Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
A B C D E F G H I J L M N O P Q R S T U V W X Z
Web www.condottieridiventura.it

0613      ERCOLE D'ESTE  Di Ferrara. Duca di Ferrara, Modena e Reggio Emilia. Conte di Rovigo. Signore di Castelnuovo Scrivia  e Cotignola. Figlio di Niccolò, fratello di Sigismondo, zio di Niccolò da Correggio, cognato di Galeotto della Mirandola, suocero di Annibale Bentivoglio e di Francesco Gonzaga. Cavaliere dell'ordine dell'Ermellino.

               1431 (ottobre) - 1505 (gennaio)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

 

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1433

 

 

 

 

 

Sett.

 

 

 

Emilia

Viene armato cavaliere dall'imperatore Sigismondo d'Ungheria.

1445

 

 

 

 

 

Ott.

 

 

 

Campania

Lascia Ferrara con il fratello Sigismondo per essere educato alla corte del re di Napoli Alfonso d'Aragona.

..................

 

 

 

Campania

Ha un duello con Galeazzo Pandone.

..................

 

 

 

Puglia

Con la morte di Alfonso d'Aragona viene messo in disparte a corte dal successore Ferrante d' Aragona; ricopre l'incarico di governatore della Puglia con Alfonso d'Avalos.

1460

 

 

 

 

 

Feb.

Angiò

Napoli

 

Puglia

A fine mese consegna agli angioini Lucera. Trascorre i mesi invernali nella località e permette ai suoi alleati di impadronirsi della dogana delle pecore, ricco cespite del fisco aragonese.

Lug.

 

 

 

Campania

Partecipa alla battaglia di Sarno, dove è sul punto di catturare lo stesso re. Giovanni d'Angiò gli dona la contea di San Severino ed altre terre tolte al conte di Tricarico.

..................

 

 

 

Campania

In Terra di Lavoro al comando di 4 squadroni di cavalli.

1462

 

 

 

 

 

Ago.

 

 

 

Puglia

Si unisce con Jacopo Piccinino e soccorre Orsara di Puglia. Partecipa alla battaglia di Troia: sconfitto, si salva perché issato con funi sulle mura della città.

Sett..

 

 

 

Emilia

Dopo la rotta di Troia rientra definitivamente in Emilia con il fratello Sigismondo. E' richiamato dall'altro fratello Borso.

1463

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

Governatore di Modena

1464

 

 

 

 

 

Apr.

Venezia

 

 

 

 

Ago.

 

 

 

 

Contribuisce alla crociata del papa Pio II ed invia in suo soccorso 2 galee prestategli dai veneziani. Le navi partono da Ferrara e da Venezia e giungono ad Ancona luogo di raccolta della flotta; alla morte del pontefice le stesse imbarcazioni fanno rientro a Ferrara.

1466

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Lombardia

Si trova a Milano e presenzia in Duomo ai funerali di Francesco Sforza.

Ago.

 

 

 

Emilia e Toscana

Con il fratello Borso, aiuta Luca Pitti ed altri congiurati contro i Medici; alla testa di 300 cavalli e di molti fanti e balestrieri, giunge a Fiumalbo nel Frignano ed in Lunigiana, per sostenere l'azione dei fuoriusciti. Questa termina presto con un nulla di fatto.

1467

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Veneto

Con Niccolò Contrari, segue Bartolomeo Colleoni contro i fiorentini. Si reca a Venezia con 200 famigli.

Mag.

Venezia

Firenze Milano

1000 cavalli

Emilia

I veneziani gli riconoscono una condotta di 600 cavalli, aumentabili a 1000 in caso di conflitto. La ferma è stabilita in due anni ed in uno di rispetto; gli è riconosciuta una provvigione annua di 12400 fiorini e la facoltà di giudicare i soldati delle sue compagnie. Si obbliga a militare in qualsiasi parte d'Italia. Si piazza sull' Idice.

Giu.

 

 

 

Romagna

In Romagna; si accampa presso Imola con il Colleoni.

Lug.

 

 

 

Emilia

Al comando del primo squadrone, si batte contro Federico da Montefeltro alla battaglia di Molinella. Con la sua cavalleria salva il Colleoni, che sta per essere sopraffatto dai nemici: perde tre cavalli ed è ferito da un colpo di schioppetto al malleolo del piede destro, mentre sta cercando di trattenere i suoi che si danno alla fuga. Il suo comportamento in combattimento è lodato da Ludovico Ariosto nell'Orlando Furioso. Trasportato a Ferrara, in condizioni allarmanti, è curato in maniera da potere camminare. Nello scontro vi sono quasi 600 morti; nei giorni seguenti per tutta la campagna si sente il lezzo dei morti perché i cadaveri sono lasciati marcire nei fossati.

Sett.

 

 

 

 

Alla morte di Angelo di San Vitale, le lance di tale condottiero sono aggregate alla sua compagnia e gli viene aumentata la provvigione di altri 4500 fiorini l'anno.

1468

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Veneto ed Emilia

Si reca a Venezia con 200 famigli; si reca, successivamente, a Modena, città di cui è stato nominato luogotenente per conto del fratello.

Giu.

 

 

 

Emilia

A Carpi, alle nozze della sorella Bianca Maria con Galeotto della Mirandola.

1469

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

A Ferrara, per i festeggiamenti indetti da Borso d'Este in onore dell'imperatore Federico d'Austria.

Lug.

