeso da Tommaso Rucellai. Vi perde sotto le mura molti uomini
fra morti e feriti; gli avversari respingono i viscontei e si
impadroniscono dello stendardo del Barbiano e di quello di Ceccolo
Broglia. Nella fortezza, da ultimo, entrano superando le sue
linee alcuni fanti e Fabrizio da Perugia con 25 cavalli. Il
Barbiano riprende il cammino per San Casciano e Siena a causa
della mancanza di foraggio per la sua cavalleria, di ferri per
le cavalcature e di altre necessità. Durante la ritirata
sono rapite due donne, figlie di Ghiandone Machiavelli, rinchiusesi
in una torre a Sant'Andrea in Percussina: una è fatta
prigioniera dal fratello Giovanni e la seconda dal nipote Conselice.
A tutto ciò segue una nuova incursione nel fiorentino a Colle
di Val d'Elsa, a San Gimignano ed in altre località:
gli avversari non si
fanno però trovare impreparati; il Barbiano è fronteggiato con
decisione dal della Serra le cui file si sono ingrossate, mentre
nell'esercito milanese si contano numerose defezioni. A mal
partito per la strettezza dei luoghi che gli ostacolano ogni
manovra, invia in avanscoperta 250 cavalli dei saccomanni. Costoro
sono inseguiti dai nemici che, in tal modo, gli lasciano
il campo libero: il Barbiano può allora muoversi indisturbato
per un'altra strada con il resto delle truppe, i prigionieri
ed il bottino. Nel proseguio
della campagna respinge i lucchesi a Vicopisano. |
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Ago. |
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Toscana |
Pone i suoi
alloggiamenti a Pisa con 5000 cavalli; fallisce un suo tentativo
di recuperare il castello di San Gervasio, nei cui pressi si
è posto in agguato Giovanni del Boneca con 500 fanti ed alcuni
cavalli. Distribuisce i suoi uomini tra Ponsacco, in val d'Elsa,
al Fosso Armonico ed a Santa Maria del Monte. Decide anche di
assalire il della Serra, ma il suo attacco viene respinto dagli
arcieri fiorentini. |
|
Sett. |
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Toscana
Lombardia |
E' richiamato
in Lombardia dal Visconti per unirsi nel mantovano con Jacopo
dal Verme. Si allontana dalla Toscana con 1000 lance; ne lascia
300 con il Savelli alla guardia di Pisa ed altrettante a Siena
con il Broglia. |
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Ott. |
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Lombardia |
Si spinge nel
serraglio di Mantova e con il dal Verme batte a Borgoforte i
nemici. |
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.................. |
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Lombardia |
Si avvicina
a Mantova distruggendo le opere difensive del serraglio. Il
sopraggiungere del freddo ed il cattivo tempo, lo portano -
infine - a fermarsi a Marcaria. |
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1398 |
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.................. |
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Lombardia |
E' pronto all'attacco
finale a Mantova; il Visconti si accorda, viceversa, con Francesco
Gonzaga ed il conflitto ha termine. |
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Mag. |
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Emilia |
Licenziato,
attraversa il bolognese e si dirige verso il regno di Napoli. |
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.................. |
Napoli |
Angiò |
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Campania |
Affronta un'ultima
volta le truppe angioine; si accampa ad Afragola, assedia Napoli
ed obbliga i difensori ad arrendersi. |
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1399 |
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Sett. |
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Il fratello
Giovanni è giustiziato dai bolognesi su istigazione del signore
di Faenza Astorre Manfredi.l barbiano aAbbandona il regno di
Napoli per vendicarsi di tale fatto. |
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Ott. |
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|
Romagna |
Attraversa
il territorio di Fano e prosegue per Rimini. |
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.................. |
Cunio |
Faenza |
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Romagna |
Attacca Faenza. |
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1400 |
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Giu. |
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Romagna |
Conduce un'accanita
guerra nel faentino; ne dà alle fiamme i raccolti ed ha numerose
scaramucce con gli avversari. Il Manfredi, inferiore di forze,
evita ogni occasione di battaglia campale. |
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Ago. |
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|
Romagna |
Si impadronisce
del castello di Fusignano. |
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.................. |
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Romagna |
Assedia Faenza
con Pino Ordelaffi e tiene la città bloccata con due bastie. |
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.................. |
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Puglia |
Viene segnalato
nei suoi possedimenti in Puglia. |
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1401 |
