Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
A B C D E F G H I J L M N O P Q R S T U V W X Z
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0153      GIOVANNI DA BARBIANO  Conte. Signore di Lugo, Conselice, Zagonara e Vignola. Fratello di Alberico, padre di Conselice, zio di Ludovico da Zagonara e di Manfredo.

               + 1399 (settembre)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avvesario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

..................

 

 

 

 

Fa le sue prime esperienze nella compagnia di Giovanni Acuto.

1378

 

 

 

 

 

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Bologna

 

5 lance

 

 

Dic.

Venezia

Genova 

 

Lombardia

Segue il fratello Alberico nella Compagnia di San Giorgio.

1380

 

 

 

 

 

Feb.

Comp. ventura

Siena  Firenze

 

Toscana

Affianca ancora il fratello in Toscana.

Apr.

 

 

 

Toscana

E' sconfitto e fatto prigioniero con 70 cavalli dalle milizie dell'Acuto, di Lucio Lando e da quelle di Everardo Lando a Malmantile.

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 Cunio

Ferrara

 

Romagna

Liberato, rientra in Romagna e fronteggia gli estensi che lo assediano in Barbiano.

1381

Napoli

Angiò

 

Campania

 

1382

 

 

 

 

 

Gen.

Comp. ventura

Siena  Firenze

 

Toscana

Con la Compagnia di San Giorgio scorre il senese, in val d'Ambra; passa, successivamente, nel fiorentino in val d'Elsa.

..................

Comp. ventura

Chiesa

 

Marche

Attraversa le Marche e costringe il rettore della Marca Andrea Tomacelli a riconoscergli 4000 ducati.

1383

 

 

 

 

 

Gen.

Padova

Austria

200 lance

Veneto

Milita agli stipendi del signore di Padova. Allorché il duca Leopoldo d'Austria sfida i carraresi, gli viene dato l'ordine di dare il guasto al trevigiano con 200 lance. Nelle sue scorrerie tocca Feltre e Belluno;  rientra, infine, a Padova.

Mar.

 

 

 

Veneto

Ritorna nel trevigiano.

Mag.

 

 

 

Veneto

Con l'arrivo a  Belluno del duca d'Austria, alla testa di molte truppe leva il campo da Mogliano Veneto con Simone Lupo e Bernardo Scolari e si acquartiera prima a Quinto di Treviso, presso la chiesa di San Giorgio, e, successivamente, a Noale.

Ago.

 

 

Capitano g.le

Veneto

Riprende le ostilità allo scadere di una tregua. Si ferma a Fontane, nei pressi di  Treviso, e ne devasta il territorio tagliando le piante e dando fuoco ai raccolti per tre miglia attorno alla città. Si getta su Oderzo ed assale la città con le bombarde.

Sett.

 

 

 

Veneto

Conquista Oderzo, che viene messa a sacco; ne assedia, indi, la rocca e la fa puntellare con cave. I difensori tedeschi si arrendono a patti; i soldati italiani sono fatti prigionieri. Cavalca verso Motta di Livenza, alla cui difesa è Gerardo da Camino, e combatte la località per terra e per fiume con le bombarde. I difensori della fortezza si  arrendono a patti; la terra è saccheggiata.

Ott.

 

 

 

Veneto

Occupa Fregona e Castel di Torre, appartenenti ai caminesi, e punta su Conegliano.

Nov.

 

 

 

Veneto

Assedia Conegliano e fa costruire, come a Oderzo, molti cunicoli sotto le mura per farle crollare: il Barbiano è, infatti, uno dei primi condottieri a fare largo uso di mine. Fa dare un triplice attacco alla cinta condotto da tre punti diversi: esso viene respinto con la morte di molti assalitori ed il ferimento di 500 uomini. Attraversa il Piave e si ferma sotto il Montello; ritorna a Padova ove è accolto trionfalmente.

Dic.