 

 

 

Emilia

Piero dei Medici e Giovanni Ludovico Pio, con la connivenza del duca di Milano e del re di Napoli, tessono una congiura per farlo diventare duca di Ferrara al posto del fratello Borso. Gli è anche promesso il bastone di capitano generale della lega, una provvigione di 50000 fiorini, la signoria di Ravenna, di Forlì e di Faenza. Ercole d'Este finge di aderire al complotto e ne informa il fratello; avute le prove del trattato, arresta sette fratelli della casa Pio, Andrea da Varegnana ed il cancelliere del duca di Milano Giovanni Antonio da Figino. Costui viene rilasciato per ragioni di opportunità; gli altri prigionieri sono condotti sotto scorta a Bondeno.

Ago.

 

 

 

Emilia

Sono decapitati nella piazza di Ferrara i congiurati. Nel contempo, l'Este si unisce con il della Mirandola e cattura Giovanni Marco Pio che è, parimenti, condotto a Ferrara con l'accusa di volere consegnare Carpi agli sforzeschi; altri membri della famiglia sono impiccati a Carpaneto ed a Sassuolo. L'Este esce da Modena,  si porta a Molinella, a Bondeno ed a Ravenna al comando delle lance spezzate veneziane.

Sett.

Venezia

Rimini

 

Romagna

E' inviato dai veneziani con 8 squadre di cavalli in soccorso dei pontifici, sconfitti a Mulazzano da Roberto Malatesta e da Federico da Montefeltro.

1470

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Romagna

Si trova al campo di San Martino, fra Rimini e Cesena, con Alessandro Sforza, Napoleone Orsini e Braccio Baglioni.

Mar.

 

 

 

 

Gli è rinnovata la condotta dai veneziani per l'anno di rispetto.

Giu.

 

 

 

Emilia

Viene chiamato a far parte del consiglio segreto, quando Borso d'Este è sul punto di morire. I veneziani si muovono a suo favore, inviano truppe sui confini ed una flottiglia a Legnago.

Lug.

 

 

 

Emilia

Fa uccidere (almeno così viene creduto) Girolamo Gripponi nel ghetto di Ferrara, all'angolo di Gattamarcia, fautore di Niccolò d'Este, figlio di Leonello ed aspirante al ducato.

1471

 

 

 

 

 

Mar. apr.

 

 

 

Emilia e Lazio

Accompagna a Monestirolo con molti dignitari il fratello Borso, che si sta recando a Roma dal papa Paolo II.

Ago.

 

 

 

Emilia

Diviene duca di Ferrara senza trovare alcuna resistenza: vi sono solo movimenti di truppe dei vari stati confinanti. Si ingrazia l'animo dei fratelli, confermando la luogotenenza di Reggio Emilia a Sigismondo e donando il palazzo di Schifanoia (con 17000 lire marchesane di entrate nel Polesine e le tenute di Montesanto, di Casaglia e di Sassuolo) all'altro fratello Alberto. Molti partigiani di Niccolò d'Este sono, viceversa, uccisi dalle sue truppe nelle vie di Ferrara; il rivale viene considerato ribelle.

Nov.

 

 

 

Emilia

Fa decapitare ed impiccare Giovanni Francesco da Mantova, camerlengo di Niccolò d'Este, e Giovanni Costabili, che hanno tentato di entrare in Stellata. Allontana  da Ferrara Francesco d'Este, altro figlio di Leonello, e cerca di sbarazzarsi del rivale corrompendo a Mantova un cuoco che ha l'incarico di avvelenarlo.

1472

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Veneto

A Venezia, con un seguito di 600 persone.

Mag.

 

 

 

Emilia

Opera per una rappacificazione tra Galeotto della Mirandola con il fratello Antonio Maria.

Giu.

 

 

 

Emilia

Con il fratello Sigismondo, accoglie in Ferrara la madre Rizzarda di Saluzzo, che non ha visto i figli da molti anni.

Sett.

 

 

 

Emilia

Organizza una giostra nella piazza di Ferrara.

..................

 

 

 

 

Il papa Sisto IV gli rinnova l'investitura di Ferrara, dietro un censo annuo di 7000 fiorini e di una libbra d'argento per Massa Lombarda, Roncadello, Zeppa, Scantamantello, Sant'Agata, Bagnacavallo, Cunio, Barbiano e Zagonara.

1474

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

Francia

Giunge in Borgogna, per assistere alle nozze del duca Carlo il Temerario con Margherita di York, sorella del re d'Inghilterra. Partecipa ad una giostra e si fa notare ancora una volta per il suo fasto.

1475

 

 

 

 

 

Nov.

 

 

 

 

E' insignito dell'ordine borgognone del Tosone d'oro.

1476

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

Emilia

In visita ufficiale a Modena ed a Reggio Emilia.

Lug.

 

 

 

Emilia

Stipula con la Serenissima una convenzione per combattere insieme la criminalità.

Ago.

 

 

 

Emilia

Riceve in Ferrara un'ambasciata ungherese di 600 cavalli, che da Venezia si sta dirigendo a Napoli per prendere la sposa del re Mattia Corvino, Beatrice d'Aragona, sorella della moglie di Ercole d'Este, Eleonora.

Sett.