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Mar. |
Cunio |
Faenza |
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Romagna |
Di ritorno
dalla Puglia si allea con il signore di Bologna Giovanni Bentivoglio
per combattere ancora il Manfredi. Il Bentivoglio si accorda,
viceversa, con l'avversario: il condottiero è in tal
modo costretto a levare l'assedio da Faenza che stava per concludere
positivamente. |
|
Apr. |
Cunio |
Bologna |
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Emilia |
Mosso dall'ira,
invade il bolognese; tocca Quaderna, Varignana, Medicina; varca
l'Idice e spinge le sue scorrerie fino a San Lazzaro
di Savena. Prigionieri e bestiame razziato sono condotti a Barbiano;
a tutti i prigionieri (400 uomini) è imposto il pagamento di
una taglia. Il bottino è valutato in 60000 fiorini. |
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Mag. |
Milano |
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Lombardia |
Richiamato
in Lombardia dal Visconti, lo raggiunge a Pavia. |
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Giu. |
Milano |
Bologna |
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Romagna |
Cavalca nel
bolognese con il Terzi e ritorna con le prede a Barbiano. |
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Lug. |
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Emilia e Veneto |
Arriva sull'Idice
e sfida il Bentivoglio; questultimo esce da strada Maggiore
e lo invita ad entrare in Bologna. Avuto in ostaggio un figlio
del signore della città, vi si reca e vi passa la notte. Prende
accordi con il Bentivoglio; ricevuti 30000 ducati per le competenze
a lui dovute per la guerra di Faenza ed il mancato acquisto
di Granarolo come da intese precedenti, si dirige a Verona. |
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Sett. |
Milano |
Firenze Impero |
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Lombardia |
Viene a Brescia
per contrastare con il dal Verme, Carlo Malatesta, Pandolfo
Malatesta, Facino Cane ed il Terzi (4500 lance tutte italiane),
le truppe dell'imperatore Roberto di Baviera, chiamato in Italia
da fiorentini e da carraresi. |
|
Ott. |
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Lombardia |
Sconfigge a
Nave i tedeschi comandati da Francesco Novello da Carrara (16000
cavalli e 500 fanti). |
|
Dic. |
Milano |
Bologna |
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Emilia e Romagna |
Lascia il modenese
e riprende le ostilità con il Bentivoglio; supera il Reno e
per una settimana depreda orrendamente tutto il territorio fra
San Giovanni in Persiceto, Cento, Altedo, Granarolo, Cazzano,
Riccardina e Medicina. Sbaraglia i nemici a porta Mascarella
e fa decapitare Niccolò da San Piero perché colpevole di spionaggio.
Pone il campo a San Niccolò con 1800 cavalli, tocca San Prospero
ed ha Dozza per trattato. Libera i due capitani che ne sono
alla guardia, Bennolo Papazzoni e Marco Cattani: il Bentivoglio
fa subito impiccare il primo, mentre il secondo riesce a fuggire
a Rimini. Il Barbiano fornisce di 200 fanti la rocca per la
guardia della località e raduna tutti i fuoriusciti ed i nemici
del Bentivoglio nei suoi castelli di Barbiano e di Lugo in Romagna.
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1402 |
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Gen. |
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Emilia |
Giunge ad Altedo
con 500 lance; è qui raggiunto da altre schiere condotte da
Marcoardo dallla Rocca e dai fuoriusciti guidati da Bonifacio
e Nanne Gozzadini. Ottiene per
trattato molti castelli di confine, quali Pieve di Cento,
Massumatico, San Prospero, Galliera e Vergato. |
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Feb. |
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|
Emilia |
Si ribella
al Bentivoglio anche San Giovanni in Persiceto; il Barbiano
si presenta all'improvviso davanti alla porta delle Lame ed
a porta Galliera a Bologna, ed ha una scaramuccia con i provvigionati
dell'avversario. Viene sconfitto a Massumatico da Fuzzolino
Tedesco, dallo Scorpione, dal Tartaglia, da Lancillotto Beccaria
e da Muzio Attendolo Sforza Fra i suoi uomini sono catturati
più di 1000 uomini con diversi condottieri quali Alberto
Pio, Gherardo Rangoni e Marco da Pisa. Per la vittoria il Bentivoglio
si reca alla Madonna del Santo Monte, fuori porta San Mammolo
sul monte di San Paolo, ed ivi lascia i trofei conquistati sul
campo. |
|
.................. |
Milano |
Bologna Firenze |
|
Emilia |
Si ammala e
tale fatto dà l'opportunità al Bentivoglio di sorprendere il
suo campo con l'aiuto di genti d'arme fiorentine e di recuperare
i castelli persi in precedenza dai bolognesi. |
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Mag. |
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|
|
Emilia |
Ristabilitosi,
danneggia con il dal Verme (600 cavalli) il bolognese nei pressi
di San Giovanni in Persiceto; vi fa molti prigionieri e, al
solito, effettua grandi razzie di bestiame. Si impadronisce
di Dozza: un certo Antonio da Santa Lucia tratta per fargli
trovare aperta una porta di Bologna. La trama è scoperta
e molti congiurati sono giustiziati. Il Barbiano con Nanne Gozzadini
pone i suoi alloggiamenti a tre miglia da Bologna: nella città,
tuttavia, non nasce alcun tumulto a favore dei fuoriusciti.
