| Anno, mese |
Stato. Comp. ventura |
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Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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1433 |
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Sett. |
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Emilia |
Viene armato cavaliere dall'imperatore
Sigismondo d'Ungheria. |
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1445 |
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Ott. |
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Campania |
Lascia Ferrara con il fratello
Sigismondo per essere educato alla corte del re di Napoli Alfonso
d'Aragona. |
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.................. |
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Campania |
Ha un duello con Galeazzo Pandone. |
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.................. |
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Puglia |
Con la morte
di Alfonso d'Aragona viene messo in disparte a corte dal successore
Ferrante d' Aragona; ricopre l'incarico di governatore della
Puglia con Alfonso d'Avalos. |
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1460 |
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Feb. |
Angiò |
Napoli |
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Puglia |
A fine mese
consegna agli angioini Lucera. Trascorre i mesi invernali nella
località e permette ai suoi alleati di impadronirsi della dogana
delle pecore, ricco cespite del fisco aragonese. |
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Lug. |
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Campania |
Partecipa alla
battaglia di Sarno, dove è sul punto di catturare lo stesso
re. Giovanni d'Angiò gli dona la contea di San Severino ed altre
terre tolte al conte di Tricarico. |
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.................. |
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Campania |
In Terra di Lavoro al comando
di 4 squadroni di cavalli. |
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1462 |
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Ago. |
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Puglia |
Si unisce con
Jacopo Piccinino e soccorre Orsara di Puglia. Partecipa alla
battaglia di Troia: sconfitto, si salva perché issato con funi
sulle mura della città. |
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Sett.. |
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Emilia |
Dopo la rotta
di Troia rientra definitivamente in Emilia con il fratello Sigismondo.
E' richiamato dall'altro fratello Borso. |
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1463 |
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Gen. |
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Emilia |
Governatore di Modena |
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1464 |
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Apr. |
Venezia |
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Ago. |
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Contribuisce
alla crociata del papa Pio II ed invia in suo soccorso 2 galee
prestategli dai veneziani. Le navi partono da Ferrara e da Venezia
e giungono ad Ancona luogo di raccolta della flotta; alla morte
del pontefice le stesse imbarcazioni fanno rientro a Ferrara. |
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1466 |
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Mar. |
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Lombardia |
Si trova a Milano e presenzia
in Duomo ai funerali di Francesco Sforza. |
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Ago. |
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Emilia e Toscana |
Con il fratello
Borso, aiuta Luca Pitti ed altri congiurati contro i Medici;
alla testa di 300 cavalli e di molti fanti e balestrieri, giunge
a Fiumalbo nel Frignano ed in Lunigiana, per sostenere l'azione
dei fuoriusciti. Questa termina presto con un nulla di fatto. |
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1467 |
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Apr. |
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Veneto |
Con Niccolò Contrari, segue
Bartolomeo Colleoni contro i fiorentini. Si reca a Venezia con
200 famigli. |
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Mag. |
Venezia |
Firenze Milano |
1000 cavalli |
Emilia |
I veneziani
gli riconoscono una condotta di 600 cavalli, aumentabili a 1000
in caso di conflitto. La ferma è stabilita in due anni ed in
uno di rispetto; gli è riconosciuta una provvigione annua di
12400 fiorini e la facoltà di giudicare i soldati delle sue
compagnie. Si obbliga a militare in qualsiasi parte d'Italia.
Si piazza sull' Idice. |
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Giu. |
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Romagna |
In Romagna; si accampa presso
Imola con il Colleoni. |
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Lug. |
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Emilia |
Al comando
del primo squadrone, si batte contro Federico da Montefeltro
alla battaglia di Molinella. Con la sua cavalleria salva il
Colleoni, che sta per essere sopraffatto dai nemici: perde tre
cavalli ed è ferito da un colpo di schioppetto al malleolo del
piede destro, mentre sta cercando di trattenere i suoi che si
danno alla fuga. Il suo comportamento in combattimento è lodato
da Ludovico Ariosto nell'Orlando Furioso. Trasportato a Ferrara,
in condizioni allarmanti, è curato in maniera da potere camminare.
Nello scontro vi sono quasi 600 morti; nei giorni seguenti per
tutta la campagna si sente il lezzo dei morti perché i cadaveri
sono lasciati marcire nei fossati. |
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Sett. |
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Alla morte
di Angelo di San Vitale, le lance di tale condottiero sono aggregate
alla sua compagnia e gli viene aumentata la provvigione di altri
4500 fiorini l'anno. |
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1468 |
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Apr. |
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Veneto ed Emilia |
Si reca a Venezia con 200 famigli;
si reca, successivamente, a Modena, città di cui è stato nominato
luogotenente per conto del fratello. |
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Giu. |
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Emilia |
A Carpi, alle nozze della sorella
Bianca Maria con Galeotto della Mirandola. |
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1469 |
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Gen. |
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Emilia |
A Ferrara,
per i festeggiamenti indetti da Borso d'Este in onore dell'imperatore
Federico d'Austria. |
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Lug. |
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Emilia |
Piero dei Medici
e Giovanni Ludovico Pio, con la connivenza del duca di Milano
e del re di Napoli, tessono una congiura per farlo diventare
duca di Ferrara al posto del fratello Borso. Gli è anche promesso
il bastone di capitano generale della lega, una provvigione
di 50000 fiorini, la signoria di Ravenna, di Forlì e di Faenza.
