Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
A B C D E F G H I J L M N O P Q R S T U V W X Z
Web www.condottieridiventura.it

0168      ANICHINO DI  BAUMGARTEN  (Giovanni di Baumgarten o Baumgarthen, Anichino Bongarten, Anichino di Piccardia, Anichino di Bonstetten, Giovanni di Bongardo, Anichino di Bongardo) Di Bongart, presso Allrath, nel circondario di Grevenbroich, nella diocesi di Colonia. La sua famiglia appartiene alla piccola nobiltà. Signore di Caraglio.

               + 1375

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avvesario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1351

 

 

 

 

 

.................

Milano

Firenze

 

Toscana e Umbria

Si trova nel contado di Cortona con Nolfo da Montefeltro e Gisello degli Ubaldini. Si trasferisce in Umbria.

Giu.

 

 

 

Umbria

E' a Pianello.

.................

Milano

Chiesa

 

Lombardia

 

1352

 

 

 

 

 

Mag.

Chiesa

Vico

 

Lazio

Milita nella compagnia di Gobbole Cers e combatte le truppe di Giovanni di Vico.

1356

 

 

 

 

 

Feb.

Ravenna

Forlì

100 cavalli

Romagna

E' inquadrato nella Compagnia degli Speranti, comandata Ermanno di Wartenstein. Passa per due mesi al soldo di Bernardino da Polenta per coadiuvare i pontifici contro il signore di Forlì Francesco Ordelaffi. Si trasferisce nel faentino. Gli è riconosciuta una provvigione mensile di 168,5 fiorini. Si porta al castello di Roncaro.

1357

 

 

 

 

 

................

Comp. ventura

San Severino Marche

 

Marche

Danneggia il contado di San Severino Marche ai danni di Smeduccio Salimbeni.

Estate

Forlì

Chiesa

 

Romagna

Si collega con la Grande Compagnia del conte Lando. Con Lucio Lando ed Amerigo del Cavalletto difende Francesco Ordelaffi dalle milizie pontificie.

.................

 

 

 

Lombardia

 

1358

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Romagna

Transita per il cesenate.

Mar.

Siena

Perugia

800 barbute e 400 fanti

Toscana e Umbria

E' assunto per quattro mesi dai senesi con 800 barbute e 400 fanti ungheri. Muove alla testa di 1800 barbute e gran popolo in difesa di Bartolomeo Casali, signore di Cortona, al fine di liberare la città dall'assedio postovi dai perugini. Costringe i nemici a ritirarsi ed entra nel contado perugino che mette a sacco. Giunge al ponte Cavaliere sulla Chiana, vicino a Città della Pieve; occupa Piegaro e vi brucia molte case; perviene a Panicale, a Orsaia ed a Olmo. Il giorno di Pasqua, con la cattura di Manetto da Jesi, lascia il campo e si dirige verso Siena. Viene sconfitto a Castelfiorentino.

Apr.

 

 

 

Toscana

Si dirige a Torrita di Siena con 1600 barbute molti masnadieri e popolani. E' sfidato a battaglia  dai perugini (1800 barbute e gran popolo per un totale di 8000 uomini); il Baumgarten accetta lo scontro che non è, invece,accettato dai commissari senesi. Gli avversari capiscono dalle risposte ricevute come gli avversari siano discordi, se non addirittura impreparati: abbandonano Greggiano e vengono affrontati in disordine dai senesi in una sortita senza senso. Il Baumgarten non li appoggia: Smeduccio Salimbeni vince la resistenza dei senesi, entra in Torrita di Siena e cattura il condottiero tedesco con il suo mariscalco e 50 cavalli. I senesi perdono 49 bandiere, fra le quali il gonfalone del comune: nel combattimento, fra le due parti, si registrano cento morti.

Mag.

 

 

 

Toscana

Liberato, si ritira in Buonconvento e ritorna a combattere i perugini. Libera Cortona dall'assedio; occupa nel contado di Montepulciano, il priorato di San Pietro a Petroio e vi cattura molti nemici, già armati cavalieri a Torrita di Siena.

Giu.

