0741 GIOVANNI GAGLIARDO (Giovanni
Antonio Gagliardo) Di Mirandola.
+ 1556
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Anno, mese
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Stato. Comp. ventura
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Avversario
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Condotta
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Area attività
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Azioni intraprese ed altri
fatti salienti
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1551
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Ago.
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Francia
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Chiesa Impero
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Emilia
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Si trova alla difesa di Mirandola,
assediata dai pontifici. Con Giovanni Bartolomeo Bonini, sventa un’imboscata
di 40 fanti posta presso il castello: assale gli avversari e ne fa strage
perché sua politica è quella di non fare prigionieri. Nei giorni seguenti,
con alcuni cavalli leggeri italiani e francesi, uccide 10 pontifici e ne fa
prigionieri altri 10, sorpresi fuori del forte del Mojachino, a Vigona.
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Sett.
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Emilia
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Razzia molti bovini condotti
al campo pontificio; coglie in agguato le milizie di Alessandro Vitelli, che stanno
cercando di impadronirsi del bestiame che pascola alla Tagliata: fra i nemici
sono scannati 60 uomini; nessuno è fatto prigioniero.
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Ott.
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Emilia
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Esce con il Rizzolo e 22
cavalli, per sorvegliare il bestiame al pascolo; nel successivo scontro con i
pontifici, rimane ucciso il Brozzo con una decina dei suoi uomini ed è
ammazzato con un colpo di moschetto anche il cavallo del Vitelli. Continue
sono le scaramucce con gli avversari. A metà mese, il Gagliardo corre con alcuni francesi
sino al forte di Santa Giustina, scopre alcuni fanti all’esterno e di costoro ne
sono uccisi 20 e 22 sono catturati; sorprende, successivamente, Piero Baldeschi fuori del
forte di Cividale e lo cattura con l’uccisione di 60 fanti della compagnia
del capitano perugino. Supera le trincee, entra nel campo fortificato e si
impossessa del padiglione e di alcune bandiere. Cattura pure nelle vicinanze
del forte di Sant’Andrea alcuni gentiluomini di Città di Castello usciti a caccia
con il Vitelli.
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Dic.
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Emilia
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Soccorre una compagnia di
fanti, uscita da Mirandola per raccogliere la legna: nella mischia sono uccisi una decina
di uomini ed è fatto prigioniero uno spagnolo. Il Gagliardo si getta a San Martino ed
ammazza altri 10 soldati con numerosi contadini che stanno portando alcune travi al
forte: fa sventrare con le lance i buoi che non può condurre a Mirandola. Si
porta ancora a Santa Giustina e vi razzia 4 paia di buoi; il giorno seguente,
coglie di sorpresa con 50 cavalli, fuori del forte di Cividale, una compagnia
di fanti (10 nemici morti contro un suo cavallo).
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1552
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Gen.
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Emilia
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Esce da Mirandola con il
Turchetto, si scontra con dei pontifici,: di costoro ne sono uccisi 16 e ne
sono catturati 10, che sono condotti nella città. A metà mese, sorprende
alcuni guastatori trovati a lavorare in un forte: ne sono ammazzati 30 con
alcuni fanti di scorta.
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Mar.
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Francia
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Impero Firenze
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40 cavalli leggeri
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Emilia e Toscana
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Il giovedì santo, il capitano
generale pontificio Giambattista del Monte partecipa ad una scaramuccia con
alcuni gentiluomini romani della sua corte: il Gagliardo interviene con il
Bonini e 12 celate, si avventa sul del Monte, che viene ferito con un colpo di
lancia ed è finito da uno svizzero con una alabarda. I pontifici si sbandano e
ne sono uccisi 40, tra i quali vi sono molti gentiluomini; solo il Vitelli
riesce a salvarsi nel forte di Sant’Antonio. Nello stesso mese, il Gagliardo si trasferisce in
Toscana, per combattere nella guerra di Siena gli imperiali. E’ segnalato a
Buonconvento con la sua compagnia di cavalli leggeri; si avvia verso
Montalcino. Alle porte di Tegoleto si imbatte in 7 insegne di cavalli
imperiali, comandati dal principe di Bisignano: all’inizio il combattimento
volge a suo favore e fa alcuni prigionieri (7). Il maggior numero degli
avversari, alla fine, ha la meglio; è costretto a ripiegare a Siena con la
cattura di 5 suoi cavalli dopo una lunga cavalcata verso tale città. Vi entra con le cavalcature stanche e sferrate, mentre i
suoi uomini nella corsa si sono alleggeriti di parte delle loro armature. Dopo alcuni
giorni, Ascanio della Cornia fa accompagnare a Siena i suoi uomini fatti pri
prigionieri in tale scontro, senza armi e cavalcature, ma con 10 fiorini a
testa, loro donati dal capitano nemico.
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Apr.
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Toscana
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Parte da Siena con la sua
compagnia, 500 archibugieri e 16 some di rifornimenti e di munizioni (fuoco
lavorato); raggiunge Murlo, vicino a Montalcino, e con l’aiuto dei contadini,
riesce a trasferire nottetempo il carico dentro la città. Un suo cavallo
leggero è fatto prigioniero dal principe di Bisignano; egli ne ottiene la
liberazione con le armi e la sua cavalcatura.
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Giu.
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Toscana
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Con i suoi cavalli e 30
archibugieri, toglie agli avversari 8
cavalli, 3 muli ed un somaro che sono venduti all’asta in Siena.
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1554
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…….
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Lombardia
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Assolda alcuni cavalli e si
porta ancora nel senese.
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Lug.
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Toscana
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Soccorre Sant’Abbondio, nei
pressi di Monistero, dove sono accampate le truppe di Gian Giacomo dei Medici,
e rifornisce tale castello di uomini e di rifornimenti.
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Ago.
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Toscana
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E’ al fianco di Piero
Strozzi nella battaglia di Marciano ed interviene con i suoi cavalli a
sostegno degli svizzeri il cui comandante era stato ucciso. Con la
sconfitta, ripara a Radicofani con 80
cavalli.
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1555
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Dic.
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Toscana
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Alla difesa di Montalcino.
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1556
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Toscana
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E’ inviato con 500 cavalli e
300 archibugieri in soccorso di Sarteano, dove è assediato dai medicei,
comandati da Sforza Sforza, il capitano Bastiano Guascone. All’ alba
attraversa le linee nemiche con 200 fanti, ognuno dei quali porta una
fascina; rafforzata la guarnigione, il Gagliardo si dirige a Cetona. Prepara
nelle vicinanze un’imboscata a Bartolomeo Greco, che sta scortando da Montepulciano
un carico di polvere da sparo; attacca i nemici. In soccorso di questi ultimi
giungono Leonello da Carpi e Giovanni Battista Martini, che lo catturano.
Condotto a Sarteano, muore poco dopo per le ferite riportate.
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CINQUE CITAZIONI
Capitano valoroso. Il migliore
capitano dei francesi.
Famoso al suo tempo.
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