Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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0669      CESARE FIERAMOSCA  Di Capua. Figlio di Rinaldo; fratello  di Ettore e di Guido.

               + 1528 (aprile)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

 

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

……..

Napoli

 

 

 

Combatte a favore degli aragonesi.

1510

 

 

 

 

Milita nella compagnia di Prospero Colonna; ne diviene luogotenente al posto del fratello Ettore.

1512

 

 

 

 

 

Apr.

Impero

Francia

 

Romagna

Prende parte alla battaglia di Ravenna.

1513

 

 

 

 

 

Giu.

Milano

Venezia

 

Lombardia ed Emilia

Agli stipendi del duca Massimiliano Sforza. Alla difesa di Cremona con 300 cavalli e 500 fanti, è sconfitto da Bartolomeo d’Alviano e da Galeazzo Pallavicini: svaligiato con i suoi uomini, raggiunge disarmato (“in giubbone”) a Piacenza il viceré di Napoli Raimondo di Cardona. Il duca lo compensa delle perdite con l’assegnazione dei beni di Giovanni Clemente Stanga e di Pomponio Raymundo.

Sett.

 

 

 

Lombardia

Esce da Milano con Silvio Savelli e si dirige a Bergamo con 60 lance, 300 cavalli leggeri, 700 fanti e 2000 cernite della Brianza; sconfigge 600 soldati tra uomini d’ arme e cavalli leggeri e 5000 fanti (capitanati da Mariano da Lecce e da Cristoforo  Albanese), inviati da Renzo di Ceri in soccorso della città orobica. Si accampa nel borgo di Sant'Antonio e con il Savelli si accinge a mettere a sacco Bergamo. La popolazione chiude le porte cittadine e prende le armi. Per la vittoria, al Fieramosca sono donati 300 ducati dal viceré di Napoli Raimondo di Cardona.

Nov.

 

 

 

Veneto e Lombardia

Chiamato dal Colonna nel cremasco, lascia Verona per contrastare gli avversari. Si porta a Calcinato senza predisporre le opportune guardie: vi è sorpreso dal Ceri con 50  uomini d’arme e 100 cavalli leggeri. Viene catturato con 40 lance: i fanti veneziani   scalano di notte le mura ed aprono la porta della località alla cavalleria. Condotto a Crema, il Fieramosca è liberato in cambio di Gian Antonio Orsini.

1514

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

Lombardia

Prende parte all’assedio di Crema. Si colloca al bastione di Pianengo con molti cavalli e fanti e da qui incomincia a predare il territorio circostante: giunge sino alla chiesa di Santa Maria della Croce, che resiste ad ogni suo tentativo di assalto.

Ott.

 

 

 

Lombardia

A Mozzanica con 70 lance.

Nov.

 

 

 

Lombardia

Assedia il Ceri in Bergamo e rimane ferito da un colpo di archibugio.

1515

 

 

 

 

 

Ago.

Chiesa

Francia

 

Piemonte

Viene incaricato dal Colonna della difesa di Villafranca Piemonte: lascia aperte imprudentemente le porte della torre e sguarnite le mura della località. I francesi, che arrivano all’improvviso, hanno pertanto facile gioco a  catturarlo con lo stesso Colonna. E' accusato per tale episodio di presunzione e di negligenza.

1516

 

 

 

 

 

Apr.

Spagna

Francia Venezia

 

Lombardia

Liberato, passa agli stipendi degli spagnoli. E’ fatto prigioniero ancora una volta  in una grossa scaramuccia, che si svolge presso Pavia. Si rifugia in un campanile: i veneziani danno fuoco alla costruzione ed egli è costretto a scenderne mediante una fune.

1517

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

Maresciallo  campo

 

Ricopre pure l’incarico di ambasciatore, ruolo in cui dimostra doti di grande sagacia.

1520

Impero

 

 

Campania e Belgio

Si trova a Napoli come gentiluomo dell’imperatore Carlo V. Nell’anno riceve l’ordine di condurre nelle Fiandre 40 cavalli allevati nel regno.

