| Anno, mese |
Stato. Comp. ventura |
Avvesario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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Fa le sue prime
esperienze nella compagnia di Giovanni Acuto. |
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1378 |
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Bologna |
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5 lance |
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Dic. |
Venezia |
Genova
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Lombardia |
Segue il fratello
Alberico nella Compagnia di San Giorgio. |
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1380 |
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Feb. |
Comp. ventura |
Siena
Firenze |
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Toscana |
Affianca ancora
il fratello in Toscana. |
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Apr. |
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Toscana |
E' sconfitto
e fatto prigioniero con 70 cavalli dalle milizie dell'Acuto,
di Lucio Lando e da quelle di Everardo Lando a Malmantile. |
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.................. |
Cunio
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Ferrara |
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Romagna |
Liberato, rientra
in Romagna e fronteggia gli estensi che lo assediano in Barbiano. |
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1381 |
Napoli |
Angiò |
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Campania |
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1382 |
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Gen. |
Comp. ventura |
Siena
Firenze |
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Toscana |
Con la Compagnia
di San Giorgio scorre il senese, in val d'Ambra; passa, successivamente,
nel fiorentino in val d'Elsa. |
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.................. |
Comp. ventura |
Chiesa |
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Marche |
Attraversa
le Marche e costringe il rettore della Marca Andrea Tomacelli
a riconoscergli 4000 ducati. |
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1383 |
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Gen. |
Padova |
Austria |
200 lance |
Veneto |
Milita agli
stipendi del signore di Padova. Allorché il duca Leopoldo
d'Austria sfida i carraresi, gli viene dato l'ordine di dare
il guasto al trevigiano con 200 lance. Nelle sue scorrerie tocca
Feltre e Belluno; rientra,
infine, a Padova. |
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Mar. |
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Veneto |
Ritorna nel
trevigiano. |
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Mag. |
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Veneto |
Con l'arrivo
a Belluno del duca d'Austria,
alla testa di molte truppe leva il campo da Mogliano Veneto
con Simone Lupo e Bernardo Scolari e si acquartiera prima a
Quinto di Treviso, presso la chiesa di San Giorgio, e, successivamente,
a Noale. |
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Ago. |
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Capitano g.le |
Veneto |
Riprende le
ostilità allo scadere di una tregua. Si ferma a Fontane, nei
pressi di Treviso, e
ne devasta il territorio tagliando le piante e dando fuoco ai
raccolti per tre miglia attorno alla città. Si getta su Oderzo
ed assale la città con le bombarde. |
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Sett. |
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Veneto |
Conquista Oderzo,
che viene messa a sacco; ne assedia, indi, la rocca e la fa
puntellare con cave. I difensori tedeschi si arrendono a patti;
i soldati italiani sono fatti prigionieri. Cavalca verso Motta
di Livenza, alla cui difesa è Gerardo da Camino, e combatte
la località per terra e per fiume con le bombarde. I difensori
della fortezza si arrendono a patti; la terra è saccheggiata. |
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Ott. |
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Veneto |
Occupa Fregona
e Castel di Torre, appartenenti ai caminesi, e punta su Conegliano. |
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Nov. |
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Veneto |
Assedia Conegliano
e fa costruire, come a Oderzo, molti cunicoli sotto le mura
per farle crollare: il Barbiano è, infatti, uno dei primi condottieri
a fare largo uso di mine. Fa dare un triplice attacco alla cinta
condotto da tre punti diversi: esso viene respinto con la morte
di molti assalitori ed il ferimento di 500 uomini. Attraversa
il Piave e si ferma sotto il Montello; ritorna a Padova ove
è accolto trionfalmente. |
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Dic. |
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Veneto |