Ercole d'Este finge di aderire al complotto e ne informa il
fratello; avute le prove del trattato, arresta sette fratelli
della casa Pio, Andrea da Varegnana ed il cancelliere del duca
di Milano Giovanni Antonio da Figino. Costui viene rilasciato
per ragioni di opportunità; gli altri prigionieri sono condotti
sotto scorta a Bondeno. |
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Ago. |
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Emilia |
Sono decapitati
nella piazza di Ferrara i congiurati. Nel contempo, l'Este si
unisce con il della Mirandola e cattura Giovanni Marco Pio che
è, parimenti, condotto a Ferrara con l'accusa di volere consegnare
Carpi agli sforzeschi; altri membri della famiglia sono impiccati
a Carpaneto ed a Sassuolo. L'Este esce da Modena,
si porta a Molinella, a Bondeno ed a Ravenna al comando
delle lance spezzate veneziane. |
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Sett. |
Venezia |
Rimini |
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Romagna |
E' inviato
dai veneziani con 8 squadre di cavalli in soccorso dei pontifici,
sconfitti a Mulazzano da Roberto Malatesta e da Federico da
Montefeltro. |
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1470 |
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Gen. |
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Romagna |
Si trova al
campo di San Martino, fra Rimini e Cesena, con Alessandro Sforza,
Napoleone Orsini e Braccio Baglioni. |
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Mar. |
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Gli è rinnovata la condotta
dai veneziani per l'anno di rispetto. |
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Giu. |
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Emilia |
Viene chiamato
a far parte del consiglio segreto, quando Borso d'Este è sul
punto di morire. I veneziani si muovono a suo favore, inviano
truppe sui confini ed una flottiglia a Legnago. |
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Lug. |
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Emilia |
Fa uccidere
(almeno così viene creduto) Girolamo Gripponi nel ghetto
di Ferrara, all'angolo di Gattamarcia, fautore di Niccolò d'Este,
figlio di Leonello ed aspirante al ducato. |
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1471 |
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Mar. apr. |
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Emilia e Lazio |
Accompagna
a Monestirolo con molti dignitari il fratello Borso, che si
sta recando a Roma dal papa Paolo II. |
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Ago. |
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Emilia |
Diviene duca
di Ferrara senza trovare alcuna resistenza: vi sono solo movimenti
di truppe dei vari stati confinanti. Si ingrazia l'animo dei
fratelli, confermando la luogotenenza di Reggio Emilia a Sigismondo
e donando il palazzo di Schifanoia (con 17000 lire marchesane
di entrate nel Polesine e le tenute di Montesanto, di Casaglia
e di Sassuolo) all'altro fratello Alberto. Molti partigiani
di Niccolò d'Este sono, viceversa, uccisi dalle sue truppe nelle
vie di Ferrara; il rivale viene considerato ribelle. |
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Nov. |
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Emilia |
Fa decapitare
ed impiccare Giovanni Francesco da Mantova, camerlengo di Niccolò
d'Este, e Giovanni Costabili, che hanno tentato di entrare in
Stellata. Allontana da
Ferrara Francesco d'Este, altro figlio di Leonello, e cerca
di sbarazzarsi del rivale corrompendo a Mantova un cuoco che
ha l'incarico di avvelenarlo. |
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1472 |
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Feb. |
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Veneto |
A Venezia, con un seguito di
600 persone. |
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Mag. |
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Emilia |
Opera per una
rappacificazione tra Galeotto della Mirandola con il fratello
Antonio Maria. |
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Giu. |
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Emilia |
Con il fratello
Sigismondo, accoglie in Ferrara la madre Rizzarda di Saluzzo,
che non ha visto i figli da molti anni. |
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Sett. |
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Emilia |
Organizza una giostra nella
piazza di Ferrara. |
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.................. |
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Il papa Sisto
IV gli rinnova l'investitura di Ferrara, dietro un censo annuo
di 7000 fiorini e di una libbra d'argento per Massa Lombarda,
Roncadello, Zeppa, Scantamantello, Sant'Agata, Bagnacavallo,
Cunio, Barbiano e Zagonara. |
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1474 |
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Giu. |
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Francia |
Giunge in Borgogna,
per assistere alle nozze del duca Carlo il Temerario con Margherita
di York, sorella del re d'Inghilterra. Partecipa ad una giostra
e si fa notare ancora una volta per il suo fasto. |
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1475 |
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Nov. |
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E' insignito dell'ordine borgognone
del Tosone d'oro. |
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1476 |
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Mag. |
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Emilia |
In visita ufficiale a Modena
ed a Reggio Emilia. |
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Lug. |
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Emilia |
Stipula con
la Serenissima una convenzione per combattere insieme la criminalità. |
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Ago. |
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Emilia |
Riceve in Ferrara
un'ambasciata ungherese di 600 cavalli, che da Venezia si sta
dirigendo a Napoli per prendere la sposa del re Mattia Corvino,
Beatrice d'Aragona, sorella della moglie di Ercole d'Este, Eleonora. |
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Sett. |
Ferrara |
Este |
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Emilia |
Niccolò d'Este,
con l'aiuto del marchese di Mantova, invia 700 fanti agli ordini
dei padovani Francesco e Brunoro da Grompo. Costoro navigano
sul Po su barche ricoperte di stuoie, fieno e paglia ed arrivano
fino a Ferrara; riescono a penetrare nel Castel Tedaldo attraverso
un buco delle mura che i muratori stanno mettendo a posto. Niccolò
d'Este, con parte degli armati, si getta per la via di San Donato,
giunge alla piazza e chiama il popolo alla rivolta. Il capitano
Gaspare da Rubiera si rinchiude nella cattedrale con i pochi
fanti che ha con sé. Anche Sigismondo ed Alberto d'Este, non
sapendo che fare, si rinchiudono nel palazzo ducale; Ercole
d'Este, che in quel giorno si trova a Belriguardo, punta su
Argenta e si fortifica in Lugo. Ritorna, indi, a Ferrara, allorché
è in possesso di informazioni più dettagliate sul numero
degli insorti, e con il fratello Rinaldo si getta loro contro.
