| Anno, mese |
Stato. Comp. ventura |
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Condotta |
Are attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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1313 |
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Toscana |
Si fa signore
di Borgo San Sepolcro (Sansepolcro). |
| 1314 |
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| Lug. |
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Toscana |
Il padre Uguccione lo nomina suo
vicario in Pisa. |
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1315 |
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Ago. |
Pisa |
Firenze |
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Toscana |
Partecipa alla
battaglia di Montecatini; alla morte in combattimento del fratello
Francesco, viene nominato dal padre podestà e capitano di Lucca. |
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1316 |
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Apr. |
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Toscana |
I pisani gli
ordinano di incarcerare Castruccio Cstracani; costui, per rappresaglia,
fa catturare a Camaiore ed a Massa 30 fuoriusciti di
Lucca, che sono uccisi con il pretesto di avere attentato alla
vita del Castracani stesso. Il della Faggiuola invita il rivale
a cena, lo incarcera e lo conduce a Lucca per farlo decapitare.
Non osa mandarlo al supplizio per la forza di una sommossa suscitata
dai suoi aderenti, dai Quartigiani, dagli Onesti e dai Poggi.
Chiede allora al padre di muoversi da Pisa con la cavalleria
tedesca. Uguccione della Faggiuola lascia tale città, che approfitta
della sua assenza per ribellarsi; anche Lucca segue lo stesso
esempio. Neri della Faggiuola è fatto prigioniero con tutti
i suoi famigliari. Viene immediatamente liberato dal Castracani. |
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……...... |
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Toscana e Veneto |
Ripara presso
i Malaspina, indi a Modena ed a Verona, alla corte di Cangrande
della Scala. |
| 1319 |
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Toscana |
Alla morte
del padre diviene signore di Borgo San Sepolcro (Sansepolcro)
e di Castiglion Fiorentino. |
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1323 |
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Toscana |
E' infeudato
di Borgo San Sepolcro (Sansepolcro) dall'imperatore Ludovico
il Bavaro. |
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Mag. |
Faggiuola |
Arezzo |
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Toscana |
Viene assalito
in Sansepolcro ed in Castiglion Fiorentino dal vescovo di Arezzo
Guido Tarlati: ricorre all’aiuto dei guelfi di Romagna e dei
conti Guidi. |
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Ott. |
Ghibellini |
C.di Castello |
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Umbria |
Entra in Città di Castello
con i Tarlati e gli Ordelaffi e ne scaccia i guelfi. |
| 1324 |
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Toscana |
E' scacciato
da Sansepolcro con uccisione di molti suoi aderenti. Anche Castiglion
Fiorentino passa ai Tarlati, grazie ad un privilegio di Ludovico
il Bavaro che lo dona come feudo imperiale (Castiglion Aretino)
al vescovo di Arezzo. |
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1328 |
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Mag. |
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Lazio |
Viene nominato
senatore di Roma dall’imperatore Ludovico il Bavaro. |
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Sett. |
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Toscana |
Alla morte
di Castruccio Castracani, è eletto vicario imperiale di Pisa
e costringe Arrigo Castracani ad allontanarsi dalla città. |
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1329 |
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Feb. |
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L’imperatore
gli conferma le donazioni, fatte al padre, di Faggiuola (Casteldelci)
e di altre località nel forlivese e nell’aretino. |
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Faggiuola |
Arezzo |
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Entra in lotta
con Pier Saccone Tarlati. |
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1333 |
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Giu. |
Faggiuola |
Arezzo |
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Marche |
Occupa Mercatello
sul Metauro approfittando della cattiva sorveglianza nella località:
è subito assalito dal Tarlati, che riceve in soccorso anche
200 cavalli dai senesi. |
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1334 |
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Marche |
I perugini
gli inviano in aiuto 600 cavalli; con tali rinforzi si muove
i difesa di Casteldelci. Gli avversari gli sbarrano il passo. |
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1335 |
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Perugia |
Arezzo |
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Marche |
Si dirige inizialmente
verso Rimini con 300 cavalli perugini. |
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Apr. |
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Marche e Toscana |
