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Anno, mese
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Stato. Comp. ventura
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Avversario
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Condotta
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Area attività
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Azioni intraprese ed altri fatti salienti
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1439
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Giu.
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Milano
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Venezia
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Veneto
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E' sconfitto a Soave dagli sforzeschi.
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Nov.
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Veneto
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Affianca Niccolò Piccinino alla conquista di Verona.
Quando Francesco Sforza irrompe, a sua volta, nella città attraverso il castello di San Felice, si
scontra con Manno Barile e si trova coinvolto nel crollo del ponte della Navi
causato dalla calca dei viscontei in fuga. Cade nell'Adige con il cavallo e
riesce a salvarsi.
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1440
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Chiesa
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Napoli
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Giu..
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Milano
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Firenze
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Toscana
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Segue il Piccinino in Toscana; partecipa alla battaglia di
Anghiari e vi è catturato.
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1441
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Giu.
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Milano
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Venezia
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Lombardia
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E' inviato dal Piccinino con Perino Campofregoso (2000
cavalli e 500 fanti) alla difesa del castello di Martinengo, assediato dallo
Sforza. Scaccia dalla località tutti coloro che non danno affidamento e
provvede alle operazioni difensive. Partecipa alla battaglia di Cignano.
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1442
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Mar.
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Emilia
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Esce da Piacenza e si sposta nel bolognese con Roberto da
Montalboddo.
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Mag.
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Chiesa
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Sforza
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Combatte lo Sforza agli ordini del Piccinino.
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Lug.
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Marche
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Coadiuva Cristoforo da Tolentino all'assedio di Belforte
del Chienti: durante un assalto viene ferito e perde un occhio.
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1443
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Nov. dic.
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Marche
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E' sconfitto a Montelauro; passa alla difesa di Monte San
Pietrangeli con 1300 uomini fra fanti
e cavalli, e con Niccolò Terzi respinge gli attacchi portati dallo Sforza. Il
capitano avversario bombarda la località ed il Caivana fa riparare nottetempo
i guasti provocati di giorno dalle artiglierie nemiche. Gli sforzeschi sono
obbligati a dicembre a levare il campo. Il comune di Recanati delibera un
dono a suo favore.
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1444
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Gen.
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Marche
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E' sempre alla difesa di Monte San Pietrangeli.
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Mar.
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Marche
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Per il ritardo delle paghe, saccheggia parte di Monte San
Pietrangeli, sicché gli abitanti sono costretti a rivolgersi al cardinale
legato Domenco di Capranica.
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Ago.
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Marche
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Consiglia Francesco Piccinino ad accettare lo scontro con
lo Sforza a Montolmo (Pausola). Sconfitto, ripara a Recanati con Jacopo
Piccinino. Viene a Fabriano.
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Sett.
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Marche
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Su indicazione del capitano sforzesco Sarpellione, imprigiona
il Colella che ha fatto catturare Francesco Piccinino dagli avversari subito dopo la battaglia di Pausola. Al
Colella, per il tradimento posto in essere, sono recisi gli orecchi, le mani,
il naso e gli è tolto un occhio.
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Milano
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Sforza
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1500 cavalli
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1445
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Primavera
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Lombardia ed Emilia
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Attraversa il cremonese ed il parmense e nel suo passaggio
con Beltramo Terzi danneggia i possedimenti di Giacomo da Salerno.
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Ago.
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Emilia Romagna Marche
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Parte da Bologna con 800 uomini fra cavalli e fanti; si
unisce a Cesena con Domenico Malatesta e viene nei pressi di Rimini a sostegno
di Sigismondo Pandolfo Malatesta. Pone i suoi alloggiamento tra Covignano,
San Lorenzo in Monte e San Salvatore; muove contro Fano con i due Malatesta,
Taliano Furlano ed il Montalboddo. Quando lo Sforza abbandona Fano per
ripiegare su Fermo, il Caivana occupa
Montefano, Appignano ed altri castelli che, peraltro, perderà il mese
seguente.
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Sett.
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Marche
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E' chiamato alla difesa di Osimo e vi invia il connestabile
Michele da Pavia per controllare lo stato delle fortificazioni cittadine. Si
accampa con le sue truppe fuori della porta di Vaccaro; gli abitanti gli
consegnano 50 some di grano ed una bombarda per il recupero delle terre del
contado.
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Ott.
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Marche
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Si trova a Recanati; con Sigismondo Pandolfo Malatesta e
Baldovino da Tolentino, entra per trattato in Rocca Contrada (Arcevia) dopo un
breve assedio. Altre terre in mano degli sforzeschi sono cinte d'assedio.
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Nov.
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Marche
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Il Caivana depreda l'anconetano fin sulle porte del
capoluogo perché Castelfidardo è
pervenuta in mano a tale comune. Fa molti prigionieri, razzia numeroso
bestiame e mette a sacco i castelli di Montesicuro, Sappanico e Falconara:
gli anconetani si pongono sotto la protezione della Serenissima.
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1446
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Feb.
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Marche
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Viene contattato dai veneziani.
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Mar.
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Marche
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Infesta nuovamente il contado di Ancona; occupa
Montesicuro, Gallignano ed Offagna; scorre fin nei pressi di Ancona.
Riconsegna agli osimani la bombarda avuta in prestito: si parla di un suo
avvicinamento allo Sforza e di un suo ingresso in Jesi.
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Giu.
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Chiesa
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Sforza
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Marche
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E' assoldato dal cardinale legato Ludovico Scarampo;
assedia Tolentino, che si è ribellata ai pontifici: continuano le sue pratiche
con i veneziani, che, da aprte loro, gli offrono una condotta di 400 lance e di 200 fanti.
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Lug.
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Marche
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Si trova tra Fossombrone e Fano e partecipa al consiglio di
guerra in cui si decide di portare avanti ad oltranza la campagna e di
scacciare lo Sforza dalle Marche. Entra in Tolentino, che cede a patti, e si
sposta verso Osimo, dove è raggiunto da 1000 fanti e 1000 cavalli aragonesi
condotti dal viceré degli Abruzzi Raimondo Boilo. Di seguito
raggiunge il Metauro con 6000 uomini, fra cavalli e fanti.
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Ago.
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Romagna
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Riceve nuove offerte dai fiorentini affinché abbandoni il
campo ecclesiastico, uccida lo Scarampo e Sigismondo Pandolfo Malatesta.
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Sett.
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Romagna e Marche
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Ottiene Montefabbri. Lascia Montefiore Conca con il Montalboddo
e lo Scarampo per rientrare nelle Marche.
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Ott.
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Marche
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Lo Scarampo rifiuta la battaglia campale con gli
sforzeschi per il comportamento ambiguo del Caivana.
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Nov.
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Marche
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Sospettato di tradimento, è imprigionato a San Lorenzo,
presso Tavoleto, ed è condotto ad Arcevia. E' fatto decapitare di notte dal
legato pontificio.
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Capitano valoroso. Uomo attivo.
Capitano molto esperto nell'arte della guerra. Espertissimo
nel difendere città e castelli.
Famoso condottiero.