| Anno, mese |
Stato. Comp. ventura |
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Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese ed altri fatti salienti |
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Toscana |
Viene bandito da Pistoia perché ghibellino. |
| 1300 |
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Toscana |
Con l'avvento al potere in
Pistoia dei guelfi bianchi può rientrare nella città. |
| 1301
- aprile 1306 |
Pistoia |
Lucca Firenze |
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Toscana |
Combatte alla difesa di Pistoia
contro fiorentini e lucchesi. Con la sconfitta, ritorna in esilio. |
| 1310 |
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Ottiene l'incarico
di tesoriere della camera imperiale. Manterrà tale mansione
fino al 1313. |
| Lug. |
Arezzo |
Firenze |
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Toscana |
Favorisce la causa dell'imperatore
Enrico di Lussemburgo dal quale viene incaricato della difesa
di Pisa con Ludovico di Savoia. Nel mese, si reca a Firenze
con il Savoia e due prelati tedeschi per chiedere che il comune
faccia onore alla incoronazione imperiale, che i fiorentini
levino l'assedio da Arezzo ed inviino a Losanna il loro ambasciatore
presso Enrico di Lussemburgo. I fiorentini non si piegano. Il
Filippi, indignato per tale diniego, si ferma con gli altri
ambasciatori per qualche tempo in Arezzo; promette agli abitanti
l'intervento imperiale a loro favore. |
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Veneto |
E' segnalato a Verona sempre per conto dell'imperatore |
| 1311 |
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Lombardia |
A Mantova in missione diplomatica. |
| Ott. |
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Lombardia |
Figura tra i testimoni presenti
alla sentenza pronunciata da Enrico di Lussemburgo ai danni
di Brescia. |
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Dic. |
Impero |
Firenze |
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Piemonte e Lombardia |
Ad Asti per
trattare la conferma dei privilegi della città. Sulla
fine dell’anno, infine, è nominato vicario imperiale a Crema. |
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1312 |
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Apr. |
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Toscana |
E' segnalato
al fianco dell’imperatore a Pisa. Assiste con altri dignitari
della corte ad un parlamento generale dei pisani ed alla sentenza
pronunciata nella medesima città da Enrico di Lussemburgo
contro Lucca, Siena, Parma e Reggio Emilia. |
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Lazio |
Si reca a Roma per trattare
le formalità relative alla prossima incoronazione imperiale. |
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1313 |
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Toscana Lazio e Sicilia |
Si trova prima
a Pisa dove presenzia al bando contro il re di Napoli Roberto
d'Angiò e contro la città di Padova. Assiste all'investitura
del conte di Savoia ed all'infeudamento del conte di Saluzzo.
In un secondo momento si porta a Roma; si reca successivamente
a Messina come ambasciatore imperiale presso il re di Sicilia
Federico d'Aragona. Ritorna nel Lazio a Viterbo e, da ultimo,
si trova a Poggio Imperiale (Poggibonsi) dove è presente
alla sentenza di condanna dei ribelli della Toscana e di altre
città guelfe pronunciata dall'imperatore. |
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Primavera |
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Viene investito
di Sarzana e di Pietrasanta. |
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Giu. |
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Capitano di guerra |
Toscana |
E’ nominato
vicario generale e capitano di guerra in Garfagnana, Lunigiana
e Versilia al posto di Guido di Says. |
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Ago. |
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Toscana |
Viene sconfitto
a Camaiore da Vanni Scornazzani. Alla morte dell’imperatore,
è fatto prigioniero dai pisani. Rinchiuso nella Torre
della Fame è costretto a cedere loro Sarzana e Pietrasanta. |
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1318 |
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…….......... |
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Toscana |
Il suo nome
è compreso in Pistoia nella pace cittadina tra i guelfi ed i
ghibellini. |
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Verona |
Treviso |
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Veneto |
Combatte contro
Treviso e sulla fine dell’anno è podestà di Montebelluna. |
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1319 |
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Mar. |
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500 cavalli |
Veneto |
Parte da Montebelluna
con Cittadino da Rimini alla testa di 500 cavalli e di 300 fanti
per assalire Treviso. Si accampa presso il borgo di San Tommaso,
dove i suoi uomini sono attaccati dalle milizie del podestà
Ermanno dei Guelfoni, uscite dalla città in difesa del borgo.
