Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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0364      RISTAGNO CANTELMI  (Restaino Cantelmi)  Conte di Popoli e di Alvito. Signore di  Ortona. Padre di Giovanni.

               1444 ca.- 1514 (agosto)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

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Napoli

 

 

Campania

Spogliato del suo feudo dallo zio Giampaolo, duca di Sora, trascorre la giovinezza a Napoli alla corte del re Ferrante d'Aragona.

1479

 

 

 

Abruzzi

Viene investito dal re di Napoli della contea di Popoli, che comprende anche Vittorito, Pescocanale e Pratola Peligna.

1485

 

 

 

 

 

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Napoli

Chiesa

 

Abruzzi

Combatte i pontifici ed i baroni ribelli anche se con qualche incertezza iniziale. Il duca di Calabria, Alfonso d'Aragona, gli chiede che le sue truppe, acquartierate in Chieti, possano attraversare la contea di Popoli per assalire L'Aquila, ribellatasi alla corona. Il Cantelmi teme un tranello e permette il passo alle milizie aragonesi solo a squadra per squadra.

Sett.

 

 

 

Abruzzi

Raccoglie truppe e chiede 1000 ducati al re per potere dare loro il soldo: gli viene concessa la somma, nonostante le pressioni del duca di Calabria di pagarlo con la cessione del castello di Rivisondoli.

Nov.       Abruzzi
Si rappacifica a Popoli con Alfonso d'Aragona.

1486

 

 

 

 

 

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Abruzzi

Contrasta l'avanzata di Giovanni della Rovere; il suo intervento è facilmente respinto al ponte di San Clemente, sul fiume Pescara, da Carlo da Pian di Meleto.

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Abruzzi

Si unisce con Pietro Lalle dei Camponeschi e marcia alla volta dell'Aquila.

Apr.

 

 

 

Abruzzi

Costringe gli aquilani ad addivenire ad una tregua. I Gaglioffi sono obbligati ad abbandonare la città.

1487

 

 

 

 

 

Ago.

 

 

 

Campania

E' chiamato a far parte, con altri tre baroni, del tribunale che deve giudicare i capi ed i responsabili del partito avverso agli aragonesi: rifiuta per la sua incompetenza nelle discipline giuridiche.

1494

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Campania

Alla morte del re Ferrante d'Aragona, viene incarcerato a Napoli, in Castelnuovo, dal suo successore Alfonso d'Aragona, memore dello sgarbo di alcuni anni prima.

1495

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Campania

Viene liberato dal nuovo re Ferdinando d'Aragona.

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Napoli

Francia

 

Abruzzi

Promuove all'Aquila, con il conte di Marieri, una congiura ai danni dei Gaglioffi filofrancesi. Sconfigge Carlo Sanframondi in uno scontro, che costa agli avversari 400 morti.

1496

 

 

 

 

 

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Abruzzi

E' affrontato da Virginio Orsini e da Camillo Vitelli, i quali lo battono e lo costringono a ritirarsi dall'Aquila.

Giu.

 

 

 

Abruzzi

Con Guidobaldo da Montefeltro e Ruggero Accrocciamuro (3000 fanti abruzzesi e 300 cavalli), sconfigge a Palena i partigiani dei francesi condotti da Graziano di Guerra. E' catturato Andrea Matteo Acquaviva. 

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Capitano g.le

Abruzzi

Si unisce con Cesare d'Aragona ed il Montefeltro; scorre la Marsica con tali capitani e riempie di terrore il territorio. Il nuovo sovrano Federico d'Aragona lo nomina capitano generale, gli conferisce l'ufficio di camerlengo con un compenso annuo di 1000 ducati, gli riconosce tutti i suoi feudi (cui sono aggiunti Pescocanale, Ortona, Currito, Rivisondoli, Brittoli, Civitella Roveto ed altri villaggi) e la proprietà di un palazzo a Napoli, già appartenente all'abate Nardo de Giptis.

1497

Ascoli Piceno

Fermo

Capitano g.le

Marche

Viene inviato in soccorso di Ascoli Piceno.

1498

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

Marche

Alla testa di 300 cavalli e delle milizie ascolane, assedia invano Castignano. I scarsi risultati, alla fine, lo obbligano a stipulare una tregua con gli avversari ed a abbandonare il campo. Si ritira al di là del Tronto ed avvia le trattative affinché i due comuni arrivino ad un accordo.

