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Anno, mese
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Stato. Comp. ventura
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Avversario
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Condotta
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Area attività
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Azioni intraprese ed altri fatti salienti
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1392
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Fuoriusciti
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Chiesa
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Umbria
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Milita nel perugino per Biordo dei Michelotti contro i
pontifici.
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1393
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Apr.
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Fuoriusciti
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Fermo
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Marche
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Con Mostarda da Forlì appoggia i fuoriusciti
di Fermo contro il signore della città Antonio Aceti. Le sue
scorrerie arrivano fino al monte della Vergine fuori la porta
di San Giuliano. Sua base d'appoggio è Montegranaro.
Presto viene affrontato da Ottobono Terzi, Marino di Santa Vittoria
ed il Malcorpo assoldati dall'Aceti.
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Mag.
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Fuoriusciti
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Perugia
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Umbria
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Lascia la Marca con Edoardo dei Michelotti
a seguito della caduta di Città della Pieve in potere
di Pandolfo e Pelino Baglioni, nemici del partito dei raspanti
e dei Michelotti. Si collega a Montemarte con Francesco da Montemarte
(200 cavalli) e con appartenenti al medesimo partito libera
la rocca di Città della Pieve dall'assedio postovi dagli
avversari e si impadronisce per trattato di tale località.
Di seguito scaccia i Baglioni anche da Piegaro.
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Sett.
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Umbria
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Imprigiona nel castello di Monte Penna Andrea Tomacelli,
fratello del papa Bonifacio IX.
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1394
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Feb.
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Comp. ventura
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Fermo
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Marche
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A metà mese entra in Montegranaro
con 150 cavalli. Si accorda con Andrea Zeno che ha scacciato
il fratello Marco dalla città; entra nel cassero e ne
espelle il podestà Angelo di Bernardo, inviato da Fermo.
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Mar.
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Fuoriusciti
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Fermo
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Marche
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Fa uscire da Montegranaro il castellano Andrea Bernardi, che
ritorna a Femo. Si unisce, indi, con Mostarda da Forlì, e con 400 cavalli depreda il
fermano; si impossessa di Santa
Maria delle Vergini (Santa Maria), ove fa 70 prigionieri e si appropria di 50
buoi e di 70 asini. Viene affrontato da Ottobono Terzi, da Azzo da Castello e da
Biordo dei Michelotti che lo forzano ad asserragliarsi in Montegranaro con i
fuoriusciti di Fermo.
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Apr.
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Chiesa
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Marche
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Al soldo del vicerettore della Marca.
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1395
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Gen.
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Marche
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A Montegranaro. Con Mostarda da Forlì, Piero da Castello e
Neri da Faenza, riceve dai maceratesi 680 ducati a saldo della condotta con
i pontifici.
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Giu.
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Fermo Ancona Recanati
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Fuoriusciti
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300 cavalli
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Marche
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Contrasta ancora il Michelotti che sta infestando
le Marche con una compagnia di 2500 cavalli. Abbandona Conte
da Carrara, allorché tale condottiero si accorda con
il capitano perugino e si pone nell'agro di San Giusto. Si scontra
con l'avversario. Il Canale, ferito alla gola da un verrettone,
lascia il campo, raggiunge il mare e si imbarca su un piccolo
naviglio per recarsi a Civitanova Marche con Rosso di San Ginesio
ed altri compagni. Gli abitanti di Grottammare armano alcune
barche e lo catturano in mare. E' consegnato ai priori di Fermo.
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Lug.
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Marche
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Condotto a Fermo, vi è imprigionato probabilmente
perché sospettato di tradimento; nella città si reca Smeduccio
Smeducci al fine di ottenere la sua liberazione per conto del
Michelotti.
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Dic.
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Marche
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E' rilasciato solo quando il Michelotti restituisce Montegranaro
ai fermani in cambio di 6500 ducati.
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1396
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Fuoriusciti Fermo
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Chiesa
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Marche
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Affianca nelle Marche Mostarda da Forlì, Piero da Castel
Modenese e Neri da Faenza.
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Comp. ventura
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Firenze
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Toscana
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Segue in Toscana Alberico da Barbiano contro i fiorentini.
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Nov.
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Pisa
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Gambacorta
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Toscana
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Prende la strada della Maremma ed entra alla
guardia di Pisa con 400 cavalli e 400 fanti per difendere la
città dagli attacchi dei Gambacorta. Lascia Pisa e si sposta
a Pietrasanta, per distruggere gli steccati e le bertesche lucchesi
che ostacolano il transito al capitano visconteo Paolo Savelli
diretto a Pisa.
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Dic.
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Milano
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Firenze
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300 cavalli e 300 fanti
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Toscana
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Milita agli ordini del
Savelli.
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1397
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Toscana
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Appoggia il Barbiano sotto Lucca, per aspettare l'esito di
un trattato ordito a San Miniato a favore dei viscontei.
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Ago.
sett.
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Toscana
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E' sempre nel pisano. Si avvia con 200 cavalli per la
strada di Castelvecchio di Compoto (Castelvecchio Pascoli) e per Capannori
inizia a scorrere il lucchese. Dopo una scaramuccia con gli avversari usciti
da Lucca, si trasferisce con i prigionieri ed il bestiame predato (60 capi)
in val di Serchio. A settembre è segnalato sempre in Toscana
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1398
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Feb.
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Toscana
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A Pisa. Con Giovanni Colonna, Antonio Porro,
Giovanni da Fighino e lo stesso Visconti è tra i mallevadori
dei patti che portano alla liberazione del Savelli a seguito
alla cattura di tale condottiero da parte dei d'Appiano, signori
della città.
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Mag.
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Toscana
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Si trova vicino a Barbialla con 150 cavalli e 300 fanti, per
averne la rocca mediante un complotto ordito con il locale castellano. I
fiorentini prevengono il suo intervento e fanno prigionieri fra i suoi uomini
tutti i cavalli e 100 fanti. A fine mese, vi è la firma di una tregua fra le
parti ed il Canale è ricondotto da Gian Galeazzo Visconti.
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1399
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Pisa
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Toscana
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Passa al servizio di Gherardo d'Appiano.
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Feb.
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Toscana
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Sostiene la signoria dei d'Appiano in Pisa, quando nella
città sorgono dei tumulti per le voci inerenti la cessione della città al
duca di Milano.
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1400
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Muore.
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Capitano di grande valore.
Insigne capitano di cavalleria.