Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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0322      MAFFEO CAGNOLO  (Maffeo CagnoloCarrara) Di Serina.

               +1535 ca.

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

.................

Venezia

 

 

 

Milita agli ordini di Lattanzio da Bergamo.

1511

 

 

 

 

 

Sett.

Venezia

Francia Impero

50 fanti

Friuli e Veneto

Da Pordenone è trasferito alla difesa di Treviso. Raggiunge la città dopo avere fatto la mostra dei suoi uomini a Venezia, a San Zaccaria.

1512

 

 

 

 

 

Apr.       Veneto
Ferisce un uomo a Venezia nella chiesa di Santa Maria dei Frari. La chiesa deve essere riconsacrata.

Mag.

 

 

 

Lombardia

Parte da Venezia e rientra nel bergamasco per unirsi con gli alleati svizzeri.

Giu.       Lombardia A metà mese entra in Bergamo alla testa di 25 balestrieri a cavallo.
.................       Lombardia Si congiunge con 150 fanti ai fuoriusciti di Crema per liberare la città dai francesi.

Ott.

 

 

 

Veneto

A Treviso;  si lamenta per il ritardo delle paghe. E' agli ordini di Renzo di Ceri.

Nov.

 

 

 

Veneto

Sempre a Treviso. Rimane nel castello cittadino, allorché il Ceri conduce la sua spedizione contro gli imperiali in Friuli.

Dic.

 

 

80 fanti

 

 

1513

 

 

 

 

 

Mag.

Venezia

Spagna Milano

202 fanti

Lombardia

Nella riviera di Salò con Francesco Calzone e Scipione degli Ugoni. Combatte gli spagnoli agli ordini del Ceri.

Giu.

 

 

 

Lombardia

Affianca il Ceri nel suo attacco a Castelleone; si pone sul dosso del Giandone con Alessandro Donato e Mariano da Lecce (1000 fanti e 5 pezzi di artiglieria).

Lug.

 

 

 

Lombardia

Penetra in Bergamo con Marcello Astaldi e Mariano da Lecce (600 cavalli e 200 fanti), al fine di catturarvi il governatore spagnolo che ha incassato dagli abitanti 8000 ducati a titolo di taglia. Scala le mura dei borghi ed irrompe nella città con l'aiuto dei soldati del forte della Cappella. Occupa la porta di Sant'Antonio, mal sorvegliata, si spinge nella casa dei Brambati, dove sta il tesoriere e si impadronisce del denaro: nell'azione sono catturati 110 cavalli spagnoli ed ai bergamaschi sono lasciati 4000 ducati affinché raccolgano 500 fanti per la difesa della città. Al termine dell'azione, il Cagnolo rientra a Crema. Sempre nel mese, ritorna a Bergamo con l'Astaldi, perché ha saputo che il governatore locale ha raccolto molto denaro da mandare al campo spagnolo. Giunto di prima mattina con 300 cavalli, scala le mura ed uccide i difensori; espugna porta Pinta, mentre il governatore si ritira nella rocca della Cappella con 70 fanti spagnoli e tedeschi. Con l'arrivo di 400 fanti veneziani, assedia gli avversari e li obbliga in tre giorni ad arrendersi. Il governatore, i capitani e molti fanti spagnoli sono condotti prigionieri a Crema; del denaro preso, solo 1700 ducati arriveranno a destinazione; 2300 ducati sono, in effetti, divisi arbitrariamente fra i soldati. Il Cagnolo resta alla guardia di Bergamo con 200 fanti.

Ago.

 

 

 

Lombardia

E' segnalato ad Ombriano. Entra in Pandino, mette a sacco la località e si appropria della cassa della comunità.

Sett.

 

 

 

Lombardia

Viene soccorso in Bergamo da 500 fanti e da 600 cavalli, tra uomini d'arme e cavalli leggeri, allorché si muove contro la città Silvio Savelli. I veneziani sono sconfitti nel borgo di Sant'Antonio, per cui il Cagnolo si rinchiude nel forte della Cappella. Vi è assediato dallo spagnolo Matteo Granata che allestisce una mina verso la torre della fortezza: i bergamaschi, alla fine, lo costringono ad allontanarsi dalla città.

Nov.

 

 

 

Lombardia

Cattura Marcantonio Filitino con 12 cavalli leggeri e 38 uomini d'arme.

1514

 

 

 

 

 

Lug.

 

 

 

Lombardia

Si trova al comando di 192 fanti.