 

 

 

Veneto

Si trova a Primolano con molti fanti per seguire l'esito di un trattato ordito a Feltre; alla sua scoperta, abbandona il contado; nell'attraversare il Cismon, perde molti uomini a causa della neve e del freddo.

1384

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Veneto

Entra in Treviso, dopo i fanti di Cermisone da Parma e di Paolo da Bologna, a seguito dell'acquisto della città per 80000 ducati dei carraresi dal duca d'Austria.

Mar.

Padova

Camino

 

Veneto

Cattura a Portobuffolè Guecellone da Camino e spoglia in tal modo tutti i caminesi delle loro antiche proprietà. Rientra a Padova.

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Chiesa

Urbino

 

Marche

Agli stipendi del papa Urbano VI, contrasta le truppe di Antonio da Montefeltro.

1385

 

 

 

 

 

Gen.

Cunio

Bologna Ferrara

 

Emilia e Romagna

Affronta gli avversari con Giovanni degli Ubaldini. Perde Conselice e Zagonara.

Feb.

 

 

 

Romagna

Ospita a Barbiano la compagnia dell'Ubaldini, di Giovanni Ordelaffi e di Riccardo Ramsey.

Apr.

Comp. ventura

 

 

Romagna e Marche

Sconfigge i bolognesi e si impadronisce di Barbiano cacciandone il capitano Giacomo Boccadiferro. Restituisce Zagonara agli estensi; si unisce, poi, con Azzo da Castello,  Ceccolo Broglia, Brandolino Brandolini, Conte da Carrara, Boldrino da Panicale e devasta con costoro le Marche impadronendosi di uomini e di bestiame.

Mag.

Padova

Udine  Venezia

Capitano g.le

 

Viene assunto per soccorrere in Friuli il patriarca di Aquileja Filippo d'Alençon in lotta con gli udinesi ed i nobili locali.

Ago.

 

 

 

Veneto

Lascia Padova con 2000 cavalli.

Sett.

 

 

 

Veneto e Friuli

Ottiene Portogruaro da Rizzardo da Valvasone, che approfitta per il suo arrivo per defezionare nel campo carrarese. Conquista i castelli di San Vito al Tagliamento, difeso da 50 lance, e quello di Spilimbergo, alla cui guardia si trovano un pari numero di uomini d'arme e numerosi fanti. Ha anche Savorgnano; solo Maniaco e Sacile resistono all'avanzata dei carraresi. Assedia San Daniele del Friuli finché la piena del Tagliamento, che impedisce il vettovagliamento delle sue truppe, lo obbliga a ritirarsi.

Ott.

 

 

 

Romagna

Ritorna nei suoi possedimenti.

Nov.

Cunio

Bologna

 

Romagna

Con il fratello Rinaldo e pochi seguaci, scaccia da Barbiano il presidio bolognese.

Dic.

 

 

 

Romagna

E' assediato in Barbiano dagli avversari, capitanati da Lucio Lando. Promette 3000 ducati al capitano tedesco e costui allenta le operazioni militari.

1386

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Romagna

Si accorda con i bolognesi: gli è cancellato ogni bando, si riconosce censuario del comune e si impegna a consegnare ogni anno, nel mese di agosto, un falco la vigilia di San Bartolomeo.

..................

Bologna

 

 

 

 

1387

 

 

 

 

 

Feb.

Bologna

Comp. ventura

 

Romagna

Sconfigge la compagnia di ventura di Lucio Lando.

1388

 

 

 

 

 

Giu.

Rimini

Comp. ventura

 

Toscana

Si trova alla guardia di Borgo San Sepolcro (Sansepolcro) allorché la località è minacciata dalla compagnia di Giovanni Beltoft.

1389

 

 

 

 

 

Giu.

Firenze

Rimini

800 cavalli

Romagna

Raccoglie in Romagna  800 cavalli. Invade il riminese ed è sconfitto a Sant'Arcangelo di Romagna da Carlo e da Pandolfo Malatesta che gli infliggono molte perdite.

..................

