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Anno, mese
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Stato. Comp. ventura
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Avvesario
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Condotta
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Area attività
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Azioni intraprese ed altri fatti salienti
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1395
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Mar.
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Emilia
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E' al fianco di Giovanni da Barbiano, quando costui prende
possesso con l'inganno di Lugo e di Conselice, cedute loro dagli estensi.
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1399
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Ago.
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Comp. ventura
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Bologna Ferrara
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Emilia
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Segue ancora lo zio nel modenese e non vi trova
resistenza; entra in Vignola e lascia la città a seguito dell'attacco
portatovi dagli estensi di Filippo da Pisa. E' catturato da tale capitano sul
Panaro e viene condotto a Modena, dove è ben trattato.
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Sett.
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Emilia
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Viene liberato con la consegna di Vignola agli estensi.
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1400
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Cunio
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Faenza
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Romagna
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Affianca il padre ai danni del signore di Faenza Astorre
Manfredi.
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1401
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Mar.
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Cunio
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Romagna
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Apr.
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Cunio
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Bologna
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Emilia
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Fronteggia le truppe di Giovanni Bentivoglio.
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1403
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Chiesa
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Milano
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Emilia
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Contrasta i viscontei con il padre Alberico ed il fratello
Ludovico da Zagonara.
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Mar.
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Emilia
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Si trova a Ferrara per indurre Niccolò d'Este ad appoggiare i
pontifici contro i ducali.
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Giu.
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Emilia
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Ancora a Ferrara, alla cerimonia in cui viene
consegnato, nella cattedrale, a
Niccolò d'Este il bastone di capitano generale.
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1404
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Cunio
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Chiesa
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Romagna
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Contrasta le milizie del cardinale Baldassarre Cossa.
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Sett.
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Ferrara
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Venezia
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400 lance
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Veneto
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Entra nel Polesine e muove da Rovigo in soccorso di Francesco
Novello da Carrara, assediato in Padova da Paolo Savelli. Con il Carrara e
l'Este, si distingue a Limena, dove il Savelli è battuto con la cattura di 2000
uomini (fra i quali 500 cavalli), o di 600 cavalli e 200 fanti per altre
fonti. Sorprende nottetempo a Vigodarzere 200/300 lance nemiche, che con
Taddeo dal Verme sono di scorta ad un convoglio.
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Ott.
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Capitano g.le
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Veneto e Romagna
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Il padre rientra in
Romagna ed egli è nominato capitano generale al suo posto. Si avventa
su Lendinara e passa con l'Este all'assedio di Rovigo: si accampa nel borgo
di San Bartolomeo e nel borgo delle Fornaci vicino all'Adige. A fine mese è
dato l'assalto generale, al termine del quale gli si arrende il provveditore
Francesco Giustinian. Irrompe nella città, che è messa a sacco. Fa ritorno a
Barbiano.
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Nov. dic.
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Padova
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Venezia
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300 lance
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Veneto
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Viene assunto direttamente dai carraresi per due mesi.
Raggiunge Verona; si unisce con Giacomo da Carrara e Cecco da San Severino e
sorprende in agguato a Roncà 6000 veneziani che, condotti da Giacomo Suriano, stanno
tentando di raggiungere il veronese dal territorio di Piove di Sacco. Fra i
nemici sono catturati 2600 uomini, sono loro tolte le salmerie ed i carraresi
si impadroniscono pure della bandiera di San Marco. Il Barbiano viene a
Padova; esce dalla città per porta di Pontecorvo con Filippo da Pisa, Ugo di
Monforte, Francesco Terzo da Carrara (per un totale di 16000 uomini) con
l'intenzione di assalire a Camponogara il campo del Savelli (12000 uomini).
Il giorno di Natale Francesco Terzo da Carrara invia il guanto di sfida agli
avversari; essoè accettato dal Savelli. Quest'ultimo, la sera stessa fa avere al
Barbiano quattro oche morte con zucche di malvasia: nelle oche ci sono 12000 ducati
per indurlo ad impedire lo scontro. Il mattino seguente egli si rifiuta di
combattere e l'attacco dei carraresi non ha luogo. Ritorna a Padova, viene
licenziato e non è condannato a morte solo per timore della reazione del
padre Alberico.
