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Anno, mese
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Stato. Comp. ventura
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Avversario
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Condotta
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Area attività
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Azioni intraprese ed altri
fatti salienti
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1376
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Mar.
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Chiesa
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Firenze
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Emilia
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Salva la vita al cardinale
legato Guglielmo di Noellet, allorché Bologna si solleva ai danni dei
pontifici; il Ghislieri provvede a nascondere il prelato nel monastero di San
Giacomo. Subito dopo abbandona la città con altri nobili e si rifugia a
Ferrara, dove viene ospitato da Niccolò d’Este.
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1377/ 1378
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Emilia
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Rientra a Bologna. Con il
fratello, regola le pratiche concernenti l’eredità paterna.
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1379
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Ago.
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Padova
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Venezia
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Veneto
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Con la conquista di
Chioggia, rimane nella città come luogotenente o podestà per conto dei
carraresi assieme con Marsilio Costabili e Giovanni Bolparo.
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Nov.
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Veneto
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Vittore Pisani attacca
Chioggia ed i veneziani sbarcano a Brondolo: esce da Chioggia con 200
balestrieri, si unisce con i genovesi e contrasta gli avversari. Dopo un
aspro combattimento, le truppe della Serenissima sono costrette a ritirarsi
verso il castello di Montalbano lasciando nelle sue mani 38 uomini. Il giorno
seguente con il Costabili, il Bolparo e Pietro Doria emana un editto per il
quale è ordinato agli abitanti della città di allontanarsi dalle loro case.
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Dic.
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Veneto
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Partecipa alla battaglia di
Chioggia in cui carraresi e genovesi respingono un nuovo assalto di Vittore
Pisani. E’ obbligato a sedare un tumulto, sorto tra i genovesi e gli altri
difensori per la divisione del bottino, di cui si è impadronito Raffaele Roverini a Corbola,
nel porto di Magnavacca. Nell’azione sono state intercettate 40 grosse navi
cariche di frumento, carne salata e formaggi, vettovaglie tutte destinate agli avversari. Con la
vittoria, il Ghislieri viene eletto podestà di Chioggia.
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1380
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……........
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Veneto
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E’ assediato in Chioggia con
6252 uomini fra padovani, genovesi e schiavoni.
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Giu.
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Veneto
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Viene forzato dalla fame ad
arrendersi a patti e con il Costabili consegna Chioggia al Pisani. E’
condotto a Venezia con altri 2000 prigionieri ed è liberato in breve tempo. Ritorna
a Padova.
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1381
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……........
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Veneto
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Prende parte all’assedio di Treviso.
Si impadronisce della valle di Cavaso del Tomba e batte le truppe inviate dai capitani di Feltre e
Belluno.
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Mar.
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Veneto
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Alla testa delle milizie di
Bassano del Grappa, passa per Romano d’Ezzelino e si fa seguire anche da tale
guarnigione. Dà un feroce assalto alle mura di Asolo, viene scavata una cava
sotto di esse, per sostenere un pezzo della cinta con travi di legno cui dar
fuoco al momento debito. Fa bombardare con i mangani sacchi di sterco umano entro la località:
alla fine, i difensori sono costretti alla resa a patti. Resiste al contrario
la rocca in cui si sono rinchiusi Francesco Dolfin e Lorenzo Baffo.
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Mag.
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Padova
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Austria
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Veneto
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Il duca Leopoldo d’Austria,
che ha avuto Treviso dai veneziani, invia in soccorso di Asolo 500 cavalli e
1000 fanti: il Ghislieri attacca gli avversari e li mette in fuga. A fine
mese, si arrende nelle sue mani anche la rocca per mancanza di vettovaglie; egli può così
piantare sulla sua sommità la bandiera del re d’Ungheria, alleato del signore
di Padova Francesco da Carrara.
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1383
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Ago.
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Padova
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Austria
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Veneto
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Milita agli ordini di Giovanni
da Barbiano. Alla testa di 500 fanti e di molti cavalli, assedia il castello
di Cordignano (appartenente a Guecellone da Camino), per bloccare il flusso
dei rifornimenti diretti a Treviso e provenienti dal Friuli, da Ceneda
(Vittorio Veneto) e da Conegliano. I difensori si arrendono a patti alla
vista delle bombarde e delle balestre di cui sono dotati i suoi uomini.
