| Anno, mese |
Stato. Comp. ventura |
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Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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.............. |
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Emilia |
Viene affidato dal padre Alberto
agli insegnamenti dell'umanista Donato Albanzani. |
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1393 |
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Lug. |
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Emilia |
Succede nel marchesato al padre. |
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1395 |
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Apr. |
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Al fine di condurre la guerra
contro Azzo d'Este, ottiene in prestito dai veneziani di 50000 ducati
mediante il pegno del Polesine e di Rovigo. |
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1396 |
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Gen. |
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Emilia |
Presenzia alle esequie del
suo consigliere Filippo Roberti. |
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1398 |
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.............. |
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Riconcilia Obizzo da Polenta
con i fratelli. |
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Ago. |
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Veneto |
Si reca a Venezia
con Francesco da Carrara; tocca, successivamente, Padova e rientra
a Ferrara. |
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Ott. |
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E' aggregato alla nobiltà veneziana. |
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Dic. |
Ferrara |
Comp. ventura |
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Emilia |
Assolda
la Compagnia della Rosa, per contrastare nel modenese Bartolomeo
Gonzaga che con, 2000 cavalli, sta infestando tale territorio. |
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1399 |
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Apr. |
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Emilia |
Giace in fine di vita a Ferrara.
Il suocero Francesco Novello da Carrara si porta nella città per impedirvi
disordini. |
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Ago. |
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Emilia |
Viene riformato dal Carrara
il consiglio di reggenza e ne è nominato presidente Alberto Roberti. |
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Dic. |
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Emilia |
Su pressione dei veneziani,
l'Este stipula una convenzione con Astorre Manfredi, per la quale riconosce
al signore di Faenza ogni anno la somma di 2000 ducati a titolo di indennizzo
per il mantenimento in prigionia di Azzo d'Este, che anni prima ha tentato
di togliergli la signoria di Ferrara. Partecipa a Ferrara ad una giostra
e, su decisione unanime, ottiene il primo premio. |
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1400 |
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Mar. |
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Emilia |
Si trova a Bologna per un pellegrinaggio
al santuario di Santa Maria in Monte: nella città è ospitato nel monastero
di San Domenico. Si incontra con i Gozzadini. A Modena. |
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Ago. |
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Emilia |
Fa catturare dai suoi uomini
Gian Galeazzo Manfredi, figlio di Astorre, come rappresaglia per le
continue richieste di denaro. Si interpongono nuovamente i veneziani,
che si fanno consegnare dal signore di Faenza Azzo d'Este: da parte
sua, l'Este riconosce alla Serenissima la somma di 3000 ducati per la custodia
del congiunto. |
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Sett. |
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Emilia |
Ritorna a Bologna per sfuggire
alla peste che sta desolando Ferrara: è ospitato dai Pepoli. Gli Anziani gli
inviano in dono vino, spelta per i cavalli, cera e confetture. |
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.............. |
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Emilia |
Si libera della tutela del
consiglio di reggenza del suocero. |
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1401 |
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.............. |
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Emilia |
A Bologna ed a Modena, sempre
a causa della peste chi imperversa in Ferrara. |
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Sett. |
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Emilia e Lombardia |
Passa per Parma; si reca a
Milano per rendere visita a Gian Galeazzo Visconti: è
accompagnato da 400 cavalli e nel corteo si segnalano Uguccione
Contrari, Ugo Boiardi e Nanne Strozzi. |
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1403 |
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Feb. |
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Veneto |
A Chioggia con Francesco Terzo
da Carrara, per attendervi l'arrivo di Belfiore da Varano, sposa di Giacomo
da Carrara; a Padova partecipa ad un torneo in cui si
affrontano due schiere, una azzurra, l'altra verde. L'Este, che comanda
la squadra azzurra, ha condotto da Ferrara 60 torneatori: gli è aggiudicato
il premio spettante alla sua squadra, mentre quello dei verdi va a Taddeo
d'Este. |
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Mar. |
Chiesa |
Milano |
Capitano g.le |
Emilia |
Vengono a trovarlo a Ferrara
Alberico da Barbiano, Manfredo da Barbiano, Ludovico da Zagonara e Pietro
da Polenta, per indurlo a militare per lo stato della Chiesa contro i
viscontei. E' nominato capitano generale della lega per volontà del
cardinale Baldassarre Cossa, legato del papa Bonifacio IX. Oltre il
soldo di 12000 fiorini, gli è promessa la restituzione di Nonantola, di
Bazzano ed il recupero di Parma e di Reggio Emilia. Ha ai suoi ordini
3600 lance. |
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Mag. |
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Emilia |
Irrompe nel parmense, pone
il campo al ponte dell'Enza ed effettua alcune scorrerie fino a San
Lazzaro; punta su Brescello, razzia 2000 capi di bestiame e fa 200 prigionieri.
