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Anno, mese
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Stato. Comp. ventura
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Avversario
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Condotta
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Area sttività
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Azioni intraprese ed altri
fatti salienti
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1432
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Mag.
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Venezia
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Milano
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Alla morte del Carmagnola viene
biasimato dai veneziani per il suo operato.
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1433
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Sett.
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Lombardia
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E’ armato in Mantova
cavaliere dall’imperatore Sigismondo d’Ungheria.
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1435
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Ago.
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Lombardia
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Partecipa ad una giostra
bandita da Filippo Maria Visconti: abbatte vari torneatori e, alla fine, è
scavalcato da Venturino Benzoni.
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1436
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Nov.
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Il padre lo riconosce come
erede al marchesato, al posto del fratello Ludovico.
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1439
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Primavera
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Milano
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Venezia
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Veneto
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Attraversa l’Adige ed
attacca Legnago.
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Giu.
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Veneto
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Viene sconfitto a Soave ed è
ferito leggermente sopra un occhio.
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Sett.
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Lombardia
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Affianca Taliano Furlano a
Toscolano- Maderno: nello scontro è catturato Taddeo d’Este ed è distrutta
parte della flotta veneziana.
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Nov.
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Trentino
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Partecipa alla battaglia di
Tenno; salva Niccolò Piccinino dalla cattura, mentre egli è fatto prigioniero
con 200 cavalli e 300 fanti da Francesco Sforza e dal Gattamelata (60 morti
fra i veneziani e più di 300 fra i viscontei). Condotto a Verona, è rinchiuso
in Castelvecchio: viene rilasciato poco dopo in cambio di Domenico Malatesta.
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1440
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Apr.
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Lombardia
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Su pressione del duca di
Milano, si riconcilia in Mantova con il fratello Ludovico (rappacificatosi con il padre l’anno
precedente).
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Giu.
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Lombardia
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Rompe le vie di
comunicazione tra Salò e Brescia; è sconfitto a Soncino.
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1441
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Dic.
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Emilia
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Assiste a Ferrara alla
cerimonia in cui il cognato Leonello d’Este è chiamato alla guida dello stato
estense.
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1442
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Milano
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300 lance e 157 fanti
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E’ condotto dai ducali per
un anno di ferma ed uno di rispetto.
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1443
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Ago.
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Milano
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Bologna
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Emilia
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Con Luigi dal Verme, è
battuto dai bolognesi a San Giorgio di Piano.
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1444
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Gen.
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Romagna
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Attraversa il forlivese con Bartolomeo Colleoni alla testa di 2000 cavalli e di 1000 fanti. Durante la sua marcia tocca Villafranca, Ronco, Fornovo, Carpena e Magliano.
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Feb.
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Romagna
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Si trasferisce nel cesenate.
Raggiunge il dal Verme a Mercato Saraceno.
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Lug.
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Romagna
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Lascia Faenza ed è ospitato
in Forlì da Antonio Ordelaffi.
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Ago.
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Romagna
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Ritorna a Faenza con il dal
Verme.
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Sett.
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Romagna
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Si trova ad Imola.
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……........
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Si inimica nuovamente con il
fratello Ludovico e gli viene tolta ogni signoria.
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1445
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Mar.
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400 lance
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Gli è rinnovata la condotta
dal duca di Milano: essa viene portata a 400 lance.
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……........
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Emilia
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A Mirandola.
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Lug.
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Emilia
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Con Luigi da San Severino
(5000 cavalli), invade il bolognese alla notizia dell’assassinio di Annibale
Bentivoglio: ai ducali si congiungono anche 400 partigiani dei Canedoli. Con
costoro, il Gonzaga attacca, invano, San Giovanni in Persiceto; assedia Monterone ed entra
a forza in Sant’Agata Bolognese, Crevalcore ed in molti altri castelli.
Ripiega, dopo avere saccheggiato le campagne intorno a Bologna.
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……........
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Milano
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Sforza
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Marche
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Si muove verso la marca di
Ancona. Lo contrastano Simonetto da Castel San Pietro ed i fiorentini, che
pongono un freno alle sue scorrerie.
