Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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0615      NICCOLO' D'ESTE  Di Ferrara. Marchese. Signore di Ferrara, Parma, Modena, Reggio Emilia, Bagnacavallo, San Giovanni in Persiceto, Nonantola, Lugo, Crevalcore, Rovigo, Castelnuovo Scrivia, Bar. Padre di Ercole e di Sigismondo, genero di Andrea Malatesta, suocero di Sigismondo Pandolfo Malatesta, Cocco Malatesta e di Carlo Gonzaga. 

               1383 (novembre) - 1441 (dicembre)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

 

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

..............

 

 

 

Emilia

Viene affidato dal padre Alberto agli insegnamenti dell'umanista Donato Albanzani.

1393

 

 

 

 

 

Lug.

 

 

 

Emilia

Succede nel marchesato al padre.

1395

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

 

Al fine di condurre la guerra contro Azzo d'Este, ottiene in prestito dai veneziani di 50000 ducati mediante il pegno del Polesine e di Rovigo.

1396

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

Presenzia alle esequie del suo consigliere Filippo Roberti.

1398

 

 

 

 

 

..............

 

 

 

 

Riconcilia Obizzo da Polenta con i fratelli.

Ago.

 

 

 

Veneto

Si reca a Venezia con Francesco da Carrara; tocca, successivamente, Padova e rientra a Ferrara.

Ott.

 

 

 

 

E' aggregato alla nobiltà veneziana.

Dic.

Ferrara

Comp. ventura

 

Emilia

Assolda  la Compagnia della Rosa, per contrastare nel modenese Bartolomeo Gonzaga che con, 2000 cavalli, sta infestando tale territorio.

1399

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Emilia

Giace in fine di vita a Ferrara. Il suocero Francesco Novello da Carrara si porta nella città per impedirvi disordini.

Ago.

 

 

 

Emilia

Viene riformato dal Carrara il consiglio di reggenza e ne è nominato presidente Alberto Roberti.

Dic.

 

 

 

Emilia

Su pressione dei veneziani, l'Este stipula una convenzione con Astorre Manfredi, per la quale riconosce al signore di Faenza ogni anno la somma di 2000 ducati a titolo di indennizzo per il mantenimento in prigionia di Azzo d'Este, che anni prima ha tentato di togliergli la signoria di Ferrara. Partecipa a Ferrara ad una giostra e, su decisione unanime, ottiene il primo premio.

1400

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Emilia

Si trova a Bologna per un pellegrinaggio al santuario di Santa Maria in Monte: nella città è ospitato nel monastero di San Domenico. Si incontra con i Gozzadini. A Modena.

Ago.

 

 

 

Emilia

Fa catturare dai suoi uomini Gian Galeazzo Manfredi, figlio di Astorre, come rappresaglia per le continue richieste di denaro. Si interpongono nuovamente i veneziani, che si fanno consegnare dal signore di Faenza Azzo d'Este: da parte sua, l'Este riconosce alla Serenissima la somma di 3000 ducati per la custodia del congiunto.

Sett.

 

 

 

Emilia

Ritorna a Bologna per sfuggire alla peste che sta desolando Ferrara: è ospitato dai Pepoli. Gli Anziani gli inviano in dono vino, spelta per i cavalli, cera e confetture.

..............

 

 

 

Emilia

Si libera della tutela del consiglio di reggenza del suocero.

1401

 

 

 

 

 

..............

 

 

 

Emilia

A Bologna ed a Modena, sempre a causa della peste chi imperversa in Ferrara.

Sett.

 

 

 

Emilia e Lombardia

Passa per Parma; si reca a Milano per rendere visita a Gian Galeazzo Visconti: è  accompagnato da 400 cavalli e nel corteo si segnalano Uguccione Contrari, Ugo Boiardi e Nanne Strozzi.

1403

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Veneto

A Chioggia con Francesco Terzo da Carrara, per attendervi l'arrivo di Belfiore da Varano, sposa di Giacomo da Carrara;  a Padova partecipa ad un torneo in cui si affrontano due schiere, una azzurra, l'altra verde. L'Este, che comanda la squadra azzurra, ha condotto da Ferrara 60 torneatori: gli è aggiudicato il premio spettante alla sua squadra, mentre quello dei verdi va a Taddeo d'Este.

Mar.