Arretra, indi, ad Argelato nel bolognese e si attenda sull'Idice. Prende
possesso di Crevalcore, i cui abitanti gli si sono dati in signoria
il mese precedente. |
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Giu. |
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Emilia |
Gli è dato nella cattedrale
di Ferrara il bastone simbolo del suo comando;
sfida l'esercito nemico, nella persona del governatore di Bologna
Leonardo Malaspina, e si impossessa della fortezza dell'Uccellino male
sorvegliata. Con il Barbiano e Carlo Malatesta, espugna il castello
del Poggio ed ottiene Argelato. |
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Lug. |
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Emilia |
Assedia Bologna con Paolo Orsini:
attaccato da Facino Cane, rigetta nella città con gravi perdite il condottiero
visconteo con l'aiuto del Contrari e dell'Orsini. |
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Ago. |
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Emilia
Lombardia Romagna |
Devasta il parmense ed il reggiano;
assedia Parma e fa costruire un ponte di barche, che viene distrutto
dai Pallavicini; si ritira a Mezzano Inferiore, occupa Coenzo ed attraversa
il Po. Si reca a Cremona e vi si incontra con Ugolino Cavalcabò, che cerca
di spingere i pontifici in Lombardia. E' respinto a Casalmaggiore da
Ottobono Terzi e non riesce ad impossessarsi dei castelli di Nonantola
e di Bazzano. L'Este ritorna a Navicello, riattraversa il Panaro ed
assale ancora Argelato; ributtato dopo quattro giorni, punta su Imola
per costringere Ludovico Alidosi ad abbandonare l'alleanza con i viscontei.
Alla stipula della pace di Caledio, rientra a Ferrara.
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Sett. |
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Emilia |
Si reca a Bologna e rende omaggio
al cardinale legato. |
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Nov. |
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Emilia |
Appoggia il Cossa nel tentativo
di rivolta organizzato in Bologna dai Gozzadini. |
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Dic. |
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Emilia |
Il cardinale gli regala un
cavallo confiscato a Bonifacio Gozzadini. |
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1404 |
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.............. |
Padova |
Milano |
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Veneto |
Si porta a Padova con 500 lance,
per aiutare il suocero Francesco Novello da Carrara ed i della Scala
contro i Visconti. |
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Apr. |
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Veneto |
Attacca Verona ed è tra i primi
a scalarne le mura con numerosi provvigionati e balestrieri assieme
con Giacomo da Carrara, Brunoro ed Antonio della Scala. Francesco Novello
fa rompere la cinta in due punti diversi; al rumore intervengono Ugolotto
Biancardo e Bartolomeo Gonzaga al fine di prestare soccorso alle sentinelle
sugli spalti: i balestrieri li accolgono dall'alto con i loro verrettoni
e bloccano in tal modo l' azione degli avversari. L'Este tenta di impadronirsi del ponte delle
Navi e di superare l'Adige, alla cui difesa si trova il fuoriuscito padovano
Giovanni Dente; la città viene conquistata,
tutte le fortezze (con l'eccezione della cittadella) pervengono nelle mani
degli assalitori. Al termine degli scontri, l'Este arma cavalieri Giacomo da
Carrara, Brunoro della Scala ed il suo capitano generale Filippo da
Pisa; presenzia in Verona ai
funerali di Guglielmo della Scala e si trasferisce nel vicentino per
assediarne per qualche giorno il capoluogo; ritorna, da ultimo, a Padova e raggiunge Venezia. |
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Mag. |
Ferrara |
Milano Parma |
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Emilia |
A Ferrara. Con il Contrari
ed i guelfi, entra in Reggio Emilia; si ferma davanti alla cittadella.
La dilazione permette al Terzi di intervenire e di scacciare gli estensi. |
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Sett. |
Ferrara |
Venezia |
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Veneto |
Entra in guerra con i veneziani:
obiettivo è quello di risolvere con la forza il problema della restituzione
di un prestito di 50000 ducati e di rioccupare il Polesine. Muove in aiuto
dei da Carrara, cui invia truppe condotte da Alberico e da Manfredo da Barbiano.
Su consiglio dei suoi ingegneri Bertolino da Novara e Domenico da Firenze,
fa costruire il castello di Sant'Alberto ed altre fortificazioni sul
Po di Volano ai passi di Corbola, di Ariano Polesine e di Tieni.
