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Anno, mese
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Stato. Comp. ventura
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Condotta
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Area attività
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Azioni intraprese ed altri fatti salienti
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1448
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Sett.
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Venezia
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Milano
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Lombardia
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Con Jacopo Catalano (900 cavalli), difende Brescia dagli attacchi portati da
Francesco Sforza.
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Dic.
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Emilia
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Mutano le alleanze e l'Este viene inviato
dal provveditore Giacomo Antonio Marcello, con il Catalano e
800 cavalli, in soccorso di Alessandro Sforza nel parmense.
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1449
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Gen.
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Emilia
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Si trova a Collecchio; affrontato con il
Catalano da Carlo di Campobasso (1800 cavalli e 3500 fanti)
e da Jacopo Piccinino, è costretto a fuggire verso Felino: è
inseguito da 200 cavalli leggeri del Fagiano e, più distanziato,
dal resto dell'esercito parmense.
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1450
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Apr.
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600 cavalli
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Veneto
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I suoi cavalli vengono alloggiati nel veronese e nel
vicentino.
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1452
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Gen.
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Romagna
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Alla guardia di Ravenna.
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Venezia
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Milano
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Lombardia
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Viene trasferito in Lombardia, al fine di
contrastarvi lo Sforza divenuto duca di Milano.
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1453
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Mag.
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Lombardia
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Affianca Jacopo Piccinino verso Seniga.
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Giu.
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Lombardia
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Si muove verso Alfianello con Antonello da
Corneto e Matteo da Capua, per impedire il foraggiamento alla
cavalleria nemica.
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Ago.
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Lombardia
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Rimane ferito in un'azione nel bresciano.
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Nov.
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Lombardia
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Con Giovanni Villano, difende Orzinuovi alla
testa di 1000 cavalli e di 1000 fanti. Lo Sforza fa scavare
trincee e pianta contro le mura 5 bombarde: dopo tredici giorni
gli abitanti, che temono il sacco, lo forzano a cedere con la
mediazione di Bartolomeo Quartero, che è stato catturato
in precedenza dai veneziani. L'Este ritorna a Brescia con il
Villano.
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1454
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Feb.
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Veneto
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Il marchese di Ferrara Borso d'Este, di cui
è amico, gli conferma in Este tutti i beni posseduti dal nonno
Azzo, cioè metà delle valli di Peverella, di Corso della Degagna,
di Arsuralunga, di Campecchio Bianco e di altre a Vescovana,
nonché di Megliadino San Fidenzio e di Vighizzolo d'Este:
da parte sua, si obbliga a riconoscergli ogni anno uno sparviero.
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Veneto
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Rientra ad Este alla firma della pace di Lodi.
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1456
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Nov.
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Veneto
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Viene chiamato dai padovani a far parte di un'ambasciata
inviata a Venezia per l'elezione al dogato di Pasquale Malipiero.
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1458
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Mag.
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Veneto
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Combatte a Venezia in piazza San Marco in
una giostra, dove ha il comando di una
squadra con Antonello da Corneto.
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1463
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Mag.
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Venezia
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Impero Ottomano
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Capitano g.le
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Romagna Veneto e Grecia
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Lascia Ravenna e giunge a Venezia. Nella
città prende parte ad una giostra organizzata dai padovani
per onorare il nuovo doge Cristoforo Moro: la sua squadra vince
quella del Corneto. Durante i festeggiamenti sorgono numerose
risse tra i suoi uomini e quelli di Bartolomeo Colleoni. Nominato
capitano generale per la guerra contro i turchi in Morea, si
imbarca a Venezia per la Grecia sulla galea Pasqualiga; salpa
con 5 galeazze, 25 galee e 12 trasporti minori sui quali è
imbarcato un corpo di spedizione costituito da 2000 cavalli
italiani e da 4000 malfattori, rifugiatisi o banditi a Creta,
cui è stata promessa l'impunità in cambio del loro arruolamento.
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Sett.
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Grecia
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Sbarca a Modone nel Peloponneso per portarsi
a Napoli di Romania (Nauplia). Si avvia con 15000 uomini tra
fanti e cavalli; recupera Vonizza e conquista Argo con l'aiuto
dal mare di Alvise Loredan con 26 galee. La località viene messa
a sacco; l'Este, dopo qualche giorno, ne conquista anche la
rocca. Vi lascia un presidio di 300 arcieri candiotti e si accampa
a Basilio.
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Ott.
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Grecia
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Respinge con un combattimento di otto ore
più di 3000/4000 cavalli turchi, che vogliono prestare soccorso
alla cittadella di Argo: i nemici hanno molte perdite e la rocca
è forzata alla resa. Dopo pochi giorni, vi è un nuovo
attacco portato da 2000 turchi, che ha più successo del precedente:
l'Este perde 360 cavalli.
Decide allora di fortificarsi meglio, per cui si attesta lungo la linea dell'Examilion,
al fine di ostacolare l'arrivo di rinforzi turchi provenienti
dalla Tessaglia. In due settimane di lavoro indefesso dei suoi
uomini e dei galeotti della flotta (30000 uomini), è ricostruito
con le stesse pietre della demolizione il muro che esisteva al tempo dell'assedio
di Costantinopoli, con le sue 136 torri, alto 12 piedi, protetto
da un duplice fossato e lungo sei miglia dall'Egeo allo Ionio.
Si uniscono con le sue truppe anche 5000 albanesi condotti da
Piero Bua e, con altri 2000 cavalli e 3000 fanti, si avvia verso
Corinto, per cercare di avere la città per trattato. Fallito
l'obiettivo, ne inizia l'assedio; si accampa a ponente di Corinto,
mentre Cicco Brandolini e Giovanni della Tela si pongono a levante.
Nei primi due assalti di Giovanni della Tela, i veneziani si
impadroniscono di alcune fortificazioni esterne; nel terzo,
l'Este si avvicina alle mura e controlla la postazione dei pezzi
di artiglieria. Si toglie la celata e nel fare questo gesto,
dettato dal grande caldo, viene colpito ad una tempia da un
sasso lanciato dalle linee nemiche.
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Nov.
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Grecia
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Trasportato a Negroponte, muore in capo a
dodici giorni; il comando è lasciato a Bettino da Calcinate.
Gli sono celebrate solenni esequie in Venezia; è sepolto ad
Este nella chiesa di San Francesco, vicino all'altare maggiore,
al fianco del padre.
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Capitano valoroso.
Uomo nobilissimo e forte.