Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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0741      GIOVANNI GAGLIARDO  (Giovanni Antonio Gagliardo) Di Mirandola.

               + 1556

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1551

 

 

 

 

 

Ago.

Francia

Chiesa Impero

 

Emilia

Si trova alla difesa di Mirandola, assediata dai pontifici. Con Giovanni Bartolomeo Bonini, sventa un’imboscata di 40 fanti posta presso il castello: assale gli avversari e ne fa strage perché sua politica è quella di non fare prigionieri. Nei giorni seguenti, con alcuni cavalli leggeri italiani e francesi, uccide 10 pontifici e ne fa prigionieri altri 10, sorpresi fuori del forte del Mojachino, a Vigona.

Sett.

 

 

 

Emilia

Razzia molti bovini condotti al campo pontificio; coglie in agguato le milizie di Alessandro Vitelli, che stanno cercando di impadronirsi del bestiame che pascola alla Tagliata: fra i nemici sono scannati 60 uomini; nessuno è fatto prigioniero.

Ott.

 

 

 

Emilia

Esce con il Rizzolo e 22 cavalli, per sorvegliare il bestiame al pascolo; nel successivo scontro con i pontifici, rimane ucciso il Brozzo con una decina dei suoi uomini ed è ammazzato con un colpo di moschetto anche il cavallo del Vitelli. Continue sono le scaramucce con gli avversari. A metà mese, il Gagliardo corre con alcuni francesi sino al forte di Santa Giustina, scopre alcuni fanti all’esterno e di costoro ne sono uccisi 20 e 22 sono catturati; sorprende, successivamente, Piero Baldeschi fuori del forte di Cividale e lo cattura con l’uccisione di 60 fanti della compagnia del capitano perugino. Supera le trincee, entra nel campo fortificato e si impossessa del padiglione e di alcune bandiere. Cattura pure nelle vicinanze del forte di Sant’Andrea alcuni gentiluomini di Città di Castello usciti a caccia con il Vitelli.

Dic.

 

 

 

Emilia

Soccorre una compagnia di fanti, uscita da Mirandola per raccogliere la legna: nella mischia sono uccisi una decina di uomini ed è fatto prigioniero uno spagnolo. Il Gagliardo si getta a San Martino ed ammazza altri 10 soldati con numerosi contadini che stanno portando alcune travi al forte: fa sventrare con le lance i buoi che non può condurre a Mirandola. Si porta ancora a Santa Giustina e vi razzia 4 paia di buoi; il giorno seguente, coglie di sorpresa con 50 cavalli, fuori del forte di Cividale, una compagnia di fanti (10 nemici morti contro un suo cavallo).

1552

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

Esce da Mirandola con il Turchetto, si scontra con dei pontifici,: di costoro ne sono uccisi 16 e ne sono catturati 10, che sono condotti nella città. A metà mese, sorprende alcuni guastatori trovati a lavorare in un forte: ne sono ammazzati 30 con alcuni fanti di scorta.

Mar.

Francia

Impero Firenze

40 cavalli leggeri

Emilia e Toscana

Il giovedì santo, il capitano generale pontificio Giambattista del Monte partecipa ad una scaramuccia con alcuni gentiluomini romani della sua corte: il Gagliardo interviene con il Bonini e 12 celate, si avventa sul del Monte, che viene ferito con un colpo di lancia ed è finito da uno svizzero con una alabarda. I pontifici si sbandano e ne sono uccisi 40, tra i quali vi sono molti gentiluomini; solo il Vitelli riesce a salvarsi nel forte di Sant’Antonio. Nello stesso mese, il Gagliardo si trasferisce in Toscana, per combattere nella guerra di Siena gli imperiali. E’ segnalato a Buonconvento con la sua compagnia di cavalli leggeri; si avvia verso Montalcino. Alle porte di Tegoleto si imbatte in 7 insegne di cavalli imperiali, comandati dal principe di Bisignano: all’inizio il combattimento volge a suo favore e fa alcuni prigionieri (7). Il maggior numero degli avversari, alla fine, ha la meglio; è costretto a ripiegare a Siena con la cattura di 5 suoi cavalli dopo una lunga cavalcata verso tale città. Vi entra  con le cavalcature stanche e sferrate, mentre i suoi uomini nella corsa si sono alleggeriti di parte delle loro armature. Dopo alcuni giorni, Ascanio della Cornia fa accompagnare a Siena i suoi uomini fatti pri prigionieri in tale scontro, senza armi e cavalcature, ma con 10 fiorini a testa, loro donati dal capitano nemico.

Apr.

 

 

 

Toscana

Parte da Siena con la sua compagnia, 500 archibugieri e 16 some di rifornimenti e di munizioni (fuoco lavorato); raggiunge Murlo, vicino a Montalcino, e con l’aiuto dei contadini, riesce a trasferire nottetempo il carico dentro la città. Un suo cavallo leggero è fatto prigioniero dal principe di Bisignano; egli ne ottiene la liberazione con le armi e la sua cavalcatura.

Giu.

 

 

 

Toscana

Con i suoi cavalli e 30 archibugieri, toglie agli avversari  8 cavalli, 3 muli ed un somaro che sono venduti all’asta in Siena.

1554

 

 

 

 

 

…….

 

 

 

Lombardia

Assolda alcuni cavalli e si porta ancora nel senese.

Lug.

 

 

 

Toscana

Soccorre Sant’Abbondio, nei pressi di Monistero, dove sono accampate le truppe di Gian Giacomo dei Medici, e rifornisce tale castello di uomini e di rifornimenti.

Ago.

 

 

 

Toscana

E’ al fianco di Piero Strozzi nella battaglia di Marciano ed interviene con i suoi cavalli a sostegno degli svizzeri il cui comandante era stato ucciso. Con la sconfitta,  ripara a Radicofani con 80 cavalli.

1555

 

 

 

 

 

Dic.

 

 

 

Toscana

Alla difesa di Montalcino.

1556

 

 

 

Toscana

E’ inviato con 500 cavalli e 300 archibugieri in soccorso di Sarteano, dove è assediato dai medicei, comandati da Sforza Sforza, il capitano Bastiano Guascone. All’ alba attraversa le linee nemiche con 200 fanti, ognuno dei quali porta una fascina; rafforzata la guarnigione, il Gagliardo si dirige a Cetona. Prepara nelle vicinanze un’imboscata a Bartolomeo Greco, che sta scortando da Montepulciano un carico di polvere da sparo; attacca i nemici. In soccorso di questi ultimi giungono Leonello da Carpi e Giovanni Battista Martini, che lo catturano. Condotto a Sarteano, muore poco dopo per le ferite riportate. 

CINQUE CITAZIONI

Capitano valoroso. Il migliore capitano dei francesi.

Famoso al suo tempo.