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Sett. |
Firenze |
Impero |
150 fanti |
Toscana |
Viene preposto
alla guardia di Cortona. Con Goro da Montebenicchi e Francesco
Sorbelli, respinge i nemici che stanno scalando le mura a fianco
della cattedrale: nello scontro vi sono più di 70 morti tra
i difensori e più di 200 tra gli attaccanti, tra i quali un nipote del principe d' Orange, per un colpo di archibugio
ai genitali, ed i capitani spagnoli Segura ed Alfonso di Vaglia;
nel combattimento rimane pure lievemente ferito, per un sasso
sull'elmo, il marchese Alfonso d'Avalos. Alla fine, gli abitanti
decidono di arrendersi e riconoscono 20000 ducati agli imperiali
affinché la città non sia saccheggiata. Marco da Empoli si ritira
nella rocca con Carlo Bagnesi; la lascia con gli altri capitani
senza accettare le condizioni di resa. Cerca di incontrare il
principe d' Orange a Camucia, ma costui non lo vuole neppure
vedere. I suoi fanti escono per la porta Montanina e sono tutti
svaligiati. Catturato, non accetta di passare al soldo degli
avversari; si impegna, invece, a non combatterli più. Non mantiene
la promessa perché i nemici, per primi, non ottemperano ai patti.
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