Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
A B C D E F G H I J L M N O P Q R S T U V W X Z
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0352      FACINO CANE  (Bonifacio Cane) DI Santhià o di Casale Monferrato. Conte di Biandrate. Ghibellino. Signore di Alessandria, Pavia, Como, Valenza, Vercelli, Piacenza, Novara, Tortona, Galliate, Borgo San Martino, Varese, Gavi, Castano Primo, Castiglione Olona, Cassano d'Adda. Fratello di Filippino, zio di Luigi, genero di Ruggero Cane.

               1360 - 1412 (maggio)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

..................

 

 

 

Piemonte

Ha le sue prime esperienze belliche a Casale Monferrato con i fratelli Filippino e Marcolo.

1377

 

 

 

 

 

Feb.

Firenze

Chiesa

 

Marche

Milita nella compagnia di Lucio Sparviero. Affianca Guido Chiavelli alla conquista di Fabriano.

Sett.

 

 

 

Marche

Partecipa alla battaglia di Matelica.

Ott. nov.

Monferrato

Asti

 

Piemonte

E' al servizio del marchese Secondotto di Monferrato ed assedia in Asti Rodolfo di Brunswick: può entrare nella città solo per l'intervento delle milizie visconteee.

1381

 

 

 

 

 

Ago.

Napoli

Durazzo

 

Campania

Combatte agli ordini di Ottone di Brunswick. Ha il compito di attaccare in Napoli la porta di San Gennaro e di raggiungere Castel Capuano dall'interno della città. Sconfitto e fatto prigioniero, si dà allo sbando con il resto dell'esercito.

..................

Napoli

 

 

 

Passa agli stipendi di Carlo di Durazzo.

1382

 

 

 

 

 

Sett.

Napoli

Angiò

 

Campania

Combatte le truppe di Luigi d'Angiò.

1383

 

 

 

 

 

Nov.

 

 

 

Puglia

Si trova all'assedio di Barletta ed a novembre entra nella città.

1384

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

50 lance

Toscana

E' segnalato a Cortona.

1385

 

 

 

 

 

Nov.

 

 

 

Piemonte

Rientra in Piemonte allorché Carlo di Durazzo si reca in Ungheria.

1386

 

 

 

 

 

Giu.

Verona

Padova

 

Veneto

Agli ordini di Cortesia da Serego, prende parte alla battaglia di Brentelle. Alla testa dell'avanguardia con Francesco da Sassuolo, attacca i carraresi e giunge al rastrello del ponte di porta Savonarola: gli scaligeri si abbandonano al saccheggio; ciò dà modo a Giovanni degli Ubaldini di passare al contrattacco e di colpire i veronesi in piena crisi di movimento. Nel combattimento vi sono 821 morti, compresi quelli che annegano nel tentativo di fuggire. Il Cane viene catturato con 7910 uomini, fra i quali vi sono tutti i principali comandanti (il Serego, Ostasio da Polenta, Ugolino dal Verme, Giovanni Ordelaffi).

1387

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Veneto

Contrasta i carraresi e si scontra a Piacenza d'Adige con Antonio Balestrazzo.

Mar.

 

 

 

Veneto

E' sconfitto e fatto prigioniero a Castelbaldo; viene condotto a Padova, dove è rinchiuso in una torre del castello in attesa del pagamento del suo riscatto. Liberato, accetta il soldo dei carraresi.

Ott.

Padova

Udine

 

Friuli

Viene mandato in Friuli per coadiuvare le truppe del patriarca di Aquileja contro gli udinesi. Esce da Castelfranco Veneto e si ferma a Treviso, ove prende alloggio nel borgo dei Santi Quaranta e nei monasteri fuori la città.

Nov.

 

 

 

Veneto e Friuli

Esce da Treviso con Ugolino Ghislieri, il fratello Filippino, Antonio Conte e Brunoro Gattero (500 cavalli). Tocca Perzo di Breda, guada il Piave e giunge nelle vicinanze di Sacile. Espugna una piccola bastia presso la porta e la fa ardere, dopo essersi impadronito di molti capi di bestiame ed avere catturato alcuni uomini. Prosegue per Prata ed incendia alcuni villaggi; ne assedia il castello e si ritira solo dietro la promessa da parte dei difensori  di una certa somma di denaro. Il Cane si procura, poi, alcune imbarcazioni e si getta su Meduna di Livenza, che viene messa a sacco. Continua nella sua politica di devastazione e pone a ferro e fuoco villaggi e campagne perché gli abitanti di Prata non vogliono ottemperare ai loro impegni. 

1388

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Friuli

Si trova sempre nel contado di Meduna di Livenza nei pressi del Tagliamento. Si impadronisce vicino ad Udine di 137 carri carichi di vettovaglie e di merci appartenenti a dei mercanti tedeschi. Il bottino complessivo è valutato in 80000/120000 ducati e viene venduto dai soldati in parte a Belluno ed in parte a Treviso. A fine mese, gli avversari recuperano Meduna di Livenza e gli tolgono i beni che egli vi ha accantonato: per dispetto, espugna la rocca e la fa spianare.

Feb.

 

 

 

Friuli

E' tra il Livenza ed il Tagliamento.

Mar.

 

 

 

Friuli

Ottiene a forza Polcenigo.

Apr.

 

 

 

Friuli

Entra in Aquileja e sottopone la città ad un tremendo sacco non risparmiando neppure gli edifici religiosi. Il signore di Padova è costretto a fare a meno dei suoi servizi per lo scandalo suscitato dalla sua azione.

Mag.

Monferrato

Conte  Savoia

 

Piemonte

Prende parte alla guerra del Tuchinaggio per conto di Teodoro di Monferrato. Cattura Ottone di Grandson ed ha a patti Tronzano Verecellese con la consegna di una certa somma di denaro al connestabile Antonio di Palazzo, che ne è alla difesa.

Giu.    lug.

 

 

 

Piemonte

Compie frequenti incursioni nel territorio di Bianzé, per impedire che giungano aiuti ai sabaudi che stanno assediando Verrua. Ha una scaramuccia a Livorno Ferraris con Amedeo di Savoia ed è obbligato a ripiegare con l'arrivo degli avversari.

Sett.

Padova

Udine

 

Friuli

Viene richiamato dai carraresi in Friuli. Con il Balestrazzo ed il Conte, affianca Conte da Carrara nel suo tentativo di espugnare Spilimbergo.

Ott.

Padova

Milano

 

Friuli e Veneto

Si fortifica in Sacile. Ritorna nel Veneto, vi affronta i viscontei e preda il vicentino con il Balestrazzo.

1389

 

 

 

 

 

Feb.

Milano

 

 

Veneto

Con la caduta di Padova nelle mani degli avversari, passa al soldo dei viscontei.

1390

 

 

 

 

 

Giu.

Milano

Firenze

 

Emilia

Agli ordini di Jacopo dal Verme, è sconfitto e fatto prigioniero sulle sponde del Samoggia da Giovanni Acuto.

1391

 

 

 

 

 

Primavera

 

 

 

Lombardia

Appoggia ancora il dal Verme.