Si trova a
Primolano con molti fanti per seguire l'esito di un trattato
ordito a Feltre; alla sua scoperta, abbandona il contado; nell'attraversare
il Cismon, perde molti uomini a causa della neve e del freddo. |
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1384 |
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Feb. |
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Veneto |
Entra in Treviso,
dopo i fanti di Cermisone da Parma e di Paolo da Bologna, a
seguito dell'acquisto della città per 80000 ducati dei carraresi
dal duca d'Austria. |
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Mar. |
Padova |
Camino |
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Veneto |
Cattura a Portobuffolè
Guecellone da Camino e spoglia in tal modo tutti i caminesi
delle loro antiche proprietà. Rientra a Padova. |
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.................. |
Chiesa |
Urbino |
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Marche |
Agli stipendi
del papa Urbano VI, contrasta le truppe di Antonio da Montefeltro. |
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1385 |
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Gen. |
Cunio |
Bologna Ferrara |
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Emilia e Romagna |
Affronta gli
avversari con Giovanni degli Ubaldini. Perde Conselice e Zagonara. |
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Feb. |
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Romagna |
Ospita a Barbiano
la compagnia dell'Ubaldini, di Giovanni Ordelaffi e di Riccardo
Ramsey. |
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Apr. |
Comp. ventura |
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Romagna e Marche |
Sconfigge i
bolognesi e si impadronisce di Barbiano cacciandone il capitano
Giacomo Boccadiferro. Restituisce Zagonara agli estensi; si
unisce, poi, con Azzo da Castello,
Ceccolo Broglia, Brandolino Brandolini, Conte da Carrara,
Boldrino da Panicale e devasta con costoro le Marche impadronendosi
di uomini e di bestiame. |
|
Mag. |
Padova |
Udine
Venezia |
Capitano g.le |
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Viene assunto
per soccorrere in Friuli il patriarca di Aquileja Filippo d'Alençon
in lotta con gli udinesi ed i nobili locali. |
|
Ago. |
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Veneto |
Lascia Padova
con 2000 cavalli. |
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Sett. |
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Veneto e Friuli |
Ottiene Portogruaro
da Rizzardo da Valvasone, che approfitta per il suo arrivo per
defezionare nel campo carrarese. Conquista i castelli di San
Vito al Tagliamento, difeso da 50 lance, e quello di Spilimbergo,
alla cui guardia si trovano un pari numero di uomini d'arme
e numerosi fanti. Ha anche Savorgnano; solo Maniaco e Sacile
resistono all'avanzata dei carraresi. Assedia San Daniele del
Friuli finché la piena del Tagliamento, che impedisce il vettovagliamento
delle sue truppe, lo obbliga a ritirarsi. |
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Ott. |
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Romagna |
Ritorna nei
suoi possedimenti. |
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Nov. |
Cunio |
Bologna |
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Romagna |
Con il fratello
Rinaldo e pochi seguaci, scaccia da Barbiano il presidio bolognese. |
|
Dic. |
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Romagna |
E' assediato
in Barbiano dagli avversari, capitanati da Lucio Lando. Promette
3000 ducati al capitano tedesco e costui allenta le operazioni
militari. |
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1386 |
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|
Apr. |
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Romagna |
Si accorda
con i bolognesi: gli è cancellato ogni bando, si riconosce censuario
del comune e si impegna a consegnare ogni anno, nel mese di
agosto, un falco la vigilia di San Bartolomeo. |
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.................. |
Bologna |
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1387 |
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|
Feb. |
Bologna |
Comp. ventura |
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Romagna |
Sconfigge la
compagnia di ventura di Lucio Lando. |
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1388 |
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Giu. |
Rimini |
Comp. ventura |
|
Toscana |
Si trova alla
guardia di Borgo San Sepolcro (Sansepolcro) allorché la località
è minacciata dalla compagnia di Giovanni Beltoft. |
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1389 |
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Giu. |
Firenze |
Rimini |
800 cavalli |
Romagna |
Raccoglie in
Romagna 800 cavalli.
