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Giu.
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Milano
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Sforza Venezia
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Lombardia
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Con Jacopo di Rieti ed
Enrico del Carretto, difende Vigevano dagli attacchi portati da Francesco
Sforza. All’intenso bombardamento dei nemici i difensori rispondono
collocando sopra i ripari presi di mira grandi sacchi di lana, chehanno lo scopo di attutire
i colpi. Lo Sforza decide di portare una serie di attacchi generali, condotti
da nove squadre in ondate successive. Alla fine, il Galli è obbligato alla
resa e sottoscrive i patti per la consegna della città e del castello nelle
mani degli sforzeschi.
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Dic.
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Milano Venezia
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Sforza
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1000 fanti
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Lombardia
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Esce da Monza con Jacopo
Piccinino, al fine di collegarsi in Brianza, a Monte Calco, con i veneziani di Matteo da
Sant’Angelo. Con parte delle fanterie, occupa Montevecchia, il Piccinino si
ferma, al contrario, a Casate. Lo Sforza abbandona nottetempo il campo con Giovanni
Ventimiglia, elude la sua sorveglianza e quella del Sant’Angelo e batte il
Piccinino. Il Galli si unisce allora con i suoi 1000 fanti alle truppe della
Serenissima. Sigismondo Pandolfo Malatesta riattraversa l’Adda e ritorna nel
bergamasco, lasciando soli in avanscoperta il Galli ed il Sant’Angelo. Alla testa di
4000 uomini, il condottiero perseguita i ghibellini della zona (Nava, Riva, Olginate); costoro
chiedono aiuto allo Sforza. Il Galli è assalito da Amerigo, Bernabò e Francesco da San
Severino, i quali tolgono ai suoi uomini ogni via di rifornimento con il
campo del Malatesta. Gli sforzeschi occupano la rocca di Annone di Brianza,
cosicché il Galli si trova circondato: da ultimo, persa ogni speranza,
defeziona con 500 fanti nel campo nemico.
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