Ferrara

Este

 

Emilia

Niccolò d'Este, con l'aiuto del marchese di Mantova, invia 700 fanti agli ordini dei padovani Francesco e Brunoro da Grompo. Costoro navigano sul Po su barche ricoperte di stuoie, fieno e paglia ed arrivano fino a Ferrara; riescono a penetrare nel Castel Tedaldo attraverso un buco delle mura che i muratori stanno mettendo a posto. Niccolò d'Este, con parte degli armati, si getta per la via di San Donato, giunge alla piazza e chiama il popolo alla rivolta. Il capitano Gaspare da Rubiera si rinchiude nella cattedrale con i pochi fanti che ha con sé. Anche Sigismondo ed Alberto d'Este, non sapendo che fare, si rinchiudono nel palazzo ducale; Ercole d'Este, che in quel giorno si trova a Belriguardo, punta su Argenta e si fortifica in Lugo. Ritorna, indi, a Ferrara, allorché è in possesso di informazioni più dettagliate sul numero degli insorti, e con il fratello Rinaldo si getta loro contro. Niccolò d'Este riesce a fuggire inizialmente; è, infine, catturato da alcuni contadini nelle campagne vicine a Bondeno; sono fatti prigionieri i due da Grompo e 200 uomini. Incominciano le esecuzioni: i primi sono i due padovani, che sono impiccati agli angoli del palazzo della Ragione; altri 18 uomini sono impiccati alle colonnette delle finestre dello stesso edificio e 5 ai merli del Castelvecchio. Niccolò d'Este è decapitato di notte nello stesso castello ed uguale sorte ha Azzo d'Este. Un prete è privato della sua dignità dai vescovi di Ferrara e di Comacchio e poi è impiccato: il numero dei giustiziati risulta nel complesso di 70. Altri 280 uomini, che protestano di essersi aggregati alla spedizione senza conoscere la meta, sono condannati al taglio di una mano, alla perdita di un occhio o ad altra pena similare: alla fine, vengono consegnati a vari cortigiani affinché ne traggano un riscatto. Ercole sospetta di connivenza con gli avversari il fratello Alberto, lo  spoglia dei beni che gli ha dato in precedenza e lo confina a Napoli.

Ott.

 

 

 

Emilia

Dopo il battesimo del figlio Alfonso, accoglie a Pontelagoscuro la cognata, regina d'Ungheria, che fa ritorno al suo paese.

1477

 

 

 

 

 

..................

 

 

 

 

Manda in soccorso di Bona Sforza, tutrice di Giovanni Galeazzo  Sforza, 600 fanti per il recupero di Genova, che si è ribellata agli sforzeschi.

Giu.

 

 

 

Emilia

Viene incontro sul Po, con il bucintoro fino a Bondeno, a Sforza Maria Sforza, duca di Bari, ad Ascanio e Ludovico Sforza, costretti tutti a fuggire da Milano. Li ospita in palazzo Schifanoia.

Ott.

 

 

 

Emilia

Si incontra a Scandiano con Federico Gonzaga. Quando Galeotto Manfredi scaccia da Faenza Carlo Manfredi, invia il fratello Sigismondo a Lugo.

Nov.

 

 

 

Emilia

Ospita a Ferrara Ludovico Gonzaga.

Dic.

 

 

 

Emilia

Riceve a Ferrara Galeotto Manfredi.

1478

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Emilia

Accoglie gli ambasciatori del signore di Bologna Giovanni Bentivoglio, per combinare il matrimonio della propria figlia naturale Lucrezia con Annibale Bentivoglio. A fine mese accoglie, sempre a Ferrara, il condottiero veneziano Carlo di Montone.

Apr.

 

 

 

 

Bona Sforza gli restituisce la signoria di Castelnuovo Scrivia, tolta a Roberto da San Severino, e che è già appartenuta al fratello Borso: gli è anche donato il palazzo dei San Severino a Milano.

..................

Firenze

 

 

 

I fiorentini concedono a lui ed al fratello Sigismondo una condotta di 12 squadre di cavalli e di 400 fanti.

Ago.

Firenze

Chiesa Napoli

Capitano g.le 400 lance e 300 fanti

Emilia

Nonostante l'opposizione dei veneziani (che non lo vogliono per la sua parentela con il re di Napoli), viene eletto capitano generale della lega contro pontifici ed aragonesi. Riceve l'ambasciatore milanese Gian Giacomo Simonetta, che gli porta le insegne del comando: la ferma è stabilita in due anni, la condotta è di 400 uomini d' arme e di 300 provvigionati, gli è riconosciuto uno stipendio di 50000 ducati in tempo di pace e di 70000 in caso di guerra.

Sett.

 

 

 

Emilia e Toscana

Lascia il governo dello stato alla moglie e per il modenese passa in Toscana. A Firenze gli è donato il palazzo di Renato dei Pazzi del valore di 20000 ducati. Gli è consegnato il bastone del comando nel momento stabilito dagli astrologi e si porta  solo allora al campo. Nelle mani nemiche cade Cacchiano. L'Este raggiunge Poggio Imperiale (Poggibonsi) ed il pontefice lo dichiara decaduto dal suo ducato. Il condottiero ha il comando di 7000 cavalli e di 6000 fanti; contro di lui militano il Montefeltro ed il duca di Calabria Alfonso d'Aragona con 8000 cavalli e 4000 fanti.

Ott.

 

 

 

Toscana

Esce da Poggibonsi ma non affronta gli avversari; sconfina nel senese, conquista tre o quattro castelli e prosegue nelle sue scorrerie verso la maremma. Da Firenze gli è imposto di venire in aiuto di Monte San Savino: retrocede con lentezza, tocca Greve in Chianti, San Giovanni Valdarno, Civitella in Val di Chiana vicino a Monte San Savino. Perde ancora tempo per la scelta del campo; quando il nemico gli propone una tregua di una settimana, accetta. 