Invade il riminese ed è sconfitto a Sant'Arcangelo di Romagna
da Carlo e da Pandolfo Malatesta che gli infliggono molte perdite. |
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.................. |
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Romagna |
Si vendica
dei Malatesta mettendo a sacco il riminese. |
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Autunno |
Bologna |
Milano |
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Emilia |
Combatte i
viscontei con Malatesta Malatesta e Niccolò Roberti. |
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1390 |
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.................. |
Chiesa |
Angiò |
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Campania |
Viene mandato
dal papa Bonifacio IX in soccorso della regina Margherita d'Angiò,
vedova di Carlo di Durazzo: viene respinto dalle milizie di
Luigi d'Angiò. |
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Primavera |
Bologna |
Milano |
Capitano g.le 200 lance e 200
fanti |
Romagna |
E' inviato
in Umbria con 150 lance; giunge presso San Marino, in località
le Penne, e vi è attaccato da Carlo Malatesta e dagli abitanti
dei vicini contadi. E' spinto in una valle da cui cerca, invano,
di uscirne per l'opposizione degli assalitori che pure subiscono
forti perdite (200 morti). Vi si fortifica con le sue truppe
ed invia messaggeri a Bologna alla ricerca di soccorsi. E' costretto
ad arrendersi nelle mani dei feltreschi, cui riconosce una taglia
di 5000 ducati; anche i fiorentini fanno pressioni su Antonio
da Montefeltro per la sua liberazione. Si reca a Bologna ed
a fine aprile è condotto dai bolognesi, che lo nominano capitano
generale con una condotta di 200 lance e di 200 fanti. Gli viene
pure concessa una provvigione di 600 fiorini.. |
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Giu. |
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Emilia |
Al comando
di 1000 lance, esce da Casalecchio di Reno e rifornisce di truppe
il castello di Piumazzo senza che se ne accorga Jacopo dal Verme.
Il capitano visconteo spedisce 300 lance per aggredire la località.
Il Barbiano attacca gli avversari, inferiori di numero, e cattura
400 cavalli; si congiunge con l'Acuto a Confortino, vicino al
Samoggia; batte ancora il dal Verme in due ore e fa prigioniero
Facino Cane. |
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Lug. |
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|
|
Emilia |
Irrompe nel
ferrarese con 500 lance e 1000 fanti e dà alle fiamme
più di 200 case sulle rive del Po; compie una scorreria a Mirandola
ed a fine mese, con 1000 lance e 500 fanti cavalca nel reggiano,
nel parmense e nel modenese accompagnato dall'ambasciatore del
duca di Baviera. Le terre attraversate non si ribellano, come
nelle speranze, a favore di Carlo Visconti, per cui
è forzato al rientro. |
|
Ago. |
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|
Emilia |
Tenta di impadronirsi
della bastia di Farinara con 400 lance. |
|
Sett. |
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Romagna |
Si infiltra
nel riminese con 500 lance e danneggia il territorio di Sant'
Arcangelo di Romagna. |
|
Ott. |
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Lombardia e Veneto |
Si trova a
Coazze nel mantovano; da qui entra nel vicentino e vi si unisce
con Francesco Novello
da Carrara per devastarne il contado. |
|
Dic. |
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|
Veneto |
Si reca a Padova
con 400 lance per proseguire la guerra nel vicentino e nel veronese. |
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1391 |
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Mar. |
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Veneto e Emilia |
Lascia
Padova, rientra a Bologna con 200 lance allorché la città
è minacciata dai viscontei; si colloca a Budrio e, pur inferiore
