| Anno,
mese |
Stato. Comp.
ventura |
Avversario |
Condotta |
Area attività |
Azioni intraprese
ed altri fatti salienti |
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1442 |
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…….......... |
Angiò |
Napoli |
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Napoli |
Angiò |
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Campania |
Abbandona
la causa di Renato d’Angiò e passa al sevizio degli aragonesi,
che gli danno il comando di una compagnia di lance. |
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1452 |
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Mar. |
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Campania |
Riceve
da Alfonso d’Aragona un appannaggio annuo di 25 once. |
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1459 |
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…….......... |
Napoli |
Angiò |
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Calabria |
Milita
per il re Ferrante d’Aragona contro i partigiani di Giovanni
d’Angiò. Con Alfonso d’Avalos, sconfigge in Calabria le truppe
di Cola Tosto, nell’assalto da esse dato alle truppe regie tra
Maida e Neocastro. |
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Dic. |
Angiò |
Napoli |
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Campania |
Si
trova di presidio ad Arpaia; alla fine, defeziona nel campo
avverso. |
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1460 |
Napoli |
Angiò |
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Campania |
Combatte
gli aragonesi in operazioni militari spesso intramezzate da
negoziati di pace separata. Attaccato in Arpaia, è costretto
alla resa. Gli aragonesi cercano di averlo nuovamente ai loro
stipendi e gli offrono una condotta di 200 lance, in cambio
del suo impegno a far tornare alla fedeltà regia alcuni baroni. |
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1461 |
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Ott. |
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Campania |
Ritorna
a militare per gli angioini. Con Cola di Monforte, Giacomo Montagano, Orso Orsini, il conte di Avellino, ed il barone della Torella,
affianca l’Angiò e si prepara
ad attaccare il campo aragonese. |
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1464 |
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…….......... |
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Campania |
La
situazione si fa disperata; l’Angiò si ritira in Ischia, il
Galeota ed il Monforte si fortificano in Campobasso. |
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Mar. |
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Veneto |
Abbandona
Termoli e cerca, invano, soccorsi a Venezia. |
| 1465 |
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| Lug.
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Francia |
Vive
esule in Provenza alla corte di Giovanni d’Angiò. |
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1466 |
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Lug. |
Angiò |
Francia |
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Francia |
Combatte
agli stipendi di Giovanni d’Angiò nella guerra del Bene Pubblico
contro il re di Francia Luigi XI. Prende parte alla battaglia
di Monthléry. |
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Ago. |
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Francia |
Attraversa
la Senna e si porta ad Etampes. Con il Monforte, raggiunge le
truppe del duca di Borgogna Carlo il Temerario. L'esercito consiste
in 900 uomini d’arme, di cui 120 sono italiani. Attacca Parigi,
ma il trattato di Conflans mette in breve termine alla guerra. |
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1467 |
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…….......... |
Angiò |
Re
d’Aragona |
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Spagna |
Prende
parte alla campagna per l’autonomia della Catalogna, che si
sforza di essere indipendente dai re d’Aragona. |
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Ago. |
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Spagna |
Giovanni
d’Angiò si accampa a Gerona e si scontra con il principe ereditario,
il futuro Ferdinando il Cattolico: il Galeota è sconfitto dagli
aragonesi con il Monforte e Renato di Lorena (il Vaudemont). |
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1468 |
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…….......... |
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Spagna |
E'
nuovamente sconfitto e fatto prigioniero dagli avversari. |
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…….......... |
Angiò |
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Francia |
Rientra
in Provenza. |
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1470 |
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Dic. |
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Francia |
Viene
nominato giudice conservatore dei giudei in Provenza. |
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1471 |
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…….......... |
Angiò |
Re
d’Aragona |
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Spagna |
Lotta
contro gli aragonesi per il possesso di Barcellona e di Gerona. |
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Ott. |
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Spagna |
E’
ancora sconfitto e catturato in una grossa battaglia presso
il fiume Bejes. |
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1472 |
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…….......... |
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Francia |
Difende
il Rossiglione dagli attacchi degli aragonesi. |
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Apr. |
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Spagna |
Entra
in Barcellona e con il Monforte e Boffillo del Giudice batte
gli aragonesi, il cui re si salva per miracolo dalla cattura. |
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…….......... |
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Francia |
Torna
con il Monforte presso Renato d’Angiò ed il nuovo duca di Calabria,
Nicola d’Angiò. |
