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Stato. Comp. ventura |
Avversario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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1495 |
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Gen. |
Napoli |
Francia |
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Campania |
Si trova a
Napoli alla cerimonia in cui Ferdinando d'Aragona viene eletto
re. |
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Giu. |
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Calabria e Sicilia |
Milita agli
ordini di Consalvo di Cordoba. Partecipa alla battaglia di Seminara;
sconfitto, si rifugia a Bagnara Calabra e, da qui, si imbarca
per Messina. |
| Nov. |
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Campania |
Il re
di Napoli lo investe dei feudi di Angelo di Monforte; nella
medesima occasione gli sono venduti i castelli di Fragneto Monforte,
Campodipietra, Monacilioni, Lino, Montorio nei Frentani, Precina,
Campomarino e Monte Rotario, pure appartenenti al Monforte.
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1496 |
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Mag. |
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Puglia |
E' a Lucera
con Annibale da Varano e Teodoro da Trivulzio. |
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Ott. |
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Campania |
Il sovrano
gli riconferma la contea di Campobasso, la contea di Montagano
ed il ducato di Termoli. |
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1497 |
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Ago. |
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Campania |
Si trova a
Capua per l'incoronazione del nuovo re Federico d'Aragona. |
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1502 |
Spagna |
Francia |
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Puglia |
Affianca ancora
il Cordoba contro i francesi. |
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1503 |
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Feb. |
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Puglia e Calabria |
Presenzia alla
disfida di Barletta, che si svolge in territorio veneziano,
tra Barletta e Bisceglie. Lascia, poi, la prima città con 300
stradiotti ed affronta in Calabria l'Aubigny. |
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Apr. |
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Puglia |
Partecipa alla
battaglia di Cerignola, ove si pone con i suoi uomini d'arme
all'imboccatura di una strada in mezzo ai vigneti. Esce dai
ripari e per poco non viene scavalcato da Cacciavillano dal
Corno. |
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Giu. |
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Campania e Lazio |
Con Prospero
Colonna, caccia i francesi da Capua; entra in Sessa Aurunca,
Pontecorvo ed ottiene Roccaguglielma . |
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Dic. |
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Campania |
Prende parte
alla battaglia del Garigliano; combatte con il Colonna alla
retroguardia, davanti all'artiglieria, con 200 lance e 2000
fanti spagnoli. |
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1504 |
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Feb. |
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Campania |
Acquista da
Fernando di Cordoba il feudo dì Ponte; ha in feudo Marcianise. |
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1505 |
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Abruzzi |
Ricopre l'incarico
di viceré degli Abruzzi. |
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1506 |
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Nov. |
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Campania |
Accoglie in
Napoli il re di Spagna Ferdinando il Cattolico. Nell'occasione
ha una contesa per ragioni di precedenza, assieme con il Colonna,
nei confronti di Roberto da San Severino e di Traiano Caracciolo. |
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1507 |
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Abruzzi |
E' nuovamente
nominato viceré degli Abruzzi. Nell'anno gli sono dati in feudo
San Martino Sannita e Guglionesi. |
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1509 |
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Abruzzi |
E' sempre viceré
degli Abruzzi |
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Spagna |
Venezia |
400 lance |
Veneto |
Al comando
di 400 lance spagnole, viene inviato in soccorso dei francesi
dello Chaumont e degli imperiali di Massimiliano d'Austria contro
i veneziani. Raggiunge il padovano, attraversa il Bacchiglione
a Selvazzano Dentro e muove contro Monselice. |
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Estate |
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Veneto |
All'assedio
di Padova. Si pone in agguato a Castelcarro: le sue intenzioni
vengono scoperte da Dionigi Naldi. |
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Autunno |
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Veneto |
Si trova alla
difesa di Vicenza. |
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1510 |
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Lazio ed Emilia |
Parte da Roma,
tocca Firenze con 400 lance, 600 cavalli leggeri e 2000 fanti
ed entra nel ferrarese in soccorso di Alfonso d'Este. |
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Apr. |
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Emilia |
Viene al campo
imperiale nel veronese; esce dal capoluogo con 110 uomini d'arme;
contrastato da Lucio Malvezzi, rientra a Verona. |
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Mag. |
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Veneto |
Staziona nel Veneto con le sue compagnie.
