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Stato. Comp. ventura |
Avversario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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1327 |
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Ago. |
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Grecia |
Esercita la pirateria; depreda
nelle acque greche 8 navi mercantili veneziane. |
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1329 |
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Ago. |
Fuoriusciti |
Genova Napoli |
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Sardegna |
Dispone di 5 galee ed ha come
base logistica il porto di Savona, sede dei ghibellini genovesi, ed
il porto corso di Bonifacio. Si impadronisce di 3 galee cariche di mercanzie
appartenenti ai guelfi, continua la sua azione di pirateria nei mari
della Sardegna e ne cattura altre 4; a queste navi seguono 3 galee provenzali. |
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Ott. |
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Liguria |
Si impossessa di altre 2 galee
genovesi uscite da Portovenere. |
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Doria |
Re
d'Aragona Genova |
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Sardegna |
Da
Bonifacio sobilla la rivolta di Cagliari ai danni degli aragonesi. |
| 1330 |
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Sardegna e Liguria |
Al comando
di 9 galee, 2 saettie, di una nave e di altri navigli minori,
infesta le coste sarde. A Capo Terra si impadronisce di 9 barche
catalane; blocca il porto ed il castello di Cagliari ed impedisce
a chiunque di entrarvi o di uscirvi. Di seguito, infesta le
riviere liguri ai danni dei commerci genovesi. Rientra, infine,
a Savona. |
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Giu. |
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Liguria |
Sa che una nave da carico,
che trasporta merci per 60000 lire, è attraccata a Portofino.
Il Doria la conquista; fa, successivamente, scalare il monte sovrastante la località
a 500 dei suoi marinai e se ne impossessa con facilità. Si unisce
con Ezzelino Doria ed espugna San Remo. |
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Sardegna |
Insegue con 14 galee nei mari
della Sardegna 7 galee comandate da Federico Marabotto, appena sfuggite
ad una tempesta con la perdita di due navi. Con il sopraggiungere della
notte, l'ammiraglio avversario fa gettare in mare un' imbarcazione con
una lanterna accesa e fa spegnere tutte le luci: lo zatterone viene
scambiato come segnalatore della flotta da parte dei ghibellini, che
si mettono al suo inseguimento. I guelfi riescono in tal modo a sottrarsi
ad ogni insidia. |
| 1331 |
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Fuoriusciti
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Re
d' Aragona |
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Sardegna
Corsica |
Attacca
Cagliari, depreda lungo le coste sarde e fa sosta a Bonifacio. Salpa da
tale porto per collaborare all'assedio di Cinarca, in Corsica, allora
in mano degli aragonesi. |
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Si
collega con la flotta di Antonio Grimaldi, che, dalla roccaforte di Monaco,
costituisce un costante pericolo per i traffici catalani e francesi. |
| 1332 |
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Spagna |
Incrocia
con il Grimaldi al largo di Maiorca, dove è alla fonda una squadra
catalana. Un suo tentativo di attacco, portato con 11 galee sottili, non
ha successo. |
| 1334 |
Doria |
Francia |
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Cattura
nel Mediterraneo orientale una galea francese con un carico di drappi
e di tele di Reims: il re di Francia Filippo VI ordina che il danno sia
risarcito con il denaro ricavato da una tassa imposta sulle merci genovesi
e savonesi. |
| 1335 |
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Liguria
Corsica |
Muta
la situazione politica in Genova ed il Doria può rientrare nella città.
E' utilizzato in un'ambasceria in Corsica per tentare un accordo con i
nobili locali, in perenne rivolta nei confronti dei genovesi. |
| 1336 |
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| Mag. |
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Corsica |
Si
incontra con Enrico di Cinarca, signore di Attalà: costui accetta
di allearsi con i genovesi in cambio dell'investitura dei castelli da
lui detenuti. |
| 1337 |
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| Ott. |
Francia |
Inghilterra |
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Stipula
un contratto con il re di Francia per porsi al suo servizio con 20 galee.
Il re d'Inghilterra Edoardo III gli invia un vice ammiraglio con il compito
di cercare di ritardare la partenza delle sue navi. L'offerta inglese è in sostanza accettata, perché il Doria impiega quattro mesi
per raggiungere la sua destinazione. Si ferma anche a Maiorca per effettuare alcuni
traffici commerciali, nonostante i pressanti inviti del sovrano francese
ad affrettarsi. |
| 1338 |
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Belgio |
Naviga nelle acque fiamminghe. |
| Ott. |
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Gran
Bretagna |
la
flotta francese (50 galee) opera un colpo di mano a Southampton. L'arrivo
in rinforzo della sua squadra capovolge l'esito della battaglia navale:
la città è conquistata e sottoposta a saccheggio. |
| 1339 |
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| Apr. |
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Francia |
Collabora
con l'ammiraglio francese Qiuéret; occupa Blaye e Boury. |
| Ago.
