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Anno, mese
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Stato. Comp. ventura
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Condotta
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Area attività
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Azioni intraprese ed altri fatti salienti
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Francia
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Appartiene al ramo di Aurillac (diocesi di Saint-Flour,
Cantal) della grande famiglia dei Durfort, imparentata per mezzo di matrimoni
con i la Tour, con i la Jugie e con i Chateauneuf. Sposa una nipote del papa
Clemente VI.
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| 1343 |
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| Ott. |
Chiesa |
Forlì |
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Romagna |
Viene eletto rettore di Romagna. Spinge i suoi soldati sotto Cesena: è respinto. |
| Nov. |
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Romagna |
Tenta un analogo attacco ai danni di Forlì. E' sconfitto nel faentino. |
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1344
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Romagna |
Contrasta ancora Francesco Ordelaffi. Assale nuovamente Cesena, ma ne è respinto con forti perdite. |
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Ott.
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Emilia
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Abbandona l'impresa e si ritira a Taibo, ove si trattiene dieci giorni senza effettuare alcuna operazione. Si incontra a Modena con il marchese di Ferrara Obizzo
d'Este, Ostasio da Polenta, Giovanni Manfredi, Ramberto Malatesta e
Bertolaccio Mainardi.
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1347
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Dic.
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Chiesa
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Manfredi
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Emilia
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E' nominato rettore di Bologna e conte di Romagna. Sceglie
di abitare a Faenza: il Manfredi fugge a Bagnacavallo. Il Durafort cattura il
fratello di costui Guglielmo e minaccia di giustiziarlo se non gli viene
consegnata la località. Lo libera su pressione degli abitanti di Faenza ed
assedia il Manfredi in Bagnacavallo. Quest'ultimo si arrende, infine, a patti.
Il Durafort impedisce al re Ludovico
d'Ungheria di passare nei territori di Imola e di Faenza nella sua
marcia verso il regno di Napoli.
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1348
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Feb. mar.
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Chiesa
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Forlì
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Romagna
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Approfitta di un'assenza di Francesco Ordelaffi nel regno
di Napoli con il re di Ungheria ed attacca Forlì con la scusa che gli
Ordelaffi non hanno pagato il censo ai pontifici. Devasta il forlivese;
rientra il signore di Forlì ed ai primi di marzo i contendenti addivengono ad
un accordo. Nel contempo, pur di raccogliere denaro, richiama dall'esilio i
fuoriusciti del ravennate e di Cervia, che sono obbligati a pagare una tassa
per essere assolti da ogni pena.
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Giu.
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Romagna
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Cerca di catturare in Faenza Giovanni di Alberghettino
Manfredi, che ha organizzato una congiura ai suoi danni. Lo assedia in Gatteo
e lo costringe a cedere; si rappacifica apparentemente con i rivoltosi,
salvo uno che è decapitato nella piazza di Faenza per avere commesso altri
delitti.
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1349
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..............
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Romagna
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Durante il periodo pasquale organizza a Faenza
un banchetto cui partecipa anche Giovanni Manfredi: costui,
riscaldato dal vino, chiede di poter fare valere un suo diritto
e riceve l'assenso del Durafort; si forma una masnada che, prese
le armi, si reca nella cucina per prelevarvi del pollame. Ne
nasce un tumulto, al termine del quale il Durafort è forzato
ad espellere il Manfredi per l'uccisione di Franceschino della
Valle, da lui inviato al Manfredi stesso per mettere la pace
fra le parti.
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1350
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Feb.
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Francia
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Si trova in Provenza per motivi privati. Durante la sua assenza,
Giovanni Manfredi solleva Faenza contro lo stato della Chiesa: il Durafort
rientra in fretta ad Imola.
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Mar.
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Chiesa
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Faenza Forlì
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Capitano g.le
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Romagna
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Viene eletto capitano generale dell'esercito pontificio con
Niccolò della Serra.
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Apr.
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Emilia
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A Ferrara, alla ricerca di soccorsi.
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Mag.
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Romagna
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Non può venire in soccorso di Bertinoro che
si arrende nelle mani di Francesco Ordelaffi. Gli giungono finalmente
soccorsi dai Visconti, dagli estensi e dagli scaligeri: muove
da Forlì verso il ponte fortificato di San Procolo a tre miglia
da Faenza e si imbatte nel nemico. Non attacca la città, ma
con Rostagno da Avignone (400 cavalli provenzali) ed altri 800
cavalli, nonché 1000 masnadieri, preferisce investire Solarolo.
Il suo attacco è respinto a causa della forte pioggia.
Scorre nel territorio circostante; è battuto nei pressi
di Bagnacavallo dai nemici. Si ferma all'assedio di Solarolo.
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Lug. ago.
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Emilia e Romagna
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Intento all'assedio di Solarolo, incomincia
ad ordire un trattato in Bologna, al fine di togliere la città
ai Pepoli, peraltro suoi alleati. Promette 30000 fiorini a Buonincontro
d'Andrea ed a Ranieri di Castel San Pietro, che sono scoperti
e giustiziati; protesta la sua innocenza ed invita i Pepoli
al campo di Solarolo affinché facciano da mediatori nel conflitto
in essere con il Manfredi. Giunge Giovanni Pepoli lusingato
dalle sue parole e da falsi giuramenti. E' preparato un sontuoso
banchetto nel padiglione del Durafort: al momento della partenza,
il Pepoli è catturato con un figlio del fratello Giacomo e 200
cavalli bolognesi che lo hanno accompagnato nel campo pontificio.
