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Stato. Comp. ventura |
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Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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1333 |
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Apr. |
Ferrara |
Chiesa |
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Emilia |
Agli ordini
dello zio Rinaldo, batte i pontifici a Ferrara. Viene armato
cavaliere alla fine dello scontro. |
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1344 |
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Nov. |
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Emilia |
Accompagna
a Montecchio Emilia ed a Parma Obizzo d'Este. |
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Dic. |
Ferrara |
Mantova |
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Emilia |
Filippino Gonzaga,
che pure ha concesso un salvacondotto all'andata agli estensi,
tende loro un'imboscata a Rivalta. L'Este sfugge alla cattura,
grazie alla valida difesa fatta dai mercenari tedeschi di Guilichino
di Ranynberg. Rientra a Parma e ne è lasciato al governo da
Obizzo d'Este. |
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Emilia |
Contrasta Filippino
e Feltrino Gonzaga. |
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1345 |
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Mar. |
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Emilia |
Si trova a
Parma per le esequie di Giovanni Quirico di San Vitale. |
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Apr. |
Ferrara |
Rossi |
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Emilia |
Con l'aiuto
di Giberto di San Vitale e di Bernardino da Cavriago, doma in
Parma una rivolta suscitata dai Rossi e dai ghibellini locali:
molti dei rivoltosi sono impiccati, altri decapitati, molte
donne sono bruciate vive perché si sono unite con i congiurati
e si sono prese il carico di incendiare alcuni punti della città.
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Lug. |
Ferrara |
Milano |
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Emilia |
Esce da Parma
e si indirizza su Noceto, caduta nelle mani dei viscontei; fronteggia
i nemici capitanati da Filippino Gonzaga fermi a Collecchio.
Si accampa agli orti delle Cistelle ed a San Michele de' Gatti:
viene sfidato a battaglia campale. I milanesi preferiscono ripiegare
e sono battuti in alcune scaramucce dagli estensi. |
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Ago. |
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Emilia |
Cattura 60
uomini a San Quirico; si fortifica a Sesso. Si sposta a Colorno
e vi costruisce una bastia, rientra a Modena senza avere ottenuto
alcun risultato di rilievo. |
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1350 |
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Sett. |
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Emilia |
A Ravenna;
con Aldobrandino d'Este accompagna Guido da Polenta a
Ferrara. |
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1352 |
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Apr. |
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Emilia e Veneto |
Alla morte
di Obizzo d'Este, chiede licenza e si allontana da Ferrara;
si reca a Copparo con i suoi famigliari e da qui si dirige ad
Adria e Chioggia provocando la reazione del nuovo marchese Aldobrandino
d'Este che, per persuaderlo a rientrare, gli invia come ambasciatori Galeazzo dei Medici e Francesco Brunelleschi. |
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Veneto |
La moglie,
rimasta a Copparo, ordisce una congiura con Gerardo Marazzi
per avere Bondeno e la porta di San Biagio a Ferrara: tutti
i partecipanti del complotto sono scoperti e giustiziati sul
Po da Bonifacio Ariosto, zio paterno di Aldobrandino. L'Este
si reca a Padova e trova assistenza dai carraresi. |
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Rimini |
Fermo |
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Marche |
A Rimini. Affianca
Malatesta Malatesta contro Gentile da Mogliano. |
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Ago. |
Este |
Ferrara |
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Romagna ed Emilia |
Con l'aiuto
dei Malatesta e dei carraresi, si porta per mare al porto di
Primaro; ottiene il passo da Bernardino da Polenta e giunge
all'improvviso ad Argenta con 500 cavalli e 4000 fanti. Occupa
Portomaggiore e scorre fino a Voghenza; vi è un intervento del
cardinale Egidio Albornoz. Dopo pochi giorni, si ritira per
una serie di concause, che vanno da una malattia del Malatesta,
al fatto che i suoi seguaci in Ferrara non si muovono a suo
favore. Anche il Medici lo segue nel suo esilio dopo avere ceduto
agli scaligeri il castello di Maiero. L'Este ripara a Rimini. |
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1354 |
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Milano |
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Lombardia |
Milita al servizio
del cardinale Giovanni Visconti, che gli riconosce una provvigione
mensile di 500 fiorini. |
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Mag. |
