Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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0746      NICCOLO’ DA GALLERANO  (Niccolò da Gallicano) Di Lucca. Conte.

               + 1379 (settembre)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1378

 

 

 

 

 

Giu.

Venezia

Padova

 

Veneto

Approfitta della cattiva sorveglianza degli ungheri intenti all’assedio di Mestre ed entra nottetempo alla difesa della località con Becco da Pisa e 300 fanti: la notte   seguente molti degli stessi uomini irrompono negli accampamenti nemici per saccheggiarli; sorpresi dagli ungheri, sono catturati 40 fanti, che sono tutti uccisi. Di seguito, il Gallerano viene assediato in Mestre da Giovanni degli Obizzi e più volte mette in difficoltà con i suoi balestrieri le milizie dei carraresi. Un assalto portato da  Gerardo da Monteloro e dall’Obizzi, è respinto con notevoli perdite per gli avversari.

Ago.

 

 

 

Veneto

Il Monteloro sostituisce l’Obizzi nella conduzione delle operazioni dell’assedio di Mestre: alla fine, costui deve prendere atto del fallimento dell’impresa anche a causa della peste entrata nel campo carrarese. E’ levato il campo; il Gallerano è inviato con 500 fanti in soccorso di Francesco Dolfin, assediato in Castelfranco Veneto.

Ott.

 

 

 

Veneto

Rientra a Mestre. Alla notizia di una scorreria di Armanno Tedesco presso Noale, si allontana dalla città con 400 fanti e molte barche armate per depredare il padovano fino alla torre del Curano. Dopo molte devastazioni e razzie di bestiame, penetra nel territorio di Piove di Sacco; giunge a San Bauson, dove è affrontato da Geremia da Peraga che gli è venuto contro con 30 cavalli, 150 cavalli di altri capitani e molti contadini dei dintorni. Seguono molte ore di combattimento, al cui termine i veneziani sono battuti con l’uccisione di 243 fanti; altri 132, con il Gallerano, sono fatti prigionieri e vengono condotti a Padova. I cadaveri degli uccisi sono raccolti dai contadini, caricati su carri, gettati nel Brenta affinché, trasportati dalla corrente arrivino nella laguna veneziana. Il Gallerano è presentato a Francesco da Carrara ed è rinchiuso in carcere; è liberato, poco dopo, in cambio del Monteloro, alla condizione che non prenda le armi contro i carraresi. Non mantiene i patti promessi.

1379

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

Veneto

Si trova alla difesa di Chioggia con Becco da Pisa, Boldo Galluccio e Niccolò d’Arsiero (3500 uomini): la città è assediata per terra e per mare da carraresi e da genovesi.

Ago.

 

 

 

Veneto

Partecipa alla battaglia svoltasi nei pressi di Chioggia. Sbarca sul lido con Becco da Pisa e 4000 soldati, al fine di proteggere i lavori di costruzione di due bastie collocate su due cocche (grosse navi) affondate in precedenza nella bocca del porto. Si spinge in  avanti; la sua presenza è scoperta dagli esploratori padovani, nascosti tra le dune di sabbia, che avvisano i difensori della città della sua presenza. Nonostante gli ordini di Vittore Pisani, il Gallerano assale i primi avamposti nemici; divampa uno scontro navale e terrestre. La fuga e la morte di Becco da Pisa scompiglia le fanterie veneziane, che cercano riparo nella flotta. Il Gallerano viene catturato da due genovesi, che lo cedono per denaro al Carrara. E’ portato a Padova.

Sett.

 

 

 

Veneto

E’ impiccato a Padova, in piazza delle Erbe, su ordine del podestà  Rizzardo di San Bonifacio.

DUE CITAZIONI

Valoroso.

Capitano famoso ai suoi tempi.