Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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0157      RINIERI DA BASCHI  (Rinieri del Bussa, Riniero Guasco, Ranieri da Montamarano) Di Montevitozzo. Conte. Ghibellino. Signore di Montemarano e Montevitozzo. Figlio di Ugolinuccio.

               + 1414 ca.

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avvesario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1345

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

Toscana

E' segnalato tra gli aderenti di Pier Saccone Tarlati nella pace stipulata tra costui ed i fiorentini.

1346

 

 

 

 

 

Feb.

Ghibellini

Orvieto

 

Umbria

A metà mese si unisce con il conte di Santa Fiora Jacopo degli Aldobrandeschi e Benedetto Monaldeschi della Vipera per scacciare da Orvieto i guelfi capeggiati da Pietruccio da Montemarte. E' espulso dalla città dopo qualche giorno, allorché i rivali ricevono in soccorso dai perugini 400 cavalli.

1353

Chiesa

Vico

 

Lazio

Milita agli stipendi del cardinale Egidio Albornoz contro il prefetto Giovanni di Vico. Entra nel viterbese con Giovanni di Valmontone e dà il guasto al territorio: il prefetto è costretto a restituire ai pontifici Viterbo, Orvieto, Marta e Canino.

1354

 

 

 

 

 

Apr.

Vico

Chiesa

 

Lazio

Di guarnigione a Corneto (Tarquinia), è catturato con 3 bandiere di cavalli.

.................

Baschi

Soana

 

Toscana

E' al fianco degli altri membri della sua famiglia contro Aldobrandino Orsini.

1356

 

 

 

Toscana

Si sottomette ai senesi.

1362

Pisa

Firenze

Capitano g.le

Toscana

E' assoldato dai pisani per contrastare i fiorentini.

1363

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Toscana

Al comando di 800 cavalli e 300 fanti, cavalca a Santa Maria a Monte; taglia nottetempo due ponti sulla palude della Guisciana  ed assale il castello da due lati: è respinto con molte perdite fra i suoi uomini. Si ritira il mattino seguente prima dell'arrivo di Rodolfo da Varano dopo avere corso e fatto prede nel contado. Non riesce un suo attacco su Pescia.

Apr.

 

 

 

Toscana

Lascia Pisa con 500 cavalli e 2000 fanti, fra i quali vi sono molti balestrieri. Irrompe in maremma ed espugna il castello di Gello; entra in Ospidaletto ed assedia Barga. I fiorentini fanno allora ribellare Castiglione di Garfagnana ed altre fortezze: il Baschi si pone in agguato ad Agliati per impedire l'arrivo  di soccorsi agli avversari. Obbliga alla resa 300 cavalli e 200 masnadieri capitanati da Spinello dei Tolomei e da Corrado da Jesi. Porta a Pisa i  due capitani prigionieri a Pisa e rientra in possesso dei castelli che si sono rivoltati in precedenza ai pisani.

Mag.

 

 

 

Toscana

Affronta Piero Farnese prima dell'arrivo al soldo dei pisani della Compagnia Bianca di Alberto Sterz: con 600 cavalli e molti fanti sbarra la strada al condottiero fiorentino a San Piero (800 cavalli e 800 fanti): seguono due ore di aspro combattimento a seguito del quale viene battuto con la perdita di molte bandiere. Alla fine, è catturato con le armi in mano ed è condotto a Firenze con altri 150 uomini. Per le fonti pisane è sconfitto e catturato verso Peccioli, da cui è uscito per inseguire 200 cavalli nemici postisi sulla via di Pontedera: dal castello non interviene in suo aiuto Manfredo Buzzaccarini, cosicché deve cedere al maggior numero degli avversari.

Giu.

 

 

 

Toscana

Viene rinchiuso in carcere alle Stinche a Firenze.

1366

 

 

 

 

 

Primavera

 

 

 

Toscana

E' liberato al termine della guerra. Viene contattato dai senesi per fronteggiare la Compagnia di San Giorgio di Ambrogio Visconti, di Giovanni Acuto e di Giovanni d'Asburgo.

1367

 

 

 

 

 

Gen.

Siena

Comp. ventura

 

Toscana

Con Ugolino da Savignano e Francesco da Santa Fiora, combatte i venturieri tra Casole d'Elsa e Montalcinello.

Mar.

 

 

Capitano g.le

Toscana

E' sconfitto a Montalcinello; viene nominato capitano generale.

1369

 

 

 

 

 

Giu.

Siena

Fuoriusciti

 

Toscana

Assale Castello di Cotone, che cede a metà mese.

.................

 

 

 

Toscana

Si inoltra nella maremma e viene catturato dai fuoriusciti. E' portato a Colle di Val d'Elsa.

1370

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Toscana

I senesi pagano la taglia di 1500 fiorini ed ottengono la sua liberazione.

.................

 

 

 

Toscana

E' nominato podestà di Pisa.

1371

 

 

 

Emilia

Ricopre l'incarico di podestà di Reggio Emilia.

1372

 

 

 

 

 

Ago.

Venezia

Padova

 

Toscana

Passa agli stipendi dei veneziani.

Sett.

 

 

 

Toscana

Lascia Siena con 200 cavalli e 200 fanti.

Ott.

 

 

Capitano g.le 100 lance e 200 fanti

Veneto

E' condotto per tre mesi. Si trova a Venezia ed in piazza San Marco gli vengono consegnate le insegne del comando.

Nov.

