Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
A B C D E F G H I J L M N O P Q R S T U V W X Z
Web www.condottieridiventura.it

0609      ASTORGIO DI DURAFORT  (Ettore di Durfort, Nestore di Linguadoca) Del Limousin. Conte.

               + 1360 ca.

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

 

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

..............

 

 

 

Francia

Appartiene al ramo di Aurillac (diocesi di Saint-Flour, Cantal) della grande famiglia dei Durfort, imparentata per mezzo di matrimoni con i la Tour, con i la Jugie e con i Chateauneuf. Sposa una nipote del papa Clemente VI.

1343          
Ott. Chiesa Forlì   Romagna Viene eletto rettore di Romagna. Spinge i suoi soldati sotto Cesena: è respinto.
Nov.       Romagna Tenta un analogo attacco ai danni di Forlì. E' sconfitto nel faentino.

1344

 

 

 

 

 

..............       Romagna Contrasta ancora Francesco Ordelaffi. Assale nuovamente Cesena, ma ne è respinto con forti perdite.

Ott.

 

 

 

Emilia

Abbandona l'impresa e si ritira a Taibo, ove si trattiene dieci giorni senza effettuare alcuna operazione. Si incontra a Modena con il marchese di Ferrara Obizzo d'Este, Ostasio da Polenta, Giovanni Manfredi, Ramberto Malatesta e Bertolaccio Mainardi.

1347

 

 

 

 

 

Dic.

Chiesa

Manfredi

 

Emilia

E' nominato rettore di Bologna e conte di Romagna. Sceglie di abitare a Faenza: il Manfredi fugge a Bagnacavallo. Il Durafort cattura il fratello di costui Guglielmo e minaccia di giustiziarlo se non gli viene consegnata la località. Lo libera su pressione degli abitanti di Faenza ed assedia il Manfredi in Bagnacavallo. Quest'ultimo si arrende, infine, a patti. Il Durafort impedisce al re Ludovico  d'Ungheria di passare nei territori di Imola e di Faenza nella sua marcia verso il regno di Napoli.

1348

 

 

 

 

 

Feb. mar.

Chiesa

Forlì

 

Romagna

Approfitta di un'assenza di Francesco Ordelaffi nel regno di Napoli con il re di Ungheria ed attacca Forlì con la scusa che gli Ordelaffi non hanno pagato il censo ai pontifici. Devasta il forlivese; rientra il signore di Forlì ed ai primi di marzo i contendenti addivengono ad un accordo. Nel contempo, pur di raccogliere denaro, richiama dall'esilio i fuoriusciti del ravennate e di Cervia, che sono obbligati a pagare una tassa per essere assolti da ogni pena.

Giu.

 

 

 

Romagna

Cerca di catturare in Faenza Giovanni di Alberghettino Manfredi, che ha organizzato una congiura ai suoi danni. Lo assedia in Gatteo e lo costringe a cedere; si rappacifica apparentemente con i rivoltosi, salvo uno che è decapitato nella piazza di Faenza per avere commesso altri delitti.

1349

 

 

 

 

 

..............

 

 

 

Romagna

Durante il periodo pasquale organizza a Faenza un banchetto cui partecipa anche Giovanni Manfredi: costui, riscaldato dal vino, chiede di poter fare valere un suo diritto e riceve l'assenso del Durafort; si forma una masnada che, prese le armi, si reca nella cucina per prelevarvi del pollame. Ne nasce un tumulto, al termine del quale il Durafort è forzato ad espellere il Manfredi per l'uccisione di Franceschino della Valle, da lui inviato al Manfredi stesso per mettere la pace fra le parti.

1350

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Francia

Si trova in Provenza per motivi privati. Durante la sua assenza, Giovanni Manfredi solleva Faenza contro lo stato della Chiesa: il Durafort rientra in fretta  ad Imola.

Mar.

Chiesa

Faenza Forlì

Capitano g.le

Romagna

Viene eletto capitano generale dell'esercito pontificio con Niccolò della Serra.

Apr.

 

 

 

Emilia

A Ferrara, alla ricerca di soccorsi.

Mag.

 

 

 

Romagna

Non può venire in soccorso di Bertinoro che si arrende nelle mani di Francesco Ordelaffi. Gli giungono finalmente soccorsi dai Visconti, dagli estensi e dagli scaligeri: muove da Forlì verso il ponte fortificato di San Procolo a tre miglia da Faenza e si imbatte nel nemico. Non attacca la città, ma con Rostagno da Avignone (400 cavalli provenzali) ed altri 800 cavalli, nonché 1000 masnadieri, preferisce investire Solarolo. Il suo attacco è respinto a causa della forte pioggia. Scorre nel territorio circostante; è battuto nei pressi di Bagnacavallo dai nemici. Si ferma all'assedio di Solarolo.

Lug.  ago.

