| Anno, mese |
Stato. Comp. ventura |
Avversario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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Piemonte |
Ha le sue prime
esperienze belliche a Casale Monferrato con i fratelli Filippino
e Marcolo. |
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1377 |
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Feb. |
Firenze |
Chiesa |
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Marche |
Milita nella
compagnia di Lucio Sparviero. Affianca Guido Chiavelli alla
conquista di Fabriano. |
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Sett. |
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Marche |
Partecipa alla
battaglia di Matelica. |
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Ott. nov. |
Monferrato |
Asti |
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Piemonte |
E' al servizio
del marchese Secondotto di Monferrato ed assedia in Asti Rodolfo
di Brunswick: può entrare nella città solo per l'intervento
delle milizie visconteee. |
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1381 |
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Ago. |
Napoli |
Durazzo |
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Campania |
Combatte agli
ordini di Ottone di Brunswick. Ha il compito di attaccare in
Napoli la porta di San Gennaro e di raggiungere Castel Capuano
dall'interno della città. Sconfitto e fatto prigioniero, si
dà allo sbando con il resto dell'esercito. |
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Napoli |
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Passa agli
stipendi di Carlo di Durazzo. |
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1382 |
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Sett. |
Napoli |
Angiò |
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Campania |
Combatte le
truppe di Luigi d'Angiò. |
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1383 |
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Nov. |
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Puglia |
Si trova all'assedio
di Barletta ed a novembre entra nella città. |
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1384 |
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Mag. |
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50 lance |
Toscana |
E' segnalato
a Cortona. |
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1385 |
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Nov. |
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Piemonte |
Rientra in
Piemonte allorché Carlo di Durazzo si reca in Ungheria. |
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1386 |
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Giu. |
Verona |
Padova |
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Veneto |
Agli ordini
di Cortesia da Serego, prende parte alla battaglia di Brentelle.
Alla testa dell'avanguardia con Francesco da Sassuolo, attacca
i carraresi e giunge al rastrello del ponte di porta Savonarola:
gli scaligeri si abbandonano al saccheggio; ciò dà modo a Giovanni
degli Ubaldini di passare al contrattacco e di colpire i veronesi
in piena crisi di movimento. Nel combattimento vi sono 821 morti,
compresi quelli che annegano nel tentativo di fuggire. Il Cane
viene catturato con 7910 uomini, fra i quali vi sono tutti i
principali comandanti (il Serego, Ostasio da Polenta, Ugolino
dal Verme, Giovanni Ordelaffi). |
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1387 |
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Feb. |
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Veneto |
Contrasta i
carraresi e si scontra a Piacenza d'Adige con Antonio Balestrazzo. |
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Mar. |
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Veneto |
E' sconfitto
e fatto prigioniero a Castelbaldo; viene condotto a Padova,
dove è rinchiuso in una torre del castello in attesa del pagamento
del suo riscatto. Liberato, accetta il soldo dei carraresi. |
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Ott. |
Padova |
Udine |
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Friuli |
Viene mandato
in Friuli per coadiuvare le truppe del patriarca di Aquileja
contro gli udinesi. Esce da Castelfranco Veneto e si ferma a
Treviso, ove prende alloggio nel borgo dei Santi Quaranta e
nei monasteri fuori la città. |
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Nov. |
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Veneto e Friuli |
Esce da Treviso
con Ugolino Ghislieri, il fratello Filippino, Antonio Conte
e Brunoro Gattero (500 cavalli). Tocca Perzo di Breda, guada
il Piave e giunge nelle vicinanze di Sacile. Espugna una piccola
bastia presso la porta e la fa ardere, dopo essersi impadronito
di molti capi di bestiame ed avere catturato alcuni uomini.
Prosegue per Prata ed incendia alcuni villaggi; ne assedia il
castello e si ritira solo dietro la promessa da parte dei difensori
di una certa somma di denaro. Il Cane si procura, poi,
alcune imbarcazioni e si getta su Meduna di Livenza, che viene
messa a sacco. Continua nella sua politica di devastazione e
pone a ferro e fuoco villaggi e campagne perché gli abitanti
di Prata non vogliono ottemperare ai loro impegni.
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1388 |
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Gen. |
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Friuli |
Si trova sempre
nel contado di Meduna di Livenza nei pressi del Tagliamento.
Si impadronisce vicino ad Udine di 137 carri carichi di vettovaglie
e di merci appartenenti a dei mercanti tedeschi. Il bottino
complessivo è valutato in 80000/120000 ducati e viene venduto
dai soldati in parte a Belluno ed in parte a Treviso. A fine
mese, gli avversari recuperano Meduna di Livenza e gli tolgono
i beni che egli vi ha accantonato: per dispetto, espugna la
rocca e la fa spianare. |
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Feb. |
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Friuli |
E' tra il Livenza
ed il Tagliamento. |
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Mar. |
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Friuli |
Ottiene a forza
Polcenigo. |
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Apr. |
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Friuli |
Entra in Aquileja
e sottopone la città ad un tremendo sacco non risparmiando neppure
gli edifici religiosi. Il signore di Padova è costretto a fare
a meno dei suoi servizi per lo scandalo suscitato dalla sua
azione. |
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Mag. |
Monferrato |
Conte
Savoia |
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Piemonte |
Prende parte
alla guerra del Tuchinaggio per conto di Teodoro di Monferrato.
Cattura Ottone di Grandson ed ha a patti Tronzano Verecellese
con la consegna di una certa somma di denaro al connestabile
Antonio di Palazzo, che ne è alla difesa. |
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Giu. lug. |
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Piemonte |
Compie frequenti
incursioni nel territorio di Bianzé, per impedire che giungano
aiuti ai sabaudi che stanno assediando Verrua. Ha una scaramuccia
a Livorno Ferraris con Amedeo di Savoia ed è obbligato a ripiegare
con l'arrivo degli avversari. |
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Sett. |
Padova |
Udine |
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Friuli |
Viene richiamato
dai carraresi in Friuli. Con il Balestrazzo ed il Conte, affianca
Conte da Carrara nel suo tentativo di espugnare Spilimbergo. |
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Ott. |
Padova |
Milano |
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Friuli e Veneto |
Si fortifica
in Sacile. Ritorna nel Veneto, vi affronta i viscontei e preda
il vicentino con il Balestrazzo. |
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1389 |
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Feb. |
Milano |
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Veneto |
Con la caduta
di Padova nelle mani degli avversari, passa al soldo dei viscontei. |
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1390 |
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Giu. |
Milano |
Firenze |
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Emilia |
Agli ordini
di Jacopo dal Verme, è sconfitto e fatto prigioniero sulle sponde
del Samoggia da Giovanni Acuto. |
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1391 |
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Primavera |
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Lombardia |
Appoggia ancora
il dal Verme. |
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Giu. |
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Lombardia |
Viene battuto
da Corrado Lando sulla porta Cologno di Bergamo: fra i viscontei
sono uccisi 80 uomini d'arme e molti balestrieri, altri 150
cavalli vengono catturati; 200 cernite milanesi, infine, muoiono
annegate nell'attraversamento di un fiume. |
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Lug. |
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Lombardia |
E' vinto dall'Acuto
a Paterno, ove è ferito gravemente da un verrettone. Per salvarsi,
con il suo alfiere Bellora indossa una giacca di cuoio tolta
ad un soldato svizzero morto e si mette in testa un elmo inglese.
