Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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0347      CARLO DI CAMPOBASSO  (Carlo Gambatesa)  Conte di Termoli. Signore di Apricena. Zio di Cola di Monforte.

               + 1459

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1436

Re d'Aragona

Napoli

 

Regno di Napoli

Combatte gli angioini per conto di Alfonso d'Aragona.

1437

 

 

 

 

 

Lug.

 

 

 

Abruzzi

Affianca Giosia Acquaviva contro gli sforzeschi negli Abruzzi.

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Napoli

Re d'Aragona

 

 

Milita agli ordini di Jacopo Caldora.

1439

 

 

 

 

 

Nov.

 

 

 

Abruzzi

Si trova a Sulmona, ove presenzia alle solenni esequie del Caldora che si svolgono nella chiesa di Santo Spirito.

1440

 

 

 

 

 

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Abruzzi

E' tra i luogotenenti di Antonio Caldora.

Ago.

Napoli

Angiò

 

Campania

Muta partito su pressione del fratello Angelo di Monforte. Si impadronisce di Dragonea ai danni di Francesco Boccapianola.

1441

 

 

 

 

 

Ago.

 

 

200 lance e 100 fanti

 

 

1442

 

 

 

 

 

Mar.

Napoli

Sforza

 

Marche

Si reca a Fermo con Raimondo Anichino e visita Alessandro Sforza, che milita nel campo avversario, per ottenere la liberazione di Raimondo Caldora. Con l'Anichino si fa mallevadore del Caldora per l'osservanza di tutti i patti sottoscritti: in caso contrario egli lo avrebbe trattato come nemico.

Apr.

 

 

 

 

Viene raffermato per un anno.

Nov.

 

 

 

 

Ha in feudo Termoli, Apricena e Campomarino mediante l'esborso di 4000 ducati.

1443

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Campania

E' a Napoli al parlamento generale del regno, effettuatosi dopo il solenne ingresso nella città di Alfonso d'Aragona.

1444

 

 

100 lance

 

Viene utilizzato dal sovrano in varie missioni diplomatiche.

1446

 

 

 

 

 

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Il re di Napoli, su sua richiesta, ordina che lo zio Riccardo Gambatesa non sia molestato dai funzionari reali, anche se non ha soddisfatto i dovuti oneri fiscali.

Dic.

Napoli

Venezia

 

Lombardia

Viene inviato in Lombardia in soccorso del duca di Milano Filippo Maria Visconti, al fine di fronteggiarvi i veneziani.

1447

 

 

 

 

 

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Lazio

E' a Roma con Onorato Gaetani per rendere omaggio al nuovo papa Niccolò V.

Apr.

 

 

 

 

Si trova presso Francesco Sforza.

Lug.

 

 

 

 

Consegna allo Sforza, a nome del re di Napoli, i 31000 ducati previsti per il trasferimento di Jesi allo stato della Chiesa.

Ago.

Napoli

 

 

Emilia Lombardia

Si porta nel bolognese con Astorre Manfredi e Ludovico Gonzaga e sottomette il capoluogo al dominio ecclesiastico. Raggiunge Pavia con Raimondo Anchino. Alla morte del duca di Milano Filippo Maria Visconti, cui è stato mandato in soccorso dal re di Napoli, si trasferisce a Milano.

Ott.

Milano

Venezia

 

Lombardia

Milita al servizio della Repubblica Ambrosiana; si reca a Pavia con Roberto da San Severino per prendere possesso della città a nome dello Sforza. Matteo da Bologna  vuole consegnare la cittadella al solo Sforza. Carlo di Campobasso si reca a Milano con Dolce dell'Anguillara per sollecitare rinforzi.

1448

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

A Carona nel parmense.

Feb.

 

 

 

Campania

Lo Sforza rimanda Carlo di Campobasso da Alfonso d'Aragona.

Giu.

Napoli

Firenze

 

Toscana

Si trova all'assedio di Piombino.

Lug.

Milano

Venezia

 

Emilia

Ritorna con 1000 cavalli agli stipendi della Repubblica Ambrosiana. Con Pietro Maria dei Rossi, saccheggia il territorio di Guardasone detenuto da Jacopo Terzi.

Ott.

Parma

Ferrara

 

Emilia

Sempre con il Rossi, espugna il castello di Noceto appartenente ad Angelo di San Vitale. Nello stesso mese il comune di Parma gli riconosce 300 ducati per contrastare, con 300 cavalli ed alcuni fanti, gli estensi. Si porta fino al Taro con Manfredo da Correggio ed il Rossi, ma  non trova tracce degli avversari.

Nov.

Milano

Sforza  Venezia

 

Emilia

Nel rovesciamento delle alleanze, Francesco Sforza si unisce con i veneziani contro i milanesi: il Campobasso si mantiene fedele alla causa ambrosiana, è nominato capitano del popolo di Parma ed è preposto alla guardia della città, ora minacciata da Alessandro Sforza.