Ago.

 

 

 

Lombardia

Con Andrea della Matrice, Silvestro da Narni e Cristoforo Albanese, prende la via del Moso e sorprende ad Ombriano, nel bastione di San Lorenzo, la compagnia del Savelli. Si impossessa con i suoi uomini dell'artiglieria e la dirige contro gli svizzeri. Nello scontro, in cui rimane ferito leggermente ad opera di Benedetto Salerno, sono catturati molti fanti, lance e 50 cavalli leggeri. Con il Matrice, intende attaccare anche Prospero Colonna;  il Ceri non vuole tentare maggiormente la sorte. A Crema.

Ott.

 

 

 

Lombardia

E' spedito alla volta di Bergamo con 500 cavalli leggeri e 500 fanti. Supera la resistenza di 150 fanti spagnoli, che sorprende a Verdello e quella dei difensori di una porta; irrompe nella città e forza il governatore a ritirarsi nel forte della Cappella.  Si sposta attorno a Brescia con 6000 uomini e ritorna a Bergamo.

Nov.

 

 

 

Lombardia

Vengono in suo soccorso, a Bergamo, Silvestro da Narni, il  Matrice, Niccolò Scotti e Bartolomeo da Villachiara con 1500 fanti: costoro sono sconfitti e messi in fuga Morengo.

Dic.

 

 

 

Veneto

E' conclusa una tregua tra le parti ed il Cagnolo si porta nel trevigiano con il Ceri.

1515

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Veneto

Si trova a Padova. 25 fanti della sua compagnia cercano di fare entrare nella città 12 botti di vino senza pagare il dazio: gli ufficiali responsabili di questo ufficio si oppongono alla loro pretesa; nella rissa restano uccisi tre uomini. Interviene il Cagnolo, che riesce a comporre la vicenda. Il consiglio dei Savi eleva la sua provvigione da 23 a 30 ducati per paga, per otto paghe l'anno.

Giu.

 

 

 

Veneto

Molti uomini della sua compagnia lo abbandonano per il forte ritardo delle paghe: viene convocato a Venezia in collegio, si incontra con il doge e gli è consegnato del denaro.

Sett.

 

 

 

Lombardia

Dopo la battaglia di Melegnano, è avviato alla volta di Bergamo. Entra nella città, nonostante l'opposizione dei cittadini, con il provveditore Giorgio Valaresso e 250 fanti; approfitta della situazione per colpire i suoi nemici personali come Antonio d'Albano, ferito da un colpo di archibugio. Cerca di avere il forte della Cappella ed apre delle trattative con il castellano.

Ott.

 

 

 

Lombardia

Al fallimento dei negoziati, assale con pochi fanti la fortezza della Capella, ma ne viene respinto. Raduna allora 400 guastatori e ne inizia l'assedio.

Dic.

 

 

 

Veneto

E' inviato alla guardia di Peschiera del Garda per sostituirvi Giampaolo Manfrone caduto gravemente ammalato. Si trasferisce agli accampamenti invernali.

1516

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Lombardia

A Breno con Babone Naldi. Nello stesso mese lascia la città con il provveditore Vittore Michiel. Si dirige alla volta di Crema a seguito delle minacce delle truppe imperiali giunte nel bergamasco.

1517

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

Nella sua compagnia militano 123 fanti.

1519

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

Lombardia

Si trova nel bergamasco con i suoi fanti.

1521

 

 

 

 

 

Lug.

Venezia

Impero

 

Veneto

Alla guardia di Verona con 200 fanti.

Ago.

 

 

 

Lombardia

Al campo di Lonato con Teodoro da Trivulzio.

Sett.

 

 

 

Lombardia

Al campo di Fontanella.

Ott.

 

 

 

Lombardia

Affronta a Sarezzo gli svizzeri, che hanno attraversato l'Oglio, e li respinge. E' al campo di Pontevico.

Nov.

 

 

 

Lombardia

Alla difesa di Milano. Viene preposto con gli uomini d'arme del Trivulzio alla guardia di porta Romana: i difensori cedono in breve tempo a seguito di un attacco portato da 1000 schioppettieri. Il Cagnolo si dà alla fuga e ripara a Trezzo sull'Adda con Antonio da Castello e Marco da Napoli.

1522

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Lombardia

E' al campo di Rovato con 188 fanti, inquadrato nel colonnello del Naldi.

Apr.

