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mese |
Stato. Comp.
ventura |
Avversario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese
ed altri fatti salienti |
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1288 |
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Marche |
Ricopre
l'incarico di capitano del popolo a Rocca Contrada (Arcevia). |
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1290 |
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Toscana |
E’
nominato podestà di Pistoia. Nel tentativo di mettere pace fra
le fazioni, si rivolge ai fiorentini, che inviano due priori
per comporre le controversie. |
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1297 |
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Sett. |
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Viene
nominato podestà di Firenze: non ricopre l’ufficio. |
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1298 |
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……...... |
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Toscana |
E’
podestà di Siena per il primo semestre. |
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Lug. |
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Toscana |
Podestà
di Firenze per il secondo semestre. |
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Nov. |
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Emilia |
E’
scelto, con Monfiorito di Coderta, fra i pacieri che devono
dirimere le vertenze tra Bologna ed Azzo d'Este. Procede ad
un uso partigiano della sua autorità e ricorre alla tortura
nei confronti degli accusati. Condanna a morte Gherardino Diodati,
figlio di un
vicino di Dante Alighieri, per l’omicidio di un cugino a scopo
di rapina. |
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Dic. |
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Emilia |
Al
termine del suo mandato, prende parte con il suo successore,
il Coderta, alla cerimonia della mediazione di pace fra bolognesi
ed Azzo d’Este. |
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1299 |
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Marche |
Podestà
di Fossombrone. Convoca i rappresentanti della città e quelli
di Cagli per risolvere alcune questioni riguardanti i confini
dei due comuni. |
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1300 |
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Mag. |
Chiesa |
Gubbio |
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Umbria
e Lazio |
A
fine mese Gubbio cade in potere dei ghibellini toscani e marchigiani
guidati da Uguccione della Faggiuola. Si reca a Roma alla ricerca
di soccorsi presso il cardinale legato Napoleone Orsini. |
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Giu. |
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Umbria |
Fa
affluire in Gubbio, per la festa di San Giovanni, gruppi di
falsi pellegrini che fanno insorgere la città ed aprono le porte
alle truppe guelfe. Ne sono scacciati Federico da Montefeltro,
il conte di Ghiaggiolo Uberto Malatesta ed il della Faggiuola.
Diviene di fatto signore di Gubbio. I ghibellini locali
sono sottoposti a vessazioni ed a esecuzioni sommarie. |
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1301 |
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Sett. |
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Toscana |
A
Siena. Ha l’incarico dal papa Bonifacio VIII di fare da paciere
in Toscana fra i guelfi bianchi, al potere in Firenze, e quelli
neri. |
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Nov. |
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Toscana |
Entra
in Firenze al seguito di Carlo di Valois. Con l’ottenimento
da parte di quest’ ultimo dei poteri assoluti per concludere
la pace fra le fazioni, è nominato podestà della città. Reggerà
l’ufficio fino al termine del giugno 1302. |
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1302 |
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Gen. |
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Toscana |
Comincia
una sistematica repressione degli elementi ostili alle ambizioni
del pontefice. Emana dure sentenze di condanna ai danni di dodici
ex-priori di Firenze, fra i quali Dante Alighieri, con l’accusa
di concussione e baratteria: queste sono registrate nel Libro
del Chiodo del comune. Con una prima sentenza il poeta, in quel
momento membro di un'ambasceria a Roma, è condannato
ad una multa di 8000 lire, al divieto di partecipare al governo
cittadino ed all'esilio per due anni dalla Toscana. |
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Mar. |
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Toscana |
Condanna
in contumacia al rogo dieci dei priori. Anche l'Alighieri rientra
tra i proscritti per non avere ottemperato a quanto ordinato
in precedenza. A tutti sono distrutte le case e confiscati i
beni. Il Gabrielli prescrive
sia i guelfi bianchi che i ghibellini da Firenze. |
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Apr. |
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Toscana |
Commina
la pena di morte ai guelfi bianchi Baschiera dei Tosinghi, Baldinuccio
Adimari e Naldo Gherardini, accusati di avere cospirato ai danni
del Valois. Emana 170 condanne capitali, fra le quali molte
al rogo; il successore, il podestà Gherardo Gambara, ne emanerà
oltre il doppio (380). |
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Mag. giu. |
Firenze |
Pistoia |
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Toscana |
Assedia
Pistoia. A metà giugno, accorre in Valdarno dove i fiorentini
occupano il castello di Piantravigne. |
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Lug. |
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Umbria |
Deve
rientrare in Umbria per contrastarvi i suoi oppositori.