Chiesa

Milano

Capitano g.le

Emilia

Vengono a trovarlo a Ferrara Alberico da Barbiano, Manfredo da Barbiano, Ludovico da Zagonara e Pietro da Polenta, per indurlo a militare per lo stato della Chiesa contro i viscontei. E' nominato capitano generale della lega per volontà del cardinale Baldassarre Cossa, legato del papa Bonifacio IX. Oltre il soldo di 12000 fiorini, gli è promessa la restituzione di Nonantola, di Bazzano ed il recupero di Parma e di Reggio Emilia. Ha ai suoi ordini 3600 lance.

Mag.

 

 

 

Emilia

Irrompe nel parmense, pone il campo al ponte dell'Enza ed effettua alcune scorrerie fino a San Lazzaro; punta su Brescello, razzia 2000 capi di bestiame e fa 200 prigionieri. Arretra, indi, ad Argelato nel bolognese e si attenda sull'Idice. Prende possesso di Crevalcore, i cui abitanti gli si sono dati in signoria il mese precedente.

Giu.

 

 

 

Emilia

Gli è dato nella cattedrale di Ferrara il bastone simbolo del suo comando;  sfida l'esercito nemico, nella persona del governatore di Bologna Leonardo Malaspina, e si impossessa della fortezza dell'Uccellino male sorvegliata. Con il Barbiano e Carlo Malatesta, espugna il castello del Poggio ed ottiene Argelato.

Lug.

 

 

 

Emilia

Assedia Bologna con Paolo Orsini: attaccato da Facino Cane, rigetta nella città con gravi perdite il condottiero visconteo con l'aiuto del Contrari e dell'Orsini.

Ago.

 

 

 

Emilia  Lombardia Romagna

Devasta il parmense ed il reggiano; assedia Parma e fa costruire un ponte di barche, che viene distrutto dai Pallavicini; si ritira a Mezzano Inferiore, occupa Coenzo ed attraversa il Po. Si reca a Cremona e vi si incontra con Ugolino Cavalcabò, che cerca di spingere i pontifici in Lombardia. E' respinto a Casalmaggiore da Ottobono Terzi e non riesce ad impossessarsi dei castelli di Nonantola e di Bazzano. L'Este ritorna a Navicello, riattraversa il Panaro ed assale ancora Argelato; ributtato dopo quattro giorni, punta su Imola per costringere Ludovico Alidosi ad abbandonare l'alleanza con i viscontei. Alla stipula della pace di Caledio, rientra a Ferrara. 

Sett.

 

 

 

Emilia

Si reca a Bologna e rende omaggio al cardinale legato.

Nov.

 

 

 

Emilia

Appoggia il Cossa nel tentativo di rivolta organizzato in Bologna dai Gozzadini.

Dic.

 

 

 

Emilia

Il cardinale gli regala un cavallo confiscato a Bonifacio Gozzadini.

1404

 

 

 

 

 

..............

Padova

Milano

 

Veneto

Si porta a Padova con 500 lance, per aiutare il suocero Francesco Novello da Carrara ed i della Scala contro i Visconti.

Apr.

 

 

 

Veneto

Attacca Verona ed è tra i primi a scalarne le mura con numerosi provvigionati e balestrieri assieme con Giacomo da Carrara, Brunoro ed Antonio della Scala. Francesco Novello fa rompere la cinta in due punti diversi; al rumore intervengono Ugolotto Biancardo e Bartolomeo Gonzaga al fine di prestare soccorso alle sentinelle sugli spalti: i balestrieri li accolgono dall'alto con i loro verrettoni e bloccano in tal modo l' azione degli avversari.  L'Este tenta di impadronirsi del ponte delle Navi e di superare l'Adige, alla cui difesa si trova il fuoriuscito padovano Giovanni Dente; la città  viene conquistata, tutte le fortezze (con l'eccezione della cittadella) pervengono nelle mani degli assalitori. Al termine degli scontri, l'Este arma cavalieri Giacomo da Carrara, Brunoro della Scala ed il suo capitano generale Filippo da Pisa;  presenzia in Verona ai funerali di Guglielmo della Scala e si trasferisce nel vicentino per assediarne per qualche giorno il capoluogo; ritorna, da ultimo, a Padova e raggiunge Venezia.

Mag.

Ferrara

Milano Parma

 

Emilia

A Ferrara. Con il Contrari ed i guelfi, entra in Reggio Emilia; si ferma davanti alla cittadella. La dilazione permette al Terzi di intervenire e di scacciare gli estensi.