Si muove, successivamente, con il Cane e Pandolfo Malatesta
in difesa di San Giovanni in Persiceto, su cui convergono Giacomo
da Carrara, Muzio Attendolo Sforza e Lancillotto Beccaria. Si
getta contro la Compagnia della Rosa, i cui capitani hanno sconfitto
e catturato il fratello Giovanni: costoro si difendono con vigore
e gli uccidono due cavalcature. Di notte i contendenti si separano
ed egli rientra in San Giovanni in Persiceto. |
|
Giu. |
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Capitano g.le |
Emilia |
Occupa Piumazzo,
Sant'Agata Bolognese, Manzolino e Crevalcore. Decide con il
dal Verme di attaccare gli avversari a Casalecchio di Reno;
si pone al comando della quinta colonna forte di 3000 cavalli
ed assale da più parti il campo nemico. Bernardo della Serra
è fatto prigioniero; il Bentivoglio fugge in Bologna. Il popolo
insorge ed i partigiani dei Gozzadini aprono le porte alla cavalleria
del dal Verme; subito dopo vi entra anch'egli per porta Saragozza,
che gli è consegnata da un fautore dello stesso Bentivoglio,
il macellaio Lando d'Ambrogino. La città è messa a sacco, i
soldati della Compagnia della Rosa sono svaligiati nei loro
alloggiamenti posti all' albergo della Luna, presso porta Santo
Stefano. Il Bentivoglio, dopo avere combattuto, si rifugia nel
palazzo dei Notai; ne esce travestito per rifugiarsi in una
casupola presso il ponte di Sant'Arcangelo, sulla Aposa, dove
abita la sua vecchia nutrice. E' messa una taglia sulla testa
dell'ex signore di Bologna; Domenico di Procolo scopre dove
si è nascosto e lo fa arrestare. Il Barbiano fa trascinare
il Bentivoglio al palazzo della Reggenza; costui è insultato
e minacciato di morte; viene forzato a chiedere perdono al Barbiano
ed a Nanne Gozzadini. Interviene, infine, mosso a pietà,
il Gozzadini che ordina la custodia del suo antico rivale in
una camera lontano dagli insulti. Nel frattempo la città
cade ufficialmente sotto il controllo del duca di Milano, grazie
alle pressioni messe in essere con il Gonzaga che permettono
di vanificare le ambizioni del Gozzadini; il Barbiano fa allora
uscire il Bentivoglio dalla camera in cui è sorvegliato,
lo accompagna nella piazza ed aizza il popolo ai suoi danni:
il corpo dell'ex-signore è fatto a pezzi, un barbiere gli taglia
un orecchio: i resti dopo lo scempio saranno messi in un mastello
per essere portati, senza preghiere né funerali, nella
chiesa di San Giacomo. Da ultimo il Barbiano invia in ostaggio
40 cittadini a Pavia (10 cavalieri, 10 dottori, 10 gentiluomini
e 10 mercanti). E' infeudato di Castel Bolognese ed il figlio
Manfredo ne è nominato conte. |
|
Lug. ago. |
|
|
|
Toscana |
Irrompe in
Toscana con 12000 cavalli e 18000 fanti; conduce la guerra con
un' asprezza tale che nessuno può entrare o uscire in Firenze.