Nov.

 

 

 

Toscana

Allo scadere della tregua ne chiede inutilmente una proroga; solo dopo quattro giorni si  decide ad avanzare il campo di quattro o cinque chilometri: Monte San Savino si arrende agli avversari sotto gli occhi dei fiorentini, che non intervengono in alcun modo. Il tempo si fa brutto, incominciano le piogge; napoletani e pontifici si portano nei loro alloggiamenti invernali, subito imitati dall'Este, che nel suo viaggio di ritorno tocca Paggibonsi, Olmo e Montepulciano.

Dic.

 

 

 

Toscana ed Emilia

Con i collegati si unisce Roberto Malatesta; la peste però coglie entrambi gli eserciti, per cui l'Este rientra a Ferrara. Si incontra a Ponte Poledrano (Bentivoglio) con Giovanni Bentivoglio; a San Paolo sul Po vengono a riceverlo la moglie ed i figli e con essi entra nella sua capitale.

1479

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

Accoglie il cardinale Francesco Gonzaga; è segnalato a caccia nel Barco con il futuro genero Annibale Bentivoglio.

Feb.

 

 

 

Emilia

Si vede in Ferrara con il signore di Bologna, che gli sottopone un progetto di imbrigliamento del Reno nel Po a Porotto. Ludovico Gonzaga viene nominato capitano generale della lega al suo posto.

Mar.

 

 

 

Emilia

Abbandona le feste di carnevale per rispondere alle minacce di Roberto da San Severino ai danni del ducato di Milano. Si muove da Reggio Emilia, raggiunge Castelnuovo di Garfagnana: il fratello Sigismondo lo precede nel pisano per parare le scorrerie che il San Severino sta conducendo dalla Toscana all'Umbria.

Apr.

 

 

 

Emilia e Toscana

Entra in Pisa superando l'opposizione del San Severino che si colloca su un ponte di pietra sul Serchio tra Filettole e Santa Margherita. Esce dalla città e si scontra con Giulio Acquaviva ed il San Severino, che lo battono in una scaramuccia sul fiume al termine della quale gli sono catturati 1000 cavalli. Il papa lo minaccia ora di scomunica; le sue manovre forse risentono dell'intimidazione, in ogni caso si rivelano prive di energia, timorose di un nemico molto inferiore di forze. Si accontenta di tallonare gli avversari a due/tre giorni di distanza. 

Mag.

 

 

 

Toscana e Liguria

Ha ai suoi ordini 30 squadre di uomini d'arme; recupera Santa Maria in Castello (Santa Maria a Colonica) e Filettole. Si scosta con il Gonzaga dal contado di Sarzana con 45 squadre di cavalli e 3000 fanti ed insegue il San Severino diretto a La Spezia, Ceparana e Santo Stefano di Magra. Chiude il capitano avversario in una valle sotto il castello di Vezzano Ligure.

Giu.

 

 

 

Toscana

Con il commissario Bongianni Gianfigliazzi rientra a Poggibonsi, dove è raggiunto dal Malatesta. Con la vittoria del signore di Rimini su Matteo da Capua a Passignano sul Trasimeno, i nemici abbandonano le posizioni più avanzate e ripiegano su Cortona: l'Este si avvia allora su Casole d'Elsa nel senese. Svanito un trattato all' interno della città, espugna il castello e lo mette a sacco con il massacro di 100 uomini del presidio. Al termine, nasce una grande controversia fra le milizie estensi e quelle gonzaghesche: 400 uomini di Ludovico Gonzaga vogliono togliere con la forza il bottino dalle mani degli estensi. Ercole d'Este è costretto a rifugiarsi in una casa: fra i suoi rimangono uccisi 30 fanti e 4 uomini d'arme, 100 sono i feriti; fra i gonzagheschi si contano 50 morti. Sono posti a sacco padiglioni e tende d'ambo le parti; il Gianfigliazzi e l'altro commissario fiorentino Girolamo degli Albizzi dividono alla fine i contendenti con grande difficoltà. La ruggine che divide duca e marchese costringe i fiorentini a separare i due contingenti: il Gonzaga è trasferito nel perugino per congiungersi con il Malatesta; l'Este è inviato in Garfagnana prima, nel senese, di seguito, dove collabora con Costanzo Sforza.

Lug.

 

 

 

Toscana

Occupa Isola d'Arbia, Monteriggioni (messe a sacco) ed Abbadia San Salvatore, che si arrende, al contrario, a patti.

Ago.

 

 

 

Toscana

Lascia la Toscana (al suo posto rimane il fratello Sigismondo) con 400 fanti e molti cavalli per soccorrere Milano dalle minacce portate dal'attacco del San Severino.

Sett.

 

 

 

Emilia

Tocca Parma (è alloggiato nel palazzo del governatore), Borgo San Donnino (Fidenza) e Voghera; raggiunge Milano ed è ospitato nel Castello Sforzesco.

Ott.

 

 

 

Emilia

La duchessa Bona di Savoia, per compensarlo della recente perdita di Castelnuovo Scrivia ripresagli dal San Severino, gli concede in feudo Brescello, Bazzano, Castelnuovo di Parma, Scurano e Gualtieri, tolte ai  Correggio.

Sett.

