Note biografiche di Capitani di Guerra e di Condottieri di Ventura
operanti in Italia nel 1330 - 1550
INDICE ANAGRAFICO
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0782      CAGNINO GONZAGA  (Gianfrancesco Gonzaga) Signore di Bozzolo e Gazzuolo. Figlio di Ludovico da Bozzolo, fratello di Luigi Rodomonte, nipote di Federico da Bozzolo. Genero di Cristoforo Pallavicini.

               + 1539

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1510

 

 

 

 

 

Gen.

Impero

Venezia

 

Veneto

E’ vinto a Villanova da frà Leonardo Prato.

1518

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Francia

Viene inviato in Francia dal padre.

1521

Francia

Impero

 

Emilia

Coadiuva lo zio Federico Gonzaga da Bozzolo alla difesa di Parma.

1522

 

 

 

 

 

Apr.

Sforza

Francia

 

 

Al servizio del duca di Bari Francesco Sforza.

1524

 

 

 

 

 

Mag.

Francia

Impero

 

Veneto

Si reca a Venezia; nella città è alloggiato in Cà Gisi a San Felice.

1525

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Lombardia

Si trova con Pirro Gonzaga da Bozzolo alla difesa di Sant’Angelo Lodigiano alla testa di 200 cavalli leggeri e di 800 fanti. E’ assalito dal marchese di Pescara Ferdinando d’Avalos, che conduce 2000 uomini fra fanti spagnoli e lanzichenecchi: costretto alla resa a discrezione in poche ore, è condotto a Lodi.

Feb.

 

 

 

Lombardia

E' liberato sulla fede e viene consegnato a Luigi Gonzaga, che milita nel campo veneziano. Partecipa alla battaglia di Pavia ed è fatto nuovamente prigioniero.

1527

 

 

 

 

 

Giu.

Firenze

Impero

 

 

Gli è concessa una provvigione mensile di 100 fiorini.

Lug.

 

 

25 cavalli leggeri

Piemonte

Si trova ad Alessandria con il Saint-Pol.

Dic.

 

 

 

 

Il papa Clemente VII fa pressione sul re di Francia Francesco I affinché gli sia ri conosciuta la pensione goduta dallo zio Federico.

1528

 

 

 

 

 

Nov.

 

 

 

Lombardia

Ottiene Bozzolo dal padre.

1529

 

 

 

 

 

Gen.

Francia

Impero

 

Piemonte e Lazio

Ad Alessandria. Ha l’incarico dal Saint-Pol di ostacolare sul Po l’avanzata di 2000 fanti spagnoli, che stanno provenendo da Genova. E’ convocato a Roma, perché sospettato di volere consegnare agli imperiali Borgo San Donnino (Fidenza) e Monticelli appartenenti allo stato della Chiesa. Lascia una buona guardia nei due centri agli ordini di Fabrizio da Prato.

Nov.

 

 

 

Emilia

A Bologna, all’ingresso nella città di Carlo V: consegna all’imperatore una petizione a favore del matrimonio del fratello Luigi Rodomonte con Isabella Gonzaga.

1531

 

 

 

 

 

Ott.

 

 

 

Lombardia

Si reca a Gropello Cairoli con Roberto da San Severino, per una visita di cortesia al marchese di Mantova Federico Gonzaga diretto nel Monferrato.

Nov.

 

 

 

Lombardia

Rifiuta di alloggiare nei propri possedimenti 200 uomini d’arme imperiali del marchese di Vasto Alfonso d’Avalos.

1532

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Lazio

A Roma, ospite del cardinale dei Medici.

1535

 

 

 

 

 

Nov.

Francia

Impero

 

Emilia

Alla morte del duca di Milano Francesco Sforza, ha l’incarico dal re di Francia di radunare truppe a Mirandola con Claudio Rangoni.

1536

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

Staziona a Mirandola ed ha il compito con il Rangoni di impadronirsi di Cremona con un colpo di mano. In questo periodo viene diseredato dal padre filoimperiale.

Apr.

 

 

 

Emilia

Raduna nel piacentino 6000 fanti e 500 cavalli leggeri con Galeotto della Mirandola, Guido Rangoni, Cesare Fregoso e Bernabò Visconti.

Lug. ago.

 

 

 

Emilia Piemonte Liguria

Raccoglie 2000 fanti e li porta a Mirandola, dove sono radunati nel complesso 600 cavalli e 10000 fanti. Si mantiene sulla riva destra del Po, si accampa tra Parma e Reggio Emilia, giunge a Castelguelfo,  nei pressi di Piacenza. Attraversa il Trebbia e si avvicina a Tortona; in difficoltà per la mancanza d’acqua e con gli avversari che bloccano la strada su Torino, si getta su Serravalle Scrivia e minaccia Genova. L’assalto alla città viene respinto con gravi perdite nelle sue file.

Ott.

 

 

 

Piemonte

Punta con il Rangoni alla volta di Carignano. Avuti alcuni pezzi di artiglieria dall’ Annebault, i difensori, non appena i suoi uomini si sono messi in postazione, si arrendono nelle mani del suo luogotenente. Il Gonzaga prende possesso del castello con le sue lance spezzate e, senza consultarsi con alcuno, permette al capitano avversario ed al suo alfiere di uscire da Carignano a cavallo, seguiti a piedi dagli altri soldati. Nel contempo, il luogotenente del Gonzaga si impossessa delle cavalcature trovatevi ed il castello viene messo a sacco. Tutto ciò provoca le ire del Rangoni. Di seguito Torino viene liberata dall'assedio e gli imperiali sono costretti a ritirarsi in Asti.

1537

 

 

 

 

 

……......

 

 

 

Piemonte

Viene perseguitato dal Rangoni e dal cognato di costui Cesare Fregoso: il re Francesco I è costretto ad inviare il Langey al fine di conoscere i fatti e cercare di mettere d’accordo i contendenti. Sono licenziati una parte dei suoi fanti.

Mag. giu.

 

 

 

Piemonte

Per vendicarsi il Gonzaga divulga delle lettere di Pietro Aretino che mettono alla berlina il Fregoso. E’ sfidato a duello da quest’ultimo, che lo ritiene il  vero autore dei libelli. Vi è una nuova inchiesta, al termine della quale ottiene il permesso dal re di potere ritornare nei suoi possedimenti per motivi di salute.

1539

 

 

 

 

Muore.

QUATTRO CITAZIONI

Degno capitano.

Famoso per la sua bellezza.