Si nasconde in un fossato e di notte riesce a sfuggire alla
cattura. |
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Monferrato |
Conte
Savoia |
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Piemonte |
Guarito, ritorna
in Piemonte per combattere ancora i sabaudi al servizio del
marchese del Monferrato. Opera nel Canavese. |
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Nov. |
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Piemonte |
Nelle sue scorrerie
tocca Borgo San Martino, Cartosio ed Azeglio. Gli viene contro
il maresciallo di Savoia Bonifacio di Challant. |
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Dic. |
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Pimonte |
E' segnalato
a Castagnole Piemonte, devasta indi il biellese, si impossessa
di Cossano Canavese nella contea di Masino. |
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1392 |
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Gen. |
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Piemonte |
Compie una
scorreria ad Occhieppo Superiore, marcia su Lucedio e nel contado
di Santhià, dove razzia bestiame ed uccide molti abitanti che
stanno cercando di difendere i loro averi. Ad Azeglio incarcera
alcuni familiari del podestà di Ivrea Jacopo Champouis |
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.................. |
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Piemonte |
Occupa Valfenera
e punta su Pancalieri; ottiene Vernone e danneggia il contado
di Fossano. Viene nominato capitano di Chieri con il Balestrazzo.
Il principe di Savoia-Acaia esercita forti pressioni sul conte
di Virtù Gian Galeazzo Visconti affinché sia spostato in Lombardia.
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Dic. |
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Piemonte |
Rientra nel
Monferrato. |
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1393 |
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Gen. |
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Piemonte |
A Casale Monferrato. |
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Nov. |
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Piemonte. |
E' licenziato
dal Visconti, che, tuttavia, gli dà in prestito 4000 fiorini;
si impegna a ritornare al suo servizio in caso di necessità.
Intima agli abitanti di Casale Monferrato di versargli i 30000
fiorini dovutigli per il frumento fatto affluire nella città
durante l'assedio dei sabaudi l'inverno precedente. Sempre in
Casale Monferrato, incoraggia il commercio dei milanesi con
le terre di giurisdizione del comune, stabilisce calmieri sui
prezzi delle derrate ed altre utili misure di carattere economico.
Continuano, viceversa, i soprusi e le vendette private, che
provocano odio nei suoi confronti e si trasformano in una congiura
per sopprimerlo. |
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1394 |
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Gen. |
Monferrato |
Conte
Savoia |
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Piemonte |
Riprende le
scorrerie; si aggira intorno a Riva, Avigliana, Rivoli, Susa,
Lanzo Torinese, Ciriè, Caselle, Rivarolo Canavese. Ivrea, Biella. |
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Feb. |
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Piemonte |
Rientra nel
Canavese d'accordo con i signori di Masino, tocca Caluso e,
a fine mese, cattura alcuni viandanti sulle porte di Ivrea:
nella circostanza sono pure ammazzate 7 persone e razziati 170
buoi. |
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Mar. |
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Piemonte |
Si avvia con
300 cavalli a Valfenera e verso Pancalieri, probabilmente per
portare soccorso al marchese Federico di Saluzzo, minacciato
dal conte di Savoia e dal principe di SavoiaAcaia. |
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Mag. |
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Piemonte |
Si trova ancora
a Valfenera: i sabaudi sono obbligati a ritirarsi. |
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Ago. |
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Piemonte |
Vi è una tregua
tra le parti ed il Cane è disoccupato. |
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Sett. |
Francia |
Genova |
160 lance |
Piemonte e Liguria |
Viene condotto
dal duca di Orléans con 160 lance (480 cavalli): la ferma è
stabilita in tre mesi e gli è riconosciuta una provvigione
mensile di 100 fiorini. Il Cane raggiunge ad Asti Enguerrand
di Coucy e lo asseconda alla conquista di Savona. |
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Ott. nov. |
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Piemonte |
Riceve 1300
ducati e staziona nei pressi di Novi Ligure, per impedire che
arrivino soccorsi da nord ai genovesi. |
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Dic. |
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Piemonte |
Invia 200 cavalli
all'assedio di Pareto. Si porta anch'egli in tale centro, con
Bertolino da Verona supera la resistenza dei fanti genovesi
e vi penetra. Il castello cade parimenti, forse per le informazioni
di qualche difensore che ne ha rivelato per denaro i punti deboli. |
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1395 |
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Gen. |
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500 cavalli |
Piemonte |
In quattro
mesi gli sono saldati 3750 fiorini, pari alla metà delle sue
spettanze. |
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Mar. |
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Piemonte |
E' licenziato. |
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Apr. |
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Liguria |
Gli sono saldati
dal Coucy i suoi crediti: il fatto si verifica solo dopo che il capitano
francese è riuscito ad avere in prestito una certa somma da
Gian Galeazzo Visconti, a valere sulla dote di Valentina Visconti
che deve sposarsi con il duca di Orléans. |
|
Mag. |
Adorno |
Francia |
1000 cavalli e 100 fanti |
Liguria |
Viene assoldato
da Antoniotto Adorno e si accinge con Ramazzotto della Mella
a contrastare in Genova i francesi. Pone il campo ad Albisola
ed incomincia ad assalire Savona. |
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Giu. |
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Liguria |
Il Coucy lo
convince a desistere dalla sua iniziativa. |
|
Ago. |
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Liguria |
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Sett. |
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Piemonte |
Si sposta a
Novi Ligure. Alla fine della guerra i genovesi gli consegnano
5250 fiorini a titolo di saldo per quanto dovutogli. |
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Ott. |
Genova |
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Liguria |
Gli viene rinnovata
la ferma di 1000 cavalli e di 100 fanti per altri tre mesi. |
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1396 |
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Gen. |
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Liguria |
E' lasciato
libero da ogni impegno contrattuale; gli sono assicurate, dietro
pagamento, vettovaglie per otto giorni ed il diritto di passaggio
per tutto il territorio. |
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Feb. giu. |
Monferrato |
Conte Savoia Acaia |
|
Piemonte |
Scorre con
rinnovata furia nel chierese. Si impadronisce di Vernone, minaccia
Gassino Torinese, conquista Vergnasco e Tonengo, sconfigge le
milizie di Chieri e fa 115 prigionieri. Danneggia, successivamente,
i contadi di Moncalieri, Collegno, Pianezza, Carignano, Fossano,
Sant'Albano Stura, Trinità, Savigliano, Monasterolo di Savigliano,
Moretta, Barge, Villafranca Piemonte, Vigone, Casalgrasso. |
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Lug. |
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Piemonte |
Occupa numerosi
borghi quali Marentino, Mombello di Torino, Moriondo, Montaldo,
Pavarolo, Baldissero Torinese, Riva: i danni sono valutati sui
2000 fiorini tra furti di bestiame e riscatto di prigionieri.