Nella notte ripiega verso Montebelluna. |
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Verona |
Padova |
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Veneto |
Ha il comando
delle truppe pedemontane. |
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Nov. |
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Veneto |
Assedia Cittadella
con Bailardino Nogarola. |
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1320 |
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Giu. lug. |
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Veneto |
Assedia Padova
e con 500 cavalli viene preposto alla difesa della bastia del
Bassanello. Alla notizia dell’uscita da porta Pontecorvo del
conte Erevo di Falimberg con 100 cavalli e molti guastatori
per spianare i fossati fatti costruire dagli scaligeri, muove
loro incontro con i suoi cavalli. I fanti nemici sono presi
dalla paura e si danno alla fuga verso porta San Giacomo. Interviene
Alteniero degli Azzoni che lo batte, lo fa prigioniero con 150
uomini e si impadronisce di 14 bandiere. Il Filippi cade da
cavallo; è condotto ferito a Padova e viene poco dopo liberato.
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Impero |
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Al servizio dell'imperatore Ludovico il Bavaro. |
| 1325 |
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Francia |
E' inviato dal Bavaro in missione
diplomatica ad Avignone presso il papa. Rimane a lungo in tale
città. |
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1331 |
Impero |
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Feb. |
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Lombardia |
Milita al servizio
dell’imperatore Giovanni di Boemia che lo nomina vicario di
Cremona: fa rientrare tutti i fuoriusciti ed i ribelli della
città che sono molto numerosi. |
| Mar. |
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Toscana |
Viene sostituito nel suo incarico
a Cremona dal pistoiese Baldo dei Bellanti. Ha la carica di
vicario di Lucca. |
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Mag. |
Impero |
Firenze |
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Toscana |
Esce da Buggiano
con 1000 cavalli e 2000 fanti; molesta Montevettolini ed irrompe
nel contado fiorentino senza incontrarvi resistenza, arde Cerreto
Guidi e Collegonzi ed altri centri fin presso l’Arno: sono catturati
100 contadini e vengono razziati 400 capi di bestiame. |
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Apr. |
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Toscana |
A Lucca fa
ampliare la piazza di San Michele in Foro, mediante l’occupazione
e la distruzione di numerose case di fuoriusciti. |
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Giu. |
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Toscana |
Assedia in
Garfagnana il castello di Barga. Rientra in val di Nievole e
sorprende, nottetempo, a Buggiano con 500 cavalli Amerigo Donati
che, con 400 cavalli, sta tentando di prestare soccorso alla
località: il capitano fiorentino deve fuggire a Montecatini
Val di Nievole, lasciando sul terreno tra morti e prigionieri
100 cavalli. |
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Lug. |
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Toscana |
Ottiene per
trattato Uzzano. Cerca parimenti di avere Pistoia accordandosi
con Guidaloste Vergiolesi: la congiura è scoperta, i fiorentini
inviano nella città 500 cavalli e 1500 fanti. Tre partigiani
del Filippi sono impiccati. |
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Ago. |
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Toscana |
Continua a
portare vittoriosamente la guerra nel pistoiese, anche sulla
montagna, nonostante gli aiuti che i suoi avversari ricevono
da Spinetta Malaspina. |
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Sett. |
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Toscana |
Rientra alla
difesa di Lucca e forza 800 cavalli nemici ad allontanarsi da
Ceruglio (Montecarlo), da Vivinaia e da Montechiaro, da poco
cadute nelle loro mani. |
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Ott. |
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Toscana |
Conquista Barga
e supera la resistenza del Malaspina. |
| 1333 |
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| Gen. |
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Toscana |
Cessa dalla carica di vicario di Lucca. |
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1335 |
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Muore. |
Soldato prudente.
Persona saggia. Questi dovette possedere qualità
ragguardevoli come diplomatico e come uomo d'arme. Per la sua fedeltà
all'impero Arrigo VII gli concesse il titolo di signore di Montechiaro
e di Gado, oltre il cingolo cavalleresco. Fu un fiero ghibellino fuoruscito
di Pistoia; ma ebbe scarsi rapporti colle vicende politiche della
sua città.