| Anno, mese |
Stato. Comp. ventura |
Avversario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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Venezia |
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Milita agli
ordini di Lattanzio da Bergamo. |
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1511 |
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Sett. |
Venezia |
Francia Impero |
50 fanti |
Friuli e Veneto |
Da Pordenone
è trasferito alla difesa di Treviso. Raggiunge la città dopo
avere fatto la mostra dei suoi uomini a Venezia, a San Zaccaria. |
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1512 |
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| Apr. |
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Veneto |
Ferisce
un uomo a Venezia nella chiesa di Santa Maria dei Frari. La
chiesa deve essere riconsacrata. |
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Mag. |
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Lombardia |
Parte da Venezia
e rientra nel bergamasco per unirsi con gli alleati svizzeri. |
| Giu. |
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Lombardia |
A metà mese entra in
Bergamo alla testa di 25 balestrieri a cavallo. |
| ................. |
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Lombardia |
Si congiunge con 150 fanti
ai fuoriusciti di Crema per liberare la città dai francesi.
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Ott. |
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Veneto |
A Treviso;
si lamenta per il ritardo delle paghe. E' agli ordini
di Renzo di Ceri. |
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Nov. |
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Veneto |
Sempre a Treviso.
Rimane nel castello cittadino, allorché il Ceri conduce la sua
spedizione contro gli imperiali in Friuli. |
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Dic. |
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80 fanti |
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1513 |
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Mag. |
Venezia |
Spagna Milano |
202 fanti |
Lombardia |
Nella riviera
di Salò con Francesco Calzone e Scipione degli Ugoni. Combatte
gli spagnoli agli ordini del Ceri. |
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Giu. |
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Lombardia |
Affianca il
Ceri nel suo attacco a Castelleone; si pone sul dosso del Giandone
con Alessandro Donato e Mariano da Lecce (1000 fanti e 5 pezzi
di artiglieria). |
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Lug. |
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Lombardia |
Penetra in
Bergamo con Marcello Astaldi e Mariano da Lecce (600 cavalli
e 200 fanti), al fine di catturarvi il governatore spagnolo
che ha incassato dagli abitanti 8000 ducati a titolo di taglia.
Scala le mura dei borghi ed irrompe nella città con l'aiuto
dei soldati del forte della Cappella. Occupa la porta di Sant'Antonio,
mal sorvegliata, si spinge nella casa dei Brambati, dove sta
il tesoriere e si impadronisce del denaro: nell'azione sono
catturati 110 cavalli spagnoli ed ai bergamaschi sono lasciati
4000 ducati affinché raccolgano 500 fanti per la difesa della
città. Al termine dell'azione, il Cagnolo rientra a Crema. Sempre
nel mese, ritorna a Bergamo con l'Astaldi, perché ha saputo
che il governatore locale ha raccolto molto denaro da mandare
al campo spagnolo. Giunto di prima mattina con 300 cavalli,
scala le mura ed uccide i difensori; espugna porta Pinta, mentre
il governatore si ritira nella rocca della Cappella con 70 fanti
spagnoli e tedeschi. Con l'arrivo di 400 fanti veneziani, assedia
gli avversari e li obbliga in tre giorni ad arrendersi. Il governatore,
i capitani e molti fanti spagnoli sono condotti prigionieri
a Crema; del denaro preso, solo 1700 ducati arriveranno a destinazione;
2300 ducati sono, in effetti, divisi arbitrariamente fra i soldati.
Il Cagnolo resta alla guardia di Bergamo con 200 fanti. |
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Ago. |
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Lombardia |
E' segnalato
ad Ombriano. Entra in Pandino, mette a sacco la località e si
appropria della cassa della comunità. |
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Sett. |
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Lombardia |
Viene soccorso
in Bergamo da 500 fanti e da 600 cavalli, tra uomini d'arme
e cavalli leggeri, allorché si muove contro la città Silvio
Savelli. I veneziani sono sconfitti nel borgo di Sant'Antonio,
per cui il Cagnolo si rinchiude nel forte della Cappella. Vi
è assediato dallo spagnolo Matteo Granata che allestisce una
mina verso la torre della fortezza: i bergamaschi, alla fine,
lo costringono ad allontanarsi dalla città. |
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Nov. |
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Lombardia |
Cattura Marcantonio
Filitino con 12 cavalli leggeri e 38 uomini d'arme. |
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1514 |
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Lug. |
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Lombardia |
Si trova al
comando di 192 fanti. |
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Ago. |
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Lombardia |
Con Andrea
della Matrice, Silvestro da Narni e Cristoforo Albanese, prende
la via del Moso e sorprende ad Ombriano, nel bastione di San
Lorenzo, la compagnia del Savelli. Si impossessa con i suoi
uomini dell'artiglieria e la dirige contro gli svizzeri. Nello
scontro, in cui rimane ferito leggermente ad opera di Benedetto
Salerno, sono catturati molti fanti, lance e 50 cavalli leggeri.