Sett.

Ferrara

Venezia

 

Veneto

Entra in guerra con i veneziani: obiettivo è quello di risolvere con la forza il problema della restituzione di un prestito di 50000 ducati e di rioccupare il Polesine. Muove in aiuto dei da Carrara, cui invia truppe condotte da Alberico e da Manfredo da Barbiano. Su consiglio dei suoi ingegneri Bertolino da Novara e Domenico da Firenze, fa costruire il castello di Sant'Alberto ed altre fortificazioni sul Po di Volano ai  passi di Corbola, di Ariano Polesine e di Tieni. Con i fanti carraresi di Luca Lion, irrompe nel Polesine da Ficarolo; conquista Lendinara, Badia Polesine, Arquà Polesine, Villa del Duca e San Martino di Venezze. Arriva da Padova un nuovo contingente di  fanti condotto da Crescimbene d'Albania e Cermisone da Parma; con costoro e 400 cavalli, molesta Rovigo e cattura 60 veneziani che non fanno in tempo a rifugiarsi nella città. Occupa i borghi; si allontana, di seguito, dal centro e con il Barbiano si volge verso Padova, stretta d'assedio dai veneziani. Attacca nottetempo a Limena il campo di Paolo Savelli, vi sorprende gli avversari e fa prigionieri 600 cavalli e 3000 fanti; si sposta, indi, nel trevigiano, dove è ripiegato Malatesta Malatesta e con Ugo di Monforte vi acquisisce un ricco bottino con molti prigionieri. Assale Taddeo dal Verme, che con 300 lance sta scortando 200 carri di vettovaglie da Mestre a Vigodarzere: i nemici sono battuti ed il dal Verme si arrende nelle sue  mani. Entra, infine, in Padova con i prigionieri ed un bottino valutato sui 40000 ducati.

Ott.

 

 

 

Veneto

Riprende vigorosamente l'assedio di Rovigo con Francesco Novello da Carrara; si accampa nel borgo di San Bartolomeo ed in quello delle Fornaci vicino all'Adige. E' dato l'assalto generale. In breve, deve allontanarsi dal campo perché affetto da una forte febbre; anche il suocero abbandona le operazioni in seguito alle ferite   causate da un sasso staccato da un colpo di bombarda. All'assedio di Rovigo resta il solo Manfredo da Barbiano, perché Alberico viene richiamato nel regno di Napoli.

Nov.

 

 

 

Emilia

I veneziani danno alle fiamme Comacchio ed espugnano il castello di Sant'Alberto. L'Este si porta ad Argenta, vi arma una flotta di 16 galeoni ed altri navigli e si avvia con il Contrari (che lo segue da terra con 700 cavalli) al recupero della fortezza sul Po. E' respinto con la perdita di numerose navi; si ritira ad Argenta ed i veneziani hanno anche la bastia del Zaniolo.

Dic.

 

 

 

Emilia

Consegna ai pontifici Crevalcore.

1405

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

Riprende Ariano Polesine; viene a Massa Fiscaglia e protegge il passo di Tieni.

Feb.

 

 

 

Veneto

Con il Contrari e Filippo da Pisa, sconfigge Giovanni da Tossignano, che è costretto a fuggire sulle galee di Giovanni Barbo: nello scontro è ferito il Contrari e sono   catturati 3 connestabili di fanteria. L'Este è attaccato dai Gonzaga e deve lasciare in fretta e furia il Polesine.

Mar.

 

 

 

Emilia

Capitola con i veneziani, anche a causa della carestia che ha colpito i suoi territori.

Apr.

 

 

 

Veneto

Si reca a Venezia e vi è accolto con grandi onori: abbandona i carraresi alla loro sorte e deve cedere ai nemici il Polesine con Camponovo, San Martino di Venezze, Sant'Alberto e Castelguglielmo.

Lug.

 

 

 

Emilia

A Bologna con il Malatesta, per trovare un accordo tra l'antipapa ed il Barbiano.

Sett.

 

 

 

Romagna

Si fa promotore di una tregua di quindici giorni tra Manfredo da Barbiano e Paolo Orsini.

1406

 

 

 

 

 

Ago.

 

 

 

 

Viene considerato alleato dello stato della Chiesa, in occasione di una pace stipulata tra i pontifici ed il re di Napoli.

Dic.