 

 

 

Romagna

Si vendica dei Malatesta mettendo a sacco il riminese.

Autunno

Bologna

Milano

 

Emilia

Combatte i viscontei con Malatesta Malatesta e Niccolò Roberti.

1390

 

 

 

 

 

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Chiesa

Angiò

 

Campania

Viene mandato dal papa Bonifacio IX in soccorso della regina Margherita d'Angiò, vedova di Carlo di Durazzo: viene respinto dalle milizie di Luigi d'Angiò.

Primavera

Bologna

Milano

Capitano g.le 200 lance e 200 fanti

Romagna

E' inviato in Umbria con 150 lance; giunge presso San Marino, in località le Penne, e vi è attaccato da Carlo Malatesta e dagli abitanti dei vicini contadi. E' spinto in una valle da cui cerca, invano, di uscirne per l'opposizione degli assalitori che pure subiscono forti perdite (200 morti). Vi si fortifica con le sue truppe ed invia messaggeri a Bologna alla ricerca di soccorsi. E' costretto ad arrendersi nelle mani dei feltreschi, cui riconosce una taglia di 5000 ducati; anche i fiorentini fanno pressioni su Antonio da Montefeltro per la sua liberazione. Si reca a Bologna ed a fine aprile è condotto dai bolognesi, che lo nominano capitano generale con una condotta di 200 lance e di 200 fanti. Gli viene pure concessa una provvigione di 600 fiorini..

Giu.

 

 

 

Emilia

Al comando di 1000 lance, esce da Casalecchio di Reno e rifornisce di truppe il castello di Piumazzo senza che se ne accorga Jacopo dal Verme. Il capitano visconteo spedisce 300 lance per aggredire la località. Il Barbiano attacca gli avversari, inferiori di numero, e cattura 400 cavalli; si congiunge con l'Acuto a Confortino, vicino al Samoggia; batte ancora il dal Verme in due ore e fa prigioniero Facino Cane.

Lug.

 

 

 

Emilia

Irrompe nel ferrarese con 500 lance e 1000 fanti e dà alle fiamme più di 200 case sulle rive del Po; compie una scorreria a Mirandola ed a fine mese, con 1000 lance e 500 fanti cavalca nel reggiano, nel parmense e nel modenese accompagnato dall'ambasciatore del duca di Baviera. Le terre attraversate non si ribellano, come nelle speranze, a favore di Carlo Visconti, per cui  è forzato al rientro.

Ago.

 

 

 

Emilia

Tenta di impadronirsi della bastia di Farinara con 400 lance.

Sett.

 

 

 

Romagna

Si infiltra nel riminese con 500 lance e danneggia il territorio di Sant' Arcangelo di Romagna.

Ott.

 

 

 

Lombardia e Veneto

Si trova a Coazze nel mantovano; da qui entra nel vicentino e vi si unisce con Francesco  Novello da Carrara per devastarne il contado.

Dic.

 

 

 

Veneto

Si reca a Padova con 400 lance per  proseguire la guerra nel vicentino e nel veronese.

1391

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Veneto e Emilia

Lascia  Padova, rientra a Bologna con 200 lance allorché la città è minacciata dai viscontei; si colloca a Budrio e, pur inferiore di forze, con Nanne Gozzadini, mediante continue scaramucce tiene testa agli avversari fino al loro ritiro dal bolognese.

Mag.

 

 

 

Emilia

Effettua una nuova scorreria verso Mirandola.

Giu.

 

 

 

Emilia

Depreda il territorio di Correggio ed il mantovano.

Sett.

 

 

 

Toscana

Raggiunge a Tizzano l'esercito fiorentino con 600 lance, 300 balestrieri e numerosi abitanti dell'aretino. Con l'Acuto, fronteggia il dal Verme e gli  vieta il guasto. Sbaraglia gli avversari sul Nievole (cattura di 200 uomini d'arme).

1392

 

 

 

 

 

Mag.