 

 

 

Emilia e Lombardia

Alla difesa di Parma, con 400 cavalli e 200 fanti. Si allontana dalla città per venire verso Pavia e Bassignana, al fine di contrastare l'avanzata del San Severino: con l' evoluzione degli avvenimenti muta parere e favorisce il rientro in Milano di Ludovico Sforza e del San Severino, i quali obbligano ad un accordo la duchessa. L'Este può rientrare a Ferrara accompagnato dal cognato, il cardinale di Napoli.

Nov.

 

 

 

Emilia

Riceve a Ferrara l'ambasciatore veneziano Zaccaria Barbaro.

Dic.

 

 

 

Emilia

Si incontra con il cardinale Gonzaga e l'ambasciatore milanese Pietro Pusterla.

1480

 

 

 

 

 

Gen.

Napoli Firenze

 

Capitano g.le

 

 

Mar.

 

 

 

Emilia

Ha un colloquio con il cardinale Ascanio Sforza.

Mag.

 

 

 

Emilia

Accoglie a Ferrara Francesco Secco, venuto per il fidanzamento del giovane Francesco Gonzaga con la figlia Isabella.

Giu.

 

 

 

 

Viene insignito dal re d'Inghilterra dell'ordine della Giarrettiera. Riceve con il bucintoro il Gonzaga ed il cardinale Sforza.

Lug.

 

 

 

Emilia

Sempre con il Gonzaga, va incontro al San Severino ed a Giovanni Bentivoglio, anch'essi in visita a Ferrara, ed assiste nella piazza ad una grande giostra.

1481

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Lombardia

E' ospite a Mantova del futuro genero: il suo corteo è composto di 420 persone.

Feb.

 

 

 

Lombardia

Sempre a Mantova; vi arma cavaliere Giacomo Secco.

Apr.

 

 

 

Emilia

Si reca a Bologna presso il Bentivoglio, assiste ad alcuni palii, va a caccia, partecipa a balli

..................

 

 

 

 

Peggiorano i rapporti dell'Este con i veneziani, che pretendono di esercitare, come per il passato, la giustizia sui propri sudditi e di fare rispettare la fornitura del sale in forma monopolistica.

Ago.

 

 

 

 

Si forma un'alleanza tra veneziani, pontifici e Girolamo Riario, perché l'Este non vuole pagare il dovuto censo allo stato della Chiesa.

Sett.

 

 

 

Emilia

Si porta a Modena e si prepara alla guerra. Manda a Rovigo Matteo Mazzone e Gaspare da Rubiera, per rafforzare le difese di tale centro e fa distruggere tutte le case attorno al castello di Ficarolo: il raccolto scarso e la presenza della peste in Ferrara, lo distolgono dalla predisposizione di preparativi veramente efficaci. Presenzia ad un palio con Niccolò Maria Rangoni.

1482

 

 

 

 

 

Mar.

Ferrara

Venezia

 

Veneto

Si trova a Castelguglielmo ed a Badia Polesine.

Apr.

 

 

 

Veneto ed Emilia

Supervisiona i confini del Polesine; predispone bastioni galleggianti nei tre rami del Po, a Polesella, a Corbola, a Codigoro ed a Argenta. E' raggiunto dal Bentivoglio che conduce 3000 fanti, 100 uomini d'arme e 50 balestrieri a cavallo. I bolognesi incominciano a saccheggiare le case del circondario: l'Este tenta di fare impiccare due soldati, sorpresi sul fatto, ma l'intervento dei loro commilitoni ne sottrae uno alla giustizia. Il popolo di Ferrara si solleva per vendicare l'accaduto e solo a stento è evitato il pericolo della ritorsione. Il San Severino occupa Melara e Bergantino: l' Este è costretto a richiamare il Bentivoglio e manda truppe alla difesa di Ficarolo.

Mag.

 

 

 

Emilia

Giungono soccorsi da Firenze (600 fanti), da Napoli (il Montefeltro) e da Milano (Gian Giacomo da Trivulzio); viene respinta un'incursione nemica a Occhiobello. Molti schiavoni, soldati della Serenissima, sorpresi a dare alle fiamme case e palazzi degli estensi, sono impiccati.

Giu.

 

 

 

Emilia

Al comando di 12 squadre di uomini d'arme e di 300 schioppettieri, sorprende i veneziani a costruire un bastione a San Biagio delle Vezzane (San Biagio): la guarnigione è interamente distrutta. Il San Severino deve riattraversare il Po con la perdita di 150 uomini, per lo più schiavoni, uccisi dagli estensi o annegati nel fiume. L'Este fortifica Pontelagoscuro e rafforza le difese di Ferrara; chiude il corso del Po con grosse catene di ferro.

Lug.

 

 

 

Emilia

Con il Montefeltro, respinge un attacco della flotta veneziana al bastione della Punta di Ficarolo; alfine, i veneziani espugnano la fortezza ed occupano il Polesine.

Ago.

 

 

 

Emilia

Sventa con 3000 uomini, armati di balestre e di schioppetti, un tentativo del San Severino di costruire un ponte di barche a Bonello: 11 barche sono incendiate.

Sett.

 

 

 

Emilia

Riconquista Comacchio: nello scontro restano uccisi 700 uomini d'ambo le parti.

Ott.

 

 

 

Emilia

Colpito dalla malaria, che solo a Ferrara fa 12000 vittime, lascia il governo dello stato alla moglie Eleonora.

Nov.

 

 

 

Emilia

Il San Severino attraversa il Po con un ponte di barche alla Vallice ed investe direttamente Ferrara. L'Este riceve nuovi rinforzi da Ludovico Sforza e dagli altri alleati.

Dic.