 

 

 

Lombardia

Passa a Lodi con 200 fanti ed è agli ordini di Federico Gonzaga da Bozzolo

Mag.

 

 

 

Lombardia

Abbandona Lodi per la sconfitta del Lautrec alla Bicocca; punta su Lecco con alcuni soldati francesi e si impadronisce del denaro destinato alle paghe degli svizzeri (60000 scudi). Sulla strada del ritorno, si imbatte in numerosi svizzeri che stanno rientrando alle loro case come conseguenza della sconfitta. Il Cagnolo solo a stento riesce a raggiungere Lecco con il denaro.

Giu.

 

 

 

Lombardia

Ottiene il comando della guardia del governatore generale Teodoro da Trivulzio.

Lug.

 

 

100 fanti

 

Alla fine del conflitto, il numero degli uomini della sua compagnia  viene ridotto da 128 a 100; la sua provvigione è portata a 20 ducati per paga, per otto paghe l'anno.

1523

 

 

 

 

 

Sett.

Venezia

Francia

 

Lombardia

A Crema con 300 fanti.

.................

 

 

 

Lombardia

Viene trasferito a Bergamo.

1524

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Lombardia

Esce con i suoi uomini da Bergamo e si sposta in Valtellina, per bloccare il passo ai fanti grigioni del Tegane che vogliono unirsi nel pavese con i francesi. I nemici sono arrestati temporaneamente a Bellano, dove si trovano a corto di vettovaglie; il Cagnolo è richiamato a Bergamo quando il Ceri raggiunge Caprino Bergamasco con gli stessi grigioni. Gli avversari, alla fine, rientrano nelle loro terre ed il Cagnolo si trasferisce all'assedio di Caravaggio, che si arrenderà a patti.

Ott.

 

 

300 fanti

Lombardia

Gli viene consegnato del denaro, raccoglie 300 fanti e si porta a Pontoglio ed a Palazzolo sull'Oglio.

1525

 

 

 

 

 

Primavera

 

 

 

Veneto

E' di stanza a Verona.

.................

 

 

 

Lombardia

Nel bresciano.

Ott.

 

 

 

Lombardia

Da Bergamo passa alla guardia di Crema.

1526

 

 

 

 

 

Feb.

Venezia

Impero

 

Lombardia

Partecipa in Crema, con altri capitani, ad una cena indetta da Malatesta Baglioni nel palazzo dei Sant'Angelo, dove alloggia il condottiero umbro.

Giu.

 

 

 

Lombardia

Parte da Crema con il Baglioni, il Naldi e Cristoforo Albanese (1700 fanti), si pone sulla strada di Cavenago d'Adda ed assale Lodi. Penetra nella città e protegge palazzo Corradi dichiarandolo alloggiamento del Baglioni.

Lug.

 

 

300 fanti

Lombardia

Al campo di Melegnano; lo lascia per sostenere le linee veneziane sull'Adda a Capriate San Gervasio. Si muove per cogliere i fanti spagnoli mentre stanno guadando il fiume; i suoi spostamenti sono segnalati ai nemici dal suono delle campane a martello che comunicano la sua presenza.

Nov.

 

 

 

Lombardia

Si batte a Governolo con Giovanni dei Medici contro i lanzichenecchi; è inviato da Francesco Maria della Rovere alla guardia di Bergamo per proteggere la località da eventuali attacchi di Giorgio Frundsberg. E' ad Asola con Ercole Poeta; i suoi fanti, benché comandati dal provveditore Giacomo Malipiero, non si recano al campo.

Dic.

 

 

 

Lombardia

A Palazzolo sull'Oglio, alla rassegna tenuta dal provveditore generale Contarini.

1527

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

400 fanti

Lombardia

Affianca il provveditore Domenico Contarini.

Lug.

 

 

 

Lombardia

Si allontana dal campo di Riozzo con il Naldi, Toso da Collalto, Cesare Fregoso, Giacomo da Vicovaro, Annibale di Lenzo e Tommaso di Costanzo (350500 fanti, 40 uomini d'arme, 60 cavalli leggeri). Viene predisposta un'imboscata a Vizzolo Predabissi in cui cadono 50 uomini d'arme, 70/80 cavalli leggeri e due bande di  fanti fra spagnoli e lanzichenecchi (350 uomini) di scorta ai saccomannni. In poco più di un'ora i nemici sono sopraffatti: sono uccisi 100 fanti e catturati 40 uomini d'arme e molti cavalli leggeri. Il bottino è abbondante.

Nov.