Con i fanti carraresi di Luca Lion, irrompe nel Polesine da Ficarolo; conquista
Lendinara, Badia Polesine, Arquà Polesine, Villa del Duca e San Martino
di Venezze. Arriva da Padova un nuovo contingente di fanti condotto da Crescimbene d'Albania e Cermisone da Parma;
con costoro e 400 cavalli, molesta Rovigo e cattura 60 veneziani che
non fanno in tempo a rifugiarsi nella città. Occupa i borghi; si allontana,
di seguito, dal centro e con il Barbiano si volge verso Padova, stretta d'assedio
dai veneziani. Attacca nottetempo a Limena il campo di Paolo Savelli,
vi sorprende gli avversari e fa prigionieri 600 cavalli e 3000 fanti;
si sposta, indi, nel trevigiano, dove è ripiegato Malatesta Malatesta e
con Ugo di Monforte vi acquisisce un ricco bottino con molti prigionieri.
Assale Taddeo dal Verme, che con 300 lance sta scortando 200 carri di vettovaglie
da Mestre a Vigodarzere: i nemici sono battuti ed il dal Verme si arrende
nelle sue mani. Entra, infine, in Padova con i prigionieri
ed un bottino valutato sui 40000 ducati. |
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Ott. |
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Veneto |
Riprende vigorosamente l'assedio
di Rovigo con Francesco Novello da Carrara; si accampa nel borgo di
San Bartolomeo ed in quello delle Fornaci vicino all'Adige. E' dato
l'assalto generale. In breve, deve allontanarsi dal campo perché affetto
da una forte febbre; anche il suocero abbandona le operazioni in seguito
alle ferite causate da un sasso staccato da un colpo di bombarda. All'assedio
di Rovigo resta il solo Manfredo da Barbiano, perché Alberico viene richiamato
nel regno di Napoli. |
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Nov. |
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|
Emilia |
I veneziani
danno alle fiamme Comacchio ed espugnano il castello di Sant'Alberto.
L'Este si porta ad Argenta, vi arma una flotta di 16 galeoni
ed altri navigli e si avvia con il Contrari (che lo segue da
terra con 700 cavalli) al recupero della fortezza sul Po. E'
respinto con la perdita di numerose navi; si ritira ad Argenta
ed i veneziani hanno anche la bastia del Zaniolo. |
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Dic. |
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Emilia |
Consegna ai pontifici Crevalcore. |
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1405 |
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Gen. |
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Emilia |
Riprende Ariano Polesine; viene
a Massa Fiscaglia e protegge il passo di Tieni. |
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Feb. |
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Veneto |
Con il Contrari e Filippo da
Pisa, sconfigge Giovanni da Tossignano, che è costretto a fuggire sulle
galee di Giovanni Barbo: nello scontro è ferito il Contrari e sono
catturati 3 connestabili di fanteria. L'Este è attaccato dai
Gonzaga e deve lasciare in fretta e furia il Polesine. |
|
Mar. |
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Emilia |
Capitola con i veneziani, anche
a causa della carestia che ha colpito i suoi territori. |
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Apr. |
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Veneto |
Si reca a Venezia e vi è accolto
con grandi onori: abbandona i carraresi alla loro sorte e deve cedere
ai nemici il Polesine con Camponovo, San Martino di Venezze, Sant'Alberto
e Castelguglielmo. |
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Lug. |
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Emilia |
A Bologna con il Malatesta,
per trovare un accordo tra l'antipapa ed il Barbiano. |
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Sett. |
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Romagna |
Si fa promotore di una tregua
di quindici giorni tra Manfredo da Barbiano e Paolo Orsini. |
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1406 |
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Ago. |
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Viene considerato alleato dello
stato della Chiesa, in occasione di una pace stipulata tra i pontifici
ed il re di Napoli. |
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Dic. |
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Emilia |
Trascorre il giorno di Natale
a Parma per il battesimo di un figlio del Terzi. |
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1407 |
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Sett. |
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Persuade Gabrino
Fondulo a rappacificarsi con la vedova di Ugolino Cavalcabò
signora di Viadana. |
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Ott. |
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Emilia |
Ha un debito complessivo verso