 

 

 

Emilia e Romagna

Intento all'assedio di Solarolo, incomincia ad ordire un trattato in Bologna, al fine di togliere la città ai Pepoli, peraltro suoi alleati. Promette 30000 fiorini a Buonincontro d'Andrea ed a Ranieri di Castel San Pietro, che sono scoperti e giustiziati; protesta la sua innocenza ed invita i Pepoli al campo di Solarolo affinché facciano da mediatori nel conflitto in essere con il Manfredi. Giunge Giovanni Pepoli lusingato dalle sue parole e da falsi giuramenti. E' preparato un sontuoso banchetto nel padiglione del Durafort: al momento della partenza, il Pepoli è catturato con un figlio del fratello Giacomo e 200 cavalli bolognesi che lo hanno accompagnato nel campo pontificio. Tutti sono condotti prigionieri nella rocca d'Imola. Il Durafort si accorda segretamente con Mastino della Scala per assalire Bologna. Occupa Castel San Pietro Terme, Fagnano, Piancandolo, Lugo, Dozza, Varignana, Ozzano dell'Emilia e tutto il bolognese sino all'Idice. Promette ai soldati per ogni conquista paga doppia e mese compiuto: non è tuttavia in grado di ottemperare agli impegni presi, per cui le truppe si ammutinano e pretendono subito 70000 fiorini. Bologna sarà attaccata solo al momento del saldo delle loro spettanze. Il Durafort consegna in pegno il Pepoli e tutti i prigionieri fatti fino a quel momento; consegna pure in pegno ai soldati Castel San Pietro Terme. Il Pepoli si riscatta immediatamente pagando una taglia di 80000 fiorini, 20000 subito ed il resto in breve tempo e dà in ostaggio tre figli: dopo cinquantadue giorni ritornerà libero dal fratello.

Sett.

 

 

 

Emilia

Rifiuta le proposte dei fiorentini, di cui giustamente non si fida, e vuole entrare in Bologna da conquistatore.

Ott.

Chiesa

Milano

 

Emilia

Scopre una congiura organizzata ai suoi danni dal Pepoli e dal capitano di Castel San Pietro Terme: ne fa impiccare i complici dopo averli fatti trascinare a coda di cavallo. A metà mese avviene il punto di svolta: l'arcivescovo di Milano Giovanni Visconti acquista Bologna dai Pepoli. A questi ultimi viene assicurata la signoria sui castelli di San Giovanni in Persiceto, di Crevalcore, di Mirandola e di Sant'Agata Bolognese, la somma di 200000 fiorini, dei quali 80000 subito, il pagamento di 8500 fiorini a Guarnieri di Urslingen per un mese arretrato di stipendi, una provvigione mensile di 200 fiorini a Giacomo ed a Giovanni Pepoli mentre altri 200      fiorini sono riconosciuti complessivamente ad altri sei famigliari. Il Durafort continua la guerra con maggiore accanimento contro i viscontei.

Nov.

 

 

 

Emilia

Raggiunto dalle milizie dell'Urslingen, conduce un assalto generale a Bologna. Galeazzo Visconti gli manda contro 1000 soldati che sono respinti; molti nemici sono uccisi e viene dato alle fiamme un borgo vicino: l'azione non ha esito.

Dic.

 

 

 

Emilia e Romagna

Si ritira a Budrio; occupa Argenta e San Giovanni in Persiceto. Tocca San Giorgio di Piano e Volta di Reno e si pone davanti alle porte di Bologna, per impedire l'arrivo di rinforzi ai difensori. L'offensiva si ferma per la mancanza di denaro per le    paghe dei soldati: costoro si ammutinano e preferiscono stanziare nella bastia di Budrio per continuare nelle loro scorrerie. Alla fine Bernabò Visconti consegna 80000 fiorini ai mercenari tedeschi e borgognoni del Durafort e l'esercito pontificio si scioglie. Il Durafort torna ad Imola con i suoi provenzali e vi è assediato dai viscontei.

1351

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Emilia Veneto e Toscana

Si reca a Ferrara, a Verona ed a Firenze alla ricerca di soccorsi: da novembre, infatti, la camera apostolica di Avignone non ha potuto mandargli che 35000 fiorini, di cui la metà proviene da un mutuo imposto ai cardinali ed ai vari curiali.

..............

 

 

 

Francia

Si porta ad Avignone e restituisce al papa il mandato di difensore della Chiesa. Rimane, in ogni caso, nella sua carica di rettore della Romagna.

1352

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

Emilia

Il pontefice Clemente VI e Giovanni Visconti trovano un accordo. Il Durafort si reca a Bologna e lascia la città con del denaro consegnatogli dagli stessi Visconti: il papa, per gratitudine nei confronti del Durafort, gli cancella un debito di 1000 fiorini, che ha nei confronti della camera apostolica.

1355

 

 

 

 

 

Nov.

Francia

Inghilterra

 

Francia

Combatte nella guerra dei Cent'Anni. Si pone con 1000 cavalli nella selva di Crugny, per cogliere in agguato il principe di Galles che sta ritornando con ricco bottino nei territori controllati dagli inglesi. E' battuto sonoramente, perché i nemici prevengono la sua imboscata collocando anticipatamente nel luogo previsto (una foresta) numerose truppe.

1360

 

 

 

 

Muore.

DUE CITAZIONI

Uomo di vastissima ambizione, di pochissima fede e capace di ogni tradimento.

Desideroso di ricchezze e di onori.