Comp. ventura

Perugia San Severino Marche

 

Umbria e Marche

Assale con 700 barbute Monte San Savino ed assedia la località in attesa di essere sostituito nel comando da Giovanni di Vico. Rifiuta la resa a patti dei difensori e continua gli attacchi in uno dei quali viene gravemente ferito da un colpo d spingarda. Per altre fonti gli viene, viceversa, addebitato totalmente il cattivo esito delle operazioni, sia per non avere accettato la dedizione di Monte San Savino, sia per avere causato artatamente risse nel campo tra i suoi tedeschi e le altre milizie senesi. Congedato, si unisce con Lucio Lando (2000 barbute) e saccheggia il perugino: il comune gli riconosce una taglia di 4000 fiorini affinché smetta di scorrere il contado. Irrompe nelle Marche verso Fabriano e trova i passi sorvegliati; dopo otto giorni penetra dal fermano nel territorio di San Severino Marche e si vendica di Smeduccio Salimbeni, cui impone un gravoso riscatto. 

Lug.

Comp. ventura

Firenze

 

Romagna

Si congiunge con la Grande Compagnia del conte Lando ed è disfatto alle Scalelle.

Ago.

Forlì

Chiesa

 

Romagna

Salvatosi dalla cattura, punta verso Fano e raggiunge Amerigo del Cavalletto con i resti della compagnia. Contrasta i pontifici per conto dell' Ordelaffi.

Set.

Comp. ventura

Firenze

 

Romagna

E' scomunicato ed è predicata la crociata contro i venturieri. Muove verso la Romagna; nel riminese si congiunge con un'altra compagnia di stanza a Forlì e si propone di invadere la Toscana. Viene respinto dai fiorentini (12000 fanti, per lo più balestrieri) al passo dello Stale. Devasta la val di Lamone ed attacca Modigliana.

Nov.

Comp. ventura

Rimini

 

Romagna

Mette a sacco Massa, che dà alle fiamme. Riceve vettovaglie da Giovanni Visconti da Oleggio, le quali non sono sufficienti per le necessità dei suoi uomini. Alla fine, spinto da una fame di tre giorni, si getta nel riminese e fa a pezzi la popolazione.

Dic.

 

 

 

Romagna

Si accampa in Romagna e vi trascorre i mesi invernali vivendo alla giornata.

1359

 

 

 

 

 

Feb.

Comp. ventura

Camerino

 

Marche

Con il conte Lando si impadronisce del castello di Serra San Quirico e minaccia Rodolfo da Varano, che gli riconosce 4000 fiorini; altrettanti sono dati alla compagnia da Smeduccio Salimbeni, signore di San Severino Marche. La compagnia è forte di 4300 barbute. Subisce notevoli perdite nell'assalto al castello di Falerone; ritorna sui suoi passi e tenta di avere Cingoli. Ridiscende nello jesino e si accampa a Montalboddo (Ostra).

Primavera

Comp. ventura

Chiesa

 

Marche

Si spinge verso Fabriano ed obbliga il cardinale legato Egidio Albornoz a sborsare ai venturieri 50000 ducati (30000 entro un mese) in cambio della promessa di pace per quattro anni.

Mag.

Comp. ventura

Firenze  Pisa

 

Umbria

Si porta in Umbria per collegarsi con la Grande Compagnia del conte Lando. Devasta il territorio di Todi e costringe la città a riconoscergli una taglia. Si colloca verso il castello di Primano. Il Tevere in piena blocca la marcia ad entrambi i condottieri. I fiorentini si oppongono alle sue richieste.

Lug.

 

 

 

Umbria e Toscana

Si allontana dal perugino, attraversa il senese ed il territorio di Volterra con il conte Lando, il Cavalletto e Corrado Lando; gli sono riconosciuti dai senesi 12000 fiorini. Entra nel pisano e visita il capoluogo; tocca Laiatico, Fabbrica e Peccioli; attraversa Treggiaia e si accampa tra Ponsacco e Petriolo. Infesta il contado fino a Collesalvetti e forza gli abitanti della val d'Era e della Valdarno ad abbandonare tutti i loro beni. Dà alle fiamme Cevoli; dopo una settimana, il Lando si accorda con il  rappresentante dell'imperatore Carlo di Boemia, signore di Pisa e di Lucca, nella pieve di Vicopisano e gli sono riconosciuti 2000 fiorini. Il Baumgarten si reca a Pisa (entra per la porta di San marco ed esce per quella di Parlascio) ed a Lucca (per soddisfare un voto nella chiesa del Sacro Cuore di tale città). Valica l'Arno sotto Cascina, prende la strada di Montecalvoli e per Cerbaia entra nel contado di Pescia nei pressi di  Borgo a Buggiano, nel cui territorio sono sempre catturati i contadini e viene razziato il bestiame. Gli viene contro Pandolfo Malatesta; con il conte Lando preferisce lasciare il "campo delle mosche"  dove è stato sfidato a battaglia.

