Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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0778      ALESSANDRO GONZAGA  Marchese di Vescovado, principe del sacro Romano Impero. Figlio di Giovanni, fratello di Sigismondo.

               1497 – 1527 (luglio)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1522

 

 

 

 

 

Mar.

Milano

Francia Venezia

 

Lombardia

Staziona nel pavese. Con Guglielmo Malaspina e lo Zuchero, prepara un’imboscata ai veneziani nella quale sono catturati più di 100 saccomanni ed alcuni cavalli leggeri. Si congiunge, successivamente, con 3000 lanzichenecchi di Francesco da Castellalto e coglie in agguato a Gambolò Giovanni da Birago.

Apr.

 

 

 

Lombardia

Prende parte alla difesa di Pavia. Si scontra a Certosa con alcuni svizzeri; poco dopo dà il sacco a Casalmaggiore per tre giorni.

1523          
Ott.       Lombardia
Alla testa di 1500 uomini, raccolti nei possedimenti dei Gonzaga, discende nel basso cremonese saccheggiando i villaggi e facendo subire vessazioni senza limite ai loro abitanti. Desola Gussola e Martignana di Po, induce i terrazzani di Agoiolo ad abbandonare le loro case. I soldati si sfogano sui pochi uomini rimasti nel paese costringendoli a riconoscere loro una taglia per ottenere la libertà. I fanti sforzeschi , successivamente, si portano a Casalmaggiore: prendono alloggio parte nel castello e parte nel borgo inferiore; parte, infine, nel borgo di Santo Stefano. Lasciano la località con molti guastatori, attraversano il Po ed assalgono Torricella; tentano di prosciugare il fossato di tale castello. I difensori con i loro pezzi di artiglieria obbligano il Gonzaga a desistere dall'impresa.
1524          
Giu.       Lombardia ed Emilia
A fine mese alloggia con i suoi uomini a Villanova, a Vicoboneghisio ed a Vicobellignano. Si dirige verso Mirandola.
Ott. nov.       Lombardia
Si porta a Casalmaggiore per costituire una compagnia di 1000 fanti. La comunità locale è costretta a riconoscere ai suoi uomini tutte le spese per il periodo necessario a completare le operazioni di arruolamento. Nonostante l'aiuto che gli è prestato da Giacomo Antonio Favagrossa, il Gonzaga non riesce nel suo tentativo, per cui ai primi di novembre licenzia gli arruolabili e lascia il territorio.
1525          
Feb.     1000 fanti Lombardia
Contrasta le milizie di Gian Ludovico Pallavicini fermo a Casalmaggiore. Occupa il vicino villaggio di Gussola alla testa di 1000 fanti e di 200 cavalli. Numerose sono le scaramucce fra i due schieramenti. A seguito di uno scontro terminato con la morte di 200 morti d'ambo le parti, si ritira a Cremona. A fine mese con Alessandro Bentivoglio, Rodolfo da Varano ed Antonio Corso attacca con vigore a Casalmaggiore gli uomini del Pallavicini e sconfigge completamente gli avversari. La località viene messa a sacco dai vincitori per tre giorni; nel saccheggio non sono risparmiate neppure le chiese (quella delle Fontane, di San Francesco e di Santa Chiara nelle quali soono stati deposti i beni dei notabili della località). Anche le campane sono tolte dai campanili. E' data alle fiamme una cascina con il pretesto che in essa sono stati uccisi due fanti ducali. Numerosi sono gli stupri; sono fatti prigionieri molti proprietari terrieri, uomini e donne; le biade sono trasportate a Cremona. Sono impiccati a Casalmaggiore due contadini accusati a torto di avere incendiato una casa ad Agoiolo. Da ultimo, viene saccheggiato il vicino villaggio di Vicobellignano con la pretestuosa motivazione che vi sono stati maltrattati alcuni soldati ducali. Dopo pochi giorni gli sforzeschi abbandonano Casalmaggiore: come loro ricordo, rompono e spargono per le strade il vasellame dei mercanti e gli utensili degli artigiani; incendiano i mobili delle case accatastati in precedenza in mezzo alle vie; rovesciano le botti prelevate nelle cantine del loro contenuto; è dato fuoco ad alcune case. 500 persone, fermate nella medesima occasione, sono costrette a pagare loro un riscatto (variabile dai 20 ai 30 scudi) per non essere condotti prigionieri a Cremona.

1527

 

 

 

 

 

Mag.

Venezia

Impero

500 fanti

Lombardia

Agli ordini del provveditore generale Domenico Contarini.

Giu.

 

 

 

Lombardia

A Lodi: alla mostra, molti dei suoi uomini sono licenziati dal Contarini.

Lug.

 

 

 

Lombardia

Viene ucciso da un colpo di artiglieria presso Riozzo con un caposquadra di Babone Naldi, un uomo d’armi ed Alessandro Contarini.

UNA CITAZIONE

Molto valoroso.

Cavaliere illustre.