Negli otto mesi in carica commina non meno di 170 condanne a
mortte, con prevalenza il rogo. |
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1304 |
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Lug. |
Firenze |
Arezzo |
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Toscana |
Respinge
facilmente da Firenze il della Tosa, che precede nella
città le milizie ghibelline e quelle dei guelfi bianchi
del Montefeltro e di Tolosato degli Uberti. Molti sono gli uccisi;
i prigionieri sono impiccati nella piazza di San Gallo. |
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1305 |
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Feb. |
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Marche |
Podestà
e capitano del popolo ad Arcevia. |
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1306 |
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Gen. |
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Marche |
Podestà
a Cagli. Con il nipote Filippo, nomina un sindaco e procuratore
per rappresentare Cagli al parlamento di Montolmo (Corridonia). |
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Apr. |
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Umbria |
Riceve
a Gubbio la nomina a podestà di Arcevia, di cui è anche capitano. |
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Lug. |
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Toscana |
Succede
al fratello Bino nella podesteria di Firenze. Ricopre l’incarico
per il secondo semestre. |
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Sett. |
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Marche |
Il
rettore della Marca Gerardo de Tassis gli annulla la podesteria
ed il capitanato di Arcevia, in quanto reo di ribellione nei
confronti della Chiesa: si è infatti rifiutato di restituire
Fossombrone e Cagli occupate con il fratello Bino. |
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1307 |
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Umbria |
Figura
a Gubbio come estensore di un secondo elenco di ghibellini proscritti
(il primo è del 1300) con la qualifica di “ difensore del comune
e del popolo”. |
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1311 |
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Toscana |
E’
podestà a Lucca. |
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1312 |
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Viene
censurato per non avere ottemperato del tutto ai voleri del
pontefice: è assolto dal rettore della Marca Raimondo di Attone. |
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1314 |
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Mar. |
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Marche |
Con
il fratello Bino ed il nipote Filippo, nomina un procuratore
per trattare con il comune di Arcevia le vertenze sorte per
i salari loro dovuti. |
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……...... |
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Umbria |
Podestà
di Orvieto. |
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1315 |
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Umbria |
A
Gubbio. Con Pietro della Branca, redige un terzo elenco di ghibellini
per i quali è prevista la proscrizione. |
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1318 |
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Sett. |
Chiesa |
Urbino |
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Marche |
Podestà
di Cagli. Viene espulso dalla città dal Montefeltro. |
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1319 |
Perugia |
Assisi |
Capitano
di guerra |
Umbria |
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1320 |
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Umbria |
E’
inviato contro Assisi; giunge al ponte del Chiagio e si pone
all’assedio di Isola Romanesca (Bastia Umbria). Costruito un
battifolle, vi prepone alla guardia Francesco da Città da Castello
con 250 fanti ed inizia a depredare il territorio circostante.
Si impossessa dei borghi di Bastia Umbra; è sostituito nel comando
da Poncello Orsini che, ai primi di novembre, ottiene la resa
della località. |
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1321 |
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……...... |
Perugia |
Viterbo |
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……...... |
Chiesa |
Ghibellini |
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Marche |
Occupa
Jesi. |
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Estate |
Perugia |
Assisi |
Capitano
di guerra |
Umbria |
Inizia
delle vane trattative di pace con gli assisati. Si scontra con
i ghibellini di Spoleto e conquista il castello di Torranca.