la Serenissima di 126679 ducati, che si impegna a rimborsare in rate
mensili di 1000 ducati a partire dal successivo gennaio. |
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1408 |
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Gen. |
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Emilia |
Accoglie in Ferrara Alfonso
del Portogallo reduce dalla Terrasasanta. |
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Apr. |
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Emilia |
Il Cossa tenta inutilmente
a Poggio Renatico di riconciliarlo con il Terzi. |
|
Mag. |
Ferrara |
Parma |
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Emilia |
Si allea con i Visconti, con
il signore di Brescia Pandolfo Malatesta e con quello di Cremona (il
Fondulo), per combattere assieme il Terzi che continua a devastare il
modenese. |
|
Giu. |
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Emilia |
E' a Bondeno; è raggiunto a
Navicello da Muzio Attendolo Sforza; viene a Modena con 600 cavalli,
seguito dal Contrari, da Filippo da Pisa, da Ludovico di San Bonifacio, da
Roberto da Tossignano, da Gherardo e Feltrino Boiardi, da Alberico da Zagonara, da
Niccolò degli Obizzi e da Nanne Strozzi. Ricevuta in tale località l'atto
di sottomissione di Obizzo da Montegarulli, provoca invano a battaglia
il Terzi a Reggio Emilia; lascia al governo di Modena Filippo da Pisa
e ritorna a Ferrara. |
|
Sett. |
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Emilia |
Riceve a Ferrara Carlo Malatesta. |
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Nov. |
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Romagna ed Emilia |
Acquista da Ludovico da Zagonara
la rocca di Conselice. A Ferrara ospita Polissena da San Severino, moglie
di Andrea Malatesta, che da Venezia è diretta a Cesena. |
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1409 |
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Gen. |
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Emilia |
Partecipa ad un consiglio di
guerra a Finale Emilia con Pandolfo ed Andrea Malatesta sulla conduzione
della guerra in corso; riconosce come legittimo pontefice l' antipapa
Alessandro V e si reca a Pianoro ad ossequiarlo. |
|
Feb. |
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Emilia |
Si trova a Bologna con Pandolfo
Malatesta ed il cardinale Cossa, sempre per discutere sulla guerra in
corso con il Terzi. |
|
Mar. |
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Emilia |
L'antipapa gli conferisce l'ordine
della rosa d'oro. L'Este espugna Dinazzano, che appartiene a Carlo da Fogliano,
alleato del Terzi, e fa dare alle fiamme la località. |
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Mag. giu. |
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|
Emilia |
Dopo molte scaramucce e depredazioni
da una parte come dall'altra, il Terzi chiede di parlamentare con lui
in un luogo posto sulla strada tra Reggio Emilia e Rubiera: si reca
al colloquio accompagnato dal Contrari, dallo Sforza
e da 100 cavalli; il Terzi si presenta, invece, con il figlio Niccolò,
il fratello Jacopo, il Fogliano
e 90 cavalli. Appena si trovano vicini, lo Sforza e Micheletto Attendolo
uccidono il Terzi, altri che gli sono accanto fanno 35 prigionieri con
Guido Torelli; fra gli estensi è ucciso Alidosio Forzaté. Ritorna a
Bologna per i funerali dell'antipapa Alessandro V ed ha l'incarico di
sorvegliare i lavori del conclave che si concludono con l'elezione del
Cossa (Giovanni XXIII). Ritorna al campo ed assale le terre dei Fogliano; ottiene la resa delle rocche di
Dinazzano e di Salvaterra, viene a Muzzadella ed assale in Guardasone
Jacopo Terzi. Invia presidi a San Polo d'Enza ed a Montechiarugolo per
raccogliervi vettovaglie, si ferma a Panocchia per sei giorni: i veneziani
si frappongono, infatti, al proseguimento delle operazioni perché hanno
preso in protezione i Terzi. Durante le trattative, l'Este impedisce che il
parmense sia saccheggiato; passa, successivamente, all'assedio di Reggio Emilia e
si acquartiera a San Maurizio. Con la caduta di Guardasone, marcia deciso
su Parma. Simone ed Alberto da Canossa gli si arrendono con quattro
castelli, fra i quali vi sono Canossa e Gesso. Lo raggiunge l'ambasciatore
veneziano Francesco Foscari; l'Este assale Parma e toglie l'acqua alla città: Giberto, Giovanni
e Martino di San Vitale inducono gli abitanti a ribellarsi ai Terzi
ed a darsi in sua signoria. L'Este penetra in Parma per la porta di
San Michele, si ferma al vescovado ed indice un consiglio generale;
fa assediare dal Contrari la cittadella, in cui si è rinchiuso Jacopo
Terzi. Dopo quattro giorni, ha anche Reggio Emilia, la cui cittadella
gli si arrenderà in breve tempo. |
|
Lug. |
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|
Emilia |
Conquista a Parma il castello di porta