Giu.

 

 

 

Lombardia

Viene battuto da Corrado Lando sulla porta Cologno di Bergamo: fra i viscontei sono uccisi 80 uomini d'arme e molti balestrieri, altri 150 cavalli vengono catturati; 200 cernite milanesi, infine, muoiono annegate nell'attraversamento di un fiume.

Lug.

 

 

 

Lombardia

E' vinto dall'Acuto a Paterno, ove è ferito gravemente da un verrettone. Per salvarsi, con il suo alfiere Bellora indossa una giacca di cuoio tolta ad un soldato svizzero morto e si mette in testa un elmo inglese. Si nasconde in un fossato e di notte riesce a sfuggire alla cattura.

..................

Monferrato

Conte  Savoia

 

Piemonte

Guarito, ritorna in Piemonte per combattere ancora i sabaudi al servizio del marchese del Monferrato. Opera nel Canavese.

Nov.

 

 

 

Piemonte

Nelle sue scorrerie tocca Borgo San Martino, Cartosio ed Azeglio. Gli viene contro il maresciallo di Savoia Bonifacio di Challant.

Dic.

 

 

 

Pimonte

E' segnalato a Castagnole Piemonte, devasta indi il biellese, si impossessa di Cossano Canavese nella contea di Masino.

1392

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Piemonte

Compie una scorreria ad Occhieppo Superiore, marcia su Lucedio e nel contado di Santhià, dove razzia bestiame ed uccide molti abitanti che stanno cercando di difendere i loro averi. Ad Azeglio incarcera alcuni familiari del podestà di Ivrea Jacopo Champouis

..................

 

 

 

Piemonte

Occupa Valfenera e punta su Pancalieri; ottiene Vernone e danneggia il contado di Fossano. Viene nominato capitano di Chieri con il Balestrazzo. Il principe di Savoia-Acaia esercita forti pressioni sul conte di Virtù Gian Galeazzo Visconti affinché sia spostato in Lombardia.

Dic.

 

 

 

Piemonte

Rientra nel Monferrato.

1393

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Piemonte

A Casale Monferrato.

Nov.

 

 

 

Piemonte.

E' licenziato dal Visconti, che, tuttavia, gli dà in prestito 4000 fiorini;  si impegna a ritornare al suo servizio in caso di necessità. Intima agli abitanti di Casale Monferrato di versargli i 30000 fiorini dovutigli per il frumento fatto affluire nella città durante l'assedio dei sabaudi l'inverno precedente. Sempre in Casale Monferrato, incoraggia il commercio dei milanesi con le terre di giurisdizione del comune, stabilisce calmieri sui prezzi delle derrate ed altre utili misure di carattere economico. Continuano, viceversa, i soprusi e le vendette private, che provocano odio nei suoi confronti e si trasformano in una congiura per sopprimerlo.

1394

 

 

 

 

 

Gen.

Monferrato

Conte  Savoia

 

Piemonte

Riprende le scorrerie; si aggira intorno a Riva, Avigliana, Rivoli, Susa, Lanzo Torinese, Ciriè, Caselle, Rivarolo Canavese. Ivrea, Biella.

Feb.

 

 

 

Piemonte

Rientra nel Canavese d'accordo con i signori di Masino, tocca Caluso e, a fine mese, cattura alcuni viandanti sulle porte di Ivrea: nella circostanza sono pure ammazzate 7 persone e razziati 170 buoi.

Mar.

 

 

 

Piemonte

Si avvia con 300 cavalli a Valfenera e verso Pancalieri, probabilmente per portare soccorso al marchese Federico di Saluzzo, minacciato dal conte di Savoia e dal principe di SavoiaAcaia.

Mag.

 

 

 

Piemonte

Si trova ancora a Valfenera: i sabaudi sono obbligati a ritirarsi.

Ago.

 

 

 

Piemonte

Vi è una tregua tra le parti ed il Cane è disoccupato.

Sett.

Francia

Genova

160 lance

Piemonte e Liguria

Viene condotto dal duca di Orléans con 160 lance (480 cavalli): la ferma è stabilita in tre mesi e gli è riconosciuta una provvigione mensile di 100 fiorini. Il Cane raggiunge ad Asti Enguerrand di Coucy e lo asseconda alla conquista di Savona.

Ott.  nov.

 

 

 

Piemonte

Riceve 1300 ducati e staziona nei pressi di Novi Ligure, per impedire che arrivino soccorsi da nord ai genovesi.

Dic.

 

 

 

Piemonte

Invia 200 cavalli all'assedio di Pareto. Si porta anch'egli in tale centro, con Bertolino da Verona supera la resistenza dei fanti genovesi e vi penetra. Il castello cade parimenti, forse per le informazioni di qualche difensore che ne ha rivelato per denaro i punti deboli.

1395

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

500 cavalli

Piemonte

In quattro mesi gli sono saldati 3750 fiorini, pari alla metà delle sue spettanze.

Mar.

 

 

 

Piemonte

E' licenziato.

Apr.

 

 

 

Liguria

Gli sono saldati dal Coucy  i suoi crediti: il fatto si verifica solo dopo che il capitano francese è riuscito ad avere in prestito una certa somma da Gian Galeazzo Visconti, a valere sulla dote di Valentina Visconti che deve sposarsi con il duca di Orléans.

Mag.

Adorno

Francia

1000 cavalli e 100 fanti

Liguria

Viene assoldato da Antoniotto Adorno e si accinge con Ramazzotto della Mella a contrastare in Genova i francesi. Pone il campo ad Albisola ed incomincia ad assalire Savona.

Giu.

 

 

 

Liguria

Il Coucy lo convince a desistere dalla sua iniziativa.

Ago.

 

 

 

Liguria

 

Sett.

 

 

 

Piemonte

Si sposta a Novi Ligure. Alla fine della guerra i genovesi gli consegnano 5250 fiorini a titolo di saldo per quanto dovutogli.

Ott.

Genova

 

 

Liguria

Gli viene rinnovata la ferma di 1000 cavalli e di 100 fanti per altri tre mesi.

1396

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Liguria

E' lasciato libero da ogni impegno contrattuale; gli sono assicurate, dietro pagamento, vettovaglie per otto giorni ed il diritto di passaggio per tutto il territorio.

Feb.   giu.

Monferrato

Conte  Savoia  Acaia

 

Piemonte

Scorre con rinnovata furia nel chierese. Si impadronisce di Vernone, minaccia Gassino Torinese, conquista Vergnasco e Tonengo, sconfigge le milizie di Chieri e fa 115 prigionieri. Danneggia, successivamente, i contadi di Moncalieri, Collegno, Pianezza, Carignano, Fossano, Sant'Albano Stura, Trinità, Savigliano, Monasterolo di Savigliano, Moretta, Barge, Villafranca Piemonte, Vigone, Casalgrasso.

Lug.