Ago.

Monferrato

Milano

700 barbute

Liguria e Piemonte

Attraversa il genovese e passa al servizio del marchese del Monferrato per combattere Bernabò Visconti. Gli vengono concessi una condotta di 700 barbute ed un soldo di 28000 fiorini.

Ott.

 

 

Capitano g.le

Piemonte

Gli è dato il comando delle truppe a seguito della defezione del conte Lando nel campo avverso. Ha ai suoi ordini 2000 uomini tra fanti e cavalli.

Nov.

Milano

Monferrato

1000 barbute

Piemonte

Tradisce anch'egli Francesco di Monferrato per una maggiore condotta.

Dic.

Milano

Bologna

 

Emilia

E' nel bolognese contro Giovanni Visconti da Oleggio.

1360

 

 

 

 

 

Gen.

Conte  Savoia

Acaia

 

Piemonte

Milita per Amedeo VI contro Giacomo di SavoiaAcaia. La condotta è firmata a  Pinerolo: la compagnia costa al conte di Savoia 3000 fiorini il mese.

Feb.

 

 

 

Piemonte

Si impadronisce di Villar Perosa. Entra in trattative con i pontifici.

Mar.

 

 

 

Piemonte

Ha Savigliano con il conte Lando: il saccheggio perpetrato dalle sue truppe in tale località induce Torino ed altri centri minori del principato a cedere al Conte Verde. Occupa il castello di Bonavalle presso Murello e lo rivende ad Amedeo di Savoia.

Lug.

Milano

Chiesa

 

Marche

E' inviato dal Visconti nelle Marche con 1500 barbute in soccorso dei castelli di Buscareto e di Montenovo (Ostra Vetere), che sono minacciati dai pontifici dell' Albornoz. Costringe Galeotto e Pandolfo Malatesta a desistere dall'azione.

Ago.

 

 

 

Romagna

Staziona per breve tempo nel riminese, finché, consegnatigli dall'Albornoz 1400 fiorini, decide di abbandonare Niccolò da Buscareto alla sua sorte.

Sett.

Chiesa

Ascoli Piceno

 

Emilia e Marche

Si congiunge con Francesco d'Este tra Bologna e Modena. Diserta dal campo milanese a quello pontificio; seda una ribellione in Ascoli Piceno, dove i fuoriusciti hanno catturato il capitano della città Leggeri Andreotti.

Ott.

Chiesa

Milano Urbino

 

Romagna

Rientra in Romagna con 800 barbute e 300 cavalli ungheri ed obbliga l'Albornoz, che pure dispone di 1200 barbute e 4000 cavalli ungheri, a riconoscergli la somma supplementare di 14000 fiorini o genovini per risparmiare la regione dalle scorrerie della sue compagnie. Si sposta nel contado di Urbino e da qui rientra nel ravennate; i fiorentini rafforzano subito le proprie difese per impedire eventuali suoi attacchi.

Nov.

Comp. ventura

Napoli

 

Marche e Abruzzi

Guada il Tronto e con Nicola Unghero si avvia nel regno di Napoli, verso L'Aquila, dove è stato invitato da alcuni baroni. Si ferma a lungo sotto Lanciano (2500 cavalli tra ungheri e tedeschi, nonché molti fanti); soffre gravi disagi sia per la mancanza di vettovaglie, sia per i continui assalti subiti ai passi di montagna dagli abitanti. Minaccia il capoluogo, alla cui difesa si trova Antonio Malavolti con 8000 uomini: le perdite del Baumgarten, nel periodo, ascendono a 800 uomini tra cavalli e masnadieri. Supera il Pescara e si dirige verso la Puglia: con lui si uniscono molti cavalli e fanti licenziati dal Visconti e dall' Albornoz.

Dic.

Durazzo

Napoli

 

Abruzzi e Basilicata

Penetra nel distretto controllato dal duca di Durazzo. Perviene a San Martino, vicino a Sulmona, i cui abitanti vendono il pane a caro prezzo ai venturieri. Si impadronisce con l'astuzia del castello e lo elegge a base logistica delle sue campagne. Occupa Acerenza nel potentino e  molti altri castelli.

