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Anno, mese
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Stato. Comp. ventura
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Condotta
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Area attività
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Azioni intraprese ed altri fatti salienti
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1338
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Ago.
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Umbria
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Con il padre Nicola, favorisce in Orvieto i Monaldeschi
della Vipera contro i Monaldeschi della Cervara: viene dichiarato ribelle.
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1344
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Nov. dic.
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Perugia
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Arezzo
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Toscana
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Combatte Pier Saccone Tarlati. Prende parte all’assedio di
Castiglion Fiorentino; vi costruisce una bastia e si ferma nel contado per quarantacinque
giorni fino all’ultimazione dell’opera.
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1345
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……...
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Toscana
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Assale Castiglion Fiorentino; fa venire al campo 5000
fanti (dei quali 1000 forniti dai perugini) ed alla testa delle truppe inizia
a dare numerosi assalti alle mura.
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Apr.
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Toscana
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Si impadronisce di Castel Fiorentino.
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1348
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Umbria
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Si trova a Perugia con Guido Orsini allorché
quest’ultimo conferisce la signoria di Orvieto ai perugini per
dieci anni.
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1352
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Feb.
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Fuoriusciti
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Orvieto
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Umbria
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Affianca i Monaldeschi della Cervara ai danni
di Orvieto. Entra nella città per la porta Pusterla, giunge
fino alla fontana di Santo Stefano e, con Cataluccio da Bisenzo,
uccide Benedetto Monaldeschi della Vipera: alla fine, l’attacco
viene respinto da Pietruccio di Pepo dei Monaldeschi del Cane.
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Giu.
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E’ sollecitato da Niccolò della Serra a venire al campo di
Viterbo contro il prefetto Giovanni di Vico.
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1353
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Chiesa
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Vico
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Lazio
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Occupa Toscanella (Tuscania).
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1354
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Feb.
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Chiesa
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Milano
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Lazio
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Al servizio del cardinale Egidio Albornoz contro le truppe
di Bernabò Visconti: è convocato al consiglio di guerra che si tiene a
Montefiascone.
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Giu.
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Umbria
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A Perugia.
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1355
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Nov.
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Capitano di guerra
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Marche
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Viene infeudato, ad Ancona, di metà Onano
dietro il censo annuo di 20 fiorini; l’altra metà è concessa
ad Albertaccio Ricasoli.
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1359
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Giu.
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Chiesa
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Forlì
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Romagna
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A Bertinoro con l’Albornoz; dirige le operazioni contro
Forlì e Forlimpopoli.
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Lug.
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Romagna
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Entra in Forlì ed è armato cavaliere con
Albertaccio Ricasoli (a ciascuno dei due condottieri sono consegnati
200 ducati affinché possano acquistare un cavallo di loro scelta).
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1360
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Gen.
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Chiesa
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Milano
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Emilia
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Si sposta alla difesa di Bologna con 18 bandiere
di cavalli; entra nella località per la porta di San
Felice. Con Gomez Albornoz contatta Giovanni Manfredi, che si
offre di combattere Bernabò Visconti a fronte di alcune concessioni.
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Mar.
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Emilia
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Prende ufficialmente possesso di Bologna
con Blasco Fernandez allorché Giovanni Visconti da Oleggio
cede la città alla Chiesa in cambio di Fermo, del rettorato
della Marca e di una provvigione annua di 12000 ducati e di
altri 80000 ducati a saldo delle spese militari sopportate.
Il Farnese emana immediatamente un editto, in cui è minacciato
l’esilio a tutti coloro che provochino tumulti. Gli è pure consegnata
la rocca di San Felice al fine di proteggere gli ultimi giorni
di permanenza nella città dell’Oleggio.
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Ott.
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Emilia
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E' segnalato ancora a Bologna al solenne
ingresso dell’ Albornoz: il prelato lascia il campo di San Michele
al Bosco ed entra nella città per la porta di San Mammolo.
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1361
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……...
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Romagna
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Viene inviato al recupero di Lugo, di Bagnacavallo
e di Solarolo controllate da Giovanni Manfredi.
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Giu.
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Romagna ed Emilia
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Lascia segretamente la Romagna con Galeotto
Malatesta e si sposta con 800 barbute alla difesa di Bologna,
minacciata da Giovanni da Bileggio. penetra nottetempo nella
città per la porta di San Donato.
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Lug.
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Emilia
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L’Albornoz promette paga doppia e mese completo
in caso di vittoria sui viscontei: i nemici stanno costruendo
una bastia al ponte di San Ruffillo per tagliare il flusso dei
rifornimenti a Bologna che provengono da Firenze. Il Farnese
si unisce con Galeotto Malatesta e Malatesta Ungaro; si colloca
all’ala destra, agli ordini di Gomez Albornoz, con Nicola Farnese
e sconfigge gli avversari. Nel corso del combattimento assume
il comando delle truppe del suom settore allorché l'Albornoz,
gravemente ferito, deve abbandonare il campo. E’ catturato Giovanni
di Bileggio; nel combattimento, in cui rimane gravemente ferito,
sono uccisi 970 uomini e sono fatti prigionieri 1300 soldati.
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1362
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……...
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Romagna
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Alla testa di 28 insegne di cavalli e di 200 fanti
ungheri, investe invano Lugo e Tossignano.
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Nov.