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1446
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……........
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|
Emilia
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Si unisce con Guglielmo di
Monferrato ed irrompe nel bolognese.
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Mag.
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Milano
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Venezia
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Emilia
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Soccorre con 1000 cavalli
San Giovanni in Persiceto; obbliga in tal modo Taddeo d’Este, Pietro Navarrino, il San
Pietro e Tiberto Brandolini a desistere dall’assedio ed a ritirarsi a Budrio.
Entra in discordia con il Monferrato per motivi di precedenza.
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Lug.
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Emilia
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I veneziani convincono il
Monferrato a disertare nel loro campo: il Brandolini entra all’improvviso in
San Giovanni in Persiceto con l’aiuto prestato degli uomini del Monferrato.
Alla notizia, il Gonzaga fa armare le sue lance. I terrazzani non lo vogliono
però seguire, per cui si trova isolato: è messo in fuga da Taddeo d’Este dopo
avere subito numerose perdite. 700 cavalli sono catturati; raggiunge Modena
con i fuoriusciti e soli 6 cavalli della sua compagnia.
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Sett.
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Toscana Lombardia
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Con il San Severino, assale
Pontremoli. Trasferito in Lombardia, é battuto da Micheletto Attendolo nella
battaglia del Mezzano.
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Ott.
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Milano
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Firenze
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Marche e Toscana
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Si trova a Recanati con Cristoforo
da Tolentino. Si collega con Luigi da San Severino ed assale Pontremoli,
feudo dello Sforza, che viene difesa, nell’occasione, dai fiorentini.
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Nov.
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Lombardia
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Alla guardia di Crema,
scopre un trattato a favore della Serenissima: esso termina con l’impiccagione
e la confisca dei beni di tre congiurati. Il Gonzaga promulga un decreto, che porta all’espulsione dei guelfi ed al
saccheggio dei loro beni.
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1447
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Mar.
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1000 cavalli e 200 fanti
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Il Visconti gli rinnova la
condotta; in caso di richiesta deve fingere di essere stato licenziato e di portare
la guerra per i ducali come condottiero indipendente.
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Giu.
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|
Lombardia
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Con Francesco Piccinino ed
il dal Verme (8000 uomini tra fanti e cavalli raccogliticci), è sconfitto
dall’Attendolo al monte di Brianza.
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|
Ago.
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|
Lombardia
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Giunge a Milano alla morte del
Visconti. Sul castello cittadino compaiono le insegne del re di Napoli
Alfonso d’Aragona, indicato quale suo erede dal duca. Il Gonzaga si incontra con il
luogotenente del sovrano Raimondo Boilo e gli giura obbedienza con
Guidantonio Manfredi, Guido Torelli, il dal Verme ed i figli di Luigi da San
Severino Francesco, Amerigo e Bernabò. All’uscita dalla fortezza, viene
trascinato dalla popolazione a riconoscere la Repubblica Ambrosiana, appena
costituita, ed a porsi al suo soldo. Svaligia gli uomini d’arme del capitano
aragonese e saccheggia i beni dei suoi uomini che si trovano nel monastero di Sant’Ambrogio; ha per
denaro il castello di porta Giovia, che viene abbattuto dal popolo. Mentre è
intento a questa operazione, i suoi uomini sono espulsi da Lodi dagli
abitanti in rivolta.
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Sett.
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Milano
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Venezia
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Lombardia
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Assedia San Colombano al
Lambro con il Manfredi.
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Ott. dic.
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|
Emilia
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Asseconda lo Sforza
all’assedio di Piacenza e blocca la città dalla parte della porta Fausta. Ha
il comando della flotta nell’attacco finale alle mura: non è sempre in
sintonia con il suo capitano generale, in quanto più volte, per mancanza di
denari, lo minaccia di trasferirsi con i suoi uomini nei campi
invernali. Né la sua immagine ci guadagna con il suo ingresso in Piacenza: partecipa come tutti al sacco
della città e per di più chiede che gli siano dati in premio 500 cittadini,
che si sono rinchiusi in una torre, ai quali imporre una taglia.
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1448
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Gen.