Nuova e Madregolo con le bombarde. A Ferrara. |
|
Ago. sett. |
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Marche
Romagna Lombardia |
Con Feltrino Boiardi, si reca
in pellegrinaggio al santuario di Loreto. Si incontra a Cesena con i
signori di Imola, di Forlì e di Faenza e gli ambasciatori veneziani per trattare
i termini di una riconciliazione tra Carlo Malatesta, che appoggia il
papa Gregorio XII, e l'antipapa Giovanni XXIII. Da ultimo, è segnalato
a Mantova per presenziare alle nozze di Gian Francesco Gonzaga con
una figlia di Andrea Malatesta. |
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1410 |
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|
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|
|
Mar. |
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|
Emilia |
Si reca di notte nella chiesa
di San Romano a Ferrara e fa disseppellire una cassetta di piombo che
contiene le ossa del santo: questa viene portata in processione in città. |
|
Giu. |
|
|
|
Emilia |
Accoglie a Ferrara Filippo
Scolari, ambasciatore di Sigismondo d'Ungheria. |
|
Dic. |
|
|
|
Emilia |
Si trova a Bologna, allorché Giovanni
XXIII nomina Uguccione Contrari gonfaloniere della Chiesa e capitano
generale. |
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1411 |
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|
Feb. |
|
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|
Emilia |
A Bologna con Luigi
d'Angiò e Paolo Orsini. |
|
Apr. |
|
|
|
Emilia |
Sempre a
Bologna; accompagna l'antipapa per un lungo tratto di strada
verso Firenze. |
|
Mag. |
Ferrara |
Forlì |
|
Romagna |
Assedia Forlì con Guido Torelli;
penetra nella città e ne è proclamato signore. |
|
Giu. |
|
|
|
Romagna |
E' costretto a restituire Forlì
a Giorgio Ordelaffi su pressione dell'antipapa. Ottiene dai bolognesi
Nonantola per l'aiuto loro prestato a San Giovanni in Persiceto contro
Carlo e Pandolfo Malatesta; raggiunge presto un accordo anche con costoro
su intermediazione di fiorentini e veneziani. |
|
Dic. |
|
|
|
Emilia |
Si offre di servire i veneziani
contro l'imperatore Sigismondo d'Ungheria con 300 lance;
viene esonerato dalla camera apostolica dal pagamento del censo. |
|
1412 |
|
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|
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|
|
Ott. |
|
|
|
Toscana |
Si reca a Firenze ed è alloggiato
nelle case degli Alberti. |
|
1413 |
|
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|
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|
|
Apr. lug. |
|
|
|
Veneto Croazia Grecia Cipro Israele Emilia |
Su consiglio
della sua amante Stella dei Tolomei, parte da Venezia per un
pellegrinaggio a Gerusalemme: lo accompagnano 52 persone tutte
vestite di nero con una croce rossa sul petto: nel viaggio tocca
Pola, Zara, di cui è capitano Taddeo d'Este, Corfù, Modone,
Stampalia, Rodi e Cipro. Sbarca a Zaffo ed al Santo Sepolcro
arma cavalieri alcuni del suo seguito, fra i quali si trova
Pietro dei Rossi. Qui passa diverse notti in preghiera, coricato
sul pavimento, le braccia allargate in croce. Di seguito, giunge
a Betlemme e si imbarca nuovamente a Zaffo: rivela la sua identità
a Cipro, punta su Nicosia per rendere omaggio al re Giacomo
di Lusignano e vi incontra il bailo veneziano Marco Giustinian. A luglio
rientra a Ferrara. Il re di Napoli Ladislao d'Angiò lo nomina
capitano generale contro fiorentini e le truppe
dell'antipapa e gli riconosce uno stipendio di 30000/36000
fiorini. |
|
Ott. |
|
|
500 lance e 300 cavalli |
Emilia |
Rifiuta l'incarico su pressione
di Giovanni XXIII e si tiene il denaro inviatogli a titolo di prestanza
(22800 fiorini). Accetta, invece, di passare agli stipendi dei fiorentini
contro il re di Napoli per un anno di ferma ed uno di beneplacito. |
|
Nov. |
|
|
|
Toscana |
Si porta a Firenze per incontrarvi
Giovanni XXIII. |
|
1414 |
|
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|
|
|
|
Feb. |
|
|
|
Emilia |
Riceve a Ferrara l'antipapa;
lo accompagna con il Contrari al monastero di Sant' Antonio e conduce
la sua mula fino all'ingresso nel vescovado. |
|
Giu. sett. |
|
|
|
Marche Lombardia Emilia Liguria
Spagna Francia Piemonte ed Emilia |
Compie un altro
pellegrinaggio a Loreto; rientra a Ferrara, prende la strada
di Mantova e di Parma e, sempre vestito da pellegrino con 23
compagni, prosegue per gli Appennini; tocca Fornovo, Borgo Val
di Taro e si imbarca a Genova per la Spagna. Visita il santuario
di San Giacomo di Compostella; sulla via del ritorno, sosta
nel Delfinato a Sant'Antonio di Vienne e si dirige a Parigi,
dove si incontra con il re di Francia. Raggiunge il santuario
di Mont-Saint-Michel. Tocca ancora Sant'Antonio di Vienne, arriva
nei pressi di Mondovì al castelletto di San Giacomo e vi è catturato
a tradimento da Manfredo del Carretto, marchese di Ceva.