Niccolò d'Este riesce a fuggire inizialmente; è, infine, catturato
da alcuni contadini nelle campagne vicine a Bondeno; sono fatti
prigionieri i due da Grompo e 200 uomini. Incominciano le esecuzioni:
i primi sono i due padovani, che sono impiccati agli angoli
del palazzo della Ragione; altri 18 uomini sono impiccati alle
colonnette delle finestre dello stesso edificio e 5 ai merli
del Castelvecchio. Niccolò d'Este è decapitato di notte nello
stesso castello ed uguale sorte ha Azzo d'Este. Un prete è privato
della sua dignità dai vescovi di Ferrara e di Comacchio e poi
è impiccato: il numero dei giustiziati risulta nel complesso
di 70. Altri 280 uomini, che protestano di essersi aggregati
alla spedizione senza conoscere la meta, sono condannati al
taglio di una mano, alla perdita di un occhio o ad altra pena
similare: alla fine, vengono consegnati a vari cortigiani affinché
ne traggano un riscatto. Ercole sospetta di connivenza con gli
avversari il fratello Alberto, lo spoglia dei beni che gli ha dato in precedenza
e lo confina a Napoli. |
|
Ott. |
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Emilia |
Dopo il battesimo
del figlio Alfonso, accoglie a Pontelagoscuro la cognata, regina
d'Ungheria, che fa ritorno al suo paese. |
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1477 |
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.................. |
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Manda in soccorso
di Bona Sforza, tutrice di Giovanni Galeazzo
Sforza, 600 fanti per il recupero di Genova, che si è
ribellata agli sforzeschi. |
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Giu. |
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Emilia |
Viene incontro
sul Po, con il bucintoro fino a Bondeno, a Sforza Maria Sforza,
duca di Bari, ad Ascanio e Ludovico Sforza, costretti tutti
a fuggire da Milano. Li ospita in palazzo Schifanoia. |
|
Ott. |
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Emilia |
Si incontra a Scandiano con
Federico Gonzaga. Quando Galeotto Manfredi scaccia da Faenza
Carlo Manfredi, invia il fratello Sigismondo a Lugo. |
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Nov. |
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Emilia |
Ospita a Ferrara Ludovico Gonzaga. |
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Dic. |
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Emilia |
Riceve a Ferrara Galeotto Manfredi. |
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1478 |
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Mar. |
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Emilia |
Accoglie gli
ambasciatori del signore di Bologna Giovanni Bentivoglio, per
combinare il matrimonio della propria figlia naturale Lucrezia
con Annibale Bentivoglio. A fine mese accoglie, sempre a Ferrara,
il condottiero veneziano Carlo di Montone. |
|
Apr. |
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Bona Sforza
gli restituisce la signoria di Castelnuovo Scrivia, tolta a
Roberto da San Severino, e che è già appartenuta al fratello
Borso: gli è anche donato il palazzo dei San Severino a Milano. |
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.................. |
Firenze |
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I fiorentini
concedono a lui ed al fratello Sigismondo una condotta di 12
squadre di cavalli e di 400 fanti. |
|
Ago. |
Firenze |
Chiesa Napoli |
Capitano g.le 400 lance e 300
fanti |
Emilia |
Nonostante
l'opposizione dei veneziani (che non lo vogliono per la sua
parentela con il re di Napoli), viene eletto capitano generale
della lega contro pontifici ed aragonesi. Riceve l'ambasciatore
milanese Gian Giacomo Simonetta, che gli porta le insegne del
comando: la ferma è stabilita in due anni, la condotta è di
400 uomini d' arme e di 300 provvigionati, gli è riconosciuto
uno stipendio di 50000 ducati in tempo di pace e di 70000 in
caso di guerra. |
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Sett. |
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Emilia e Toscana |
Lascia il governo
dello stato alla moglie e per il modenese passa in Toscana.
A Firenze gli è donato il palazzo di Renato dei Pazzi del valore
di 20000 ducati. Gli è consegnato il bastone del comando nel
momento stabilito dagli astrologi e si porta
solo allora al campo. Nelle mani nemiche cade Cacchiano.
L'Este raggiunge Poggio Imperiale (Poggibonsi) ed il pontefice
lo dichiara decaduto dal suo ducato. Il condottiero ha il comando
di 7000 cavalli e di 6000 fanti; contro di lui militano il Montefeltro
ed il duca di Calabria Alfonso d'Aragona con 8000 cavalli e
4000 fanti. |
|
Ott. |
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|
Toscana |
Esce da Poggibonsi
ma non affronta gli avversari; sconfina nel senese, conquista
tre o quattro castelli e prosegue nelle sue scorrerie verso
la maremma. Da Firenze gli è imposto di venire in aiuto di Monte
San Savino: retrocede con lentezza, tocca Greve in Chianti,
San Giovanni Valdarno, Civitella in Val di Chiana vicino a Monte
San Savino. Perde ancora tempo per la scelta del campo; quando
il nemico gli propone una tregua di una settimana, accetta.