 

 

 

Piemonte

Occupa numerosi borghi quali Marentino, Mombello di Torino, Moriondo, Montaldo, Pavarolo, Baldissero Torinese, Riva: i danni sono valutati sui 2000 fiorini tra furti di bestiame e riscatto di prigionieri. Mondovì cade, tuttavia, nelle mani degli avversari: la stessa notte il Cane con il Bellora spogliano Margarita, Magliano, Trinità, Sant'Albano Stura, Bastia Mondovì, Carrù, Dogliani e Monchiero. Il bottino ascende a 1000 capi di bestiame ed a 500 some di frumento, i prigionieri sono 200: il valore totale dei danni viene stimato in 3000 ducati.

Nov.

 

 

 

Piemonte

Si allontana dal campo monferrino di Gassino Torinese e si spinge a Torino.

1397

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Piemonte

Dal solo riscatto dei prigionieri fatti nel contado di Chieri in dodici mesi, i suoi uomini ricavano 10000 fiorini.

Feb.

 

 

 

Piemonte

Dà alle fiamme alcuni mulini nei pressi di Torino.

Apr.

 

 

 

Piemonte

Effettua una nuova scorreria nel torinese. Alcuni suoi uomini sono catturati vicino ad un ponte del Po e vengono rinchiusi nel fondo della torre di porta Susina. Stanno per essere impiccati, allorché prevale il consiglio di consegnare i prigionieri agli abitanti che hanno congiunti in potere delle compagnie del Cane.

Giu.

 

 

 

Piemonte

Si unisce con Ramazzotto della Mella ed irrompe nel Canavese. Viene fronteggiato da Gioacchino Francese; il Cane si impossessa con i soliti metodi di Caluso, Cossano Canavese, Caravino; espugna Settimo Rottaro e procede fin sulle porte di Ivrea.

Lug.

Milano

Mantova

 

Piemonte  Lombardia

Interviene il Visconti che lo riprende al suo soldo; lascia Gassino Torinese e raggiunge a Borgoforte il dal Verme, per contrastare le truppe della lega antimilanese. Occupa Luzzara (per trattato) e Suzzara.

Ago.

 

 

 

Lombardia ed Emilia

Partecipa alla battaglia di Governolo, dove comanda 1500 cavalli: nello  scontro si batte a cavallo ed a piedi con Pataro Buzzaccarini. Con la sconfitta, si porta nel parmense e nel reggiano.

Sett.

 

 

 

Lombardia

Perviene a Montichiari, dove è il dal Verme, con 500 lance.

..................

 

 

 

Lombardia

Penetra nel serraglio di Mantova ed occupa Marcaria e Solferino; costringe Francesco Gonzaga a rinchiudersi nel capoluogo. I suoi uomini abbordano le galee avversarie nel lago di Mantova e si spingono sino a porta Pradella.

1398

 

 

 

 

 

Mag.

Milano

 

 

Lombardia

Rimane agli stipendi dei viscontei anche dopo l'annuncio della tregua fra le parti.

Ago.

Milano

Guelfi

 

Lombardia

Viene inviato nel bergamasco per domarvi i tentativi di ribellione dei guelfi locali. prende alloggio con i suoi uomini tra Vezzanica e Stezzano.

1399

 

 

 

 

 

Gen.

Monferrato

 Acaia

 

Piemonte

Ricompare nel vercellese e nei pressi di Alice Castello; imprigiona 9 uomini prima di un lodo del duca di Milano sfacciatamente favorevole al marchese Teodoro di Monferrato. Depreda i contadi di Gassino Torinese e di Chieri, si sofferma con singolare accanimento nelle terre di Santhià, Vercelli e del Canavese.

Ago.

 

 

 

Lombardia

Staziona con 1000 cavalli nel bergamasco, alloggiati in parte a Mozzanica ed in parte a Stezzano.

Sett.

 

 

 

Piemonte

Il marchese del Monferrato gli concede in feudo Borgo San Martino, dove può organizzare ed alloggiare i propri uomini nelle lunghe soste invernali.

Ott.

Monferrato

Conte  Savoia

 

Piemonte

Riceve 6000 fiorini di paghe arretrate, si riversa con violenza nel biellese e nel Canavese. Affronta Rodolfo di Gruyères e si abbatte sui paesi dipendenti dalla castellania di Santhià: Carisio, Balocco, Villarboit, Buronzo, Greggio, Tronzano Vercellese, San Germano Vercellese e Santhià.

1400

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Piemonte

Contrasta ancora il Gruyères (50 lance), Niccolò le Tartre (200 armagnacchi), Aymone Garindi (100 balestrieri) e Girardo da Mugnareto, 50  (cavalli).

Feb.  mar.

 

 

 

Piemonte

Tenta di avere per trattato il castello di San Maurizio: l'autore del complotto è squartato e la moglie è bruciata viva. Depreda Rivarolo Canavese, entra in Settimo Rottaro (dopo averne scalate le mura), ha  Caravino e Carisio.

Apr.

 

 

 

Piemonte

Si scontra con il Gruyères ed irrompe nei borghi di Ivrea che dà alle fiamme.

Mag.

 

 

 

Piemonte

Attraversa il Po e penetrain Castiglione Torinese. Avanza verso Chieri, intimidisce Pavarolo e Montaldo; prende la strada per il nord, passa per Brandizzo e Lanzo Torinese, mira su Barbania.

Lug.

 

 

 

Piemonte

E' con 1000 cavalli a Caravino e vi viene sconfitto da 800 cavalli condotti dal Gruyères, da Giovanni di Vernay, da Amedeo di Challant, da Galeazzo da Mantova e da Ugo di Monforte. Assale gli avversari quando costoro si ritirano, li coglie in disordine e li cattura con 600 cavalli. I prigionieri sono condotti a Caravino ed a Settimo Rottaro.

Ago.

 

 

 

Piemonte

Scorre i territori di Ciriè, Lanzo Torinese, Caselle Torinese, Rivarolo Canavese destando ovunque forti trepidazioni.

Sett.

 

 

 

Piemonte

Occupa Barbania.

Ott.

 

 

 

Piemonte

Saccheggia Settimo Rottaro, Castellamonte, Occhieppo Superiore e Carisio.

Nov.

 

 

 

Piemonte

Sopraggiunge un armistizio ed il Cane cessa dalle sue incursioni.

1401

 

 

 

 

 

..................

 

 

 

Piemonte

Con la ripresa del conflitto, pone il  quartiere generale a Carisio e minaccia Ivrea.

Mar.

 

 

 

Piemonte

Si trova tra Verrua e Santhià; respinge un attacco portato da Bonifacio di Vallide con gli abitanti di Santhià, di San Germano Vercellese, di Tronzano Vercellese e di Buronzo.

Lug.

 

 

 

Piemonte

Razzia molto bestiame nei contadi di Santhià e di Biella.

Sett.

Milano

Firenze

500 lance

Lombardia

Viene richiamato dal duca di Milano per passare alla difesa di Brescia e contrastare l' esercito della lega guelfa capitanato da Francesco Novello da Carrara. Il dal Verme lo invia con 200 cavalli e 300 saccomanni sui monti del bresciano, al fine di ostacolare l'avanzata agli avversari.

Ott.