Il del Carretto cerca di venderlo al duca di Milano per
10000 oppure per 40000 ducati; Filippo Maria Visconti si rifiuta;
gli è allora imposta una taglia di 11000 ducati ed il
pagamento di una ricca veste per la moglie del marchese. Interviene
il re di Francia, che impone al suo feudatario, il conte Amedeo
di Savoia, di risolvere la questione alla radice. Costui attacca
il marchese di Ceva, gli spiana il castello, lo cattura e lo
fa decapitare. L'Este continua il suo viaggio per il saluzzese,
perviene a Savona e da qui raggiunge in incognito Genova. Ad
ottobre raggiunge Parma ed è alloggiato nel vescovado. |
|
.............. |
Ferrara |
Canossa |
|
Emilia |
Toglie Castelnuovo e Felino
a Bonifacio da Canossa. |
|
1415 |
Ferrara |
Milano |
|
|
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1416 |
|
|
|
|
|
|
Lug. |
|
|
|
|
Firma con il duca di Milano
una tregua di due anni. |
|
1417 |
|
|
|
|
|
|
Gen. |
|
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|
Emilia |
A Bologna. Si impegna a fare
avere al comune San Giovanni in Persiceto. |
|
Giu. |
|
|
|
Emilia |
Cede San Giovanni in Persiceto
ai bolognesi in cambio di 24000 fiorini. |
|
1418 |
|
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|
|
|
|
Apr. |
|
|
|
Romagna |
Viene a Ravenna. |
|
1419 |
|
|
|
|
|
|
Feb. |
|
|
|
Emilia |
Ospita a Ferrara il papa Martino
V, reduce dal concilio di Costanza. |
|
1420 |
|
|
|
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|
|
Mag. |
Ferrara |
Bologna |
|
Emilia |
Affianca i pontifici nella
guerra contro Bologna. |
|
Nov. |
|
|
|
|
A Rocca delle Caminate, per
una partita di caccia bandita da Pandolfo Malatesta. |
|
Dic. |
|
|
|
Lombardia |
Si reca a Milano e vi è ricevuto
con grandi attestazioni onorifiche. |
|
1421 |
|
|
|
|
|
|
Gen. |
|
|
|
Emilia |
Il Visconti gli dona Scandiano,
Castellarano, Roteglia e San Martino in Rio. |
|
Feb. |
|
|
|
|
Si propone come mediatore fra
veneziani e viscontei. |
|
Apr. |
|
|
|
Emilia |
Consegna Parma e Colorno al
duca di Milano dopo lunghe trattative; mantiene, al contrario, Reggio Emilia
e gli è consegnata la somma di 28000 fiorini. |
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.............. |
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Romagna |
Ottiene il vicariato di Argenta
dall'arcivescovo di Ravenna dietro un censo annuo di 200 ducati. Per
estinguere il suo debito verso Venezia, salito a 166000 ducati, si offre,
tramite il Contrari, alla Serenissima con un soldo di 12000 ducati l'anno
da scontare sulla cifra da lui dovuta: la proposta viene rifiutata. |
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1423 |
|
|
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Si riavvicina a Filippo Maria
Visconti, che gli concede il castello di Lugo; alla morte di Giorgio Ordelaffi,
chiede la guardia di Forlì e la tutela del figlio Teobaldo. Viene raggiunto
dal Torelli, che si sposta nell'imolese per affrontarvi Ludovico Alidosi. |
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1424 |
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Feb. |
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Si trova con gli ambasciatori
fiorentini Rinaldo degli Albizzi, Giuliano Davanzati e Vieri Guadagni,
per porsi come mediatore di pace fra la repubblica ed i Visconti |
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Apr. |
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Veneto |
Ad Abano Terme per curarsi;
si vede con l'Albizzi. |
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1425 |
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Mag. |
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Emilia |
Sa da un servo che la moglie
Parisina Malatesta lo tradisce con il figlio naturale Ugo. Fa arrestare
il figlio e la moglie con Aldobrandino Rangoni ed alcune cameriere;
vi è un frettoloso processo, al cui termine tutti sono condannati alla decapitazione
nonostante il parere contrario dei suoi consiglieri Uguccione Contrari
ed Alberto dal Sale. Tutti sono sepolti nottetempo nella chiesa di San
Francesco; l'Este ordina che alle adultere della città sia riservata la stessa
sorte di Parisina. |
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1426 |
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Gen. |
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Romagna |
Fa costruire una bastia a Lugo. |
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Mar. |
Firenze |
Milano |
Capitano g.le 500 lance |
Emilia |
A Ferrara nel vescovado: gli
sono consegnate le insegne del comando dal commissario Palla Stozzi;
lo stesso giorno Antonio Contarini e Fantino Michiel gli fanno avere
per conto dei veneziani lo stendardo di San Marco. |
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Apr. |
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Emilia |
Entra nel parmense e dalle
rive del Po facilita il passaggio di una flotta veneziana, diretta a
molestare il cremonese e condotta da Francesco Bembo. |