Chiesa Milano

 

150 lance

Emilia

Sisto IV ed il Riario si rappacificano con l'Este e combattono ora i veneziani: la sua situazione militare migliora.

1483

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

Niccolò Orsini vince i veneziani a Massa Fiscaglia. Da parte sua, ultima le fortificazioni di Ferrara e sposta la sua residenza dal palazzo ducale a Castelvecchio.

Feb.

 

 

 

Lombardia

A Cremona, per un consiglio di guerra con il duca di Calabria e lo Sforza; si incontra a Revere con Federico Gonzaga.

Mag.

 

 

 

Emilia

Si deve portare a Modena, per sedarvi le contese cittadine, conseguenti alle lotte fra guelfi e ghibellini locali.

Giu.

 

 

 

Emilia

Fronteggia Renato di Lorena, che comanda 4000 cavalli e 3000 fanti.

Ago.

 

 

 

Emilia

Con i suoi cavalli e 800 fanti, ha una scaramuccia con li avversari a Pontelagoscuro.

Sett.

 

 

 

Emilia

Interviene alla difesa di Stellata per un improvviso attacco portato da Tommaso da Imola e dal provveditore Giovanni Emo con 2000 uomini.

Ott.

 

 

 

Lombardia ed Emilia

Si accorda a Sermide con il duca di Calabria Alfonso d'Aragona, per  cacciare i veneziani da Pontelagoscuro. Con 20 squadre di uomini d'arme, fanti e balestrieri a cavallo, punta contro il bastione: gli avversari non ne escono; si dirige su Melara ed ottiene un risultato analogo. Scrive allora al fratello Sigismondo, che staziona al Barco, di ritirarsi in Borgo Leone a Ferrara: nell'esecuzione della manovra sorge un equivoco, i ferraresi ritengono di essere attaccati e ripiegano in gran disordine.

Nov.

 

 

 

Emilia

Tenta nuovamente di avere Pontelagoscuro: è respinto dalle artiglierie.

1484

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Lombardia

A Milano, per un consiglio di guerra.

Apr.

 

 

 

Emilia

Cavalca al Barco, si scontra con i nemici dei quali molti sono uccisi; attacca il bastione di Pontelagoscuro.

Mag.

 

 

 

Lombardia

A Cremona, per un nuovo consiglio di guerra.

Giu.

 

 

 

Lombardia

Contrasta il San Severino nel bresciano.

Lug.

 

 

 

Emilia

Si scontra al borgo del Leone di Ferrara con Galeotto della Mirandola e Bernardino di Montone.

Ago.

 

 

 

Lombardia

A Bagnolo Mella viene firmata la pace fra i contendenti: deve cedere ai veneziani il Polesine con Rovigo, Adria, Castelguglielmo, Polesella, Selvatica, Pontecchio Polesine, Arquà Polesine e Villamarzana. Si reca a Comacchio.

Sett.

 

 

 

Marche e  Emilia

Va in pellegrinaggio a Loreto, a Bari alla chiesa di San Nicola ed al santuario mariano delle isole Tremiti. Richiama il fratello Alberto dal confino.

Nov.

 

 

 

Emilia

Accoglie a Ferrara il visdomino veneziano.

1485

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

Da Milano viene a trovarlo il figlio del duca.

Feb.

 

 

 

Veneto

A Venezia, con un seguito di 600 persone. E' accolto con grandi onori; il doge Giovanni Mocenigo ed il San Severino gli vanno incontro con il bucintoro a San Clemente. Alloggia nel suo palazzo; gli sono concesse dalla Serenissima, per le sue spese di permanenza, 50 ducati il giorno. Presenzia ad alcune giostre organizzate in piazza San Marco dal San Severino. A fine mese, lascia la città e ritorna a Ferrara con i suoi burchi.

Giu.

 

 

 

Piemonte ed Emilia

Ai bagni di Acqui Terme. E' ospitato in Alessandria da Antonio Trotti. A Ferrara riceve il Gonzaga ed occupa il tempo in tornei e cacce.

Ott.

Ferrara

Torelli

 

Emilia

A Montecchio Emilia, per togliere tale località a Guido Torelli.

1486

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Emilia

Ludovico Sforza gli restituisce Montecchio Emilia e Cavriago, di cui si è impadronito Guido Torelli durante la guerra contro i veneziani.

Sett.

 

 

 

Romagna

Si incontra a Lugo con Guidobaldo da Montefeltro, il duca di Calabria Alfonso d' Aragona ed il Bentivoglio.

1487

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

Sono celebrate le nozze della figlia Lucrezia con Annibale Bentivoglio.

Mar. giu.

 

 

 

Lombardia Emilia Toscana e Lazio

Decide di recarsi in Spagna in pellegrinaggio a San Giacomo di Compostella con un seguito di 150 persone. Arrivato a Milano, il papa Innocenzo VIII gli ingiunge di fermarsi e lo minaccia di scomunica; ritorna indietro, tocca Bologna (è ospitato dal Bentivoglio), Siena (alloggia nella casa di Giulio Spannocchi) e si reca a Roma. Rende omaggio al pontefice con il cardinale Ascanio Sforza.

1488

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Emilia e Veneto

Accoglie a Ferrara Elisabetta Gonzaga, moglie del duca di Urbino. A metà mese si reca a Venezia con il figlio Alfonso: viene accolto con il bucintoro dal doge Agostino Barbarigo. Prende alloggio sempre nel suo palazzo.

Mar.

