| Anno, mese |
Stato. Comp. ventura |
Avvesario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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1351 |
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................. |
Milano |
Firenze |
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Toscana e Umbria |
Si trova nel
contado di Cortona con Nolfo da Montefeltro e Gisello degli
Ubaldini. Si trasferisce in Umbria. |
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Giu. |
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Umbria |
E' a Pianello. |
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................. |
Milano |
Chiesa |
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Lombardia |
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1352 |
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Mag. |
Chiesa |
Vico |
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Lazio |
Milita nella
compagnia di Gobbole Cers e combatte le truppe di Giovanni di
Vico. |
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1356 |
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Feb. |
Ravenna |
Forlì |
100 cavalli |
Romagna |
E' inquadrato
nella Compagnia degli Speranti, comandata Ermanno di Wartenstein.
Passa per due mesi al soldo di Bernardino da Polenta per coadiuvare
i pontifici contro il signore di Forlì Francesco Ordelaffi.
Si trasferisce nel faentino. Gli è riconosciuta una provvigione
mensile di 168,5 fiorini. Si porta al castello di Roncaro. |
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1357 |
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................ |
Comp. ventura |
San Severino Marche |
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Marche |
Danneggia il
contado di San Severino Marche ai danni di Smeduccio Salimbeni. |
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Estate |
Forlì |
Chiesa |
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Romagna |
Si collega
con la Grande Compagnia del conte Lando. Con Lucio Lando ed
Amerigo del Cavalletto difende Francesco Ordelaffi dalle milizie
pontificie. |
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................. |
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Lombardia |
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1358 |
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Feb. |
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Romagna |
Transita per
il cesenate. |
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Mar. |
Siena |
Perugia |
800 barbute e 400 fanti |
Toscana e Umbria |
E' assunto
per quattro mesi dai senesi con 800 barbute e 400 fanti ungheri.
Muove alla testa di 1800 barbute e gran popolo in difesa di
Bartolomeo Casali, signore di Cortona, al fine di liberare la
città dall'assedio postovi dai perugini. Costringe i nemici
a ritirarsi ed entra nel contado perugino che mette a sacco.
Giunge al ponte Cavaliere sulla Chiana, vicino a Città della
Pieve; occupa Piegaro e vi brucia molte case; perviene a Panicale,
a Orsaia ed a Olmo. Il giorno di Pasqua, con la cattura di Manetto
da Jesi, lascia il campo e si dirige verso Siena. Viene sconfitto
a Castelfiorentino. |
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Apr. |
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Toscana |
Si dirige a
Torrita di Siena con 1600 barbute molti masnadieri e popolani.
E' sfidato a battaglia dai
perugini (1800 barbute e gran popolo per un totale di 8000 uomini);
il Baumgarten accetta lo scontro che non è, invece,accettato
dai commissari senesi. Gli avversari capiscono dalle risposte
ricevute come gli avversari siano discordi, se non addirittura
impreparati: abbandonano Greggiano e vengono affrontati in disordine
dai senesi in una sortita senza senso. Il Baumgarten non li
appoggia: Smeduccio Salimbeni vince la resistenza dei senesi,
entra in Torrita di Siena e cattura il condottiero tedesco con
il suo mariscalco e 50 cavalli. I senesi perdono 49 bandiere,
fra le quali il gonfalone del comune: nel combattimento, fra
le due parti, si registrano cento morti. |
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Mag. |
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Toscana |
Liberato, si
ritira in Buonconvento e ritorna a combattere i perugini. Libera
Cortona dall'assedio; occupa nel contado di Montepulciano, il
priorato di San Pietro a Petroio e vi cattura molti nemici,
già armati cavalieri a Torrita di Siena. |
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Giu. |
Comp. ventura |
Perugia San Severino Marche |
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Umbria e Marche |
Assale con
700 barbute Monte San Savino ed assedia la località in attesa
di essere sostituito nel comando da Giovanni di Vico. Rifiuta
la resa a patti dei difensori e continua gli attacchi in uno
dei quali viene gravemente ferito da un colpo d spingarda. Per
altre fonti gli viene, viceversa, addebitato totalmente il cattivo
esito delle operazioni, sia per non avere accettato la dedizione
di Monte San Savino, sia per avere causato artatamente risse
nel campo tra i suoi tedeschi e le altre milizie senesi. Congedato,
si unisce con Lucio Lando (2000 barbute) e saccheggia il perugino:
il comune gli riconosce una taglia di 4000 fiorini affinché
smetta di scorrere il contado. Irrompe nelle Marche verso Fabriano
e trova i passi sorvegliati; dopo otto giorni penetra dal fermano
nel territorio di San Severino Marche e si vendica di Smeduccio
Salimbeni, cui impone un gravoso riscatto.