 

 

 

Emilia

Trascorre il giorno di Natale a Parma per il battesimo di un figlio del Terzi.

1407

 

 

 

 

 

Sett.

 

 

 

 

Persuade Gabrino Fondulo a rappacificarsi con la vedova di Ugolino Cavalcabò signora di Viadana.

Ott.

 

 

 

Emilia

Ha un debito complessivo verso la Serenissima di 126679 ducati, che si impegna a rimborsare in rate mensili di 1000 ducati a partire dal successivo gennaio.

1408

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

Accoglie in Ferrara Alfonso del Portogallo reduce dalla Terrasasanta.

Apr.

 

 

 

Emilia

Il Cossa tenta inutilmente a Poggio Renatico di riconciliarlo con il Terzi.

Mag.

Ferrara

Parma

 

Emilia

Si allea con i Visconti, con il signore di Brescia Pandolfo Malatesta e con quello di Cremona (il Fondulo), per combattere assieme il Terzi che continua a devastare il modenese.

Giu.

 

 

 

Emilia

E' a Bondeno; è raggiunto a Navicello da Muzio Attendolo Sforza; viene a Modena con 600 cavalli, seguito dal Contrari, da Filippo da Pisa, da Ludovico di San Bonifacio, da Roberto da Tossignano, da Gherardo e Feltrino Boiardi, da Alberico da Zagonara, da Niccolò degli Obizzi e da Nanne Strozzi. Ricevuta in tale località l'atto di sottomissione di Obizzo da Montegarulli, provoca invano a battaglia il Terzi a Reggio Emilia; lascia al governo di Modena Filippo da Pisa e ritorna a Ferrara.

Sett.

 

 

 

Emilia

Riceve a Ferrara Carlo Malatesta.

Nov.

 

 

 

Romagna ed Emilia

Acquista da Ludovico da Zagonara la rocca di Conselice. A Ferrara ospita Polissena da San Severino, moglie di Andrea Malatesta, che da Venezia è diretta a Cesena.

1409

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

Partecipa ad un consiglio di guerra a Finale Emilia con Pandolfo ed Andrea Malatesta sulla conduzione della guerra in corso; riconosce come legittimo pontefice l' antipapa Alessandro V e si reca a Pianoro ad ossequiarlo.

Feb.

 

 

 

Emilia

Si trova a Bologna con Pandolfo Malatesta ed il cardinale Cossa, sempre per discutere sulla guerra in corso con il Terzi.

Mar.

 

 

 

Emilia

L'antipapa gli conferisce l'ordine della rosa d'oro. L'Este espugna Dinazzano, che appartiene a Carlo da Fogliano, alleato del Terzi, e fa dare alle fiamme la località.

Mag. giu.

 

 

 

Emilia

Dopo molte scaramucce e depredazioni da una parte come dall'altra, il Terzi chiede di parlamentare con lui in un luogo posto sulla strada tra Reggio Emilia e Rubiera: si reca al colloquio accompagnato dal Contrari, dallo Sforza  e da 100 cavalli; il Terzi si presenta, invece, con il figlio Niccolò, il fratello Jacopo, il  Fogliano e 90 cavalli. Appena si trovano vicini, lo Sforza e Micheletto Attendolo uccidono il Terzi, altri che gli sono accanto fanno 35 prigionieri con Guido Torelli; fra gli estensi è ucciso Alidosio Forzaté. Ritorna a Bologna per i funerali dell'antipapa Alessandro V ed ha l'incarico di sorvegliare i lavori del conclave che si concludono con l'elezione del Cossa  (Giovanni XXIII). Ritorna al campo ed assale le terre dei  Fogliano; ottiene la resa delle rocche di Dinazzano e di Salvaterra, viene a Muzzadella ed assale in Guardasone Jacopo Terzi. Invia presidi a San Polo d'Enza ed a Montechiarugolo per raccogliervi vettovaglie, si ferma a Panocchia per sei giorni: i veneziani si frappongono, infatti, al proseguimento delle operazioni perché hanno preso in protezione i Terzi. Durante le trattative, l'Este impedisce che il parmense sia saccheggiato; passa, successivamente, all'assedio di Reggio Emilia e si acquartiera a San Maurizio. Con la caduta di Guardasone, marcia deciso su Parma. Simone ed Alberto da Canossa gli si arrendono con quattro castelli, fra i quali vi sono Canossa e Gesso. Lo raggiunge l'ambasciatore veneziano Francesco Foscari; l'Este assale Parma e toglie l'acqua alla città: Giberto, Giovanni e Martino di San Vitale inducono gli abitanti a ribellarsi ai Terzi ed a darsi in sua signoria. L'Este penetra in Parma per la porta di San Michele, si ferma al vescovado ed indice un consiglio generale; fa assediare dal Contrari la cittadella, in cui si è rinchiuso Jacopo Terzi. Dopo quattro giorni, ha anche Reggio Emilia, la cui cittadella gli si arrenderà in breve tempo.

