| Anno, mese |
Stato. Comp. ventura |
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Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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…….. |
Napoli |
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Combatte a
favore degli aragonesi. |
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1510 |
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Milita nella
compagnia di Prospero Colonna; ne diviene luogotenente al posto
del fratello Ettore. |
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1512 |
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Apr. |
Impero |
Francia |
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Romagna |
Prende parte
alla battaglia di Ravenna. |
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1513 |
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Giu. |
Milano |
Venezia |
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Lombardia ed Emilia |
Agli stipendi
del duca Massimiliano Sforza. Alla difesa di Cremona con 300
cavalli e 500 fanti, è sconfitto da Bartolomeo d’Alviano e da
Galeazzo Pallavicini: svaligiato con i suoi uomini, raggiunge
disarmato (“in giubbone”) a Piacenza il viceré di Napoli Raimondo
di Cardona. Il duca lo compensa delle perdite con l’assegnazione
dei beni di Giovanni Clemente Stanga e di Pomponio Raymundo. |
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Sett. |
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Lombardia |
Esce da Milano
con Silvio Savelli e si dirige a Bergamo con 60 lance, 300 cavalli
leggeri, 700 fanti e 2000 cernite della Brianza; sconfigge 600
soldati tra uomini d’ arme e cavalli leggeri e 5000 fanti (capitanati
da Mariano da Lecce e da Cristoforo Albanese), inviati da Renzo di Ceri in soccorso della città orobica.
Si accampa nel borgo di Sant'Antonio e con il Savelli si accinge
a mettere a sacco Bergamo. La popolazione chiude le porte cittadine
e prende le armi. Per la vittoria, al Fieramosca sono donati
300 ducati dal viceré di Napoli Raimondo di Cardona. |
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Nov. |
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Veneto e Lombardia |
Chiamato dal
Colonna nel cremasco, lascia Verona per contrastare gli avversari.
Si porta a Calcinato senza predisporre le opportune guardie:
vi è sorpreso da Silvestro da Narni, Baldassarre da Romano e
Marcello Astaldi con 50 uomini
d’arme e 100 cavalli leggeri. I veneziani lasciano Crema nottetempo;
i fanti scalano le mura, occupano due porte, fanno entrare i
cavalli leggeri e senza contrasto fanno prigionieri nell'abitato
gli uomini d'arme sforzeschi. Il Fieramosca viene catturato
con 40 lance e 100 cavalli leggeri della compagnia di Prospero
Colonna mentre si sta apprestando ad una vana difesa.
Condotto a Crema, il condottiero paga una taglia di
200 ducati ed è liberato in cambio di Gian Antonio Orsini. |
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1514 |
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Mag. |
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Lombardia |
Prende parte
all’assedio di Crema. Si colloca al bastione di Pianengo con
molti cavalli e fanti e da qui incomincia a predare il territorio
circostante: giunge sino alla chiesa di Santa Maria della Croce,
che resiste ad ogni suo tentativo di assalto. |
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Ott. |
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Lombardia |
A Mozzanica
con 70 lance. |
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Nov. |
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Lombardia |
Assedia il
Ceri in Bergamo e rimane ferito da un colpo di archibugio. |
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1515 |
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Ago. |
Chiesa |
Francia |
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Piemonte |
Viene incaricato
dal Colonna della difesa di Villafranca Piemonte: lascia aperte
imprudentemente le porte della torre e sguarnite le mura della
località. I francesi arrivano all’improvviso ed hanno pertanto
facile gioco a catturarlo
con lo stesso Colonna. E' accusato dal Colonna per tale episodio
di presunzione e di negligenza. I prigionieri sono condotti
in Francia. |
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1516 |
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Apr. |
Spagna |
Francia Venezia |
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Lombardia |
Liberato, passa
agli stipendi degli spagnoli. E’ fatto prigioniero ancora una
volta in una grossa
scaramuccia, che si svolge presso Pavia. Si rifugia in un campanile:
i veneziani danno fuoco alla costruzione ed egli è costretto
a scenderne mediante una fune. |
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1517 |
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Giu. |
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Maresciallo
campo |
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A metà
mese è nominato maresciallo, vale a dire maestro di campo
generale, del regno di Napoli. Ricopre pure l’incarico di ambasciatore,
ruolo in cui dimostra doti di grande sagacia. |
| Dic. |
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Lombardia |
Opera nel pavese. A seguito
di una scaramuccia con i francesi, si rifugia in un campanile
con l'oratore del duca di Urbino Francesco Maria della Rovere,
due pavesi e due frati. Gli avversari danno fuoco al manufatto
e nel fumo muoiono un frate e l'oratore del della Rovere. Scende
con i pavesi e l'altro frate dal campanile per una fune ed è
fatto prigioniero. |
| 1520 |
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Mar. |
Impero |
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Campania e Belgio |
Si trova a
Napoli ed è nominato suo gentiluomo dall’imperatore Carlo
V. La tesoreria gli riconosce le spese di viaggio affinché
possa condurre nelle Fiandre 40 cavalli allevati nel regno.