 

 

 

Emilia

Si incontra con il Bentivoglio, diretto a Padova per un voto fatto a Sant'Antonio.

Apr.

 

 

 

Emilia

Invia a Forlì il fratello Sigismondo, per prestare aiuto a Caterina Sforza il cui marito Girolamo Riario è stato ucciso in una congiura.

Ago.

 

 

 

Emilia

A Parma ed a Reggio Emilia con Ludovico Sforza e Giovanni Galeazzo Sforza.

1489

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

Toscana

A Lucca, per cercare un accordo con tale repubblica.

1491

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Emilia

A Ferrara, per le nozze del figlio Alfonso con Anna Sforza.

Apr.

 

 

 

Veneto

A Venezia con il figlio Alfonso; chiede invano il permesso di costruire un palazzo sulla punta di Pontelagoscuro.

Giu.

 

 

 

Lombardia

Con il genero Francesco Gonzaga si incontra a Marmirolo con Francesco Secco; tenta di indurre quest'ultimo a non abbandonare il servizio dei Gonzaga.

1492

 

 

 

 

 

Mar. apr.

 

 

 

Emilia  e Lazio

Passa per Bologna e Rimini. E' diretto a Roma, dove si incontra con Niccolò Orsini ed il papa, cui rende atto di omaggio.

Lug.

 

 

 

Lombardia

A Milano, per il bimestre luglioagosto.

Nov. dic.

 

 

 

Veneto ed Emilia

A Venezia, per scusarsi per la costruzione di alcune cave sui confini. Il Canal Grande è ghiacciato, per cui si reca a cavallo nel collegio dei Pregadi, che si trova a San Marco. Rientra a Ferrara via fiume. A dicembre si trasferisce nel bolognese, dove trascorre le feste di Natale. A San Michele in Bosco.

1493

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Emilia

Ospita a Ferrara il genero Ludovico Sforza ed organizza una grande giostra in suo onore: lo eccita contro i veneziani, al fine di potere recuperare il Polesine.

1494

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

Ospita il duca di Urbino Guidobaldo da Montefeltro di ritorno da Mantova. Riceve i francesi Aubigny, la Trémouille, Gannay e Bidaut, che vanno a Roma per chiedere il passo all'esercito che sta per muoversi per la conquista del regno di Napoli.

Giu.

 

 

 

Emilia

A causa del pericolo della guerra, si consulta con il Bentivoglio a San Prospero.

Sett.

 

 

 

Piemonte ed Emilia

Si reca con 200 cavalli ad Alessandria ed a Castello di Annone, per riverire con lo Sforza il re di Francia Carlo VIII. Asseconda il genero nelle sue trattative con i  francesi. Regala al sovrano un padiglione del valore di 7000 scudi; rientra subito a Ferrara, quando capisce che i francesi non sono disponibili a nominarlo capitano generale nella prossima campagna.

Ott.

 

 

 

Emilia

Si trova a Fidenza e si congratula con lo Sforza per la sua elezione a duca di Milano.

1495

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

Toscana

Si reca nell'aretino con 400 cavalli e 200 fanti per convenire con Carlo VIII; nel contempo, rifiuta di aderire alla lega italica contro i francesi, d'altra parte un figlio (Ferrante) milita con i transalpini, mentre un altro (Alfonso) è presente nel campo opposto come luogotenente delle truppe sforzesche. Nello stesso mese invia a Bologna parte dei suoi balestrieri, per aiutare il Bentivoglio a sedare alcuni tumulti sorti nella città.

Lug.

 

 

 

 

Rifornisce i francesi di vettovaglie e di polvere da sparo.

Ott.

 

 

 

Piemonte

Fa da mediatore tra il re ed il duca di Milano. Si incontra al campo di Novara con Francesco Gonzaga, si vede con Carlo VIII.

Nov.

 

 

 

Liguria

E' segnalato a Genova.

1496

 

 

 

 

 

Primavera

 

 

 

Toscana

Ispeziona alcune miniere in Garfagnana. A maggio accoglie a Ferrara l'ambasciatore francese Rigault.

..................

 

 

 

 

Gli è affidato a Genova il Castelletto: dovrà consegnare tale fortezza, secondo i patti, dopo due anni, allo Sforza.

Giu.

 

 

 

Emilia

Ha un colloquio con l'ambasciatore francese Argenton, che ha appena lasciato il  veneziano.

Ago.

 

 

 

Emilia

A Modena, per mettere pace fra Giberto Pio ed Alberto Pio.

Nov.

 

 

 

Veneto

A Venezia con  il figlio Ferrante. Alloggia una volta di più nel palazzo dei duchi di Ferrara (palazzo Pesaro).

1497

 

 

 

 

 

Ago.

 

 

 

Emilia

Interviene nelle contese che oppongono in Carpi Giberto Pio da un lato e Leonello ed Alberto Pio dall'altro. A Modena si incontra con il primo e lo perdona per la sua aggressione ai congiunti.

Nov.

 

 

 

Veneto

Ritorna a Venezia con il figlio Ferrante. Su sua richiesta costui passa al soldo della Serenissima con una condotta di 100 lance ed una provvigione annua di 10000 ducati.

1498

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Emilia

Accoglie a Ferrara l'Aubigny, di ritorno dalla guerra nel regno di Napoli.

1499

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Veneto

Viene accettato da veneziani e da fiorentini come mediatore di pace per un conflitto che oppone i due stati in Toscana. Giunge a Venezia e vi si ferma per venticinque giorni; è  accolto con il bucintoro dal doge Agostino Barbarigo e la repubblica si accolla tutte le spese del suo soggiorno (circa 1250 ducati, senza contare le merci in franchigia che porta via dalla città o quelle esportate in contrabbando).

