Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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0186      GIOVANNI BELTOFT  (Giovanni Beltot, Giovanni Beltotto, Bellotto, Belthost, Beltorth, Bietot) Della parrocchia di Betton, nella diocesi di Lincoln.

               + 1392

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

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Francia

Combatte nella guerra dei Cent'Anni.

1380

 

 

 

 

Viene in Italia.

1384

 

 

 

 

 

Lug. ago.

Firenze

 

 

Toscana

E' inviato con Ugo di Montfort (50 lance) in soccorso dei senesi travagliati dalle compagnie di ventura. Ad agosto è richiamato dai fiorentini per l'arrivo in Toscana di Enguerrand di Coucy.

1385

 

 

 

 

 

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Chiesa

Antipapa

 

Lazio

Milita agli stipendi del papa Urbano VI. E' sconfitto sotto Viterbo dal capitano bretone Bernardo della Sala e da Rinaldo Orsini.

Ago.

Comp. ventura

Perugia

 

Umbria

Si unisce con Boldrino da Panicale e Taddeo Pepoli ed accetta 2000 fiorini per risparmiare il perugino da devastazioni  per un anno.

Sett.

Comp. ventura

Perugia

 

Umbria

Ricompare nel perugino con il Pepoli, Everardo della Campana, Giovanni Acuto: taglieggia Cerqueto, Papiano e Spina Nuova, finché non gli viene consegnata una certa somma di denaro.

Nov.

 

 

 

 

Viene assoldato con il Pepoli ed il della Campana da fiorentini, bolognesi, senesi (condotta complessiva di 300 lance) per combattere le compagnie di ventura.

1386

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

E' licenziato dai fiorentini.

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Comp. ventura

Firenze

 

Romagna e Marche

Si congiunge con Giovanni degli Ubaldini e con l'Acuto per trasferirsi in Romagna e costringere Firenze a rappacificarsi con Antonio da Montefeltro; devasta il Montefeltro, passa a Colbordolo e Talacchio.

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Comp. ventura

Rimini

 

Marche

Minaccia il territorio di Fano, i cui abitanti devono riconoscere ai suoi uomini 500 ducati.

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Milano

 

 

Lombardia

 

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Chiesa

 

200 lance

 

 

1387

 

 

 

 

 

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Chiesa

Vico  Antipapa

 

Lazio

Segue con 300 lance e molti fanti il cardinale di Manoppello Tommaso Orsini contro  Francesco di Vico: assedia il prefetto in Viterbo a seguito del fallimento di un trattato diretto a fare entrare i pontifici nella città.

Giu.

Chiesa

 

 

Umbria e Lazio

Alla testa di 200 lance e di molte truppe di Perugia, assale in Orvieto Rinaldo Orsini con Ugolino da Montemarte e Simonetto da Castel di Piero. Si porta con 8000 guastatori nel Petroio del Sassotagliato, è a San Paolo ed a San Giorgio al Campo (San Giorgio), perché il capitano rivale è occupato ad Amelia ed in Orvieto si trovano i soli Bernardo della Sala e Giovanni da Cremona. Il Beltoft ottiene San Lorenzo in Vigna (San Lorenzo), ove fa costruire una bastia. I suoi saccomanni sono assaliti dagli avversari; il condottiero inglese interviene con le sue truppe e viene sconfitto. Ripara a Viterbo; fra i suoi uomini sono uccisi 30 caporali mentre molti altri sono fatti prigionieri. Ripresosi, attacca Torre Alfina, ne guasta il territorio, ne fa distruggere i mulini e rompe l'acquedotto che approvvigiona d'acqua il castello.

Sett.

Comp. ventura

Rimini

 

Toscana Umbria e Marche

Con Carlo Malatesta (600 lance), scorta il pontefice da Lucca a Perugia: il suo comportamento non è lineare ed alla fine trova un accomodamento con i fiorentini. Raggiunge, indi, l'Acuto nel vicariato di Mondavio, aiuta i  Petrucci ai danni dei Malatesta e con il condottiero inglese, Ubertinello e Boccaccino Petrucci, coglie in agguato a Fratta Carlo Malatesta.

Ott.

Chiesa

Antipapa

 

Umbria

Rientra nell'orvietano. Viene sorpreso con 150 cavalli al ponte di San Luminato sul Paglia mentre sta scortando un convoglio di viveri: assalito dal della Sala e da Giovanni da Cremona, con un numero di cavalli superiore al suo, è costretto a fuggire a Viterbo con la perdita di 20 cavalli.

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Umbria e Lazio

E' inviato, con il cardinale Giacomo Fieschi, arcivescovo di Genova, e 100 cavalli, a Viterbo per arrestare il cardinale legato Tommaso Orsini; lo cattura sulla strada tra Viterbo e Perugia e lo fa rinchiudere, secondo le disposizioni ricevute, nella fortezza di Amelia. Il Beltoft si dirige verso Rieti, mentre l'Orsini viene condotto dal papa Urbano VI a Perugia.

1388

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Umbria

Ha il compito di scacciare da Cannara la compagnia dei bretoni.

Mag. giu.