 

 

 

 

Ai suoi ordini sono 300 fanti.

Dic.

 

 

 

 

Ha ora il comando di 196 fanti.

1528

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Lombardia

E' al campo di Cassano d'Adda. Appoggia Cesare Fregoso e Paolo Luzzasco in un'  incursione diversiva in Lomellina. Si avvia verso Vigevano.

Feb.

 

 

 

Piemonte

20 archibugieri della sua compagnia danno alle fiamme tre mulini presso Novara.

Mar.

 

 

 

Lombardia

Cerca di resistere sull'Adda all'offensiva degli imperiali ed è costretto a ripiegare con numerose perdite. Viene inviato a Carenno a sostegno di Gian Giacomo dei Medici; di fronte alla pressione nemica deve retrocedere con Guido Naldi ad Almenno con le compagnie decimate. Rientra a Bergamo agli ordini di Mercurio Bua.

Apr.

 

 

 

Lombardia

Ha il comando di 300 archibugieri.

Mag.

 

 

 

Lombardia

Al campo di Cassano d'Adda con 213 fanti.

Giu.

 

 

 

Lombardia

Ritorna alla guardia di Bergamo. Si unisce con Filippino da Salò, Giovanni Battista da Faenza, Andrea da Correggio e Malatesta Malatesta da Sogliano (1000 archibugieri) e  si porta in val Brembana per sorprendere a Zogno 500 uomini di Gian Giacomo dei Medici, passato di recente nelle file imperiali. Poiché il numero degli avversari si rivela superiore alle previsioni, il provveditore generale Carlo Contarini ordina loro di ritirarsi. I capitani decidono, al contrario, di attaccare una chiesa, dove i nemici hanno ammassato le loro prede. I veneziani perdono tempo a raccogliere il bottino: le truppe del Medici si riorganizzano, respingono le schiere della Serenissima ed infliggono loro alcune perdite.

.................

 

 

 

Lombardia

Rientra a Bergamo ed il della Rovere lo incarica di contrastare in Valsassina il Medici. Gli imperiali ripiegano ed egli rimane nel territorio con compiti di polizia.

1529

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

 

Viene licenziato dal provveditore generale Paolo Nani su ordine del consiglio dei Dieci: i suoi uomini sono distribuiti in altre compagnie.

Mar.

 

 

 

 

E' riassunto per essere inviato in Puglia.

Mag.

 

 

 

Veneto

A Venezia in piazza San Marco pronto ad imbarcarsi per Trani con 300 fanti.

Giu.

 

 

 

Puglia

A Trani. Il suo operato è richiesto a Monopoli dal provveditore generale Giovanni Vitturi. Il governatore della città, Vittore Soranzo, si oppone al suo trasferimento.

Lug.

 

 

 

Puglia

La peste falcidia la sua compagnia e quella di Ottaviano di Vailate; due suoi capisquadra, inoltre, disertano ad Andria con alcuni uomini a causa del ritardo delle paghe. Il Cagnolo si trova a disporre della metà degli effettivi iniziali.

Ago.

 

 

 

Puglia

Viene a Monopoli e vi raccoglie 500 fanti da condurre a Trani.

Nov.

 

 

 

Lombardia

Rientra in Lombardia e coadiuva come lancia spezzata Roberto da San Severino alla difesa di Bergamo: costui preme sui veneziani affinché gli sia dato il comando di  una compagnia.

1530

 

 

 

 

 

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Veneto

Al termine del conflitto si sposa con la vedova di Luigi di Dumont. Si reca a Verona ed a Venezia. Nella capitale la moglie ha una relazione con il nobile veneziano Giorgio Corner. Il Cagnolo è informato del fatto dall'amico Alessandro Donato.

Ago.

 

 

 

Veneto e Austria

Sfida a duello il rivale al Lido: il Corner, il giorno dell'incontro, gli fa tendere da un suo sicario un agguato per strada. Il Cagnolo sfugge all'insidia, si presenta all' appuntamento ed uccide l'antagonista in un duello alla spada. Obbligato a fuggire, si rifugia a Rovigo e da qui ripara in Tirolo.

1531          
Apr.       Veneto Rientra a Venezia. Viene eletto fra i procuratori dell'Ospedale degli Incurabili.

1535

 

 

 

 

Muore.

QUATTRO CITAZIONI

Capitano valorosissimo. Coraggioso.

Esperto dell'arte militare.

Fedelissimo ai veneziani.

Intelligente.