Comp. ventura

 

 

Romagna  Toscana

Raccoglie a Barbiano con Conte da Carrara 1000 lance con le quali si sposta in Toscana. Tratta con il marchese della Marca Andrea Tomacelli.

Giu.

 

 

 

Toscana

Costituisce la Compagnia di San Giorgio (4000 cavalli) con il Broglia, il Brandolini, Biordo dei Michelotti, Azzo da Castello e Giovanni Tedesco da Pietramala.

Lug.

Comp. ventura

Perugia
C.di Castello
Firenze
Siena
Pisa
Lucca

 

Umbria e Toscana

Giunge a Sigillo (Nocera Umbra); distrugge i contadi di Perugia, di Città di Castello e minaccia Firenze, cui chiede il pagamento di una taglia di 100000 fiorini. Il comune oppone resistenza; alla fine, i venturieri vengono allontanati in cambio di 40000 fiorini e la promessa di non essere molestati per un anno. Altre taglie sono imposte ai comuni di Siena (7000 fiorini), di Pisa (12000) e di Lucca (8000) che cedono alle intimidazioni. La compagnia rientra nel perugino e si divide il bottino. Subito dopo il Barbiano, con il Michelotti, il Brandolini ed il Broglia (6000 cavalli e molti fanti), assale i perugini, le cui truppe sono ora comandate da Azzo da Castello e da Giovanni Beltoft (cui il condottiero romagnolo cattura 60 cavalli). I perugini chiedono una tregua al Michelotti.

Ago.

 

 

 

Umbria

I capitani della compagnia (escluso il Michelotti) sono tacitati dai perugini con 6000 fiorini.

Sett.

 

 

 

 

Si collega al la compagnia anche Corrado Lando; in ogni caso questa associazione si scioglie in breve tempo per discordie interne.

Ott.

Chiesa

Fermo 
Camerino

 

Marche

Con il Broglia, il Brandolini e Conte da Carrara (2500 cavalli), si pone al servizio di Andrea Tomacelli per contrastare la lega delle città marchigiane (Macerata, Recanati, Fermo, Ancona e Camerino). Sono coinvolti nel conflitto i contadi di Sant'Elpidio a Mare, di Montegranaro e di San Giusto; le azioni hanno luogo vicino a Fonte Fallera (Falerone).

Nov.

 

 

 

Puglia

Ha l'incarico di castellano a Trani per conto del fratello Alberico.

1393

 

 

 

 

 

Apr.

Comp. ventura

Bologna
Firenze
Ferrara

 

Umbria

Con Corrado Lando, il Carrara, il Michelotti ed Azzo da Castello, forma una compagnia di 2500 cavalli e molti fanti. Il Barbiano ottiene con il Carrara uno stipendio dai bolognesi; analoghe condotte sono concesse agli altri venturieri da fiorentini e da estensi.

Mag.       Umbria
Viene invitato dai fiorentini a non molestare il territorio di Città di Castello.

..................

Milano

 

 

 

 

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Comp. ventura

Lucca

 

Toscana

Congedato ufficialmente dal conte di Virtù Gian Galeazzo Visconti, muove nel lucchese con molti fuoriusciti e  volontari pisani. Viene respinto a Ripafratta.

1394

 

 

 

 

 

Giu.

Este

Ferrara

 

Emilia

Aiuta il congiunto Azzo d'Este, figlio di Francesco, contro il marchese Niccolò.

1395

 

 

 

 

 

Gen.

Milano Firenze

 

Este

Lucca
Milano

 

Ferrara

         400 lance

Toscana Emilia

     

Emilia   

Segue il fratello Alberico e con 5000 cavalli infesta il lucchese. I fiorentini lo corrompono e lo allontanano dalla Toscana con 400 lance per soccorrere i bolognesi, che sono minacciati, a loro volta, dai viscontei. Si allontana in breve anche da tale terreno e raccoglie 1500 cavalli e 800 fanti per aiutare Azzo d'Este contro gli estensi, con i signori di Ravenna, Forlì ed il nipote Ludovico da Zagonara. A fine mese, tenta di penetrare nel ferrarese, ma la flotta nemica, comandata da Francesco Bellai, gli impedisce il passo e scompagina le sue truppe. Rientra a Barbiano.