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|
Lombardia
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Pone i suoi alloggiamenti
invernali nel mantovano.
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Lug.
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|
Lombardia
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Appoggia lo Sforza nelle sue
ambizioni; esce con lui dal lodigiano contro il parere di Francesco e di
Jacopo Piccinino e muove in soccorso di Cremona. Partecipa alla battaglia del
Mezzano, in cui è disfatta la flotta di Andrea Querini. Assedia il castello di
Caravaggio; con il Monferrato, Cristoforo Torelli ed il dal Verme si colloca
a sinistra rispetto alla porta orientale, mentre a destra si pongono i condottieri
bracceschi. Molesta sempre lo Sforza per il ritardo del pagamento del soldo e
gli chiede licenza.
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Sett.
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|
Lombardia
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Prende parte alla battaglia di
Caravaggio. Ha l’incarico di difendere un ponte con Alessandro Sforza, Manno
Barile e Fiasco da Giraso: è ributtato e si salva a stento dalla cattura.
Ferito ad un occhio, si dà alla fuga e raggiunge Milano portando la notizia
della sconfitta. Ritorna al campo, asseconda lo Sforza nel suo piano di
attraversamento dell’Oglio e della successiva invasione del veneziano; lo affianca
pure all’assedio di Brescia. E’ nominato dallo Sforza podestà di Asola, tolta
negli stessi giorni alla Serenissima.
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|
Ott.
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Sforza
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Milano
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Lombardia
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All’assedio di Brescia. Su
pressione di Alessandro Sforza, segue ancora Francesco Sforza dopo il trattato
di Rivoltella, in cui si delinea un’alleanza con i veneziani.
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Nov.
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Milano
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Sforza Venezia
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1200 cavalli e 500 fanti
|
Lombardia
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Abbandona nottetempo il
campo sforzesco con 1200 cavalli e 500 fanti e raggiunge a spron battuto
i suoi castelli sull’Oglio in
prossimità del mantovano; ritorna a Milano ed è nominato dagli abitanti
capitano del popolo. Controlla in tal modo il governo della repubblica.
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Dic.
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Lombardia
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Mosso dall’ambizione
o dal desiderio di avere la signoria di Milano al posto dello
Sforza, favorisce i cittadini di parte guelfa contro i ghibellini.
Viene in possesso di messaggi cifrati inviati dallo Sforza ai
capi ghibellini Teodoro Bossi e Giorgio Lampugnani; cattura
costoro con uno stratagemma e li fa condurre nelle prigioni
di Monza dove il Lampugnani è decapitato: la sua testa è portata
a Milano ed è esposta in pubblico. Il Bossi, sottoposto a tortura,
denuncia molti complici che sono imprigionati; sette di costoro
sono decapitati in piazza del Broletto (piazza Mercanti). I
beni dei congiurati sono confiscati e donati al popolo. Il Gonzaga
con Antonio da Trivulzio ed Innocenzo Cotta forma un nuovo governo
ed è ancora eletto capitano del popolo. I nuovi magistrati
non lo seguono nella sua ambizione e la sua trama di impossessarsi
della signoria milanese fallisce.
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1449
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Gen. feb.
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Lombardia
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Viene assediato duramente in
Milano. Pensa di riconciliarsi con lo Sforza e lo informa sugli avvenimenti
cittadini: gli chiede una condotta di cavalli pari a quella del Monferrato,
una provvigione mensile di 2000 ducati, una casa a Pavia, i feudi di
Bassignana, di Borgofranco e di Sartirana Lomellina, il riconoscimento dei beni
concessigli dalla Repubblica Ambrosiana a Monza (per una rendita annua di 600
ducati), Sant’Angelo Lodigiano, la casa di Milano a porta Romana già di Guido
Torelli.
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Mar.
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|
Lombardia
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Diventa sempre più sospetto agli occhi della Repubblica Ambrosiana;
i suoi uomini di stanza a porta Romana, a Milano, sono svaligiati dagli
stessi abitanti e riottengono le loro cose solo il giorno seguente.