 

 

 

Lombardia

Con Alberico da Barbiano, Pandolfo Malatesta, il dal Verme ed il Terzi (4500 lance tutte italiane), vince a Nave i tedeschi dell'imperatore Roberto di Baviera, chiamato in Italia da fiorentini e da carraresi. La vittoria è propiziata dalla  carica di cavalleria pesante che porta insieme con il Terzi (1800 cavalli) e che scompagina la cavalleria  tedesca. Gli avversari si mettono, infatti, all'inseguimento di 200 cavalli e di 300 saccomanni che, usciti da Brescia, si danno alla fuga alla vista del nemico e li portano a cadere in un agguato predisposto dal Cane. Fra gli avversari è catturato il maresciallo del duca di Lorena, che viene condotto a Brescia con 1000 cavalli.

Nov.

Cane

Conte  Savoia

 

Piemonte

Rientra in Piemonte, riprende le scorrerie nei territori sabaudi e nell'astigiano, insidia San Germano Vercellese.

1402

 

 

 

 

 

Gen

 

 

 

Piemonte

Come nel precedente mese continuano le sue incursioni nella regione.

Mar.

 

 

 

Piemonte

Restituisce al conte di Savoia i castelli di Carisio, Settimo Rottaro e Canavino in cambio di 7000 fiorini in contanti.

Mag.

Milano

Firenze Bologna

 

Emilia

A Cento con il resto dell'esercito visconteo. Si pone alla difesa di San Giovanni in Persiceto; con il Barbiano ed il Malatesta, si scontra  con Giacomo da Carrara (armato di una grossa lancia), Muzio Attendolo Sforza e Lancillotto Beccaria. Si avvicina al Reno per togliere l'acqua a Bologna: è battuto.

Giu.

 

 

 

Emilia

Vince gli avversari a Casalecchio di Reno; al comando dell'avanguardia con Ludovico Gabriotto Cantelli (2000 cavalli), getta a terra Fuzzolino Tedesco e lo cattura dopo che a tale condottiero viene ucciso il cavallo. I suoi uomini fanno pure prigionieri Bernardo della Serra, Luca Lion, Ludovico Buzzaccarini e Ludovico di San Bonifacio: tutti, con l'eccezione del della Serra, sono scortati a Parma. Il Cane, infine, entra in Bologna con Galeazzo da Mantova per la porta di San Donato.

Lug.  ago.

 

 

 

Emilia

Prosegue la guerra contro i fiorentini; assedia Fiorenzuola d'Arda. Sconfitto, è obbligato a ripiegare.

Sett.

 

 

 

Lombardia

E' a Milano per i funerali di Gian Galeazzo Visconti, che si celebrano nel Duomo.

Ott.

Milano

Chiesa

500 lance

Emilia

Si trova nel parmense con le sue compagnie, ne depreda il territorio ed impedisce i collegamenti sulle vie che portano a Brescello ed a Reggio Emilia.

Dic.

 

 

 

Emilia

Entra in Parma per la porta Cristina e la porta Benedetta con il Malatesta, Tommaso Trotti, Marcoardo dalla Rocca e Guglielmo della Scala.

1403

 

 

 

 

 

Gen.

Milano

Guelfi

 

Emilia e  Piemonte

Si unisce con Lancillotto e Castellino Beccaria per danneggiare le terre guelfe del pavese, del piacentino e del tortonese.

Feb.

Cane

Conte  Savoia

 

Piemonte

Estende le sue scorrerie nel vercellese controllato dai sabaudi. Ricevuti 8000 fiorini in conto dei suoi crediti, esce da Borgo San Martino e ritorna in Emilia.

Mar.

Milano

Chiesa

Capitano g.le

Emilia

Gli è affidato il comando generale delle truppe (2000 fanti e 400 lance) che presidiano Bologna. Nella città si mantiene sopra gli odi intestini.

Mag.

 

 

 

Emilia

Organizza un trattato con Bolgaro Boccatorta per impadronirsi di Sant'Agata Bolognese; fa pure impiccare 5 cittadini, che mormorano contro il suo regime, e blocca in tal modo ogni aspettativa di malcontento.

Giu.

 

 

 

Emilia

Esce dalla città con 400 lance e 2000 fanti alla ricerca di vettovaglie; contrasta con forza le milizie pontificie del Barbiano, di Carlo Malatesta e di Paolo Orsini. Si accampa a Casalecchio di Reno e si dirige verso Castel San Pietro Terme, caduta nelle mani degli avversari.

Lug.

 

 

 

Emilia

L'Orsini rompe il muro di una piccola torre tra porta Castiglione e porta Santo Stefano ed irrompe in Bologna con 200 armati. Il Cane si dirige in quel punto e fa grande strage dei nemici; esce, di seguito, dalle mura con 1200 cavalli ed assale Uguccione Contrari, che si ritira fino alla Chiara d'Idice. Il Cane è qui attaccato da Niccolò d'Este, da Carlo Malatesta e dall'Orsini, i quali, dopo due ore, lo ributtano nella città con gravi perdite. Fra i pontifici sono catturati 150 uomini, che vengono portati in Bologna trascinando per terra le loro bandiere; fra i viscontei sono fatti prigionieri 300 cavalli, fra i quali spiccano il fratello Filippino e Lancillotto Beccaria. A metà mese, il Cane viene nominato governatore di Bologna per la morte di Leonardo Malaspina: ordina che siano impiccati i bolognesi che pervengano nelle sue mani e provvede all'approvvigionamento della città con organizzate spedizioni. Distribuisce le sue truppe nelle chiese cittadine, non fa più suonare le campane ed impone prestiti forzosi agli abitanti più facoltosi per il pagamento del soldo dei suoi militi.

Ago.

 

 

 

Emilia e Lombardia

Scorre a Lovoleto, a Cento ed a Pieve di Cento, dove cattura 200 fanti; 100 buoi sono convogliati da tali centri in Bologna. Si sposta in Lombardia e con il Terzi soccorre la cittadella di Brescia; attacca Francesco Novello da Carrara, entratovi a sua volta, e dopo un aspro combattimento viene respinto nella cittadella. A Bologna.

Sett.

Milano

Alessandria

500 lance

Emilia e Piemonte

Dopo la firma del trattato di Canedio tra i pontifici di Bonifacio IX ed i viscontei, vengono a Bologna il dal Verme ed il Gonzaga per indurlo a cedere le armi. Nello stesso tempo si ribellano gli abitanti del borgo di San Vitale che si impadroniscono della porta; vi accorre con le sue schiere ed ha l'intenzione di opporsi all'accordo. Persuade i borghigiani a capitolare e fa mettere a sacco molte case con l'uccisione di 12 uomini. Suonano le campane a stormo nella città, il Cane accorre nella piazza ed a  seguito di un combattimento di quattro ore, in cui cadono più di 200 uomini, è forzato a ritirarsi nella cittadella del Pratello e nel borgo di San Felice con Cermisone da Parma. Per impedire colpi di mano notturni alla sua postazione, fa incendiare in più punti 300 abitazioni attigue alla cittadella: il giorno seguente abbandona Bologna e si dirige verso il Piemonte senza trovare alcuno ostacolo. Si congiunge con Tommaso Malaspina e muove su Alessandria, che ha alzato la bandiera francese con Gabriele Guasco. Espugna e mette a sacco per otto giorni Casale di Sant'Evasio (Casale Monferrato).