Abbandona l’urbinate
e con 200 cavalli perugini e 500 fanti, fornitigli dal signore
di Cortona, si impadronisce di Sansepolcro, dove Ribaldo da
Montedoglio lo fa entrare con 50 cavalli. Obbliga alla resa
i difensori della rocca, nonostante un tentativo di soccorso
perpetrato dal Tarlati. |
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Sett. |
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Umbria |
Con il marchese
di Valiana Giovanni del Monte a Santa Maria, i figli di Tano
degli Ubaldini e Branca da Castello (500 cavalli tedeschi e
molti fanti), assale Città di Castello. Ne ha per trattato una
porta ed occupa il centro con uno scontro. Assedia nella rocca
Rodolfo Tarlati. |
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Ott. |
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Umbria |
Cade nelle
sue mani la rocca di Città di Castello e Rodolfo Tarlati è condotto
prigioniero a Perugia. Il della Faggiuola entra pure nel castello
di Citerna, ribellatosi ai Tarlati dopo che alcuni dei suoi
difensori ne sono usciti per saccheggiare il tifernate. |
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Marche |
Il figlio Uguccione
espugna Sant’Agata Feltria nella Massa Trabaria. |
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1336 |
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Stipula un
trattato di pace con il Tarlati; esso trova il suo suggello
nelle nozze fra il figlio Francesco con una figlia del rivale.
Gli è promessa la restituzione dei suoi possedimenti, cosa che
avverrà con difficoltà. |
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1337 |
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Gen. |
Faggiuola |
Arezzo |
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Marche |
Gli è consegnato
dal Birro il castello di Illico, che non può essere soccorso
dagli aretini; perviene in suo potere anche Senatello. |
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1350 |
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Romagna |
Si impossessa
di Sarsina. |
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1351 |
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Romagna |
Possiede molti
castelli appartenenti al vescovo di Sarsina, il fiorentino Chiaro
Peruzzi. |
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1352 |
Milano |
Firenze |
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1353 |
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Mar. |
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A seguito della
pace di Sarzana, gli è confermato il possesso di 72 castelli,
fra cui quelli Casteldelci, Senatello; gli è anche concesso
il castello di Libiano ed ottiene da Branchino Brancaleoni Castel
della Pieve in val di Metauro, Plebe e San Martino. Occupa Mercatello
sul Metauro. |
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Lug. |
Faggiuola |
Sansepolcro |
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Toscana |
Si unisce con
i guelfi di Sansepolcro e ne scaccia i Bogognoni e gli altri
ghibellini: le loro case sono messe a sacco e Neri della Faggiuola
ne è eletto capitano. |
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Ott. |
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Umbria |
Attacca
la torre dei Roberti e suscita con ciò la reazione di Città
di Castello. |
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1354 |
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Faggiuola |
Brancaleoni |
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Marche |
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Giu. |
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Marche |
Si reca a Sant’Angelo
in Vado e si rappacifica con i Brancaleoni, grazie all’azione
di mediazione di Città di Castello. |
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Dic. |
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Umbria |
Si porta ad
Orvieto con Ungaro da Sassoferrato ed Alberghetto Chiavelli.
Con costoro fa atto di sottomissione al cardinale Egidio Albornoz.
Prima di essere assolti dalla scomunica, il cardinale legato
aspetta che i tre signori dimostrino la loro devozione con le
opere. Il della Faggiuola è riconosciuto signore di Mercatello
sul Metauro; si deve, tuttavia, impegnare a lasciare liberi
e sicuri i passi della Marca. |
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1355 |
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Mar. |
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Marche |
Si trova a
Pesaro a perorare la sua causa contro il Tarlati presso l’imperatore
Carlo di Boemia: chiede di potere riavere i suoi possedimenti
nell’aretino. |
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Apr. |
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Marche e Toscana |
Viene a diverbio
con il Tarlati; alla fine ottiene il vicariato di Borgo San
Sepolcro dietro il versamento di una grossa somma di denaro.
A fine mese si avvia alla volta della città ed entra
in tale località. |
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……...... |
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Muore verso
la fine dell’anno. |
Valoroso capitano e di grande spirito.
Più scellerato del padre nei delitti e più astuto.
Ghibellino; tormentatore di frati e di chierici.