Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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0568      GIOVANNI COSSA  (Giovanni Coscia, Giovanni Salvacossa) Di Ischia. Conte di Troia, barone di Grimand. Signore di Marignane e Gignac. Figlio di Gaspare, nonno di Ruggero Accrocciamuro.

               1400 ca.- 1476 (ottobre)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1423

Angiò

Re d'Aragona

 

Liguria e Campania

Si imbarca a Genova sulla flotta viscontea per attaccare Napoli. Ha il comando di un brigantino.

1434

 

 

 

 

 

Nov.

Napoli

 

 

Calabria

Alla morte di Luigi d'Angiò, la regina di Napoli Giovanna d'Angiò lo nomina viceré di Calabria e lo spedisce in tale territorio per farlo rientrare nell'orbita della corona.

1435

Napoli

Re d'Aragona

 

 

Combatte a favore di Renato d'Angiò contro Alfonso d'Aragona.

1436

 

 

 

Lazio

Viene inviato presso il papa Eugenio IV con Ottino Caracciolo alla ricerca di soccorsi.

1439

Angiò

Re d'Aragona

 

Campania

Si trova con il Caracciolo alla difesa di Napoli; esce dalla città con tale capitano alla testa di 500 cavalli, si impadronisce di Caivano e ne uccide il presidio.

1440

 

 

 

Francia

In Provenza, al servizio del re Renato d'Angiò.

1442

 

 

 

 

 

..............

 

 

 

Campania

A Napoli. Con Robino Galeota ha il compito di controllare i pozzi d'acqua e  l'acquedotto che alimenta la città da Dogliuolo (Poggioreale): i due capitani danno le opportune disposizioni, interrompono la condotta con un triplice muro e ne bloccano la chiusura con un cancello di ferro. Fanno sorvegliare il tutto da molte guardie, ma non seguono con la dovuta attenzione l'attuazione dei loro ordini.

Mag.

 

 

 

Campania

Il Galeota ed il Cossa non mettono, come di consueto, le guardie alle condotte che portano fuori da Napoli: un disertore avvisa del fatto gli aragonesi e costoro ne approfittano per introdurre nella città, attraverso esse, 650 fanti armati di balestre e di partigiane. 40 uomini escono da un pozzo vicino alla porta di Santa Sofia nella casa di un sarto.

Giu.

 

 

 

Campania

Gli aragonesi assalgono Napoli. Il Cossa è assediato in Castel Capuano ed è obbligato alla resa a patti in pochi giorni: gli sono consegnati 212 ducati per il materiale bellico che lascia nel castello; si incontra con Lupo Ximen di Urria e Raimondo Boilo nella chiesa di Santa Maria Coronata. Arrivano, infine, 2 navi genovesi che prelevano il Cossa, Renato d'Angiò, il Caracciolo e Giorgio della Magna.

  .............

 

 

 

Toscana

Sbarca a Porto Pisano e si porta a Firenze presso il papa.

Dic.

 

 

 

 

Il giorno di Natale ottiene il permesso di consegnare agli aragonesi anche Castelnuovo e Sant'Eramo in Napoli: viene perdonato con il Caracciolo.

1448

 

 

 

Lazio

Liguria e Francia

Abbandona il regno di Napoli e si porta a Roma. Da qui ritorna in Provenza alla corte di Renato d'Angiò. A Genova ha un colloquio con l'ambasciatore fiorentino Luigi Guicciardini.

1450

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

Lombardia

Si trova a Lodi, allorché Guglielmo di Monferrato rinuncia a favore di Francesco Sforza alla signoria di Alessandria e del suo contado.

1453

 

 

 

 

 

..............       Venezia In missione diplomatica a Venezia.

Sett.

Milano

Venezia

 

Lombardia

Affianca Renato d'Angiò contro i veneziani. E' presente alla stipula del trattato di pace tra il marchese del Monferrato ed il duca di Milano.

1456

 

 

 

Francia e Liguria

Salpa da Marsiglia e viene a Genova, che è stata ceduta dal doge Pietro Campofregoso a Renato d'Angiò.

1458

 

 

 

 

 

Ago.

Genova

Fuoriusciti

 

Liguria

Prende parte alla difesa di Genova contro gli attacchi condotti dai fuoriusciti e dagli aragonesi. Si incontra con Francesco Sforza.

Ott.

 

 

 

Lombardia

Il re di Provenza utilizza spesso il Cossa in missioni diplomatiche per sollecitare aiuti ai danni degli aragonesi. Si reca a Milano per tale scopo.

1459

 

 

 

 

 

Sett.

 

 

 

Liguria e Francia

Respinge un assalto improvviso portato ai danni di Genova da Pietro Campofregoso. Si colloca alla porta di Sant'Andea e ferisce con due colpi di mazza ferrata alla testa il capitano avversario che sta per fuggire. Esce dal porto con poche galee per venire in Corsica a Bonifacio: il suo viaggio è interrotto dalla flotta aragonese di Bernardo Villamarina.

Ott.

Angiò

Napoli

 

Campania

Viene contattato dal genero Marco della Ratta e, su sua sollecitazione, si allontana da Genova per trasferirsi nel regno di Napoli al fine di difendervi gli interessi di Giovanni d' Angiò. Compare con la flotta (10 galee e 3 navi) davanti a Napoli, tenta di sbarcare sulla spiaggia della Maddalena: ne è impedito da Carlo Pagano, che gli conquista lo stendardo reale e gli infligge gravi perdite.