di forze, con Nanne Gozzadini, mediante continue scaramucce
tiene testa agli avversari fino al loro ritiro dal bolognese. |
|
Mag. |
|
|
|
Emilia |
Effettua una
nuova scorreria verso Mirandola. |
|
Giu. |
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Emilia |
Depreda il
territorio di Correggio ed il mantovano. |
|
Sett. |
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Toscana |
Raggiunge a
Tizzano l'esercito fiorentino con 600 lance, 300 balestrieri
e numerosi abitanti dell'aretino. Con l'Acuto, fronteggia il
dal Verme e gli vieta
il guasto. Sbaraglia gli avversari sul Nievole (cattura di 200
uomini d'arme). |
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1392 |
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Mag. |
Comp. ventura |
|
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Romagna
Toscana |
Raccoglie a
Barbiano con Conte da Carrara 1000 lance con le quali si sposta
in Toscana. Tratta con il marchese della Marca Andrea Tomacelli. |
|
Giu. |
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|
Toscana |
Costituisce
la Compagnia di San Giorgio (4000 cavalli) con il Broglia, il
Brandolini, Biordo dei Michelotti, Azzo da Castello e Giovanni
Tedesco da Pietramala. |
|
Lug. |
Comp. ventura |
Perugia
C.di Castello
Firenze
Siena
Pisa
Lucca |
|
Umbria e Toscana |
Giunge a Sigillo
(Nocera Umbra); distrugge i contadi di Perugia, di Città di
Castello e minaccia Firenze, cui chiede il pagamento di una
taglia di 100000 fiorini. Il comune oppone resistenza; alla
fine, i venturieri vengono allontanati in cambio di 40000 fiorini
e la promessa di non essere molestati per un anno. Altre taglie
sono imposte ai comuni di Siena (7000 fiorini), di Pisa (12000)
e di Lucca (8000) che cedono alle intimidazioni. La compagnia
rientra nel perugino e si divide il bottino. Subito dopo il
Barbiano, con il Michelotti, il Brandolini ed il Broglia (6000
cavalli e molti fanti), assale i perugini, le cui truppe sono
ora comandate da Azzo da Castello e da Giovanni Beltoft (cui
il condottiero romagnolo cattura 60 cavalli). I perugini chiedono
una tregua al Michelotti. |
|
Ago. |
|
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|
Umbria |
I capitani
della compagnia (escluso il Michelotti) sono tacitati dai perugini
con 6000 fiorini. |
|
Sett. |
|
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|
Si collega
al la compagnia anche Corrado Lando; in ogni caso questa associazione
si scioglie in breve tempo per discordie interne. |
|
Ott. |
Chiesa |
Fermo
Camerino |
|
Marche |
Con il Broglia,
il Brandolini e Conte da Carrara (2500 cavalli), si pone al
servizio di Andrea Tomacelli per contrastare la lega delle città
marchigiane (Macerata, Recanati, Fermo, Ancona e Camerino).
Sono coinvolti nel conflitto i contadi di Sant'Elpidio a Mare,
di Montegranaro e di San Giusto; le azioni hanno luogo vicino
a Fonte Fallera (Falerone). |
|
Nov. |
|
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|
Puglia |
Ha l'incarico
di castellano a Trani per conto del fratello Alberico. |
|
1393 |
|
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|
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|
|
Apr. |
Comp. ventura |
Bologna
Firenze
Ferrara |
|
Umbria |
Con Corrado
Lando, il Carrara, il Michelotti ed Azzo da Castello, forma
una compagnia di 2500 cavalli e molti fanti. Il Barbiano ottiene
con il Carrara uno stipendio dai bolognesi; analoghe condotte
sono concesse agli altri venturieri da fiorentini e da estensi. |
| Mag. |
|
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|
Umbria |
Viene invitato
dai fiorentini a non molestare il territorio di Città
di Castello. |
|
.................. |
Milano |
|
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|
.................. |
Comp. ventura |
Lucca |
|
Toscana |
Congedato ufficialmente
dal conte di Virtù Gian Galeazzo Visconti, muove nel lucchese