Rimane in zona per impedire il vettovagliamento a Treviso via Piave.
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1385
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Padova
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Verona Udine
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Friuli
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Entra nei borghi di Sacile,
fa strage dei difensori ma non riesce ad occupare la città.
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1386
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Apr.
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Capitano g.le
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Veneto
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Ha il comando delle truppe
oltre il Piave. Alla guardia di Conegliano, attacca con gli uomini di
Serravalle (Vittorio Veneto) Ostasio da Polenta, che sta puntando verso Sacile.
L’esito dello scontro è incerto per lungo tempo a causa della parità di
forze; i carraresi, in un primo momento, rompono gli squadroni scaligeri e fanno numerosi
prigionieri. Sono catturati 200 cavalli con Gualtiero Borgognone, Bichino
Tiepolo ed Andrea Savorgnano. I padovani si danno al saccheggio; il Polenta ha così il tempo di riordinare i
suoi uomini e di riprendere il combattimento. I carraresi hanno la peggio ed
il Ghislieri fugge a Conegliano: fra i carraresi è ucciso il fuoriuscito
Donato Donati e sono catturati Bartolomeo Boccanera e Lorenzo da Pisa.
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Nov.
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Veneto e Friuli
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Si congiunge con Facino
Cane, Antonio Conte e Brunoro Gattero, che vengono da Treviso: alla testa di
600 cavalli, attraversa il ponte del Piave, irrompe in Friuli e ne infesta il
territorio. Si impossessa di una piccola bastia presso Sacile, la dà alle
fiamme, vi razzia grandi quantità di bestiame e vi fa numerosi prigionieri.
Si sposta a Prata di Pordenone ed i difensori del castello riconoscono una
taglia agli attaccanti; si getta, infine, su Meduna che mette a ferro e
fuoco. Si trasferisce alla guardia di Treviso con 100 lance e 100 provvigionati; a
fine mese appoggia Giovanni degli Ubaldini, Pagano da Rho, Ugolotto Biancardo
e Bernardo Scolari nel soccorrere le torri di Novaglia, che stanno per cedere
agli attacchi portati dagli scaligeri.
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Dic.
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Friuli e Veneto
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Dà l’assalto a Sacile,
nonostante il freddo e le piogge intense: ne occupa i borghi. I
suoi uomini ne sono ricacciati dagli abitanti e dalla guarnigione,
mentre sono intenti al saccheggio. Rientra a Treviso.
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1389
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Mag.
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Emilia
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Ritornato a Bologna nella
primavera, accoglie nella città Francesco Novella da Carrara, che è stato espulso dai
suoi stati da Gian Galeazzo Visconti.
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1390
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Apr.
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Bologna
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Rimini
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Capitano g.le
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Romagna
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Con Conte da Carrara e
Corrado Prospero (300 lance), è sconfitto e fatto prigioniero nei pressi di
Rimini: liberato, ritorna a Bologna con i suoi uomini, tutti senza armi e
cavalcature.
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……........
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Emilia
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Con Zannochino Malvezzi,
Giacomo Cedropiani e Giacomo Ringhieri, ha l’incarico di sovrintendere alle
fortezze, ai castelli ed alle rocche di Bologna.
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1401
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Mar.
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Bentivoglio
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Bologna
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50 lance
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Emilia
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Aiuta Giovanni Bentivoglio
ad impadronirsi della signoria di Bologna. Viene armato cavaliere dagli speroni
d’oro.
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1403
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Primavera
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Toscana
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E’ podestà a Siena.
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1407
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Sett.
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Emilia
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Detta il suo testamento a
Bologna. Risiede in una casa posta nelle vicinanze della cappella di San Fabiano.
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1408
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Mar.
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Emilia
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A Bologna. Conduce gli
affari con altri membri della sua famiglia.
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Mag.
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Antip.
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E’ chiamato dal cardinale
Baldassarre Cossa a far parte del suo consiglio.
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1410
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Gen.
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Emilia
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Muore a Bologna.
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