Mar.

 

 

 

Emilia e Romagna

Promette a Simone di San Giorgio, emissario del marchese di Ferrara, di uccidere Azzo d'Este in cambio di 30000 ducati e del possesso dei castelli di Lugo e Conselice. Con il figlio Conselice, uccide, dopo avergli fatto indossare i vestiti dell'Este, un servo tedesco di Ato di Rodiglia, di nome Cervo, che assomiglia alla vittima designata. Il San Giorgio riconosce nel morto Azzo d'Este, per cui il Barbiano riceve il denaro pattuito ed i due castelli; imprigiona i capitani dei presidi.

Apr.

 

 

 

Romagna

Affianca a Consandalo le milizie contadine di Azzo d'Este; dopo la sconfitta di Portomaggiore, sorge una lega per abbatterlo; i fiorentini cercano invano di fargli abbandonare il campo.

Lug.

 Cunio

Ferrara
Firenze

 

Romagna

Viene assediato in Barbiano; Astorre Manfredi e gli estensi cingono d'assedio Lugo ed altri castelli. Si interpone a suo favore il Visconti, che minaccia di svincolare Alberico da Barbiano e di lasciarlo muoversi a sua difesa. Vi è una tregua tra le parti. Un episodio di tale conflitto è riportato in una novella di Franco Sacchetti. E' fatta costruire dal Manfredi una forte bastia nei pressi di Barbiano che tiene il condottiero molto impegnato. In particolare, un capitano tedesco avversario, di nome Guarnieri, assale in continuazione gli uomini del Barbiano alla testa di 10 cavalli e porta le sue scorrerie fin sotto le mura del castello. Giovanni da Barbiano fa pascolare alcune paia di buoi tra il castello e la bastia; arma un suo fedele come il tedesco e lo fa uscire nascostamente da Barbiano con altri 10 armati; lo fa incamminare verso Faenza. Costui simula di assalire i contadini con le bestie al pascolo per impadronirsi del bestiame; costoro fuggono verso la bastia gridando al soccorso e chiedono che siano loro aperte le porte. I difensori scambiano da lontano il falso Guarnieri con quello vero, aprono la porta esterna e fanno entrare gli uomini armati. Una sentinella della porta interna, messo in sospetto, chiede al falso Guarnieri di togliersi l'elmo e farsi in tal modo riconoscere. Gli uomini di Giovanni da Barbiano si danno alla fuga, inseguiti dai sassi e da colpi di balestra, e lasciano i buoi nelle mani nemiche.

Ago.

 

 

 

Romagna

Il Manfredi rompe  l'armistizio; come risultato, fiorentini ed estensi appoggiano il Barbiano contro il signore di Faenza.

1396

 

 

 

 

 

Gen.

Comp. ventura

Firenze

 

Toscana

Mette all'erta i fiorentini con Filippo da Pisa e Ludovico Gabriotto Cantelli.

Feb.

Chiesa

Perugia

 

Toscana

Passa al servizio del papa Bonifacio IX contro il Michelotti, insignoritosi di Perugia

Mar.

 

 

 

Umbria

Alla conclusione della pace, il Michelotti lo induce con doni e la fornitura di armi (2000 verrettoni) ad allontanarsi dal perugino.

Giu.

Pisa

Comp. ventura  Firenze Lucca

800 cavalli

Toscana

E' agli stipendi del signore di Pisa Jacopo d'Appiano per opporsi alla compagnia di Bartolomeo Boccanera e del Cantelli. Attraversa il fiorentino ed il senese; conduce una scorreria fin sulle porte di Firenze e rientra con le prede nel senese. Gli è interdetto l'entrata in Siena; si volge allora prima in val di Chiana verso Montepulciano e, poi, verso l'aretino cui dà il guasto. Soccorre Obizzo da Montegarulli, impegnato in un conflitto con i lucchesi.

