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Stato. Comp. ventura |
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Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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1488 |
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Sett. |
Milano |
Genova |
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Liguria |
Prende parte
all'azione contro Savona ai danni dei Fregoso. |
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Ott. |
Banco di San Giorgio |
Nobili corsi |
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Liguria e Francia |
Attacca il
castello vecchio di Savona all’alba dopo un intenso bombardamento
e lo conquista con due ore di combattimento. Ottiene la resa
del castello di San Giorgio,
riceve 180 ducati per i suoi 50 fanti e passa ad operare nella
riviera di Ponente. E’ trasferito dal Banco di San Giorgio in
Corsica, per domarvi, con il commissario Ambrogio Di Negro,
la ribellione alimentata da Giovanpaolo da Leca. |
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1489 |
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Mar. giu. |
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Francia |
Si incammina
alla volta di Vico; lungo il cammino viene a conoscenza che
nelle vicinanze il Leca ha rafforzato le difese di un forte
costruito sulla foce del fiume Orto. Con l’aiuto di Ranuccio
della Rocca e di Alfonso d’Ornano, vi sorprende gli avversari
capitanati da Guidicello da Leca, da Micaello da Leca e da Ottaviano
da Gaggio. Fa strage dei difensori (38 uomini). Sono trovate
nel forte le donne della famiglia da Leca: queste sono trattate
dal Fieschi con il dovuto riguardo e vengono rimandate alle
loro case. Domata la rivolta con la fuga di alcuni ribelli in
Sardegna, munisce le rocche di buoni presidi. Fa in modo che
sia arrestato a Genova Francesco da Leca, figlio di Rinuccio,
con il quale in passato ha avuto momenti di amicizia alla corte
di Milano. |
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Lug. |
Milano |
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Francia
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Francesco da Leca viene spedito in Corsica. Quando il padre
di costui riprende le armi per combattere i genovesi, il Fieschi
minaccia di uccidere il figlio nel caso in cui Rinuccio non
ceda. Quest'ultimo inizialmente non si fida delle sue rassicurazioni;
il Fieschi si porta alla Zurlina, dove staziona il rivale, da
solo e senza armi e lo convince ad accompagnarlo a Vico. Qui
lo fa imprigionare e lo manda a Genova. Rinuccio da Leca morirà
in carcere alcuni giorni dopo. |
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Liguria |
Rientra a Genova con il Di Negro, dopo che le principali
fortezze della Corsica sono cadute in suo potere. |
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1493 |
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Lombardia |
Viene nominato
capitano del Castello Sforzesco. |
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1495 |
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Apr. giu. |
Milano |
Francia |
Capitano g.le fanteria |
Piemonte |
Ottiene il
comando della fanteria ducale. Entra nella rocca di Novara con
40 provvigionati allorché Opicino Caccia fa entrare nella città
i francesi. Assediatovi, chiede invano a Galeazzo da San Severino,
fermo a Vigevano, di venire in suo soccorso: è pertanto costretto
a cedere a patti dopo cinque giorni per mancanza di vettovaglie.
Processato per tale fatto, viene assolto. |
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Ott. |
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Piemonte |
Rientra a Novara
con la conquista della città da parte degli alleati veneziani.
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| 1497 |
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| Giu. |
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Lombardia |
Viene eletto gran camerlengo. |
| Nov. |
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Piemonte |
In missione a Torino con il
vescovo di Lodi Ottaviano Sforza e Baldassarre Pusterla, per
presentare le condoglienze al nuovo duca di Savoia Filiberto
per la morte del padre Filippo. |
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1498 |
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Ott. |
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Emilia |
Si trova a
Parma con 400 cavalli. |
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Nov. |
Milano |
Venezia |
500 fanti |
Emilia e Toscana |
Passa per il
modenese, si dirige verso la Toscana con molti cavalli leggeri;
è presto a Scarperia con 500 provvigionati e nel Casentino per
contrapporsi ai veneziani. |
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Dic. |
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Toscana |
Ha l’incarico
di rafforzare le guarnigioni del monte della Verna, appena riconquistato
dai fiorentini. Con Gaspare da Sarnago ed Antonio da Castelnuovo,
si pone in agguato in un’abbazia collocata sulla strada fra
Poppi e Bibbiena. Cade a sua volta in un’imboscata, tesagli
dagli stradiotti dopo che si è messo all’inseguimento di alcuni
saccomanni. E’ catturato il Castelnuovo con 7 balestrieri a
cavallo. |
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1499 |
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Gen. |
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Toscana |
Affianca Paolo
Vitelli con Giovanni da Casale. |
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Feb. |
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550 fanti |
Toscana |
Prende parteall’assedio di Bibbiena. Dispone le
sue truppe fra Frassineto e Baiara, per impedire il vettovagliamento
alla città da Montefattecchio. |
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Sett. |
Milano |
Francia |
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Lombardia |
Viene preposto
con Bernardino da Corte alla difesa del Castello Sforzesco,
assediato dai francesi; dopo quindici giorni, il Fieschi è convinto
alla resa da Antonio Maria Pallavicini: si fa assicurare i suoi
possessi ed i suoi diritti su Felino, dei beni nel regno di
Napoli ed in Francia. Si fa anche promettere l’abbazia di Cavana
per un suo fedele. |
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1501 |
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Mar. |
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I genovesi
gli offrono il comando delle truppe per affrontare in Corsica
la ribellione guidata da Giovan Battista da Leca; al suo rifiuto,
è scelto per l’incarico il marchese di Finale Alfonso del Carretto. |
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1506 |
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Sett. |
Francia |
Genova |
500 fanti |
Liguria |
E’ alla guardia
di La Spezia e con 500 fanti tenta invano di difendere la città
con le sue fortezze dall’attacco dei genovesi, che si sono ribellati
ai francesi. Si ritira a Chiavari e lascia una guarnigione nel
castello e nella bastia, le quali si arrendono in breve tempo
nelle mani dei nemici. |
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1507 |
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…….. |
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Liguria |
Entra in La
Spezia con 1500 fanti; assalito dai genovesi, è costretto ad
abbandonare la città. |
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Apr. |
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Liguria |
Con il fratello
Gianluigi, è segnalato al solenne ingresso del re di Francia
Luigi XII in Genova, appena conquistata dalle armi francesi:
va incontro al sovrano con cento nobili a cavallo riccamente
vestiti. |
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1510 |
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Sett. |
Francia |
Venezia Chiesa |
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Liguria |
Entra in Genova
con 700 fanti e prende alloggio in San Domenico: mantiene la
città fedele ai francesi e distoglie Giano Fregoso e la flotta
veneziano-pontificia da possibili attacchi. |
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1515 |
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…….. |
Francia |
Milano Spagna |
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Lombardia |
Affianca Pietro
Navarro alla riconquista del ducato di Milano ai danni di Massimiliano
Sforza e degli spagnoli. |
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Sett. |
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Lombardia |
E’ ucciso in
combattimento da un colpo di artiglieria, mentre è intento all’assedio
del Castello Sforzesco. |
Favorito di Ludovico Sforza.