Lug.

 

 

 

Emilia

Conquista a Parma il castello di porta Nuova e Madregolo con le bombarde. A Ferrara.

Ago. sett.

 

 

 

Marche  Romagna  Lombardia

Con Feltrino Boiardi, si reca in pellegrinaggio al santuario di Loreto. Si incontra a Cesena con i signori di Imola, di Forlì e di Faenza e gli ambasciatori veneziani per trattare i termini di una riconciliazione tra Carlo Malatesta, che appoggia il papa Gregorio XII, e l'antipapa Giovanni XXIII. Da ultimo, è segnalato a Mantova per presenziare alle nozze di Gian Francesco Gonzaga con una figlia di Andrea Malatesta.

1410

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Emilia

Si reca di notte nella chiesa di San Romano a Ferrara e fa disseppellire una cassetta di piombo che contiene le ossa del santo: questa viene portata in processione in città.

Giu.

 

 

 

Emilia

Accoglie a Ferrara Filippo Scolari, ambasciatore di Sigismondo d'Ungheria.

Dic.

 

 

 

Emilia

Si trova a Bologna, allorché Giovanni XXIII nomina Uguccione Contrari gonfaloniere della Chiesa e capitano generale.

1411

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Emilia

A Bologna con Luigi d'Angiò e Paolo Orsini.

Apr.

 

 

 

Emilia

Sempre a Bologna;  accompagna l'antipapa per un lungo tratto di strada verso Firenze.

Mag.

Ferrara

Forlì

 

Romagna

Assedia Forlì con Guido Torelli; penetra nella città e ne è proclamato signore.

Giu.

 

 

 

Romagna

E' costretto a restituire Forlì a Giorgio Ordelaffi su pressione dell'antipapa. Ottiene dai bolognesi Nonantola per l'aiuto loro prestato a San Giovanni in Persiceto contro Carlo e Pandolfo Malatesta; raggiunge presto un accordo anche con costoro su intermediazione di fiorentini e veneziani.

Dic.

 

 

 

Emilia

Si offre di servire i veneziani contro l'imperatore Sigismondo d'Ungheria con 300 lance;  viene esonerato dalla camera apostolica dal pagamento del censo.

1412

 

 

 

 

 

Ott.

 

 

 

Toscana

Si reca a Firenze ed è alloggiato nelle case degli Alberti.

1413

 

 

 

 

 

Apr. lug.

 

 

 

Veneto Croazia Grecia Cipro  Israele Emilia

Su consiglio della sua amante Stella dei Tolomei, parte da Venezia per un pellegrinaggio a Gerusalemme: lo accompagnano 52 persone tutte vestite di nero con una croce rossa sul petto: nel viaggio tocca Pola, Zara, di cui è capitano Taddeo d'Este, Corfù, Modone, Stampalia, Rodi e Cipro. Sbarca a Zaffo ed al Santo Sepolcro arma cavalieri alcuni del suo seguito, fra i quali si trova Pietro dei Rossi. Qui passa diverse notti in preghiera, coricato sul pavimento, le braccia allargate in croce. Di seguito, giunge a Betlemme e si imbarca nuovamente a Zaffo: rivela la sua identità a Cipro, punta su Nicosia per rendere omaggio al re Giacomo di Lusignano e vi incontra  il bailo veneziano Marco Giustinian. A luglio rientra a Ferrara. Il re di Napoli Ladislao d'Angiò lo nomina capitano generale contro fiorentini e le truppe  dell'antipapa e gli riconosce uno stipendio di 30000/36000 fiorini.

Ott.

 

 

500 lance e 300 cavalli

Emilia

Rifiuta l'incarico su pressione di Giovanni XXIII e si tiene il denaro inviatogli a titolo di prestanza (22800 fiorini). Accetta, invece, di passare agli stipendi dei fiorentini contro il re di Napoli per un anno di ferma ed uno di beneplacito.