Milano |
Lega |
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Emilia |
Muove da Parma
con 2000 barbute e molti fanti contro l'esercito della lega
comandato da Feltrino Gonzaga.. |
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Lug. |
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Emilia |
Esce da Bologna
e punta su Modena. Costruisce un castello al ponte di Sant'Ambrogio
sul Panaro, occupa Collegara e devasta il contado fino a Nizzola
e Fossalta. |
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Emilia e Lombardia |
Depreda il
modenese ed il reggiano; assedia Reggio Emilia ed ha i castelli
di Fiorano Modenese, di Spezzano e di Guiglia. Penetra nel mantovano. |
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1355 |
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Apr. |
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Emilia |
E' inviato
da Matteo Visconti contro Bologna, tiranneggiata da Giovanni
Visconti da Oleggio. Si collega con Giovanni Pepoli. |
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Giu. |
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Emilia |
Batte a Spezzano
2000 cavalli e 1000 fanti bolognesi, che stanno assediando il
locale castello. |
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Lug. |
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Emilia |
Ottiene Crespellano,
Borgo Panigale, Meldola e Casalecchio di Reno; toglie l'acqua
a Bologna, tocca Corticella, Argile ed Argelato. |
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Ago. |
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Emilia |
Si trova a
Budrio, a Medicina ed ancora a Borgo Panigale; cerca di introdursi
nottetempo in Bologna con 300 cavalli e 200 fanti. L'attacco
è respinto da Giovanni Visconti da Oleggio; l'Este retrocede
a Bazzano con 1500 barbute e pochi fanti e danneggia gravemente
il territorio finitimo. Ritorna nel modenese e vi devasta Saliceto
Buzzalino, San Marone, Baggiovara, Casinalbo, Castelnuovo; si
accampa nel reggiano presso Torre del Vescovo (Cella). |
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1356 |
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Mar. |
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Piemonte |
Parte da Alessandria
con Giovanni da Bileggio ed irrompe nel Monferrato per conto
di Galeazzo Visconti. |
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Sett. |
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Emilia |
Al comando
di 4000 barbute tedesche e borgognone, viene a Parma per fronteggiare
il nuovo capitano della lega Astorgio Markwald, vicario dell'imperatore
Carlo di Boemia, e la
compagnia del conte Lando. I suoi uomini si rifiutano di combattere
contro gli imperiali, loro connazionali, per cui l'Este è obbligato
a restarsene rinserrato nella città inattivo. Tali soldati sono
trasferiti a Milano. |
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Nov. |
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Capitano g.le |
Lombardia |
Si unisce con
Lodrisio Visconti e con Pandolfo Malatesta. Alla testa di 4000
cavalli e di molti fanti, si allontana da Gallarate ed assale
a Castano Primo il campo trincerato degli avversari. Promette
ai suoi soldati paga doppia e mese compiuto in caso di vittoria;
sono superate le fortificazioni del campo ma, alla fine, il
suo attacco è respinto. Ripiega, assedia il centro e si sfoga
sui saccomanni fatti prigionieri: in un solo giorno ne sono
impiccati 32. L'esercito della lega abbandona il contado per
la mancanza di un regolare flusso di rifornimenti e si dirige
su Magenta. |
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Nov. |
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Lombardia |
Sorprende le
forze dei collegati a Casorate Primo mentre stanno tentando
di guadare nottetempo il Ticino per portarsi in salvo a Pavia;
il conte Lando, il Markwald, Raimondo Lupo e Dondaccio da Piacenza
sono sconfitti e fatti prigionieri. |
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1358 |
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Mag. |
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Con la pace
fra estensi e viscontei, riacquista i beni che gli sono stati
confiscati nel passato come ribelle ed ha il permesso di ritornare
a Ferrara: sceglie, invece, di stabilirsi ad Este. |
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1359 |
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Sett. |
Milano |
Bologna |
Capitano g.le |
Emilia |
Si trova nel
bolognese con Andrea Pepoli ; tocca la torre di Samoggia, Anzola
dell'Emilia, Casalecchio di Reno. Vi costruisce una bastia nei
pressi di quest'ultima località; scorre, successivamente,
fino alle porte di Bologna e toglie l'acqua al canale che alimenta
gli opifici della città. |
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Dic. |
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Emilia |
Sempre per
conto di Bernabò Visconti, attacca nuovamente in Bologna Giovanni
Visconti da Oleggio al comando di 3000 cavalli, 1500 ungheri,
4000 fanti e 1000 balestrieri. Attraversa il Panaro, si accosta
al passo della Ceresa ed al guado di Maio, viene a Panzano.
