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Anno, mese
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Stato. Comp. ventura
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Avversario
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Condotta
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Area attività
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Azioni intraprese ed altri fatti salienti
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1386
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Giu.
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Verona
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Padova
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Veneto
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Agli ordini di Cortesia da Serego, è sconfitto e fatto
prigioniero nella battaglia di Brentelle. Viene condotto a Padova ed è liberato
poco dopo.
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1387
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Mar.
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Veneto
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Affianca Giovanni Ordelaffi nella battaglia
di Castelbaldo dove, con Giovanni del Garzo, ha il comando della
sesta schiera (1000 cavalli della riserva) con la quale rimane
di guardia alle bandiere. Con Taddeo dal Verme, si scontra con
i fanti di Cermisone da Parma che lo sopraffanno e lo costringono
ad arrendersi. Portato a metà mese a Padova, segue Giovanni
Acuto e Giovanni degli Ubaldini nel loro ingresso trionfale
in città: alla sera prende parte ad un convito organizzato per
tutti i condottieri da Francesco da Carrara.
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..............
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Chiesa
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1391
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Chiesa
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Marche
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Viene inviato dal papa Bonifacio IX ad Ancona per invitare
gli abitanti ad abbandonare la lega delle città marchigiane ostili al
marchese della Marca Andrea Tomacelli. Compie un'analoga missione ad Ascoli
Piceno e, forse, a Fermo.
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1392
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Firenze
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1395
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Firenze Bologna
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Milano
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1100 cavalli
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E' condotto da fiorentini e bolognesi per
dieci mesi.
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1396
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Gen.
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Comp. ventura
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Firenze
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Toscana ed Emilia
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Minaccia i fiorentini con Giovanni da Barbiano e Filippo
da Pisa. Gli viene consegnato del denaro e si allontana dalla Toscana per
trasferirsi nel bolognese.
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Feb.
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Firenze
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Milano
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Emilia
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Entra nel modenese con Bartolomeo Boccanera ed Antonio
degli Obizzi; con costoro saccheggia i territori di Reggio Emilia e di Parma.
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Mar.
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Emilia ed Umbria
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Peseguita nel modenese i ribelli al marchese di Ferrara
Niccolò d'Este. Si sposta nel perugino.
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Apr.
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Lucca
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Toscana
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Rientra in Toscana con 2000 cavalli e 1000 fanti; è
congedato dai fiorentini e passa con gli altri due capitani agli stipendi dei
lucchesi.
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| Mag. |
Comp. ventura |
C. di Castello |
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Umbria |
Con il
Boccanera e Francesco da Cantiano procura gravi danni nel tifernate.
Ricevuti 550 fiorini dagli abitanti, si sposta in Toscana. Sosta
presso Borgo San Sepolcro (Sansepolcro) desolando anche tale
territorio. |
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Giu.
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Comp. ventura
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Siena Pisa
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Toscana
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I senesi gli riconoscono una taglia di 4000
fiorini. Spinto dai fiorentini,
si porta a Capannoli con il Boccanera e l'Obizzi.
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Lug.
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Toscana
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Si leva da Capannole, prende la strada di
Perignano e si avvia a Settimo; prosegue per Pisa e con più
di 200 cavalli giunge fin sulle porte della città alzando le
insegne dei Gambacorta. In Pisa non vi è alcun tentativo insurrezionale,
per cui il Cantelli - respinta una scaramuccia degli avversari
- si sposta verso San Lorenzo alle Corti e San Savino. Si scontra
con i pisani a Putignano ed assale vanamente Caprona con 500
cavalli; si trasferisce a San Iacopo a Sanbra dove sono incendiate
molte case di contadini e sono distrutti i raccolti. Attraversa
l'Arno e si muove in val di Calci, in cui parimenti vengono
date alle fiamme molte abitazioni. Dopo il fallimento di alcuni
negoziati avviati in Pisa da Felcino da Perugia con Jacopo d'Appiano,
riprende le sue devastazioni: sono bruciate case a Riglione
Oratoio ed a Calci, sono demoliti mulini a Campo ed a San Lorenzo
alle Corti. Con l'arrivo di Giovanni da Barbiano, venuto a rafforzare
le milizie avversarie, si avvia verso il ponte di San Piero
in Campo: a fine mese, con il Boccanera, l'Obizzi. Giannichino
Bottigler ed Ugo di Monforte, assale a Castiglioncello del Trinoro
il Barbiano, che mette in fuga i suoi uomini.
