Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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0670      ETTORE FIERAMOSCA  (Ettore Ferramosca)  Di Capua. Conte di Mignano Monte Lungo. Signore di Rocca d'Evandro, Camino, Galluccio, Camigliano, Romagnano ed Acquara. Figlio di Rinaldo; fratello di Cesare e di Guido.

               1476- 1515 (gennaio)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

 

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1492

Napoli

 

 

Campania

Vive come paggio alla corte aragonese con uno stipendio mensile di 10 ducati.

1494

Napoli

Francia

 

 

Ottiene il comando di un contingente di balestrieri a cavallo.

1496

 

 

 

 

 

……..

 

 

 

Lazio

Si trova all’assedio di Gaeta.

Nov.

 

 

 

 

Eredita la condotta del padre Rinaldo.

1497

Ascoli Piceno

Fermo

 

Marche

Prende parte con il fratello Guido alla difesa del castello di Offida, da dove conduce continue sortite ai danni degli avversari. E’ affrontato da Oliverotto da Fermo.

1498

 

 

 

 

 

……..

 

 

 

Campania

Nel primo semestre, ha in feudo dal re di Napoli il castello di Caspoli.

Giu. lug.

 

 

 

Marche

Ritorna a combattere i fermani per conto del signore di Ascoli Piceno Astolfo Guiderocchi. Viene accolto con tutti gli onori a Ripatransone.

1501

 

 

 

 

 

Lug.

Napoli

Francia Spagna

 

Campania

Si distingue contro i francesi portando un’azione offensiva al castello di Calvi, dove si sono asserragliati alcuni nemici. Passa alla difesa di Capua agli ordini di Fabrizio Colonna ed è catturato alla caduta della città.

Ago.

 

 

 

Francia

Accompagna il re Federico d’Aragona prima ad Ischia e, poi, in prigionia in Francia.

1502

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

Gli sono sequestrati dai francesi la rendita della gabella nuova di Capua ed i feudi di Rocca d’Evandro e di Camino.

……..

Spagna

Francia

 

Puglia

Contrasta i francesi in Puglia tra Andria, Trani e Barletta agli ordini di Prospero e Fabrizio Colonna.

Apr.

 

 

 

Puglia

Combatte nella battaglia di Cerignola al fianco di Andrea da Capua.

1503

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Puglia

Si svolge un duello tra undici cavalieri estratti a sorte nei due campi. Dopo qualche giorno, i francesi si presentano sotto le mura di Barletta e sfidano gli avversari: ne escono alcune compagnie di fanti rafforzati dai cavalli dei Colonna, fra i quali vi è anche il Fieramosca. Gli avversari lasciano sul campo parecchie vittime ed alcuni prigionieri con il La Motta.

Feb.

 

 

 

Puglia

Durante un pranzo sorgono le premesse per la famosa “disfida di Barletta” tra tredici cavalli francesi ed altrettanti italiani scelti nelle compagnie dei Colona: essi sono il Fieramosca, Giovanni Capoccio, Giovanni Bracalone, Ettore Giovenale, Marco Casellaro, Mariano Abignente, Romanello da Forlì, Ludovico Abenavolo, Francesco Salamoni, Guglielmo Albimonte, Miale da Troia, Riccio da Parma e Fanfulla da Lodi. La vittoria arride agli italiani in modo netto: i vincitori vengono tutti armati cavalieri da Consalvo di Cordoba. Il capitano spagnolo dona a ciascuno dei vincitori una collana composta di tredici anelli d'oro e viene data a tutti la facoltà di aggiungere tale emblema allo stemma famigliare. I francesi, prima della disfida, sono tanto sicuri della vittoria che non si sono curati di depositare in anticipo presso il proprio giudice di campo la somma di 1300 ducati, oggetto della posta del torneo con le armi e le relative cavalcature. Allorché, dopo la vittoria, il giudice di campo italiano, il capitano d'artiglieria Diego de Vera, chiede al suo omologo francese la consegna della posta in palio, quest'ultimo (di nome Pocodinari) non è in grado di fare fronte alle richieste. Il Cordoba ordina che i campioni francesi siano trattenuti in ostaggio a Barletta fino alla completa consegna dell'intera somma avvenuta quattro giorni dopo.

Apr.

 

 

 

Puglia

Prende parte alla battaglia di Cerignola.

Mag.

 

 

 

Campania

Rientra in Capua con 500 cavalli e ne scaccia i francesi di Ivo di Allègre e di Antonello da San Severino che fuggono verso Gaeta.

Ott.

 

 

 

Campania

Si trasferisce nella valle del Garigliano e riconquista Rocca d’Evandro e Camino, occupate in precedenza da Federico di Monforte.

1504

 

 

 

 

 

Ago.

 

 

 

Spagna

Sempre al fianco di Prospero Colonna, scorta in Spagna Cesare Borgia.

Ott.

 

 

 

Spagna

Il re Ferdinando il Cattolico, da Medina del Campo, gli conferma i feudi di Migliano  Monte Lungo, di Rocca d’Evandro, di Camino e di Camigliano, la gabella nuova di Capua ed altri privilegi fiscali; viene anche creato conte di Miglionico e gli è data in signoria Acquara.

1505

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Campania

Ritorna in Italia con il Colonna e Giovanni Battista Spinelli; si incontra a Pozzuoli con il Cordoba.

1507

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Campania

Con il fratello Guido ed altri cittadini, è scelto dagli abitanti di Capua a prestare giuramento a Napoli nelle mani del re di Spagna.

……..

 

 

 

Campania

Con la pace di Blois, è costretto a restituire Rocca d’Evandro e Camino al Monforte, la contea di Miglionico al principe di Bisignano Bernardino da San Severino: gli è proposto in cambio la signoria di Civitella del Tronto negli Abruzzi. Non accetta; è fatto incarcerare dal re di Spagna e, alla fine, cede ricevendo a titolo di compensazione per i beni perduti 600 ducati. Si lamenta dell’accaduto con il re di Spagna e vende Camigliano per necessità economiche.

1510

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Campania

Nonostante l’opposizione del re di Spagna, cerca di passare al soldo dei veneziani. Chiede una condotta di 100 uomini d’armi e di 100 cavalli leggeri, il comando   dell’ artiglieria ed una compagnia di 150 cavalli leggeri per ciascuno dei due fratelli Guido e Cesare. Si offre anche per un’azione diversiva in Puglia con l’aiuto della flotta della Serenissima. Le trattative falliscono in breve tempo a causa delle sue richieste.

1514

 

 

 

Spagna

Si trasferisce in Spagna.

1515

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Spagna

Muore a Valladolid. Protagonista dell'omonimo romanzo di Massimo d'Azeglio.

SETTE CITAZIONI

La figura di questo capitano è rimasta nella storia d’Italia come tipico esempio di valore e di coraggio personale. Valoroso soldato.

Piccolo di corpo, ma d’animo grande e di forza meravigliosa.