Nell'anno gode di una provvigione annua di 400 ducati; gli sono,
inoltre, riconosciuti 100 ducati di soprassoldo per tutte le
volte che si trova ad operare fuori del regno di Napoli. |
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1523 |
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Apr. |
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Lombardia |
A Milano, alla
guardia del Castello Sforzesco. |
| Mag. |
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E’ nominato
Grande Scudiero e gli sono donate le miniere di ferro di Campoli,
poste nelle terre di Stilo e di Castelvetere in Calabria, per
i grandi servizi resi al re di Spagna prima ed all’imperatore
poi. Viene nominato altresì commendatore dell’ordine di Alcantara
ed è chiamato a far parte del consiglio di guerra imperiale. |
| 1524 |
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| Dic. |
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A fine mese gli sono donate
dall'imperatore per i suoi meriti altre tre ferriere nei territori
di Stilo e di Castelvetere. |
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1525 |
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Ago. |
Impero |
Francia |
60 lance |
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Ott. |
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Lombardia |
Parte da Caravaggio
con 50 uomini d’arme e si porta a Cremona. |
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Dic. |
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Lombardia |
Staziona nel
cremonese fra Casaletto di Sopra e Vidiceto. |
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1526 |
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Sett. |
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Spagna |
Gli è concessa
la tassa di 1500 ducati, pagata dagli ebrei del regno di Napoli
alla corte. E’ segnalato alla difesa di Cremona. |
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Dic. |
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Spagna Lombardia e Lazio |
Lascia la Spagna,
raggiunge Milano e si reca a Roma: nella sua qualità
di gran scudiere, è inviato nella città da Carlo V presso il
papa Clemente VII al fine sia di giustificare le azioni del
viceré di Sicilia Ugo di Moncada e dei Colonna consumate ai
danni dello stato della Chiesa, sia per trattare il ritiro delle
truppe pontificie dalla Lombardia dove combattono a sostegno
dei francesi e dei veneziani. Per l'occasione, prima della missione
diplomatica, l'imperatore gli regala una preziosa rotella dono,
a sua volta, del re di Scozia a Carlo V (il gioiello sarà
lasciato nel castello di Mignano Monte Lungo). Il Fieramosca,
affiancato dall'arcivescovo di Capua e dal Moncada, inizia trattative
di pace con il generale dei francescani. |
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1527 |
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Gen. |
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Lazio |
A fine mese
i risultati del negoziato sono inviati a Roma per essere approvati
da Clemente VII. Le trattative si bloccano perché al
momento le armi pontificie stanno vincendo con gli imperiali
ed il papa vuole guadagnare tempo. Il Fieramosca si ferma a
Gaeta. |
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Feb. |
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Lazio |
Il Connestabile
di Borbone e Giorgio Frundsberg minacciano direttamente Roma.
Il Fieramosca si adopera nuovamente per una tregua tra il viceré
di Napoli Carlo di Lannoy ed il papa. E' trovato l'accordo. |
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Mar. |
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Emilia |
Raggiunge Bologna;
con la scorta di Guido Vaina e di Roberto da San Severino, si
reca con 60000 ducati al campo di San Giovanni in Persiceto,
presso il Connestabile di Borbone, dove gli imperiali sono temporaneamente
bloccati dalle piogge e dalle nevi, nonché dalla mancanza
di vettovaglie e di denaro. Suo obiettivo è quello di fermare
la marcia dei lanzichenecchi su Firenze e su Roma. I fanti tedeschi
per rientrare in Lombardia chiedono il saldo delle paghe pregresse;
quando vengono a conoscenza dell'entità della somma messa
a loro disposizione, si ribellano, tumultuano, minacciano la
vita del Fieramosca, per cui egli è costretto a salvarsi
con la fuga dal campo su un cavallo messogli a disposizione
da Ferrante Gonzaga. I soldati saccheggiano pure la tenda del
Borbone nella vana ricerca di ucciderlo. Il Borbone, peraltro,
si è opposto all’accordo ed ha istigato segretamente
i soldati; il Fieramosca è anche sfidato a duello dal Connestabile,
che lo accusa di avere ostacolato una sua richiesta di avere
il denaro in prestito dal duca di Ferrara Alfonso d’Este. |
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Apr. |
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Emilia |
Si porta a
Ferrara alla ricerca di denaro con il marchese di Vasto Alfonso
d’Avalos; la vicenda non ha seguito. Il Fieramosca è obbligato
a ritornare a Roma consapevole del fallimento della sua iniziativa.
I lanzichenecchi si avviano verso Roma. |
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Estate |
Impero |
Francia
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Campania |
A Mignano Monte
Lungo con il fratello Guido. Si prepara a fronteggiare i francesi
del Lautrec che si apprestano ad invadere il regno di Napoli. |
| Dic. |
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1528 |
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Mar. |
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Puglia e Campania |
Contrasta i
francesi del Lautrec in Puglia. Si rifugia a Manfredonia; abbandona
la città e si congiunge a Napoli con il Moncada. |
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Apr. |
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Campania |
A fine mese
muore per un colpo di sagro nella battaglia navale di Capo d’Orso
mentre sta combattendo sulla nave ammiraglia di Fabrizio Giustiniani,
detta la “Gobba”. Nello scontro, che avviene nel golfo di Napoli,
rimane ucciso anche il Moncada e sono fatti prigionieri Alfonso
d’Avalos, Ascanio e Camillo Colonna. E' sepolto nell'abbazia
di Montecassino. matteo Bandello gli dedica una sua novella. |
Celebre capitano. Famoso capitano.
"Gentiluomo di pezza, galante, e ritrovatosi
in più mischie e pericoli, tra vari infortuni si mostrò
sempre costante, avendo apprtato alla patria sempre onore." Santoro
"Né egli era stato solo valente uomo
d'arme ed accorto nel trattare le cose di stato, ma fu altresì
versato nelle lettere, amico di letterati e scrittori di novelle."
Faraglia