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Ago. sett.
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Comp. ventura
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Perugia Siena
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Umbria e Toscana
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Fiorentini e pisani trovano un accordo. I
venturieri, lasciati liberi, danneggiano il perugino ed il senese.
Biordo dei Michelotti consegna alla compagnia 4500 fiorini,
di cui 500 destinati al Cantelli, affinché si allontani dall'Umbria
e prenda la strada di Arezzo. E' accusato dai fiorentini di
essersi fatto corrompere
dai pisani e non gli è dato il permesso di recarsi a Firenze
per esporre le sue ragioni.
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Dic.
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Milano
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Firenze
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Toscana
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Con Filippo da Pisa, segue Giovanni da Barbiano contro i
fiorentini; si fa subornare dagli avversari ed abbandona la compagnia. Mentre
attraversa il senese con 6 cavalli, viene catturato dai contadini. Dei suoi
compagni, uno (Alberto Franzesi) è giustiziato perché ribelle al comune ed è
squartato nella piazza del Campo a Siena. Egli è, invece, rilasciato con gli
altri 5 uomini.
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1397
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Ago.
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Milano
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Mantova
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Lombardia
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E' fatto prigioniero nella battaglia di Governolo, dove con
Antonio Balestrazzo ha il comando della settima schiera forte di 1000
cavalli.
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Nov.
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Umbria
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Si trova nel territorio di Città di Castello.
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1402
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Mag.
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Milano
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Firenze Bologna
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Emilia
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Viene segnalato a Mirandola.
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Giu.
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Emilia
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Partecipa alla battaglia di Casalecchio di
Reno e con Facino Cane comanda l'avanguardia milanese (2000
cavalli). Si scontra nel combattimento con Bernardo della Serra
e lo colpisce con la sua lancia; con la fuga cadono nelle sue
mani Rigo Galletto, Pietro da Carrara e Brunoro della Scala
che vengono condotti a Parma.
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1403
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Giu.
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Milano
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Firenze
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Umbria
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Segue Pandolfo Malatesta nella sua spedizione in Umbria.
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Lug.
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Umbria
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Si muove verso Assisi con il Balestrazzo e Ceccolino dei
Michelotti alla testa di 1200 cavalli.
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Sett.
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Emilia
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Si trova nel bolognese, a San Giovanni in Persiceto.
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1404
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Gen.
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Milano
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Padova
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Lombardia
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Combatte il signore di Padova Francesco Novello da
Carrara. Con il Malatesta ed il Cane (7000 cavalli e 2000 fanti), assale
invano Brescia; contatta per conto del Malatesta il capo dei guelfi locali
Giovanni da Martinengo.
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Feb.
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Veneto
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Con il Malatesta, assale ancora Brescia con le bombarde e
vi entra nonostante la resistenza frapposta dai Gambara. Prosegue per Verona;
qui giunto, il governatore visconteo della città Ugolotto Biancardo, per
timore di eventuali disordini provocati dalle truppe che militano agli ordini
dei tre capitani, non permette loro l'ingresso. Il Cantelli continua la sua marcia verso
il padovano.
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Mar.
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Veneto
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Cerca di superare le linee nemiche con il Cane: ne segue
uno scontro durissimo che dura fino al mezzogiorno del dì seguente. Durante
una pausa del combattimento, Francesco Novello da Carrara si incontra con il
Cane e fa avere a quest'ultimo alcuni fiaschi pieni di monete d'oro. Come risultato, due
giorni dopo il Cantelli rientra in Lombardia.
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Lombardia
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Si ritira alla corte di Pandolfo Malatesta e può dedicarsi
alla composizione di sonetti petrarcheschi.
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1410
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Muore.
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Capitano valoroso.
Acquistò un certo rilievo come segretario e poeta alla
corte di Pandolfo Malatesta.