|
|
Nov. |
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|
Toscana |
Allo scadere
della tregua ne chiede inutilmente una proroga; solo dopo quattro
giorni si decide ad
avanzare il campo di quattro o cinque chilometri: Monte San
Savino si arrende agli avversari sotto gli occhi dei fiorentini,
che non intervengono in alcun modo. Il tempo si fa brutto, incominciano
le piogge; napoletani e pontifici si portano nei loro alloggiamenti
invernali, subito imitati dall'Este, che nel suo viaggio di
ritorno tocca Paggibonsi, Olmo e Montepulciano. |
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Dic. |
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Toscana ed Emilia |
Con i collegati
si unisce Roberto Malatesta; la peste però coglie entrambi gli
eserciti, per cui l'Este rientra a Ferrara. Si incontra a Ponte
Poledrano (Bentivoglio) con Giovanni Bentivoglio; a San Paolo
sul Po vengono a riceverlo la moglie ed i figli e con essi entra
nella sua capitale. |
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1479 |
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Gen. |
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Emilia |
Accoglie il
cardinale Francesco Gonzaga; è segnalato a caccia nel
Barco con il futuro genero Annibale Bentivoglio. |
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Feb. |
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Emilia |
Si vede in
Ferrara con il signore di Bologna, che gli sottopone un progetto
di imbrigliamento del Reno nel Po a Porotto. Ludovico Gonzaga
viene nominato capitano generale della lega al suo posto. |
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Mar. |
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Emilia |
Abbandona le
feste di carnevale per rispondere alle minacce di Roberto da
San Severino ai danni del ducato di Milano. Si muove da Reggio
Emilia, raggiunge Castelnuovo di Garfagnana: il fratello Sigismondo
lo precede nel pisano per parare le scorrerie che il San Severino
sta conducendo dalla Toscana all'Umbria. |
|
Apr. |
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Emilia e Toscana |
Entra in Pisa
superando l'opposizione del San Severino che si colloca su un
ponte di pietra sul Serchio tra Filettole e Santa Margherita.
Esce dalla città e si scontra con Giulio Acquaviva ed il San
Severino, che lo battono in una scaramuccia sul fiume al termine
della quale gli sono catturati 1000 cavalli. Il papa lo minaccia
ora di scomunica; le sue manovre forse risentono dell'intimidazione,
in ogni caso si rivelano prive di energia, timorose di un nemico
molto inferiore di forze. Si accontenta di tallonare gli avversari
a due/tre giorni di distanza. |
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Mag. |
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Toscana e Liguria |
Ha ai suoi
ordini 30 squadre di uomini d'arme; recupera Santa Maria in
Castello (Santa Maria a Colonica) e Filettole. Si scosta con
il Gonzaga dal contado di Sarzana con 45 squadre di cavalli
e 3000 fanti ed insegue il San Severino diretto a La Spezia,
Ceparana e Santo Stefano di Magra. Chiude il capitano avversario
in una valle sotto il castello di Vezzano Ligure. |
|
Giu. |
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|
Toscana |
Con il commissario
Bongianni Gianfigliazzi rientra a Poggibonsi, dove è raggiunto
dal Malatesta. Con la vittoria del signore di Rimini su Matteo
da Capua a Passignano sul Trasimeno, i nemici abbandonano le
posizioni più avanzate e ripiegano su Cortona: l'Este si avvia
allora su Casole d'Elsa nel senese. Svanito un trattato all'
interno della città, espugna il castello e lo mette a sacco
con il massacro di 100 uomini del presidio. Al termine, nasce
una grande controversia fra le milizie estensi e quelle gonzaghesche:
400 uomini di Ludovico Gonzaga vogliono togliere con la forza
il bottino dalle mani degli estensi. Ercole d'Este è costretto
a rifugiarsi in una casa: fra i suoi rimangono uccisi 30 fanti
e 4 uomini d'arme, 100 sono i feriti; fra i gonzagheschi si
contano 50 morti. Sono posti a sacco padiglioni e tende d'ambo
le parti; il Gianfigliazzi e l'altro commissario fiorentino
Girolamo degli Albizzi dividono alla fine i contendenti con
grande difficoltà. La ruggine che divide duca e marchese costringe
i fiorentini a separare i due contingenti: il Gonzaga è trasferito
nel perugino per congiungersi con il Malatesta; l'Este è inviato
in Garfagnana prima, nel senese, di seguito, dove collabora
con Costanzo Sforza. |
|
Lug. |
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|
Toscana |
Occupa Isola
d'Arbia, Monteriggioni (messe a sacco) ed Abbadia San Salvatore,
che si arrende, al contrario, a patti. |
|
Ago. |
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|
Toscana |
Lascia la Toscana
(al suo posto rimane il fratello Sigismondo) con 400 fanti e
molti cavalli per soccorrere Milano dalle minacce portate dal'attacco
del San Severino. |
|
Sett. |
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Emilia |
Tocca Parma
(è alloggiato nel palazzo del governatore), Borgo San Donnino
(Fidenza) e Voghera; raggiunge Milano ed è ospitato nel Castello
Sforzesco. |
|
Ott. |
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|
|
Emilia |
La duchessa
Bona di Savoia, per compensarlo della recente perdita di Castelnuovo
Scrivia ripresagli dal San Severino, gli concede in feudo Brescello,
Bazzano, Castelnuovo di Parma, Scurano e Gualtieri, tolte ai Correggio. |
|
Sett. |
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Emilia e Lombardia |
Alla difesa
di Parma, con 400 cavalli e 200 fanti. Si allontana dalla città
per venire verso Pavia e Bassignana, al fine di contrastare
l'avanzata del San Severino: con l' evoluzione degli avvenimenti
muta parere e favorisce il rientro in Milano di Ludovico Sforza
e del San Severino, i quali obbligano ad un accordo la duchessa.
