Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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0619      LUDOVICO EUFFREDUCCI  (Ludovico da Fermo) Di Fermo. Signore di Fermo e Falerone. Nipote di Oliverotto da Fermo, cognato di Valerio Orsini.

               1494 - 1520 (marzo)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

 

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1502

 

 

 

 

 

Dic.

 

 

 

Marche Umbria

All' uccisione dello zio Oliverotto da parte di Cesare Borgia, è salvato a stento dalla madre (una Oddi) che lo porta a Perugia.

..............

 

 

 

Toscana

Vive alla corte dei Medici in qualità di paggio del cardinale Giovanni dei Medici..

1510

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Marche

Si trova a Fano; con Adriano Ballioni, si scontra presso la chiesa di San Giovanni della Chiavica con i fuoriusciti Ludovico Gabrielli, Francesco Simonetti e Pietro  Negusanti. Nella rissa resta ucciso Francesco Negusanti; da Pesaro interviene subito Galeazzo Sforza che scaccia i ribelli dalla città.

1513

 

 

 

 

 

Feb.

Fuoriusciti

Fermo

 

Marche

Alla morte del papa Giulio II, lascia San Severino Marche con 15 cavalli pronto ad entrare in Fermo; fa richiedere ai notabili cittadini il permesso di rientrare nella città. La sua istanza è presentata dal cardinale Farnese, legato della Marca, e da Giampaolo Baglioni. I fermani si oppongono alla richiesta.

Mar.

 

 

 

Marche

Entra in Falerone con i suoi fautori (100 cavalli); gli vengono contro 4000 uomini di Fermo per cui è costretto, dopo tre giorni, ad abbandonare il castello.

Lug.

 

 

 

Marche

Diviene papa il cardinale Giovanni dei Medici con il nome di Leone X. Fiducioso nella sua protezione, l'Euffreducci organizza una congiura per rientrare in Fermo. Il complotto è scoperto e molti dei suoi partigiani sono impiccati.

1514

 

 

 

 

 

Mar.

Fuoriusciti

Fermo

 

Marche

Riceve soccorsi dai Baglioni e può rientrare in Fermo con 3000 uomini; lo accompagnano Brancadoro da Fermo e Cesare Giosia. Sono saccheggiate dai suoi alcune case: al suo ingresso in Fermo fa ammazzare due cittadini e tale fatto convince a fuggire dalla città molti abitanti. Gli sono resi i beni confiscatigli ed è emesso un perdono generale fra le parti con il richiamo di tutte le persone bandite.

Apr.

Fermo

Sarnano

 

Marche

Combatte i cittadini di Sarnano, che molestano quelli di Gualdo, e li mette in fuga.

Lug.

Chiesa

 

200 cavalli leggeri

 

 

..............

 

 

 

Francia

Affianca Giuliano dei Medici nel suo viaggio in Francia.

1515

 

 

 

 

 

..............

Chiesa

Francia

 

Emilia

Segue a Bologna Lorenzo dei Medici ed il cardinale Giulio dei Medici.

Estate

 

 

 

Emilia

Si trova nel piacentino e con 200 cavalli leggeri controlla le mosse dei francesi nel ducato di Milano.

Ott.

Fermo

Fuoriusciti

 

Toscana e Marche

Lascia Firenze e costringe i fuoriusciti di Fermo ad allontanarsi dalle vicinanze della città.

.............. Chiesa     Francia Affianca Giuliano dei Medici in un'ambasciata pontificia al re di Francia.

1516

 

 

 

 

 

..............

Chiesa

Urbino

 

Lazio e Marche

A Roma. Fronteggia successivamente le truppe del duca di Urbino Francesco Maria della Rovere: gli abitanti di Fermo gli consegnano 1600 ducati al fine di dare il soldo ai suoi uomini.

Lug.

 

 

 

Marche

Si trova alla conquista di Urbino con 2000 fanti e 200 cavalli.

1517

 

 

 

 

 

Feb.

Chiesa

Comp. ventura

 

Romagna e Marche

Contrasta ancora le milizie del della Rovere. Raggiunge Rimini con 100 fanti. Si congiunge con Renzo di Ceri, tenta di muoversi verso Urbino ma ne viene bloccato da forze soverchianti. Non riesce a persuadere Lorenzo dei Medici, il Ceri e Vitello Vitelli ad assalire gli avversari a Tavernelle, dove si è rifugiato il della Rovere; assale inutilmente il castello di Polverigi e si avvicina ad Ancona. Gli abitanti non lo vogliono fare entrare e per poco non nasce uno scontro fra fermani ed anconetani. Il Medici fa sì che alloggi con le sue truppe a qualche miglio dalla città.

Mar.

 

 

 

Marche

Punta su Mombaroccio, per unirsi con l'esercito pontificio e partecipa all'omonima battaglia; subito dopo, viene abbandonato da 3000 fanti di Fermo, Ascoli Piceno ed altri comandati, che si sono recentemente aggregati alle sue truppe.

Mag.

 

 

 

Marche

Asseconda Camillo Orsini nello scontro di San Remulo, dove Camillo da Trivulzio si trova a mal partito per la defezione dei fanti guasconi a favore dei nemici.

Lug.