Mondovì cade, tuttavia, nelle mani degli avversari: la stessa
notte il Cane con il Bellora spogliano Margarita, Magliano,
Trinità, Sant'Albano Stura, Bastia Mondovì, Carrù, Dogliani
e Monchiero. Il bottino ascende a 1000 capi di bestiame ed a
500 some di frumento, i prigionieri sono 200: il valore totale
dei danni viene stimato in 3000 ducati. |
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Nov. |
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Piemonte |
Si allontana
dal campo monferrino di Gassino Torinese e si spinge a Torino. |
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1397 |
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Gen. |
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Piemonte |
Dal solo riscatto
dei prigionieri fatti nel contado di Chieri in dodici mesi,
i suoi uomini ricavano 10000 fiorini. |
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Feb. |
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Piemonte |
Dà alle fiamme
alcuni mulini nei pressi di Torino. |
|
Apr. |
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Piemonte |
Effettua una
nuova scorreria nel torinese. Alcuni suoi uomini sono catturati
vicino ad un ponte del Po e vengono rinchiusi nel fondo della
torre di porta Susina. Stanno per essere impiccati, allorché
prevale il consiglio di consegnare i prigionieri agli abitanti
che hanno congiunti in potere delle compagnie del Cane. |
|
Giu. |
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Piemonte |
Si unisce con
Ramazzotto della Mella ed irrompe nel Canavese. Viene fronteggiato
da Gioacchino Francese; il Cane si impossessa con i soliti metodi
di Caluso, Cossano Canavese, Caravino; espugna Settimo Rottaro
e procede fin sulle porte di Ivrea. |
|
Lug. |
Milano |
Mantova |
|
Piemonte
Lombardia |
Interviene
il Visconti che lo riprende al suo soldo; lascia Gassino Torinese
e raggiunge a Borgoforte il dal Verme, per contrastare le truppe
della lega antimilanese. Occupa Luzzara (per trattato) e Suzzara. |
|
Ago. |
|
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|
Lombardia ed Emilia |
Partecipa alla
battaglia di Governolo, dove comanda 1500 cavalli: nello
scontro si batte a cavallo ed a piedi con Pataro Buzzaccarini.
Con la sconfitta, si porta nel parmense e nel reggiano. |
|
Sett. |
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Lombardia |
Perviene a
Montichiari, dove è il dal Verme, con 500 lance. |
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.................. |
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Lombardia |
Penetra nel
serraglio di Mantova ed occupa Marcaria e Solferino; costringe
Francesco Gonzaga a rinchiudersi nel capoluogo. I suoi uomini
abbordano le galee avversarie nel lago di Mantova e si spingono
sino a porta Pradella. |
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1398 |
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Mag. |
Milano |
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Lombardia |
Rimane agli
stipendi dei viscontei anche dopo l'annuncio della tregua fra
le parti. |
|
Ago. |
Milano |
Guelfi |
|
Lombardia |
Viene inviato
nel bergamasco per domarvi i tentativi di ribellione dei guelfi
locali. prende alloggio con i suoi uomini tra Vezzanica e Stezzano.
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1399 |
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|
Gen. |
Monferrato |
Acaia |
|
Piemonte |
Ricompare nel
vercellese e nei pressi di Alice Castello; imprigiona 9 uomini
prima di un lodo del duca di Milano sfacciatamente favorevole
al marchese Teodoro di Monferrato. Depreda i contadi di Gassino
Torinese e di Chieri, si sofferma con singolare accanimento
nelle terre di Santhià, Vercelli e del Canavese. |
|
Ago. |
|
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|
Lombardia |
Staziona con
1000 cavalli nel bergamasco, alloggiati in parte a Mozzanica
ed in parte a Stezzano. |
|
Sett. |
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|
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Piemonte |
Il marchese
del Monferrato gli concede in feudo Borgo San Martino, dove
può organizzare ed alloggiare i propri uomini nelle lunghe soste
invernali. |
|
Ott. |
Monferrato |
Conte
Savoia |
|
Piemonte |
Riceve 6000
fiorini di paghe arretrate, si riversa con violenza nel biellese
e nel Canavese. Affronta Rodolfo di Gruyères e si abbatte sui
paesi dipendenti dalla castellania di Santhià: Carisio, Balocco,
Villarboit, Buronzo, Greggio, Tronzano Vercellese, San Germano
Vercellese e Santhià. |
|
1400 |
|
|
|
|
|
|
Gen. |
|
|
|
Piemonte |
Contrasta ancora
il Gruyères (50 lance), Niccolò le Tartre (200 armagnacchi),
Aymone Garindi (100 balestrieri) e Girardo da Mugnareto, 50
(cavalli). |
|
Feb. mar. |
|
|
|
Piemonte |
Tenta di avere
per trattato il castello di San Maurizio: l'autore del complotto
è squartato e la moglie è bruciata viva. Depreda Rivarolo Canavese,
entra in Settimo Rottaro (dopo averne scalate le mura), ha
Caravino e Carisio. |
|
Apr. |
|
|
|
Piemonte |
Si scontra
con il Gruyères ed irrompe nei borghi di Ivrea che dà alle fiamme. |
|
Mag. |
|
|
|
Piemonte |
Attraversa
il Po e penetrain Castiglione Torinese. Avanza verso Chieri,
intimidisce Pavarolo e Montaldo; prende la strada per il nord,
passa per Brandizzo e Lanzo Torinese, mira su Barbania. |
|
Lug. |
|
|
|
Piemonte |
E' con 1000
cavalli a Caravino e vi viene sconfitto da 800 cavalli condotti
dal Gruyères, da Giovanni di Vernay, da Amedeo di Challant,
da Galeazzo da Mantova e da Ugo di Monforte. Assale gli avversari
quando costoro si ritirano, li coglie in disordine e li cattura
con 600 cavalli. I prigionieri sono condotti a Caravino ed a
Settimo Rottaro. |
|
Ago. |
|
|
|
Piemonte |
Scorre i territori
di Ciriè, Lanzo Torinese, Caselle Torinese, Rivarolo Canavese
destando ovunque forti trepidazioni. |
|
Sett. |
|
|
|
Piemonte |
Occupa Barbania. |
|
Ott. |
|
|
|
Piemonte |
Saccheggia
Settimo Rottaro, Castellamonte, Occhieppo Superiore e Carisio. |
|
Nov. |
|
|
|
Piemonte |
Sopraggiunge
un armistizio ed il Cane cessa dalle sue incursioni. |
|
1401 |
|
|
|
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|
.................. |
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|
Piemonte |
Con la ripresa
del conflitto, pone il quartiere generale a Carisio e minaccia Ivrea. |
|
Mar. |
|
|
|
Piemonte |
Si trova tra
Verrua e Santhià; respinge un attacco portato da Bonifacio di
Vallide con gli abitanti di Santhià, di San Germano Vercellese,
di Tronzano Vercellese e di Buronzo. |
|
Lug. |
|
|
|
Piemonte |
Razzia molto
bestiame nei contadi di Santhià e di Biella. |
|
Sett. |
Milano |
Firenze |
500 lance |
Lombardia |
Viene richiamato
dal duca di Milano per passare alla difesa di Brescia e contrastare
l' esercito della lega guelfa capitanato da Francesco Novello
da Carrara. Il dal Verme lo invia con 200 cavalli e 300 saccomanni
sui monti del bresciano, al fine di ostacolare l'avanzata agli
avversari. |
|
Ott. |
|
|
|
Lombardia |
Con Alberico
da Barbiano, Pandolfo Malatesta, il dal Verme ed il Terzi (4500
lance tutte italiane), vince a Nave i tedeschi dell'imperatore
Roberto di Baviera, chiamato in Italia da fiorentini e da carraresi.