Lug.

Pisa      

Firenze  Lucca

 

Toscana

Si porta con i fuoriusciti lucchesi a Ripafratta ed in val di Serchio; battuto dagli avversari, viene attaccato in Castiglioncello del Trinoro dal Boccanera, da Antonio degli Obizzi, dal Cantelli e da Ugo di Monforte: riesce a sconfiggere i nemici, dopo un iniziale sbandamento dei suoi, per la scarsa resistenza frapposta dal Boccanera. Licenziato apparentemente dall'Appiano, al termine della guerra, continua a devastare il lucchese; rientra, alfine, in Lombardia.

Ago.

Comp. ventura

Mantova Ferrara

 

Lombardia

Spinto dal Visconti, infesta il mantovano e le zone di confine per prestare soccorso a Francesco da Sassuolo in rotta con gli estensi.

Ott.

 

 

 

Emilia

Assale Vignola ed irrompe nel borgo ove dà fuoco ad alcune case. Dalla città esce il podestà per spegnere l'incendio, i partigiani dei Grassoni, suoi alleati, rompono un tratto delle mura ed immettono il Barbiano in Vignola. Assedia nella rocca Isoresio Roberti ed Alamanno degli Obizzi.  I difensori cedono a patti dopo vari attacchi ed il fuoco dell'artiglieria portato con alcuni piccoli pezzi contro le mura. Il Barbiano non mantiene le condizioni previste dalla capitolazione e gli avversari vengono spogliati dei loro beni. Indirizza il bottino a Mirandola ed a Sassuolo e si installa nella seconda località per due mesi seminando il terrore nel circondario.

Dic.

Milano

Firenze

500 cavalli

Toscana

Si trasferisce in Toscana con Marcoardo dalla Rocca (2000 cavalli) al fine di bloccare le scorrerie del Boccanera e di Antonio degli Obizzi. Tocca Ripafratta e Santo Stefano. Si ferma a Pisa. La sua compagnia di 500 cavalli staziona in val di Serchio.

1397

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

Staziona alcuni giorni nel parmense.

Feb.

Milano

Firenze

 

Toscana

E' spinto in Toscana dal duca di Milano; cavalca nel lucchese e giunge a Massa. Viene a trovarlo il podestà di Lucca Pietro Branchi: gli promette di restituire i prigionieri e di non fermarsi nel contado per più di quindici giorni: Non osserva la parola data, si impadronisce, anzi, di Massa e vi cattura anche l'ambasciatore del comune Stefano Poggio, cui in precedenza ha concesso un salvacondotto. Si trasferisce in val di Serchio, perché non trova più foraggio per la sua cavalleria. Lo contrasta in val di Nievole Bernardo della Serra.

Mar.

 

 

 

Toscana

E' scoperto il trattato di Benedetto Mangiadori in San Miniato; rientra nel lucchese con Paolo Orsini ed Ottobono Terzi. Scorre con il fratello fin sulle porte di Firenze.

Giu.

 

 

 

Toscana

Si trova nel pisano con Galeazzo da Mantova; tocca Capannoli, San Lorenzo alle Corti, Asciano, Santa Maria del Giudice, Ponte a Serchio. Provoca ovunque gravi danni.

Lug.