1361

 

 

 

 

 

.................

Comp. ventura

Napoli

 

Campania

Tenta di avere Salerno; ne è impedito dall'arrivo di milizie angioine condotte da Niccolò Acciaiuoli.

Mar.

 

 

 

Abruzzi

Con Nicola Unghero minaccia Teramo alla cui difesa è passato Niccolò Orsini. Supera il Pescara ed estende le devastazioni fino a San Flaviano (Giulianova).

Apr.

 

 

 

Basilicata

Si ritira in Melfi dopo che 3000 cavalli ungheri hanno disertato nel campo nemico dietro la promessa di 36000 fiorini; vi si fortifica ed incomincia ancora una volta ad infestare i dintorni. Con la defezione di altri 400 cavalli ungheri, si rifugia  in Atella, terra già appartenente al duca di Durazzo.

.................

 

 

 

Basilicata

Viene assediato in Atella dagli angioini, comandati dal gran siniscalco Acciaiuoli.

1362

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Basilicata

E' costretto ad abbandonare Atella ed il regno di Napoli.

Mar.

 

 

 

Abruzzi

Si avvicina al Piceno.

Apr.

Milano

Chiesa Verona

1000 barbute

Toscana e Emilia

Passato al servizio dei viscontei, attraversa il senese danneggiandone il contado; alla fine, i senesi gli riconoscono il passo e somministrano vettovaglie alle sue truppe. Si porta a Parma e trascorre una notte su un carro all'aperto per timore di un terremoto. Raccoglie, indi, tutti gli uomini validi della città e li porta a Solara, dove fa costruire una forte bastia.

Mag.

 

 

 

Emilia

E' fronteggiato dai pontifici capitanati da Blasco Gomez.

Giu.

 

 

 

Emilia

Respinge alcuni attacchi portati da Malatesta Ungaro.

Lug.

 

 

 

Lombardia

Si sposta nel bresciano e viene battuto dagli scaligeri a Smaccano (fra i viscontei sono uccise 100 barbute).

.................

 

 

 

Emilia

Rientra nel parmense.

1363

 

 

 

 

 

Gen.

Milano

Monferrato

 

Emilia e Lombardia

Si allontana dal parmense con 1000 barbute e punta sul pavese, a seguito di un'incursione della Compagnia Bianca di Alberto Sterz che milita per i monferrini.

.................

Milano

Chiesa

 

Emilia

Viene in Romagna; rientra a Solara e vi inizia la costruzione di una seconda bastia.

Apr.

 

 

 

Lombardia ed Emilia

Con la morte del conte Lando al ponte di Canturino, i resti della Grande Compagnia si uniscono con le sue schiere (3000 cavalli ed altrettanti fanti). Scorre nel cremonese; quando Bernabò Visconti rimane ferito ad una mano da un verrettone nel corso di un combattimento, si porta al suo fianco a Solara. Il signore di Milano abbandona la bastia  per farsi curare a Crevalcore; anche il condottiero va via da Solara con 800 barbute non intendendo più porre il campo in tale sito. Approfitta della situazione Malatesta Ungaro che attacca i viscontei, espugna la fortezza e vi fa numerosi prigionieri. Il Baumgarten ripara a Formigine.

.................

 

 

 

Emilia

Guerreggia nel modenese contro le truppe della lega antiviscontea.

Sett.

Perugia

Comp. ventura

 

Emilia e Umbria

Attende alla ricostruzione della bastia di Solara con Pagano di Panico. Nello stesso mese è congedato dal Visconti e passa agli stipendi dei perugini. Si accampano alle taverne di Olmo 400 cavalli ungheri, che devono unirsi con la Compagnia Bianca; il Baumgarten invia in soccorso al comune 600 cavalli che sorprendono i venturieri disarmati e per la maggior parte a letto. Di costoro, rimangono uccisi 40 uomini ed  altri 150 sono fatti prigionieri.

Ott.

Orsini

Roma

 

Lazio

Entra nel Lazio e viene assoldato dagli Orsini per combattere il comune di Roma; Costanza Orsini gli cede otto castelli. Con Orso e Luca Orsini scorre  fino alle porte di Roma e si impadronisce di un castello ai danni di Aldobrandino Orsini.

1364

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Toscana

A fine mese viene segnalato in Toscana.

Mar.

