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Anno, mese
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Stato. Comp. ventura
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Avversario
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Condotta
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Area attività
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Azioni intraprese ed altri fatti salienti
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1515
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Venezia
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Impero
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Veneto
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Mar.
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Impero
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Venezia
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Veneto
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Si trova alla difesa di Bergamo. Alla notizia dell'arrivo di
Antonio di Leyva a Martinengo, si arrende a patti agli avversari e passa al
loro servizio.
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Mag.
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Veneto
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Attraversa l'Adige con 100 cavalli leggeri e giunge fino
al ponte di Torre nei pressi di Este. E' costretto a ripiegare dopo avere
catturato alcuni uomini d'arme.
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Giu.
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40 cavalli leggeri
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Veneto
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Viene sorpreso a Ponte Molino da Giovanni Naldi e da Giovanni
Matteo da Verona, mentre con 40 cavalli leggeri si sta dirigendo verso il Polesine
per distruggerne i raccolti. Si salva con la fuga e lascia nelle mani dei
veneziani molti dei suoi uomini.
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Ago.
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Veneto
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Cavalca a Cologna Veneta con 40 cavalli; porta con sé
alcuni prigionieri catturati nel circondario.
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Sett.
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Veneto
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Sempre alla difesa di Verona. Penetra in Legnago con 60
cavalli e 200 fanti.
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Ott.
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Veneto
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Compie una scorreria a Bagnoli di Sopra, nel padovano, con
25 cavalli.
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1516
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Gen.
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Veneto
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Cattura 15 fanti vicino a Peschiera del Garda.
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Feb.
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Veneto
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Esce da Verona e si dirige verso il mantovano con 50
cavalli; in un'imboscata tesagli da Giovanni Detrico, perde metà della sua compagnia; altri 12
cavalli, infine, gli sono catturati da Mercurio Bua appostato nelle
vicinanze. Il Calderaro riesce ad evitare la cattura.
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Mar.
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Veneto
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Si avvia verso Lazise; rifiuta di scontrarsi con i veneziani e
con un capitano spagnolo si incontra con Giorgio Busicchio. Segue gli
imperiali nell'attacco a Milano: assalito dai cavalli leggeri nemici, perde
20 uomini e si salva, ancora una volta, con la fuga.
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Mag.
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Veneto
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Alla guardia di Verona con 60 cavalli leggeri.
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Giu.
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Veneto
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Protegge i raccolti del contado dalle scorrerie dei
nemici. Parte, quindi, da Verona con 40 cavalli e 500 fanti, punta su San
Bonifacio e con la sua sola presenza mette in fuga i cavalli leggeri del
provveditore Giacomo Manolesso. Tenta, invano, di catturare in Bovolone un
servitore del patrizio veneziano Giorgio Corner. Rientra in Verona e, per l'ultima
azione andata male, litiga pubblicamente in piazza con lo Zuchero.
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Lug.
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75 cavalli leggeri
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Veneto
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Viene segnalato verso Sanguinetto. Si parla di un suo prossimo
rientro nelle file veneziane, come conseguenza sia dei disordini provocati in
Verona dalle milizie imperiali, sia
della carestia imperante nella città. Vi è, infatti, una rissa in Verona fra
i suoi uomini e quelli di Manoli Boccali, nel cui corso rimane ucciso il
capitano degli stradiotti Emanuele Greco. A seguito di essa, è costretto a riparare
nel campo della Serenissima con 40 cavalli leggeri.
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Ago.
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Venezia
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Impero
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Veneto
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Raggiunge a Porto ed a Legnago il provveditore Giovanni
Paolo Gradenigo; si incontra, successivamente, con il provveditore generale
Andrea Gritti e punta verso il castello di Chiusa. Conquista la fortezza dopo
avere ucciso un capitano tedesco ed avere obbligato un secondo alla resa. Per
l'impresa riceve un encomio dal governatore generale Teodoro da Trivulzio.
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Sett.
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Veneto
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Si trova in Valpolicella; vi fa grandi bottini e cattura
numerosi cittadini di Verona.
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Ott.
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Veneto
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Gli viene concessa una condotta di 100 balestrieri a
cavallo; ne ha ai suoi ordini 72.
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1517
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Gen.
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Veneto
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Al termine del conflitto, i suoi uomini (36 cavalli
leggeri) svernano a Villa Bartolomea.
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Mar.
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Veneto
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La popolazione di Villa Bartolomea protesta per il
comportamento dei suoi uomini. Il calderaro si reca a Venezia, per i festeggiamenti organizzati in
onore di Teodoro da Trivulzio.
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Mag.
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Gli viene riconosciuta una provvigione di 25 ducati per paga,
per otto paghe l'anno.
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Lug.
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Trivulzio
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Mirandola
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Emilia
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E' segnalato nei pressi di Concordia con 80 celate; si unisce
con Camillo da Trivulzio e minaccia in Mirandola Giovan Francesco della Mirandola:
dalla città escono i cavalli leggeri
del Chelino che lo colgono alla sprovvista e gli catturano 37 cavalli.
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1518
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Sett.
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A causa della riduzione delle spese militari, i veneziani
diminuiscono la sua provvigione annua da 200 a 150 ducati l'anno.
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1520
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Muore.
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Capitano valoroso.
Stimato dagli imperiali di singolare fede.
Brutto, piccolo e di viso straniero.