L'Este può rientrare a Ferrara accompagnato dal cognato, il
cardinale di Napoli. |
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Nov. |
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Emilia |
Riceve a Ferrara l'ambasciatore
veneziano Zaccaria Barbaro. |
|
Dic. |
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Emilia |
Si incontra
con il cardinale Gonzaga e l'ambasciatore milanese Pietro Pusterla. |
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1480 |
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Gen. |
Napoli Firenze |
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Capitano g.le |
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Mar. |
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Emilia |
Ha un colloquio con il cardinale
Ascanio Sforza. |
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Mag. |
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Emilia |
Accoglie a
Ferrara Francesco Secco, venuto per il fidanzamento del giovane
Francesco Gonzaga con la figlia Isabella. |
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Giu. |
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Viene insignito
dal re d'Inghilterra dell'ordine della Giarrettiera. Riceve
con il bucintoro il Gonzaga ed il cardinale Sforza. |
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Lug. |
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Emilia |
Sempre con
il Gonzaga, va incontro al San Severino ed a Giovanni Bentivoglio,
anch'essi in visita a Ferrara, ed assiste nella piazza ad una
grande giostra. |
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1481 |
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Gen. |
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Lombardia |
E' ospite a
Mantova del futuro genero: il suo corteo è composto di 420 persone. |
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Feb. |
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Lombardia |
Sempre a Mantova; vi arma cavaliere
Giacomo Secco. |
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Apr. |
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Emilia |
Si reca a Bologna
presso il Bentivoglio, assiste ad alcuni palii, va a caccia,
partecipa a balli |
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.................. |
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|
Peggiorano
i rapporti dell'Este con i veneziani, che pretendono di esercitare,
come per il passato, la giustizia sui propri sudditi e di fare
rispettare la fornitura del sale in forma monopolistica. |
|
Ago. |
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Si forma un'alleanza
tra veneziani, pontifici e Girolamo Riario, perché l'Este non
vuole pagare il dovuto censo allo stato della Chiesa. |
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Sett. |
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Emilia |
Si porta a
Modena e si prepara alla guerra. Manda a Rovigo Matteo Mazzone
e Gaspare da Rubiera, per rafforzare le difese di tale centro
e fa distruggere tutte le case attorno al castello di Ficarolo:
il raccolto scarso e la presenza della peste in Ferrara, lo
distolgono dalla predisposizione di preparativi veramente efficaci.
Presenzia ad un palio con Niccolò Maria Rangoni. |
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1482 |
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Mar. |
Ferrara |
Venezia |
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Veneto |
Si trova a Castelguglielmo
ed a Badia Polesine. |
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Apr. |
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Veneto ed Emilia |
Supervisiona
i confini del Polesine; predispone bastioni galleggianti nei
tre rami del Po, a Polesella, a Corbola, a Codigoro ed a Argenta.
E' raggiunto dal Bentivoglio che conduce 3000 fanti, 100 uomini
d'arme e 50 balestrieri a cavallo. I bolognesi incominciano
a saccheggiare le case del circondario: l'Este tenta di fare
impiccare due soldati, sorpresi sul fatto, ma l'intervento dei
loro commilitoni ne sottrae uno alla giustizia. Il popolo di
Ferrara si solleva per vendicare l'accaduto e solo a stento
è evitato il pericolo della ritorsione. Il San Severino occupa
Melara e Bergantino: l' Este è costretto a richiamare il Bentivoglio
e manda truppe alla difesa di Ficarolo. |
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Mag. |
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Emilia |
Giungono soccorsi
da Firenze (600 fanti), da Napoli (il Montefeltro) e da Milano
(Gian Giacomo da Trivulzio); viene respinta un'incursione nemica
a Occhiobello. Molti schiavoni, soldati della Serenissima, sorpresi
a dare alle fiamme case e palazzi degli estensi, sono impiccati. |
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Giu. |
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Emilia |
Al comando
di 12 squadre di uomini d'arme e di 300 schioppettieri, sorprende
i veneziani a costruire un bastione a San Biagio delle Vezzane
(San Biagio): la guarnigione è interamente distrutta. Il San
Severino deve riattraversare il Po con la perdita di 150 uomini,
per lo più schiavoni, uccisi dagli estensi o annegati nel fiume.
