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Anno, mese
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Stato. Comp. ventura
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Condotta
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Area attività
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Azioni intraprese ed altri fatti salienti
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Toscana Campania
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Viene esiliato da Firenze per l'omicidio della consanguinea
Taddea. Liberato dal bando per le preghiere dei Tolomei di Siena, si rifugia
nel regno di Napoli.
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1342
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Mag.
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Firenze
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Pisa
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Toscana
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Lascia il regno di Napoli e passa al soldo dei fiorentini.
Raggiunge il campo di San Piero in Campo sul Serchio con alcuni cavalli
francesi di Gualtieri di Brienne e di Uguccione dei Buondelmonti.
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1343
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Lug.
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Rivoltosi
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Firenze
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Toscana
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Con il fratello Corso ed alcuni Pazzi, Adimari ed Albizzi,
congiura contro il Brienne, signore di Firenze. Si allea anche con Andrea
Bardi, arma tutti i suoi parenti ed amici e dà inizio alla rivolta. Incendia
il carcere delle Stinche e libera i prigionieri; assale il palazzo del
podestà, ove si è asserragliato il perugino Baglione Baglioni.
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1350
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Veneto
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Viene mandato in esilio da Firenze perché
sospettato di avere preso parte all'assassinio della sua parente
Taddea Donati. Pone la sua residenza a Padova in contrada Sant'Agnese.
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1354
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Feb.
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Padova
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della Scala
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Veneto
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Muove con Federico di Mathelor (500 barbute) in soccorso
di Cangrande della Scala contro Frignano della Scala che, con un colpo di
mano, si è impadronito di Verona. Raggiunge Cangrande a Vicenza ed insieme
attaccano Verona.
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Mag.
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Padova
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Brandeburgo
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Trentino
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Gli scaligeri lo ricompensano con alcuni beni tolti ai
rivoltosi. Alla fine della missione, cavalca in Valsugana con Nascimbene da
Grompo per contrastarvi le mire del marchese di Brandeburgo.
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1356
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Apr.
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Padova
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Caldonazzo
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Trentino e Veneto
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E' inviato con molti cavalli in Valsugana, per difendere
Pergine Valsugana dagli attacchi di Sicco da Caldonazzo e degli scaligeri.
Esce dalla località e si porta a Bassano del Grappa. Alla notizia che Levico
Terme sta per cadere nelle mani degli avversari, torna a Padova e vi raduna
2000 uomini fra i quali vi è Ambaldo di Lorena.
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Mag.
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Veneto
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Si trova a Bassano del Grappa.
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Giu.
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Veneto
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Giunge a Primolano, interrompe i lavori di costruzione di
un grande fossato e rientra a Padova.
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1357
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Lug.
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Firenze
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Forlì
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Romagna
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Viene mandato con 700 barbute, 800 balestrieri e fanti in
soccorso del cardinale legato Androino de la Roche contro Francesco Ordelaffi
e la compagnia del conte Lando. Nella crociata è anche seguito da singoli
cittadini e da molti contadini sia a cavallo (200) che a piedi (2000). La campagna
costerà ai fiorentini più di 100000 fiorini.
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1358
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Lug. ago.
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Romagna Toscana
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Con Giovanni dei Medici, Amerigo Cavalcanti
e Simone Peruzzi, tratta con Broccardo Lando ed Amerigo del
Cavalletto il passaggio della Grande Compagnia nel fiorentino.
Ricorda ai venturieri i patti sottoscritti l'agosto precedente
dal conte Lando, con i quali la compagnia si è impegnata
a non entrare in Toscana: ottiene solo risposte sprezzanti.
Nel frattempo, i fiorentini si accordano con i Guidi e gli Ubaldini
ed inviano propri balestrieri nel Mugello per provvedere alla
difesa dei passi; sono pure revocati i poteri agli ambasciatori.
Il conte Lando si accorda con i quattro inviati, ottiene il
passo libero e cinque appostamenti per l'approvvigionamento
a pagamento delle vettovaglie necessarie alla compagnia. Il
Donati si trova avanti con l'avanguardia guidata dal Cavalletto
e sfugge all'agguato delle Scalelle preparato dagli abitanti
degli Appennini. Di seguito, si adopera attivamente affinché
i mercenari sfuggiti all'imboscata si salvino prima a Dicomano
e, successivamente, a Vicchio nel Mugello. Segue il Cavalletto
da Vicchio in Romagna: in tale località gli ambasciatori
fanno distribuire ai venturieri il pane mandato in precedenza
per le truppe fiorentine.Al rientro a Firenze (agosto), il Donati
si deve giustificare per il suo operato.
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1361
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Padova
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Veneto
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E' nuovamente bandito da Firenze con il fratello Tassino.
Al servizio dei carraresi.
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1362
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Mar.
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Emilia
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Ha da Francesco da Carrara l'incarico di recarsi a Ferrara,
per trattare un'alleanza con il cardinale legato Egidio Albornoz in funzione
antiviscontea.
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Sett.
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Emilia
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Inizia dei negoziati a Ferrara con gli estensi, al fine di appianare le
divergenze sorte fra i due stati
riguardo al Polesine di Rovigo.
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Ott.