E' chiamato a far parte del consiglio ducale con Carlo e Pandolfo
Malatesta, i vescovi di Pavia, di Novara, di Pisa e di Feltre;
il Gonzaga, il Montefeltro, Giovanni Colonna, il Savelli, Baldassarre
Spinola, Leonardo Doria, il dal Verme, il camerlengo Francesco
Barbavara, il cancelliere Giovanni da Carnago, i consiglieri
Pietro di Corte e Filippo dei Migli. |
|
Sett. |
|
|
|
Lombardia |
Gian Galeazzo
Visconti muore a Melegnano; il Barbiano si porta a Milano e
presenzia ai suoi funerali nel duomo. Si trova a fianco della
bara sul lato sinistro con Antonio da Montefeltro, il Savelli
ed il dal Verme. |
|
1403 |
|
|
|
|
|
|
Gen. |
Firenze |
Milano |
|
Emilia |
Cambia partito
a motivo dei suoi contrasti con il Barbavara e per la protezione
accordata dalle autorità milanesi ad Astorre Manfredi. Gli sono
consegnati dai fiorentini 50000 fiorini per due mesi di ferma.
Si pone all'assedio di Bologna. |
|
Feb. |
|
|
|
Emilia |
Restituisce
ai viscontei Montecchio Emilia e si reca a Ferrara per persuadere
Niccolò d'Este a passare anch'egli al soldo dei pontifici. |
|
Mar. |
|
|
|
Emilia |
Si incontra
ancora a Ferrara con il marchese d'Este. |
|
Apr. |
|
|
|
Emilia |
Contrasta i
viscontei comandati da Facino Cane e da Galeazzo Pio; tenta,
invano, di impadronirsi di Castel San Pietro Terme ed occupa
Castel Bolognese. |
|
Mag. |
|
|
|
Emilia |
I fiorentini
gli consegnano 50000 fiorini. Ha per trattato anche Castel San
Pietro Terme, giunge al ponte del Sillaro e ne viene respinto
da una sortita dei difensori. |
|
Giu. |
|
|
|
Emilia |
Si trova a
Ferrara e presenzia nella cattedrale alla cerimonia nella quale
viene consegnato a Niccolò d'Este il bastone di capitano generale.
Si trasferisce nel parmense con l'Orsini e Carlo Malatesta alla
testa di 2200 lance e di 1000 fanti, senza contare i fautori
dei Rossi, dei da Correggio e dei da Fogliano. |
|
Lug. |
|
|
Capitano g.le
500 lance |
Emilia e Romagna |
Il papa lo
nomina anche gonfaloniere della Chiesa. In Romagna è raggiunto
da ambasciatori del signore di Cremona Ugolino Cavalcabò, che
lo inducono a tentare un' azione diversiva in Lombardia. |
|
Ago. |
|
|
|
Lombardia Romagna |
E' con 600
lance e 400 fanti tra Lodi e Cremona. Con l'Orsini, Carlo Malatesta
e Niccolò d'Este, muove direttamente contro Milano; contribuisce
alla devastazione di Pavia. Allorché Carlo Malatesta firma per
conto dei pontifici la pace di Caledio con i viscontei, il Barbiano
se ne ritorna in Romagna, con la conferma da parte del pontefice dei suoi possedimenti di Tossignano e di
Castel Bolognese. |
|
Nov. |
Firenze |
Milano |
|
Romagna Veneto Lombardia |
Riprendono
le ostilità. I fiorentini lo inviano con 400/600 lance in soccorso
del Cavalcabò: dalla Romagna tocca Ferrara, Padova, il veronese
e raggiunge il Cavalcabò a Cremona con 2000 cavalli e 1500 fanti.