Con il Matrice, intende attaccare anche Prospero Colonna;
il Ceri non vuole tentare maggiormente la sorte. A Crema. |
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Ott. |
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Lombardia |
E' spedito
alla volta di Bergamo con 500 cavalli leggeri e 500 fanti. Supera
la resistenza di 150 fanti spagnoli, che sorprende a Verdello
e quella dei difensori di una porta; irrompe nella città e forza
il governatore a ritirarsi nel forte della Cappella. Si sposta attorno a Brescia con 6000 uomini e ritorna a Bergamo. |
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Nov. |
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Lombardia |
Vengono in
suo soccorso, a Bergamo, Silvestro da Narni, il
Matrice, Niccolò Scotti e Bartolomeo da Villachiara con
1500 fanti: costoro sono sconfitti e messi in fuga Morengo. |
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Dic. |
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Veneto |
E' conclusa
una tregua tra le parti ed il Cagnolo si porta nel trevigiano
con il Ceri. |
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1515 |
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Apr. |
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Veneto |
Si trova a
Padova. 25 fanti della sua compagnia cercano di fare entrare
nella città 12 botti di vino senza pagare il dazio: gli ufficiali
responsabili di questo ufficio si oppongono alla loro pretesa;
nella rissa restano uccisi tre uomini. Interviene il Cagnolo,
che riesce a comporre la vicenda. Il consiglio dei Savi eleva
la sua provvigione da 23 a 30 ducati per paga, per otto paghe
l'anno. |
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Giu. |
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Veneto |
Molti uomini
della sua compagnia lo abbandonano per il forte ritardo delle
paghe: viene convocato a Venezia in collegio, si incontra con
il doge e gli è consegnato del denaro. |
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Sett. |
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Lombardia |
Dopo la battaglia
di Melegnano, è avviato alla volta di Bergamo. Entra nella città,
nonostante l'opposizione dei cittadini, con il provveditore
Giorgio Valaresso e 250 fanti; approfitta della situazione per
colpire i suoi nemici personali come Antonio d'Albano, ferito
da un colpo di archibugio. Cerca di avere il forte della Cappella
ed apre delle trattative con il castellano. |
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Ott. |
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|
Lombardia |
Al fallimento
dei negoziati, assale con pochi fanti la fortezza della Capella,
ma ne viene respinto. Raduna allora 400 guastatori e ne inizia
l'assedio. |
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Dic. |
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Veneto |
E' inviato
alla guardia di Peschiera del Garda per sostituirvi Giampaolo
Manfrone caduto gravemente ammalato. Si trasferisce agli accampamenti
invernali. |
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1516 |
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Mar. |
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Lombardia |
A Breno con
Babone Naldi. Nello stesso mese lascia la città con il
provveditore Vittore Michiel. Si dirige alla volta di Crema
a seguito delle minacce delle truppe imperiali giunte nel bergamasco.
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1517 |
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Gen. |
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Nella sua compagnia
militano 123 fanti. |
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1519 |
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Mag. |
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Lombardia |
Si trova nel
bergamasco con i suoi fanti. |
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1521 |
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Lug. |
Venezia |
Impero |
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Veneto |
Alla guardia
di Verona con 200 fanti. |
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Ago. |
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Lombardia |
Al campo di
Lonato con Teodoro da Trivulzio. |
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Sett. |
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Lombardia |
Al campo di
Fontanella. |
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Ott. |
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Lombardia |
Affronta a
Sarezzo gli svizzeri, che hanno attraversato l'Oglio, e li respinge.