Nov.

 

 

 

Campania

Un nuovo tentativo ha successo; si congiunge con Antonio Caldora ed insieme assediano Calvi.

1460

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Lazio e Campania

Si trova nel territorio dell'abbazia di Montecassino. Calvi passa dalla parte degli aragonesi ed il Cossa è costretto ad allontanarsi dal territorio.

Lug.

 

 

 

Campania

Partecipa alla battaglia di Sarno: dopo la vittoria, cerca invano di persuadere Giovanni d'Angiò ad inseguire i nemici i nemici in fuga disordinata.

1462

 

 

 

 

 

Mag.       Francia
Sta per partire da Marsiglia con 15 galee e 2 grosse navi cariche di frumento. Porta con sé 80000 ducati destinati alle paghe delle truppe di Giovanni d'Angiò.

..............

 

 

 

Campania

Attacca inutilmente Benevento con il duca di Sora Giovampaolo Cantelmi.

Ago.

 

 

 

Puglia

Prende parte alla battaglia di Troia. Passato alla guardia della città dopo la sconfitta di Jacopo Piccinino, gli abitanti si accordano con Alessandro Sforza, aprono le porte ai nemici che catturano il presidio di 70 cavalli e di 300 fanti. Amico da lunga data dello stesso Sforza, il Cossa si arrende nelle mani di Ippolita Sforza, figlia di Francesco e nuora del re Ferrante d'Aragona: viene condotto al padiglione del sovrano ed è lasciato libero dopo essere stato invitato a rimanere nel regno di Napoli. Lascia agli aragonesi in ostaggio un figlio affinché siano restituiti loro alcune località, dal Cossa ancora controllate, nel contado finitimo. Ritorna al servizio di Giovanni d'Angiò.

Sett. ott.       Puglia Romagna Toscana
Raggiunge l'Angiò a Lucera; si sposta a Manfredonia e rafforza le difese di tale località. A fine mese si imbarca per Rimini (dove si incontra con Sigismondo Pandolfo Malatesta) e da qui prosegue per Ancona. Si ferma per qualche tempo in tale città in attesa di un salvacondotto del cardinale legato. Prosegue per Firenze; si imbarca a Pisa e raggiunge la Provenza con la scorta della squadra di Bernardo Villamarina, passato negli stessi giorni per tre mesi al servizio del re di Francia.
1463          
Gen.       Francia
Si trova a Bayonne presso la corte francese. Fa di continuo la spola fra il re ed il duca di Lorena allo scopo di procacciare denaro per la causa angioina.
Mar.       Liguria
Salpa da Savona con 8 galee per il regno di Napoli. Porta con sé 50000/60000 ducati destinati alle paghe delle truppe.
Giu.       Francia
Ad Avignone, sempre alla ricerca di denaro per la continuazione del conflitto. Raggiunge successivamente Ischia.
Sett.       Veneto e Toscana
Salpa da Ischia a bordo di una squadra francese di 12 galee comandate da Jean de Villages. Sbarca a Porto Pisano, tocca Firenze e prosegue per Modena. In missione diplomatica a Venezia : afferma che Luigi XI è sempre favorevole alla causa angioina nel regno di Napoli e che sono false le voci relative ad un possibile accordo tra il re di Francia e Francesco Sforza.
Dic.        
Il duca di Milano gli nega il salvacondotto per potere attraverare le sue terre di Lombardia: la sua presenza è ritenuta controproducente relativamente al prossimo accordo fra francesi e sforzeschi per Genova e Savona.

1464

 

 

 

 

 

Gen. mar.

 

 

 

Francia e Lazio

Si reca ad Arras alla corte del re di Francia, alla ricerca di aiuti per l'Angiò assediato in Ischia dagli avversari. Si incontra, di seguito, con il papa Pio II.

Apr.

 

 

 

Toscana Veneto e Lombardia

Viene a Firenze e si ferma per qualche tempo a Pisa. E' pure segnalato a Venezia e a Milano.

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Francia

In Provenza. Viene nominato luogotenente generale di Ferry di Lorena, gran siniscalco di Provenza.

1470

 

 

 

Francia

Succede nella carica di gran siniscalco a Ferry di Lorena.

1474

 

 

 

Francia

Negozia con il duca di Borgogna Carlo il Temerario le clausole per una possibile cessione della Provenza.

..............

 

 

 

Francia

E' nominato governatore del ducato di Bar.

1475

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Francia

Effettua una infruttuosa missione presso la corte del re di Francia Luigi XI: si lamenta del comportamento del signore di Ceaon, che occupa terre del ducato di Bar appartenenti agli Angiò.

Apr.

 

 

 

Francia

Ritorna a Lione con Renato d'Angiò e si fa notare per le franche risposte al sovrano francese.

Mag.

 

 

 

Francia

Spinge l'Angiò a cedere alla sua morte, in cambio di 50000 scudi, i suoi possedimenti al re di Francia.

1476

 

 

 

 

 

Ott.

 

 

 

Francia

Muore in Provenza. E' sepolto a Tarascona nella cripta della chiesa di Santa Marta. Da lui discenderà la casa di Cossé Brissac.

SEI CITAZIONI

Stimato in tutte le guerre dagli angioini.

Esperto nelle negoziazioni diplomatiche

Disinteressato.

Sincero senza toni aspri o canzonatori.