Partecipa alla difesa di Crema. |
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1404 |
|
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|
|
Lug. |
Ferrara |
Venezia |
Capitano g.le 1500 cavalli |
Lombardia ed Emilia |
Raduna a Cremona
1200 cavalli, attraversa il mantovano con un salvacondotto di
Francesco Gonzaga e per la via di Serravalle entra nell'estense. |
|
Sett. |
|
|
|
Veneto |
Si trova a
Ficarolo nel Polesine, caccia i rettori veneziani da Lendinara
e da Badia Polesine; occupa i borghi di Rovigo ed assedia la
città con l'Este ed Uguccione
Contrari. Si muove per venire a Padova
a sostegno dei carraresi; attacca a Limena il campo del
Savelli e disperde l'esercito nemico (cattura di 600 cavalli
e 200 fanti). |
|
Ott. |
Cunio |
Faenza Chiesa |
|
Veneto
Romagna ed Emilia |
Ritorna ad
assediare Rovigo, dove affianca il figlio Manfredo; alla notizia
che il castello di Sant'Alberto, nel ravennate, è assalito da
Azzo d'Este, lascia il campo per rientrare in Romagna e riprendere
il conflitto con il Manfredi. Riduce quest'ultimo ad un punto
tale, che il signore di Faenza è costretto a cedere la città
per 25000 fiorini al cardinale legato Baldassarre Cossa. Il
Barbiano pone le sue truppe tra Castel Bolognese ed Imola, mentre
l'esercito nemico, capitanato dal della Serra, si colloca sulla
sponda del rio Sanguinario. Su consiglio di Braccio di Montone,
attacca i pontifici: i suoi sono all' inizio respinti, finché
l'intervento del Montone, che sta alla retroguardia, capovolge
l'esito dello scontro. Si dirige verso Bologna; la sua marcia
è bloccata dal Reno in piena. In difficoltà per l'avvicinarsi
di milizie nemiche, fa costruire, sempre su suggerimento del
capitano perugino, tre ponti di legno e si trincera vicino a
questi capisaldi. La manovra ha successo e dal bolognese si
può spostare tra Modena e Castelfranco Emilia. Da ultimo, si
accorda con il Cossa per la somma di 25000 fiorini. |
|
1405 |
|
|
|
|
|
|
Feb. mar. |
Cunio |
Chiesa |
|
Emilia |
Riprende il
conflitto con il Cossa, ora legato dell'antipapa. Impedisce
il vettovagliamento di Bologna. E' avvicinato da Niccolò Roberti,
inviatogli dall'avversario: il Barbiano gli chiede la signoria
di Faenza e di Castel San Pietro Terme. A marzo viene stipulata
una tregua. |
|
Apr. |
|
|
|
Romagna |
Viene avvicinato
da emissari dei carraresi, che vogliono assoldarlo con la sua
compagnia di 600 lance e 300 fanti; anche i veneziani, tramite
il Contrari, esercitano analoghe pressioni nei suoi confronti. |
|
Mag. |
Cunio |
Chiesa |
|
Romagna ed Emilia |
In cambio di
14850 ducati si impegna con i veneziani a non militare per i
nemici della Serenissima per un periodo di tre mesi: nonostante
ciò invia alcune schiere comandate dal Montone, da Lorenzo Attendolo
e da Rosso dall'Aquila in soccorso dei carraresi. Richiama il
Montone, sospettato di tradimento, e cerca di farlo uccidere
dai suoi uomini. Il tentativo fallisce; capisce di essere stato
strumentalizzato dall'Attendolo e dall'Aquila e raccomanda il
Montone al Cossa. Il legato non rispetta le proprie obbligazioni
e per rappresaglia il Barbiano si appropria di molti carri di
grano che dalla marca di Ancona si stanno dirigendo su Bologna
per approvvigionare la città. Gli viene inviato il Roberti per
rabbonirlo; ha un colloquio diretto con il legato, cui chiede
la somma di 10000 ducati e l'investitura di Lugo, Barbiano,
Oriolo dei MIlle Fichi, Dozza, Tossignano, Castel Bolognese,
Pieve di Sant'Andrea, Fagnano e Liano. Gli è dichiarata guerra;
intervengono come pacieri Niccolò d'Este e Carlo Malatesta.
I capitoli non vengono rispettati dal Barbiano per l'inadempienza
del Cossa. |
|
Giu. |
|
|
|
Romagna |
I pontifici
si impadroniscono di molti suoi castelli; è scomunicato e la
relativa bolla è appesa a Bologna
sulle porte di San Pietro Maggiore e di San Petronio. Viene
assalito da 7000 uomini ed in una scaramuccia restano uccisi
100 uomini delle sue compagnie. |
|
Lug. |
|
|
|
Emilia |
E' assediato
in Castel Bolognese da Paolo Orsini. |
|
Ago. |
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|
|
Emilia |
Viene sfidato
a battaglia campale; gli sono tolte Liano e Fagnano. |
|
Sett. |
|
|
|
Romagna |
Perde Granarolo.