E' al campo di Pontevico. |
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Nov. |
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Lombardia |
Alla difesa
di Milano. Viene preposto con gli uomini d'arme del Trivulzio
alla guardia di porta Romana: i difensori cedono in breve tempo
a seguito di un attacco portato da 1000 schioppettieri. Il Cagnolo
si dà alla fuga e ripara a Trezzo sull'Adda con Antonio da Castello
e Marco da Napoli. |
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1522 |
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Feb. |
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Lombardia |
E' al campo
di Rovato con 188 fanti, inquadrato nel colonnello del Naldi. |
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Apr. |
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Lombardia |
Passa a Lodi
con 200 fanti ed è agli ordini di Federico Gonzaga da Bozzolo |
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Mag. |
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Lombardia |
Abbandona Lodi
per la sconfitta del Lautrec alla Bicocca; punta su Lecco con
alcuni soldati francesi e si impadronisce del denaro destinato
alle paghe degli svizzeri (60000 scudi). Sulla strada del ritorno,
si imbatte in numerosi svizzeri che stanno rientrando alle loro
case come conseguenza della sconfitta. Il Cagnolo solo a stento
riesce a raggiungere Lecco con il denaro. |
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Giu. |
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|
Lombardia |
Ottiene il
comando della guardia del governatore generale Teodoro da Trivulzio. |
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Lug. |
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100 fanti |
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Alla fine del
conflitto, il numero degli uomini della sua compagnia
viene ridotto da 128 a 100; la sua provvigione è portata
a 20 ducati per paga, per otto paghe l'anno. |
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1523 |
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Sett. |
Venezia |
Francia |
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Lombardia |
A Crema con
300 fanti. |
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................. |
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Lombardia |
Viene trasferito
a Bergamo. |
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1524 |
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Apr. |
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Lombardia |
Esce con i
suoi uomini da Bergamo e si sposta in Valtellina, per bloccare
il passo ai fanti grigioni del Tegane che vogliono unirsi nel
pavese con i francesi. I nemici sono arrestati temporaneamente
a Bellano, dove si trovano a corto di vettovaglie; il Cagnolo
è richiamato a Bergamo quando il Ceri raggiunge Caprino Bergamasco
con gli stessi grigioni. Gli avversari, alla fine, rientrano
nelle loro terre ed il Cagnolo si trasferisce all'assedio di
Caravaggio, che si arrenderà a patti. |
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Ott. |
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300 fanti |
Lombardia |
Gli viene consegnato
del denaro, raccoglie 300 fanti e si porta a Pontoglio ed a
Palazzolo sull'Oglio. |
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1525 |
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Primavera |
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Veneto |
E' di stanza
a Verona. |
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................. |
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Lombardia |
Nel bresciano. |
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Ott. |
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Lombardia |
Da Bergamo
passa alla guardia di Crema. |
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1526 |
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Feb. |
Venezia |
Impero |
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Lombardia |
Partecipa in
Crema, con altri capitani, ad una cena indetta da Malatesta
Baglioni nel palazzo dei Sant'Angelo, dove alloggia il condottiero umbro. |
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Giu. |
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Lombardia |
Parte da Crema
con il Baglioni, il Naldi e Cristoforo Albanese (1700 fanti),
si pone sulla strada di Cavenago d'Adda ed assale Lodi. Penetra
nella città e protegge palazzo Corradi dichiarandolo alloggiamento
del Baglioni. |
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Lug. |
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300 fanti |
Lombardia |
Al campo di
Melegnano; lo lascia per sostenere le linee veneziane sull'Adda
a Capriate San Gervasio. Si muove per cogliere i fanti spagnoli
mentre stanno guadando il fiume; i suoi spostamenti sono segnalati
ai nemici dal suono delle campane a martello che comunicano
la sua presenza. |
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Nov. |
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Lombardia |
Si batte a
Governolo con Giovanni dei Medici contro i lanzichenecchi; è
inviato da Francesco Maria della Rovere alla guardia di Bergamo
per proteggere la località da eventuali attacchi di Giorgio
Frundsberg. E' ad Asola con Ercole Poeta; i suoi fanti, benché
comandati dal provveditore Giacomo Malipiero, non si recano
al campo. |
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Dic. |
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Lombardia |
A Palazzolo
sull'Oglio, alla rassegna tenuta dal provveditore generale Contarini. |
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1527 |
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Mag. |
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400 fanti |
Lombardia |
Affianca il
provveditore Domenico Contarini. |
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Lug. |
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Lombardia |
Si allontana
dal campo di Riozzo con il Naldi, Toso da Collalto, Cesare Fregoso,
Giacomo da Vicovaro, Annibale di Lenzo e Tommaso di Costanzo
(350500 fanti, 40 uomini d'arme, 60 cavalli leggeri). Viene
predisposta un'imboscata a Vizzolo Predabissi in cui cadono
50 uomini d'arme, 70/80 cavalli leggeri e due bande di
fanti fra spagnoli e lanzichenecchi (350 uomini) di scorta
ai saccomannni. In poco più di un'ora i nemici sono sopraffatti:
sono uccisi 100 fanti e catturati 40 uomini d'arme e molti cavalli
leggeri. Il bottino è abbondante. |
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Nov. |
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Ai suoi ordini
sono 300 fanti. |
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Dic. |
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Ha ora il comando
di 196 fanti. |
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1528 |
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Gen. |
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Lombardia |
E' al campo
di Cassano d'Adda. Appoggia Cesare Fregoso e Paolo Luzzasco
in un' incursione diversiva
in Lomellina. Si avvia verso Vigevano. |
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Feb. |
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Piemonte |
20 archibugieri
della sua compagnia danno alle fiamme tre mulini presso Novara. |
|
Mar. |
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Lombardia |
Cerca di resistere
sull'Adda all'offensiva degli imperiali ed è costretto a ripiegare
con numerose perdite. Viene inviato a Carenno a sostegno di
Gian Giacomo dei Medici; di fronte alla pressione nemica deve
retrocedere con Guido Naldi ad Almenno con le compagnie decimate.