L'Este fortifica Pontelagoscuro e rafforza le difese di Ferrara;
chiude il corso del Po con grosse catene di ferro. |
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Lug. |
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Emilia |
Con il Montefeltro,
respinge un attacco della flotta veneziana al bastione della
Punta di Ficarolo; alfine, i veneziani espugnano la fortezza
ed occupano il Polesine. |
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Ago. |
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Emilia |
Sventa con
3000 uomini, armati di balestre e di schioppetti, un tentativo
del San Severino di costruire un ponte di barche a Bonello:
11 barche sono incendiate. |
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Sett. |
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Emilia |
Riconquista
Comacchio: nello scontro restano uccisi 700 uomini d'ambo le
parti. |
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Ott. |
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Emilia |
Colpito dalla
malaria, che solo a Ferrara fa 12000 vittime, lascia il governo
dello stato alla moglie Eleonora. |
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Nov. |
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Emilia |
Il San Severino
attraversa il Po con un ponte di barche alla Vallice ed investe
direttamente Ferrara. L'Este riceve nuovi rinforzi da Ludovico
Sforza e dagli altri alleati. |
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Dic. |
Chiesa Milano |
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150 lance |
Emilia |
Sisto IV ed
il Riario si rappacificano con l'Este e combattono ora i veneziani:
la sua situazione militare migliora. |
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1483 |
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Gen. |
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Emilia |
Niccolò Orsini
vince i veneziani a Massa Fiscaglia. Da parte sua, ultima le
fortificazioni di Ferrara e sposta la sua residenza dal palazzo
ducale a Castelvecchio. |
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Feb. |
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Lombardia |
A Cremona,
per un consiglio di guerra con il duca di Calabria e lo Sforza;
si incontra a Revere con Federico Gonzaga. |
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Mag. |
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Emilia |
Si deve portare
a Modena, per sedarvi le contese cittadine, conseguenti alle
lotte fra guelfi e ghibellini locali. |
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Giu. |
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Emilia |
Fronteggia Renato di Lorena,
che comanda 4000 cavalli e 3000 fanti. |
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Ago. |
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Emilia |
Con i suoi
cavalli e 800 fanti, ha una scaramuccia con li avversari a Pontelagoscuro. |
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Sett. |
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Emilia |
Interviene
alla difesa di Stellata per un improvviso attacco portato da
Tommaso da Imola e dal provveditore Giovanni Emo con 2000 uomini. |
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Ott. |
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Lombardia ed Emilia |
Si accorda
a Sermide con il duca di Calabria Alfonso d'Aragona, per
cacciare i veneziani da Pontelagoscuro. Con 20 squadre
di uomini d'arme, fanti e balestrieri a cavallo, punta contro
il bastione: gli avversari non ne escono; si dirige su Melara
ed ottiene un risultato analogo. Scrive allora al fratello Sigismondo,
che staziona al Barco, di ritirarsi in Borgo Leone a Ferrara:
nell'esecuzione della manovra sorge un equivoco, i ferraresi
ritengono di essere attaccati e ripiegano in gran disordine. |
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Nov. |
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Emilia |
Tenta nuovamente di avere Pontelagoscuro:
è respinto dalle artiglierie. |
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1484 |
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Gen. |
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Lombardia |
A Milano, per un consiglio
di guerra. |
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Apr. |
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Emilia |
Cavalca al Barco, si scontra
con i nemici dei quali molti sono uccisi; attacca il bastione
di Pontelagoscuro. |
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Mag. |
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Lombardia |
A Cremona, per un nuovo consiglio
di guerra. |
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Giu. |
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Lombardia |
Contrasta il San Severino nel
bresciano. |
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Lug. |
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Emilia |
Si scontra
al borgo del Leone di Ferrara con Galeotto della Mirandola e
Bernardino di Montone. |
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Ago. |
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Lombardia |
A Bagnolo Mella
viene firmata la pace fra i contendenti: deve cedere ai veneziani
il Polesine con Rovigo, Adria, Castelguglielmo, Polesella, Selvatica,
Pontecchio Polesine, Arquà Polesine e Villamarzana. Si reca
a Comacchio. |
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Sett. |
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Marche e
Emilia |
Va in pellegrinaggio
a Loreto, a Bari alla chiesa di San Nicola ed al santuario mariano
delle isole Tremiti. Richiama il fratello Alberto dal confino. |
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Nov. |
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Emilia |
Accoglie a Ferrara il visdomino
veneziano. |
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1485 |
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Gen. |
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Emilia |
Da Milano viene a trovarlo
il figlio del duca. |
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Feb. |
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Veneto |
A Venezia,
con un seguito di 600 persone. E' accolto con grandi onori;
il doge Giovanni Mocenigo ed il San Severino gli vanno incontro
con il bucintoro a San Clemente. Alloggia nel suo palazzo; gli
sono concesse dalla Serenissima, per le sue spese di permanenza,
50 ducati il giorno. Presenzia ad alcune giostre organizzate
in piazza San Marco dal San Severino. A fine mese, lascia la
città e ritorna a Ferrara con i suoi burchi. |
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Giu. |
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Piemonte ed Emilia |
Ai bagni di
Acqui Terme. E' ospitato in Alessandria da Antonio Trotti. A
Ferrara riceve il Gonzaga ed occupa il tempo in tornei e cacce. |
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Ott. |
Ferrara |
Torelli |
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Emilia |
A Montecchio Emilia, per togliere
tale località a Guido Torelli. |
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1486 |
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Apr. |
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Emilia |
Ludovico Sforza
gli restituisce Montecchio Emilia e Cavriago, di cui si è impadronito
Guido Torelli durante la guerra contro i veneziani. |
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Sett. |
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Romagna |
Si incontra
a Lugo con Guidobaldo da Montefeltro, il duca di Calabria Alfonso
d' Aragona ed il Bentivoglio. |
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1487 |
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Gen. |
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Emilia |
Sono celebrate le nozze della
figlia Lucrezia con Annibale Bentivoglio. |
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Mar. giu. |
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Lombardia Emilia Toscana e
Lazio |
Decide di recarsi
in Spagna in pellegrinaggio a San Giacomo di Compostella con
un seguito di 150 persone. Arrivato a Milano, il papa Innocenzo
VIII gli ingiunge di fermarsi e lo minaccia di scomunica; ritorna
indietro, tocca Bologna (è ospitato dal Bentivoglio), Siena
(alloggia nella casa di Giulio Spannocchi) e si reca a Roma.
Rende omaggio al pontefice con il cardinale Ascanio Sforza. |
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1488 |
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Feb. |
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Emilia e Veneto |
Accoglie a
Ferrara Elisabetta Gonzaga, moglie del duca di Urbino. A metà
mese si reca a Venezia con il figlio Alfonso: viene accolto
con il bucintoro dal doge Agostino Barbarigo. Prende alloggio
sempre nel suo palazzo. |
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Mar. |
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Emilia |
Si incontra
con il Bentivoglio, diretto a Padova per un voto fatto a Sant'Antonio. |
|
Apr. |
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Emilia |
Invia a Forlì il fratello Sigismondo,
per prestare aiuto a Caterina Sforza il cui marito Girolamo
Riario è stato ucciso in una congiura. |
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Ago. |
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Emilia |
A Parma ed
a Reggio Emilia con Ludovico Sforza e Giovanni Galeazzo Sforza. |
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1489 |
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Giu. |
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Toscana |
A Lucca, per cercare un accordo
con tale repubblica. |
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1491 |
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Feb. |
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Emilia |
A Ferrara, per le nozze del
figlio Alfonso con Anna Sforza. |
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Apr. |
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Veneto |
A Venezia con
il figlio Alfonso; chiede invano il permesso di costruire un
palazzo sulla punta di Pontelagoscuro. |
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Giu. |
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Lombardia |
Con il genero
Francesco Gonzaga si incontra a Marmirolo con Francesco Secco;
tenta di indurre quest'ultimo a non abbandonare il servizio
dei Gonzaga. |
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1492 |
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Mar. apr. |
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Emilia
e Lazio |
Passa per Bologna e Rimini.