Pisa

Firenze

 

Toscana

E' sollecitato da Galeazzo Visconti ad unirsi con la Compagnia Bianca dello Sterz (3000 barbute) e fronteggiare i fiorentini al soldo dei pisani.

Apr.

 

 

 

Toscana

E' con Giovanni Acuto in val di Nievole alla testa di 6500 cavalli fra inglesi e tedeschi e di 1000 cittadini di Pisa, che fungono per lo più da guastatori. Entra nel pistoiese ed assale Prato. Dopo una scaramuccia portata fin sulle porte di Firenze, penetra nel Mugello per la Valdimarina, ne depreda il territorio ed occupa Barberino di Mugello. Gli si oppongono Pandolfo Malatesta ed Arrigo di Montfort: il Baumgarten elude la loro sorveglianza, si riaccosta a Firenze lungo le falde di Monte Morello. Entra in Pescia; assedia invano il castello di Petraia , ha Montughi e Fiesole.

Mag.

 

 

 

Toscana

Attacca la porta di San Gallo a Firenze, alla cui difesa si trovano il Montfort, Bonifacio Lupo, Manno Donati e Giovanni Malatacca. Everardo della Campana e Guglielmo Cogno respingono una sortita dei fiorentini usciti dai serragli contro il parere dei loro capitani. Sono bruciate molte abitazioni a San Antonio al Vescovo e sulla sera, al termine del combattimento, il Baumgarten si fa armare cavaliere fra Montughi e Fiesole: egli stesso, a sua volta, arma cavalieri il Campana ed il Cogno. Finge un'offensiva notturna per seminare il panico in Firenze; attraversa, invece, l'Arno e pone i suoi alloggiamenti fra Giogoli, Pozzolatico ed Arcetri. Ritorna sotto il capoluogo ed è respinto facilmente un suo assalto condotto alla porta di San Frediano; dà alle fiamme i dintorni e, dopo alcuni giorni utilizzati per curare i feriti (circa 2000 uomini) è forzato a ritirarsi per la resistenza frapposta dai fiorentini. Da San Miniato viene ad Incisa e da qui passa in Valdarno; riporta nuove perdite in un vano tentativo di avere Terranuova, passa nei contadi di Arezzo, Cortona e Siena e vi riporta prigionieri e prede. Tocca ancora la val d'Elsa e la val di Nievole e rientra in Pisa. Si ferma a San Piero in Campo: alla successiva rassegna sono contate le perdite, che ascendono a più di 600 cavalli morti ed a 2000 feriti, dei quali molti periranno successivamente. Si fa allettare da un'offerta dei fiorentini (9000 fiorini per lui, 35000 per la sua compagnia, 70000 per gli inglesi della Compagnia Bianca); abbandona il servizio dei pisani e passa agli stipendi degli avversari con la promessa di non molestare per cinque mesi  il territorio di Firenze.

Giu.

Comp. ventura

Siena

 

Toscana

Forma con lo Sterz ed Ugo della Zucca la Compagnia della Stella (così chiamata per la stella che innalza nel suo stemma); depreda il senese con la Compagnia del Cappelletto. Si ferma vicino all'Arbia.

Lug.

Comp. ventura

Orvieto

 

Umbria

Minaccia Orvieto; alla difesa della città si pongono Giordano Orsini ed Ugolino da Montemarte.

Ago.

Comp. ventura

Siena Pisa

 

Toscana

Riscuote una taglia di 12250 fiorini dal comune di Siena e promette di non infestarne il territorio per tre anni. Ha in dono un cavallo, cera, confetti, vino e biada per un valore di altri 400 fiorini. Viene aumentato il dazio sulla carne per fare fronte alle richieste della compagnia. Procede verso Montepulciano.

Sett.

Comp. ventura

Lazio

 

Toscana Umbria e Lazio

Alcuni suoi uomini vengono svaligiati: il Baumgarten chiede ai fiorentini il risarcimento dei danni subiti. Tocca Ficulle, vi si ferma per otto giorni e procura gravi guasti al contado di Orvieto. Occupa Sutri e Vetralla con lo Sterz; si sposta in Sabina.

Ott.