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Giu. |
Impero |
Venezia |
400 lance |
Abruzzi Romagna Emilia |
Ritorna nel
regno di Napoli ed a Pescara effettua la mostra dei suoi uomini.
Si trasferisce, successivamente, in Romagna a Cesena, sosta
nel territorio tra Cento, Lugo e Bagnocavallo. Viene contattato
dai veneziani che, tramite frà Leonardo Prato, gli offrono il
capitanato generale ed uno stipendio annuo di 30000 ducati. |
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Lug. |
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Veneto |
E' alla difesa
di Verona. Si allontana dalla città. Tocca Soave e si reca al
campo di Santa Croce Bigolina sul Brenta. Si presenta davanti
alle porte di Padova con 5 capitani ed ha un colloquio con il
Prato: sembra, anzi, offrirsi al servizio della Serenissima,
mentre i suoi uomini si astengono dal danneggiare il territorio.
Abbandona Monselice in fiamme e rientra a Verona con Rodolfo
di Anhalt. |
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Ago. |
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Veneto ed Emilia |
Si incontra
nuovamente con il Prato per uno scambio di prigionieri. E' a
Soave con il vescovo di Trento ed il principe di Anhalt per
un consiglio di guerra e, di seguito, si sposta nel ferrarese.
Il suo comportamento si rivela spesso ambiguo. |
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Sett. |
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Emilia e Veneto |
Ritorna a Verona
per i funerali dell'Anhalt, che si svolgono nella chiesa di
Sant'Anastasia; esce dalla città con i suoi uomini d'arme e
4 compagnie di fanti e protegge i saccomanni da possibili attacchi
dei cavalli leggeri veneziani. A Verona ha il compito di sorvegliare
porta Vescovo. Si scontra a San Bonifacio con Giampaolo Manfrone:
si pone alla retroguardia e con la sua azione sbarra il passo
agli imperiali in fuga salvando in tal modo il suo esercito
da una disfatta. Da ultimo, chiede al papa Giulio II un salvacondotto
per rientrare nei suoi possedimenti ed invia alcuni uomini a
Mantova affinché gli preparino gli alloggiamenti. |
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Ott. |
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Veneto |
Le sue truppe,
ferme a Verona, sono senza paga ed in disordine anche a causa
delle malattie: molte sono pure le diserzioni. |
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Nov. |
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Veneto e Lombardia |
Viene richiamato
dal re di Spagna e si allontana da Verona. Tocca Villafranca
di Verona, entra nel mantovano con un salvacondotto di Francesco
Gonzaga. Prima di partire ha una grossa lite con il vescovo
di Trento. |
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Dic. |
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Marche e Abruzzi |
Raggiunge Marche;
viene a Montalboddo con 1500 cavalli e 700 fanti, che, per suo
ordine, rispettano i territori transitati. nel proseguimento
della sua marcia passa per Fermo (ove è ricevuto, come all'andata,
con grandi onori) e da qui raggiunge gli Abruzzi. |
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1511 |
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| Giu. |
Chiesa |
Francia |
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Emilia |
Staziona nel
bolognese con Fabrizio Colonna e Giampaolo Baglioni. Gli vengono
contro dal reggiano Galeazzo Pallavicini Giovan Francesco Gambara
e Corrado Tarlatini. |
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Lug. |
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Gonfaloniere |
Emilia |
A Roma
è nominato da Giulio II gonfaloniere della Chiesa al
posto di Francesco Maria della Rovere. |
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Ago. |
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Si ammala. |
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Sett. |
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Campania |
A
Napoli. Il pontefice lo convoca a Roma. |
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Nov. |
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200 lance |
Lazio |
E' a Roma e
nella cappella di San Sisto gli sono consegnati dal cardinale
di San Giorgio il bastone e lo stendardo, simboli del comando.
Parte per la Romagna con 90 lance e 25 cavalli leggeri. E' colpito
dalla terzana. |
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Dic. |
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Lazio |
Muore a Civita
Castellana. E' sepolto a Napoli nella chiesa degli Incurabili. |
Capitano valoroso. Ardimentoso.
Utilizzato dai re sia per il suo valore, che per la nobiltà
della sua famiglia.
Molto stimato. Illustre signore.