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Mag. |
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Emilia |
Si accampa a San Cesario sul
Panaro, Spilamberto e Vignola con l'obiettivo di opporsi al Torelli,
a Carlo Malatesta ed a Angelo della Pergola, che provengono dalla Romagna
con 4000 cavalli e 1000 fanti per rientrare in Lombardia. Informato
da un fante di Taliano Furlano, il Belacqua, che i viscontei si sono
attestati sulle rive del Panaro, non mette all'erta i suoi uomini e
permette agli avversari di attraversare il fiume a Vignola senza ostacoli.
Viene sospettato di connivenza con i Visconti. |
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Sett. |
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Emilia |
Riceve a Ferrara il nuovo legato
pontificio, il cardinale Niccolò Albergati. |
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1427 |
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1200 cavalli |
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1429 |
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Sett. |
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Romagna |
A Rimini, per i funerali di
Carlo Malatesta. |
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Dic. |
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Pervengono nelle sue mani alcuni
castelli della Garfagnana, quali Castelnuovo di Garfagnana, Gallicano,
Trassilico, Cascio, Perpoli, Molazzana, Lupinaia, Verni, Cardoso e Bolognana. |
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1430 |
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Si mantiene neutrale nella
guerra fra veneziani e ducali, anche se permette al figlio Borso di
militare al soldo della Serenissima con una condotta di 200 lance. |
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1431 |
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Gli è concesso dal re di Francia
Carlo VII la possibilità di inserire nel suo stemma i gigli d'oro in campo azzurro. |
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1432 |
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Lug. |
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Emilia |
Viene investito a Parma dall'imperatore
Sigismondo d'Ungheria di Castelnuovo di
Garfagnana, di Gallicano, di San Pellegrino, nonché di Bar nelle Ardenne. |
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1433 |
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Mag. |
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Con il marchese di Saluzzo
conclude la pace di Ferrara fra i vari belligeranti. |
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Giu. |
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Francia |
Visita il feudo di Bar. |
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Sett. |
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Emilia |
Accoglie a Ferrara l'imperatore,
che arma cavalieri i figli e lo infeuda di 25 castelli posti nel modenese
e nel reggiano. |
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Dic. |
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Emilia |
Fa incarcerare, per tentata
ribellione, il proprio segretario Giacomo Giglioli ed il figlio Gigliolo,
capitano di Reggio Emilia, per avere espresso un'energica disapprovazione
circa la successione del figlio Leonello rispetto a Borso: entrambi
saranno condannati a morte nel successivo gennaio ed i loro beni (il cui
valore è di 200000 ducati) saranno confiscati; analoga sorte spetta a Niccolò
ed a Marchesino Bergamino. |
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1434 |
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Giu. |
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Francia |
In pellegrinaggio nel Delfinato
a Sant'Antonio di Vienne. |
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1436 |
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| Apr. |
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Marche |
E' segnalato nelle Marche. Si incontra ad Osimo con Alessandro Sforza. |
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Giu. |
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Emilia |
Si reca a Bologna, a rendere
atto di omaggio al papa Eugenio IV: ha in feudo i castelli di Lugo (dietro
l'esborso di 14000 ducati e di 100 moggia di frumento), di
Massa Lombarda e di Zagonara; nella città è alloggiato nel palazzo
di Girolamo Bolognanini, nella strada di San Stefano. |
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1437 |
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Gen. |
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Emilia |
Ospita a Ferrara il pontefice. |
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Apr. |
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Marche |
Tocca Fano (accoltovi da Sigismondo
Pandolfo Malatesta) ed è diretto a Loreto. |
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Lug. |
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Emilia |