Comp. ventura

 

Perugia

Siena

 

   

Comp. ventura

 

Toscana e Umbria

Ai primi del mese rientra nel senese con lo Sterz ed i due condottieri ottengono altri 26000 fiorini. Il comune consegna in ostaggio alcuni cittadini. Ai fiorini pattuiti se ne devono aggiungere altri 1000 chiesti dallo Sterz per evitare rappresaglie. Si regala una botte di vino ai soldati del Baumgarten e gli si fanno doni splendidi.  E' assoldato dai perugini per contrastare lo Sterz. Lascia San Martino dei Colli e San Faustino (Sanfatucchio); si pone alla Pila con 10000 barbute e 6000 fanti per controllare le mosse degli avversari.

Nov.

Comp. ventura

 

 

Umbria e Lazio

Lo Sterz è obbligato a ricercare un accordo ed a allontanarsi dal perugino entro dieci giorni previa la fornitura di vettovaglie. I capitani delle varie compagnie vengono invitati per un banchetto a Perugia. A fine mese, il Baumgarten entra nei contadi di Assisi, Spello, Foligno, Bevagna e Gubbio.

Dic.

Comp. ventura

Chiesa

 

 

Molesta i territori soggetti allo stato della Chiesa.

1365

 

 

 

 

 

Gen.

Comp. ventura

Chiesa  Napoli

 

 

Il cardinale Albornoz decide di contrastarlo e si allea con la regina di Napoli Giovanna d'Angiò.

Mar.

Comp. ventura

Vico

 

Umbria e Lazio

Ritorna nell'orvietano ed espugna Parrano; si trasferisce nel viterbese con 10000 uomini, tra cavalli e fanti, e si impossessa nuovamente di Vetralla a spese di Giovanni di Vico.

Mag.

Comp. ventura

Siena

 

Toscana

Minaccia di irrompere nel senese e di darvi il guasto qualora gli sia negato il passo. Si stanziano 1000 fiorini per onorare il Baumgarten e convincerlo a non danneggiare il territorio. Di più, gli sono regalati zuccheri, cera, polli, capponi, piccioni, fave e vino e gli si inviano grattuitamente vettovaglie.

Giu.

Comp. ventura

Chiesa Napoli

 

Lazio   Umbria e Toscana

Viene contro di lui la Compagnia Bianca, agli ordini dello di Ugo della Zucca e dello Sterz, nonché i pontifici comandati dal nipote dell'Albornoz, Gomez Garcia. Il Baumgarten affronta gli avversari nei pressi di Vetralla. L'assedio dura molti giorni senza venire ad un'azione decisiva perché gli uomini della Compagnia Bianca si rifiutano di conmbattere a causa del ritardo delle paghe. Il Baumgarten viene a patti con l'Albornoz e cede la città in cambio di una grossa somma di denaro. Si incontra ad Orvieto con lo Sterz e Gomez Garcia; da ultimo si porta nel lucchese, dove è raggiunto dagli ambasciatori fiorentini Lapo dei Rossi e Giorgio Scali, che lo accompagnano dietro la promessa di pagare le vettovaglie per le necessità dei suoi uomini e di non recare danno al circondario.

Lug.

Perugia

Comp. ventura

 

Umbria

Lo Sterz entra ostilmente nel perugino con le sue truppe; il Baumgarten ritorna al servizio del comune, fronteggia gli inglesi e gli ungheri che militano nella Compagnia della Stella e, dopo un assedio di due giorni, li costringe  a capitolare per mancanza di vettovaglie, acqua e vino a San Mariano. 1200 cavalli e fanti della compagnia del Baumgarten accompagnano prigionieri a Perugia 1600 ungheri ed inglesi. Per la loro liberazione è richiesto a tutti il pagamento di un riscatto.

Ago.

Siena

Comp. ventura

 

Umbria e Toscana

Vi è un nuovo convito in Perugia cui presenziano, fra gli altri, anche lo Sterz ed Andrea di Belmonte. Viene concessa al Baumgarten la cittadinanza perugina e gli è donata l'osteria del Cervo. Nella città è alloggiato nelle case di Giovanni della Piscina. Subito dopo con 4  bandiere di cavalli del comune e 1500 barbute della sua compagnia, si porta con lo Sterz  in Toscana per difendere Siena dall' Acuto. E' ricevuto con grandi onori nella città; la lascia e si dirige verso la  maremma per tallonare gli avversari a San Quirico d'Orcia ed a Sant'Angelo in Colle. Mette in fuga l'Acuto a Magliano; i nemici riparano in Liguria ed egli rientra a Siena. Si ferma molti giorni nel capoluogo, a San Giovanni ed a Quarto, per curare i feriti. Prosegue verso Arezzo e Perugia mentre lo Sterz prende la strada di Pisa.   

