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Ago.
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Toscana
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Con Salvestro dei Medici, è assediato in Scarperia con 150
cavalli scelti e 300 masnadieri per lo più fiorentini. Di fronte vi sono invece 5000 barbute,
2000 cavalli e 6000 fanti, per lo più forniti dagli Ubaldini e dagli altri
ghibellini. Gli arrivano rinforzi da Spugnoli e da Montegiovi; gli sono pure
consegnate vettovaglie per resistere un anno, armi e munizioni a volontà. Il Fiore fa
pulire il fossato e ne fa costruire un altro più piccolo; è pure rafforzato lo steccato. Il Visconti
intima inutilmente la resa ai difensori; ha inizio l’assedio.
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Ott.
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Toscana
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Dopo quaranta giorni Firenze promette ai difensori non solo paga
doppia e mese compiuto, ma anche la rafferma di un anno; ai terrazzani è
promessa l’esenzione dalle tasse per dieci anni. E’ condotto un assalto
generale che dura tre giorni, non solo con attacchi diretti alle mura, ma
anche attraverso un cunicolo sotterraneo scavato per fare crollare le mura stesse. Questo viene
respinto; i masnadieri del presidio si impadroniscono e bruciano due torri di
legno, usate come macchine da guerra per avvicinarsi alla cinta. Nei giorni
seguenti, è colmato dai nemici il fossato di fascine e sono avvicinati alle
mura altri castelli di legno forniti di balestrieri; i cavalieri smontati da
cavallo si avvicinano alle mura con le macchine ossidionali (gatti e grilli) e le scale; arrivano al secondo
fossato e qui sono contrattaccati dai fiorentini con verrettoni, pietre, pali
aguzzi. I nemici sono alla fine respinti dal primo fosso. Anche il Visconti promette ai
suoi paga doppia, mese compiuto ed il bottino derivante dal saccheggio di
Scarperia: i connestabili pretendono, inoltre, un premio extra di 10000 fiorini.
Sono selezionati per un assalto notturno 300 uomini, che aspettano solo
l’occasione per farsi notare in combattimento ed essere così armati cavalieri: costoro devono
scalare le mura nel punto più in
ombra. Gli altri, invece, attirano l’attenzione dei difensori conducendo
azioni diversive, accendendo una grande quantità di falò e facendo molto
strepito. La sortita dei 300 soldati scelti è respinta, per cui i viscontei decidono di levare l’assedio.
Il Fiore ed il Medici sono armati cavalieri dal podestà di Firenze ed ottengono
un premio di 500 fiorini.
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