Ott.

 

 

 

Piemonte

Passa ad Alessandria dove il presidio della cittadella, rimasto fedele ai Visconti, sta per arrendersi agli assedianti: il Cane piomba su costoro con 600 cavalli ed i ghibellini.  In tre giorni  costringe i guelfi a ritirarsi nella fortezza di Bergoglio; con l'ausilio di alcuni pezzi di artiglieria trasportati sul Tanaro bombarda  il castello e forza  il Guasco alla resa a patti. Anche Alessandria è saccheggiata per otto giorni. Agli armagnacchi fatti prigionieri, che hanno mancato di parola dopo essere stati da lui catturati e rilasciati con la promessa di non militare più ai danni dei Visconti, è tagliata la mano. Agli abitanti di Bergoglio è imposta una taglia di 22000 fiorini. Il pavese Pietro Corti, che ha l'incarico di riscuotere la multa si rivela infedele nella riscossione di tale denaro; è immediatamente decapitato. Al termine delle stragi, il Cane riesuma le reliquie di Sant'Evasio, patrono di Casale Monferrato, e le fa riportare nel duomo di questa città. Il bottino è acquistato da mercanti di Pavia, di Casale Monferrato e di Valenza; luminarie e  suono di campane per tre giorni festeggiano a Milano la vittoria per volontà di Caterina Visconti. La duchessa gli dà in pegno le terre di Valenza (valore 40000 fiorini), di Montecastello (8000 fiorini) e di Bremide (700).

Nov.

Cane

Orléans

 

Piemonte

Due amici del Cane (Secondino Asinari ed Antonio della Valle) occupano di sorpresa il castello di Burio, nel territorio del duca di Orléans. Il Cane, che ha organizzato l'operazione, finge di comperare da costoro la rocca.

Dic.

Milano

Padova

 

Piemonte  Lombardia

Le truppe del governatore di Asti Giovanni di Fontaines si pongono davanti a Burio; il Cane minaccia subito Canelli con le sue masnade ed ottiene il ritiro dei francesi. Firma una tregua con i transalpini e rientra in Lombardia. Si collega con il Malatesta per combattere il signore di Padova, che si è impadronito di Brescia.

1404

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Lombardia

Fa costruire un ponte sul Ticino, nei pressi di Pavia, presso le Fornaci e fuori della cinta muraria, per permettere il passaggio alle sue truppe provenienti da Alessandria. Con il Malatesta ed il Cantelli (7000 cavalli e 2000 fanti), espugna Pandino, attraversa l'Adda ed assale Brescia: viene respinto.

Feb.

 

 

 

Lombardia e Veneto

Con il Malatesta, attacca nuovamente con le bombarde Brescia e vi entra domando la resistenza dei Gambara: rimangono uccisi 300 guelfi, molti altri ancora sono catturati. Ai rivali sono incendiate e spianate le case. Prosegue per Verona con il Malatesta; qui giunto il governatore visconteo della città Ugolotto Biancardo, per timore di eventuali disordini causati dalle milizie milanesi, non permette loro l'ingresso. Fallisce un tentativo dei carraresi di avere il castello di Zevio; il Cane esce da Verona con il Biancardo ed attacca a Porcile (Belfiore) un ponte fattovi costruire da Filippo da Pisa. I due condottieri vengono a Scardovara e qui le truppe viscontee si ammutinano una prima volta per il ritardo delle paghe. Con i soldati rimasti, il Cane perviene nel vicentino e si fortifica in Montegalda, dove lo vengono a trovare il vescovo di Feltre e Belluno, Enrico Scrovegni, ed il dal Verme, ambasciatori ducali a Venezia. Cerca di aprirsi un varco verso San Martino di Lupari, assale il serraglio di Tencarola e vi viene contrastato da Filippo da Pisa, da Giacomo da Carrara e da Francesco Novello da Carrara.

Mar.

 

 

 

Veneto e Lombardia

Tenta di superare nottetempo le linee nemiche con il Cantelli: ne segue uno scontro durissimo che va avanti fino al mezzogiorno del dì seguente. Francesco Novello da Carrara durante la mischia chiede di incontrarlo; alla fine del combattimento, il Cane   ha un abboccamento con il signore di Padova che gli ricorda l'antica amicizia. A questa memoria fa seguito l'invio di un mulo carico di fiaschi pieni di monete d'oro; come risultato, dopo due giorni rientra in Lombardia, chiamatovi anche dagli echi della guerra civile in corso fra guelfi e ghibellini. Per strada mette a sacco Villaverla e preda altre località del vicentino e del veronese, catturando 800 uomini di taglia. Giunge, da ultimo, a Brescia e si ferma davanti alla porta di San Nazzaro: il Malatesta gli permette di venire in città con soli 50 cavalli; sdegnato, punta su Ostiglia ed attraversa il Po.

Mag.  ago.

Cane

Parma

 

Emilia

Entra in Piacenza con la moglie ed i famigliari; forza il Terzi a ritirarsi dalla città ed infierisce sui guelfi, saccheggia i loro beni e fa numerosi prigionieri. Finge di  occupare il centro a nome del conte di Pavia Filippo Maria Visconti ed in pochi  giorni vengono nelle sue mani la cittadella di Fodesta, il castello di Sant' Antonio ed ha con la forza quello di Sant'Antonino. Si fa proclamare dai suoi soldati signore di Piacenza a compenso delle paghe arretrate dovutegli dal duca di Milano. Per conciliarsi il favore popolare, il Cane fa venire da Alessandria molte barche cariche di frumento, farina e vino a prezzi calmierati; la moglie Beatrice di Tenda che alloggia nel palazzo di Filippo Roncovieri, da parte sua asseconda il marito e fa molte elemosine. Nella città il condottiero fa abbattere dalle fondamenta il monastero di San Sisto, che fa parte delle fortificazioni fatte costruire dal Terzi.

Sett.

Cane

Guelfi

 

Emilia  Piemonte

Esce da Piacenza, supera con furia la Lomellina e riprende nell'alessandrino la lotta contro i guelfi, che si sono ribellati durante la sua assenza. Si getta su Cairo Lomellina e su Frascarolo; lascia che i soldati ritornino a dare il guasto nel pavese, principalmente a Stradella. Si impadronisce, infine, di Valenza senza trovare particolari ostacoli.

Ott.

 

 

 

Lombardia

Dopo la morte della duchessa Caterina Visconti in Monza, in cui si è rifugiata per resistere alle vendette ghibelline, il Cane difende le pretese di Giovanni Maria Visconti ai danni del Malatesta e di Giovanni da Vignate, che si stanno muovendo da Trezzo sull' Adda verso Milano.

Nov.

 

 

 

Lombardia

Batte a Pieve d'Inzino il Malatesta e lo assedia in Erba con Francesco Visconti. Attaccato da altri avversari, deve lasciare l'impresa.