Sett.       Toscana
Attraversa la Valdarno inferiore ed il senese. Si dirige verso la Lombardia.

.................

Chiesa

Montefeltro

 

Marche

I pontifici lo assoldano per 15000 fiorini. Reprime un tentativo di Federico Novello da Montefeltro diretto ad impadronirsi di Urbino.

1366

 

 

 

 

 

................. Comp. ventura Chiesa   Lazio Occupa Sutri e devasta la Sabina.
Giu.       Umbria
A fine mese si trova nel territorio di Città di Castello con Ambrogio Visconti, l'Acuto e Giovanni d'Asburgo.

Nov.

Milano

 

 

Emilia e Romagna

Ritorna al sevizio di Galeazzo e di Bernabò Visconti; si unisce con la Compagnia Nera di Ermanno di Wartenstein. E' a Ferrara ed attraversa il bolognese con 500 cavalli e 400 fanti, tutti  male armati.

1367

 

 

 

 

 

.................

Comp. ventura

Siena

 

Toscana

Affianca la Compagnia di San Giorgio dell'Acuto e di Ambrogio Visconti.

Mar.

 

 

 

Toscana

Batte i senesi a Montalcinello.

Sett.

Milano

 

 

 

Lascia il servizio dei Visconti.

Ott.

Chiesa

 

 

Lazio

Occupa Fiano Romano. Viene assoldato dal papa, dalla regina di Napoli, da Perugia e da Siena con 400 barbute e 150 fanti. Gli è riconosciuta una provvigione mensile di 550 fiorini (200 i pontifici, 180 gli angioini, 90 i perugini, 80 i senesi).

Nov.

 

 

 

Emilia

Si trova a Bologna; i senesi, per mantenere la sua amicizia, gli inviano del denaro.

1368 Comp. ventura Conte Savoia   Piemonte Scorre nel territorio di Cuneo.

1371

Milano

Ferrara

 

Emilia

Lascia il pisano con l'Acuto e staziona nel parmense, a Felino ed a Calestano.

1372

 

 

 

 

 

Inverno

Conte  Savoia

Milano   Saluzzo

1200 lance, 600 fanti, 300 arcieri

Piemonte

E' condotto per quattro mesi dal conte di Savoia dietro il compenso di 20000 fiorini (1200 lance, 600 fanti e 300 arcieri inglesi).

.................

Comp. ventura

Lucca

 

Toscana

Minaccia la Toscana e chiede ai lucchesi 10000 fiorini di taglia.

Ott.

Milano

 

300 lance

 

 

Nov. Napoli Milano   Piemonte Passa agli stipendi del siniscalco angioino Niccolò Spinelli per combattere i viscontei in Piemonte. Minaccia Bra e Cherasco.

1373

 

 

 

 

 

Marzo Conte Savoia Monferrato   Piemonte
Si impadronisce di Caraglio e ne conquista il castello ai danni del marchese di Monferrato. Gli è data in feudo tale località.

Aprile

Milano

Chiesa

 

Lombardia

Avversa nel bresciano l'avanzata del conte di Savoia.

Mag.

 

 

 

Lombardia

Viene battuto a Montichiari dalle forze collegate della lega antiviscontea comandate dall'Acuto e da Enguerrand di Coucy. Si salva con la fuga assieme con Gian Galeazzo Visconti.

1374

 

 

 

 

 

Mar.

Milano

Monferrato

 

Piemonte

E' condotto dai viscontei per due mesi e gli è riconosciuta una provvigione mensile di 20 fiorini.

1375

 

 

 

 

 

.................

 

 

 

 

Si prepara alla morte e procura di mettersi in pace con la Chiesa.

Ago.

 

 

 

Francia

Riceve ad Avignone quattro indulgenze ordinarie ed una plenaria in "articulo mortis".

Sett.

 

 

 

Piemonte

Si porta attorno a Moncalieri con un fratello di Ottone di Brunswick.

Ott.

 

 

 

 

Si fa rilasciare dal papa Gregorio XI un solenne documento che attesta come egli sia stato ricevuto sotto la protezione della Chiesa. Muore negli stessi giorni.

OTTO CITAZIONI

Famoso condottiero tedesco.

Grande traditore. Capitano senza fede.

Feroce condottiero. Capo di ladroni.

Scaltro, infido, audace e volto solamente al proprio vantaggio.