La vittoria è propiziata dalla
carica di cavalleria pesante che porta insieme con il
Terzi (1800 cavalli) e che scompagina la cavalleria
tedesca. Gli avversari si mettono, infatti, all'inseguimento
di 200 cavalli e di 300 saccomanni che, usciti da Brescia, si
danno alla fuga alla vista del nemico e li portano a cadere
in un agguato predisposto dal Cane. Fra gli avversari è catturato
il maresciallo del duca di Lorena, che viene condotto a Brescia
con 1000 cavalli. |
|
Nov. |
Cane |
Conte Savoia |
|
Piemonte |
Rientra in
Piemonte, riprende le scorrerie nei territori sabaudi e nell'astigiano,
insidia San Germano Vercellese. |
|
1402 |
|
|
|
|
|
|
Gen |
|
|
|
Piemonte |
Come nel precedente
mese continuano le sue incursioni nella regione. |
|
Mar. |
|
|
|
Piemonte |
Restituisce
al conte di Savoia i castelli di Carisio, Settimo Rottaro e
Canavino in cambio di 7000 fiorini in contanti. |
|
Mag. |
Milano |
Firenze Bologna |
|
Emilia |
A Cento con
il resto dell'esercito visconteo. Si pone alla difesa di San
Giovanni in Persiceto; con il Barbiano ed il Malatesta, si scontra
con Giacomo da Carrara (armato di una grossa lancia),
Muzio Attendolo Sforza e Lancillotto Beccaria. Si avvicina al
Reno per togliere l'acqua a Bologna: è battuto. |
|
Giu. |
|
|
|
Emilia |
Vince gli avversari
a Casalecchio di Reno; al comando dell'avanguardia con Ludovico
Gabriotto Cantelli (2000 cavalli), getta a terra Fuzzolino Tedesco
e lo cattura dopo che a tale condottiero viene ucciso il cavallo.
I suoi uomini fanno pure prigionieri Bernardo della Serra, Luca
Lion, Ludovico Buzzaccarini e Ludovico di San Bonifacio: tutti,
con l'eccezione del della Serra, sono scortati a Parma. Il Cane,
infine, entra in Bologna con Galeazzo da Mantova per la porta
di San Donato. |
|
Lug. ago. |
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|
|
Emilia |
Prosegue la
guerra contro i fiorentini; assedia Fiorenzuola d'Arda. Sconfitto,
è obbligato a ripiegare. |
|
Sett. |
|
|
|
Lombardia |
E' a Milano
per i funerali di Gian Galeazzo Visconti, che si celebrano nel
Duomo. |
|
Ott. |
Milano |
Chiesa |
500 lance |
Emilia |
Si trova nel
parmense con le sue compagnie, ne depreda il territorio ed impedisce
i collegamenti sulle vie che portano a Brescello ed a Reggio
Emilia. |
|
Dic. |
|
|
|
Emilia |
Entra in Parma
per la porta Cristina e la porta Benedetta con il Malatesta,
Tommaso Trotti, Marcoardo dalla Rocca e Guglielmo della Scala. |
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1403 |
|
|
|
|
|
|
Gen. |
Milano |
Guelfi |
|
Emilia e
Piemonte |
Si unisce con
Lancillotto e Castellino Beccaria per danneggiare le terre guelfe
del pavese, del piacentino e del tortonese. |
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Feb. |
Cane |
Conte Savoia |
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Piemonte |
Estende le
sue scorrerie nel vercellese controllato dai sabaudi. Ricevuti
8000 fiorini in conto dei suoi crediti, esce da Borgo San Martino
e ritorna in Emilia. |
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Mar. |
Milano |
Chiesa |
Capitano g.le |
Emilia |
Gli è affidato
il comando generale delle truppe (2000 fanti e 400 lance) che
presidiano Bologna. Nella città si mantiene sopra gli odi intestini. |
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Mag. |
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Emilia |
Organizza un
trattato con Bolgaro Boccatorta per impadronirsi di Sant'Agata
Bolognese; fa pure impiccare 5 cittadini, che mormorano contro
il suo regime, e blocca in tal modo ogni aspettativa di malcontento. |
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Giu. |
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Emilia |
Esce dalla
città con 400 lance e 2000 fanti alla ricerca di vettovaglie;
contrasta con forza le milizie pontificie del Barbiano, di Carlo
Malatesta e di Paolo Orsini. Si accampa a Casalecchio di Reno
e si dirige verso Castel San Pietro Terme, caduta nelle mani
degli avversari. |
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Lug. |
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Emilia |
L'Orsini rompe
il muro di una piccola torre tra porta Castiglione e porta Santo
Stefano ed irrompe in Bologna con 200 armati. Il Cane si dirige
in quel punto e fa grande strage dei nemici; esce, di seguito,
dalle mura con 1200 cavalli ed assale Uguccione Contrari, che
si ritira fino alla Chiara d'Idice. Il Cane è qui attaccato
da Niccolò d'Este, da Carlo Malatesta e dall'Orsini, i quali,
dopo due ore, lo ributtano nella città con gravi perdite. Fra
i pontifici sono catturati 150 uomini, che vengono portati in
Bologna trascinando per terra le loro bandiere; fra i viscontei
sono fatti prigionieri 300 cavalli, fra i quali spiccano il
fratello Filippino e Lancillotto Beccaria. A metà mese, il Cane
viene nominato governatore di Bologna per la morte di Leonardo
Malaspina: ordina che siano impiccati i bolognesi che pervengano
nelle sue mani e provvede all'approvvigionamento della città
con organizzate spedizioni. Distribuisce le sue truppe nelle
chiese cittadine, non fa più suonare le campane ed impone prestiti
forzosi agli abitanti più facoltosi per il pagamento del soldo
dei suoi militi. |
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Ago. |
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Emilia e Lombardia |
Scorre a Lovoleto,
a Cento ed a Pieve di Cento, dove cattura 200 fanti; 100 buoi
sono convogliati da tali centri in Bologna. Si sposta in Lombardia
e con il Terzi soccorre la cittadella di Brescia; attacca Francesco
Novello da Carrara, entratovi a sua volta, e dopo un aspro combattimento
viene respinto nella cittadella. A Bologna. |
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Sett. |
Milano |
Alessandria |
500 lance |
Emilia e Piemonte |
Dopo la firma
del trattato di Canedio tra i pontifici di Bonifacio IX ed i
viscontei, vengono a Bologna il dal Verme ed il Gonzaga per
indurlo a cedere le armi. Nello stesso tempo si ribellano gli
abitanti del borgo di San Vitale che si impadroniscono della
porta; vi accorre con le sue schiere ed ha l'intenzione di opporsi
all'accordo. Persuade i borghigiani a capitolare e fa mettere
a sacco molte case con l'uccisione di 12 uomini. Suonano le
campane a stormo nella città, il Cane accorre nella piazza ed
a seguito di un combattimento di quattro ore,
in cui cadono più di 200 uomini, è forzato a ritirarsi nella
cittadella del Pratello e nel borgo di San Felice con Cermisone
da Parma. Per impedire colpi di mano notturni alla sua postazione,
fa incendiare in più punti 300 abitazioni attigue alla cittadella:
il giorno seguente abbandona Bologna e si dirige verso il Piemonte
senza trovare alcuno ostacolo. Si congiunge con Tommaso Malaspina
e muove su Alessandria, che ha alzato la bandiera francese con
Gabriele Guasco. Espugna e mette a sacco per otto giorni Casale
di Sant'Evasio (Casale Monferrato). |
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Ott. |
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Piemonte |
Passa ad Alessandria
dove il presidio della cittadella, rimasto fedele ai Visconti,
sta per arrendersi agli assedianti: il Cane piomba su costoro
con 600 cavalli ed i ghibellini. In tre giorni costringe
i guelfi a ritirarsi nella fortezza di Bergoglio; con l'ausilio
di alcuni pezzi di artiglieria trasportati sul Tanaro bombarda il castello e forza il Guasco alla resa a patti. Anche Alessandria
è saccheggiata per otto giorni. Agli armagnacchi fatti prigionieri,
che hanno mancato di parola dopo essere stati da lui catturati
e rilasciati con la promessa di non militare più ai danni dei
Visconti, è tagliata la mano. Agli abitanti di Bergoglio è imposta
una taglia di 22000 fiorini. Il pavese Pietro Corti, che ha
l'incarico di riscuotere la multa si rivela infedele nella riscossione
di tale denaro; è immediatamente decapitato. Al termine delle
stragi, il Cane riesuma le reliquie di Sant'Evasio, patrono
di Casale Monferrato, e le fa riportare nel duomo di questa
città. Il bottino è acquistato da mercanti di Pavia, di Casale
Monferrato e di Valenza; luminarie e
suono di campane per tre giorni festeggiano a Milano
la vittoria per volontà di Caterina Visconti. La duchessa gli
dà in pegno le terre di Valenza (valore 40000 fiorini), di Montecastello
(8000 fiorini) e di Bremide (700). |
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Nov. |
Cane |
Orléans |
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Piemonte |
Due amici del
Cane (Secondino Asinari ed Antonio della Valle) occupano di
sorpresa il castello di Burio, nel territorio del duca di Orléans.