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Lug. |
Comp. ventura |
Firenze |
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Romagna |
Si congiunge
con la Grande Compagnia del conte Lando ed è disfatto alle Scalelle. |
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Ago. |
Forlì |
Chiesa |
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Romagna |
Salvatosi dalla
cattura, punta verso Fano e raggiunge Amerigo del Cavalletto
con i resti della compagnia. Contrasta i pontifici per conto
dell' Ordelaffi. |
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Set. |
Comp. ventura |
Firenze |
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Romagna |
E' scomunicato
ed è predicata la crociata contro i venturieri. Muove verso
la Romagna; nel riminese si congiunge con un'altra compagnia
di stanza a Forlì e si propone di invadere la Toscana.
Viene respinto dai fiorentini (12000 fanti, per lo più balestrieri)
al passo dello Stale. Devasta la val di Lamone ed attacca Modigliana. |
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Nov. |
Comp. ventura |
Rimini |
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Romagna |
Mette a sacco
Massa, che dà alle fiamme. Riceve vettovaglie da Giovanni Visconti
da Oleggio, le quali non sono sufficienti per le necessità dei
suoi uomini. Alla fine, spinto da una fame di tre giorni, si
getta nel riminese e fa a pezzi la popolazione. |
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Dic. |
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Romagna |
Si accampa
in Romagna e vi trascorre i mesi invernali vivendo alla giornata. |
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1359 |
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Feb. |
Comp. ventura |
Camerino |
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Marche |
Con il conte
Lando si impadronisce del castello di Serra San Quirico e minaccia
Rodolfo da Varano, che gli riconosce 4000 fiorini; altrettanti
sono dati alla compagnia da Smeduccio Salimbeni, signore di
San Severino Marche. La compagnia è forte di 4300 barbute. Subisce
notevoli perdite nell'assalto al castello di Falerone; ritorna
sui suoi passi e tenta di avere Cingoli. Ridiscende nello jesino
e si accampa a Montalboddo (Ostra). |
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Primavera |
Comp. ventura |
Chiesa |
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Marche |
Si spinge verso
Fabriano ed obbliga il cardinale legato Egidio Albornoz a sborsare
ai venturieri 50000 ducati (30000 entro un mese) in cambio della
promessa di pace per quattro anni. |
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Mag. |
Comp. ventura |
Firenze
Pisa |
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Umbria |
Si porta in
Umbria per collegarsi con la Grande Compagnia del conte Lando.
Devasta il territorio di Todi e costringe la città a
riconoscergli una taglia. Si colloca verso il castello di Primano.
Il Tevere in piena blocca la marcia ad entrambi i condottieri.
I fiorentini si oppongono alle sue richieste. |
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Lug. |
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Umbria e Toscana |
Si allontana
dal perugino, attraversa il senese ed il territorio di Volterra
con il conte Lando, il Cavalletto e Corrado Lando; gli sono
riconosciuti dai senesi 12000 fiorini. Entra nel pisano e visita
il capoluogo; tocca Laiatico, Fabbrica e Peccioli; attraversa
Treggiaia e si accampa tra Ponsacco e Petriolo. Infesta il contado
fino a Collesalvetti e forza gli abitanti della val d'Era e
della Valdarno ad abbandonare tutti i loro beni. Dà alle fiamme
Cevoli; dopo una settimana, il Lando si accorda con il
rappresentante dell'imperatore Carlo di Boemia, signore
di Pisa e di Lucca, nella pieve di Vicopisano e gli sono riconosciuti
2000 fiorini. Il Baumgarten si reca a Pisa (entra per la porta
di San marco ed esce per quella di Parlascio) ed a Lucca (per
soddisfare un voto nella chiesa del Sacro Cuore di tale città).