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…….......... |
Borgogna
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Francia |
Passa
al servizio di Carlo il Temerario, che lo insignorisce di Genouillac
e di Apochier. |
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1474 |
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Feb. |
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Lombardia |
Si
reca a Pavia come ambasciatore del duca di Borgogna presso il
duca Galeazzo Maria Sforza: non gli è dato il permesso di raccogliere
truppe (il programma prevede l’assunzione di 400 uomini d’arme,
100 balestrieri a cavallo e 200 provvigionati). Ha un salvacondotto per attraversare il ducato,
non il permesso di reclutare milizie nei domini sforzeschi;
anche i veneziani si comportano nelle stesso modo. |
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Mar. |
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Liguria e Francia |
Si
imbarca a Portovenere con 20 cavalli e ritorna in Borgogna:
Carlo il Temerario, nonostante tutto, si ritiene soddisfatto
del suo operato e gli dona una croce di diamanti e di perle
del valore di 84 fiorini. |
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Giu. |
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Francia |
Gli
sono consegnati 3000 ducati. |
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Lug. |
Borgogna
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Impero |
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Germania |
Viene
inviato in soccorso dell’arcivescovo di Colonia. Prende parte
all’assedio di Neuss sul Reno: alla testa di 200 lance italiane
e di numerosi fanti, si colloca davanti ad una porta, mentre
il Monforte si colloca di fronte all’altra. Gli italiani cercano,
invano, di impadronirsi di un’isoletta sul fiume davanti alla
città. |
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Sett. |
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Francia |
Staziona
a Jussey. |
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1475 |
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Mar. |
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Germania |
L’assedio
di Neuss prosegue per parecchio tempo; nel mese, ha modo di
congratularsi con il duca di Milano per la sua alleanza con
il duca di Borgogna. Durante le operazioni gli avversari catturano
due suoi nipoti e ne chiedono inutilmente un riscatto. |
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Mag. |
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Germania |
Con
il Monforte, sconfigge le truppe del marchese di Brandeburgo
venute in aiuto di Neuss. Le prime schiere dei tedeschi sono
messe in fuga con numerose
perdite; il Galeota
è costretto, a sua volta, a ritirarsi di fronte ai rinforzi
venuti a sostegno degli avversari; si congiunge con il Monforte
(3000 cavalli e 6000 schioppettieri), e pure senza l’appoggio
degli arcieri del conte di Chimay, troppo distanziati, mette
in fuga i nemici. Gli imperiali attaccano con un più grande
numero di fanti e di cavalli, per cui i due capitani italiani
chiedono il sostegno di altre truppe. Sopravvengono
il capitano della guardia Oliviero de la Marche ed il signore
di Chautrainnes; il Galeota ed il Monforte assalgono con vigore
il duca di Sassonia e gli altri principi tedeschi, li vincono
e li inseguono fino
al loro campo. |
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Giu. |
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Germania
e Belgio |
E’
levato l’assedio di Neuss ed il Galeota si sposta in Gheldria.
Si offre di passare al servizio degli Sforza perché è in scadenza
la sua condotta e desidera rientrare in Italia. |
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Ott. |
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Francia |
Prende
parteall’assedio di Nancy.
Con il Monforte, fa inutilmente pressione sul duca di Borgogna
per salvare la vita a Siffredi di Baschi, suo vecchio compagnio
d’armi alla corte di Provenza, che ha disertato dalle sue file
per unirsi con il duca di Lorena. |
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Nov. |
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Francia |
Gli
è rinnovata la condotta dal duca di Borgogna; viene infeudato
di quattro castelli nel Bar. |
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1476 |
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Feb. |
Borgogna
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Cantoni
Svizzeri |
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Svizzera |
Fronteggia
gli svizzeri per liberare Vaud. Si colloca davanti a Grandson. |
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Mar. |
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Svizzera |
Viene
sbaragliato dalla fanteria svizzera a Grandson. |
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Apr. |
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Francia |
Contrasta
il duca di Lorena. Con il la Marche, ha il comando del terzo
dei cinque corpi d’armata borgognoni. |
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Giu. |
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Francia |
Si
muove attorno a Morat. Alla testa dell’ala destra, partecipa
alla battaglia, che si svolge nei pressi e nella quale rimane
ferito. |
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1477 |
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Gen. |
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Francia |
E’
travolto dagli svizzeri a Nancy, nonostante la resistenza da
lui opposta sull’ala sinistra lungo il fiume Meurthe. I cavalli
italiani sono completamente disfatti dalla fanteria svizzera
e dalla cavalleria del conte di Thierstein; i borgognoni resistono
meglio; messi in fuga anch’essi, si dirigono verso Thionville
e Lussemburgo, dove trovano un ponte sbarrato dalle milizie
del Monforte, passato, nel frattempo, con gli avversari. |
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Primavera/ estate |
Borgogna
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Francia |
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Francia |
Si
colloca alla difesa di Valenciennes per conto di Maria di Borgogna.