Il Cane, che ha organizzato l'operazione, finge di comperare
da costoro la rocca. |
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Dic. |
Milano |
Padova |
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Piemonte
Lombardia |
Le truppe del
governatore di Asti Giovanni di Fontaines si pongono davanti
a Burio; il Cane minaccia subito Canelli con le sue masnade
ed ottiene il ritiro dei francesi. Firma una tregua con i transalpini
e rientra in Lombardia. Si collega con il Malatesta per combattere
il signore di Padova, che si è impadronito di Brescia. |
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1404 |
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Gen. |
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Lombardia |
Fa costruire
un ponte sul Ticino, nei pressi di Pavia, presso le Fornaci
e fuori della cinta muraria, per permettere il passaggio alle
sue truppe provenienti da Alessandria. Con il Malatesta ed il
Cantelli (7000 cavalli e 2000 fanti), espugna Pandino, attraversa
l'Adda ed assale Brescia: viene respinto. |
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Feb. |
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Lombardia e Veneto |
Con il Malatesta,
attacca nuovamente con le bombarde Brescia e vi entra domando
la resistenza dei Gambara: rimangono uccisi 300 guelfi, molti
altri ancora sono catturati. Ai rivali sono incendiate e spianate
le case. Prosegue per Verona con il Malatesta; qui giunto il
governatore visconteo della città Ugolotto Biancardo, per timore
di eventuali disordini causati dalle milizie milanesi, non permette
loro l'ingresso. Fallisce un tentativo dei carraresi di avere
il castello di Zevio; il Cane esce da Verona con il Biancardo
ed attacca a Porcile (Belfiore) un ponte fattovi costruire da
Filippo da Pisa. I due condottieri vengono a Scardovara e qui
le truppe viscontee si ammutinano una prima volta per il ritardo
delle paghe. Con i soldati rimasti, il Cane perviene nel vicentino
e si fortifica in Montegalda, dove lo vengono a trovare il vescovo
di Feltre e Belluno, Enrico Scrovegni, ed il dal Verme, ambasciatori
ducali a Venezia. Cerca di aprirsi un varco verso San Martino
di Lupari, assale il serraglio di Tencarola e vi viene contrastato
da Filippo da Pisa, da Giacomo da Carrara e da Francesco Novello
da Carrara. |
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Mar. |
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Veneto e Lombardia |
Tenta di superare
nottetempo le linee nemiche con il Cantelli: ne segue uno scontro
durissimo che va avanti fino al mezzogiorno del dì seguente.
Francesco Novello da Carrara durante la mischia chiede di incontrarlo;
alla fine del combattimento, il Cane
ha un abboccamento con il signore di Padova che gli ricorda
l'antica amicizia. A questa memoria fa seguito l'invio di un
mulo carico di fiaschi pieni di monete d'oro; come risultato,
dopo due giorni rientra in Lombardia, chiamatovi anche dagli
echi della guerra civile in corso fra guelfi e ghibellini. Per
strada mette a sacco Villaverla e preda altre località del vicentino
e del veronese, catturando 800 uomini di taglia. Giunge, da
ultimo, a Brescia e si ferma davanti alla porta di San Nazzaro:
il Malatesta gli permette di venire in città con soli 50 cavalli;
sdegnato, punta su Ostiglia ed attraversa il Po. |
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Mag. ago. |
Cane |
Parma |
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Emilia |
Entra in Piacenza
con la moglie ed i famigliari; forza il Terzi a ritirarsi dalla
città ed infierisce sui guelfi, saccheggia i loro beni e fa
numerosi prigionieri. Finge di
occupare il centro a nome del conte di Pavia Filippo
Maria Visconti ed in pochi
giorni vengono nelle sue mani la cittadella di Fodesta,
il castello di Sant' Antonio ed ha con la forza quello di Sant'Antonino.
Si fa proclamare dai suoi soldati signore di Piacenza a compenso
delle paghe arretrate dovutegli dal duca di Milano. Per conciliarsi
il favore popolare, il Cane fa venire da Alessandria molte barche
cariche di frumento, farina e vino a prezzi calmierati; la moglie
Beatrice di Tenda che alloggia nel palazzo di Filippo Roncovieri,
da parte sua asseconda il marito e fa molte elemosine. Nella
città il condottiero fa abbattere dalle fondamenta il
monastero di San Sisto, che fa parte delle fortificazioni fatte
costruire dal Terzi. |
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Sett. |
Cane |
Guelfi |
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Emilia
Piemonte |
Esce da Piacenza,
supera con furia la Lomellina e riprende nell'alessandrino la
lotta contro i guelfi, che si sono ribellati durante la sua
assenza. Si getta su Cairo Lomellina e su Frascarolo; lascia
che i soldati ritornino a dare il guasto nel pavese, principalmente
a Stradella. Si impadronisce, infine, di Valenza senza trovare
particolari ostacoli. |
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Ott. |
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|
Lombardia |
Dopo la morte
della duchessa Caterina Visconti in Monza, in cui si è rifugiata
per resistere alle vendette ghibelline, il Cane difende le pretese
di Giovanni Maria Visconti ai danni del Malatesta e di Giovanni
da Vignate, che si stanno muovendo da Trezzo sull' Adda verso
Milano. |
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Nov. |
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Lombardia |
Batte a Pieve
d'Inzino il Malatesta e lo assedia in Erba con Francesco Visconti.