1405

 

 

 

 

 

Mar.

Cane

Guelfi

 

Piemonte   Lombardia

Con il marchese Teodoro di Monferrato assale nei suoi possedimenti della Valsesia Francesco Barbavara. Si sposta nel pavese.

Mag.

 

 

 

Piemonte

Rientra nell'alessandrino ed aggredisce i Guasco nei loro castelli; ha il castello di San Giorgio e fa arrestare, contro i patti, i difensori; distrugge il castello di Sant' Antonino, posto in collina a quattro miglia da Alessandria verso Valenza, e vi uccide tutti i Guasco che cadono nelle sue mani. Dona la rocca agli Inviziati; occupa Valenza, Felizzano, Masio, Castello di Annone, Rocca d'Arazzo, Cassine, Borgoratto Mormirolo, Sezzadio. Viene, al contrario, respinto da Castellazzo, dove sono entrati Rizzo dal Pozzo e Domenico Trotti a nome del re di Francia. Negozia una tregua di un anno con il maresciallo di Francia Boucicaut ed anche questo centro perviene in suo potere. Il duca di Milano gli dà in feudo Galliate.

Giu.

 

 

 

Emilia

Con Francesco Visconti ed il Terzi (1000 cavalli), si impadronisce di Piacenza e scaccia dalla città il Malatesta e Gabrino Fondulo, i quali se ne sono impadroniti quattro giorni prima con l'aiuto dei guelfi. I nemici sono massacrati.

Lug.

Cane

Conte  Savoia

 

Piemonte

Sottoscrive una tregua di cinque anni con il conte di Savoia ed il principe di Savoia-Acaia. Per nulla intimorito, peraltro, da patti e convenzioni si dedica ancora al suo personale modo di intendere la guerra e si impadronisce sulle sponde del Sesia dei paesi di Lenta, di Ghislarengo, di Arborio, di Greggio, di Albano Vercellese e di alcune terre nelle vicinanze di Gattinara che appartengono ai Savoia.

Ago.

 

 

 

Piemonte

Si insignorisce di Alessandria: il duca Giovanni Maria Visconti lo nomina "prefectus" della città ed egli muta il termine in "dominus".

Sett.

Monferrato

Conte Savoia

 

Piemonte

Sostiene Teodoro di Monferrato contro il conte di Savoia e lo agevola nell'acquisto di Vercelli: gli invia in un primo momento delle milizie agli ordini di Ambrogino di Casale e, in un secondo tempo, partecipa di persona all'azione.

Ott.

Cane

Guelfi

 

Lombardia

Raggiunge Liscate con 6000 uomini fra cavalli e fanti, supera l'Adda con Francesco e Gasparino Visconti e si ferma a Spirano. Da qui i suoi uomini si disperdono per predare nel territorio circostante. A metà mese irrompe nel contado di Comun Nuovo; gli è aperta una porta ed entra nella località che viene messa a sacco. In un magazzino sono trovati 150 some di granaglie (segale e frumento), senza contare notevoli quantità di miglio, spelta, legumi e vino, quattro maiali, molte galline, capponi ed oche; senza contare alcune bombarde con il loro munizionamento. Assedia subito dopo la rocca di Urgnano, tenuta per conto di Giovanni Piccinino Visconti e la batte per due giorni con una bombarda che lancia grosse pietre. Riceve dalla cittadella di Bergamo una seconda bombarda per avere facilitate le operazioni di assedio. Passano altri quattro giorni ed il castellano si arrende a patti. Il Cane prosegue nella sua incursione con 1000 cavalli, 500 balestrieri e molti ghibellini del bergamasco; tocca nelle sue scorrerie Pedrengo, Scanzo, Rosciate. Vi entra a forza e vi effetua le solite ruberie; il bottino questa volta consiste in bestiame, vino, foraggio, carni salate, drappi, galline ed altri animali. Sono uccisi molti guelfi; le cittadine sono date alle fiamme; le prede sono condotte in parte a Spirano, dove risiede, ed in parte ad Urgnano. Entra in Alzano Lombardo con 2000 cavalli a bandiere spiegate; vengono razziati grandi quantità di bestiame minuto e grande; sono tolti agli abitanti i letti ed altra mobiglia. Porta con sé 100 prigionieri; nell'azione, fra i suoi uomini, sono uccisi più di 20 soldati. Sulla via del ritorno incendia Ranica e Torre Boldone; viene, infine, a Capriate-San Gervasio; fa piantare sull'argine di San Gervasio alcune bombarde per abbattere una torre esterna al ponte di Trezzo sull'Adda. Assedia nel castello Paolo Capelliata Colleoni. Facino Cane guerreggia in mezzo alle sue truppe e prende parte all'espugnazione di una fortificazione, la cosiddetta Corna di San Gervasio. Anche in questa occasione sono reperite notevoli quantità di vino e di vettovaglie, che sono divise fra i suoi soldati.

Nov.

 

 

 

Lombardia

Si accampa dalla parte di Bergamo e colpisce il castello di Trezzo sull'Adda con i suoi pezzi di artiglieria; dalla parte di MIlano si colloca, invece, Francesco Visconti che, provvisto anch'egli di alcune bombarde, conduce 6000 uomini, fra fanti e cavalli, provenienti da Milano, da Olginate e da Galbiate. Alla difesa del castello vi sono 1200 uomini con 200 cavalli. Il Cane disperde le bande provenienti dalla valle di San Martino ed abbatte la Torre Bianca della fortezza: i nemici si arrendono a patti ed è stipulata una tregua di tre mesi. da ultimo, si dirige a Ciserano e si accampa sotto Brescia nel borgo di San Giovanni.

Dic.

 

 

 

Lombardia

E' sempre sotto Brescia. Si incontra con Pandolfo Malatesta ed a metà mese stipula con i guelfi, a Milano, una tregua di un mese e otto giorni.

1406

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Lombardia

Ha con Giorgio del Carretto l'incarico di determinare la dote della figlia del marchese del Monferrato, che si deve sposare con Filippo Maria Visconti. Il Cane è investito della contea di Biandrate;  per tale nomina, accetta un dono dai pavesi, ma questo, per volontà del duca di Mlano, non deve superare la somma di 100 fiorini.

Apr.

Cane

Parma

 

Emilia

Si avvicina a Piacenza; il Terzi abbandona la città portando via con sé molti beni e numerosi ostaggi. Il martedì di Pasqua il Cane irrompe in Piacenza e ne scaccia il presidio ducale. Assedia vanamente il castello di Sant'Antonino. Saccheggia la città e se ne fa proclamare signore.

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Milano

Guelfi

 

Lombardia

Penetra nel bergamasco a nome del duca; distrugge Vignano, Cologno al Serio e Stezzano; fa tagliare viti e piante per tutto il contado.

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Cane

Milano

 

Lombardia

Giovanni Maria Visconti ricorre all'aiuto del dal Verme e di Carlo Malatesta per mettere a freno la sua insolenza.

Sett.