Supera il fosso della Muzza sulla strada che da Nonantola porta
a San Giovanni in Persiceto, ha a patti Crevalcore. Occupa Anzola
dell'Emilia, risale la via Emilia presso l'abbazia di Santa Maria in Strada
e la vigilia di Natale si avvicina a Bologna verso Casalecchio
di Reno e San Polo di Ravone. |
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1360 |
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Feb. |
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Emilia |
Ha per trattato
Castiglione. |
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Apr. |
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Emilia |
Giovanni Visconti
da Oleggio è costretto a cedere Bologna ai pontifici. |
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Ago. |
Milano |
Chiesa |
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Emilia |
Incominciano
a scemare le sue forze in campo di fronte ai pontifici del cardinale
Egidio Albornoz, nonostante che sia raggiunto da Anichino di
Baumgarten: le defezioni lo obbligano a ritirarsi a Castelfranco
Emilia. |
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Ott. |
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Emilia |
Combatte sempre
i pontifici nel modenese. |
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1361 |
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Apr. |
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Emilia |
Staziona ancora
a Castelfranco Emilia con Bernabò Visconti e Francesco Ordelaffi
(2000 barbute); assedia il castello di Piumazzo, che gli si
arrende a patti; muove poi su Borgo Panigale e vi fa grandi
guasti, ottiene per trattato Monteveglio e Zappolino. |
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Emilia |
Allorché il
Visconti ritorna a Milano, l'Este rimane sul Reno, mentre l'Ordelaffi
impegna Bologna e la Romagna guerreggiando nelle vicinanze di
Lugo. |
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Lug. |
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Emilia |
Viene sconfitto
e fatto prigioniero nella battaglia di San Ruffillo dove ha
il comando della retroguardia. Passa al servizio dei pontifici
e gli è concesso per dieci anni il governo di Nonantola
e di Bazzano. |
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1367 |
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Apr. |
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Lombardia |
Si trova a
Pavia e prende alloggio nella cittadella. |
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1372 |
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Lug. |
Milano |
Monferrato |
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Piemonte |
Agli ordini
di Gian Galeazzo Visconti, attacca in Asti Ottone di Brunswick
con Ruggero Visconti, Ambrogio Visconti, Giovanni Acuto e Jacopo
dal Verme. Battuto sul fiume Adverse, dove ha il comando dell'avanguardia,
si unisce ancora con l'Acuto ed Ambrogio Visconti (6000 cavalli)
per sfidare a battaglia il conte di Savoia, il re di Maiorca
ed il principe di Galilea: lo scontro non ha luogo perché i
tre capitani viscontei non si mettono d'accordo sulla scelta
del terreno. |
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Sett. |
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Piemonte |
Deve retrocedere
per la pressione degli avversari. |
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1373 |
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| Gen. |
Milano |
Chiesa |
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Emilia |
Si collega
con Corrado Lando per contrastare nel piacentino i pontiifici
capitanati da Giovanni Acuto e da Dondaccio da Piacenza. Non
riesce ad opporsi con efficacia alle devastazioni apportate
dagli avversari. |
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Mar. |
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Emilia e Lombardia |
E' nel piacentino.
Con l'aiuto dei contadini di Veggiano e di Vigoleno si impadronisce
del castello di Larzano difeso da 25 fanti borgognoni e da molti
terrazzani: il castello è distrutto e 3 difensori sono impiccati
per i piedi. Prosegue
a depredare il piacentino, ma nessuna fortezza vuole arrendersigli
nonostante l'esempio precedente. Si sposta nel bresciano. |
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Mag. |
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Lombardia |
Coglie di sorpresa
a Montichiari le milizie capitanate dal Brunswick e dal conte
Amedeo di Savoia: nel combattimento vi sono 700 morti e fra
i nemici sono catturati più di 500 cavalli. Giorni dopo è a
sua volta sconfitto e fatto prigioniero dall'Acuto a Gavardo
sul fiume Chiese; salva nell'occasione dalla cattura Gian Galeazzo
Visconti. L'Este è liberato da Niccolò d'Este, che paga la sua
taglia. |
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Lombardia |
Ritorna a Milano. |
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1384 |
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Dic. |
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Lombardia |
Muore a Milano.
I funerali si svolgono a Pavia nella chiesa di San Pietro in
Ciel d'Oro. E' sepolto a Milano nella chiesa di Sant'Eustorgio
fuori porta Ticinese. |
Condottiero di grande reputazione nelle armi. Famoso
capitano.
Molto fiero.
Alle volte crudele con i nemici.