E' diretto a Roma, dove si incontra con Niccolò Orsini ed il
papa, cui rende atto di omaggio. |
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Lug. |
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Lombardia |
A Milano, per il bimestre luglioagosto. |
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Nov. dic. |
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Veneto ed Emilia |
A Venezia,
per scusarsi per la costruzione di alcune cave sui confini.
Il Canal Grande è ghiacciato, per cui si reca a cavallo nel
collegio dei Pregadi, che si trova a San Marco. Rientra a Ferrara
via fiume. A dicembre si trasferisce nel bolognese, dove trascorre
le feste di Natale. A San Michele in Bosco. |
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1493 |
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Feb. |
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Emilia |
Ospita a Ferrara
il genero Ludovico Sforza ed organizza una grande giostra in
suo onore: lo eccita contro i veneziani, al fine di potere recuperare
il Polesine. |
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1494 |
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Gen. |
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Emilia |
Ospita il duca
di Urbino Guidobaldo da Montefeltro di ritorno da Mantova. Riceve
i francesi Aubigny, la Trémouille, Gannay e Bidaut, che vanno
a Roma per chiedere il passo all'esercito che sta per muoversi
per la conquista del regno di Napoli. |
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Giu. |
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|
Emilia |
A causa del
pericolo della guerra, si consulta con il Bentivoglio a San
Prospero. |
|
Sett. |
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|
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Piemonte ed Emilia |
Si reca con
200 cavalli ad Alessandria ed a Castello di Annone, per riverire
con lo Sforza il re di Francia Carlo VIII. Asseconda il genero
nelle sue trattative con i
francesi. Regala al sovrano un padiglione del valore
di 7000 scudi; rientra subito a Ferrara, quando capisce che
i francesi non sono disponibili a nominarlo capitano generale
nella prossima campagna. |
|
Ott. |
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|
Emilia |
Si trova a Fidenza e si congratula
con lo Sforza per la sua elezione a duca di Milano. |
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1495 |
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Giu. |
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|
Toscana |
Si reca nell'aretino
con 400 cavalli e 200 fanti per convenire con Carlo VIII; nel
contempo, rifiuta di aderire alla lega italica contro i francesi,
d'altra parte un figlio (Ferrante) milita con i transalpini,
mentre un altro (Alfonso) è presente nel campo opposto
come luogotenente delle truppe sforzesche. Nello stesso mese
invia a Bologna parte dei suoi balestrieri, per aiutare il Bentivoglio
a sedare alcuni tumulti sorti nella città. |
|
Lug. |
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|
|
|
Rifornisce i francesi di vettovaglie
e di polvere da sparo. |
|
Ott. |
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Piemonte |
Fa da mediatore
tra il re ed il duca di Milano. Si incontra al campo di Novara
con Francesco Gonzaga, si vede con Carlo VIII. |
|
Nov. |
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Liguria |
E' segnalato a Genova. |
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1496 |
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Primavera |
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Toscana |
Ispeziona alcune
miniere in Garfagnana. A maggio accoglie a Ferrara l'ambasciatore
francese Rigault. |
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.................. |
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|
Gli è affidato
a Genova il Castelletto: dovrà consegnare tale fortezza, secondo
i patti, dopo due anni, allo Sforza. |
|
Giu. |
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|
Emilia |
Ha un colloquio
con l'ambasciatore francese Argenton, che ha appena lasciato
il veneziano. |
|
Ago. |
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Emilia |
A Modena, per mettere pace
fra Giberto Pio ed Alberto Pio. |
|
Nov. |
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Veneto |
A Venezia con
il figlio Ferrante. Alloggia una volta di più
nel palazzo dei duchi di Ferrara (palazzo Pesaro). |
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1497 |
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|
|
|
Ago. |
|
|
|
Emilia |
Interviene
nelle contese che oppongono in Carpi Giberto Pio da un lato
e Leonello ed Alberto Pio dall'altro. A Modena si incontra con
il primo e lo perdona per la sua aggressione ai congiunti. |
|
Nov. |
|
|
|
Veneto |
Ritorna a Venezia
con il figlio Ferrante. Su sua richiesta costui passa al soldo
della Serenissima con una condotta di 100 lance ed una provvigione
annua di 10000 ducati. |
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1498 |
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|
|
Feb. |
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|
Emilia |
Accoglie a Ferrara l'Aubigny,
di ritorno dalla guerra nel regno di Napoli. |
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1499 |
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Mar. |
|
|
|
Veneto |
Viene accettato
da veneziani e da fiorentini come mediatore di pace per un conflitto
che oppone i due stati in Toscana. Giunge a Venezia e vi si
ferma per venticinque giorni; è
accolto con il bucintoro dal doge Agostino Barbarigo
e la repubblica si accolla tutte le spese del suo soggiorno
(circa 1250 ducati, senza contare le merci in franchigia che
porta via dalla città o quelle esportate in contrabbando). |
|
Apr. |
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|
Emilia |
Il visdomino
veneziano di Ferrara cerca di controllare i colli sospettati
di appartenerea merci di contrabbando; ne viene impedito dalle
autorità della Serenissima. Da ultimo, l'Este pronuncia
un lodo che scatena a Venezia una bufera di odio nei suoi confronti;
d'altronde neppure i fiorentini si sentono soddisfatti nelle
loro aspettative. Esso è favorevole ai fiorentini in
quanto avrebbero il controllo delle gabelle di Pisa, mentre
ai pisani (che dovrebbero accettare un capitano ed un podestà
scelto dai loro avversari) sarebbe rimasto il controllo della
cittadella e delle fortezze di Stampace, di quella della torre
di foce e quella di Cascina. I fiorentini, inoltre, dovrebbero
riconoscere ai veneziani 180000 ducati per le spese di guerra
sopportate (da pagarsi in dodici anni, vale a dire 15000 ducati
l'anno). Un funzionario estense, infine, avrebbe dovuto affiancare
quelli fiorentini chiamati ad amministrare la vita cittadina.