 

 

 

Emilia

Si autonomina in Piacenza governatore e capitano generale dei fratelli Giovanni Maria e Filippo Maria Visconti. Il Terzi recupera la città a nome dei viscontei.

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Lombardia

Carlo Malatesta, governatore del ducato, emana un decreto che proibisce a tutti i sudditi di militare nelle sue compagnie e dà un termine di quindici giorni per obbedire all'ordine, pena la confisca dei beni ed il bando.

1407

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Lombardia

Alle sue truppe si congiungono Gabriele Maria Visconti, Francesco Visconti, Antonio Visconti con i loro capitani.

Feb.

Ghibellini Milano

Guelfi

Capitano g.le

Lombardia

Carlo Malatesta si allontana da Milano. Il Cane si impossessa di Cassano d'Adda e con i Visconti di parte ghibellina (Antonio, Francesco e Gabriele Maria) marcia contro la capitale. Giunge alla certosa di Garegnano ed impone al duca di venire da lui e di riprendere nelle sue grazie i tre Visconti suoi alleati. Si fa nominare capitano generale, mentre il dal Verme è giudicato nemico del duca. Quest'ultimo si congiunge con il Terzi e, con rinforzi inviatigli dal Malatesta, dal Gonzaga, dal Fondulo, dai veneziani e dal cardinale Baldassarre Cossa, lo affronta a Morimondo. La battaglia è favorevole inizialmente al Cane con numerosi morti d'ambo le parti; un attacco notturno lo sorprende, viceversa,  impreparato e lo costringe a fuggire per il ponte del Ticino, lasciando nelle mani  degli avversari 1000 uomini con Marcoardo dalla Rocca. Di seguito, il Cane tocca Binasco con Castellino Beccaria, ma non può entrare in Pavia perché Filippo Maria Visconti gli fa chiudere le porte della città.

Mar.  apr.

Cane

Milano   Conte  Savoia

 

Piemonte  Lombardia

Ripara ad Alessandria ed avvia, senza indugio, le sue truppe a Biandrate ed a Galliate. Tiene a bada Amedeo di Savoia e lancia isolate incursioni nel vercellese.

Mag.

 

 

 

Piemonte

Firma una tregua con il conte di Savoia e sgombera il vercellese.

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Lombardia

Saccheggia Confienza, Sant'Angelo di Lomellina, Cilavegna, Cairo Lomellina, Lomello, Mede e Ceranova.

Sett.

 

 

 

Lombardia e Piemonte

Assale all'improvviso, tra Frugarolo e Bosco Marengo, i viscontei  guidati dal Barbavara, da Bonifacio Valle, daFrancesco e daTristano di Mede: li mette in fuga.

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Piemonte

I capitani catturati sono gettati in carcere e strangolati. Il Cane fa arrestare Guido dal Pozzo, Tommaso ed Obizzo Trotti, che sono parimenti torturati e giustiziati.

1408

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Lombardia

Con la definitiva partenza del dal Verme da Milano a Venezia, si dirige con il suo esercito contro la capitale e cinge, invano, d'assedio Busto Arsizio.

Feb.

Cane

Conte Pavia

 

Lombardia

Il duca di Milano emana un nuovo editto contro i sudditi del ducato che continuano a militare nelle sue compagnie. Il Cane, con Castellino Beccaria, muove guerra a Filippo Maria Visconti; segue una rapida riconciliazione.

Apr.

 

 

 

Lombardia

Assale, sempre inutilmente, Busto Arsizio. Il vicario del Seprio Benedetto da Marano fornisce vettovaglie alle sue truppe e Stangalino della Palude fa rilasciare un prigioniero, caro al Cane, catturato dai viscontei a Busto Garolfo.

Mag.

 

 

 

Lombardia

Si trova sulle rive del Ticino dove fa costruire alcune bastie per controllare i movimenti delle milizie ducali. Nello stesso mese agevola Francesco Rusca ad entrare in Como e le sue genti prendono parte al saccheggio delle case dei Vitani. Viene scacciato dalla città il Malatesta, che vi ricopre la carica di podestà. Il Cane, dopo quattro giorni, lascia Como per l'avvicinarsi dei ducali.

Ago.

 

 

 

Lombardia

Cerca di impadronirsi di Vigevano: lo stesso giorno Carlo Malatesta abbandona il milanese ed al suo posto diviene governatore il fratello Andrea.

Sett.

Cane

Francia

 

Piemonte

Occupa Novara a spese del Boucicaut; la città è messa a sacco dai suoi armigeri.

Ott.

 

 

 

Lombardia

Persuade il castellano della torre grande Matteo Mameli a farlo entrare in Como; assume la signoria della città.

Nov.

Cane

Milano

 

Lombardia

Stringe sempre più d'assedio Milano.

1409

 

 

 

 

 

Gen.  feb.

Cane

Milano Francia

 

Lombardia Piemonte

Inizia trattative di pace con Giovanni Maria Visconti; il duca di Milano lo inganna e si allea con il governatore francese di Genova, il Boucicaut. Furente per la beffa, si allea con il marchese del Monferrato e toglie Vercelli a Giacomo Arcelli; riacquista Alessandria.

Mar.

 

 

 

Lombardia

Avanza su Pavia con i Beccaria (espulsi dalla città) e porta le sue genti ad accamparsi sotto il castello in cui si è asserragliato Filippo Maria Visconti. Depreda il parco e le campagne vicine. Contro di lui marciano Carlo e Pandolfo Malatesta.

Apr.

 

 

 

Lombardia

Con il favore dei ghibellini, di Giovanni da Vignate, di Astorre Visconti e del marchese del Monferrato, guada l'Adda, sottomette il monte di Brianza e si scontra con il Malatesta a Rovegnate. Il combattimento dura due ore; il giorno seguente i due condottieri si incontrano e trovano che non vale la pena di seguitare a lottarsi quando sovrasta la minaccia di un' occupazione francese di Milano. I due si alleano ed uniscono le loro forze. Riconquista Melegnano e cinge d'assedio Milano con 3000 cavalli: il pretesto è il recupero di un credito di 50000 fiorini per paghe arretrate.

Mag.

 

 

 

LombardiaPiemonte

Pone i suoi alloggiamenti a Ronchetto, a due miglia da porta Ticinese; respinto, ripiega a Magenta con Teodoro di Monferrato. Sorprende a Castellazzo 1500 uomini d'arme francesi; a fine mese si trova a Cassano d'Adda, da dove dà inizio a trattative con il duca di Milano.

Giu.

Milano

Francia

 

Lombardia

Trovato l'accordo con il duca, viene investito di Varese, di Castiglione Olona, di Lonate Pozzolo, di Castano Primo e di altri luoghi minori della contea di Seprio, tra il lago Maggiore e quello di Como. Alla firma della pace pretende l'espulsione dei consiglieri ducali e di tutti i francesi.

Lug.

 

 

 

Lombardia

Penetra in Vigevano a spese del conte di Pavia. Con il ritiro dei Malatesta, il Cane deve vedersela da solo con il Boucicaut; quest'ultimo esce da Genova e si impossessa di Piacenza.

Ago.