Con Filippo di Ravenstein, prende parte a varie azioni di sostegno
alla città: al comando di 8000 uomini vince a Crespin le truppe
del re di Francia di stanza a Quesnoy. |
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1478 |
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…….......... |
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Francia
e Belgio |
Si
trova ancora a Valenciennes; si reca a Mons con tutti capitani
ed i nobili fedeli alla corte borgognona e presenzia ad un’adunanza
generale promossa dal duca Massimiliano d’Austria, che ha sposato
Maria di Borgogna. Ritorna in Borgogna ed attacca Quesnoy: l’intervento
dei fiamminghi del Dammartin travolge le sue milizie; il Galeota
si salva a stento ed è ferito alla testa. Con la sconfitta,
si congeda dalla corte e passa al servizio del re di Francia,
erede e successore di Renato d’Angiò. |
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…….......... |
Francia |
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Francia |
Milita
agli stipendi del re Luigi XI, che già dall’ottobre dell’anno
precedente gli ha fatto consegnare la somma di 8000 lire tornesi
come anticipo del soldo annuo di lire 20000. Il del Giudice
lo nomina suo luogotenente nel governo del Rossiglione. |
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1480 |
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Primavera |
Francia |
Borgogna
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Belgio |
Effettua
incursioni contro Namur ed affronta i soldati borgognoni. |
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…….......... |
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Francia |
Luigi
XI lo nomina suo consigliere e ciambellano. |
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1482 |
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Francia |
Ottiene
in feudo La Roche-de-Glun nel Drome. |
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1484 |
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Francia |
Al
servizio del re Carlo VIII. Di stanza in Linguadoca. |
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1486 |
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50
lance |
Francia |
In
Borgogna. |
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1488 |
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Apr. |
Francia |
Orléans
Bretagna |
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Francia |
Stipula
una condotta con i veneziani per quattro anni di ferma ed uno
di rispetto. Il servizio dovrà avere inizio dal luglio seguente.
Gli sono garantiti il titolo di capitano generale ed una provvigione
annua di 60000 fiorini in tempo di guerra (40000 in tempo di
pace). La condotta è stabilita in 360 lance, 100 balestrieri
a cavallo e 25 provvigionati in caso di conflitto; di un numero
ridotto proporzionale all’entità della provvigione in tempo
di pace. Combatte nella “guerra pazza” i duchi di Orléans e
di Bretagna. Si trova con il duca di Borgogna attorno a Ledon. |
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Mag. |
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Francia |
E’
a ChateauRenault ed a Chinon; affianca il la Trémouille all’assedio
di Falaise. |
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Lug. |
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Francia |
Combatte
a Saint-Aubin- du- Cornier, tra Fougères e Rennes ed ha, con
il Baudricourt, il comando dell’avanguardia. Il Galeota si vede
di fronte i fanti bretoni, condotti dallo Scalles, affiancati
da 1200/1500 fanti tedeschi e da 700 arcieri inglesi. Consiglia
di assalire gli avversari con una carica di cavalleria pesante
per scompaginere le file nemiche e permettere, in tal modo,
alla fanteria francese un più agevole contrattacco. Assale i
bretoni con 100 lance: al termine del combattimento, dei nemici
si salva solo un contingente di fanti tedeschi. Gravemente ferito
alla coscia da un tiro di colubrina, dopo due, tre giorni muore.
Carlo VIII gli fa fare dei funerali solenni. Il Galeota è sepolto
ad Angers nella chiesa dei frati francescani, nella stessa cappella
dove è stato posto il cuore del re Renato d’Angiò. |