Assisi si arrende ed a agosto il Gabrielli detta miti condizioni
di pace agli abitanti. |
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1322 |
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Gen. feb. |
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Capitano
di guerra |
Umbria |
Viene
riconfermato dai perugini nel suo incarico per sei mesi. Ha
il comando di tutte le truppe guelfe di Perugia, di Gubbio,
di Orvieto e di Spoleto. Si ferma nel forte di Colderba e vi
pone alla sua guardia 400 fuoriusciti di Assisi. Sconfitti i
ghibellini, assedia Assisi ed ottiene per 500 fiorini da Pietruccio
di Ventura una torre vicina alle mura. |
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Mar. |
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Umbria |
Con
la mediazione del signore di Foligno Ugolino Trinci, ha a patti
Assisi: l’atto di resa è firmato nella chiesa di San Francesco.
I perugini, tuttavia, non rispettano i capitolati, mettono a
sacco la città e ne uccidono più di 100 abitanti. Sono pure
abbattute le mura e vengono portate a Perugia le porte cittadine. |
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Apr. |
Chiesa |
Urbino |
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Marche |
Lotta
contro i ghibellini nelle Marche. Sconfigge Federico da Montefeltro,
entra in Urbino sollevatasi ai suoi signori. Nelle sue mani
cadono il figlio di Federico, Guido, ed un Malatesta: il secondo
fugge ed il primo, su ordine del papa, è consegnato al rettore
della Marca Amelio di Lautrec. |
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1323 |
Perugia |
Assisi |
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Umbria |
Riprende
il conflitto con Assisi. Hanno nuovamente le operazioni di assedio
ai danni di tale città. |
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1325 |
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Ott. |
Gubbio |
C.di
Castello |
Capitano
g.le |
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1329 |
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Gen. |
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Toscana |
Podestà
di Siena per il primo semestre. |
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1330 |
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Ott. |
Firenze |
Lucca |
Capitano
g.le |
Toscana |
E’
nominato capitano generale dei fiorentini contro il signore
di Lucca Gherardino Spinola, al posto di Alamanno degli Obizzi. |
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1331 |
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|
Gen. |
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Toscana
e Umbria |
Al
campo vuole fare impiccare un uomo d’arme borgognone per avere
commesso un reato: 600 cavalli borgognoni si sollevano, liberano
l’uomo d’arme, saccheggiano il suo padiglione e bruciano l’accampamento.
Il Gabrielli è salvato dall'intervento dei mercenari
tedeschi che lo aiutano a nascondersi. Sostituito nel suo incarico
da Beltramone del Balzo, rientra a Gubbio. |
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Toscana |
Podestà a Pistoia. |
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1334 |
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|
Mag. |
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Umbria |
E’
podestà di Orvieto. |
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1335 |
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Muore
a Gubbio, forse per veleno propinatogli dai ghibellini locali.
Le scarse notizie sulle circostanze della sua scomparsa hanno
dato luogo a varie ipotesi, tra cui quella fantasiosa di una
vendetta postuma dell'Alighieri che lo avrebbe fatto assassinare
con la complicità della famiglia ghibellina di Bosone
Raffaelli. Un'altra teoria, parimenti fantasiosa, vuole il Gabrielli
ritirato alla vita religiosa nel vicino monastero di Fonte
Avellana per espiare con la preghiera la sua vita contrassegnata
sì alla fedeltà alla Chiesa, ma anche da tanti
delitti e parzialità. Secondo alcuni dantisti, tra cui
Francesco Torraca, il Gabrielli è rappresentato nella
Divina Commedia come il diavolo Rubicante che il poeta stesso
incontra nelle bolge dei barattieri. "A Messer Cante Gabrielli
da Gubbio, podestà di Firenze nel 1301" è
dedicato da Giosué Carducci un sonetto beffardo scritto
nel 1874 ed incluso nella raccolta "Giambi ed Epodi". |