Apr.

 

 

 

Emilia

Il visdomino veneziano di Ferrara cerca di controllare i colli sospettati di appartenerea merci di contrabbando; ne viene impedito dalle autorità della Serenissima. Da ultimo, l'Este pronuncia un lodo che scatena a Venezia una bufera di odio nei suoi confronti; d'altronde neppure i fiorentini si sentono soddisfatti nelle loro aspettative. Esso è favorevole ai fiorentini in quanto avrebbero il controllo delle gabelle di Pisa, mentre ai pisani (che dovrebbero accettare un capitano ed un podestà scelto dai loro avversari) sarebbe rimasto il controllo della cittadella e delle fortezze di Stampace, di quella della torre di foce e quella di Cascina. I fiorentini, inoltre, dovrebbero riconoscere ai veneziani 180000 ducati per le spese di guerra sopportate (da pagarsi in dodici anni, vale a dire 15000 ducati l'anno). Un funzionario estense, infine, avrebbe dovuto affiancare quelli fiorentini chiamati ad amministrare la vita cittadina. A metà mese fiorentini e veneziani ratificano l'accordo; netto è viceversa il rifiuto dei pisani.

Sett.

 

 

 

 

Con la sconfitta e la fuga dello Sforza di fronte ai francesi si mette sotto la   protezione di questi ultimi.

Ott.

 

 

 

Lombardia

A Pavia; va incontro al nuovo re di Francia Luigi XII dopo un viaggio per barca sul Po con 300 cavalli vestiti tutti alla francese; si trova al suo fianco nel solenne ingresso nella città.

1500

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

 

Concede allo Sforza, impegnato alla riconquista del ducato, alcuni pezzi di artiglieria, che sono utilizzati nel bombardare Novara.

Mag.

 

 

 

 

Fa pressioni sui francesi a favore dei Bentivoglio, che si sono esposti nel favorire la causa sforzesca.

Sett.

 

 

 

Emilia

Ottiene da Giberto Pio metà della signoria di Carpi, in cambio di Sassuolo, di Fiorano Modenese, di Montenibbio, di Montebaranzone e di altri castelli del circondario.

1501

 

 

 

 

 

Lug.

 

 

 

Lombardia

A Mantova, per il battesimo di Federico Gonzaga figlio del genero Francesco.

....

 

 

 

Emilia

Il figlio Alfonso si sposa con la figlia del papa Alessandro VI Lucrezia Borgia: a titolo di dote, sono consegnati agli estensi 100000 ducati, nonché gioielli, argenti, arazzi, broccati, vesti preziose, oggetti vari per un valore di 75000 ducati. Gli sono riconosciuti anche i castelli di Cento e di Pieve di Cento; gli è ridotto di 4000 ducati il censo annuo dovuto allo stato della Chiesa; viene concessa anticipatamente l'investitura di Ferrara a i futuri figli di  Alfonso e di Lucrezia; è conferito al cardinale Ippolito d'Este l'arcipresbitariato di San Pietro.

1502

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Romagna

E' infeudato di Cotignola dal re di Francia, località già appartenente allo Sforza. Sempre nel mese, accoglie la Borgia in Ferrara. Deve ospitare nelle varie cerimonie di contorno più di 450 persone e mantenere 350 cavalli. Per i festeggiamenti legati alle nozze deve spendere più di 25000 ducati senza contare il consumo delle vettovaglie. Chiede al pontefice di richiamare a Roma il seguito della nuora. Più tardi ha alcuni dissapori con Lucrezia Borgia: le destina un appannaggio annuo di 8000 ducati, mentre la donna, data la dote che apportato, ne richiede 12000. Interviene Alessandro VI su sollecitazione della figlia e questo viene portato a 10000 ducati l'anno.

Lug.

 

 

 

Lombardia

A Pavia, per rendere omaggio a Luigi XII.

Ago.

 

 

 

 

E' scelto come giudice nel duello che oppone Federico Gonzaga da Bozzolo a Pirro Gonzaga.

1503

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

Emilia

Ha uno scambio di opinioni a Reggio Emilia con il la Trémouille, il Trivulzio ed il Gonzaga sull'andamento della guerra in corso nel regno di Napoli.

Lug.       Emilia E' segnalato a Parma.

1505

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

Muore a Ferrara. E' sepolto nella chiesa di Santa Maria degli Angeli.

VENTITRE CITAZIONI

Di animo intrepido. Grande capitano. Passava con Jacopo Piccinino come uno dei più grandi capitani in Europa.

Esperto nell'arte militare. Valente guerriero e torneadore.

Generale privo d'ingegno guerriero e di risolutezza. Incapace a condurre le guerre a prospero fine.

Desideroso di lodi e di gloria.

Amò la guerra ma con svantaggio proprio e ancor più dei sudditi.

Molto amato dai suoi sudditi. Principe magnanimo.

Un umanista dotato di grande senso politico, tiranno fra i tiranni, temuto dal popolo e amato dalla sua corte.

Principe attivo, attento e sagace.

Fu uno dei migliori principi di casa d'Este ed una delle principali figure politiche del suo tempo.

Non ebbe la tempra dell'uomo di stato.

Prudente, saggio, accorto. Religioso.

Di statura giusta e quadrata. Robusto. Di carnagione scura, occhi azzurri e chiari, capelli neri.