con molti fuoriusciti e volontari pisani. Viene respinto a Ripafratta. |
|
1394 |
|
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|
|
Giu. |
Este |
Ferrara |
|
Emilia |
Aiuta il congiunto
Azzo d'Este, figlio di Francesco, contro il marchese Niccolò. |
|
1395 |
|
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|
|
Gen. |
Milano Firenze
Este |
Lucca
Milano
Ferrara |
400 lance |
Toscana Emilia
Emilia |
Segue il fratello
Alberico e con 5000 cavalli infesta il lucchese. I fiorentini
lo corrompono e lo allontanano dalla Toscana con 400 lance per
soccorrere i bolognesi, che sono minacciati, a loro volta, dai
viscontei. Si allontana in breve anche da tale terreno e raccoglie
1500 cavalli e 800 fanti per aiutare Azzo d'Este contro gli
estensi, con i signori di Ravenna, Forlì ed il nipote Ludovico
da Zagonara. A fine mese, tenta di penetrare nel ferrarese,
ma la flotta nemica, comandata da Francesco Bellai, gli impedisce
il passo e scompagina le sue truppe. Rientra a Barbiano. |
|
Mar. |
|
|
|
Emilia e Romagna |
Promette a
Simone di San Giorgio, emissario del marchese di Ferrara, di
uccidere Azzo d'Este in cambio di 30000 ducati e del possesso
dei castelli di Lugo e Conselice. Con il figlio Conselice, uccide,
dopo avergli fatto indossare i vestiti dell'Este, un servo tedesco
di Ato di Rodiglia, di nome Cervo, che assomiglia alla vittima
designata. Il San Giorgio riconosce nel morto Azzo d'Este, per
cui il Barbiano riceve il denaro pattuito ed i due castelli;
imprigiona i capitani dei presidi. |
|
Apr. |
|
|
|
Romagna |
Affianca a
Consandalo le milizie contadine di Azzo d'Este; dopo la sconfitta
di Portomaggiore, sorge una lega per abbatterlo; i fiorentini
cercano invano di fargli abbandonare il campo. |
|
Lug. |
Cunio |
Ferrara
Firenze |
|
Romagna |
Viene assediato
in Barbiano; Astorre Manfredi e gli estensi cingono d'assedio
Lugo ed altri castelli. Si interpone a suo favore il Visconti,
che minaccia di svincolare Alberico da Barbiano e di lasciarlo
muoversi a sua difesa. Vi è una tregua tra le parti. Un episodio
di tale conflitto è riportato in una novella di Franco
Sacchetti. E' fatta costruire dal Manfredi una forte bastia
nei pressi di Barbiano che tiene il condottiero molto impegnato.
In particolare, un capitano tedesco avversario, di nome Guarnieri,
assale in continuazione gli uomini del Barbiano alla testa di
10 cavalli e porta le sue scorrerie fin sotto le mura del castello.
Giovanni da Barbiano fa pascolare alcune paia di buoi tra il
castello e la bastia; arma un suo fedele come il tedesco e lo
fa uscire nascostamente da Barbiano con altri 10 armati; lo
fa incamminare verso Faenza. Costui simula di assalire i contadini
con le bestie al pascolo per impadronirsi del bestiame; costoro
fuggono verso la bastia gridando al soccorso e chiedono che
siano loro aperte le porte. I difensori scambiano da lontano
il falso Guarnieri con quello vero, aprono la porta esterna
e fanno entrare gli uomini armati. Una sentinella della porta
interna, messo in sospetto, chiede al falso Guarnieri di togliersi
l'elmo e farsi in tal modo riconoscere. Gli uomini di Giovanni
da Barbiano si danno alla fuga, inseguiti dai sassi e da colpi
di balestra, e lasciano i buoi nelle mani nemiche. |
|
Ago. |
|
|
|
Romagna |
Il Manfredi
rompe l'armistizio;
come risultato, fiorentini ed estensi appoggiano il Barbiano
contro il signore di Faenza. |
|
1396 |
|
|
|
|
|
|
Gen. |
Comp. ventura |
Firenze |
|
Toscana |
Mette all'erta
i fiorentini con Filippo da Pisa e Ludovico Gabriotto Cantelli. |
|
Feb. |
Chiesa |
Perugia |
|
Toscana |
Passa al servizio
del papa Bonifacio IX contro il Michelotti, insignoritosi di
Perugia |
|
Mar. |
|
|
|
Umbria |
Alla conclusione
della pace, il Michelotti lo induce con doni e la fornitura
di armi (2000 verrettoni) ad allontanarsi dal perugino. |
|
Giu. |
Pisa |
Comp. ventura
Firenze Lucca |