Valica l'Arno sotto Cascina, prende la strada di Montecalvoli
e per Cerbaia entra nel contado di Pescia nei pressi di Borgo
a Buggiano, nel cui territorio sono sempre catturati i contadini
e viene razziato il bestiame. Gli viene contro Pandolfo Malatesta;
con il conte Lando preferisce lasciare il "campo delle mosche"
dove è stato sfidato a battaglia. |
|
Ago. |
Monferrato |
Milano |
700 barbute |
Liguria e Piemonte |
Attraversa
il genovese e passa al servizio del marchese del Monferrato
per combattere Bernabò Visconti. Gli vengono concessi una condotta
di 700 barbute ed un soldo di 28000 fiorini. |
|
Ott. |
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Capitano g.le |
Piemonte |
Gli è dato
il comando delle truppe a seguito della defezione del conte
Lando nel campo avverso. Ha ai suoi ordini 2000 uomini tra fanti
e cavalli. |
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Nov. |
Milano |
Monferrato |
1000 barbute |
Piemonte |
Tradisce anch'egli
Francesco di Monferrato per una maggiore condotta. |
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Dic. |
Milano |
Bologna |
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Emilia |
E' nel bolognese
contro Giovanni Visconti da Oleggio. |
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1360 |
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Gen. |
Conte Savoia |
Acaia |
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Piemonte |
Milita per
Amedeo VI contro Giacomo di SavoiaAcaia. La condotta è firmata
a Pinerolo: la compagnia
costa al conte di Savoia 3000 fiorini il mese. |
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Feb. |
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Piemonte |
Si impadronisce
di Villar Perosa. Entra in trattative con i pontifici. |
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Mar. |
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Piemonte |
Ha Savigliano
con il conte Lando: il saccheggio perpetrato dalle sue truppe
in tale località induce Torino ed altri centri minori del principato
a cedere al Conte Verde. Occupa il castello di Bonavalle presso
Murello e lo rivende ad Amedeo di Savoia. |
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Lug. |
Milano |
Chiesa |
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Marche |
E' inviato
dal Visconti nelle Marche con 1500 barbute in soccorso dei castelli
di Buscareto e di Montenovo (Ostra Vetere), che sono minacciati
dai pontifici dell' Albornoz. Costringe Galeotto e Pandolfo
Malatesta a desistere dall'azione. |
|
Ago. |
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Romagna |
Staziona per
breve tempo nel riminese, finché, consegnatigli dall'Albornoz
1400 fiorini, decide di abbandonare Niccolò da Buscareto
alla sua sorte. |
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Sett. |
Chiesa |
Ascoli Piceno |
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Emilia e Marche |
Si congiunge
con Francesco d'Este tra Bologna e Modena. Diserta dal campo
milanese a quello pontificio; seda una ribellione in Ascoli
Piceno, dove i fuoriusciti hanno catturato il capitano della
città Leggeri Andreotti. |
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Ott. |
Chiesa |
Milano Urbino |
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Romagna |
Rientra in
Romagna con 800 barbute e 300 cavalli ungheri ed obbliga l'Albornoz,
che pure dispone di 1200 barbute e 4000 cavalli ungheri, a riconoscergli
la somma supplementare di 14000 fiorini o genovini per risparmiare
la regione dalle scorrerie della sue compagnie. Si sposta nel
contado di Urbino e da qui rientra nel ravennate; i fiorentini
rafforzano subito le proprie difese per impedire eventuali suoi