Attaccato da altri avversari, deve lasciare l'impresa. |
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1405 |
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Mar. |
Cane |
Guelfi |
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Piemonte
Lombardia |
Con il marchese
Teodoro di Monferrato assale nei suoi possedimenti della Valsesia
Francesco Barbavara. Si sposta nel pavese. |
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Mag. |
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Piemonte |
Rientra nell'alessandrino
ed aggredisce i Guasco nei loro castelli; ha il castello di
San Giorgio e fa arrestare, contro i patti, i difensori; distrugge
il castello di Sant' Antonino, posto in collina a quattro miglia
da Alessandria verso Valenza, e vi uccide tutti i Guasco che
cadono nelle sue mani. Dona la rocca agli Inviziati; occupa
Valenza, Felizzano, Masio, Castello di Annone, Rocca d'Arazzo,
Cassine, Borgoratto Mormirolo, Sezzadio. Viene, al contrario,
respinto da Castellazzo, dove sono entrati Rizzo dal Pozzo e
Domenico Trotti a nome del re di Francia. Negozia una tregua
di un anno con il maresciallo di Francia Boucicaut ed anche
questo centro perviene in suo potere. Il duca di Milano gli
dà in feudo Galliate. |
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Giu. |
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Emilia |
Con Francesco
Visconti ed il Terzi (1000 cavalli), si impadronisce di Piacenza
e scaccia dalla città il Malatesta e Gabrino Fondulo, i quali
se ne sono impadroniti quattro giorni prima con l'aiuto dei
guelfi. I nemici sono massacrati. |
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Lug. |
Cane |
Conte Savoia |
|
Piemonte |
Sottoscrive
una tregua di cinque anni con il conte di Savoia ed il principe
di Savoia-Acaia. Per nulla intimorito, peraltro, da patti e
convenzioni si dedica ancora al suo personale modo di intendere
la guerra e si impadronisce sulle sponde del Sesia dei paesi
di Lenta, di Ghislarengo, di Arborio, di Greggio, di Albano
Vercellese e di alcune terre nelle vicinanze di Gattinara che
appartengono ai Savoia. |
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Ago. |
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Piemonte |
Si insignorisce
di Alessandria: il duca Giovanni Maria Visconti lo nomina "prefectus"
della città ed egli muta il termine in "dominus". |
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Sett. |
Monferrato |
Conte Savoia |
|
Piemonte |
Sostiene Teodoro
di Monferrato contro il conte di Savoia e lo agevola nell'acquisto
di Vercelli: gli invia in un primo momento delle milizie agli
ordini di Ambrogino di Casale e, in un secondo tempo, partecipa
di persona all'azione. |
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Ott. |
Cane |
Guelfi |
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Lombardia |
Raggiunge Liscate
con 6000 uomini fra cavalli e fanti, supera l'Adda con Francesco
e Gasparino Visconti e si ferma a Spirano. Da qui i suoi uomini
si disperdono per predare nel territorio circostante. A metà
mese irrompe nel contado di Comun Nuovo; gli è aperta
una porta ed entra nella località che viene messa a sacco.
In un magazzino sono trovati 150 some di granaglie (segale e
frumento), senza contare notevoli quantità di miglio,
spelta, legumi e vino, quattro maiali, molte galline, capponi
ed oche; senza contare alcune bombarde con il loro munizionamento.
Assedia subito dopo la rocca di Urgnano, tenuta per conto di
Giovanni Piccinino Visconti e la batte per due giorni con una
bombarda che lancia grosse pietre. Riceve dalla cittadella di
Bergamo una seconda bombarda per avere facilitate le operazioni
di assedio. Passano altri quattro giorni ed il castellano si
arrende a patti. Il Cane prosegue nella sua incursione con 1000
cavalli, 500 balestrieri e molti ghibellini del bergamasco;
tocca nelle sue scorrerie Pedrengo, Scanzo, Rosciate. Vi entra
a forza e vi effetua le solite ruberie; il bottino questa volta
consiste in bestiame, vino, foraggio, carni salate, drappi,
galline ed altri animali. Sono uccisi molti guelfi; le cittadine
sono date alle fiamme; le prede sono condotte in parte a Spirano,
dove risiede, ed in parte ad Urgnano. Entra in Alzano Lombardo
con 2000 cavalli a bandiere spiegate; vengono razziati grandi
quantità di bestiame minuto e grande; sono tolti agli
abitanti i letti ed altra mobiglia. Porta con sé 100
prigionieri; nell'azione, fra i suoi uomini, sono uccisi più
di 20 soldati. Sulla via del ritorno incendia Ranica e Torre
Boldone; viene, infine, a Capriate-San Gervasio; fa piantare
sull'argine di San Gervasio alcune bombarde per abbattere una
torre esterna al ponte di Trezzo sull'Adda. Assedia nel castello
Paolo Capelliata Colleoni. Facino Cane guerreggia in mezzo alle
sue truppe e prende parte all'espugnazione di una fortificazione,
la cosiddetta Corna di San Gervasio. Anche in questa occasione
sono reperite notevoli quantità di vino e di vettovaglie,
che sono divise fra i suoi soldati. |
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Nov. |
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Lombardia |
Si accampa
dalla parte di Bergamo e colpisce il castello di Trezzo sull'Adda
con i suoi pezzi di artiglieria; dalla parte di MIlano si colloca,
invece, Francesco Visconti che, provvisto anch'egli di alcune
bombarde, conduce 6000 uomini, fra fanti e cavalli, provenienti
da Milano, da Olginate e da Galbiate. Alla difesa del castello
vi sono 1200 uomini con 200 cavalli. Il Cane disperde le bande
provenienti dalla valle di San Martino ed abbatte la Torre Bianca
della fortezza: i nemici si arrendono a patti ed è stipulata
una tregua di tre mesi. da ultimo, si dirige a Ciserano e si
accampa sotto Brescia nel borgo di San Giovanni. |
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Dic. |
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Lombardia |
E' sempre sotto
Brescia. Si incontra con Pandolfo Malatesta ed a metà
mese stipula con i guelfi, a Milano, una tregua di un mese e
otto giorni. |
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1406 |
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Gen. |
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Lombardia |
Ha con Giorgio
del Carretto l'incarico di determinare la dote della figlia
del marchese del Monferrato, che si deve sposare con Filippo
Maria Visconti. Il Cane è investito della contea di Biandrate; per tale nomina, accetta un dono dai pavesi,
ma questo, per volontà del duca di Mlano, non deve superare
la somma di 100 fiorini. |
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Apr. |
Cane |
Parma |
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Emilia |
Si avvicina
a Piacenza; il Terzi abbandona la città portando via
con sé molti beni e numerosi ostaggi. Il martedì
di Pasqua il Cane irrompe in Piacenza e ne scaccia il presidio
ducale. Assedia vanamente il castello di Sant'Antonino. Saccheggia
la città e se ne fa proclamare signore. |
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................... |
Milano |
Guelfi |
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Lombardia |
Penetra nel
bergamasco a nome del duca; distrugge Vignano, Cologno al Serio
e Stezzano; fa tagliare viti e piante per tutto il contado. |
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................... |
Cane |
Milano |
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Lombardia |
Giovanni Maria
Visconti ricorre all'aiuto del dal Verme e di Carlo Malatesta
per mettere a freno la sua insolenza. |
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Sett. |
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Emilia |
Si autonomina
in Piacenza governatore e capitano generale dei fratelli Giovanni
Maria e Filippo Maria Visconti. Il Terzi recupera la città a
nome dei viscontei. |
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................... |
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Lombardia |
Carlo Malatesta,
governatore del ducato, emana un decreto che proibisce a tutti
i sudditi di militare nelle sue compagnie e dà un termine di
quindici giorni per obbedire all'ordine, pena la confisca dei
beni ed il bando. |
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1407 |
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Gen. |
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Lombardia |
Alle sue truppe
si congiungono Gabriele Maria Visconti, Francesco Visconti,
Antonio Visconti con i loro capitani. |
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Feb. |
Ghibellini Milano |
Guelfi |
Capitano g.le |
Lombardia |
Carlo Malatesta
si allontana da Milano. Il Cane si impossessa di Cassano d'Adda
e con i Visconti di parte ghibellina (Antonio, Francesco e Gabriele
Maria) marcia contro la capitale. Giunge alla certosa di Garegnano
ed impone al duca di venire da lui e di riprendere nelle sue
grazie i tre Visconti suoi alleati. Si fa nominare capitano
generale, mentre il dal Verme è giudicato nemico del duca. Quest'ultimo
si congiunge con il Terzi e, con rinforzi inviatigli dal Malatesta,
dal Gonzaga, dal Fondulo, dai veneziani e dal cardinale Baldassarre
Cossa, lo affronta a Morimondo. La battaglia è favorevole inizialmente
al Cane con numerosi morti d'ambo le parti; un attacco notturno
lo sorprende, viceversa, impreparato
e lo costringe a fuggire per il ponte del Ticino, lasciando
nelle mani degli avversari 1000 uomini con Marcoardo
dalla Rocca. Di seguito, il Cane tocca Binasco con Castellino
Beccaria, ma non può entrare in Pavia perché Filippo Maria Visconti
gli fa chiudere le porte della città. |
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Mar. apr. |
Cane |
Milano
Conte Savoia |
|
Piemonte
Lombardia |
Ripara ad Alessandria
ed avvia, senza indugio, le sue truppe a Biandrate ed a Galliate.
