Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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0333      ANTONIO CALDORA  (Antonio Candola) Conte di Trivento, duca di Bari, marchese di Vasto e di Bitonto. Signore di Aversa, Carpinone, Conversano, Rutigliano, Martina Franca, Turi, Gioia del Colle, Guglionesi, Palena, Monteodorisio,  Eboli. Figlio di Jacopo, zio di Giovanni Antonio, cognato di Francesco Sforza.

               1400 ca. - 1466 ca.

Anno, mese 

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1416

 

 

 

 

 

Sett.

 

 

 

Abruzzi

Viene dato in ostaggio dal padre Jacopo alla regina Giovanna d'Angiò, a seguito di una tregua stipulata con il grande connestabile di Giacomo di Borbone, il Saligny.

1424

 

 

 

 

 

Mag.

Napoli

Re d'Aragona

 

Campania

Consegna al padre lo stendardo di capitano generale della lega antiaragonese.

Giu.

 

 

 

Abruzzi

Partecipa alla battaglia dell'Aquila, inserito nella sesta colonna in cui ha il coman do di 200/300 cavalli.

Nov.

 

 

 

Abruzzi

Si unisce con Pietro Navarrino.

1426

 

 

 

 

 

Nov.

Venezia

 

200 lance

Puglia

Si imbarca a Manfredonia.

1427

Napoli

San Severino

 

Campania

Combatte i San Severino. Costringe alla resa Francesco Mormile, che si è asserragliato in Eboli.

1429

 

 

 

 

 

Apr.

Chiesa

Bologna

 

Emilia

Si trova tra Castel San Pietro Terme e Bologna; gli avversari gli tolgono 3000 fiorini che sta portando al campo.

1434

Napoli Angiò

Re d'Aragona

 

Puglia

Contrasta le milizie del principe di Taranto Giovanni Antonio Orsini del Balzo per conto di Renato d'Angiò e dei pontifici.

1435

 

 

 

 

 

Primavera

 

 

 

Puglia

E' in Puglia con il fratello Berlingieri e Riccio da Montechiaro (4000 cavalli e 1600 fanti). Si porta davanti a Rutigliano, si sposta a Turi e sfida a battaglia campale gli avversari. Menicuccio dell'Aquila e Giovanni Ventimiglia sconsigliano l'Orsini ad accettare il confronto e si fortificano nella città: il Caldora è costretto a ripiegare in Rutigliano, dove se ne resta inattivo per più giorni.

Autunno

 

 

 

Campania

Assedia il principe di Taranto in Capua con Micheletto Attendolo.

1437

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Campania

Viene nominato viceré d'Abruzzo. La regina Isabella d'Angiò gli dona a Napoli un palazzo a Santa Chiara, confiscato al conte di Nola Romano Orsini.

Feb.

 

 

 

Campania

Si allontana da Napoli e pone a sacco Airola su ordine di Isabella d'Angiò. Recupera varie terre nelle valli del Sarno e di San Severino, fra le quali Scafati e Salerno, che in precedenza si sono ribellate a favore degli aragonesi.

.................

 

 

 

Campania e Molise

Viene informato dell'arrivo nel regno di Napoli dei rinforzi pontifici condotti dal patriarca Giovanni Vitelleschi; gli è dato del denaro per mettere in ordine le sue compagnie e raggiungere a Succivo Lionello Accrocciamuro. Si reca, invece, a Carpinone dove sta la moglie: l'Accrocciamuro è sorpreso e messo in fuga da Orso Orsini.

Estate

 

 

 

Campania

Assedia nel casertano San Martino e San Marco.

1438

 

 

 

Molise

Riacquista Carpinone, che gli è stata tolta da Onorato Gaetani.

1439

 

 

 

 

 

Nov.

 

 

 

Abruzzi

Si trova a Sulmona alle solenni esequie del padre Jacopo, che si svolgono nella chiesa di Santo Spirito. Renato d'Angiò gli conferma il ducato di Bari, è pure nominato viceré d'Abruzzo, mentre lo zio Raimondo è creato gran camerlengo.