attacchi. |
|
Nov. |
Comp. ventura |
Napoli |
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Marche e Abruzzi |
Guada il Tronto
e con Nicola Unghero si avvia nel regno di Napoli, verso L'Aquila,
dove è stato invitato da alcuni baroni. Si ferma a lungo sotto
Lanciano (2500 cavalli tra ungheri e tedeschi, nonché molti
fanti); soffre gravi disagi sia per la mancanza di vettovaglie,
sia per i continui assalti subiti ai passi di montagna dagli
abitanti. Minaccia il capoluogo, alla cui difesa si trova Antonio
Malavolti con 8000 uomini: le perdite del Baumgarten, nel periodo,
ascendono a 800 uomini tra cavalli e masnadieri. Supera il Pescara
e si dirige verso la Puglia: con lui si uniscono molti cavalli
e fanti licenziati dal Visconti e dall' Albornoz. |
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Dic. |
Durazzo |
Napoli |
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Abruzzi e Basilicata |
Penetra nel
distretto controllato dal duca di Durazzo. Perviene a San Martino,
vicino a Sulmona, i cui abitanti vendono il pane a caro prezzo
ai venturieri. Si impadronisce con l'astuzia del castello e
lo elegge a base logistica delle sue campagne. Occupa Acerenza
nel potentino e molti
altri castelli. |
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1361 |
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................. |
Comp. ventura |
Napoli |
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Campania |
Tenta di avere
Salerno; ne è impedito dall'arrivo di milizie angioine condotte
da Niccolò Acciaiuoli. |
|
Mar. |
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Abruzzi |
Con Nicola
Unghero minaccia Teramo alla cui difesa è passato Niccolò Orsini.
Supera il Pescara ed estende le devastazioni fino a San Flaviano
(Giulianova). |
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Apr. |
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Basilicata |
Si ritira in
Melfi dopo che 3000 cavalli ungheri hanno disertato nel campo
nemico dietro la promessa di 36000 fiorini; vi si fortifica
ed incomincia ancora una volta ad infestare i dintorni. Con
la defezione di altri 400 cavalli ungheri, si rifugia
in Atella, terra già appartenente al duca di Durazzo. |
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................. |
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Basilicata |
Viene assediato
in Atella dagli angioini, comandati dal gran siniscalco Acciaiuoli. |
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1362 |
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|
Gen. |
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Basilicata |
E' costretto
ad abbandonare Atella ed il regno di Napoli. |
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Mar. |
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Abruzzi |
Si avvicina
al Piceno. |
|
Apr. |
Milano |
Chiesa Verona |
1000 barbute |
Toscana e Emilia |
Passato al
servizio dei viscontei, attraversa il senese danneggiandone
il contado; alla fine, i senesi gli riconoscono il passo e somministrano
vettovaglie alle sue truppe. Si porta a Parma e trascorre una
notte su un carro all'aperto per timore di un terremoto. Raccoglie,
indi, tutti gli uomini validi della città e li porta a Solara,
dove fa costruire una forte bastia. |
|
Mag. |
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|
Emilia |
E' fronteggiato
dai pontifici capitanati da Blasco Gomez. |
|
Giu. |
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Emilia |
Respinge alcuni
attacchi portati da Malatesta Ungaro. |
|
Lug. |
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Lombardia |
Si sposta nel