Tiene a bada Amedeo di Savoia e lancia isolate incursioni nel
vercellese. |
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Mag. |
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Piemonte |
Firma una tregua
con il conte di Savoia e sgombera il vercellese. |
|
................... |
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|
Lombardia |
Saccheggia
Confienza, Sant'Angelo di Lomellina, Cilavegna, Cairo Lomellina,
Lomello, Mede e Ceranova. |
|
Sett. |
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|
|
Lombardia e Piemonte |
Assale all'improvviso,
tra Frugarolo e Bosco Marengo, i viscontei
guidati dal Barbavara, da Bonifacio Valle, daFrancesco
e daTristano di Mede: li mette in fuga. |
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................... |
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|
Piemonte |
I capitani
catturati sono gettati in carcere e strangolati. Il Cane fa
arrestare Guido dal Pozzo, Tommaso ed Obizzo Trotti, che sono
parimenti torturati e giustiziati. |
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1408 |
|
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|
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|
|
Gen. |
|
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|
Lombardia |
Con la definitiva
partenza del dal Verme da Milano a Venezia, si dirige con il
suo esercito contro la capitale e cinge, invano, d'assedio Busto
Arsizio. |
|
Feb. |
Cane |
Conte Pavia |
|
Lombardia |
Il duca di
Milano emana un nuovo editto contro i sudditi del ducato che
continuano a militare nelle sue compagnie. Il Cane, con Castellino
Beccaria, muove guerra a Filippo Maria Visconti; segue una rapida
riconciliazione. |
|
Apr. |
|
|
|
Lombardia |
Assale, sempre
inutilmente, Busto Arsizio. Il vicario del Seprio Benedetto
da Marano fornisce vettovaglie alle sue truppe e Stangalino
della Palude fa rilasciare un prigioniero, caro al Cane, catturato
dai viscontei a Busto Garolfo. |
|
Mag. |
|
|
|
Lombardia |
Si trova sulle
rive del Ticino dove fa costruire alcune bastie per controllare
i movimenti delle milizie ducali. Nello stesso mese agevola
Francesco Rusca ad entrare in Como e le sue genti prendono parte
al saccheggio delle case dei Vitani. Viene scacciato dalla città
il Malatesta, che vi ricopre la carica di podestà. Il
Cane, dopo quattro giorni, lascia Como per l'avvicinarsi dei
ducali. |
|
Ago. |
|
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|
Lombardia |
Cerca di impadronirsi
di Vigevano: lo stesso giorno Carlo Malatesta abbandona il milanese
ed al suo posto diviene governatore il fratello Andrea. |
|
Sett. |
Cane |
Francia |
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Piemonte |
Occupa Novara
a spese del Boucicaut; la città è messa a sacco dai suoi armigeri. |
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Ott. |
|
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|
Lombardia |
Persuade il
castellano della torre grande Matteo Mameli a farlo entrare
in Como; assume la signoria della città. |
|
Nov. |
Cane |
Milano |
|
Lombardia |
Stringe sempre
più d'assedio Milano. |
|
1409 |
|
|
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|
Gen. feb. |
Cane |
Milano Francia |
|
Lombardia Piemonte |
Inizia trattative
di pace con Giovanni Maria Visconti; il duca di Milano lo inganna
e si allea con il governatore francese di Genova, il Boucicaut.
Furente per la beffa, si allea con il marchese del Monferrato
e toglie Vercelli a Giacomo Arcelli; riacquista Alessandria. |
|
Mar. |
|
|
|
Lombardia |
Avanza su Pavia
con i Beccaria (espulsi dalla città) e porta le sue genti ad
accamparsi sotto il castello in cui si è asserragliato Filippo
Maria Visconti. Depreda il parco e le campagne vicine. Contro
di lui marciano Carlo e Pandolfo Malatesta. |
|
Apr. |
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|
|
Lombardia |
Con il favore
dei ghibellini, di Giovanni da Vignate, di Astorre Visconti
e del marchese del Monferrato, guada l'Adda, sottomette il monte
di Brianza e si scontra con il Malatesta a Rovegnate. Il combattimento
dura due ore; il giorno seguente i due condottieri si incontrano
e trovano che non vale la pena di seguitare a lottarsi quando
sovrasta la minaccia di un' occupazione francese di Milano.
I due si alleano ed uniscono le loro forze. Riconquista Melegnano
e cinge d'assedio Milano con 3000 cavalli: il pretesto è il
recupero di un credito di 50000 fiorini per paghe arretrate. |
|
Mag. |
|
|
|
LombardiaPiemonte |
Pone i suoi
alloggiamenti a Ronchetto, a due miglia da porta Ticinese; respinto,
ripiega a Magenta con Teodoro di Monferrato. Sorprende a Castellazzo
1500 uomini d'arme francesi; a fine mese si trova a Cassano
d'Adda, da dove dà inizio a trattative con il duca di Milano. |
|
Giu. |
Milano |
Francia |
|
Lombardia |
Trovato l'accordo
con il duca, viene investito di Varese, di Castiglione Olona,
di Lonate Pozzolo, di Castano Primo e di altri luoghi minori
della contea di Seprio, tra il lago Maggiore e quello di Como.
Alla firma della pace pretende l'espulsione dei consiglieri
ducali e di tutti i francesi. |
|
Lug. |
|
|
|
Lombardia |
Penetra in
Vigevano a spese del conte di Pavia. Con il ritiro dei Malatesta,
il Cane deve vedersela da solo con il Boucicaut; quest'ultimo
esce da Genova e si impossessa di Piacenza. |
|
Ago. |
|
|
|
Lombardia e Liguria |
Entra in Milano
con i guelfi del da Vignate e di Giorgio Benzoni. Subito dopo
si volge contro Genova con il Monferrato, i Doria e gli Spinola.
