| Anno, mese |
Stato. Comp. ventura |
Avversario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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1423 |
Angiò |
Re d'Aragona |
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Liguria e Campania |
Si imbarca
a Genova sulla flotta viscontea per attaccare Napoli. Ha il
comando di un brigantino. |
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1434 |
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Nov. |
Napoli |
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Calabria |
Alla morte
di Luigi d'Angiò, la regina di Napoli Giovanna d'Angiò lo nomina
viceré di Calabria e lo spedisce in tale territorio per farlo
rientrare nell'orbita della corona. |
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1435 |
Napoli |
Re d'Aragona |
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Combatte a
favore di Renato d'Angiò contro Alfonso d'Aragona. |
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1436 |
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Lazio |
Viene inviato
presso il papa Eugenio IV con Ottino Caracciolo alla ricerca
di soccorsi. |
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1439 |
Angiò |
Re d'Aragona |
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Campania |
Si trova con
il Caracciolo alla difesa di Napoli; esce dalla città con tale
capitano alla testa di 500 cavalli, si impadronisce di Caivano
e ne uccide il presidio. |
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1440 |
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Francia |
In Provenza,
al servizio del re Renato d'Angiò. |
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1442 |
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Campania |
A Napoli. Con
Robino Galeota ha il compito di controllare i pozzi d'acqua
e l'acquedotto che alimenta
la città da Dogliuolo (Poggioreale): i due capitani danno le
opportune disposizioni, interrompono la condotta con un triplice
muro e ne bloccano la chiusura con un cancello di ferro. Fanno
sorvegliare il tutto da molte guardie, ma non seguono con la
dovuta attenzione l'attuazione dei loro ordini. |
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Mag. |
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Campania |
Il Galeota
ed il Cossa non mettono, come di consueto, le guardie alle condotte
che portano fuori da Napoli: un disertore avvisa del fatto gli
aragonesi e costoro ne approfittano per introdurre nella città,
attraverso esse, 650 fanti armati di balestre e di partigiane.
40 uomini escono da un pozzo vicino alla porta di Santa Sofia
nella casa di un sarto. |
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Giu. |
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Campania |
Gli aragonesi
assalgono Napoli. Il Cossa è assediato in Castel Capuano ed
è obbligato alla resa a patti in pochi giorni: gli sono consegnati
212 ducati per il materiale bellico che lascia nel castello;
si incontra con Lupo Ximen di Urria e Raimondo Boilo nella chiesa
di Santa Maria Coronata. Arrivano, infine, 2 navi genovesi che
prelevano il Cossa, Renato d'Angiò, il Caracciolo e Giorgio
della Magna. |
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Toscana |
Sbarca a Porto
Pisano e si porta a Firenze presso il papa. |
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Dic. |
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Il giorno di
Natale ottiene il permesso di consegnare agli aragonesi anche
Castelnuovo e Sant'Eramo in Napoli: viene perdonato con il Caracciolo.
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1448 |
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Lazio Liguria
e Francia |
Abbandona il
regno di Napoli e si porta a Roma. Da qui ritorna in Provenza
alla corte di Renato d'Angiò. A Genova ha un colloquio con l'ambasciatore
fiorentino Luigi Guicciardini. |
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1450 |
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Mag. |
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Lombardia |
Si trova a
Lodi, allorché Guglielmo di Monferrato rinuncia a favore di
Francesco Sforza alla signoria di Alessandria e del suo contado. |
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1453 |
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Venezia |
In missione diplomatica a Venezia. |
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Sett. |
Milano |
Venezia |
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Lombardia |
Affianca Renato
d'Angiò contro i veneziani. E' presente alla stipula del trattato
di pace tra il marchese del Monferrato ed il duca di Milano. |
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1456 |
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Francia e Liguria |
Salpa da Marsiglia
e viene a Genova, che è stata ceduta dal doge Pietro Campofregoso
a Renato d'Angiò. |
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1458 |
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Ago. |
Genova |
Fuoriusciti |
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Liguria |
Prende parte
alla difesa di Genova contro gli attacchi condotti dai fuoriusciti
e dagli aragonesi. Si incontra con Francesco Sforza. |
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Ott. |
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Lombardia |
Il re di Provenza
utilizza spesso il Cossa in missioni diplomatiche per sollecitare
aiuti ai danni degli aragonesi. Si reca a Milano per tale scopo. |
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1459 |
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Sett. |
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Liguria e Francia |
Respinge un
assalto improvviso portato ai danni di Genova da Pietro Campofregoso.
Si colloca alla porta di Sant'Andea e ferisce con due colpi
di mazza ferrata alla testa il capitano avversario che sta per
fuggire. Esce dal porto con poche galee per venire in Corsica
a Bonifacio: il suo viaggio è interrotto dalla flotta aragonese
di Bernardo Villamarina. |
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Ott. |
Angiò |
Napoli |
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Campania |
Viene contattato
dal genero Marco della Ratta e, su sua sollecitazione, si allontana
da Genova per trasferirsi nel regno di Napoli al fine di difendervi
gli interessi di Giovanni d' Angiò. Compare con la flotta (10
galee e 3 navi) davanti a Napoli, tenta di sbarcare sulla spiaggia
della Maddalena: ne è impedito da Carlo Pagano, che gli
conquista lo stendardo reale e gli infligge gravi perdite. |
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Nov. |
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Campania |
Un nuovo tentativo
ha successo; si congiunge con Antonio Caldora ed insieme assediano
Calvi. |
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1460 |
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Gen. |
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Lazio e Campania |
Si trova nel
territorio dell'abbazia di Montecassino. Calvi passa dalla parte
degli aragonesi ed il Cossa è costretto ad allontanarsi dal
territorio. |
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Lug. |
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Campania |
Partecipa alla
battaglia di Sarno: dopo la vittoria, cerca invano di persuadere
Giovanni d'Angiò ad inseguire i nemici i nemici in fuga disordinata. |
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1462 |
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| Mag. |
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Francia |
Sta per partire
da Marsiglia con 15 galee e 2 grosse navi cariche di frumento.