 

 

 

Marche

Viene disfatto a Chiaravalle da Federico Gonzaga da Bozzolo e da Carlo Baglioni: fra i suoi uomini, 300 rimangono uccisi sul campo. Carlo Baglioni approfitta del panico che prende i fermani, assale improvvisamente la città e la mette a sacco. L'Euffreducci è imputato del rovescio; è accusato dai membri della famiglia Brancadoro di non aversi voluto difendere di fronte all'avversario, suo parente, al fine di diventare signore della città. In Fermo sorgono così due fazioni in continua lotta fra loro. Durante la sua assenza dalla città i fuoriusciti, con alla testa Brancadoro da Fermo, danno alle fiamme le porte cittadine e se ne impadroniscono. Il vicelegato pontificio ristabilisce la pace per un breve periodo.

1518

 

 

 

Marche

Leone X convoca a Roma le due famiglie, ma entrambe si rifiutano di obbedire. L' Euffreducci sfida sempre più apertamente i rivali.

1519

 

 

 

 

 

Lug. ago.

 

 

 

Marche

Si fa sempre più viva la contesa con Brancadoro da Fermo. Attacca i rivali; intervengono il comune ed Orazio Baglioni che forzano i contendenti ad accordarsi. A metà mese, infatti, l'Euffreducci, Bartolomeo Brancadoro e Brancadoro da Fermo si recano al palazzo dei priori; dinanzi al vescovo, agli ambasciatori di Recanati e del Baglioni, giunto appositamente da Perugia, si abbracciano e giurano la pace vicendevole. Si sposta ad Amandola.

Dic.       Marche
Si muove sui confini del fermano ai danni dei pontifici. Gli viene contro il commissario pontificio, il vescovo di Chiusi Niccolò Bonafede.

1520

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Marche e Lazio

Non osserva i capitoli con la protezione degli Orsini e dei Baglioni; Leone X gli  intima di portarsi a Roma per ratificare il trattato alla sua presenza. Si piega alla partenza; durante il viaggio viene a sapere che i Brancadoro si sono ribellati; si ferma in un castello degli Orsini, tende tranelli ai rivali e fa uccidere dai suoi sicari, alla prima stazione di posta di Roma, Bartolomeo Brancadoro, uno dei più autorevoli membri della famiglia rivale.

Feb.

Euffreducci

Chiesa

 

Marche

Fermo lo dichiara nemico pubblico, ribelle alla città ed alla Chiesa. Si allea con Amadio da Recanati e Zibicchio da Fabriano per mirare alla conquista di tutta la regione. Raccoglie da ogni parte fuoriusciti e venturieri con i quali espugna Carnasciale; abbandona il castello e si impadronisce di San Benedetto del Tronto con la rocca;  vi si rafforza. Giunge a Fermo il Bonafede con le milizie pontificie. Il legato gli spedisce contro Brancadoro da Fermo e Carlo da Offida. Paolo Ciasca entra con la sua compagnia nel capoluogo e raccoglie 500 fanti nelle terre vicine. L'Euffreducci si allontana da San Benedetto del Tronto, occupa nottetempo Falerone (i cui abitanti sono dichiarati ribelli dalla Santa Sede) e Servigliano. Inizia a saccheggiare il fermano. Nelle sue azioni è appoggiato da Alessandro da Carnasciale; si uniscono con i suoi uomini anche i fuoriusciti di San Ginesio e lo raggiungono dall'ascolano i fautori di Giovanni Francesco di Astolto.

Mar.

 

 

 

Marche

E' fatto contattare dal Bonafede che gli promette il perdono in caso di resa. Al suo rifiuto il legato esce da Fermo, seguito da un priore della città con lo stendardo del comune, e raggiunge Grottazzolina. I pontifici si spostano a Santa Maria del Piano nei pressi di Falerone. L'Euffreducci vi viene assediato da Giovanni dei Medici: ai suoi ordini militano 200 cavalli e 2000 fanti contro i 1000 cavalli ed i 4000 fanti a disposizione del capitano pontificio. Esce da Falerone, marcia verso San Ginesio e Fermo; è nel piano di Grottazzolina, punta su Montegiorgio e viene a battaglia sul fiume Tenna. Vi è un aspro combattimento che dura alcune ore; allorché vede i suoi fanti in fuga a causa del tiro di alcune spingarde, si getta con il Pelliccione ed i suoi cavalli leggeri contro le linee nemiche. Viene ferito mortalmente al collo da un colpo di picca infertogli da Girolamo Corso o da Brancadoro da Fermo: seguita a combattere finché un fante lo getta giù da cavallo. Il legato Bonafede lo benedice in punto di morte e lo assolve dai suoi peccati dopo avergli messo un granello di terra in bocca. Con lui sono uccisi 100  suoi seguaci. Il cadavere è portato in un primo momento a Montegiorgio per essere deposto nella chiesa principale di tale località; in un secondo momento è inviato a Fermo per essere esposto esposto nella piazza per otto giorni. L' Euffreducci viene sepolto inizialmente fuori la città non si sa da chi; dopo dieci anni sarà riposto nella tomba di famiglia nella chiesa di San Francesco. I suoi beni sono confiscati per essere ceduti a Giovanni dei Medici il quale, a sua volta, ne dividerà fra i suoi soldati, fra cui Paolo Luzzasco.

SEI CITAZIONI

Capitano di valore. Valoroso in guerra.

Di grande esperienza nelle cose della guerra.

Tiranno nel governo. Uomo arrogante e di natura crudele.