Milano

 

 

Bologna

Firenze Lucca

 

Milano

 

 

 

Maresciallo

di   campo 1500 cavalli

 

Toscana  Lombardia

Arriva a Ponte San Piero e continua nelle devastazioni devastazioni in val di Serchio. Si colloca nel borgo di Ripafratta: allorché Carlo Ronghi e Galeazzo da Mantova sono sconfitti e fatti prigionieri dai fiorentini nei pressi di Lupocavo, attacca i nemici, li coglie in disordine e libera i due capitani. Nel combattimento sono catturati 100 cavalli. Di seguito, abbandona nottetempo Ripafratta, tocca Santo Stefano e Barbaricina facendo prigionieri e razziando ancora bestiame in val di Serchio ed in Valdarno. Assedia il castello di Lastra a Signa e ne devasta il contado finché la mancanza di vettovaglie lo obbliga a rientrare a San Casciano in val di Pesa. Si trasferisce nel lucchese; si scontra ancora con i fiorentini e dà alle fiamme Ruota. Nel corso della sua azione sono rapite due donne, figlie di Ghiandone Machiavelli, rinchiusesi in una torre di Sant'Andrea in Percussina: una è da lui fatta prigioniera, la seconda invece rimane in potere del figlio Conselice. Subito passa al soldo dei bolognesi che lo mandano nel mantovano in aiuto di Francesco Gonzaga; è nominato maresciallo di campo dell'esercito della lega con Pataro Buzzaccarini, Guardone Inglese e l'Orsini.

Ago.

 

 

 

Lombardia

Partecipa alla battaglia di Governolo (dove ha il comando della terza schiera) e, con Pandolfo Malatesta, coopera a riequilibrare le sorti del combattimento condizionato temporaneamente dall'intervento di Ugolotto Biancardo.

...................

 

 

 

Lombardia

Viene incaricato con Conte da Carrara di trasferirsi nel bresciano per sostenervi i guelfi di Giacomo Avogadro che si sono ribellati ai ducali: entrambi i condottieri si rifiutano di eseguire l'ordine e per tale fatto sono sospettati da alcune fonti di slealtà.

Nov.       Umbria
A metà mese attraversa il territorio di Città di Castello. Nel suo passaggio esige del denaro dietro la promessa di non danneggiare il contado.

Dic.

 

 

 

Lombardia

In conseguenza delle ripetute battute di arresto delle truppe della lega, a lui ed al Carrara viene inviata in soccorso via Po una flotta di 7 galee e di 70 barche armate.

1398

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

 

E' dichiarato proprio aderente dai bolognesi.

Mag.

Bologna

 

 

Emilia

I bolognesi gli riconfermano la condotta.

1399

 

 

 

 

 

Mar.

Bentivoglio

Bologna

 

Emilia

Aiuta Bentivoglio e Gozzadini ad impadronirsi di Bologna ai danni di Carlo Zambeccari: non riesce ad arrivare in tempo, secondo i piani convenuti con Nanne Gozzadini, alla porta di San Donato ed i fuoriusciti sono forzati a fuggire.

Ago.

Comp. ventura

Bologna
Ferrara

 

Emilia

Scorre nel bolognese commettendovi molte ruberie, violenze e stupri. Entra nel modenese con 1200 cavalli e si porta a Vignola; esce dalla città per l'attacco portatovi dagli estensi comandati da Filippo da Pisa. Gli viene contro, per i bolognesi, anche la Compagnia della Rosa condotta da Tommasino Crivelli, da Tommaso da Castello, da Giovanni Malvicini e da Giovanni dell'Ischia: E' sconfitto di notte e fatto prigioniero a Spilamberto. Viene portato a Bologna ed è rinchiuso con i congiunti, catturati nella medesima circostanza,, nel palazzo dei Signori.

Sett.

 

 

 

Emilia

E' decapitato sulla pubblica piazza del comune su istigazione di Astorre Manfredi. Viene sepolto a Bologna nella chiesa di San Francesco degli Eremitani con il figlio  Conselice ed altri parenti. E' ricordato in una bovella di Franco Sacchetti.

QUINDICI CITAZIONI

Valoroso guerriero.

Perito nell'arte militare.

Celebre capitano di ventura di quei tempi.

Maestro di tradimenti.

Uno dei più feroci guerrieri del secolo. Capitano di ladri.

Persona molto inquieta.

Sagace di cervello.

Per la celerità con cui soleva condurre i combattimenti fu detto fulmine di guerra.