Porta con sé 80000 ducati destinati alle paghe delle
truppe di Giovanni d'Angiò. |
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Campania |
Attacca inutilmente
Benevento con il duca di Sora Giovampaolo Cantelmi. |
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Ago. |
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Puglia |
Prende parte
alla battaglia di Troia. Passato alla guardia della città dopo
la sconfitta di Jacopo Piccinino, gli abitanti si accordano
con Alessandro Sforza, aprono le porte ai nemici che catturano
il presidio di 70 cavalli e di 300 fanti. Amico da lunga data
dello stesso Sforza, il Cossa si arrende nelle mani di Ippolita
Sforza, figlia di Francesco e nuora del re Ferrante d'Aragona:
viene condotto al padiglione del sovrano ed è lasciato libero
dopo essere stato invitato a rimanere nel regno di Napoli. Lascia
agli aragonesi in ostaggio un figlio affinché siano restituiti
loro alcune località, dal Cossa ancora controllate, nel
contado finitimo. Ritorna al servizio di Giovanni d'Angiò. |
| Sett.
ott. |
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Puglia Romagna Toscana |
Raggiunge l'Angiò
a Lucera; si sposta a Manfredonia e rafforza le difese di tale
località. A fine mese si imbarca per Rimini (dove si
incontra con Sigismondo Pandolfo Malatesta) e da qui prosegue
per Ancona. Si ferma per qualche tempo in tale città
in attesa di un salvacondotto del cardinale legato. Prosegue
per Firenze; si imbarca a Pisa e raggiunge la Provenza con la
scorta della squadra di Bernardo Villamarina, passato negli
stessi giorni per tre mesi al servizio del re di Francia. |
| 1463 |
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| Gen. |
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Francia |
Si trova a
Bayonne presso la corte francese. Fa di continuo la spola fra
il re ed il duca di Lorena allo scopo di procacciare denaro
per la causa angioina. |
| Mar. |
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Liguria |
Salpa da Savona
con 8 galee per il regno di Napoli. Porta con sé 50000/60000
ducati destinati alle paghe delle truppe. |
| Giu. |
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Francia |
Ad Avignone,
sempre alla ricerca di denaro per la continuazione del conflitto.
Raggiunge successivamente Ischia. |
| Sett. |
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Veneto e Toscana |
Salpa da Ischia
a bordo di una squadra francese di 12 galee comandate da Jean
de Villages. Sbarca a Porto Pisano, tocca Firenze e prosegue
per Modena. In missione diplomatica a Venezia : afferma che
Luigi XI è sempre favorevole alla causa angioina nel
regno di Napoli e che sono false le voci relative ad un possibile
accordo tra il re di Francia e Francesco Sforza. |
| Dic. |
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Il duca di
Milano gli nega il salvacondotto per potere attraverare le sue
terre di Lombardia: la sua presenza è ritenuta controproducente
relativamente al prossimo accordo fra francesi e sforzeschi
per Genova e Savona. |
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1464 |
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Gen. mar. |
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Francia e Lazio |
Si reca ad
Arras alla corte del re di Francia, alla ricerca di aiuti per
l'Angiò assediato in Ischia dagli avversari. Si incontra, di
seguito, con il papa Pio II. |
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Apr. |
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Toscana Veneto e Lombardia |
Viene a Firenze
e si ferma per qualche tempo a Pisa. E' pure segnalato a Venezia
e a Milano. |
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Francia |
In Provenza.
Viene nominato luogotenente generale di Ferry di Lorena, gran
siniscalco di Provenza. |
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1470 |
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Francia |
Succede nella
carica di gran siniscalco a Ferry di Lorena. |
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1474 |
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Francia |
Negozia con
il duca di Borgogna Carlo il Temerario le clausole per una possibile
cessione della Provenza. |
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Francia |
E' nominato
governatore del ducato di Bar. |
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1475 |
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Feb. |
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Francia |
Effettua una
infruttuosa missione presso la corte del re di Francia Luigi
XI: si lamenta del comportamento del signore di Ceaon, che occupa
terre del ducato di Bar appartenenti agli Angiò. |
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Apr. |
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Francia |
Ritorna a Lione
con Renato d'Angiò e si fa notare per le franche risposte al
sovrano francese. |
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Mag. |
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Francia |
Spinge l'Angiò
a cedere alla sua morte, in cambio di 50000 scudi, i suoi possedimenti
al re di Francia. |
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1476 |
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Ott. |
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Francia |
Muore in Provenza.
E' sepolto a Tarascona nella cripta della chiesa di Santa Marta.
Da lui discenderà la casa di Cossé Brissac. |
Stimato in tutte le guerre dagli angioini.
Disinteressato.
Sincero senza toni aspri o canzonatori.