Nov.

 

 

 

Toscana

Si porta a Firenze per incontrarvi Giovanni XXIII.

1414

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Emilia

Riceve a Ferrara l'antipapa; lo accompagna con il Contrari al monastero di Sant' Antonio e conduce la sua mula fino all'ingresso nel vescovado.

Giu. sett.

 

 

 

Marche Lombardia Emilia Liguria Spagna Francia Piemonte ed Emilia

Compie un altro pellegrinaggio a Loreto; rientra a Ferrara, prende la strada di Mantova e di Parma e, sempre vestito da pellegrino con 23 compagni, prosegue per gli Appennini; tocca Fornovo, Borgo Val di Taro e si imbarca a Genova per la Spagna. Visita il santuario di San Giacomo di Compostella; sulla via del ritorno, sosta nel Delfinato a Sant'Antonio di Vienne e si dirige a Parigi, dove si incontra con il re di Francia. Raggiunge il santuario di Mont-Saint-Michel. Tocca ancora Sant'Antonio di Vienne, arriva nei pressi di Mondovì al castelletto di San Giacomo e vi è catturato a tradimento da Manfredo del Carretto, marchese di Ceva.  Il del Carretto cerca di venderlo al duca di Milano per 10000 oppure per 40000 ducati; Filippo Maria Visconti si rifiuta;  gli è allora imposta una taglia di 11000 ducati ed il pagamento di una ricca veste per la moglie del marchese. Interviene il re di Francia, che impone al suo feudatario, il conte Amedeo di Savoia, di risolvere la questione alla radice. Costui attacca il marchese di Ceva, gli spiana il castello, lo cattura e lo fa decapitare. L'Este continua il suo viaggio per il saluzzese, perviene a Savona e da qui raggiunge in incognito Genova. Ad ottobre raggiunge Parma ed è alloggiato nel vescovado.

..............

Ferrara

Canossa

 

Emilia

Toglie Castelnuovo e Felino a Bonifacio da Canossa.

1415

Ferrara

Milano

 

 

 

1416

 

 

 

 

 

Lug.

 

 

 

 

Firma con il duca di Milano una tregua di due anni.

1417

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

A Bologna. Si impegna a fare avere al comune San Giovanni in Persiceto.

Giu.

 

 

 

Emilia

Cede San Giovanni in Persiceto ai bolognesi in cambio di 24000 fiorini.

1418

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Romagna

Viene a Ravenna.

1419

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Emilia

Ospita a Ferrara il papa Martino V, reduce dal concilio di Costanza.

1420

 

 

 

 

 

Mag.

Ferrara

Bologna

 

Emilia

Affianca i pontifici nella guerra contro Bologna.

Nov.

 

 

 

 

A Rocca delle Caminate, per una partita di caccia bandita da Pandolfo Malatesta.

Dic.

 

 

 

Lombardia

Si reca a Milano e vi è ricevuto con grandi attestazioni onorifiche.

1421

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

Il Visconti gli dona Scandiano, Castellarano, Roteglia e San Martino in Rio.

Feb.

 

 

 

 

Si propone come mediatore fra veneziani e viscontei.

Apr.

 

 

 

Emilia

Consegna Parma e Colorno al duca di Milano dopo lunghe trattative; mantiene, al contrario, Reggio Emilia e gli è consegnata la somma di 28000 fiorini.

..............

 

 

 

Romagna

Ottiene il vicariato di Argenta dall'arcivescovo di Ravenna dietro un censo annuo di 200 ducati. Per estinguere il suo debito verso Venezia, salito a 166000 ducati, si offre, tramite il Contrari, alla Serenissima con un soldo di 12000 ducati l'anno da scontare sulla cifra da lui dovuta: la proposta viene rifiutata.

1423

 

 

 

 

Si riavvicina a Filippo Maria Visconti, che gli concede il castello di Lugo; alla morte di Giorgio Ordelaffi, chiede la guardia di Forlì e la tutela del figlio Teobaldo. Viene raggiunto dal Torelli, che si sposta nell'imolese per affrontarvi Ludovico Alidosi.

1424

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

 

Si trova con gli ambasciatori fiorentini Rinaldo degli Albizzi, Giuliano Davanzati e Vieri Guadagni, per porsi come mediatore di pace fra la repubblica ed i Visconti

Apr.

 

 

 

Veneto

Ad Abano Terme per curarsi; si vede con l'Albizzi.