Dic.

 

 

 

Abruzzi

E' chiamato a Napoli dall'Angiò, affinché si ponga alla difesa di Aversa, suo feudo; il Caldora preferisce non muoversi per la mancanza di denaro e pretende, anzi, che il re si sposti negli Abruzzi.

1440

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Abruzzi

Invia Raimondo Anichino da Renato d'Angiò invitandolo nuovamente a trasferirsi con le sue truppe negli Abruzzi; minaccia anche di defezionare nel campo aragonese.

Apr.

 

 

 

Abruzzi

Assedia Sulmona con il Montechiaro.

Mag.

 

 

Gran connestabile

Abruzzi Campania e Molise

Viene convocato dall'Angiò a Castello di Dragonara nel foggiano; preferisce non rispondere all'invito e trascorrere il periodo primaverile a Carpinone. E' sollecitato di venire a Boiano e gli è fatto avere del denaro. Si decide di entrare in campo con la visita a Carpinone di Traiano Caracciolo. Si muove per prestare soccorso ad Aversa, alla cui difesa si trova Santo da Maddaloni. Tocca Lucera e chiede il soldo per i suoi uomini. Con il Montechiaro si incontra a Boiano con Renato d'Angiò.

Giu.

 

 

 

Campania

Entra nella valle di Benevento e batte gli aragonesi al ponte di Tufara: si oppone al loro inseguimento temendo di incappare in qualche imboscata. Appoggia controvoglia l'Angiò verso Napoli. Viene a Dogliuolo (Poggioreale) e pretende di rientrare nei suoi possedimenti a causa della scarsità di vettovaglie; viene a Padula, dove le sue truppe sono rifornite di viveri sbarcati da due galee provenzali. Il suo operato solleva forti perplessità in Renato d'Angiò; il Caldora, rimproverato davanti a tutti i capitani, abbandona il campo per avviarsi in Terra di Lavoro. Molti condottieri delle sue compagnie lo abbandonano; vi è un ammutinamento quasi generale, per cui anch'egli prende la strada di Napoli e si accampa con l'esercito fuori le mura. E' fatto arrestare durante un banchetto offerto dall'Angiò al Caldora, all'Accrocciamuro, al Caracciolo ed al Montechiaro. Ne seguono nuovi tumulti e parte delle milizie pensa di disertare e di unirsi con gli aragonesi ad Aversa; lo zio Raimondo interviene e fa in modo che i suoi uomini giurino fedeltà al re nelle mani di Ottino Caracciolo. Le truppe ricevono le paghe arretrate, egli viene liberato ed è inviato negli Abruzzi con il titolo di viceré. Parte dal campo con 100 cavalli e si reca contro ogni accordo a Poggioreale ed al  ponte della Maddalena  presso Napoli. Convince i suoi capitani a rimanergli fedeli e spedisce l'Anichino dall'Angiò, affinché gli conceda il suo perdono. Costui non è ascoltato ed il Caldora diserta nel campo aragonese con il Montechiaro. Lascia le paludi attorno a Napoli e viene a Pomigliano d'Arco per incontrarsi con il Ventimiglia. Alfonso d'Aragona lo invita ad una partita di caccia tra Arienzo ed Arpaia; il Caldora gli rende l'atto di omaggio, il re d'Aragona lo abbraccia, gli fa grandi promesse, ma non gli dà alcun soldo per non alienarsi l'animo del principe di Taranto.

Lug.

Re d'Aragona

Angiò

 

Campania e Abruzzi

Gli sono consegnati 10000 ducati, che deve consegnare a Santo da Maddaloni perché ceda il castello di Aversa agli aragonesi. Nel frattempo l'Orsini del Balzo, per mezzo di Marino da Norcia, lo spoglia di Bari, di Acquaviva delle Fonti, di Conversano, di Noha, di Rutigliano, di Martina Franca, di Noci, di Capurso, di Turi, di Castellana Grotte, di Gioia del Colle e di Cassano Murge. Il Caldora manda  il figlio a corte e chiede di essere reintegrato nei suoi possedimenti; si trasferisce negli Abruzzi e contrasta l'avanzata di Alessandro Sforza.