Il Gonzaga approfitta dell’inazione di Francesco Piccinino, da poco passato nel campo
avverso, ed entra in Monza, assediata dallo Sforza, con molte squadre di cavalli
e di fanti guidati da Michele di Piemonte. Giorni dopo, esce dalla città
all’alba ed assale i nemici, che non hanno approntato validi sistemi di
sorveglianza. Giovanni Ventimiglia chiede soccorsi a Francesco Piccinino;
contrasta il Gonzaga ed in un primo
momento respinge i suoi soldati. Un contrattacco dei milanesi ha
presto la meglio e mette a ferro e fuoco l’accampamento sforzesco; il
Ventimiglia viene forzato alla fuga, Dolce dell’Anguillara è ferito mortalmente; anche
il dal Verme è ferito in modo grave.
Il Gonzaga cattura 300 cavalli con tutti i pezzi di artiglieria ed i carriaggi.
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Apr.
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Lombardia
|
A Milano è
raggiunto da Francesco e da Jacopo Piccinino che continuano
con i loro voltafaccia. Con costoro, marcia alla volta di Crema
e costringe i veneziani di Sigismondo Pandolfo Malatesta, che
sta assediando la città, a retrocedere a Fontanella. Conquista
Melegnano.
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|
Mag.
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|
Lombardia
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Muove con i due Piccinino in
soccorso di Melegnano alla testa di 6000 cavalli, 4000 fanti e 20000 milanesi
armati per lo più di schioppetto. La fanteria cittadina non ha il coraggio di
fronteggiare la cavalleria pesante sforzesca; il Gonzaga si ferma allora a
San Giuliano Milanese e rientra a Milano.
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Giu.
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Lombardia
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Lo Sforza ora passa
all’assedio di Vigevano; il Gonzaga con Jacopo Piccinino scorre sulla riva sinistra del Po, preda
vari centri e brucia Villanterio. La flotta pavese lo obbliga al ritiro.
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Ago.
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|
Lombardia
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Soccorre Crema dagli
attacchi portati dal Malatesta.
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Sett.
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Sforza
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Milano
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2100 cavalli e 1000 fanti
|
Lombardia
|
Nascono nuovi disordini in
Milano, che culminano con l’uccisione del suo amico Galeotto Toscano; i suoi
disegni trovano sempre più opposizione in alcuni potenti aristocratici, nel
legato imperiale Enea Silvio Piccolomini e nei due Piccinino. Ciò lo porta a riavvicinarsi allo Sforza
tramite Francesco Capra, a tradire la causa dei milanesi ed a consegnare agli
sforzeschi la rocca di Lodi e quella di Crema ai veneziani. In cambio ottiene
una condotta di 2100 cavalli e di 1000 fanti: la ferma è stabilita in un anno
ed è previsto il suo rinnovo; altre modalità riguardano una provvigione annua
di 48000 ducati, di cui gliene sono anticipati 12000, la signoria di Tortona,
di Pontecurone, di Vighizzolo, di Pozzolo e di Casale; gli è riconosciuto il possesso
della casa di porta Romana nella parrocchia di San Nazario e Celso e di
un’altra a Pavia. Alla moglie sono concesse entrate nel pavese per 1000
ducati l’anno; con la conquista di Milano gli sono, infine, promessi altri
23000/24000 ducati da prelevarsi dall’erario cittadino. Abbandona Lodi e, per
non fare sembrare troppo grande il suo tradimento, fa sollevare la città
contro Milano per mezzo di suoi
fautori.
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|
……........
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Sforza
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Milano Venezia
|
|
Lombardia
|
Con l’alleanza di milanesi e
di veneziani in funzione antisforzesca, transita nel cremonese. Raccoglie 1000
cavalli che hanno disertato dalle file braccesche e raggiunge lo Sforza all’assedio
di Milano.
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1450
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Gen.
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|
Lombardia
|
E’ disfatto ad Erba dal
Colleoni.
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|
Feb.