1425

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

Emilia

Sa da un servo che la moglie Parisina Malatesta lo tradisce con il figlio naturale Ugo. Fa arrestare il figlio e la moglie con Aldobrandino Rangoni ed alcune cameriere; vi è  un frettoloso processo, al cui termine tutti sono condannati alla decapitazione nonostante il parere contrario dei suoi consiglieri Uguccione Contrari ed Alberto dal Sale. Tutti sono sepolti nottetempo nella chiesa di San Francesco; l'Este ordina che alle adultere della città sia riservata la stessa sorte di Parisina.

1426

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Romagna

Fa costruire una bastia a Lugo.

Mar.

Firenze

Milano

Capitano g.le 500 lance

Emilia

A Ferrara nel vescovado: gli sono consegnate le insegne del comando dal commissario Palla Stozzi; lo stesso giorno Antonio Contarini e Fantino Michiel gli fanno avere per conto dei veneziani lo stendardo di San Marco.

Apr.

 

 

 

Emilia

Entra nel parmense e dalle rive del Po facilita il passaggio di una flotta veneziana, diretta a molestare il cremonese e condotta da Francesco Bembo.

Mag.

 

 

 

Emilia

Si accampa a San Cesario sul Panaro, Spilamberto e Vignola con l'obiettivo di opporsi al Torelli, a Carlo Malatesta ed a Angelo della Pergola, che provengono dalla Romagna con 4000 cavalli e 1000 fanti per rientrare in Lombardia. Informato da un fante di Taliano Furlano, il Belacqua, che i viscontei si sono attestati sulle rive del Panaro, non mette all'erta i suoi uomini e permette agli avversari di attraversare il fiume a Vignola senza ostacoli. Viene sospettato di connivenza con i Visconti.

Sett.

 

 

 

Emilia

Riceve a Ferrara il nuovo legato pontificio, il cardinale Niccolò Albergati.

1427

 

 

1200 cavalli

 

 

1429

 

 

 

 

 

Sett.

 

 

 

Romagna

A Rimini, per i funerali di Carlo Malatesta.

Dic.

 

 

 

 

Pervengono nelle sue mani alcuni castelli della Garfagnana, quali Castelnuovo di Garfagnana, Gallicano, Trassilico, Cascio, Perpoli, Molazzana, Lupinaia, Verni, Cardoso e Bolognana.

1430

 

 

 

 

Si mantiene neutrale nella guerra fra veneziani e ducali, anche se permette al figlio Borso di militare al soldo della Serenissima con una condotta di 200 lance.

1431

 

 

 

 

Gli è concesso dal re di Francia Carlo VII la possibilità di inserire nel suo stemma i gigli d'oro in campo azzurro.

1432

 

 

 

 

 

Lug.

 

 

 

Emilia

Viene investito a Parma dall'imperatore Sigismondo d'Ungheria di Castelnuovo di  Garfagnana, di Gallicano, di San Pellegrino, nonché di Bar nelle Ardenne.

1433

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

 

Con il marchese di Saluzzo conclude la pace di Ferrara fra i vari belligeranti.

Giu.

 

 

 

Francia

Visita il feudo di Bar.

Sett.

 

 

 

Emilia

Accoglie a Ferrara l'imperatore, che arma cavalieri i figli e lo infeuda di 25 castelli posti nel modenese e nel reggiano.

Dic.

 

 

 

Emilia

Fa incarcerare, per tentata ribellione, il proprio segretario Giacomo Giglioli ed il figlio Gigliolo, capitano di Reggio Emilia, per avere espresso un'energica disapprovazione circa la successione del figlio Leonello rispetto a Borso: entrambi saranno  condannati a morte nel successivo gennaio ed i loro beni (il cui valore è di 200000 ducati) saranno confiscati; analoga sorte spetta a Niccolò ed a Marchesino Bergamino.

1434

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

Francia

In pellegrinaggio nel Delfinato a Sant'Antonio di Vienne.

1436

 

 

 

 

 

Apr. Marche E' segnalato nelle Marche. Si incontra ad Osimo con Alessandro Sforza.

Giu.

 

 

 

Emilia

Si reca a Bologna, a rendere atto di omaggio al papa Eugenio IV: ha in feudo i castelli di Lugo (dietro l'esborso di 14000 ducati e di 100 moggia di frumento), di  Massa Lombarda e di Zagonara; nella città è alloggiato nel palazzo di Girolamo Bolognanini, nella strada di San Stefano.