Ago.

 

 

 

Puglia Abruzzi e Molise

Vince a Troia gli avversari; subito dopo spedisce Paolo di Sangro dal sovrano spagnolo per domandare la restituzione dei suoi beni. Rientra negli Abruzzi e se ne resta inattivo. Dà in preda ai suoi soldati le terre di Francesco Pandone a Venafro e quelle di Abbazia di San Vincenzo al Volturno.

Dic.

Chiesa

 

 

 

Richiede che gli sia reso il ducato di Bari.

1441

 

 

 

 

 

Gen.

Re d'Aragona

Angiò

 

 

Consegna in ostaggio ad Alfonso d'Aragona il figlio Restaino ed il nipote Giovanni Antonio.

Lug.

 

 

 

Abruzzi

Affronta a Città Sant'Angelo Alessandro Sforza e lo obbliga a ritirarsi.

1442

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Campania

Gli si ribellano Guglionesi e San Martino ad opera di Gurrello da Guglionesi. Viene   raggiunto da un messaggio di Raimondo Caldora, prigioniero di  Francesco Sforza, che lo induce a sostenere il partito angioino contro gli aragonesi. Le trattative sono condotte da Francesco Montagano;  nel medesimo tempo ottiene che il figlio possa allontanarsi dalla corte di Napoli per rivedere la madre a Carpinone.

.................

Sforza

Re d'Aragona

 

Campania e Abruzzi

Poiché l'Angiò è sempre diffidente nei suoi confronti, il Caldora passa al servizio di Francesco Sforza. Dalla Terra di Lavoro rientra negli Abruzzi con Giosia Acquaviva ed il Montechiaro.

Giu.

 

 

 

Campania e Molise

Muove con Giovanni Sforza verso Napoli; alla caduta della città nelle mani degli avversari, Giovanni Sforza è richiamato dal fratello nella marca di Ancona. A metà mese il Caldora è a Sprondasino, nei pressi di Pescolanciano) con 2000 cavalli allorché gli aragonesi assalgono Carpinone alla cui difesa si trova Antonio Reale: costringe allora Giovanni Sforza a seguirlo. Prepara le sue schiere a battaglia a Pescolanciano, e, seppur colto in un'imboscata dal Ventimiglia, mette in rotta le truppe catalane e siciliane. Gli viene contro Jacopo Piccinino; Paolo di Sangro lo abbandona per defezionare nel campo nemico ed il Caldora è disfatto e catturato. Condotto dal re d'Aragona, è perdonato e gli sono fatti restituire i suoi carriaggi.

Ott.

 

 

 

Campania

Alfonso d'Aragona gli concede in feudo i contadi di Palena, Pacentro, Monteodorisio, Archi, Aversa, Valva, Eboli e Trivento. Il Caldora presta il rituale giuramento di fedeltà nelle mani di Lopez Ximen d'Urrea: il re rende alla moglie i gioielli sequestrati a Carpinone. I suoi soldati passano direttamente nelle file aragonesi.

1443

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Campania

Si trova a Napoli al solenne ingresso del re ed al parlamento generale del regno.

1444

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Campania e Abruzzi

Si allontana senza licenza da Napoli, alla notizia di una grave malattia di Alfonso d' Aragona e si trasferisce negli Abruzzi. E' subito sospettato per il suo operato.

1445

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

Campania

ANapoli per il matrimonio del duca di Calabria Ferrante d'Aragona con Isabella Chiaromonte.

1452

Napoli

Firenze

 

Toscana

Affianca in Toscana Ferrante d'Aragona con l'incarico di consigliere militare.

1458

 

 

 

 

 

Ott.

 

 

 

Abruzzi e Campania

E' convocato a Sulmona dal nuovo re Ferrante d'Aragona,  cui fa atto di omaggio. Si trasferisce a corte, a Napoli.

1459

 

 

 

 

 

Ott.