A metà mese fiorentini e veneziani ratificano l'accordo;
netto è viceversa il rifiuto dei pisani. |
|
Sett. |
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|
Con la sconfitta e la fuga
dello Sforza di fronte ai francesi si mette sotto la
protezione di questi ultimi. |
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Ott. |
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|
Lombardia |
A Pavia; va
incontro al nuovo re di Francia Luigi XII dopo un viaggio per
barca sul Po con 300 cavalli vestiti tutti alla francese; si
trova al suo fianco nel solenne ingresso nella città. |
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1500 |
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|
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|
|
Mar. |
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|
|
Concede allo
Sforza, impegnato alla riconquista del ducato, alcuni pezzi
di artiglieria, che sono utilizzati nel bombardare Novara. |
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Mag. |
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|
Fa pressioni
sui francesi a favore dei Bentivoglio, che si sono esposti nel
favorire la causa sforzesca. |
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Sett. |
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|
Emilia |
Ottiene da
Giberto Pio metà della signoria di Carpi, in cambio di Sassuolo,
di Fiorano Modenese, di Montenibbio, di Montebaranzone e di
altri castelli del circondario. |
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1501 |
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|
Lug. |
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|
Lombardia |
A Mantova,
per il battesimo di Federico Gonzaga figlio del genero Francesco. |
|
.... |
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Emilia |
Il figlio Alfonso
si sposa con la figlia del papa Alessandro VI Lucrezia Borgia:
a titolo di dote, sono consegnati agli estensi 100000 ducati,
nonché gioielli, argenti, arazzi, broccati, vesti preziose,
oggetti vari per un valore di 75000 ducati. Gli sono riconosciuti
anche i castelli di Cento e di Pieve di Cento; gli è
ridotto di 4000 ducati il censo annuo dovuto allo stato della
Chiesa; viene concessa anticipatamente l'investitura di Ferrara
a i futuri figli di Alfonso e di Lucrezia; è conferito al cardinale Ippolito
d'Este l'arcipresbitariato di San Pietro. |
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1502 |
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|
Feb. |
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|
Romagna |
E' infeudato
di Cotignola dal re di Francia, località già appartenente
allo Sforza. Sempre nel mese, accoglie la Borgia in Ferrara.
Deve ospitare nelle varie cerimonie di contorno più di
450 persone e mantenere 350 cavalli. Per i festeggiamenti legati
alle nozze deve spendere più di 25000 ducati senza contare
il consumo delle vettovaglie. Chiede al pontefice di richiamare
a Roma il seguito della nuora. Più tardi ha alcuni dissapori
con Lucrezia Borgia: le destina un appannaggio annuo di 8000
ducati, mentre la donna, data la dote che apportato, ne richiede
12000. Interviene Alessandro VI su sollecitazione della figlia
e questo viene portato a 10000 ducati l'anno. |
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Lug. |
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|
Lombardia |
A Pavia, per rendere omaggio
a Luigi XII. |
|
Ago. |
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|
E' scelto come giudice nel
duello che oppone Federico Gonzaga da Bozzolo a Pirro Gonzaga. |
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1503 |
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Giu. |
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|
Emilia |
Ha uno scambio di opinioni
a Reggio Emilia con il la Trémouille, il Trivulzio ed il Gonzaga
sull'andamento della guerra in corso nel regno di Napoli. |
| Lug. |
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|
Emilia |
E' segnalato a Parma. |
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1505 |
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|
Gen. |
|
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Emilia |
Muore a Ferrara.
E' sepolto nella chiesa di Santa Maria degli Angeli. |
Di animo intrepido. Grande capitano. Passava con Jacopo
Piccinino come uno dei più grandi capitani in Europa.
Esperto nell'arte militare. Valente guerriero e torneadore.
Generale privo d'ingegno guerriero e di risolutezza.
Incapace a condurre le guerre a prospero fine.
Desideroso di lodi e di gloria.
Amò la guerra ma con svantaggio proprio e ancor più dei sudditi.
Molto amato dai suoi sudditi. Principe magnanimo.
Un umanista dotato di grande senso politico, tiranno
fra i tiranni, temuto dal popolo e amato dalla sua corte.
Principe attivo, attento e sagace.
Fu uno dei migliori principi di casa d'Este ed una delle
principali figure politiche del suo tempo.
Non ebbe la tempra dell'uomo di stato.
Prudente, saggio, accorto. Religioso.
Di statura giusta e quadrata. Robusto. Di carnagione scura, occhi azzurri e chiari, capelli neri.