 

 

 

Veneto

Parte da Venezia e viene a Mestre; si pone davanti a Bassano del Grappa. Vista l'inutilità degli sforzi, raggiunge San Giorgio in Bosco, attraversa il Brenta a Curtarolo e dà alle fiamme la località. Penetra nel vicentino, alla testa di 12000 cavalli e di 3000 fanti, e lo devasta con incendi ed uccisioni. Fa costruire un ponte di barche sul Bacchiglione a Longare con la connivenza degli scaligeri di Cansignorio della Scala; da Costozza si getta con furia nel padovano dalla parte dei colli euganei. Si impadronisce di alcune fortificazioni e saccheggia il contado di Abano Terme arrivando fino alla Mandria, presso Padova. Per la strada di San Michele di Villafranca Padovana, giunge alle Brentelle, tocca Piazzola sul Brenta, Tremignon e Vaccarino, dove si accampa. Cerca di superare la resistenza dei carraresi alle Brentelle e vi è fronteggiato da Simone Lupo, da Federico di Vallelonga, da Rizzardo di San Bonifacio e da Arcuano Buzzaccarini. Dopo un sanguinoso scontro nel quale i veneziani riportano forti perdite, i provveditori Piero Mocenigo, Giovanni Gradenigo e Domenico Michiel si oppongono alla sua strategia offensiva ed esercitano su di lui forti pressioni in tal senso. Viene pure incolpato di essersi fatto corrompere da Francesco da Carrara mediante un vaso di vino contenente monete d'oro: lo stesso provveditore Michiel è coinvolto (cosa più probabile della precedente) nelle medesime accuse. A causa di tutto ciò il Baschi abbandona il campo sdegnato e ritorna a Vaccarino ed a Curtarolo. Valica il Bacchiglione presso il castello di San Martino delle Venezze e dilaga, una volta di più, nei colli euganei fra Rovolon, Teolo, Abano Terme e Praglia con la solita politica della terra bruciata. Alla notizia dell'arrivo di un esercito unghero in rinforzo ai carraresi, si sposta dal  monte Venda al vicentino. E' ad Arlesega ed alla torre del Corso;  nel mestrino per coordinare le  truppe.

1373

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Veneto

Fra dicembre e gennaio fallisce un suo nuovo tentativo di vincere il serraglio delle Brentelle; con tutti i suoi uomini, fra i quali si annoverano anche arcieri greci e morlacchi, punta su Lova, dove costruisce una forte bastia. Con la sconfitta dei veneziani a Nervesa della Battaglia di fronte agli ungheri, si allontana dal padovano, si sposta a Camisano Vicentino e nei villaggi vicini, dove infierisce sulla popolazione. Si porta a Rosà, a Rossano Veneto, a Cartigliano;  guada il Brenta, ripara a Castelfranco Veneto ed  entra in Treviso con i provveditori Andrea Zeno, Paolo Loredan, il Michiel ed Orsatto Giustinian. Sorgono dei tumulti nel campo ed un'inchiesta di Niccolò Falier gli dà torto. Sono cambiati  i provveditori; il Baschi è accusato di negligenza; è convocato a Venezia e, giuntovi, viene arrestato con il figlio Sforza. Tenta, invano, di difendersi ed allo scadere della condotta è licenziato con tutti i suoi uomini ed è sostituito nel comando da Francesco Ordelaffi. Per altre fonti, invece,  conduce le sue milizie da Treviso a Noale; è, poi, a Mestre ed a Venezia. Penetra, infine, nel padovano e si attesta a Lova, davanti ad una bastia dei carraresi. Ai primi di febbraio rinuncia al suo mandato perché i provveditori della Serenissima gli impediscono di assalire le Brentelle.  

1375

 

 

 

Toscana

I senesi gli vendono per 5000 fiorini il castello di Marsiliana; egli cede al comune il castello di Manciano per 600 fiorini.

1381

Antipapa

Siena

 

Toscana

Fornisce vettovaglie, con i Farnese, alla compagnia dei bretoni. Attaccato con durezza dai  senesi, è forzato a consegnare loro il castello di Montevitozzo.

1383

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Toscana

Vende ai senesi Montemarano; ottiene la cittadinanza di Siena e viene ad abitare nella città.

Estate

Siena

Comp. ventura

Capitano g.le

Toscana

Lotta con la compagnia dell'Acuto e di Giovanni degli Ubaldini; recupera Fabbrica con un breve assedio.

.................

 

 

 

Toscana

E' nominato dai senesi capitano della maremma.

1384

 

 

 

 

 

Feb.

Siena

Comp. ventura

 

Lazio

Con Obizzo da Montegarulli (180 lance),  assale in Canino la compagnia dei bretoni; nello stesso castello si sono anche asserragliati Francesco di Vico e Guglielmetto della Sala. Il baschi spera di avere la località per trattato; questo si rivela doppio e cade in un'imboscata a Ponte Rigo, nel corso della quale viene catturato con il Montegarulli.

1387

 

 

 

 

 

Prim.

Siena

Pitigliano

 

Toscana

E' attaccato in Stacchilagi da Bertoldo Orsini; i senesi si muovono in suo soccorso ed il Baschi ritorna ai loro stipendi.

1388

 

 

 

 

 

Sett.

 

 

 

Lazio

Si trova a Roma ed informa i senesi sui movimenti del papa Urbano VI.

1389

 

 

 

 

 

Ago.

Siena

Comp. ventura

 

Toscana

Gli viene contro nottetempo a Montorgiali, in maremma, Spinello dei Tolomei.      

 

Sett.

 Siena

Pitigliano 

 

Toscana

Contrasta ancora Bertoldo Orsini; si accosta al castello di Saturnia e lo ha a forza.

1413

 

 

 

Toscana

Si mette sotto la protezione dei senesi; per censo gli viene imposto la consegna di un palio la vigilia dell'Assunta.

1414

 

 

 

 

Muore

DODICI CITAZIONI

Capitano valoroso.

Dotato di segnalata esperienza nell'arte della guerra.

Capitano insigne, famosissimo in Italia.

Uomo ardente ed imperioso.