bresciano e viene battuto dagli scaligeri a Smaccano (fra i
viscontei sono uccise 100 barbute). |
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................. |
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|
Emilia |
Rientra nel
parmense. |
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1363 |
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Gen. |
Milano |
Monferrato |
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Emilia e Lombardia |
Si allontana
dal parmense con 1000 barbute e punta sul pavese, a seguito
di un'incursione della Compagnia Bianca di Alberto Sterz che
milita per i monferrini. |
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................. |
Milano |
Chiesa |
|
Emilia |
Viene in Romagna;
rientra a Solara e vi inizia la costruzione di una seconda bastia. |
|
Apr. |
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Lombardia ed Emilia |
Con la morte
del conte Lando al ponte di Canturino, i resti della Grande
Compagnia si uniscono con le sue schiere (3000 cavalli ed altrettanti
fanti). Scorre nel cremonese; quando Bernabò Visconti rimane
ferito ad una mano da un verrettone nel corso di un combattimento,
si porta al suo fianco a Solara. Il signore di Milano abbandona
la bastia per farsi curare a Crevalcore; anche il condottiero
va via da Solara con 800 barbute non intendendo più porre il
campo in tale sito. Approfitta della situazione Malatesta Ungaro
che attacca i viscontei, espugna la fortezza e vi fa numerosi
prigionieri. Il Baumgarten ripara a Formigine. |
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................. |
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|
Emilia |
Guerreggia
nel modenese contro le truppe della lega antiviscontea. |
|
Sett. |
Perugia |
Comp. ventura |
|
Emilia e Umbria |
Attende alla
ricostruzione della bastia di Solara con Pagano di Panico. Nello
stesso mese è congedato dal Visconti e passa agli stipendi dei
perugini. Si accampano alle taverne di Olmo 400 cavalli ungheri,
che devono unirsi con la Compagnia Bianca; il Baumgarten invia
in soccorso al comune 600 cavalli che sorprendono i venturieri
disarmati e per la maggior parte a letto. Di costoro, rimangono
uccisi 40 uomini ed altri 150 sono fatti prigionieri. |
|
Ott. |
Orsini |
Roma |
|
Lazio |
Entra nel Lazio
e viene assoldato dagli Orsini per combattere il comune di Roma;
Costanza Orsini gli cede otto castelli. Con Orso e Luca Orsini
scorre fino alle porte
di Roma e si impadronisce di un castello ai danni di Aldobrandino
Orsini. |
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1364 |
|
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|
Gen. |
|
|
|
Toscana |
A fine mese
viene segnalato in Toscana. |
|
Mar. |
Pisa |
Firenze |
|
Toscana |
E' sollecitato
da Galeazzo Visconti ad unirsi con la Compagnia Bianca dello
Sterz (3000 barbute) e fronteggiare i fiorentini al soldo dei
pisani. |
|
Apr. |
|
|
|
Toscana |
E' con Giovanni
Acuto in val di Nievole alla testa di 6500 cavalli fra inglesi
e tedeschi e di 1000 cittadini di Pisa, che fungono per lo più
da guastatori. Entra nel pistoiese ed assale Prato. Dopo una
scaramuccia portata fin sulle porte di Firenze, penetra nel
Mugello per la Valdimarina, ne depreda il territorio ed occupa
Barberino di Mugello. Gli si oppongono Pandolfo Malatesta ed
Arrigo di Montfort: il Baumgarten elude la loro sorveglianza,
si riaccosta a Firenze lungo le falde di Monte Morello. Entra
in Pescia; assedia invano il castello di Petraia , ha Montughi
e Fiesole. |
|
Mag. |
|
|
|
Toscana |
Attacca la
porta di San Gallo a Firenze, alla cui difesa si trovano il
Montfort, Bonifacio Lupo, Manno Donati e Giovanni Malatacca.