ott. |
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A
seguito di una grave sconfitta subita dalla flotta francese, decide di
concludere il suo servizio con il sovrano Filippo VI a fine contratto:
non manca, nella circostanza, di riempire la stiva delle sue navi con
lane inglesi. I re ordina di trattenere il soldo agli equipaggi. I marinai
genovesi protestano con vigore ed accusano il Doria di malversazione,
perché la paga viene loro corrisposta in moneta con potere d'acquisto
inferiore a quello pattutito. L' ammutinamento si estende con rapidità e porta a Genova, (settembre), alla caduta del governo dei capitani ed all'elezione
a doge di Simone Boccanegra. |
| Dic. |
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Francia |
Il
Doria si rappacifica con il re. A lui ed a Filippo Grimaldi è concesso
il monopolio del commercio di Aigues-Mortes, su cui già gode di
una rendita accordatagli in precedenza. |
| 1340 |
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| Apr. |
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I
consoli di Montpellier reagiscono alla precedente decisione regia e con
le loro proteste riescono a farla revocare. |
| 1341 |
Francia |
Inghilterra |
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Francia |
Prende
parte alla campagna navale con 4 navi che vengono da Boulogne. Si congiunge
con Luigi d'Espagne e soccorre Carlo di Blois, appoggiato dal
re Filippo, nelle sue pretese sulla Bretagna. Conquista Nantes; ritorna
a Caen. |
| 1342 |
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| Ott. |
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Francia |
Con
Carlo Grimaldi, è spedito a bloccare la comparsa della flotta inglese in
Bretagna. La sua squadra costituisce l'avanguardia della flotta di Luigi
d' Espagne. A metà mese sono attaccate le navi nemiche che trasportano
la contessa di Montfort in Francia.. Grazie al suo apporto, la flotta
inglese è sorpresa all'ancora di Vannes ed è obbligata a
lasciare il blocco della città. |
| 1343 |
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| Gen. |
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Liguria |
Vi è una tregua fra le parti. Ritorna in Italia e si occupa dei suoi
feudi. |
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1344 |
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Sett. |
Fuoriusciti |
Genova |
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Liguria |
Contrasta il doge Giovanni
de Murta. Cerca di entrare in Genova attraverso i borghi di Prè con
700 cavalli: è respinto e lascia sul terreno molti armati. |
| 1345 |
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Liguria |
La
flotta genovese si impadronisce di Diano Marino ed assedia Oneglia: il
Doria attacca una bastia, eretta dagli avversari nei pressi della località,
con un forte contingente di truppe. Il tentativo fallisce e deve ritirarsi;
perde poco dopo Porto Maurizio e la stessa Oneglia. Rimastagli solamente
la signoria di Cervo Ligure, rinuncia alla lotta . |
| Lug. |
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Il
signore di Milano Luchino Visconti mette d'accordo i cittadini ed i fuoriusciti
di Genova con un proprio lodo arbitrale. Il Doria rientra nel possesso
dei suoi feudi, dietro la promessa di atenersi da qualsiasi assalto ai
danni di Genova. |
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1346 |
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.............. |
Francia |
Inghilterra |
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Francia |
Combatte nella guerra dei Cent'
Anni al servizio del re Filippo di Valois contro il re Edoardo. Con
Carlo Grimaldi comanda in Normandia 33 galee. |
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Ago. |
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Francia |
Richiamato a Parigi da Marsiglia
con 6000 balestrieri genovesi, partecipa alla battaglia di Crécy in
Piccardia. Viene inserito all'avanguardia con i balestrieri e 300 cavalli
tedeschi di Carlo di Boemia. Gli inglesi occupano una collinetta dal
ripido pendio e si posizionano: 3000 arcieri davanti, i cavalli appiedati
dietro e sulle ali. I genovesi assalgono il campo nemico dopo un violento
temporale ed incominciano a scendere dalla Vallée des Clercs: gli inglesi
scagliano le loro frecce che trapassano le armature ed hanno una capacità
di tiro superiore alle balestre. I genovesi si danno alla fuga e sono caricati dalla cavalleria pesante francese che sta arrivando. La retroguardia transalpina, composta in gran parte da giovani volontari senza alcuna esperienza di guerra, crede di sentire le urla degli inglesi che stanno per morire e, nel desiderio di combattere, spinge ancor pù i cavalli che li precedono. La confusione diviene inevitabile.
Alla fine, tutti i balestrieri genovesi rimangono uccisi sul terreno
con il Doria: molti soldati sono schiacciati e cadono senza aver ricevuto alcuna ferita. Gli inglesi ne fanno strage. I morti assommano a 20000 uomini tra cavalli e fanti,
con l'imperatore Giovanni di Boemia, il re di Maiorca, il conte di Fiandra,
il duca di Lorena. Nel complesso si parla di più di 1600 tra conti e
baroni e di 4000 scudieri. |
Acquistò grande rinomanza nelle cose navali.
Uno dei più temuti esponenti della pirateria.