Comp. ventura      

Siena Pisa  Lucca   

 

Toscana e Umbria

Si collega con Rinaldo Orsini per invadere la Toscana. Penetra nel senese con 3000 cavalli e mette a ferro e fuoco il territorio: i danni sono valutati sui 100000 fiorini e le prede sono vendute nel fiorentino. Si accorda con il comune su pressione del papa e gli sono riconosciuti come taglia (da pagarsi in contanti, cavalli e pezze di velluto) 10285 fiorini. Ottenuti altri regali per 300 fiorini, pone a sacco il pisano ed il lucchese da cui trae nuove taglie. Riceve anche un ambasciatore dei fiorentini ed il commissario Vieri Cavicciuli per non marciare su Firenze. Abbandona il pisano e rientra in Umbria con 1500 cavalli; reclama dai pontifici il saldo delle paghe arretrate ammontanti a 30000 fiorini. Assale ad Umbertide 800 cavalli bolognesi condotti da Pandolfo Malatesta, che dalla Romagna stanno puntando verso la Toscana: sono fatti prigionieri 300 cavalli. Con la vittoria, dà il guasto alle terre di Bartolomeo da Pietramala ed a quelle del Malatesta; scorre fin sulle porte di Borgo San Sepolcro (Sansepolcro). A lui si congiungono anche le squadre di Everardo della Campana; alla difesa di Sansepolcro si colloca Giovanni da Barbiano. Il Beltoft alloggia non lontano da Anghiari ed a Citerna.

Ago.

Chiesa

 

1000 cavalli

Umbria

Lascia Perugia con Guido d'Asciano e Gherardo Aldighieri per scortare Urbano VI da Todi a Narni; nella piana di Orvieto batte la compagnia dei bretoni, cui cattura 40 cavalli, e che obbliga a ritirarsi in Rocca Ripesena. A Narni entra in urto con il papa; si allontana dal campo con 3000 cavalli ed accetta il soldo dei fiorentini per difendere Montepulciano dai senesi. Per rappresaglia i pontifici incarcerano in Perugia l'ambasciatore fiorentino Vieri Cavicciuli, che lo ha convinto a tale passo.

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Firenze

Siena

1000 cavalli

Toscana

Viene abbandonato da molti capitani, tanto che ai suoi ordini rimangono solo 200 cavalli. Interviene, alla fine, il conte di Virtù Gian Galeazzo Visconti a far da paciere fra le parti.

Nov.

Perugia

Comp. ventura

 

Umbria

Con Corrado Lando, costringe il della Sala a lasciare Cannara.

1389

 

 

 

 

 

Mar.

Antip.

Chiesa

 

Umbria

Con il della Campana (2500 cavalli), affronta ancora nei pressi di Umbertide il capitano pontificio Pandolfo Malatesta, che proviene dal perugino con 2000 cavalli. Il Beltoft è messo in fuga con la cattura di 50 cavalli e di 200 fanti, nonché di tutte le salmerie: fra i suoi uomini sono uccisi 220 cavalli.

Autun.

Comp. ventura

Pisa

 

Toscana

Saccheggia il pisano e si ritira solo con la consegna di 13000 fiorini.

1390

 

 

 

 

 

Mag.

Firenze

Milano  Siena

 

Toscana

 

Ott.

 

 

 

Toscana

Depreda il senese con 300 lance e 3000 uomini fra fanti e balestrieri: dopo dodici giorni è forzato a rientrare nel fiorentino per mancanza  di vettovaglie. Pone alcuni uomini d'arme nei castelli dei Malavolti, alleati ai fiorentini, affinché danneggino le comunicazioni tra Siena e la maremma.

1391

 

 

 

 

 

Dic.

 

 

 

Toscana

Ha il compito con 200 lance e 500 fanti di proteggere un convoglio di 500 muli carichi di grano. Si unisce con Ugo di Monforte (600 cavalli) ed a Cascina è assalito da 2000 cavalli di Jacopo dal Verme e di Jacopo d'Appiano. Il Beltoft si dà alla fuga, senza opporre alcuna resistenza ed il Monforte è catturato con le armi in mano. Per la sua viltà il condottiero inglese viene licenziato dai fiorentini.

1392

 

 

 

 

 

Lug.

Perugia

Comp. ventura

 

Umbria

Con Azzo da Castello, difende Perugia dall'attacco portato da 6000 cavalli e molti fanti condotti da Biordo dei Michelotti, da Ceccolo Broglia, da Brandolino Brandolini e da Giovanni da Barbiano.

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Comp. ventura

 

 

Lazio

Si dirige verso Roma; si ferma con pochi uomini nel castello La Villa, a venti miglia dalla capitale. Ignora che la fortezza appartiene ad un fratello del cardinale Tommaso Orsini; sorpreso dai contadini, è catturato e decapitato. sarà vendicato poco dopo da Paolo Orsini che, impadronitosi del castello, lo farà demolire dalle fondamenta.

QUATTRO CITAZIONI

Uno dei condottieri più richiesti in Italia.

Grande capitano inglese.

Famoso capitano.

Di provata onestà.