Everardo della Campana e Guglielmo Cogno respingono una sortita
dei fiorentini usciti dai serragli contro il parere dei loro
capitani. Sono bruciate molte abitazioni a San Antonio al Vescovo
e sulla sera, al termine del combattimento, il Baumgarten si
fa armare cavaliere fra Montughi e Fiesole: egli stesso, a sua
volta, arma cavalieri il Campana ed il Cogno. Finge un'offensiva
notturna per seminare il panico in Firenze; attraversa, invece,
l'Arno e pone i suoi alloggiamenti fra Giogoli, Pozzolatico
ed Arcetri. Ritorna sotto il capoluogo ed è respinto facilmente
un suo assalto condotto alla porta di San Frediano; dà alle
fiamme i dintorni e, dopo alcuni giorni utilizzati per curare
i feriti (circa 2000 uomini) è forzato a ritirarsi per la resistenza
frapposta dai fiorentini. Da San Miniato viene ad Incisa e da
qui passa in Valdarno; riporta nuove perdite in un vano tentativo
di avere Terranuova, passa nei contadi di Arezzo, Cortona e
Siena e vi riporta prigionieri e prede. Tocca ancora la val
d'Elsa e la val di Nievole e rientra in Pisa. Si ferma a San
Piero in Campo: alla successiva rassegna sono contate le perdite,
che ascendono a più di 600 cavalli morti ed a 2000 feriti, dei
quali molti periranno successivamente. Si fa allettare da un'offerta
dei fiorentini (9000 fiorini per lui, 35000 per la sua compagnia,
70000 per gli inglesi della Compagnia Bianca); abbandona il
servizio dei pisani e passa agli stipendi degli avversari con
la promessa di non molestare per cinque mesi
il territorio di Firenze. |
|
Giu. |
Comp. ventura |
Siena |
|
Toscana |
Forma con lo
Sterz ed Ugo della Zucca la Compagnia della Stella (così
chiamata per la stella che innalza nel suo stemma); depreda
il senese con la Compagnia del Cappelletto. Si ferma vicino
all'Arbia. |
|
Lug. |
Comp. ventura |
Orvieto |
|
Umbria |
Minaccia Orvieto;
alla difesa della città si pongono Giordano Orsini ed Ugolino
da Montemarte. |
|
Ago. |
Comp. ventura |
Siena Pisa |
|
Toscana |
Riscuote una
taglia di 12250 fiorini dal comune di Siena e promette di non
infestarne il territorio per tre anni. Ha in dono un cavallo,
cera, confetti, vino e biada per un valore di altri 400 fiorini.
Viene aumentato il dazio sulla carne per fare fronte alle richieste
della compagnia. Procede verso Montepulciano. |
|
Sett. |
Comp. ventura |
Lazio |
|
Toscana Umbria e Lazio |
Alcuni suoi
uomini vengono svaligiati: il Baumgarten chiede ai fiorentini
il risarcimento dei danni subiti. Tocca Ficulle, vi si ferma
per otto giorni e procura gravi guasti al contado di Orvieto.
Occupa Sutri e Vetralla con lo Sterz; si sposta in Sabina. |
|
Ott. |
Comp. ventura
Perugia |
Siena
Comp. ventura |
|
Toscana e Umbria |
Ai primi del
mese rientra nel senese con lo Sterz ed i due condottieri ottengono
altri 26000 fiorini. Il comune consegna in ostaggio alcuni cittadini.
Ai fiorini pattuiti se ne devono aggiungere altri 1000 chiesti
dallo Sterz per evitare rappresaglie. Si regala una botte di
vino ai soldati del Baumgarten e gli si fanno doni splendidi. E' assoldato dai perugini per contrastare
lo Sterz. Lascia San Martino dei Colli e San Faustino (Sanfatucchio);
si pone alla Pila con 10000 barbute e 6000 fanti per controllare
le mosse degli avversari. |
|
Nov. |
Comp. ventura |
|
|
Umbria e Lazio |
Lo Sterz è
obbligato a ricercare un accordo ed a allontanarsi dal perugino
entro dieci giorni previa la fornitura di vettovaglie. I capitani
delle varie compagnie vengono invitati per un banchetto a Perugia.