Il Cane giunge in vista della città e si separa dagli alleati:
egli avanza con 12000 uomini per la
val Polcevera fino a Sampierdarena; il marchese del Monferrato
punta, al contrario, con 800 fanti e 1800 cavalli sulla val
di Bisagno e blocca Genova da est. |
|
Sett. |
|
|
|
Liguria |
Genova insorge
e viene ucciso il luogotenente del Boucicaut, Ugo di Cholet.
Al Monferrato è offerto il governo della città ed al
Cane, fermo a Sampierdarena, sono inviati 30000 fiorini perché
si allontani dal territorio. Negli stessi giorni, il Boucicaut
entra in Milano con 5500 cavalli e 600 fanti: non riesce ad
avere nelle sue mani il castello di Porta Giovia. Alla notizia
di quanto accaduto a Genova, il capitano francese esce da Milano e si porta
a Sant'Angelo Lodigiano. |
|
Ott. |
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|
Piemonte |
Il Cane si
dirige a Novi Ligure: il castello, difeso da un presidio francese,
gli resiste. Il Boucicaut gli si muove contro, i due eserciti
si scontrano tra Sale e Frugarolo ed i francesi sono battuti
a Gavi. Nello scontro rimangono uccisi 800 uomini, per lo più
italiani: il Boucicaut si ritira nel castello, mentre il Cane
sosta nella città. Solo l'intervento di Andrea Malatesta, ritornato
al governo del ducato, restituisce ai transalpini i beni perduti
e consente loro di rientrare a Genova. |
|
Nov. |
|
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|
Lombardia |
Si incontra
a Vigevano con Giovanni Maria Visconti ed è nominato governatore
del ducato al posto di Andrea Malatesta. Entra solennemente
in Milano accompagnato da tutti i suoi partigiani cacciati di
recente dal duca. Favorisce la fazione ghibellina ed intima
al comune il versamento di 30000 fiorini, dovutigli per la fornitura
di frumento che ha fatto avere nell'inverno agli abitanti affamati.
Come altre volte incoraggia il commercio, riforma il corso delle
monete, sollecita i contribuenti morosi. Soprusi e vendette
private suscitano il malcontento nei suoi confronti; questo
si sostanzia presto in una congiura, sobillata dallo stesso
duca, per sopprimerlo. |
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1410 |
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Mar. |
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Lombardia |
Si accorda
con Astorre Visconti, signore di Monza. |
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Apr. |
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Lombardia |
Giovanni Maria
Visconti tenta di farlo uccidere da alcuni provvigionati nel
palazzo ducale di Milano, mentre sta attraversando il secondo
cortile dell'Arengo. Il Cane, presente a sé stesso, volta il
cavallo, si avventa sugli uomini del duca che sguainano le spade,
riporta solo una ferita al capo nell'urtare il portello semiaperto
ed esce per porta Tosa, che è controllata dal suo capitano Giorgio
Valperga. Si porta a Rosate: Carlo Malatesta, ora governatore
del ducato, ed Andrea da Baggio, che non sono coinvolti nel
tentativo di omicidio, operano la riconciliazione fra il condottiero
ed il duca. |
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Mag. |
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Lombardia |
Accetta le
scuse di Giovanni Maria Visconti e si fa eleggere governatore
del ducato per tre anni. Anche il comune gli giura fedeltà.
Il Cane stipula una tregua con il da Vignate e con Filippino
da Desio, castellano ribelle di Melegnano. |
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Giu. |
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Lombardia |
Sottoscrive
una tregua con il Benzoni; si rappacifica, inoltre, con Giovanni
Piccinino Visconti, Astorre Visconti ed i Colleoni, che hanno
il controllo di Trezzo sull'Adda. Fa bruciare nei campanili,
dove si rifugiano, i ribelli di Desio e di Gorgonzola. |
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Lug. |
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Piemonte |
Ottiene la
resa di Castellazzo Bormida e tratta con cavalleria i francesi. |
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Ott. |
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Lombardia |
Cerca di recuperare
Melegnano, in mano di Filippino, Antonio e Maffiolo di Desio,
alleati del Malatesta. I tre fratelli sono accusati di tradimento,
i loro beni sono confiscati, le loro case abbattute, tranne
la facciata, per poterli effigiare come traditori appesi alla
forca. |
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Dic. |
Cane |
Pavia |
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Lombardia |
Punta su Pavia
e con l'aiuto di Castellino Beccaria, che presidia la rocchetta
del ponte, entra senza difficoltà nella città. Pavia è saccheggiata,
comprese le case dei ghibellini. Filippo Maria Visconti ripara
a stento nel castello e deve rassegnarsi a riconoscere l'autorità
del condottiero. Gli viene ceduta Tortona con tutto il territorio
vicino, detto Vescovado. |
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1411 |
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| Gen. |
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Lombardia |
A metà
mese è stilato un nuovo atto di concordia tra il cane
ed i Beccaria da un lato ed il conte di Pavia dall'altro. Il
condottiero fa nominare castellani del castello di Pavia Giovanni
Tornielli ed Urbano di San Luigi. |
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Mar. |
Cane |
Conte
Savoia |
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Piemonte |
Assale con
le sue masnade le terre del conte di Savoia. |
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Mar. |
Cane |
Cantù |
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Lombardia |
Con il contributo
di Bernabò Carcano, scaccia da Cantù Giovanni Piccinino Visconti,
che trova asilo a Monza presso Astorre. |
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Primavera |
Cane |
Brescia |
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Lombardia |
Contrasta il
Malatesta; rafforzato da milizie cremonesi portate da Muzio
Botta, riprende l'offensiva e costringe Giovanni da Terzo, che
dispone di un numero inferiore di uomini, a ripassare l'Oglio. |
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................... |
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Piemonte |
Acquista dai
francesi per 15000 fiorini Gavi, Montaldo e Paladio. |
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Ago. |
Cane |
Monza |
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Lombardia |
Attacca in
Monza Astorre Visconti; l'azione fallisce in alcuni giorni,
per cui preferisce rappacificarsi con l'avversario. |
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Ott. |
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Lombardia |
Si trova ad
Abbiategrasso; da qui intima al capitano sabaudo del Piemonte,
Enrico di Colombier, di restituire la val d'Ossola: in caso
contrario, minaccia di aggredire
ancora una volta il conte di Savoia. |
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Nov. |
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Piemonte |
Fa decapitare
Viviano Guasco; si fa consegnare dai viscontei Gabriele e Cristoforo
Guasco (con il riconoscimento di una forte taglia) e fa tagliare
ad entrambi la testa. |
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Dic. |
Cane |
Brescia |
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Lombardia |
Si offre di
combattere per i veneziani gli ungheri dell'imperatore Sigismondo
e invia alla Srerenissima 25000 staia di frumento, bene accetti
per la mancanza di vettovaglie nei territori veneti. Muove contro
il Malatesta e lo batte a Quinzano d'Oglio. Ritorna ad attaccare
il bergamasco. |
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1412 |
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Gen. |
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Lombardia |
Occupa Melegnano
e vi lascia come castellani Giovanni Tornielli ed Urbano di
San Luigi. Assale Soncino e ne è respinto da Giovanni da Covo;
è ributtato da Asola. |
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Mar. |
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