800 cavalli |
Toscana |
E' agli stipendi
del signore di Pisa Jacopo d'Appiano per opporsi alla compagnia
di Bartolomeo Boccanera e del Cantelli. Attraversa il fiorentino
ed il senese; conduce una scorreria fin sulle porte di Firenze
e rientra con le prede nel senese. Gli è interdetto l'entrata
in Siena; si volge allora prima in val di Chiana verso Montepulciano
e, poi, verso l'aretino cui dà il guasto. Soccorre Obizzo da
Montegarulli, impegnato in un conflitto con i lucchesi. |
|
Lug. |
Pisa
|
Firenze
Lucca |
|
Toscana |
Si porta con
i fuoriusciti lucchesi a Ripafratta ed in val di Serchio; battuto
dagli avversari, viene attaccato in Castiglioncello del Trinoro
dal Boccanera, da Antonio degli Obizzi, dal Cantelli e da Ugo
di Monforte: riesce a sconfiggere i nemici, dopo un iniziale
sbandamento dei suoi, per la scarsa resistenza frapposta dal
Boccanera. Licenziato apparentemente dall'Appiano, al termine
della guerra, continua a devastare il lucchese; rientra, alfine,
in Lombardia. |
|
Ago. |
Comp. ventura |
Mantova Ferrara |
|
Lombardia |
Spinto dal
Visconti, infesta il mantovano e le zone di confine per prestare
soccorso a Francesco da Sassuolo in rotta con gli estensi. |
|
Ott. |
|
|
|
Emilia |
Assale Vignola
ed irrompe nel borgo ove dà fuoco ad alcune case. Dalla città
esce il podestà per spegnere l'incendio, i partigiani dei Grassoni,
suoi alleati, rompono un tratto delle mura ed immettono il Barbiano
in Vignola. Assedia nella rocca Isoresio Roberti ed Alamanno
degli Obizzi. I difensori
cedono a patti dopo vari attacchi ed il fuoco dell'artiglieria
portato con alcuni piccoli pezzi contro le mura. Il Barbiano
non mantiene le condizioni previste dalla capitolazione e gli
avversari vengono spogliati dei loro beni. Indirizza il bottino
a Mirandola ed a Sassuolo e si installa nella seconda località
per due mesi seminando il terrore nel circondario. |
|
Dic. |
Milano |
Firenze |
500 cavalli |
Toscana |
Si trasferisce
in Toscana con Marcoardo dalla Rocca (2000 cavalli) al fine
di bloccare le scorrerie del Boccanera e di Antonio degli Obizzi.
Tocca Ripafratta e Santo Stefano. Si ferma a Pisa. La sua compagnia
di 500 cavalli staziona in val di Serchio. |
|
1397 |
|
|
|
|
|
|
Gen. |
|
|
|
Emilia |
Staziona alcuni
giorni nel parmense. |
|
Feb. |
Milano |
Firenze |
|
Toscana |
E' spinto in
Toscana dal duca di Milano; cavalca nel lucchese e giunge a
Massa. Viene a trovarlo il podestà di Lucca Pietro Branchi:
gli promette di restituire i prigionieri e di non fermarsi nel
contado per più di quindici giorni: Non osserva la parola data,
si impadronisce, anzi, di Massa e vi cattura anche l'ambasciatore
del comune Stefano Poggio, cui in precedenza ha concesso un
salvacondotto. Si trasferisce in val di Serchio, perché non
trova più foraggio per la sua cavalleria. Lo contrasta in val
di Nievole Bernardo della Serra. |
|
Mar. |
|
|
|
Toscana |
E' scoperto
il trattato di Benedetto Mangiadori in San Miniato; rientra
nel lucchese con Paolo Orsini ed Ottobono Terzi. Scorre con
il fratello fin sulle porte di Firenze. |
|
Giu. |
|
|
|
Toscana |
Si trova nel
pisano con Galeazzo da Mantova; tocca Capannoli, San Lorenzo
alle Corti, Asciano, Santa Maria del Giudice, Ponte a Serchio.
Provoca ovunque gravi danni. |
|
Lug. |
Milano
Bologna |
Firenze Lucca
Milano |
Maresciallo
di campo
1500 cavalli
|
Toscana
Lombardia |
Arriva a Ponte
San Piero e continua nelle devastazioni devastazioni in val
di Serchio. Si colloca nel borgo di Ripafratta: allorché
Carlo Ronghi e Galeazzo da Mantova sono sconfitti e fatti prigionieri
dai fiorentini nei pressi di Lupocavo, attacca i nemici, li
coglie in disordine e libera i due capitani. Nel combattimento
sono catturati 100 cavalli. Di seguito, abbandona nottetempo
Ripafratta, tocca Santo Stefano e Barbaricina facendo prigionieri
e razziando ancora bestiame in val di Serchio ed in Valdarno.