Ne segue una nuova tregua. |
|
Ott. |
|
|
|
Emilia |
Conclude la
pace con il Cossa; gli è riconosciuta la somma di 12000 fiorini
e gli sono confermati
in feudo tutti i castelli da lui detenuti (Lugo, Barbiano, Zagonara,
Cotignola, Riolo Terme, Dozza, Tossignano, Granarolo, Macincollo,
Monte Catone, Fagnano, Pieve di Sant'Andrea, Liano); da parte
sua restuisce ai pontifici Castel Bolognese e Dozza e si impegna
ad aiutarli contro gli Ordelaffi. |
|
.................. |
Chiesa |
Forlì |
|
Romagna |
Si accampa
a San Martino di Villafranca ed assedia Forlì. |
|
1406 |
Napoli |
Taranto |
|
Puglia |
Richiamato
da Ladislao d'Angiò, contrasta in Puglia le milizie del principe
di Taranto Raimondo Orsini del Balzo; al comando di 7000
cavalli e di molti fanti assedia per terra Taranto con
Antonio Acquaviva, mentre per mare la città è assalita
da 5 galee e da 3 grosse navi. Dopo due mesi è obbligato
a desistere dalle operazioni per la forte mortalità fra i suoi
uomini. |
|
1408 |
|
|
|
|
|
|
.................. |
Napoli |
Firenze Antipapa |
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|
Favorisce l'alleanza
fra Guidantonio da Montefeltro ed il re di Napoli e combatte
i fiorentini e le truppe dell'antipapa Alessandro V, comandate
dal Cossa. Lascia la Puglia. |
|
Dic. |
|
|
|
Umbria |
Si reca a Perugia
con 800 cavalli; la città stanzia 44 fiorini per ospitarlo con
la sua comitiva. |
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1409 |
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|
Gen. |
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Puglia e Marche |
Si dirige verso
Bologna contrastato dai fuoriusciti perugini. I
Malatesta lo bloccano a Montefiore dell'Aso, per cui
si ferma in Urbino. |
|
Apr. |
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|
|
Umbria |
Muore a Città
della Pieve per una malattia alla vescica. Ogni anno si svolge
a barbiano in suo onore il Palio di Alberico nel quale, dopo
una sfilata per le vie del paesecon abiti medievali, i quattro
rioni del borgo si affrontano in un torneo di tiro alla fune.
Il trofeo è rappresentato dalla riproduzione del suo
elmo e dal vessillo papale. GLi è dedicata anche la piazza
di Barbiano. Al condottiero è stato intitolato l'incrociatore
"Alberico da Barbiano", costruito dalle Acciaierie
Ansaldo di Genova e varato nell'agosto 1930. Impiegato nella
seconda guerra mondiale, la nave è stata affondata dagli
inglesi nel dicembre 1943 al largo di Capo Bon. |
Valoroso capitano. Uno dei condottieri più in vista del suo
tempo.
Celebre condottiero del suo tempo. Capitano di grande fama.
Innovò il modo di combattere del suo tempo; introdusse la
ventaglia all'elmo degli uomini d'arme e munì il collo di una goletta; coprì i
destrieri di lunghe barde di cuoio sino al ginocchio ed ornò la fronte dei
cavalli con uno stilo di ferro aguzzo.
Seppe dare un nuovo assetto tattico, specie intorno
all'impiego tattico della cavalleria, la quale, secondo i suoi insegnamenti, in
una battaglia doveva sempre caricare con violenza e scompaginare le squadre
nemiche, rompendone l'unità e la coesione.
Astuto capitano. Stratega prudente e avveduto, valente
consigliere.
Fu ritenuto pari a Giovanni Acuto nell'arte militare.
Gloria della milizia italiana; restauratore della
milizia e della libertà italiana. Ammaestrato dall'esperienza di tedeschi
ed inglesi apportò notevoli innovazioni nella milizia del suo
tempo. "Percioche al tempo suo facendosi tutte le guerre in Italia
con soldati forestieri, la qual cosa havea ridotta l'Itaalia in bruttissima
servitù; egli fu il primo che cominciò armare gli huomini
italiani in quella maniera c'hoggidì s'usa anchora; e perseguitò,
e cacciò tutti i barbari fuor d'Italia." Domenichi
Uomo feroce.
Di volto asciutto e di giusta statura.
"Un condottiero cui è stata attribuita
una patente di maestro dell'arte militare in gran parte esagerata."
Balestracci