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Stato. Comp. ventura |
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Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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1524 |
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Ott. |
Venezia |
Francia |
100 fanti |
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Ha ai suoi ordini 100 archibugieri. |
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1525 |
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Mag. |
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50 fanti |
Veneto |
In Polesine con 50 balestrieri. |
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1526 |
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…….. |
Venezia |
Impero |
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Veneto |
E’ alla guardia di Verona. |
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Lug. |
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200 fanti |
Lombardia |
Viene trasferito al campo di
Melegnano. |
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Ago. |
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Lombardia |
Segue Malatesta Baglioni all’assedio
di Cremona; a fine mese, partecipa all’assalto alle mura verso porta
Moso inquadrato nella batteria di Camillo Orsini. |
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Sett. |
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91 fanti |
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Dic. |
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100 fanti |
Lombardia |
A Palazzolo sull’Oglio, alla
rassegna tenuta dal provveditore generale Domenico Contarini. |
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1527 |
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Feb. |
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Lombardia |
A Cremona con le artiglierie
che deve condurre al campo: l’operazione è temporaneamente bloccata
da Francesco Maria della Rovere. |
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Mag. |
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75 fanti |
Toscana |
Si trova ad Incisa
con il della Rovere ed il provveditore generale Alvise Pisani. |
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Lug. |
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Umbria |
Entra in disaccordo con il
della Rovere e si allontana dal campo di Castel della Pieve (Città della
Pieve) senza il suo permesso. |
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1528 |
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Gen. |
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Lombardia |
Combatte in Lomellina nel corpo
di spedizione di Cesare Fregoso e di Paolo Luzzasco: inviato al campo
di Cassano d’Adda con alcuni messaggi per il provveditore generale Tommaso
Moro, è catturato dopo essersi sbarazzato della posta. Non riconosciuto,
può riscattarsi con il pagamento di una taglia di 3 scudi e la consegna
della cappa che indossa. Viene inviato alla difesa di Melzo e segue le
opere di rafforzamento delle opere difensive. |
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Mar. |
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Lombardia |
E' trasferito nel lecchese
in soccorso di Gian Giacomo dei Medici. |
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1529 |
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Ago. |
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Veneto |
L’ammiraglio Girolamo Pesaro
chiede il suo operato a Brindisi, città appena conquistata dai veneziani.
Nel corso dell’anno, in effetti, la sua capacità di ingegnere militare
viene sempre più riconosciuta e gli è dato l’incarico di sovrintendere
nell’arsenale di Venezia alla costruzione delle artiglierie. |
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Sett. |
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Il consiglio dei Savi delibera
il suo imbarco sulla flotta con 400 archibugieri; la proposta non trova
effettuazione, perché la permanenza del Ferramolini all’arsenale è ritenuta
indispensabile. |
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Ott. |
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400 fanti |
Veneto |
Alla guardia di Vicenza. |
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1532 |
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Mar. |
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Trentino |
Sulla frontiera della Serenissima; alla Chiusa. |
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…….. |
Impero |
Impero Ottomano |
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Passa agli stipendi degli imperiali
per combattere i turchi in Ungheria. |
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Ago. |
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Veneto |
E’ segnalato a Peschiera del
Garda con i fanti spagnoli che si sono ammutinati e che stanno ritornando in
Italia. E’ segnalato in cattive condizioni. |
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1533 |
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Mag. |
Venezia |
Impero Ottomano |
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Grecia |
Alla difesa di Corone. Provvede
alle fortificazioni di tale centro contro gli ottomani. |
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……. |
Impero |
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Sicilia |
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1535 |
Impero |
Tunisi |
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Tunisia |
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1536 |
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Sicilia |
Al ritorno della spedizione in Tunisia,
giunge a Messina: l’imperatore Carlo V affida a lui ed al matematico Francesco
Maurolico l'incarico di rivedere lo stato delle fortificazioni della Sicilia. Palermo
viene dotata di una nuova cinta muraria. |
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1538 |
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…….. |
Impero |
Impero Ottomano |
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Montenegro |
Affianca in Dalmazia il viceré
di Sicilia Ferrante Gonzaga e partecipa all’impresa di Castelnuovo, nelle vicinanze
di Cattaro. |
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…….. |
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Croazia |
Andrea Doria lo invia a Ragusa,
dove si ferma quattro mesi per rafforzare le difese della località: fa costruire nuoovi baluardi, un bastione fuori
delle mura, la rocca di Meuze, ed un altro bastione a guardia del porto
sotto il monte Vergato. Non vuole essere pagato; la comunità gli regala
dell'argenteria per un valore di 200 ducati ed un bel cavallo; gli viene offerto anche il viaggio
di ritorno su una nave ragusea fino alla Sicilia. |
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1541 |
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Malta |
Si trova a Malta, per aiutare anche in questa occasione i cavalieri
dell’ordine gerosolomitano a potenziare le difese dell’isola; consiglia il gran maestro
ad abbandonare i lavori tesi a rafforzare il castello di Sant’Angelo
ed il borgo, per concentrare gli sforzi sulla costruzione di un forte
sul monte di Sant’Elmo. Inascoltato, disegna una cavaliere tanto alto
da poter battere la bocca del porto di Marzamusetto; abbassa pure il
fosso intercorrente tra il castello
ed il borgo, lo fa colmare di acqua di mare e lo trasforma in
ricovero per le galee. |
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1550 |
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Giu. |
Impero |
Impero Ottomano |
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Libia |
Rientrato in Sicilia, segue
la flotta spagnola comandata da Giovanni di Vega in un’ incursione sulle
coste tunisine e libiche. Parte da Trapani e sbarca a Mahdia, difesa
da Hisar Rais, nipote del corsaro Dragut: inizia le opere di assedio
approntando le prime opere ossidionali. Pianta su una collina una batteria
di 13 cannoni rinforzati. Viene lanciato un primo assalto verso il rivellino
dopo un intenso fuoco di artiglieria: è respinto con l'uccisione
di 7 alfieri, di 20 cavalieri di Malta e di 60 fanti. |
| Lug. |
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Libia |
Ricevuti
in rinforzo dal regno di Napoli e da La Goletta due grossi cannoni, due colubrine
ed un serpentino, il Ferramolini apre una seconda linea di fuoco per portare più avanti le trincee. A causa dell'insufficienza del tiro dell'artiglieria,
anche la flotta rinuncia a battere le mura di Mahdia dal mare. Respinge
una sortita di Hisar Rais con l'aiuto della fanteria di don Garcia di
Toledo. |
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Ago. |
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Libia |
Un disertore informa gli spagnoli
che i turchi, dietro alle mura di terra battuta, hanno scavato un profondo
fossato ben fiancheggiato e munito di triboli di ferro. Il Ferramolini sale su una breccia per verificare
la situazione: è ucciso dagli archibugieri nemici con un cavaliere castigliano,
mentre sta compiendo una rilevazione per decidere la necessità di nuove
e diverse batterie. Altre fonti riferiscono che rimane ucciso a causa di una
contromina preparata dagli avversari. Viene costruita dagli imperiali
una galleria che conduce alla scarpa delle mura. I difensori vi gettano
sopra catrame ed altro materiale infiammabile: egli cerca di spegnere
l'incendio sottoterra ed è colpito da una palla di archibugio
alla fronte. |
Tra i principali ingegneri del tempo.