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Emilia
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Staziona alla guardia della bastia di San
Felice, posta su un ponte del Reno vicino a Bologna. Respinti
gli attacchi portati dagli avversari, raccoglie con Ciappo da
Narni 1500 cavalli e si mette al loro inseguimento. Li tallona
fino a Corticella; nottetempo li sorprende a Granarolo dell’Emilia
: fra i nemici sono catturati 150 uomini. Molti sono pure i
morti nelle loro file.
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1363
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Mar.
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Firenze
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Pisa
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Capitano g.le
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Toscana
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Il senato di Roma lo manda in aiuto dei fiorentini
per combattere i pisani. Viene nominato capitano generale al
posto di Rodolfo da Varano; da Firenze si porta in val di Nievole
dove è concentrato il grosso delle truppe. Tenta di avere Lucca
per trattato.
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Apr.
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Toscana
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Si muove da Fucecchio con 2000 barbute e
5000 fanti; cavalca a Ceruglio (Montecarlo) e giunge alle porte
di Pisa: penetra nel borgo di San Marco, vi fa battere moneta
e correre un palio “alle puttane”. I pisani catturano 42 cittadini,
dei quali alcuni sono decapitati, ed alcuni forestieri: il Farnese
comprende che il trattato su cui conta è stato scoperto e, senza
saccheggiare il contado, ritorna a Pescia. Fa pressioni sui
fiorentini affinché assoldino la Compagnia Bianca di Alberto
Sterz: il suo consiglio non è ascoltato e gli inglesi passano
agli stipendi degli avversari. Affretta la campagna prima che
arrivino i nuovi soccorsi ai pisani: in Garfagnana, fa ribellare
Castiglione ed altri castelli inviandovi Spinello dei Tolomei
e Corrado da Jesi con 300 cavalli e 200 masnadieri. Costoro
cadono in un agguato teso loro da Rinieri da Baschi ed i fiorentini
perdono le recenti acquisizioni.
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Mag.
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Toscana
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Si avvia a Bagno a Vena con 800 cavalli,
tra cui molti ungheri, e 800 fanti. Gli viene contro il Baschi
(600 cavalli e molti fanti), che gli taglia la strada mentre
altre truppe lo circondano alle spalle ed ai lati. Il Farnese
prima dello scontro arma cavaliere Simone da Varano; ordina,
successivamente, le schiere, le fa scendere da cavallo ed incita
i suoi uomini a combattere con le spade, anziché con le lance
a causa della natura accidentata del luogo. Lo scontro dura
due ore e mezzo ed è estremamente feroce: il Baschi è catturato
con le armi in mano e molti sono i morti d’ambo le parti. Il
giorno dell’Ascensione, il Farnese ritorna a Firenze dove è
accolto con tutti gli onori con 150 prigionieri; rifiuta l’offerta
di una ghirlanda d’alloro ed accetta in dono quattro destrieri.
In una delle tante manifestazioni cittadine, arma cavaliere
il gonfaloniere Niccolò Alberti. Riceve l’insegna reale e quella
del comune. Di seguito parte da Empoli con 2500 cavalli e molti balestrieri e fanti;
a Cecina supera a forza un fossato e vince la resistenza di
300 cavalli accampati a Castel del Bosco; da Ponsacco valica
la val di Calci e si porta a Caprona
bruciando case e palazzi. Dà alle fiamme Cascina e depreda
tutto il contado fino a Rignone; da questa località manda ai
pisani il guanto di sfida. Due suoi connestabili, Amerigone
Tedesco (60 barbute) ed Otto Tedesco (100 barbute) attaccano
i cavalli ed i fanti nemici sotto le
mura di Pisa; vittoriosi all’inizio contro 300 cavalli,
sono vinti e fatti prigionieri da 600 barbute e dagli uomini
usciti dalla città in gran numero agli ordini del podestà. Il
Farnese chiama allora a raccolta 300 barbute e si getta sugli
avversari che volge in fuga. Molti i morti ed i prigionieri fra i pisani , numerosi anche gli annegati nell’ Arno;
i fiorentini si spostano a Rignone ed a Spedaletto, dove battono
moneta con l’effigie di San Giovanni ed una volpe a rovescio
indicante i pisani. La retroguardia del Farnese viene attaccata
dagli avversari ed anche questo assalto risulta inefficace.
Il condottiero si sposta a Peccioli, non stancandosi mai di
nuocere il più possibile ai nemici.
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Giu.
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Toscana
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E’ rigettato da Marti due volte; assedia
inutilmente Montecalvoli e si ritira solo alla voce del prossimo
arrivo della Compagnia Bianca. Entra in Barga da tempo assediata
dai nemici con tre battifolli: rifornisce la località di vettovaglie
e distrugge due bastie poste a Sommacolonna. A Castelfiorentino è colpito dalla
peste; è portato a San Miniato dove muore a metà mese.
Sempre per la peste muoiono anche 60 connestabili. E’
sepolto a Firenze nella chiesa di Santa Reparata (Santa Maria
del Fiore), in un'arca funebre sormontata dalla sua immagine
a cavallo di un mulo, così come è successo nella
battaglia vinta contro i pisani a Bagno a Vena.
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Uomo egregio nella guerra. Audace, gagliardo.
Celebre capitano.
Saputo, accorto.
Leale cavaliere. Franco e cortese.