Tutti sono condotti prigionieri nella rocca d'Imola. Il Durafort
si accorda segretamente con Mastino della Scala per assalire
Bologna. Occupa Castel San Pietro Terme, Fagnano, Piancandolo,
Lugo, Dozza, Varignana, Ozzano dell'Emilia e tutto il bolognese
sino all'Idice. Promette ai soldati per ogni conquista paga
doppia e mese compiuto: non è tuttavia in grado di ottemperare
agli impegni presi, per cui le truppe si ammutinano e pretendono
subito 70000 fiorini. Bologna sarà attaccata solo al momento
del saldo delle loro spettanze. Il Durafort consegna in pegno
il Pepoli e tutti i prigionieri fatti fino a quel momento; consegna
pure in pegno ai soldati Castel San Pietro Terme. Il Pepoli
si riscatta immediatamente pagando una taglia di 80000 fiorini,
20000 subito ed il resto in breve tempo e dà in ostaggio tre
figli: dopo cinquantadue giorni ritornerà libero dal
fratello.
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Sett.
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Emilia
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Rifiuta le proposte dei fiorentini, di cui giustamente non
si fida, e vuole entrare in Bologna da conquistatore.
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Ott.
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Chiesa
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Milano
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Emilia
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Scopre una congiura organizzata ai suoi danni
dal Pepoli e dal capitano di Castel San Pietro Terme: ne fa
impiccare i complici dopo averli fatti trascinare a coda di
cavallo. A metà mese avviene il punto di svolta: l'arcivescovo
di Milano Giovanni Visconti acquista Bologna dai Pepoli. A questi
ultimi viene assicurata la signoria sui castelli di San Giovanni
in Persiceto, di Crevalcore, di Mirandola e di Sant'Agata Bolognese,
la somma di 200000 fiorini, dei quali 80000 subito, il pagamento
di 8500 fiorini a Guarnieri di Urslingen per un mese arretrato
di stipendi, una provvigione mensile di 200 fiorini a Giacomo
ed a Giovanni Pepoli mentre altri 200 fiorini sono riconosciuti complessivamente
ad altri sei famigliari. Il Durafort continua la guerra con
maggiore accanimento contro i viscontei.
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Nov.
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Emilia
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Raggiunto dalle milizie dell'Urslingen, conduce un assalto
generale a Bologna. Galeazzo Visconti gli manda contro 1000 soldati che sono
respinti; molti nemici sono uccisi e viene dato alle fiamme un borgo vicino:
l'azione non ha esito.
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Dic.
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Emilia e Romagna
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Si ritira a Budrio; occupa Argenta e San
Giovanni in Persiceto. Tocca San Giorgio di Piano e Volta di
Reno e si pone davanti alle porte di Bologna, per impedire l'arrivo
di rinforzi ai difensori. L'offensiva si ferma per la mancanza
di denaro per le paghe
dei soldati: costoro si ammutinano e preferiscono stanziare
nella bastia di Budrio per continuare nelle loro scorrerie.
Alla fine Bernabò Visconti consegna 80000 fiorini ai mercenari
tedeschi e borgognoni del Durafort e l'esercito pontificio si
scioglie. Il Durafort torna ad Imola con i suoi provenzali e
vi è assediato dai viscontei.
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1351
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Mar.
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Emilia Veneto e Toscana
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Si reca a Ferrara, a Verona ed a Firenze alla ricerca di
soccorsi: da novembre, infatti, la camera apostolica di Avignone non ha
potuto mandargli che 35000 fiorini, di cui la metà proviene da un mutuo
imposto ai cardinali ed ai vari curiali.
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Francia
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Si porta ad Avignone e restituisce al papa il mandato di
difensore della Chiesa. Rimane, in ogni caso, nella sua carica di rettore
della Romagna.
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1352
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Mag.
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Emilia
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Il pontefice Clemente VI e Giovanni Visconti trovano un
accordo. Il Durafort si reca a Bologna e lascia la città con del denaro
consegnatogli dagli stessi Visconti: il papa, per gratitudine nei
confronti del Durafort, gli cancella un debito di 1000 fiorini, che ha nei confronti della
camera apostolica.
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1355
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Nov.
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Francia
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Inghilterra
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Francia
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Combatte nella guerra dei Cent'Anni. Si pone con 1000
cavalli nella selva di Crugny, per cogliere in agguato il principe di Galles
che sta ritornando con ricco bottino nei territori controllati dagli inglesi. E'
battuto sonoramente, perché i nemici prevengono la sua imboscata collocando anticipatamente nel luogo previsto (una foresta)
numerose truppe.
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1360
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Muore.
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Uomo di vastissima ambizione, di pochissima fede e capace di
ogni tradimento.
Desideroso di ricchezze e di onori.