Ospita a Ferrara Gian Francesco
Gonzaga, allorché il marchese di Mantova si accorda con il duca di Milano
ai danni dei veneziani: promette di impedire il passo alla flotta della Serenissima
nel caso che questa avanzi sul Po. |
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Ago. |
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Invia il Contrari a Venezia. |
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1438 |
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Mar. |
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Emilia |
Giungono a Ferrara anche l'imperatore
ed il patriarca di Costantinopoli per i primi lavori del concilio generale
della Chiesa. |
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Ago. |
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Emilia |
Pur di averlo proprioalleato, i veneziani
gli restituiscono il Polesine con Rovigo, Camponovo, Castelguglielmo
e San Martino di Venezze; gli è pure abbonata parte del debito. |
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1439 |
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Gen. |
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Emilia e Toscana |
Il concilio è trasferito a
Firenze, anche perché l'Este non riesce più a far fronte alle spese; scorta
Eugenio IV fino a tale città per evitare le insidie di Niccolò Piccinino.
Passa per Finale Emilia, Modena ed il Frignano. |
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Feb. |
Venezia Firenze |
Milano |
3000 cavalli e 1000 fanti |
Emilia |
Il costo della sua nuova condotta è coperto
per i due-terzi dai veneziani. In tempo di guerra gli è riconosciuta
una provvigione mensile di 1000 ducati, una prestanza di 30 ducati per
lancia per 2000 cavalli e di 50 ducati per gli altri 1000; in tempo
di pace la condotta scende a 1000 cavalli ed a 300 fanti: il contratto
è stipulato a Ferrara nelle sale del palazzo ducale. |
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Mar. |
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Emilia |
Riceve a Ferrara l'imperatore
di Costantinopoli. |
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Apr. |
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Toscana |
Transita per
Siena nel recarsi a Bagni di Petriolo. |
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1440 |
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.............. |
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Toscana |
Accompagna fino a Modena ed
a Firenze il pontefice. |
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Mag. |
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Emilia |
Accoglie la figlia del marchese
di Saluzzo, di passaggio per Ferrara e diretta a Cipro per sposarsi
con il re. |
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Sett. |
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Romagna |
Acquista per 11000 ducati da
Eugenio IV, tramite il patriarca Ludovico Scarampo, Bagnacavallo e Massa
Lombarda, che sono state appena conquistate da Francesco Sforza a Guidantonio
Manfredi. |
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1441 |
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Apr. |
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Emilia e Lombardia |
Accompagna da Ferrara a Milano
Bianca Maria Visconti, che deve sposarsi con lo Sforza; le trattative
falliscono per cui rientra con la donna nella sua città. Le nozze, alfine,
saranno celebrate nel successivo novembre alla conclusione della pace
di Cavriana. L'Este è nominato dal Visconti governatore del ducato;
vi si porta con il Contrari e lascia il marchesato nelle mani del figlio
Leonello. |
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Sett. |
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Romagna |
Visita Lugo e Bagnacavallo. |
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Dic. |
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Lombardia |
Viene assalito
da un'improvvisa malattia, che lo porta a rapida morte a Milano,
tanto che si parla, verosimilmente, di veleno. Secondo la sua
volontà, è sepolto, nudo, a Ferrara nella chiesa
di Santa Maria degli Angeli, senza alcuna pompa. Lascia quattro
figli legittimi e ventidue naturali. Due decenni dopo la sua
morte gli estensi faranno erigere da un artista fiorentino,
Antonio di Cristofano, una statua equestre di bronzo che lo
raffigura. Il monumento sarà distrutto nel 1796. |
Capitano eminente. In pace ed in guerra eccellente principe.
Uomo saggio, prudente, magnanimo, di grande ingegno.
Talvolta magnanimo, talvolta crudele. Astuto e bonario.
Un uomo passionale in guerra quanto in amore.
Principe colto e raffinato, protettore di artisti e di
letterati. Amante del lusso, delle gaie adunanze.
Giusto ed amato dal suo popolo.
Restaurò la città di Ferrara con vari edifici.
Grasso, dedito ai piaceri della carne.
Robusto, di persona quadrata. Di carnagione bianca, di occhi
azzurri e capelli neri.