A fine mese, il Baumgarten entra nei contadi di Assisi, Spello,
Foligno, Bevagna e Gubbio. |
|
Dic. |
Comp. ventura |
Chiesa |
|
|
Molesta i territori
soggetti allo stato della Chiesa. |
|
1365 |
|
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|
|
|
|
Gen. |
Comp. ventura |
Chiesa
Napoli |
|
|
Il cardinale
Albornoz decide di contrastarlo e si allea con la regina di
Napoli Giovanna d'Angiò. |
|
Mar. |
Comp. ventura |
Vico |
|
Umbria e Lazio |
Ritorna nell'orvietano
ed espugna Parrano; si trasferisce nel viterbese con 10000 uomini,
tra cavalli e fanti, e si impossessa nuovamente di Vetralla
a spese di Giovanni di Vico. |
|
Mag. |
Comp. ventura |
Siena |
|
Toscana |
Minaccia di
irrompere nel senese e di darvi il guasto qualora gli sia negato
il passo. Si stanziano 1000 fiorini per onorare il Baumgarten
e convincerlo a non danneggiare il territorio. Di più, gli sono
regalati zuccheri, cera, polli, capponi, piccioni, fave e vino
e gli si inviano grattuitamente vettovaglie. |
|
Giu. |
Comp. ventura |
Chiesa Napoli |
|
Lazio
Umbria e Toscana |
Viene contro
di lui la Compagnia Bianca, agli ordini dello di Ugo della Zucca
e dello Sterz, nonché i pontifici comandati dal nipote dell'Albornoz,
Gomez Garcia. Il Baumgarten affronta gli avversari nei pressi
di Vetralla. L'assedio dura molti giorni senza venire ad un'azione
decisiva perché gli uomini della Compagnia Bianca si
rifiutano di conmbattere a causa del ritardo delle paghe. Il
Baumgarten viene a patti con l'Albornoz e cede la città in cambio
di una grossa somma di denaro. Si incontra ad Orvieto con lo
Sterz e Gomez Garcia; da ultimo si porta nel lucchese, dove
è raggiunto dagli ambasciatori fiorentini Lapo dei Rossi e Giorgio
Scali, che lo accompagnano dietro la promessa di pagare le vettovaglie
per le necessità dei suoi uomini e di non recare danno al circondario. |
|
Lug. |
Perugia |
Comp. ventura |
|
Umbria |
Lo Sterz entra
ostilmente nel perugino con le sue truppe; il Baumgarten ritorna
al servizio del comune, fronteggia gli inglesi e gli ungheri
che militano nella Compagnia della Stella e, dopo un assedio
di due giorni, li costringe
a capitolare per mancanza di vettovaglie, acqua e vino
a San Mariano. 1200 cavalli e fanti della compagnia del Baumgarten
accompagnano prigionieri a Perugia 1600 ungheri ed inglesi.
Per la loro liberazione è richiesto a tutti il pagamento di
un riscatto. |
|
Ago. |
Siena |
Comp. ventura |
|
Umbria e Toscana |
Vi è un nuovo
convito in Perugia cui presenziano, fra gli altri, anche lo
Sterz ed Andrea di Belmonte. Viene concessa al Baumgarten la
cittadinanza perugina e gli è donata l'osteria del Cervo. Nella
città è alloggiato nelle case di Giovanni della Piscina. Subito
dopo con 4 bandiere di cavalli del comune e 1500 barbute
della sua compagnia, si porta con lo Sterz in Toscana per difendere Siena dall' Acuto. E' ricevuto con grandi
onori nella città; la lascia e si dirige verso la maremma per tallonare gli avversari a San
Quirico d'Orcia ed a Sant'Angelo in Colle. Mette in fuga l'Acuto
a Magliano; i nemici riparano in Liguria ed egli rientra a Siena.