 

 

 

Lombardia e Liguria

Entra in Milano con i guelfi del da Vignate e di Giorgio Benzoni. Subito dopo si volge contro Genova con il Monferrato, i Doria e gli Spinola. Il Cane giunge in vista della città e si separa dagli alleati: egli avanza con 12000 uomini per la  val Polcevera fino a Sampierdarena; il marchese del Monferrato punta, al contrario, con 800 fanti e 1800 cavalli sulla val di Bisagno e blocca Genova da est.

Sett.

 

 

 

Liguria

Genova insorge e viene ucciso il luogotenente del Boucicaut, Ugo di Cholet. Al Monferrato è offerto il governo della città ed al Cane, fermo a Sampierdarena, sono inviati 30000 fiorini perché si allontani dal territorio. Negli stessi giorni, il Boucicaut entra in Milano con 5500 cavalli e 600 fanti: non riesce ad avere nelle sue mani il castello di Porta Giovia. Alla notizia di quanto accaduto a Genova, il  capitano francese esce da Milano e si porta a Sant'Angelo Lodigiano.

Ott.

 

 

 

Piemonte

Il Cane si dirige a Novi Ligure: il castello, difeso da un presidio francese, gli resiste. Il Boucicaut gli si muove contro, i due eserciti si scontrano tra Sale e Frugarolo ed i francesi sono battuti a Gavi. Nello scontro rimangono uccisi 800 uomini, per lo più italiani: il Boucicaut si ritira nel castello, mentre il Cane sosta nella città. Solo l'intervento di Andrea Malatesta, ritornato al governo del ducato, restituisce ai transalpini i beni perduti e consente loro di rientrare a Genova.

Nov.

 

 

 

Lombardia

Si incontra a Vigevano con Giovanni Maria Visconti ed è nominato governatore del ducato al posto di Andrea Malatesta. Entra solennemente in Milano accompagnato da tutti i suoi partigiani cacciati di recente dal duca. Favorisce la fazione ghibellina ed intima al comune il versamento di 30000 fiorini, dovutigli per la fornitura di frumento che ha fatto avere nell'inverno agli abitanti affamati. Come altre volte incoraggia il commercio, riforma il corso delle monete, sollecita i contribuenti morosi. Soprusi e vendette private suscitano il malcontento nei suoi confronti; questo si sostanzia presto in una congiura, sobillata dallo stesso duca, per sopprimerlo. 

1410

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Lombardia

Si accorda con Astorre Visconti, signore di Monza.

Apr.

 

 

 

Lombardia

Giovanni Maria Visconti tenta di farlo uccidere da alcuni provvigionati nel palazzo ducale di Milano, mentre sta attraversando il secondo cortile dell'Arengo. Il Cane, presente a sé stesso, volta il cavallo, si avventa sugli uomini del duca che sguainano le spade, riporta solo una ferita al capo nell'urtare il portello semiaperto ed esce per porta Tosa, che è controllata dal suo capitano Giorgio Valperga. Si porta a Rosate: Carlo Malatesta, ora governatore del ducato, ed Andrea da Baggio, che non sono coinvolti nel tentativo di omicidio, operano la riconciliazione fra il condottiero ed il duca.

Mag.

 

 

 

Lombardia

Accetta le scuse di Giovanni Maria Visconti e si fa eleggere governatore del ducato per tre anni. Anche il comune gli giura fedeltà. Il Cane stipula una tregua con il da Vignate e con Filippino da Desio, castellano ribelle di Melegnano.

Giu.

 

 

 

Lombardia

Sottoscrive una tregua con il Benzoni; si rappacifica, inoltre, con Giovanni Piccinino Visconti, Astorre Visconti ed i Colleoni, che hanno il controllo di Trezzo sull'Adda. Fa bruciare nei campanili, dove si rifugiano, i ribelli di Desio e di Gorgonzola.

Lug.

 

 

 

Piemonte

Ottiene la resa di Castellazzo Bormida e tratta con cavalleria i francesi.

Ott.

 

 

 

Lombardia

Cerca di recuperare Melegnano, in mano di Filippino, Antonio e Maffiolo di Desio, alleati del Malatesta. I tre fratelli sono accusati di tradimento, i loro beni sono confiscati, le loro case abbattute, tranne la facciata, per poterli effigiare come traditori appesi alla forca.

Dic.

Cane

Pavia

 

Lombardia

Punta su Pavia e con l'aiuto di Castellino Beccaria, che presidia la rocchetta del ponte, entra senza difficoltà nella città. Pavia è saccheggiata, comprese le case dei ghibellini. Filippo Maria Visconti ripara a stento nel castello e deve rassegnarsi a riconoscere l'autorità del condottiero. Gli viene ceduta Tortona con tutto il territorio vicino, detto Vescovado.

1411

 

 

 

 

 

Gen.       Lombardia
A metà mese è stilato un nuovo atto di concordia tra il cane ed i Beccaria da un lato ed il conte di Pavia dall'altro. Il condottiero fa nominare castellani del castello di Pavia Giovanni Tornielli ed Urbano di San Luigi.

Mar.

Cane

Conte Savoia

 

Piemonte

Assale con le sue masnade le terre del conte di Savoia.

Mar.

Cane

Cantù

 

Lombardia

Con il contributo di Bernabò Carcano, scaccia da Cantù Giovanni Piccinino Visconti, che trova asilo a Monza presso Astorre.

Primavera

Cane

Brescia

 

Lombardia

Contrasta il Malatesta; rafforzato da milizie cremonesi portate da Muzio Botta, riprende l'offensiva e costringe Giovanni da Terzo, che dispone di un numero inferiore di uomini, a ripassare l'Oglio.

...................

 

 

 

Piemonte

Acquista dai francesi per 15000 fiorini Gavi, Montaldo e Paladio.

Ago.

Cane

Monza

 

Lombardia

Attacca in Monza Astorre Visconti; l'azione fallisce in alcuni giorni, per cui preferisce rappacificarsi con l'avversario.

Ott.

 

 

 

Lombardia

Si trova ad Abbiategrasso; da qui intima al capitano sabaudo del Piemonte, Enrico di Colombier, di restituire la val d'Ossola: in caso contrario, minaccia di aggredire  ancora una volta il conte di Savoia.

Nov.

 

 

 

Piemonte

Fa decapitare Viviano Guasco; si fa consegnare dai viscontei Gabriele e Cristoforo Guasco (con il riconoscimento di una forte taglia) e fa tagliare ad entrambi la testa.

Dic.

Cane

Brescia

 

Lombardia

Si offre di combattere per i veneziani gli ungheri dell'imperatore Sigismondo e invia alla Srerenissima 25000 staia di frumento, bene accetti per la mancanza di vettovaglie nei territori veneti. Muove contro il Malatesta e lo batte a Quinzano d'Oglio. Ritorna ad attaccare il bergamasco.

1412

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Lombardia

Occupa Melegnano e vi lascia come castellani Giovanni Tornielli ed Urbano di San Luigi. Assale Soncino e ne è respinto da Giovanni da Covo; è ributtato da Asola.

Mar.