1523

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Lombardia

A Milano, alla guardia del Castello Sforzesco.

……..

 

 

 

Puglia

A Lucera, con l’incarico di governatore e di viceré della Capitanata.

……..

 

 

 

 

E’ nominato Grande Scudiero e gli sono donate le miniere di ferro di Campoli, poste nelle terre di Stilo e di Castelvetere in Calabria, per i grandi servizi resi al re di Spagna prima ed all’imperatore poi. Viene nominato altresì commendatore dell’ordine di Alcantara ed è chiamato a far parte del consiglio di guerra imperiale.

1525

 

 

 

 

 

Ago.

Impero

Francia

60 lance

 

 

Ott.

 

 

 

Lombardia

Parte da Caravaggio con 50 uomini d’arme e si porta a Cremona.

Dic.

 

 

 

Lombardia

Staziona nel cremonese fra Casaletto di Sopra e Vidiceto.

1526

 

 

 

 

 

Sett.

 

 

 

Lombardia

Gli è concessa la tassa di 1500 ducati, pagata dagli ebrei del regno di Napoli alla corte. E’ segnalato alla difesa di Cremona.

Dic.

 

 

 

Lombardia e Lazio

Lascia Milano e si reca a Roma: è inviato nella città da Carlo V presso il papa Clemente VII, al fine di giustificare le azioni del viceré di Sicilia Ugo di Moncada e dei Colonna consumate ai danni dello stato della Chiesa.

1527

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Lazio

A Gaeta.

Feb.

 

 

 

Lazio

Si adopera per una tregua tra il viceré di Napoli Carlo di Lannoy ed il papa.

Mar.

 

 

 

Emilia

Raggiunge Bologna; con la scorta di Guido Vaina e di Roberto da San Severino, si reca con 60000 ducati a San Giovanni in Persiceto presso il Connestabile di Borbone: suo obiettivo è quello di fermare la marcia dei lanzichenecchi su Firenze e su Roma. I fanti tedeschi, per rientrare in Lombardia, chiedono il saldo delle paghe pregresse; quando vengono a conoscenza dell'entità della somma messa a loro disposizione, si ribellano, tumultuano, minacciano la vita del Fieramosca, per cui egli è costretto a salvarsi con la fuga dal campo. Il Borbone, peraltro, si è opposto all’accordo ed ha istigato segretamente i soldati; il Fieramosca è anche sfidato a duello dal Connestabile, che lo accusa di avere ostacolato una sua richiesta di avere il denaro in prestito dal duca di Ferrara Alfonso d’Este.

Apr.

 

 

 

Emilia

Si porta a Ferrara alla ricerca di denaro con il marchese di Vasto Alfonso d’Avalos; la vicenda non ha seguito; il Fieramosca è obbligato a ritornare a Roma consapevole del fallimento della sua iniziativa.

Estate

 

 

 

Campania

A Mignano Monte Lungo.

1528

 

 

 

 

 

Mar.

Impero

Francia

 

Puglia e Campania

Contrasta i francesi del Lautrec in Puglia. Si rifugia a Manfredonia; abbandona la città e si congiunge a Napoli con il Moncada.

Apr.

 

 

 

Campania

Muore per un colpo di sagro nella battaglia navale di capo d’Orso, mentre sta combattendo sulla nave ammiraglia di Fabrizio Giustiniani, detta la “Gobba”. Nello scontro, che avviene nel golfo di Napoli, rimane ucciso anche il Moncada e sono fatti prigionieri Alfonso d’Avalos, Ascanio e Camillo Colonna. E' sepolto nell'abbazia di Montecassino.

CINQUE CITAZIONI

Celebre capitano. Famoso capitano.

"Gentiluomo di pezza, galante, e ritrovatosi in più mischie e pericoli, tra vari infortuni si mostrò sempre costante, avendo apprtato alla patria sempre onore." Santoro