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Lombardia
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Con Giovanni da Landriano ed
il Ventimiglia, tenta di sorprendere Monza: l’azione fallisce perché la sua
guida, a causa della forte pioggia, perde la strada e conduce gli sforzeschi
a Carate Brianza. Lo Sforza entra in Milano ed il Gonzaga ne è eletto
governatore, con il mandato di proibirvi
ogni tumulto o rapina.
|
|
Mar.
|
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|
|
Lombardia
|
Ripulisce Milano degli
elementi più ostili alla casa sforzesca.
|
|
Nov.
|
|
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|
Lombardia
|
Viene incarcerato nella
rocchetta di porta Romana a Milano e nella rocca di Binasco, per le sue proteste conseguenti l’accordo
dello Sforza con il fratello
Ludovico.
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1451
|
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|
Mar.
|
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|
Emilia
|
Torturato, rinuncia ai
ricchi possessi ottenuti a suo tempo (Tortona) e paga una penale di 60000
fiorini: è confinato a Corano.
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Giu. lug.
|
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Piemonte
|
Quando il fratello si porta
a Milano, fugge nelle terre del duca di Savoia; a fine luglio si rifugia a
Venezia. Gli viene concessa per le sue necessità una provvigione mensile di
1000 ducati.
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1452
|
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|
|
Feb.
|
Venezia
|
|
400 lance e 200 fanti
|
|
E’ condotto per un anno di
ferma ed uno di beneplacito; gli è dato il comando delle lance spezzate del
trevigiano e gli è riconosciuta una provvigione mensile di 400 ducati: da
parte sua, si impegna alla mostra dei suoi uomini ed a restituire ai veneziani
quei possedimenti del veronese e del cremonese che si trovano ancora nelle sue mani.
|
|
Apr.
|
Venezia
|
Milano
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|
Veneto
|
Agli ordini di Gentile da
Leonessa, muove guerra dal veronese allo Sforza.
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|
Mag.
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|
Lombardia
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Giunge a Manerbio con 350
cavalli; attraversa l’Adda a Rivolta su un ponte di barche e scorre fino al
canale Muzza, nei pressi di Melzo. Assale alcune bastie.
|
|
Lug.
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|
Lombardia
|
Supera ancora l’Adda con
Carlo di Montone e Matteo da Capua, per devastare il lodigiano. Viene loro
contro Alessandro Sforza, che è battuto ad Abbadia Cerreto con la cattura di
400 cavalli e di tutti i carriaggi. Il Gonzaga partecipa ad un consiglio di guerra.
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|
Sett.
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|
Lombardia
|
A metà mese sono catturati
50 uomini della sua compagnia, che stanno sorvegliando alcune mandrie di cavalli al pascolo: soccorso
dai veneziani, recupera le bestie razziate. E’, quindi, a Villachiara, dove, con
Antonello da Forlì ed il Leonessa, si scontra con gli sforzeschi (cattura di 8
uomini d’arme).
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|
Ott.
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|
Lombardia
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Contrasta a Leno Gaspare da
Vimercate: interviene il Colleoni, che è ferito da una freccia a seguito
della pronta risposta degli uomini del Piccinino.
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Nov.
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|
Lombardia
|
Attacca con le bombarde
Leno. Si muovetra Gottolengo ed Iseo con il Piccinino, per bloccare il flusso dei
rifornimenti al campo nemico: attacca una colonna ed è messo in difficoltà
finché non interviene a suo favore il Leonessa. Si trova al campo di Ghedi con 4 compagnie di
cavalli e 200 fanti.
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|
Dic.
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|
Lombardia
|
Affianca il Leonessa nel
domare a Ghedi alcuni disordini sorti nel campo veneziano e provocati dai
saccomanni: fa uccidere 2 di costoro dai suoi arcieri e l’ammutinamento ha
subito fine. Sorveglia le rive dell’Adda; da ultimo, è richiamato a
Crema per la perdita di alcune delle bastie
di Abbadia Cerreto.
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1453
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|
Feb.
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1500 cavalli
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Lombardia
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Gli è rinnovata la condotta
per un anno di ferma ed uno di rispetto; oltre la solita provvigione, gli
sono garantiti 25000 fiorini per lo stipendio delle sue milizie. E’ nominato
capitano del veronese e gli è promessa la signoria di Mantova in caso di
conquista del marchesato: Ostiglia, Borgoforte, Goito e Belforte andranno in
tal caso ai veneziani.