Assedia il castello di Lastra a Signa e ne devasta il contado
finché la mancanza di vettovaglie lo obbliga a rientrare a San
Casciano in val di Pesa. Si trasferisce nel lucchese; si scontra
ancora con i fiorentini e dà alle fiamme Ruota. Nel corso
della sua azione sono rapite due donne, figlie di Ghiandone
Machiavelli, rinchiusesi in una torre di Sant'Andrea in Percussina:
una è da lui fatta prigioniera, la seconda invece rimane
in potere del figlio Conselice. Subito passa al soldo dei bolognesi
che lo mandano nel mantovano in aiuto di Francesco Gonzaga;
è nominato maresciallo di campo dell'esercito della lega con
Pataro Buzzaccarini, Guardone Inglese e l'Orsini. |
|
Ago. |
|
|
|
Lombardia |
Partecipa alla
battaglia di Governolo (dove ha il comando della terza schiera)
e, con Pandolfo Malatesta, coopera a riequilibrare le sorti
del combattimento condizionato temporaneamente dall'intervento
di Ugolotto Biancardo. |
|
................... |
|
|
|
Lombardia |
Viene incaricato
con Conte da Carrara di trasferirsi nel bresciano per sostenervi
i guelfi di Giacomo Avogadro che si sono ribellati ai ducali:
entrambi i condottieri si rifiutano di eseguire l'ordine e per
tale fatto sono sospettati da alcune fonti di slealtà. |
| Nov. |
|
|
|
Umbria |
A metà
mese attraversa il territorio di Città di Castello. Nel
suo passaggio esige del denaro dietro la promessa di non danneggiare
il contado. |
|
Dic. |
|
|
|
Lombardia |
In conseguenza
delle ripetute battute di arresto delle truppe della lega, a
lui ed al Carrara viene inviata in soccorso via Po una flotta
di 7 galee e di 70 barche armate. |
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1398 |
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Apr. |
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E' dichiarato
proprio aderente dai bolognesi. |
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Mag. |
Bologna |
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Emilia |
I bolognesi
gli riconfermano la condotta. |
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1399 |
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Mar. |
Bentivoglio |
Bologna |
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Emilia |
Aiuta Bentivoglio
e Gozzadini ad impadronirsi di Bologna ai danni di Carlo Zambeccari:
non riesce ad arrivare in tempo, secondo i piani convenuti con
Nanne Gozzadini, alla porta di San Donato ed i fuoriusciti sono
forzati a fuggire. |
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Ago. |
Comp. ventura |
Bologna
Ferrara |
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Emilia |
Scorre nel
bolognese commettendovi molte ruberie, violenze e stupri. Entra
nel modenese con 1200 cavalli e si porta a Vignola; esce dalla
città per l'attacco portatovi dagli estensi comandati da Filippo
da Pisa. Gli viene contro, per i bolognesi, anche la Compagnia
della Rosa condotta da Tommasino Crivelli, da Tommaso da Castello,
da Giovanni Malvicini e da Giovanni dell'Ischia: E' sconfitto
di notte e fatto prigioniero a Spilamberto. Viene portato a
Bologna ed è rinchiuso con i congiunti, catturati nella
medesima circostanza,, nel palazzo dei Signori. |
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Sett. |
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Emilia |
E' decapitato
sulla pubblica piazza del comune su istigazione di Astorre Manfredi.
Viene sepolto a Bologna nella chiesa di San Francesco degli
Eremitani con il figlio Conselice
ed altri parenti. E' ricordato in una bovella di Franco Sacchetti. |
Valoroso guerriero.
Perito nell'arte militare.
Celebre capitano di ventura di quei tempi.
Maestro di tradimenti.
Uno dei più feroci guerrieri del secolo. Capitano di ladri.
Persona molto inquieta.
Sagace di cervello.
Per la celerità con cui soleva condurre i combattimenti fu
detto fulmine di guerra.