1437

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

Ospita a Ferrara il pontefice.

Apr.

 

 

 

Marche

Tocca Fano (accoltovi da Sigismondo Pandolfo Malatesta) ed è diretto a Loreto.

Lug.

 

 

 

Emilia

Ospita a Ferrara Gian Francesco Gonzaga, allorché il marchese di Mantova si accorda con il duca di Milano ai danni dei veneziani: promette di impedire il passo alla flotta della Serenissima nel caso che questa avanzi sul Po.

Ago.

 

 

 

 

Invia il Contrari a Venezia.

1438

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

Emilia

Giungono a Ferrara anche l'imperatore ed il patriarca di Costantinopoli per i primi lavori del concilio generale della Chiesa.

Ago.

 

 

 

Emilia

Pur di averlo proprioalleato, i veneziani gli restituiscono il Polesine con Rovigo, Camponovo, Castelguglielmo e San Martino di Venezze; gli è pure abbonata parte del debito.

1439

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia e Toscana

Il concilio è trasferito a Firenze, anche perché l'Este non riesce più a far fronte alle spese; scorta Eugenio IV fino a tale città per evitare le insidie di Niccolò Piccinino. Passa per Finale Emilia, Modena ed il Frignano.

Feb.

Venezia Firenze

Milano

3000 cavalli e 1000 fanti

Emilia

Il costo della sua nuova condotta è coperto per i due-terzi dai veneziani. In tempo di guerra gli è riconosciuta una provvigione mensile di 1000 ducati, una prestanza di 30 ducati per lancia per 2000 cavalli e di 50 ducati per gli altri 1000; in tempo di pace la condotta scende a 1000 cavalli ed a 300 fanti: il contratto è stipulato a Ferrara nelle sale del palazzo ducale.

Mar.

 

 

 

Emilia

Riceve a Ferrara l'imperatore di Costantinopoli.

Apr.

 

 

 

Toscana

Transita per Siena nel recarsi a Bagni di Petriolo.

1440

 

 

 

 

 

..............

 

 

 

Toscana

Accompagna fino a Modena ed a Firenze il pontefice.

Mag.

 

 

 

Emilia

Accoglie la figlia del marchese di Saluzzo, di passaggio per Ferrara e diretta a Cipro per sposarsi con il re.

Sett.

 

 

 

Romagna

Acquista per 11000 ducati da Eugenio IV, tramite il patriarca Ludovico Scarampo, Bagnacavallo e Massa Lombarda, che sono state appena conquistate da Francesco Sforza a Guidantonio Manfredi.

1441

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Emilia e Lombardia

Accompagna da Ferrara a Milano Bianca Maria Visconti, che deve sposarsi con lo Sforza; le trattative falliscono per cui rientra con la donna nella sua città. Le nozze, alfine, saranno celebrate nel successivo novembre alla conclusione della pace di Cavriana. L'Este è nominato dal Visconti governatore del ducato; vi si porta con il Contrari e lascia il marchesato nelle mani del figlio Leonello.

Sett.

 

 

 

Romagna

Visita Lugo e Bagnacavallo.

Dic.

 

 

 

Lombardia

Viene assalito da un'improvvisa malattia, che lo porta a rapida morte a Milano, tanto che si parla, verosimilmente, di veleno. Secondo la sua volontà, è sepolto, nudo, a Ferrara nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, senza alcuna pompa. Lascia quattro figli legittimi e ventidue naturali. Due decenni dopo la sua morte gli estensi faranno erigere da un artista fiorentino, Antonio di Cristofano, una statua equestre di bronzo che lo raffigura. Il monumento sarà distrutto nel 1796.

DICIOTTO CITAZIONI

Capitano eminente. In pace ed in guerra eccellente principe.

Uomo saggio, prudente, magnanimo, di grande ingegno.

Talvolta magnanimo, talvolta crudele. Astuto e bonario.

Un uomo passionale in guerra quanto in amore.

Principe colto e raffinato, protettore di artisti e di letterati. Amante del lusso, delle gaie adunanze.

Giusto ed amato dal suo popolo.

Restaurò la città di Ferrara con vari edifici.

Grasso, dedito ai piaceri della carne.

Robusto, di persona quadrata. Di carnagione bianca, di occhi azzurri e capelli neri.