Angiò

Napoli

 

Abruzzi e Campania

Si ribella al re di Napoli in concomitanza della cattura di Raimondo Caldora da parte di Alessandro Sforza e dell'arrivo nel regno di Giovanni d'Angiò. Si porta a Sessa Aurunca.

Nov.

 

 

 

Campania

Assedia Macchiagodena. Si unisce con Giovanni Cossa ed assedia Calvi.

1460

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Lazio

Si porta nel contado di Cassino e si impadronisce in un sol giorno dei castelli di San Vittore del Lazio, di Cerbaro e di Terocolo; occupa anche Vallorotonda, Acquafondata, Veticoso e Sant'Elia Fiumerapido.

.................

 

 

 

Campania e Puglia

E' obbligato a ritirarsi con la caduta di Calvi; raggiunge Giovanni d'Angiò e per Venafro ed Isernia si dirige verso la Puglia.

Lug.

 

 

 

Abruzzi

Partecipa alla battaglia di San Fabiano.

1461

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Abruzzi

Viene battuto da Alessandro Sforza e da Matteo da Capua, mentre sta tentando di congiungersi con Jacopo Piccinino.

Ott.

 

 

 

Lazio

Giunge a Sora con Carlo Baglioni, al fine di soccorrervi Giovanpaolo Cantelmi; si sposta verso Piedimonte San Germano, per distogliere Federico da Montefeltro dall'assedio di Castelluccio: battuto nei pressi, con la caduta di tale fortezza nelle mani degli avversari, lascia Piedimonte e ripara a Cerbaro.

1462

 

 

 

 

 

Lug.       Abruzzi
Con il nipote Giovanni Antonio si prefigge di andare incontro a Sigismondo Pandolfo Malatesta e Silvestro da Lucino in marcia verso gli Abruzzi.

Ott.

 

 

 

Puglia

Perde Serracapriola ad opera di Ferrante d'Aragona.

Nov.       Abruzzi e Campania Si incontra ad Archi con il Piccinino ed a fine mese a Venafro con Giovanni d'Angiò.

1463

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Abruzzi

Appoggia il Piccinino all'assedio di Sulmona.

Lug.

 

 

 

Abruzzi

Si trova ad Archi con il Piccinino allorché la pressione di Alessandro Sforza induce il condottiero perugino a scendere a patti con il re.

Ago.

 

 

 

Abruzzi

Si fortifica in Riparella a seguito della defezione del Piccinino nel campo avversario. Assalito, costringe i nemici ad allontanarsi; si porta a Vasto.

1464

 

 

 

 

 

Ago.  sett.

 

 

 

Abruzzi

Si trova inizialmente alla difesa di Civitaluparella. Attaccato in Vasto, si arrende dopo un mese, a settembre. Vista l'inutilità di ogni resistenza, invia il figlio Restaino dal re per trattare la resa. Hanno inizio le trattative che si prolungano nel tempo.

Nov.       Abruzzi Lascia definitivamente le sue terre.

1465

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Abruzzi

Pietro, Tommaso e Francesco dei Santi fanno ribellare Vasto: catturato, il Caldora viene consegnato agli avversari e gran parte delle sue terre sono confiscate a favore di Matteo da Capua.

Mag.

 

 

 

Campania

Viene condotto ad Aversa ed a Napoli, dove è rinchiuso in carcere a Castelnuovo. Esce dalla prigione più tardi per l'intercessione di Francesco Sforza. E' forzato a stabilirsi con i suoi familiari a Napoli dove gli è assegnato un piccolo appannaggio. Fugge, alfine, dalla capitale, ripara a Baia, a Roma, a Viterbo finché - bandito da tutt e temendo sempre la vendetta del re - si riduce a Jesi.

1466

 

 

 

Marche

Muore a Jesi, nella capanna di un povero soldato che ha militato con il padre.

NOVE CITAZIONI

Capitano valoroso. Audace e prode nel pericolo.

Di grande esperienza nell'arte della guerra.

Capitano imprudente.

Capitano sleale, lento e infingardo. Simulatore, infido. Pronto a tradire tutti per il denaro.

Chiaro per bellezza di corpo.