1449

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

Si allontana da Parma e muove verso il Taro alla testa di 1800 cavalli e di 3500 fanti (dei quali, 800 cavalli e 2000 fanti sono assoldati dagli stessi abitanti). Si collega con Jacopo Piccinino, viene a Collecchio, costringe a ripiegare Bertoldo d'Este e Jacopo Catalano. Fa inseguire gli avversari da 200 cavalli leggeri condotti dal Fagiano e prosegue la sua marcia con il resto dell'esercito. Elude la sorveglianza del Rossi e coglie a Felino Alessandro Sforza. Il Piccinino non riesce, tuttavia, a congiungersi con le sue truppe in tempo, per cui battuto, è obbligato a riparare a Parma: il Fagiano e 500 cavalli sono catturati dai nemici. Il Campobasso respinge un attacco portato a Parma da Alessandro Sforza, terminato con la morte del Gaino.

Feb.

 

 

 

Emilia

Parma apre le porte a Francesco Sforza ed egli è forzato ad abbandonare la città.

Sett.

Fuoriusciti

Bologna

 

Emilia

Invia alcune bandiere di fanti in soccorso di Romeo Pepoli, dei fuoriusciti  e dei pontifici contro i  bolognesi, che si sono ribellati  allo stato della Chiesa.

Dic.

 

 

 

Emilia e Romagna

Si incontra a Medicina con il Gonzaga e coadiuva ancora i fuoriusciti; ha un colloquio con il governatore pontificio, si sposta in Romagna e da qui ritorna nel regno di Napoli.

1451

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Campania

Viene chiamato con Francesco Pandone a far parte di un collegio che deve giudicare il duca di Scalea ed il conte di Lauria Francesco da San Severino.

1452

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Campania

Prende parte a Napoli ad una giostra organizzata per la nascita di Federico d'Aragona, figlio del duca di Calabria Ferrante, tenuto a battesimo dall'imperatore Federico d'Austria. 

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Viene nominato conte di Termoli.

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Napoli

Firenze

500 cavalli

Toscana

Fronteggia i fiorentini con Giovanni Ventimiglia e Paolo di Sangro al comando di 6000 cavalli e 4000 fanti.

1453

 

 

 

 

 

Ott.

Siena

Firenze

 

Toscana

Ha dal re di Napoli il permesso di accettare gli stipendi dei senesi con l'Anichino. Ha ai suoi ordini 500 lance, che sono alloggiate in parte a Chiusi ed in parte nei castelli della val d'Orcia.

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Toscana

Alla difesa di Vada, si scontra ripetutamente con Sigismondo Pandolfo Malatesta, che sta stringendo d'assedio la località. Chiede soccorsi alla flotta aragonese.

1454

 

 

 

 

 

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Siena

Pitigliano

Capitano g.le 500 cavalli

Toscana

Affronta il conte di Pitigliano Aldobrandino Orsini. Conquista Montevitozzo e dà il guasto ai territori di Pitigliano e di Sovana. Allorché l'Orsini invia le proprie mandrie e le proprie greggi nei possedimenti degli Anguillara e dei Farnese, esce da  Saturnia e con una marcia notturna di quaranta miglia scorre quei contadi, razzia più di 4000 capi di bestiame, che conduce nel senese a Montemerano. Sono pure fatti 100 prigionieri, che sono subito liberati dietro il pagamento di una taglia. Il Campobasso assedia, da ultimo, Sorano.

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Toscana

Viene accusato di tradimento dai senesi, a seguito di una cocente sconfitta da essi patita nei pressi di Sorano. Rinuncia al suo incarico e si reca a Siena per il saldo delle paghe arretrate; riceve 4000 ducati e viene sostituito nel comando dal Malatesta. La sua campagna termina con una scorreria verso Monte Argentario e la divisione del bottino fra i suoi uomini.

1457

 

 

 

 

Con il nipote Cola viene perdonato dal re per tutti i delitti compiuti.

1458

 

 

 

 

 

Lug.

 

 

 

Lazio

Si reca a Roma con il conte di Sant'Angelo dal papa Callisto III e, a nome dei baroni napoletani, gli annuncia che re di Napoli è stato eletto Ferrante d'Aragona.

Sett. ott.

 

 

 

Veneto e Romagna

Si trova a Venezia con il vescovo di Bitonto, Antonio da Reggio Emilia per informare la Serenissima sulla rivolta suscitata nel regno dal principe di Taranto Giovanni Antonio Orsini del Balzo. Al ritorno, si ferma a Forlì con il prelato.

Nov.

Napoli

Crotone

 

Calabria

In Calabria con 6000 uomini per reprimere la rivolta del marchese di Crotone Antonio Ventimiglia.

1459

 

 

 

 

 

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Calabria

Sconfigge i ribelli a Zagarise, Taverna e Sellia.

Mag.

 

 

 

Calabria

Batte ancora il Ventimiglia a Belcastro: molti contadini, catturati in combattimento, sono passati per le armi per ordine del re. Assedia Belcastro.

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Calabria

Si ammala e muore poco dopo.

SETTE CITAZIONI

Fu considerato uno dei migliori condottieri del regno di Napoli. Capitano valoroso.

Godeva reputazione in tutta l'Italia.

Ingegnoso, saggio. Prudente.

Forte di corpo, bello di forma, umano e liberale.

Amato da tutti i suoi sudditi.