Si ferma molti giorni nel capoluogo, a San Giovanni ed a Quarto,
per curare i feriti. Prosegue verso Arezzo e Perugia mentre
lo Sterz prende la strada di Pisa. |
| Sett. |
|
|
|
Toscana |
Attraversa
la Valdarno inferiore ed il senese. Si dirige verso la Lombardia. |
|
................. |
Chiesa |
Montefeltro |
|
Marche |
I pontifici
lo assoldano per 15000 fiorini. Reprime un tentativo di Federico
Novello da Montefeltro diretto ad impadronirsi di Urbino. |
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1366 |
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Comp. ventura |
Chiesa |
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Lazio |
Occupa Sutri e devasta la
Sabina. |
| Giu. |
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Umbria |
A fine mese
si trova nel territorio di Città di Castello con Ambrogio
Visconti, l'Acuto e Giovanni d'Asburgo. |
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Nov. |
Milano |
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Emilia e Romagna |
Ritorna al
sevizio di Galeazzo e di Bernabò Visconti; si unisce con la
Compagnia Nera di Ermanno di Wartenstein. E' a Ferrara ed attraversa
il bolognese con 500 cavalli e 400 fanti, tutti male armati. |
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1367 |
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Comp. ventura |
Siena |
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Toscana |
Affianca la
Compagnia di San Giorgio dell'Acuto e di Ambrogio Visconti. |
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Mar. |
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Toscana |
Batte i senesi
a Montalcinello. |
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Sett. |
Milano |
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Lascia il servizio
dei Visconti. |
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Ott. |
Chiesa |
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Lazio |
Occupa Fiano
Romano. Viene assoldato dal papa, dalla regina di Napoli, da
Perugia e da Siena con 400 barbute e 150 fanti. Gli è riconosciuta
una provvigione mensile di 550 fiorini (200 i pontifici, 180
gli angioini, 90 i perugini, 80 i senesi). |
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Nov. |
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Emilia |
Si trova a
Bologna; i senesi, per mantenere la sua amicizia, gli inviano
del denaro. |
| 1368 |
Comp. ventura |
Conte Savoia |
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Piemonte |
Scorre nel territorio di Cuneo.
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1371 |
Milano |
Ferrara |
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Emilia |
Lascia il pisano
con l'Acuto e staziona nel parmense, a Felino ed a Calestano. |
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1372 |
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Inverno |
Conte Savoia |
Milano
Saluzzo |
1200 lance, 600 fanti, 300
arcieri |
Piemonte |
E' condotto
per quattro mesi dal conte di Savoia dietro il compenso di 20000
fiorini (1200 lance, 600 fanti e 300 arcieri inglesi). |
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Comp. ventura |
Lucca |
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Toscana |
Minaccia la
Toscana e chiede ai lucchesi 10000 fiorini di taglia. |
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Ott. |
Milano |
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300 lance |
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| Nov. |
Napoli |
Milano |
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Piemonte |
Passa agli stipendi del siniscalco
angioino Niccolò Spinelli per combattere i viscontei in
Piemonte. Minaccia Bra e Cherasco. |
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1373 |
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| Marzo |
Conte Savoia |
Monferrato |
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Piemonte |
Si impadronisce
di Caraglio e ne conquista il castello ai danni del marchese
di Monferrato. Gli è data in feudo tale località.
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Aprile |
Milano |
Chiesa |
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Lombardia |
Avversa nel
bresciano l'avanzata del conte di Savoia. |
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Mag. |
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Lombardia |
Viene battuto
a Montichiari dalle forze collegate della lega antiviscontea
comandate dall'Acuto e da Enguerrand di Coucy. Si salva con
la fuga assieme con Gian Galeazzo Visconti. |
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1374 |
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Mar. |
Milano |
Monferrato |
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Piemonte |
E' condotto
dai viscontei per due mesi e gli è riconosciuta una provvigione
mensile di 20 fiorini. |
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1375 |
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Si prepara
alla morte e procura di mettersi in pace con la Chiesa. |
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Ago. |
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Francia |
Riceve ad Avignone
quattro indulgenze ordinarie ed una plenaria in "articulo mortis". |
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Sett. |
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Piemonte |
Si porta attorno
a Moncalieri con un fratello di Ottone di Brunswick. |
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Ott. |
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Si fa rilasciare
dal papa Gregorio XI un solenne documento che attesta come egli
sia stato ricevuto sotto la protezione della Chiesa. Muore negli
stessi giorni. |
Famoso condottiero tedesco.
Grande traditore. Capitano senza fede.
Feroce condottiero. Capo di ladroni.
Scaltro, infido, audace e volto solamente al proprio
vantaggio.