Rientra a Bergamo agli ordini di Mercurio Bua. |
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Apr. |
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Lombardia |
Ha il comando
di 300 archibugieri. |
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Mag. |
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Lombardia |
Al campo di
Cassano d'Adda con 213 fanti. |
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Giu. |
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Lombardia |
Ritorna alla
guardia di Bergamo. Si unisce con Filippino da Salò, Giovanni
Battista da Faenza, Andrea da Correggio e Malatesta Malatesta
da Sogliano (1000 archibugieri) e
si porta in val Brembana per sorprendere a Zogno 500
uomini di Gian Giacomo dei Medici, passato di recente nelle
file imperiali. Poiché il numero degli avversari si rivela superiore
alle previsioni, il provveditore generale Carlo Contarini ordina
loro di ritirarsi. I capitani decidono, al contrario, di attaccare
una chiesa, dove i nemici hanno ammassato le loro prede. I veneziani
perdono tempo a raccogliere il bottino: le truppe del Medici
si riorganizzano, respingono le schiere della Serenissima ed
infliggono loro alcune perdite. |
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................. |
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|
Lombardia |
Rientra a Bergamo
ed il della Rovere lo incarica di contrastare in Valsassina
il Medici. Gli imperiali ripiegano ed egli rimane nel territorio
con compiti di polizia. |
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1529 |
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Feb. |
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Viene licenziato
dal provveditore generale Paolo Nani su ordine del consiglio
dei Dieci: i suoi uomini sono distribuiti in altre compagnie. |
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Mar. |
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E' riassunto
per essere inviato in Puglia. |
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Mag. |
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Veneto |
A Venezia in
piazza San Marco pronto ad imbarcarsi per Trani con 300 fanti. |
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Giu. |
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Puglia |
A Trani. Il
suo operato è richiesto a Monopoli dal provveditore generale
Giovanni Vitturi. Il governatore della città, Vittore Soranzo,
si oppone al suo trasferimento. |
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Lug. |
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Puglia |
La peste falcidia
la sua compagnia e quella di Ottaviano di Vailate; due suoi
capisquadra, inoltre, disertano ad Andria con alcuni uomini
a causa del ritardo delle paghe. Il Cagnolo si trova a disporre
della metà degli effettivi iniziali. |
|
Ago. |
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Puglia |
Viene a Monopoli
e vi raccoglie 500 fanti da condurre a Trani. |
|
Nov. |
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Lombardia |
Rientra in
Lombardia e coadiuva come lancia spezzata Roberto da San Severino
alla difesa di Bergamo: costui preme sui veneziani affinché
gli sia dato il comando di
una compagnia. |
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1530 |
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................. |
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Veneto |
Al termine
del conflitto si sposa con la vedova di Luigi di Dumont. Si
reca a Verona ed a Venezia. Nella capitale la moglie ha una
relazione con il nobile veneziano Giorgio Corner. Il Cagnolo
è informato del fatto dall'amico Alessandro Donato. |
|
Ago. |
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Veneto e Austria |
Sfida a duello
il rivale al Lido: il Corner, il giorno dell'incontro, gli fa
tendere da un suo sicario un agguato per strada. Il Cagnolo
sfugge all'insidia, si presenta all' appuntamento ed uccide
l'antagonista in un duello alla spada. Obbligato a fuggire,
si rifugia a Rovigo e da qui ripara in Tirolo. |
| 1531 |
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|
| Apr. |
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|
Veneto |
Rientra a Venezia. Viene eletto
fra i procuratori dell'Ospedale degli Incurabili. |
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1535 |
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|
Muore. |
Capitano valorosissimo. Coraggioso.
Esperto dell'arte militare.
Fedelissimo ai veneziani.
Intelligente.