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1405
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Gen.
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Venezia
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Padova
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Emilia e Romagna
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Si sposta nel ferrarese, dove le sue milizie
si comportano in malo modo; presto si sposta con i suoi uomini
in Romagna e passa al servizio dei veneziani.
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Feb.
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Cunio
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Chiesa
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Romagna
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Viene attaccato nei suoi possedimenti dagli uomini del
cardinale Cossa.
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Mar.
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Emilia
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Stipula una tregua con i pontifici a Castel San Pietro
Terme.
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Giu.
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Emilia e Romagna
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Riprende il conflitto ad opera di Carlo Malatesta, Astorre
Manfredi e Paolo Orsini. Perde Barbiano ed è assediato in Castel Bolognese
dall'Orsini.
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Romagna
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Si accorda con il Cossa ed in cambio di 10000
ducati cede alla Chiesa Tossignano, Oriolo dei Mille Fichi ed
il castello di Fiumane.
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Puglia
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Rientra nei possedimenti pugliesi.
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1408
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Giu.
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Ferrara
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Parma
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Emilia
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Combatte le truppe di Ottobono Terzi. Lascia Ferrara ed
accompagna a Modena il marchese Niccolò d'Este.
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Ago.
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Chiesa
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Ravenna
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Romagna
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Scorre per più giorni nel ravennate: intervengono i
veneziani che inviano milizie a Ravenna; il Barbiano retrocede dopo essere
stato richiamato dai pontifici.
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1409
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Apr.
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Puglia
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Viene confermato da Ladislao d'Angiò nei feudi di Trani e di
Giovinazzo.
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Mag.
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Napoli
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Firenze Antipapa
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Toscana
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Giu.
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Toscana
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Si trova alla conquista di Cortona.
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1411
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Mag.
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Lazio
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Partecipa alla battaglia di Roccasecca.
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Giu.
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Campania e Lazio
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Occupa Ceprano e Nola; lotta contro i baroni ribelli ed è assediato
in Civitavecchia da Braccio di Montone.
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Lug.
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Umbria
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E' nel perugino con Conte da Carrara; si congiunge con
Ceccolino dei Michelotti e contrasta il Montone con 3600 cavalli. Si incontra
con Muzio Attendolo Sforza, con gli altri due condottieri e Berardo da
Varano: offre allo Sforza la signoria di Cortona in cambio della sua
defezione nel campo angioino.
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Sett.
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Umbria
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Tenta di sorprendere i nemici a Fratticciola Selvatica con
parte della cavalleria ; viene però
ingannato da una mossa del Montone, che fa uscire dal castello alcuni soldati
con atteggiamento timoroso. Si getta
su costoro; nel frattempo il Montone piomba sui suoi alloggiamenti, sconfigge
e fa prigionieri i suoi uomini.
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1414
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Napoli
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Antipapa
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Lazio
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E' alla conquista di Roma e ne resta alla difesa con lo
Sforza.
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1415
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Lug.
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Puglia
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Viene inviato da Giovanna d'Angiò a ricevere in Manfredonia
Giacomo di Borbone, conte de la Marche.
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Ago.
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Campania
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Quando lo Sforza è catturato a Benevento dai partigiani
del Borbone, Marco Attendolo cerca di salvare i beni dello zio trasferendoli
nei suoi possedimenti: egli tradisce
ogni vincolo di amicizia e pensa bene di appropriarsene.
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1419
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Ott.
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Campania
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A Napoli per l'incoronazione della regina Giovanna
d'Angiò.
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..............
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Puglia
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Gli si ribellano definitivamente Giovinazzo e Conversano.
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1422
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..............
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Si sposa con Antonia Sforza, figlia di Muzio.
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Lombardia
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Con la morte dello Sforza, abbandona il regno di Napoli
dove gli sono stati tolti tutti i suoi possedimenti da Giovanna d'Angiò; si
reca in Lombardia a Mantova e presso il duca di Milano Filippo Maria
Visconti.
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1430
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Muore.
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Capitano di valore.
Celebre capitano.
Capitano prudente.