Lug.

 

 

 

Marche

Entra con Ettore Fieramosca in Ripatransone e vi è accolto con tutti gli onori.

Ago.

 

 

 

Marche

Si trova ad Acquaviva Picena con Astolfo Guiderocchi, cui viene consegnato dai fermani il figlio Giovanni Francesco, catturato in precedenza. Ascoli Piceno non accetta, in oogni caso, di continuare nei negoziati per cui riprende il conflitto.

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Marche

Il Cantelmi si muove contro Monte Brandano (Monteprandone) e Monsampaolo del Tronto, che gli si arrendono senza opporre resistenza; occupa tutto il territorio che corre tra Capradosso a Comunnza, si accosta a Fermo e dà il guasto ai campi.

Dic.

 

 

 

Marche e Abruzzi

Assedia ancora Castignano ed entra in Ascoli Piceno, ove è accolto con tutti gli onori. Viene firmata la pace ed il Cantelmi rientra negli Abruzzi.

1499

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Abruzzi

E' segnalato all'Aquila al fianco del re di Napoli.

1501

Napoli

Francia

 

 

 

1502

Spagna

Francia

 

 

 

1503

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Abruzzi

Entra in Chieti con Fabrizio Colonna e si dirige su Penne.

Apr.

 

 

 

Puglia e Abruzzi

Si distingue alla battaglia di Cerignola, dove è il primo capitano a passare alla controffensiva. Viene a Popoli e, sempre con il Colonna, punta sull'Aquila. Gli si arrendono Chieti, Sulmona, Penne e Celano; scaccia dall'Aquila Girolamo Gaglioffi.

Mag.

 

 

 

Lazio

Attacca Gaeta.

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Il re di Spagna Ferdinando il Cattolico gli conferma i suoi feudi e gli concede Acquaviva e Spina con una pensione annua di 600 ducati.

1507

 

 

 

 

Ferdinando il Cattolico lo priva della contea di Alvito, che è conferita a Pietro Navarro.

1509

 

 

 

 

 

Lug.

 

 

 

Abruzzi

Viene contattato dai veneziani, affinché passi ai loro stipendi contro le truppe della lega di Cambrai. Invia a Venezia il suo segretario, un sacerdote, e chiede di essere nominato capitano generale. Il collegio dei Pregadi gli propone una condotta di 300 uomini d'arme, il titolo di governatore generale, uno stipendio di 32000 ducati l'anno, una ferma di due anni più uno di rispetto. Il Cantelmi accetta le proposte e manda un corriere a Venezia, perché sia predisposta la flotta che lo deve prelevare negli Abruzzi con i suoi uomini.

Ago.

 

 

 

 

Chiede il permesso al re di Spagna di potere militare per la Serenissima: il viceré di Napoli ed il sovrano si oppongono alla sua richiesta. Declina l'incarico.

1510

 

 

 

 

 

Mag.

Spagna

 

 

 

Si trova al campo con l'esercito spagnolo.

1511

Spagna

Francia

50 lance

 

Viene inviato in soccorso dei pontifici.

1512

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Romagna

Prende parte alla battaglia di Ravenna, dove, inizialmente, è dato per morto (gli è ucciso il cavallo). E' accusato di essersi dato alla fuga con le lance spagnole: nel corso del combattimento, invero, il viceré Raimondo di Cardona deve lasciare temporaneamente il terreno per persuaderlo e rientrare a combattere: i francesi approfittano di tale fatto e sbaragliano gli spagnoli. Il Cantelmi è catturato; riesce a liberarsi e raggiunge Forlì. Da tale località si rifugia, travestito, in un posto più sicuro.

Lug.

 

 

 

Romagna

E' al fianco del Cardona con le sue 50 lance.

1514

 

 

 

 

 

Ago.

 

 

 

Abruzzi

Viene ucciso a letto, fuori della sua abitazione, a colpi di pugnale da un prete da lui beneficato: la causa, una donna. Il prete è squartato.

SETTE CITAZIONI

Capitano valoroso.

Molto esperto nelle armi.

Uomo attivo.

Famoso cavaliere che si distinse particolarmente nelle giostre. Il più famoso giostratore del regno di Napoli.

Senza molta esperienza come capitano generale.

Odiato dai suoi vassalli perché prepotente e crudele. Dotato di notevole forza, cacciò gli orsi negli Abruzzi fino alla pià tarda età.