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Veneto
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Figura come testimone in un atto del Carrara, che concede
la cittadinanza padovana e l'esenzione dalle tasse a tutti i forestieri
venuti a Padova per lavorare nelle varie occupazioni relative all'arte della
lana.
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1363
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Padova
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Austria
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Friuli
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Con il Mathelor, soccorre il patriarca di Aquileja contro
le milizie di Walterpertoldo di Spilimbergo. Assedia quest'ultimo in
Spilimbergo.
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1364
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Apr.
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Firenze
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Pisa
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Toscana
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Combatte la Compagnia Bianca, guidata da Alberto Sterz e da
Giovanni Acuto, e 3000 barbute tedesche, capitanate da Anichino di Baumgarten.
Si oppone alla costruzione a Firenze di serragli a Sant'Antonio ed a San
Gallo, ordinata dal capitano generale Arrigo di Montfort, per impedire ai
fiorentini di uscire dalla città.
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Mag.
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Toscana
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Respinge con Bonifacio Lupo e Giovanni Malatacca un
attacco del Baumgarten alla porta di San Gallo a Firenze. Lascia, di seguito, la città
con il Montfort, Giovanni e Rodolfo d'Asburgo (1500 barbute), 500 balestrieri
e molti cavalli. Da San Miniato prende la val d'Era e si porta sotto Pisa, dove
negli stessi giorni è giunta una compagnia di 1400 cavalli, proveniente dalla
Lombardia ed assoldata dai pisani per 2000 fiorini: questa muove contro i
fiorentini. Il Donati convince il Montfort ad attraversare il ponte di Stagno e lo
fa tagliare da Filippone Tenaglia; punta su Livorno e persuade i capitani
della compagnia inseguitrice, di cui conosce i capi, a ritornare a Pisa: guadagna in tal modo il tempo
necessario a superare senza contrasti un terreno paludoso ed a impadronirsi
di Porto Pisano e di Livorno. Dato alle fiamme il secondo centro, marcia
speditamente verso Montescudaio, affinché non gli sia bloccato il passo dai
pisani, e da qui prosegue per Volterra: in un solo giorno l'esercito compie
trentotto miglia attraverso vie aspre e malagevoli.
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Lug.
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Toscana
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Galeotto Malatesta è ora il nuovo capitano generale dei
fiorentini. Viene posto il campo a Cascina: il Donati si accorge subito della
debolezza del sito; con il Lupo,
fortifica la strada che porta a San Savino ed a Pisa e vi fa appostare
sui lati i fanti dei conti Guidi, gli aretini e Ricceri Grimaldi con 400
balestrieri genovesi. L'Acuto è sconfitto: nella battaglia vi sono più di
1000 morti e sono catturati altri 2000 uomini, dei quali i fanti forestieri vengono
subito rilasciati.
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Sett.
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Padova
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Austria
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Friuli
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Soccorre nel Friuli il patriarca di Aquileja contro le
truppe del duca Rodolfo d'Austria ed i nobili locali, capeggiati ancora dallo
Spilimbergo. Assedia il castello di Umspergo, di cui ottiene le resa dopo
averlo fatto battere con mangani e trabucchi. La fortezza è distrutta ed il
Donati è sostituito da Bertuccio da Montemelone.
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1366
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Dic.
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Veneto
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A Padova.
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1367
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..............
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Veneto
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Ritorna a Firenze ed i fiorentini lo mandano a Padova per
controllare la situazione.
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Dic.
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Veneto
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A Padova presenzia alle nozze di Gigliola da Carrara con
il duca Venceslao di Sassonia; alla fine della cerimonia è organizzato un
torneo cui partecipa al comando della squadra rossa, mentre la bianca è
guidata dal Montemelone.
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1369
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Dic.
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Toscana
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A Firenze, a seguito della sconfitta del Malatacca a
Cascina ad opera dell'Acuto.
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1370
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..............
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Firenze
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Milano
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Capitano g.le
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Toscana
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Viene nominato capitano generale della antiviscontea e gli sono date le insegne del comando di fronte al palazzo della
Signoria. Lucio Lando ha invece il comando
delle milizie fiorentine.
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Giu.
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Toscana
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A Poggibonsi.
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Lug.
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Emilia
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A Modena.
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Ago.
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Emilia e Veneto
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Quando l'Acuto si allontana dal campo visconteo per
compiere un'incursione nel bolognese, il Donati giunge sotto Reggio Emilia per
liberare la città dall'assedio. Prende accordi con i difensori (3000 cavalli
pontifici, carraresi ed estensi) affinché escano dalle mura con il popolo ed
assalgano due bastie; un analogo attacco sarebbe stato da lui portato
dall'esterno. Il piano ha successo: 200 paia di buoi sono introdotti nella
città. Il Donati viene colpito da una fortissima febbre subito dopo la vittoria ed è
portato a Padova a curarsi.
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Sett.
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Veneto
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Muore a Padova. E' sepolto nel chiostro della chiesa di
Sant'Antonio e sulla tomba compare un epitaffio in versi latini scritto
dall'amico Francesco Petrarca. Secondo alcune fonti morirà, al contrario, a Giove
quattro anni dopo.
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Uomo di grande animo. Capitano coraggioso. "Uno
dei più illustri capitani del suo tempo." Tiribilli-Giuliani
Esperto dell'arte militare.
Previdente.