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|
Mag.
|
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Veneto e Lombardia
|
Penetra nel mantovano, per riprendersi
alcuni castelli toltigli dal fratello; in breve, occupa Belforte e Piuforte
(Bigarello). Ludovico Gonzaga, che si trova ad Ostiglia, accorre e con un
contingente di truppe sforzesche lo assale alle spalle e lo mette in fuga a
Castel d’Ario. E’ inseguito verso Legnago ed oltre l’Adige.
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Giu.
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Lombardia e Veneto
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Alla testa di 3000 cavalli e
di 500 fanti, si scontra ancora con il fratello Ludovico ed il Brandolini
(che ora milita per il duca di Milano) a Villabona dove subisce, in uno
scontro che dura cinque ore, una sanguinosa disfatta (cattura di 1000 cavalli
e di alcuni capitani). Si riduce a Vigasio con il provveditore Marino
Capello.
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Lug.
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Lombardia e Veneto
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Staziona con Antonello da Forlì in
una bastia nei pressi di Ghedi: ne è scacciato dal fratello Ludovico. Rientra
a Verona e tenta un’azione diversiva a Montichiari. Assale di notte il campo
sforzesco e si impadronisce di 100 cavalcature.
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|
Ott.
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|
Lombardia
|
Si trova alla guardia di
Lonato con 8 squadre di cavalli e 300 fanti; raggiunge il Piccinino a Ghedi e
tocca Manerbio con Pietro Brunoro. Rientra a Lonato.
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|
Nov.
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|
Lombardia
|
Sempre a Lonato.
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Dic.
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|
Emilia
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Si trasferisce a Ferrara.
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1454
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……........
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|
Con la pace di Lodi, recupera
i beni che gli sono stati confiscati dal fratello.
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|
Ago.
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Siena
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Pitigliano
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1000 cavalli
|
Toscana
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E’ condotto dai senesi, con
il permesso dei veneziani, per combattere il conte di Pitigliano Aldobrandino
Orsini.
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Nov.
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|
Toscana
|
Assedia Sorano e si accampa
verso il monte con 3 pezzi di artiglieria.
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Dic.
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|
Toscana
|
Il Malatesta, capitano
generale dei senesi, firma con gli avversari una tregua non autorizzata dalla
repubblica, proprio quando Sorano sta per cedere. Gli è dato l’incarico di
uccidere il condottiero, sospettato di tradimento; è, a sua volta, accusato di
essere stato consapevole del trattatto e di non avere fatto nulla. Il Gonzaga
si allontana dal castello, lascia incustodite le artiglierie e scorre nel
senese. Ottiene Orbetello e la mette a sacco: giunge nella località il commissario
Antonio Petrucci con la maggior parte della fanteria senese. Si incontra con
costui e cerca di giustificare il proprio comportamento. Ammalatosi, viene
pure a trovarlo l’ambasciatore della Serenissima, che pure lo riprende
acerbamente: come risultato restituisce Orbetello ed è perdonato dai senesi
per le sue malefatte. Ha il compito di occupare Marsiliana.
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1455
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|
|
Gen.
|
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|
Toscana
|
Nel marasma generale, entra
a contesa con Giberto da Correggio; gli toglie 2 bombarde, che conduce a
Castell’Ottieri.
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|
Giu.
|
Siena
|
Comp. ventura
|
|
Toscana
|
E' contattato
da Silvestro da Lucino affinché si unisca con la compagnia
di Jacopo Piccinino per invadere il senese. Non aderisce all'invito;
si oppone anzi alle minacce portate a tale territorio dal Piccinino.
Si unisce con il Correggio ed il Brunoro; con tali capitani
contrasta l’avversario a Magliano in Toscana.
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1456
|
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|
|
Giu.
|
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Romagna
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Lascia Faenza e si recaa
Forlì con 20 cavalli, dove è ospitato da Cecco e Pino Ordelaffi. Alla fine
del pranzo, rientra a Faenza.
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Dic.
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Emilia
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Muore a Ferrara.
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